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370. Eusebio muore. Basilio gli succede come vescovo di Cesarea, metropolita di Cappadocia ed esarca della diocesi civile del Ponto. 370. Eusebio muore.

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3 370. Eusebio muore. Basilio gli succede come vescovo di Cesarea, metropolita di Cappadocia ed esarca della diocesi civile del Ponto Eusebio muore. Basilio gli succede come vescovo di Cesarea, metropolita di Cappadocia ed esarca della diocesi civile del Ponto Trattato De Spiritu Sancto Trattato De Spiritu Sancto. 1 gennaio 379. Basilio Magno muore. 1 gennaio 379. Basilio Magno muore Concilio di Costantinopoli: San Basilio aveva preparato questo grande giorno Concilio di Costantinopoli: San Basilio aveva preparato questo grande giorno.

4 Occidente: Valentiniano I Militare della Pannonia, ufficiale della guardia imperiale, succedette a Gioviano. Pur professando la fede nicena ispirò la sua azione religiosa al principio della neutralità, sostenendo che come laico non gli era lecito giudicare in materia di fede. La sua politica avvantaggiò comunque i sostenitori di Nicea che in Occidente erano la maggioranza.

5 Oriente: Valente Nominato augusto dal fratello Valentiniano I. Era favorevole alla formula di Rimini e al gruppo degli ariani moderati che lappoggiava. Fu convinto difensore del credo ariano contro omeusiani e niceni, da lui ferocemente perseguitati. Fu fortemente influenzato dai vescovi ariani Eudossio e soprattutto da Demofilio.

6 NiceniAriani La grande divisione è tra Punto discriminante è laccettazione o meno dell oJmoouvsio di Nicea.

7 Ad unanalisi più approfondita possiamo rintracciare in questo periodo ben cinque gruppi di pensiero, due tra le file degli ariani e tre tra quelle dei niceni. Ad unanalisi più approfondita possiamo rintracciare in questo periodo ben cinque gruppi di pensiero, due tra le file degli ariani e tre tra quelle dei niceni. M. Simonetti, La crisi ariana nel IV secolo, Roma 1975.

8 A partire dal 355 ca. prima Aezio e poi soprattutto Eunomio riprendono le proposizioni più radicali della dottrina di Ario.A partire dal 355 ca. prima Aezio e poi soprattutto Eunomio riprendono le proposizioni più radicali della dottrina di Ario. Vengono chiamati anomei dai loro avversari, in quanto consideravano il Figlio dissimile ( ajnovmoio" ) dal Padre.Vengono chiamati anomei dai loro avversari, in quanto consideravano il Figlio dissimile ( ajnovmoio" ) dal Padre. Affermano lassoluta trascendenza del Padre. Egli è il solo ingenerato, il Figlio è generato e perciò diverso dal Padre per ipostasi e sostanza, inferiore a Lui, non esistente ab aeterno come Lui.Affermano lassoluta trascendenza del Padre. Egli è il solo ingenerato, il Figlio è generato e perciò diverso dal Padre per ipostasi e sostanza, inferiore a Lui, non esistente ab aeterno come Lui. Il Figlio è Dio, seppure a livello inferiore rispetto al Padre.Il Figlio è Dio, seppure a livello inferiore rispetto al Padre. Lo Spirito Santo non è Dio, ma è la più eccelsa delle creature create dal Figlio per volere del Padre. Le tre ipostasi divine sono subordinate le une alle altre e diverse per sostanza.Lo Spirito Santo non è Dio, ma è la più eccelsa delle creature create dal Figlio per volere del Padre. Le tre ipostasi divine sono subordinate le une alle altre e diverse per sostanza. Ariani radicali di Eunomio (anomei)

