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Premessa Strumenti Manuali Legno Lezioni Fine

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Presentazione sul tema: "Premessa Strumenti Manuali Legno Lezioni Fine"— Transcript della presentazione:

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4 Premessa Strumenti Manuali Legno Lezioni Fine

5 Premessa La lavorazione del legno ha origini antichissime. In Valle d'Aosta così come in Alto Adige, ma come anche in altre località soprattutto montane, la lavorazione del legno è sempre stata un'attività artigianale fra le più importanti. In particolare, questa forma di artigianato è una vera e propria arte decorativa che si esprime attraverso una serie praticamente infinita di motivi. L'uso della punta del coltello deriva proprio dall'origine pastorale di quest'arte che era praticata da pastori e contadini con l'unico mezzo semplice, economico e praticamente in possesso di tutti: il proprio coltello. A questa si affianca in modo più evoluto la scultura, sia essa a bassorilievo che a tutto tondo. In particolare, diciamo che l'intaglio a punta di coltello può essere visto come un entry point della scultura in quanto è più abbordabile, anche perché si basa sostanzialmente su decori piani. Non per questo comunque dobbiamo considerarlo come una forma artistica minore, infatti, con la pratica e l'esperienza si ottengono lavori decisamente pregevoli. L'intaglio sostanzialmente posa le sue fondamenta su una forma molto semplice che è il triangolo. L'utilizzo di questa semplice forma può dare vita a figure più complesse e notevoli. L'introduzione con l'esperienza di nuove figure basate sempre sulla forma del triangolo, ma con lati arrotondati, può dare vita a disegni sempre più complessi ed armoniosi. Oggi per praticare questa forma d'arte non si ricorre più al semplice coltello da pastore, ma sono in commercio coltelli specifici, di varie forme e dimensioni, che agevolano il compito dell'intagliatore Menu Principale

6 Strumenti I coltelli da intaglio esistono di varie marche e forme. Personalmente uso quelli della ditta N.Codega di Premana (LC) (www.codega.it) ma anche i coltelli di Stubai (Austria). Le foto si riferiscono a quelli di Codega.www.codega.it La tabella che segue riporta la numerazione dei coltelli Codega per tipo di lama. Il consiglio è di procurarsi almeno il numero 5, il 7 ed il b. Ovviamente il meglio è possedere la serie completa. ImpugnaturaAffilaturaMenu Principale

7 Impugnatura Menu PrincipaleStrumenti Il coltello si impugna prevalentemente tra il pollice e l'indice (fig.1), anche se qualcuno preferisce utilizzare il pugno chiuso (fig.2). Personalmente uso limpugnatura di fig.1 anche perché il pollice viene usato come punto dappoggio e mi da maggiore precisione. Fig.1Fig.2

8 Affilatura Menu PrincipaleStrumenti La parte terminale dei ferri da taglio ha uno smusso che viene chiamato bisello, che penetra nel legno separandone le fibre. Il filo può essere a tagliente interno, esterno o a due taglienti, e langolo di sfoglia, che determina la lunghezza del bisello, può andare da 20° a 30°. E evidente che tanto più langolo di sfoglia è acuto, quanto più la lama taglia e penetra facilmente, ma il suo filo è fragile, mentre in caso contrario ha più resistenza al taglio ma una durata superiore. I Parametri che condizionano langolo di taglio sono: 1.Il materiale che stiamo lavorando, più acuto per legni teneri e più aperto per legni duri. 2.La qualità e la durezza della lama che stiamo usando 3.Il tipo di pressione a cui sottoponiamo lattrezzo, più acuto per strumenti come i coltelli da intaglio, più largo per le sgorbie usate a mazzuolo. 4.La forza con cui siamo soliti lavorare. Si può paragonare la lunghezza del bisello alla mina di una matita che ognuno sceglie in base alla maggiore o minore leggerezza del tratto, della carta e così via.

9 Affilatura Menu PrincipaleStrumenti Affilatura con mola ad acqua Le affilatrici più comuni sono quelle con mola verticale, raffreddate ad acqua. Laffilatura viene eseguita posando lo smusso sulla pietra ed esercitando una pressione costante. I coltelli si muovono lateralmente nei due sensi, per correggere le leggere imperfezioni della superficie della pietra. Le affilatrici di questo tipo hanno di solito da un lato la pietra con una velocità di rotazione ridotta, dallaltro un supporto a velocità normale, su cui possiamo inserire dei dischi di tela che possiamo usare, leggermente impregnati di pasta abrasiva, per togliere la sbavatura lasciata dalla mola e lucidare lacciaio ……

