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nuovo modo di concepire il mondo e se stessi

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Presentazione sul tema: "nuovo modo di concepire il mondo e se stessi"— Transcript della presentazione:

1 nuovo modo di concepire il mondo e se stessi
RINASCIMENT0 nuovo modo di concepire il mondo e se stessi (UMANESIMO)

2 LE SIGNORIE IN ITALIA SFORZA ESTENSI MEDICI MALATESTA MONTEFELTRO PAPI
MILANO SFORZA

3 L’UOMO RISCOPRE SE STESSO
L’uomo del ‘400 è sospinto da una grande curiosità intellettuale. Ogni aspetto della cultura concorre a mettere in risalto la grandezza e la dignità dell’uomo. L’artista cerca una nuova concretezza nelle figure rappresentando uomini nel suo tempo. La resa dei volumi e la ricerca di uno spazio misurato in cui la figura “vive” sono espressione della centralità dell’uomo. L’interesse per la figura umana si approfondisce attraverso lo studio dell’anatomia che arricchisce la rappresentazione più naturalistica del corpo umano e del volto.

4 SI RISCOPRE L’ARTE CLASSICA
Gli architetti usano colonne, archi, lesene, come nei monumenti dell’antica Roma: gli ordini architettonici ricompaiono negli edifici e nei dipinti, insieme all’equilibrio delle opere classiche. I soggetti mitologici si diffondono sviluppando complessi significati simbolici.

5 L’ARTE IMITA LA REALTA’
L’uomo del ‘400 crede che l’arte debba imitare la natura. La visione dell’uomo come misura e rapporto con la natura e lo spazio circostante, porta a progettare ambienti con geometrica proporzione. La prospettiva esprime in pittura questa esigenza di definire lo spazio e di rappresentare la terza dimensione con regole.

6 UN NUOVO PRINCIPIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Gli architetti ricavano dalle opere antiche regole per un nuovo criterio di progettazione. Un metodo razionale basato sulla proporzione. Nel Rinascimento l’architettura assume un ruolo chiave, poiché subisce un profondo cambiamento: ogni edificio viene costruito per un utilizzo ben definito e non solo per bellezza (derivata dall’armonico equilibrio tra le sue parti) o per celebrare un personaggio importante, storico o una famiglia potente.

7 LA CITTA’ IDEALE La città diviene un punto di riferimento fondamentale, assume un ruolo importante nella vita sociale in quanto viene visto come luogo in cui si manifesta l’operare concreto dell’uomo; si afferma il concetto di città ideale, poiché basata sugli ideali di armonia e geometria degli spazi. Viene introdotto il concetto di urbanistica (razionalizzazione degli spazi). Le antiche città vengono riammodernate e rinnovate secondo gli ideali tipici dell’Umanesimo (= uomo al centro del pensiero e dell’universo). Così, artisti e manualisti producono una grande quantità di progetti di città ideale.

8 LA PITTURA DEL PRIMO RINASCIMENTO

9 MASACCIO Per primo applica in modo rigoroso il nuovo linguaggio prospettico, rappresentando le figure in uno spazio concreto e misurabile in profondità. La sua pittura è essenziale nelle forme e senza ornamenti. Masaccio umanizza i suoi soggetti: le figure solide fanno intuire un corpo sotto i manti; il chiaroscuro è nitido, studiato su una fonte luminosa immaginata come reale. Tra le sue opere più importanti vi è la Trinità dove utilizza le regole prospettiche costruendo una composizione con vari piani di profondità e uno spazio architettonico ispirato a Brunelleschi. Trinità Affresco, 667x317 cm. Firenze, Basilica di S. Maria Novella

10 Nell’opera il punto di fuga, calcolato in funzione di un osservatore posto a 9 mt. di distanza, è ai piedi del Crocifisso determinando una visione dal basso verso l’alto, dando così allo spettatore l’illusione di una vera cappella, ricavata bucando il muro. Se la cappella fosse reale, i personaggi sarebbero fra loro ad una distanza simile a quella indicata nella ricostruzione. La profondità dello spazio è accentuata dal soffitto a lacunari della volta a botte.

11 BEATO ANGELICO La sua figura rappresenta un significativo momento di passaggio tra lo stile medievale e quello rinascimentale. Unisce il rigore mistico con il Naturalismo dell’ Umanesimo fiorentino. Egli utilizza la prospettiva e rappresenta gli elementi della natura, con un raffinato chiaroscuro. Annunciazione 1440 c.a. affresco 230x321 cm. Firenze Museo di S. Marco

12 ANDREA MANTEGNA Cognato di Giovanni Bellini e di formazione Padovana, lavora molto alla corte dei Gonzaga a Mantova , dove decora varie stanze del loro palazzo. Esperto conoscitore della prospettiva, la applica sapientemente creando spesso effetti illusionistici. Egli con la sua pittura, evoca la grandezza eroica dell’ antichità classica. Dipinge figure solide e volumetriche, anatomicamente perfette, come fossero statue antiche alle quali spesso affianca frammenti archeologici. Per rendere più maestose le sue rappresentazioni spesso usa la prospettiva dal basso verso l’alto. S. Sebastiano 1480 c.a. Tempera su tela 257x142 cm. Parigi, Museo del Louvre

13 CAMERA DEGLI SPOSI ( CAMERA PICTA ) 1465-1474
Presso la corte dei Gonzaga nel palazzo ducale di Mantova, Mantegna decora ad affresco e con tempera a secco, La Camera degli sposi per celebrare la famiglia del marchese Gonzaga. È una stanza quasi cubica, le pareti e i soffitti sono dipinti in modo da sembrare come se ci si trovasse al centro di un loggiato o di un padiglione aperto verso l'esterno. Sul soffitto si apre una finta finestra circolare da cui si vede il cielo. All’interno e all’esterno di una balaustra le figure sono in scorcio come mai prima d’ora. È questa la più straordinaria prospettiva dal basso verso l’alto del Quattrocento.