9 Dominarono la politica religiosa sotto Valente.Dominarono la politica religiosa sotto Valente. Si rifanno alla professione di fede di Rimini (359) e Costantinopoli (360), che definiva il Figlio simile ( oJmoio ) al Padre secondo le Scritture, formula sufficientemente generica per poter essere interpretata nel modo più vario e così ottenere il massimo dei consensi.Si rifanno alla professione di fede di Rimini (359) e Costantinopoli (360), che definiva il Figlio simile ( oJmoio ) al Padre secondo le Scritture, formula sufficientemente generica per poter essere interpretata nel modo più vario e così ottenere il massimo dei consensi. Si distanziano sia dagli omousiani (niceni) e dagli omeousiani sia dagli ariani radicali (anomei).Si distanziano sia dagli omousiani (niceni) e dagli omeousiani sia dagli ariani radicali (anomei). Rappresentano lala più radicale dei subordinazionistiRappresentano lala più radicale dei subordinazionisti Ariani moderati di Eudossio ed Euzoio (omei)

10 OMOOUSIANI Accettano in toto e senza riserve l oJmoouvsio. OMEOUSIANI Rifiutano l oJmoouvsio niceno in quanto poteva dar vita ad intepretazioni sabelliane e monarchiane o modaliste. Usavano lespressione oJmoio kat!oujsivan : simile nellessenza. La grande differenza è tra:

11 Si ritrovano in Egitto intorno ad Atanasio che assunse nei confronti dell oJmoouvsio niceno una posizione più conservatrice e guidò la lotta per il simbolo di Nicea.Si ritrovano in Egitto intorno ad Atanasio che assunse nei confronti dell oJmoouvsio niceno una posizione più conservatrice e guidò la lotta per il simbolo di Nicea. Omousiani di rigida osservanza nicena con Atanasio e Paolino Questi nuovi omousiani, pur ammettendo una sola ousia della divinità, restavano legati al concetto, tradizionale in Oriente, delle tre ipostasi.Questi nuovi omousiani, pur ammettendo una sola ousia della divinità, restavano legati al concetto, tradizionale in Oriente, delle tre ipostasi. Omousiani di recente acquisizione, provenienti dalle file degli omei e degli omeousiani, con a capo Melezio

12 È quel gruppo degli omeousiani che restò irremovibile nellaffermare la validità della formula antiochena del 341 e dell oJmoiouvsio e nel negare l oJmoouvsio niceno (il Figlio perciò non è della stessa sostanza del Padre) e la divinità dello Spirito Santo.È quel gruppo degli omeousiani che restò irremovibile nellaffermare la validità della formula antiochena del 341 e dell oJmoiouvsio e nel negare l oJmoouvsio niceno (il Figlio perciò non è della stessa sostanza del Padre) e la divinità dello Spirito Santo. Diedero vita al gruppo dei pneumatomachi e dal 380 ca. furono detti macedoniani.Diedero vita al gruppo dei pneumatomachi e dal 380 ca. furono detti macedoniani. Omeousiani con a capo Eleusio di Cizico

13 Grande importanza rivestì in questo periodo il dibattito teologico degli ambienti omeousiani. Precisarono il significato di ousía e hypostasis. Precisarono il significato di ousía e hypostasis. Una sola è la divinità, uno solo il potere regale, uno solo il principio (mía theótes, mía basileía, mía arché), sussistente in tre persone, che per loro proprietà specifiche non si identificavano: il Padre è lingenerato, il Figlio è il generato coeterno al Padre, lo Spirito Santo sussiste dal Padre per mezzo del Figlio (ek patrós diuioú).

14 La teologia omeousiana occupò una posizione mediana tra leresia monarchiana e quella ariana e ricondusse il dibattito alle sue fonti bibliche staccandolo dalla dialettica elaborata dalla filosofia greca. La teologia omeousiana occupò una posizione mediana tra leresia monarchiana e quella ariana e ricondusse il dibattito alle sue fonti bibliche staccandolo dalla dialettica elaborata dalla filosofia greca. È in seno agli ambienti omeousiani delle regioni vicine a Costantinopoli e legati a Macedonio che, intorno al 360, prese consistenza la polemica sullo Spirito Santo. I problemi erano: È in seno agli ambienti omeousiani delle regioni vicine a Costantinopoli e legati a Macedonio che, intorno al 360, prese consistenza la polemica sullo Spirito Santo. I problemi erano: 1.La divinità dello Spirito Santo e la sua consustanzialità col Padre e col Figlio; 2.La sua origine e la sua relazione col Padre e col Figlio.