10 Affilatura Menu PrincipaleStrumenti …… Gli utensili vanno posati sulla tela con la stessa angolazione con cui sono stati posati sulla pietra, su entrambi i lati, e girati più volte finchè la sbavatura sia stata completamente eliminata e il filo diventi così fine che, se passiamo delicatamente il pollice sul ferro, si senta mordere il rilievo dellimpronta digitale. E questa, per certi versi la parte più pericolosa dellaffilatura, occorre tenere sempre ben presente il senso di rotazione della tela, perché se posiamo il ferro correttamente non corriamo alcun rischio, ma se lo posizioniamo nel senso inverso rispetto a quello della rotazione, la tela potrebbe pizzicare lutensile e lanciarcelo addosso. Pietre ad acqua e ad olio Le pietre per affilare limano il metallo della lama dando al tagliente la forma voluta ed il filo. Possono essere a taglio grosso, medio o fine. Questultime consentono una migliore affilatura. Possono essere di forme diverse ed essere ad acqua o a olio. Le pietre ad acqua (la più fine è quella dellArkansas) si bagnano con acqua o petrolio. Le pietre ad olio, di qualità pari a quelle ad acqua ma di durata superiore, non devono mai essere usate asciutte, perché si otturano i pori, e vanno lubrificate con olio da macchina raffinato o paraffina. Per finire laffilatura si passa lutensile su una striscia di cuoio, detta coramella, trattata con il rosso da gioiellieri o polvere di crocus e sego, che può essere incollata sul legno.

11 Affilatura Menu PrincipaleStrumenti Errori di affilatura Gli errori più frequenti sono determinati o dalluso improprio delle pietre o da incertezze ed oscillazioni dovute a paura di sbagliare. Tra i più comuni difetti possiamo citare: la forma del bisello concava o convessa, la smussatura non lineare ed uniforme (taglio a diamante) ed infine laffilatura che non raggiunge il limite estremo del tagliente e quindi non modifica la situazione precedente. Per essere certi di non cadere in questultimo errore accertiamoci che il ferro presenti nella parte terminale una peluria, o sbavatura, indizio che ci dimostra che loperazione è stata ultimata

12 Affilatura Menu PrincipaleStrumenti Verifica dellaffilatura Si può verificare laffilatura di un attrezzo lavorando a mano in varie situazioni di vena. Lutensile ben affilato penetra con facilità nel legno senza sbrecciare o rompere le fibre ma lasciando un taglio lucido e brillante. Al contrario una lama ha bisogno di essere affilata quando il taglio è opaco, ruvido, con striature e righe.

13 Manuali Menu Principale Per chi si avvicina all'intaglio in completa autonomia, consiglio l'acquisto di uno dei seguenti libri: Manuale di INTAGLIO SU LEGNO a punta di coltello Scuola Valdostana - Quinto Carmonini e Giovanni Verducci - Priuli e Verlucca Editori (fig.1). Manuale di INTAGLIO DECORATIVO - Giuseppe Binel e Maria Luisa Pierobon - Priuli e Verlucca Editori (fig.2). Fig.1 Fig.2 Alcune delle immagini e parte dei testi utilizzati in questo corso sono prese da questi manuali, ai quali rimando tutti gli interessati per una migliore e più dettagliata spiegazione. Si possono acquistare tramite internet all'indirizzo

14 Legno Menu Principale Tiglio – E un albero di essenza tenera, della famiglia delle latifoglie. Il legno è di color bianco sfumato di rosa, tenero, a fibra omogenea e sottile. E il legno che utilizziamo per il corso di intaglio. Cirmolo (Pino Cembro) – E un albero di essenza tenera, che appartiene alla famiglia delle resinose. Ha il legno molto compatto, senza venature. E' usato soprattutto per lavori di tornio e di intaglio.Ottimo per essere intagliato, ha la particolarità di poter essere lavorato anche sui nodi, che reggono benissimo lintaglio. Cedro –Appartiene alla famiglia delle resinose. Ha tronco molto alto. Il legno è rossiccio, facilmente fendibile. Presenta caratteristiche simili a quelle del cirmolo

15 Legno Menu Principale Ciliegio – E un legno di essenza forte, famiglia delle latifoglie. Il legno è arancione o rosso bruno con venature, molto duro e compatto, con fibre regolari. Tende però a deformarsi e a fendersi. Stupendo per lintaglio. Noce – E un legno di essenza forte, semiduro, della famiglia delle latifoglie. Il colore è marrone. Può essere chiaro se l'albero è giovane, scuro se è vecchio. Ha delle belle venature più scure. Il legno ha fibra compatta, è duro, elastico, pesante. Resiste poco agli insetti e agli agenti atmosferici. E' adatto a essere intagliato. Acero – L'acero è un legno di essenza forte, famiglia delle latifoglie. Il legno è di colore chiaro, giallo rosato, con venature. E' duro, a fibra molto compatta. La superficie è lucida e setosa. Intagliarlo è una sfida che però lascia sempre una buona soddisfazione a che riesce nellimpresa.