14 PIERO DELLA FRANCESCA Autore del trattato sulla teoria della prospettiva “De prospectiva pingendi “, eleva la figura dell’artista al rango d’intellettuale, unendo l’ opera pittorica a concetti teorici, indagando discipline care agli umanisti come la matematica e la geometria. La pittura di Piero è caratterizzata dalla luminosità dei colori puri e da una rigorosa applicazione della prospettiva. Le sue figure, spesso immobili, sono collocate secondo leggi armoniche, ottenute attraverso rapporti matematici che rispecchiano la perfezione del creato. Sacra conversazione Tempera e olio su tavola 251x172 cm. Milano Pinacoteca Brera

15 In questo dipinto , commissionato dal duca Federico II da Montefeltro (Urbino) Piero converge la prospettiva centrale verso il volto di Maria, che assume così il massimo rilievo in quanto fulcro della rappresentazione. Un uso sapiente del chiaroscuro contribuisce a determinare la profondità dello spazio. La ricostruzione architettonica è tipicamente Rinascimentale con evidenti rimandi all’arte classica ed è talmente maestosa da diventare protagonista dell’immagine al pari delle figure. Una sapiente conoscenza dell’uso dei simboli viene evidenziata nella collocazione di un uovo di struzzo nell’ abside simbolo della nascita miracolosa di Gesù (Immacolata Concezione) ma allusione anche alla recente nascita del figlio del duca.

16 L’architettura nel Quattrocento
«Periodo di grande rinnovamento culturale ed artistico»

17 L’architettura del 400 s’ispira a modelli dell’arte classica antica (greca- romana) ricercando ideali di armonia e equilibrio riscoprendo e studiando antichi trattati come “De architettura “ di Vitruvio e scrivendone di nuovi (“ De re Aedificatoria” L.B. Alberti) Gli edifici rispetto lo sviluppo verticale gotico tendono alla ricerca di una nuova bellezza fondata sulla proporzione armonica delle varie parti e su una decorazione sobria. Gli edifici venivano progettati seguendo un disegno basato su precise regole geometriche e come unità di misura vengono adottati due figure geometriche in particolare: il cerchio ed il quadrato, riproposte secondo uno schema modulare. Leon Battista Alberti S.Maria Novella Firenze

18 I maggiori esponenti della prima
architettura rinascimentale, sono Brunelleschi e Leon Battista Alberti. Leon Battista Alberti Brunelleschi

19 FILIPPO BRUNELLESCHI L’artista che applica per primo i nuovi principi rinascimentali è Filippo Brunelleschi ( ). Egli realizza nelle sue opere le armonie e le proporzioni che caratterizzano i monumenti dell’antichità, studiati direttamente a Roma. Abbandona i modi costruttivi dell’architettura medioevale e adotta elementi classici: arcate semicircolari a tutto sesto, timpani, colonne doriche, ioniche e corinzie; Al posto delle volte a crociera gotiche, usa coperture piane e a cupola, con proporzioni più armoniose, riprese dall’antica Roma. La cupola diventa un elemento caratteristico dell’architettura rinascimentale e anche successivamente verrà usata come simbolo della volta celeste.

20 CUPOLA DI S.MARIA DEL FIORE
L’opera principale realizzata da Brunelleschi è la cupola di S. Maria del Fiore a Firenze. La chiesa terminata nel 1413 era priva di copertura. Brunelleschi, partendo da un attento studio del Pantheon a Roma, elabora in modo innovativo una cupola di copertura che andrà ad innestarsi sul tamburo gotico di forma ottagonale già esistente. Filippo Brunelleschi Cupola S. Maria del Fiore diametro 45,5m. Firenze

21 Brunelleschi progetta una struttura autoportante, cioè in grado di sostenersi da sola. La cupola secondo il progetto è composta da due calotte distinte, una sovrapposta all’altra; in questo modo il peso della copertura era diviso tra le due calotte e più facilmente scaricabile sul tamburo. L’idea rivoluzionaria fu quella di formare uno sopra l’altro, una serie di anelli concentrici autoportanti: ogni cerchio una volta chiuso restava compatto e faceva da base all’anello superiore, evitando così l’uso di un’armatura in legno all’epoca irrealizzabile.

22 Il primo progetto eseguito da Brunelleschi è lo Spedale degli Innocenti, prima opera rinascimentale ispirata al mondo classico. Lo Spedale degli Innocenti ideato per curare e allevare i bambini orfani o abbandonati e dar loro un mestiere,fu edificato al tempo della Repubblica fiorentina per volontà dell'Arte della Lana, che lo finanziò interamente, e affidato a Brunelleschi, che qui realizzò un esempio armonico e razionale di architettura. Il Portico è caratterizzato da arcate a tutto sesto su colonne corinzie. L’altezza delle colonne e l’ampiezza degli archi sono regolate da rapporti geometrici basati sul quadrato e sul cerchio considerate figure ideali. Particolare attenzione viene data agli elementi di sostegno e alla decorazione, colonne capitelli, archi, e cornici sono in pietra serena grigia a rilievo sull’intonaco chiaro.