15 In un momento in cui la controversia sembrava frazionata in Oriente in tanti piccoli contrasti locali, alimentati anche da inimicizie personali, Basilio riuscì a concepire una linea politica di più vasto respiro, che tendeva a superare le divisioni che frazionavano e indebolivano il fronte antiariano e favorivano la reazione filo ariana di Valente e Demofilo. M. Simonetti In questo ambiente profondamente turbato e frammentato Basilio svolse il suo ministero episcopale dal 370 al 379 dando prova di unazione sapiente tanto in campo politico quanto dottrinale.

16 Basilio si era teologicamente formato a contatto di ambienti in cui era prevalente linflusso omeousiano, e aveva approfondito tale formazione soprattutto a contatto di Origene (subordinazionismo), al quale lo portava sia la tradizione del Taumaturgo, sia lideale monastico, che appunto nelle opere di Origene trovava il massimo alimento spirituale. Si spiega così perché Basilio, pur aderendo all oJmoiouvsio, si sentisse tanto lontano dagli estremisti niceni del tipo di Marcello, e più aperto verso i niceni di recente acquisizione, provenienti soprattutto dalle file omeousiane.

17 Difesa della dottrina di Nicea contro i diversi partiti ariani. Difesa della dottrina di Nicea contro i diversi partiti ariani. Non possiamo aggiungere nulla al Credo di Nicea, neppure la più piccola cosa, se non la gloria dello Spirito Santo, per la sola ragione che i nostri Padri hanno menzionato questo punto incidentalmente. Ep. 258,2 Aggiornamento della terminologia trinitaria e cristologica. Aggiornamento della terminologia trinitaria e cristologica. Preoccupazione per lunità delle chiese. Preoccupazione per lunità delle chiese.

18 La sua azione politica si sviluppa su tre livelli: 1. Nellambito della propria regione metropolitana 2. Nel più vasto ambito della cristianità dOriente 3. Nei rapporti con lOccidente, in modo particolare con Damaso di Roma

19 Allindomani della sua elezione episcopale Modesto, prefetto dellimperatore Valente, si reca da Basilio per indurlo a firmare la formula di fede semiariana accolta dal concilio di Rimini. Basilio resiste con tenacia e coraggio. La risposta dellimperatore fu la divisione della Cappadocia in due province, con la creazione di una Cappadocia seconda, con capitale Tiana. Diviene vescovo di Tiana Antimo. La volontà è di isolarlo e indebolirlo sul piano politico. Basilio ordina vescovi parenti ed amici: lamico Gregorio a Sasima (372), il fratello Gregorio a Nissa (372), lamico Amfilochio ad Iconio (374), lunico a corrispondere alle aspettative del Cappadoce.

20 Eustazio di Sebaste fu il fondatore del movimento ascetico, luomo che in giovinezza lo aveva affascinato e introdotto alla vita monastica. Basilio era fortemente legato a lui anche per la fondazione delle prime comunità cenobitiche. Condannato diverse volte e già seguace di Ario, era diventato uno dei capi degli omeousiani. Non voleva riconoscere il riferimento all oJmoiouvsio e laffermazione delluguale divinità dello Spirito Santo. Basilio gli era sempre rimasto vicino mantenendosi vago e generico circa la divinità e la consustanzialità della terza ipostasi trinitaria, affermandone esplicitamente solo la negazione della creaturalità. Eustazio non era in buoni rapporti con Melezio, che Basilio appoggiava.

21 Giugno 372 Melezio convoca un piccolo concilio a Phargamos. Basilio non vi si reca ma si ferma a Sebaste per chiarire la questione con Eustazio: laccordo in materia dottrinale sembra raggiunto. Allontanatosi Basilio Eustazio afferma il contrario.