16 Lezione 1Lezione 3Lezione 2 Lezione 4Lezione 5Lezione 6 Prerequisiti Menu Principale Taglio Conclusione

17 Prerequisiti Menu Lezioni Cosa serve – Innanzi tutto, il coltello da intaglio (il numero 5 di Codega va benissimo per iniziare). Poi occorre una matita di legno numero HB, un compasso con la mina HB, due squadre ed una gomma da matita morbida. Infine, occorrono tre blocchetti di legno di tiglio 12 cm x 10 cm, con uno spessore di almeno 2 cm. I blocchetti verranno utilizzati su entrambi i lati per cui al di sotto dei 2 cm si rischia di passare da parte a parte.

18 Taglio Menu Lezioni Come si eseguono i tagli – I tagli nel legno vanno eseguiti tenendo il coltello inclinato di 45 gradi. La punta penetra nel legno e il coltello viene tirato verso di se tenendolo fermo a 45° e facendo attenzione a non cambiare la linea di taglio. Evitate torsioni alla lama che essendo in acciaio tende a spezzarsi, soprattutto la punta che è ovviamente la parte fondamentale del coltello.

19 Taglio Menu Lezioni Ordine dei tagli – I tagli hanno un ordine ben preciso dettato da poche semplici regole che vanno però applicate con precisione. 1 – Il primo taglio va fatto il più trasversale possibile al senso della vena. 2 – lultimo taglio è quello nel senso della vena. 3 – Se tagliamo qualcosa di fianco ad un intaglio già fatto, il primo taglio è quello adiacente al buco, anche se nel verso della vena, poi tornano le regole precedenti. Di seguito un esempio basato sulla prima lezione. Supponendo di partire da A i tagli sono 1° 2° 3°, poi ci si sposta in B ed eseguiamo 4° 5° 6°. In questo caso la diagonale (4°) viene prima di 5° perché a fianco cè già un triangolo intagliato. Se decidiamo poi di andare verso destra C i tagli sono 7° 8° 9°. Anche in questo caso il taglio nel senso della vena che dovrebbe essere lultimo, è il primo in quanto di fianco ha un triangolo già intagliato. Importante – Tagliare seguendo un ordine continuo e non saltando di qua e di la. Questo evita di trovarsi ad esempio triangoli completamente intagliati tutto intorno.

20 Lezione 1 Menu Lezioni Preso un blocchetto di legno, si disegna al suo interno un rettangolo di 10x8 cm ad un centimetro quindi dal bordo. All'interno di questo, ad un altro centimetro di distanza, si disegna un secondo rettangolo di 8x6 cm. Ora si divide la cornice così ottenuta in quadrati del lato di 1cm e successivamente ogni quadrato viene diviso in due da una diagonale (fig.1). Si formano così una serie di triangoli (due per ogni quadratino). Questi sono appunto le parti che dovranno essere tagliate, utilizzando il coltello con una inclinazione di 45°, otterremo così un taglio a forma di piramide rovesciata (fig.2 e 3). Ricordatevi però quando tagliate che il primo taglio va fatto trasversalmente alla vena del legno e per ultimo quello nel verso della vena. Quando poi andremo a tagliare vicino ad un taglio già fatto, il primo taglio dovrà essere quello che confina con il buco (anche se nel senso della vena) e poi via via gli altri secondo i criteri di cui al paragrafo Taglio. Fig.1 Fig.2 Taglio Fig.3

21 Lezione 2 Menu Lezioni Giriamo ora il nostro blocchetto e sul retro ridisegnamo la stessa cornice che avevamo fatto prima, ma questa volta dividiamo i quadrati in quattro parti con entrambe le diagonali (fig.1). Ora in nostri triangoli sono 4 per ogni quadrato e sono quindi più piccoli (fig.2 e 3). Le differenze fra la lezione 1 e la 2 sono che i triangoli sono più piccoli e che almeno un triangolo per quadratino, quando lo andiamo ad intagliare, ha due buchi a fianco e quindi le regole del taglio vanno sommate (buco + trasversalità vena). Fig.1 Fig.2 Taglio Fig.3

22 Lezione 3 Menu Lezioni Prendiamo un nuovo blocchetto e ridisegnamo tutto come la lezione 2, solo che ora affronteremo un taglio a quadrato, ossia asportiamo l'intero quadratino (quindi quattro tagli) (fig.1). Le regole da rispettare sono sempre le stesse ma prima di fare i tagli a 45°, tagliamo perpendicolarmente (90°) le diagonali del quadrato (fig.2). Fig.1 Fig.2 Taglio