23 IL TEMPIO MALATESTIANO
La facciata si ispira ai grandi archi trionfali; Il portale è inquadrato da nitide cornici; Come i tempi classici, esso poggia su un basamento; Gli archi in sequenza sui fianchi dell’edificio ricordano quelli degli acquedotti romani; Secondo il progetto, una cupola avrebbe dovuto sormontare la chiesa, ad immagine del pantheon.

24 LA PITTURA DEL CINQUECENTO

25 MICHELANGELO BUONARROTI ( ) E’ un artista poliedrico: scultore, pittore, architetto, poeta. Opera alternativamente a Firenze e a Roma presso i papi ( in particolare Giulio II e Paolo III) che gli affidano prestigiosi incarichi, tra i quali la decorazione della volta della Cappella Sistina e circa 28 anni dopo, la parete di fondo della medesima cappella, con il il Giudizio Universale. Egli viene descritto come un uomo chiuso, dalla personalità tormentata e inquieta, irascibile, avaro e geniale, assorto in un lavoro solitario,in continua ricerca interiore. È la figura dominante di tutto il cinquecento, il principale interprete del culmine e della crisi dei valori del Rinascimento. Egli sintetizza i suoi valori esprimendosi con un linguaggio monumentale guidato da un’intensità espressiva, ricercando sempre l’armonia e la perfezione delle forme.

26 LA VOLTA DELLA CAPPELLA SISTINA
Nel 1508 papa Giulio II incarica Michelangelo per il restauro della cappella Sistina. L’artista riproduce una finta architettura che collega le scene bibliche e le figure isolate, ordinandole secondo un preciso svolgimento narrativo e simbolico. Nelle lunette e nelle vele che segnano strutturalmente il passaggio tra la volta e le pareti sono raffigurati i progenitori di Cristo. Nei pennacchi, che sembrano dei troni sono rappresentati i profeti e le Sibille; nei quattro pennacchi angolari si trovano quattro episodi fondamentali della storia di Israele; Nella parte centrale sono rappresentate , in nove riquadri, le Storie della Genesi, inquadrate dalle possenti figure degli ignudi, tra le quali ricordiamo in particolar modo la Creazione di Adamo. Ebrezza di Noè Diluvio universale La cacciata dal paradiso terrestre La creazione di Eva Sacrificio di Noè La creazione di Adamo La separazione della luce dalle tenebre La separazione delle acque dalla terra La creazione degli astri

27 CREAZIONE DI ADAMO Dio, con la veste purpurea, è circondato da un gruppo d'angeli, ma al posto degli stereotipati serafini e cherubini,vengono rappresentate delle figure reali, impegnati in uno sforzo come per sollevare il nimbo e composti in vari atteggiamenti. Le mani non si toccano,ma il passaggio della vita da Dio ad Adamo, viene rappresentato con l’energia vitale che Dio trasmette all’uomo.

28 IL GIUDIZIO UNIVERSALE
Il Giudizio Universale illustra il momento in cui, nel giorno della Resurrezione Cristo decreterà la salvezza o la dannazione degli uomini. Egli rappresenta la scena con più di quattrocento figure che si agitano, piangono, lottano. Non esprime più la bellezza e la perfezione rinascimentale, ma lo smarrimento disperato dei personaggi. Cristo Giudice, al centro della composizione crea con il movimento delle sue mani, un vertiginoso turbinare, una sorta di vortice, senza nessun riferimento prospettico. Michelangelo Buonarroti parete della Cappella Sistina.Roma Affresco1370x1200 cm

29 GIUDIZIO UNIVERALE L’ opera è divisibile in tre zone fondamentali: in alto nelle lunette, gli angeli con gli strumenti della Passione; al centro, Cristo e la Vergine tra i santi; nella zona inferiore,a sinistra si trovano i salvati mentre alla destra i Dannati che andranno all’inferno. Nel dipinto le figure maschili erano completamente nude,ma dopo la morte di Michelangelo la Chiesa decise di coprire le parti intime dei personaggi in parte rimosse nel restauro degli anni ’90

30 RAFFAELLO SANZIO ( ) Più giovane di Leonardo e Michelangelo, ammira e studia le loro opere,elaborando uno stile personale: la sua pittura è ricerca di perfezione e armonia, nessun elemento dell’immagine prevale sull’altro,ricreando quasi una realtà ideale. Le regole della prospettiva geometrica sono padroneggiate da Raffaello con maestria per ricreare spazi vasti e profondi in cui collocare ordinatamente i personaggi dei suoi soggetti sacri. Agli inizi del cinquecento lavorò a Firenze, dove conobbe personalmente Leonardo e Michelangelo. Egli s’ispira a Leonardo nella dolcezza delle figure e del paesaggio, anche se i suoi dipinti non rilevano mai una tendenza all’osservazione scientifica della natura. L’esempio di Michelangelo, invece, si riconosce nel modo di definire l’anatomia delle figure, che assumono pose anche molto articolate con forti torsioni del busto rispetto le gambe. Dal fu a Roma, con papa Giulio II, dove affrescò per lui, alcune sale dei palazzi Vaticani Nelle sue opere fondamentale è l’equilibro dei colori, il chiaroscuro e la grande capacità tecnica nell’uso della pittura a olio.