22 Primavera 373 Basilio ottiene da Eustazio la firma di una professione di fede nicena e una dichiarazione sullo Spirito Santo in cui sono condannati coloro che lo dichiarano creatura e lo considerano estraneo alla natura divina. Eustazio compie il voltafaccia: si reca in Cilicia dallamico Teofilo di Castabala e firma unaltra professione di fede, che Basilio definirà arianizzante; falsifica la corrispondenza tra Basilio e Apollinare di Laodicea e accusa così Basilio di triteismo. Eustazio diventa ormai pienamente macedoniano. Basilio, costretto a riconoscere che la rottura era definitiva, si difende con lomelia Adversus eos qui per calumniam dicunt dici a nobis tres deos. Lentusiasmo per lascesi monastica aveva unito i due uomini, ora li divideva la diversa concezione del dogma

23 Basilio si adopera per ricomporre lo scisma dAntiochia, dove tre vescovi di fede nicena erano stati eletti in modo regolare Con Atanasio e con Paolino si schierò tutto lOccidente; in Oriente sempre più si affermava Melezio.

24 Cerca laiuto di Atanasio come intermediario con lOccidente ma questultimo non vuole impegnarsi. Prova da solo la mediazione con lOccidente. Basilio è convinto che lintervento dellOccidente e del vescovo di Roma poteva mitigare lostilità dellaugusto Valente, favorire il partito niceno e aiutare alla ricomposizione dellagitato dibattito teologico e politico.

25 Verso la Pasqua del 373 Basilio invia tre lettere: una a Valeriano di Aquileia (ep. 91), una ai vescovi dOccidente (ep. 90), una ai vescovi dItalia e Gallia a firma di 32 vescovi orientali (ep. 92). A conclusione della ep. 90 Basilio scrive laffermazione del credo niceno e della uguaglianza dello Spirito Santo con le altre persone della Trinità. Verso la Pasqua del 373 Basilio invia tre lettere: una a Valeriano di Aquileia (ep. 91), una ai vescovi dOccidente (ep. 90), una ai vescovi dItalia e Gallia a firma di 32 vescovi orientali (ep. 92). A conclusione della ep. 90 Basilio scrive laffermazione del credo niceno e della uguaglianza dello Spirito Santo con le altre persone della Trinità. 374: risposta negativa di Damaso. Per Roma tutto ciò che non è esplicitamente niceno è ariano e le sfumature orientali non sono comprensibili. 374: risposta negativa di Damaso. Per Roma tutto ciò che non è esplicitamente niceno è ariano e le sfumature orientali non sono comprensibili. Basilio invia una nuova lettera (ep. 243) per sollecitaree almeno lintervento di Valentiniano ma anche questa lettera non sortisce effetto. Basilio invia una nuova lettera (ep. 243) per sollecitaree almeno lintervento di Valentiniano ma anche questa lettera non sortisce effetto.

26 Perché ognuno fosse messo dinanzi alle proprie responsabilità Basilio invia ancora una lettera al papa, lep. 254 dove racconta di nuovo la situazione dellOriente. Perché ognuno fosse messo dinanzi alle proprie responsabilità Basilio invia ancora una lettera al papa, lep. 254 dove racconta di nuovo la situazione dellOriente. Enumera gli eretici: Eustazio di Sebaste presentato come uno di coloro che condannano lhomoousion e capo dei pneumatomachi, Apollinare e Paolino, accusato di tendere verso leresia di Marcello che negava le ipostasi del Figlio e dello Spirito Santo. Enumera gli eretici: Eustazio di Sebaste presentato come uno di coloro che condannano lhomoousion e capo dei pneumatomachi, Apollinare e Paolino, accusato di tendere verso leresia di Marcello che negava le ipostasi del Figlio e dello Spirito Santo. La risposta non solo non tiene in considerazione le richieste di Basilio, ma in più si chiedeva a Melezio di deporre la sua dignità episcopale e tornare a fare il prete sotto Eustazio. Lo schieramento dei vescovi occidentali fu poi sempre più a favore di Paolino. La risposta non solo non tiene in considerazione le richieste di Basilio, ma in più si chiedeva a Melezio di deporre la sua dignità episcopale e tornare a fare il prete sotto Eustazio. Lo schieramento dei vescovi occidentali fu poi sempre più a favore di Paolino.