23 Lezione 4 Menu Lezioni Giriamo di nuovo il blocchetto e passiamo a qualcosa di più complesso, i tagli rotondi. Per fare questo disegnamo le "palmette". Tracciamo il solito rettangolo di 10x8 cm e dividiamolo in due perpendicolarmente. Poi sui lati più lunghi facciamo delle tacche (9) ad 1 cm una dall'altra. Con il compasso con apertura dallo spigolo inferiore sinistro fino al centro, tracciamo un arco che arriverà dal centro al terzo cm sul lato. Puntando sul cm successivo possiamo fare tutti gli archi come da fig.1. I due più bassi si possono fare o a mano o con un curvilinee. Per la parte destra l'operazione è la stessa. infine tracciamo due linee dal centro superiore con ampiezza di 45° fino a toccare l'arco più alto. Passiamo quindi a tagliare ricordandoci, così come per la lezione 3 di tagliare perpendicolarmente nel centro ogni foglia di palmetta (fig.2 e 3). Come potete notare (fig.2), anche se sono curvi, sempre di triangoli si tratta. Per i quattro triangoli superiori si opera come nella lezione 1. Fig.1 Fig.2 Taglio Fig.3

24 Lezione 5 Menu Lezioni Prendiamo a questo punto il nostro 3° ed ultimo blocchetto di tiglio e passiamo al nostro primo "rosone. Si tratta di un rosone a ruota (fig.1). Troviamo il centro del blocchetto (è sufficiente disegnare le due diagonali) e puntando il compasso con apertura di 4 cm, disegnamo un cerchio. Tracciare le linee AC e DB perpendicolari tra loro passanti per il centro. Ricercare con un compasso i punti E corrispontenti a metà degli archi AB, BC, CD, DA ottenendo così 8 archi minori. Fissare ulteriormente la metà degli otto archi costruiti indicandola con F. Con apertura del compasso AO, facendo perno sui punti F ed E, tracciare le linne curve dalla circonferenza al centro O. Alleggeriamo poi la parte esterna, troviamo i punti H con apertura del compasso a piacere e uniamo i punti H con i vari punti indicati dall'intersecarsi delle curve con il cerchio. Tagliamo ora i vari triangoli tenendo presente che quelli interni sono come le palmette della lezione 4 e che quelli esterni sono i soliti triangoli della lezione 1 (fig.2 e 3) Fig.1 Fig.2 Taglio Fig.3

25 Lezione 6 Menu Lezioni Giriamo di nuovo il blocchetto e passiamo all'ultimo esercizio. Partire sempre come per la lezione 5 disegnando un cerchio. Ora, con la stessa apertura puntiamo in un punto qualsiasi del cerchio e disegnamo un arco interno al cerchio. Puntiamo poi nei punti individuati dall'intersecazione dell'arco con il cerchio e ripetiamo l'operazione (tot. 6 volte). Abbiamo ora ottenuto un cerchio con sei petali (fig.1). Ora per disegnare i petali esterni, disegnamo degli archi esterni al cerchio da ognuno dei sei punti di prima e troviamo i sei punti esterni dove questi si intersecano. Puntando in quei punti poi tracciamo degli archi all'interno del cerchio e otteniamo altri sei petali (fig.2). Fig.1 Fig.2 Taglio

26 Lezione 6 Menu Lezioni A questo punto il disegno è completo (fig.1). Passiamo ora a tagliare tenendo presente questa volta che i petali non sono più triangoli ma hanno solo due lati, per cui comunque, come per le palmette, andremo prima a tagliare perpendicolarmente la retta che unisce i due vertici del petalo e poi 45° i lati dl petalo. Per i triangoli interni invece si procede ancora una volta come da esercizio nr.1, attenzione solo al fatto che qui tutti i lati sono curvi (fig.2 e 3). Attenzione, per tagliare i rosoni, ma in generale è buona norma per qualsiasi figura complessa, partire sempre dal centro e spostarsi verso l'esterno. In questo modo riusciamo ad avere del margine per correggere eventuali tagli che hanno sbordato dal disegno Fig.1 Fig.2 Taglio Fig.3

27 Conclusione Menu Lezioni Quello che vi è stato proposto in queste pagine è un sunto di quanto viene effettivamente proposto ai principianti in un corso di intaglio. Chiaramente tutto questo va integrato con esercizi successivi che mettono in pratica quanto appreso su figure più complesse e di maggior impatto artistico. Inoltre questo che vi è stato proposto non si pone come un vero è proprio corso ma piuttosto come un tentativo di dare un'idea di ciò che un aspirante intagliatore deve affrontare. A tal fine ricordo che è sempre meglio affidarsi ad una scuola di intaglio o ad un maestro di intaglio. Questo perchè la tecnica oltre che spiegata o letta deve essere supportata da esempi e da correzioni. E poi ci sono tutti gli aspetti legati ai tipi di legno utilizzati e alla trattazione dei pezzi ultimati che trovano riscontri effettivi solo all'atto pratico.

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