31 Scuola di Atene c. a. Affresco 772x550 cm Città del Vaticano, Palazzi Vaticani Stanza della Segnatura Rappresenta il tema della Filosofia. Grandi uomini dell’antichità, matematici e filosofi, sono raffigurati accanto ad artisti e personaggi contemporanei, per indicare l’unione tra saper antico e moderno. Le figure di Platone e Aristotele, poste al centro dell’opera, rappresentano i principali sistemi filosofici del pensiero rinascimentale. La scena è ambientata in una solenne architettura, con volte a botte cassettonate, che richiama l’architettura di Roma antica, riprendendo gli studi del Bramante. L’uso della prospettiva è segnalato dal decrescere degli archi posti in successione con il punto di fuga posto tra i due filosofi, che assumono così massimo risalto. La luce costituisce un elemento fondamentale: una luminosità intensa e chiara esalta le forme, accentua la nitidezza dei colori, crea profondità di spazio. Le figure sono ben modellate, gli atteggiamenti vivaci e animati; la scena è descritta in modo equilibrato e armonioso, con attenzione alle proporzioni e al rigore prospettico.

32 Platone (ritratto di Leonardo) e Aristotele
Scuola di Atene Platone (ritratto di Leonardo) e Aristotele Raffaello autoritratto Eraclito (ritratto di Michelangelo) Euclide(ritratto Bramante)

33 MADONNA SISTINA Raffaello realizza diversi quadri a soggetto religioso. Secondo l’uso rinascimentale, la Madonna è bella e giovane e gioca o tiene il figlio in braccio; ma Raffaello, riesce, con la sua pittura a umanizzare la madre di Gesù, colmandola di sentimento e calore. Le figure rispettano l’impostazione tradizionale piramidale ma, incorniciate da pesanti tende aperte come un sipario teatrale, coinvolgono immediatamente lo spettatore rendendolo partecipe attraverso un gioco di sguardi ancora inusuale per l’epoca. Non è la visione del divino da parte dei devoti, ma il divino che appare e va verso i devoti. Al centro, si affacciano due squisiti angioletti pensosi, tra le realizzazioni più popolari di Raffaello, spesso riprodotti come soggetto indipendente. Sacra Conversazione,  Olio su tela 265x196cm Gemäldegalerie di Dresda.

34 Particolare Sacra Conversazione, 1513-1514
 Olio su tela 265x196cm Gemäldegalerie di Dresda.

35 LEONARDO da VINCI ( ) Leonardo è stato pittore, scultore, musico e matematico, scienziato, ingegnere e architetto. Per lui la pittura è l’arte per l’eccellenza, quella che può studiare la natura con la massima fedeltà. Per esprimere i moti dell’animo egli si esercita,attraverso il disegno,sulle diverse fisionomie ed espressioni e anche sull’anatomia. Per realizzare i volumi utilizza una tecnica particolare di stesura del colore che viene appunto,chiamata “lo sfumato leonardesco”, con la quale l’artista evidenzia i volumi eliminando i contorni del disegno. Per descrivere meglio la natura Leonardo utilizza la cosiddetta prospettiva aerea, tecnica con la quale, per rendere la profondità dello spazio schiarisce progressivamente i colori dello sfondo all’aumentare della distanza.

36 LA GIOCONDA È l’opera più famosa di Leonardo e la più nota in tutto il mondo. L’artista vi ha lavorato per lungo tempo, portandosela dietro nei suoi spostamenti dall’Italia alla Francia.La donna del ritratto è forse Monna Lisa, moglie del banchiere fiorentino Francesco del Giocondo, da cui il nome del dipinto. Il dipinto è realizzato secondo le tecniche leonardesche: l’uso della prospettiva aerea, dove gli oggetti man mano che si avvicinano all’orizzonte, assumono una minore definizione e vi è una progressiva diminuzione dell’intensità dei colori; le velature: strati di colore molto diluito che si sovrappone a una superficie già dipinta per ricercare un’attenuazione del colore steso in precedenza, o per armonizzare più colori tra loro. Gioconda circa Olio su tavola 77x53 cm Parigi Museo del Louvre

37 roccioso, in cui dominano fiori e piante acquatiche;
LA VERGINE DELLE ROCCE. La scena raffigura l'incontro tra il piccolo Gesù e Giovanni Battista e si svolge all’interno di una grotta in un umido paesaggio roccioso, in cui dominano fiori e piante acquatiche; In questo dipinto sono presenti tre fonti di luce, perché per Leonardo, la luce è presente in tutte le particelle dell’atmosfera, e per creare un effetto naturale tramite la tecnica pittorica dello sfumato, Leonardo capì che una sola fonte di luce avrebbe creato dei contrasti troppo netti. Egli mise quindi più fonti d’illuminazione: una davanti al dipinto ad illuminare le quattro figure, ed altre due più deboli, sulle aperture nel fondo della grotta. L’artista ricreava così, con leggeri mutamenti verso toni più chiari, o più scuri, le stesse variazioni di luminosità che si avvertono quando si guarda un paesaggio reale. Leonardo da Vinci Bartolomeo Scorione Musée du Louvre di Parigi Olio su tavola199x122 cm Vergine delle rocce, Olio su tela 123x198 cm. Parigi, Museo del Louvre

38 Architettura

39 MICHELANGELO Prende esempio dall’architettura di Brunelleschi, ma i suoi progetti sono caratterizzati da una grandiosità e una plasticità nuove, in quanto tende ad esaltare il volume e il forte rilievo. Le sue opere si distinguono per le soluzioni originali adottate: egli rielabora criticamente il linguaggio classico mettendo in discussione i valori considerati ormai stabili, come gli ordini architettonici. Lavora prima a Firenze realizzando la Biblioteca Laurenziana e la Sagrestia Nuova di San Lorenzo, a Roma realizza la Cupola della Basilica di S. Pietro e la Piazza del Campidoglio