27 Al termine del suo episcopato la sua azione politica sembrava essere stata fallimentare, ma era ormai vicino il tempo in cui si sarebbe mostrata tutta la sua importanza e la sua fecondità, sia sul piano politico che dottrinale. Al termine del suo episcopato la sua azione politica sembrava essere stata fallimentare, ma era ormai vicino il tempo in cui si sarebbe mostrata tutta la sua importanza e la sua fecondità, sia sul piano politico che dottrinale. Proponendo una teologia rispondente alle esigenze avvertite in Oriente e pur conforme alla fede nicena, anche se distinta dallintransigenza professata ad Alessandria e a Roma, egli riuscì a dare unità e consistenza alla variegata realtà dei neo-niceni provenienti dalle fila dei partiti omeousiani e omeo. Proponendo una teologia rispondente alle esigenze avvertite in Oriente e pur conforme alla fede nicena, anche se distinta dallintransigenza professata ad Alessandria e a Roma, egli riuscì a dare unità e consistenza alla variegata realtà dei neo-niceni provenienti dalle fila dei partiti omeousiani e omeo.

28 Verso il in questo clima conflittuale che assai lo addolorava Basilio per chiarire la sua posizione sulla questione dello Spirito Santo scrisse il trattato De Spiritu Sancto. Verso il in questo clima conflittuale che assai lo addolorava Basilio per chiarire la sua posizione sulla questione dello Spirito Santo scrisse il trattato De Spiritu Sancto. Difende lo Spirito Santo, inseparabile dal Padre e dal Figlio e degno di onore uguale al Padre e al Figlio e presenta un insegnamento dell'azione dello Spirito nella fede, nella liturgia, nella preghiera, nella vita quotidiana della Chiesa. Difende lo Spirito Santo, inseparabile dal Padre e dal Figlio e degno di onore uguale al Padre e al Figlio e presenta un insegnamento dell'azione dello Spirito nella fede, nella liturgia, nella preghiera, nella vita quotidiana della Chiesa. La dottrina di Basilio sullo Spirito Santo è ugualmente completata da quanto dice nel terzo libro della sua opera Contro Eunomio e in alcune delle sue Lettere. La dottrina di Basilio sullo Spirito Santo è ugualmente completata da quanto dice nel terzo libro della sua opera Contro Eunomio e in alcune delle sue Lettere.

29 5 o 7 settembre 374, festa dellanniversario del martirio del santo locale Eupsichio e dei suoi compagni. Basilio presiede una solenne liturgia; nel silenzio del popolo la voce del vescovo si alza ad intonare la glorificazione della Trinità, dapprima secondo la formula tradizionale: Gloria al Padre per mezzo del ( dia v ) Figlio nello ( ejn ) Spirito Santo, poi con una nuova formula da lui introdotta: Gloria al Padre insieme col ( meta v ) Figlio, con ( suvn ) lo Spirito Santo. 5 o 7 settembre 374, festa dellanniversario del martirio del santo locale Eupsichio e dei suoi compagni. Basilio presiede una solenne liturgia; nel silenzio del popolo la voce del vescovo si alza ad intonare la glorificazione della Trinità, dapprima secondo la formula tradizionale: Gloria al Padre per mezzo del ( dia v ) Figlio nello ( ejn ) Spirito Santo, poi con una nuova formula da lui introdotta: Gloria al Padre insieme col ( meta v ) Figlio, con ( suvn ) lo Spirito Santo. La nuova formula non passò inosservata e suscitò scalpore nellambiente surriscaldato dal dibattito sulla consustanzialità trinitaria. La formula era stata considerata da alcuni come una sorta di innovazione nella dottrina pneumatologica ortodossa. La nuova formula non passò inosservata e suscitò scalpore nellambiente surriscaldato dal dibattito sulla consustanzialità trinitaria. La formula era stata considerata da alcuni come una sorta di innovazione nella dottrina pneumatologica ortodossa. Di recente, poiché pregando con il popolo io terminavo la dossologia a Dio Padre, talvolta in questo modo: insieme al Figlio con lo Spirito Santo; talvolta invece dicendo: per mezzo del Figlio nello Spirito Santo, alcuni dei presenti ci hanno accusato dicendo che noi abbiamo usato espressioni stravaganti e tra di loro contraddittorie (I, 3).Di recente, poiché pregando con il popolo io terminavo la dossologia a Dio Padre, talvolta in questo modo: insieme al Figlio con lo Spirito Santo; talvolta invece dicendo: per mezzo del Figlio nello Spirito Santo, alcuni dei presenti ci hanno accusato dicendo che noi abbiamo usato espressioni stravaganti e tra di loro contraddittorie (I, 3).