40 Michelangelo-1546- Cupola S. Pietro-Roma-
LA CUPOLA DI SAN PIETRO Nel 1546 con papa Paolo III a Roma nella città del Vaticano, Michelangelo diventa responsabile della Fabbrica di San Pietro, per il rinnovamento dell’antica Basilica, una delle chiese più importanti della cristianità, poiché costruita sulla tomba di Pietro. L’ artista interviene progettando la cupola e la zona absidale. L’iniziale progetto , voluto da papa Giulio II, del Bramante aveva già subito numerose variazioni. Michelangelo riafferma con forza la primitiva idea dell’impianto centralizzato, proponendo nuovamente un edificio a croce greca,inscritto in un quadrato. Michelangelo Cupola S. Pietro-Roma- Bramante San Pietro

41 All’incrocio tra i due bracci s’innalza il tamburo, in cui si aprono fra coppie di colonne corinzie , grandi finestre che illuminano l’interno absidale della chiesa. In corrispondenza delle doppie colonne del tamburo si innestano i costoloni sporgenti della cupola. In alto i costoloni si riuniscono nella lanterna, in cui è ripreso il motivo delle doppie colonne. Esse creano un ritmo serrato e regolare, animando con il loro chiaroscuro la superficie architettonica. E’ una delle più importanti opere di Michelangelo, portata a termine però da Giacomo Della Porta che l’alzo di circa 10 metri rispetto al progetto di Michelangelo facendole perdere la forma rotondeggiante nel

42 GIULIO ROMANO Giulio Romano, architetto e pittore è un perfetto interprete del linguaggio rinascimentale. Nasce nel 1499 e la sua opera più conosciuta è il palazzo Te. La sua carriera inizia a Roma come allievo di Raffaello Sanzio . E’ stato un grande pittore nella corte di Francesco II Gonzaga a Mantova. In fine muore a Mantova nel 1546 , la sua morte gli impedì di ritornare a Roma per divenire primo architetto della fabbrica di san Pietro. Collaborò con il maestro nelle sue grandi imprese pittoriche come gli affreschi della villa Farnesina, delle Logge e delle Stanze Vaticane.

43 PALAZZO TE-MANTOVA (1532-1535)
Il palazzo del Te, costruito per volere dalla famiglia Gonzaga appena fuori Mantova, è un’elegante villa progettata e decorata da G. Romano. Egli riveste le sale della villa con grandi affreschi dal soggetto mitologico. Sorprendente è la Sala dei Giganti, così chiamata perché vi è raffigurata la sconfitta dei Giganti da parte degli dei del monte Olimpo. Nella sala è descritto il momento drammatico in cui Giove fa precipitare i Giganti tra i massi. La villa ha elementi classici e moderni come le colonne ,logge ad archi e sequenze di finestre a motivo Serliano.( è una grande finestra con un arco centrale e due aperture laterali separate da colonne; questo motivo conobbe grande fortuna nel 500).

44 DONATO BRAMANTE ( ) Bramante è considerato, insieme a Michelangelo e a Raffaello, una delle maggiori personalità artistiche del Rinascimento italiano. Coniugando gli ideali formali dell'antichità classica con quelli dell'arte cristiana, attinse a una monumentalità che aprì la strada al più elaborato stile barocco del secolo seguente. Fu attivo prima a Milano, condizionando lo sviluppo del rinascimento lombardo e poi a Roma dove progettò, oltre alla basilica di S. Pietro che non fece in tempo a realizzare, il più grandioso tempio del cristianesimo: il Tempietto di S. Pietro in Montorio.

45 TEMPIETTO DI S.PIETRO IN MONTORIO ROMA1502-1509
Questa costruzione, simbolo del cinquecento, viene assegnata a Bramante dal Re di spagna. È un piccolo edificio-monumento, costruito sul luogo del martirio del santo. La costruzione a pianta centrale e forma cilindrica, è uno dei principali esempi dell’architettura rinascimentale. Il tempietto è costituito da un colonnato circolare e delimitato da una sola fila di colonne di ordine dorico-tuscanico sormontato da una cupola che poggia su un alto tamburo. Con questo progetto Bramante, pensava di rappresentare simbolicamente la città ideale: Roma, un tempo fulcro della storia antica, diventava centro della cristianità.

46 S.PIETRO ROMA La basilica di S. Pietro, doveva essere rinnovata perché vecchia e i lavori furono affidati a Bramante che riuscì a progettarla ma non a vederla terminata. Dei suoi progetti è rimasto il famoso piano pergamena che proponeva un piano centrale e a croce greca con al centro una grande cupola con altre quattro croci greche.

47 LA PITTURA VENETA ARTISTI ED OPERE

48 Caratteristica della pittura veneta è il perfezionamento della tecnica della pittura ad olio, sviluppata dagli artisti fiamminghi, che permette una gamma di sfumature di colore molto vasta. Altro aspetto importante è l'attenzione naturalistica del paesaggio che raggiungerà a Venezia il più alto risultato dell’intera storia rinascimentale. Si parla infatti a Venezia di “pittura atmosferica”data dall’uso di colori caldi, evitando contrasti acuti e realizzata, attraverso l’uso di sfumature e velature, cercando di ricreare una continuità cromatica e luminosa, detta tonalismo, o pittura tonale, tecnica artistica tipica della tradizione veneta del XVI sec., legata a una particolare sensibilità del colore. Con la graduale stesura del colore in velature sovrapposte si ottiene, essenzialmente, un morbido effetto plastico e di fusione tra soggetti e ambiente circostante. Il colore inoltre è l'elemento principale che determina il volume e la scansione dello spazio. Avviene quindi un abbandono del disegno e delle linee di contorno affidato interamente ad una sapiente calibrata orchestrazione del colore mettendo così in netto contrasto la scuola veneziana/veneta a quella fiorentina, basata sul "primato del disegno”.

49 GIOVANNI BELLINI (1430c.a.-1516)
Bellini è l'artista di svolta della pittura veneziana. Determinante fu l'incontro con Andrea Mantegna da cui apprese il modo di dare risalto alle figure mediante il colore e le linee nette. Bellini rappresenta la natura,delicata e armoniosa nella quale l'uomo si inserisce senza contrasti fondendosi in essa. Egli inoltre, rappresenta la profondità dello spazio con la prospettiva cromatica: le distanze sono rese attraverso la gradazione di toni di colore,con una prevalenza di valori freddi in lontananza più caldi e brillanti in primo piano.

50 PALA DI S.ZACCARIA Nel xv sec. si cambiò il modo di realizzare le pale d’altare, al posto dei polittici si affermò l’uso di una tavola unica dipinta. Bellini rispettoso delle innovazione rinascimentali dipinge diverse pale d’altare, aventi come soggetto la Sacra Conversazione: Maria con il Bambino, circondata da santi, come nella Pala di S. Zaccaria. I santi sono assorti e indifferenti alle melodie dell’angelo musicante; s’intravede appena una natura ai lati della finta architettura, che sembra accompagnare l’armonia dell’insieme. Vi è una perfette fusione tra spazio, natura, figure e architettura, tramite la luce e il colore. Pala di S.zaccaria 1505 Tela trasportata su tavola5x2,35 m. Venezia, Chiesa di S. Zaccaria

51 GIORGIONE ( ) Iniziatore del rinnovamento della pittura veneta del Cinquecento, è il primo importante esponente della pittura tonale. Nei suoi dipinti vi è un interesse particolare per la rappresentazione del paesaggio, spesso preminente rispetto ai personaggi. Egli non punta ad una resa realistica dello spazio, ma ricerca soprattutto la riproduzione più esatta possibile della luce e dei suoi effetti. Le sue opere sono per la maggior parte di soggetto allegorico: il loro significato resta per noi in parte sconosciuto e misterioso, perché dense di riferimenti letterari, ai quali oggi è difficile risalire.

52 LA TEMPESTA È considerato il primo quadro dipinto interamente con il colore, senza nessun disegno preliminare. Esso ricava le forme dalle masse del colore, armonizzandole con la luce attraverso l’assegnazione di un tono dominante. Gli elementi del paesaggio sono semplificati e non sono resi in modo realistico. L’atmosfera quasi irreale del quadro ha stimolato gli studiosi a formulare ipotesi sul significato dei diversi elementi della composizione, tutt’oggi ancora enigmatici. La Tempesta c.a. Olio su tela 82x73 cm. Venezia, Gallerie dell’Accademia

53 TIZIANO VECELLIO (1473/ ) Allievo di Giorgione, rispetto al suo maestro, predilige composizioni più dinamiche e ricche di forti contrasti fra luce ed ombra. La sua pittura sacra è considerata rivoluzionaria per le inquadrature in scorcio e la gestualità convulsa delle sue figure. Tra i suoi colori, intensi e molto caldi, spicca l’uso di una tonalità di rosso che diventerà una caratteristica dell’artista e sarà chiamata rosso Tiziano. Ai caratteri di naturalismo e armonia propri dell’arte rinascimentale, unisce i colori brillanti e luminosi della pittura tonale e i soggetti di carattere allegorico e mitologico propri di Giorgione.

54 ASSUNTA Questa pala d’altare, rivela la volontà di Tiziano, di rinnovare il modo di concepire l’impostazione compositiva dei dipinti destinati agli altari: la scena, rispetto al passato, è complessa e carica di un intenso vigore emotivo. L’opera è infatti organizzata in tre registri: in basso vi sono gli apostoli in pose concitate, la Vergine è in piedi sulle nuvole circondata da cherubini, in alto Dio. Sbalordiscono i forti scorci con cui sono ritratti i personaggi e l’intensa luce dorata che raggiunge la massima intensità sopra la testa della Madonna. I toni caldi del rosso hanno funzione unificatrice perché ripetuti nei tre livelli della composizione. Assunta Olio su tavola 690x360 cm. Venezia, S. Maria dei Frari

55 DAL GOTICO AL RINASCIMENTO
L’ARCHITETTURA VENEZIANA DAL GOTICO AL RINASCIMENTO

56 L’ architettura veneziana, precedentemente ai primi “edifici rinascimentali”, sviluppò uno stile caratteristico che è stato definito gotico veneziano. L’architettura gotica a Venezia si affermerà piuttosto tardi, rispetto ad altre città italiane, ma a Venezia culminerà nello splendido gotico fiorito valorizzato dagli effetti provocati dal riflesso dell’ acqua Ca’ d’oro 1421

57 IL GOTICO FIORITO Il gotico veneziano è caratterizzato dai  loggiati delle case-fondaco con colonne sottili e slanciate, archi a sesto acuto spesso polilobati con fasce traforate, spesso definite “trine” o “merlettature Archi polilobati a Palazzo Arian Cicogna xIV sec.

58 Le facciate sono decorate con intarsi marmorei
Facciata di ca’ bernardo XV sec.

59 nei palazzi lungo il Canal Grande
Queste composizioni si diffonderanno nei palazzi lungo il Canal Grande Palazzo Giustinian e Cà foscari XV sec

60 Chiesa dei Frari (1433) San Giovanni e Paolo 1430

61 si sviluppò comunque anche il caratteristico tipo veneziano
Chiesa dei Carmini XIII-XIV sec. si sviluppò comunque anche il caratteristico tipo veneziano di copertura trilobata a “carena di nave” alla quale si rifece l'architetto Mauro Codussi per il coronamento delle sue ben note chiese rinascimentali Chiesa di San Giovanni in Bragora XV sec.

62 IL PRIMO RINASCIMENTO VENEZIANO
La Porta Magna dell’Arsenale è considerata il primo episodio compiutamente espresso nel nuovo linguaggio classico Porta Magna dell’Arsenale, 1460 (attribuita ad Antonio Gambello) Part. Dei capitelli “di recupero” veneto-bizantini

63 ma il primo Rinascimento a Venezia conserverà ancora
gli elementi architettonici e decorativi tradizionali, Tra i rappresentanti più noti di questa nuova architettura fu Pietro Lombardo (Carona 1434 c.a. – Venezia 1515) il capostipite di una famiglia di ”tagiapiera” lombardi molto attivi a Venezia Mauro Codussi (Lenna, 1440 – Venezia, 1504), lombardo anch’esso, la cui attività risultò fondamentale nel primo Rinascimento veneziano. Chiesa di S.Maria dei Miracoli Pietro Lombardo,

64 Chiesa di S.Maria dei Miracoli
Pietro Lombardo, Particolari della facciata

65 MAURO CODUSSI Egli fu il primo artista a trovare una sintesi tra il decorativismo gotico veneziano e le severe e armoniose forme fiorentine. Grazie alla costruzione delle chiese San Michele in Isola e S.Giovanni Grisostomo, Codussi cominciò a mostrare , per la prima volta a Venezia , l’intenzione di dare una maggiore regolarità e armonia allo schema architettonico secondo i criteri rinascimentali . Venezia Chiesa di San Michele in Isola

66 La attuale chiesa di S. Zaccaria
L’attività del Codussi fu molto intensa e partecipò alla realizzazione di molti edifici La attuale chiesa di S. Zaccaria è il frutto di diversi interventi venendosi a configurare come la fusione di elementi gotici e delle nuove forme rinascimentali Chiesa di S.Zaccaria ( ) Antonio Gambello e Mauro Codussi.

67 Inizialmente era in forme tardo gotiche,
come è visibile nella parte basamentale. Il Codussi vi sovrappose una serie di ordini classici sviluppati in larghezza e coronati da motivi curvilinei Chiesa di S.Zaccaria Part.della parte superiore

68 All’interno le colonne di tipo
rinascimentale poggiano sui plinti ottagonali che dovevano essere la base di pilastri gotici.

69 Anche nella scuola grande di S
Anche nella scuola grande di S.Marco abbiamo un intervento del Codussi al quale è attribuita la parte superiore del prospetto e il caratteristico coronamento curvilineo. La parte inferiore è invece opera del Lombardo di cui si riconosce l’abilità decorativa. Venezia Scuola Grande di San Marco P. Lombardo, M. Codussi

70 I nomi dei due artisti li ritroviamo ancora
assieme nella famosa torre dell’orologio in piazza S.Marco La torre realizzata inizialmente da Codussi venne poi affiancata dalle due ali laterali realizzate sotto la guida del Lombardo Torre dell'orologio M.Codussi e P.Lombardo

71 CHIESA DI S. MICHELE IN ISOLA
La chiesa di S. Michele è il prototipo delle chiese di Codussi che si diffuse poi a Venezia e nei suoi domini. La facciata è tripartita attraverso l’uso di lesene, il coronamento è costituito da un timpano semicircolare e contrafforti curvilinei. M. Codussi, Chiesa di S. Michele in Isola

72 oggi sede invernale del Casinò.
Un’altra opera di grande importanza del Codussi è il palazzo Vendramin Calergi, oggi sede invernale del Casinò. E’ un opera tarda in cui Codussi dimostra di avere piena padronanza del linguaggio classico. M.Codussi Palazzo Vendramin Calergi

73 VENEZIA CINQUECENTESCA
E’ in questo secolo che si manifestano i segni di un Rinascimento maturo che si affaccia con ritardo, rispetto ad altre città italiane, sulla laguna. Protagonista di questa trasformazione fu il Sansovino soprattutto con i suoi interventi nell’area marciana (la Zecca, la Loggetta, la Libreria Marciana ) Un altro grande episodio del Rinascimento veneziano è il rinnovamento del complesso benedettino sull’isola di S,Giorgio ad opera del Palladio.

74 Jacopo Tatti detto il Sansovino nasce a Firenze il 2 luglio 1486 fu il massimo architetto della Repubblica di Venezia dal 1529 fino alla morte. Jacopo Sansovino fu il primo architetto nella città dei canali ad introdurre lo stile monumentale del rinascimento maturo, sebbene adattato alle caratteristiche architettoniche della città di Venezia, fino ad allora dominata dallo stile ornato e minuzioso di Codussi. Loggetta del Sansovino Venezia campanile di S. Marco

75 in cui il Sansovino era “proto supra le fabbriche di S.Marco.
La nuova Zecca rientrava nei piani di un grande rinnovamento dell’area marciana in cui il Sansovino era “proto supra le fabbriche di S.Marco. Sansovino Zecca in primo piano Libreria_Marciana sansovino

76 festoni e da un attico di ascendenza classica.
Realizzata per custodire ricche raccolte antiquarie fra cui quella del cardinal Bessarione Scandita da doppio ordine di semicolonne , è conclusa con un elaborato fregio con festoni e da un attico di ascendenza classica. Sansovino, Libreria Marciana

77 LA SCULTURA

78 IL RATTO DELLE SABINE IL DAVID

79 DONATELLO

80 LA PIETA’

81 I CROCIFISSI DI DONATELLO e BRUNELLESCHI

82 Giambologna IL RATTO DELLE SABINE

83 IL RATTO delle SABINE Data di realizzazione : 1579 – 1583
Destinazione d’uso : Decorare una fontana Ubicazione : Firenze -Loggia dei Lanzi Altezza : 410 cm

84 L’opera raffigura un episodio leggendario della storia di Roma
L’opera raffigura un episodio leggendario della storia di Roma . In esso si narra di come Romolo abbia invitato a banchetto il popolo dei Sabini e abbia rapito successivamente alcune ragazze , con l’intento di popolare la città appena fondata . L’opera è composta da tre personaggi : -un uomo inginocchiato , con la mano sul volto in segno di sorpresa; -quest’ultimo è sottomesso ad un altro uomo , in piedi colto nell’attimo di afferrrare una donna; -una donna che tenta invano di divincolarsi .

85 LA PIETA’ di MICHELANGELO
Data di realizzazione : Destinazione d’uso: Decorazione chiesa di S. Petronilla-Siena Ubicazione: Basilica di S. Pietro - Vaticano Dimensioni: altezza 174 cm larghezza 195 cm profondità 96 cm

86 LA PIETA’ La pietà è fondata su una compostezza ed un equilibrio ideali . Le figure di Cristo e di Maria sono perfettamente levigate;lo splendore dei volti e la perfezione dei corpi sembrano affermare il superamento della dimensione umana e del dolore stesso . Michelangelo applica uno schema piramidale accentuato dalla veste di Maria. Ella,ripiegandosi leggermente indietro,si oppone al peso del figlio costituendo così uno schema compositivo unitario.

87 Il David di Donatello , Michelangelo e Verrocchio

88 QUESTE TRE STATUE RAPPRESENTANO IL GIOVANE PASTORE CHE , DURANTE LA GUERRA TRA EBREI E FILISTEI , AVEVA SCONFITTO , ARMATO SOLAMENTE DELLA PROPRIA FIONDA IL GIGANTE GOLIA .

89 Il DAVID di Michelangelo
Data di realizzazione : circa Destinazione d’uso: Festeggiare la Repubblica Fiorentina Ubicazione: Inizialmente collocata a Piazza della Signoria a Firenze , adesso è conservata nella Galleria dell’Accademia sempre nella medesima città Dimensioni: h 410 cm -> 517 comprendendo il piedistallo

90 Il fanciullo è rappresentato nel momento che precede l’azione : egli studia il nemico guardando fisso davanti a se Egli è composto:è presente la ponderazione della statuaria greca classica e una resa dettagliata della muscolatura Michelangelo ha voluto esprimere la superiorità della ragione e della sua forza morale. La statua infatti fu collocata davanti Palazzo Vecchio a Firenze per simboleggiare i valori civili della città.

91 Il David di Donatello Data di realizzazione: 1440 circa Destinazione d’uso: Celebrazione delle nozze di Lorenzo il Magnifico Ubicazione : Museo nazionale del Bargello Dimensioni: h 158 cm diametro 58 cm circa

92 IL TUTTOTONDO Il David è la prima scultura a tutto tondo di una figura maschile nuda a grandezza naturale dai tempi dell’antichità . Questa statua è fatta in modo che lo spettatore possa ammirarla girandoci intorno da ogni lato .

93 LA SPADA Il giovane è raffigurato con una lunga spada nella mano destra , mentre nella sinistra si nota il sasso usato per uccidere il gigante , la cui testa si trova ai piedi del David .Egli inoltre non ha bisogno di armature poiché protetto dalla Volontà Divina .

94 LA LUCE La superficie bronzea liscia e levigata permette uno straordinario gioco di luce, che mette in risalto le decorazioni dei gambali, i capelli ma soprattutto la precisione con cui l’autore ha saputo riprodurre il corpo umano (il volto , le mani , le ginocchia ecc.)

95 IL VOLTO Lo sguardo pensieroso esprime la consapevolezza della vittoria ottenuta , ma anche un certo turbamento per la lotta appena conclusa .

96 LA COMPOSIZIONE La composizione è impostata su linee curve che si contrappongono tra loro equilibrandosi : ciò dà l’idea del movimento .

97 Il DAVID del Verrocchio
Data di realizzazione: Committente: Famiglia De’Medici (fratelli Lorenzo e Giuliano) Ubicazione: Museo del Bargello - Firenze Dimensioni: h 126 cm circa

98 Con la testa del gigante Golia ai piedi, Davide si erge vittorioso con una posa fiera ed elegante, dolcemente ancheggiante sulla destra, bilanciata da il braccio appoggiato in vita e dalla testa girata a sinistra. Nel braccio destro invece tiene la spada, che scarta verso l'esterno. Lo spazio viene quindi occupato in maniera complessa e sollecita molteplici punti di vista da parte dello spettatore. Lo sguardo è sfuggente, rivolto vagamente di lato, e con il sorriso appena abbozzato genera una sfumatura espressiva di spavalderia adolescenziale, che testimonia un inedito interesse verso le sottigliezze psicologiche.

99 Il Crocifisso di Donatello Il Crocifisso di Brunelleschi
I due Crocifissi Il Crocifisso di Donatello Il Crocifisso di Brunelleschi

100 Il CROCIFISSO di Donatello


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