30 Lamico Amfilochio a cui era giunta voce di tutto ciò gli scrisse da Iconio richiedendo un insegnamento chiaro e definitorio. Lamico Amfilochio a cui era giunta voce di tutto ciò gli scrisse da Iconio richiedendo un insegnamento chiaro e definitorio. Basilio risponde con la stesura del trattato. Basilio risponde con la stesura del trattato. Inizia a scriverlo nel tardo autunno de 374 e dopo una breve interruzione per un viaggio nel Ponto, alla fine del 375 questo era già terminato, frutto di una maturazione teologica avvenuta negli anni precedenti. Viene sottoposto allapprovazione dei vescovi della provincia. Alla fine del 376 dovette pervenire ad Amfilochio trascritto su pergamena. Inizia a scriverlo nel tardo autunno de 374 e dopo una breve interruzione per un viaggio nel Ponto, alla fine del 375 questo era già terminato, frutto di una maturazione teologica avvenuta negli anni precedenti. Viene sottoposto allapprovazione dei vescovi della provincia. Alla fine del 376 dovette pervenire ad Amfilochio trascritto su pergamena.

31 Dimostrare lortodossia e la possibile introduzione nella liturgia della nuova formula dossologica. Dimostrare lortodossia e la possibile introduzione nella liturgia della nuova formula dossologica. Essa stabilisce la distinzione delle persone divine attestando con chiarezza leterna comunione e la perpetua congiunzione che esistono tra di esse, il che rimuove contemporaneamente larianesimo e il sabellianismo. Essa stabilisce la distinzione delle persone divine attestando con chiarezza leterna comunione e la perpetua congiunzione che esistono tra di esse, il che rimuove contemporaneamente larianesimo e il sabellianismo. Centrale è la questione delle sillabe. Esamina luso scritturistico delle preposizioni ejk, dia, ejn, meta, suvn per concludere che sono indifferentemente riferite alle varie persone divine e non possono essere un criterio per deprimere la dignità dello Spirito Santo. Centrale è la questione delle sillabe. Esamina luso scritturistico delle preposizioni ejk, dia, ejn, meta, suvn per concludere che sono indifferentemente riferite alle varie persone divine e non possono essere un criterio per deprimere la dignità dello Spirito Santo. È convinto che la precisione del linguaggio teologico è già un servire alla conoscenza della verità di fede e al suo apprendimento. È convinto che la precisione del linguaggio teologico è già un servire alla conoscenza della verità di fede e al suo apprendimento.

32 Le fonti primarie e imprescindibili della riflessione teologicasonodue:

33 Basilio non poteva accontentarsi della semplice citazione della Scrittura poiché anche i suoi avversari ne invocavano l'autorità. Basilio non poteva accontentarsi della semplice citazione della Scrittura poiché anche i suoi avversari ne invocavano l'autorità. Per la prima volta s'imponeva la difesa d'una dottrina attraverso il richiamo alla tradizione. Per la prima volta s'imponeva la difesa d'una dottrina attraverso il richiamo alla tradizione. Per tradizione si intende latto del trasmettere. Essa comprende tutte le forme, i riti e i loro gesti simbolici, le usanze, nelle quali si esprime qualche cosa che ha attinenza con i contenuti della fede. Essa ha lo stesso valore della Scrittura poiché ne esprime lo spirito (De Sp. S. VII, 16). Per tradizione si intende latto del trasmettere. Essa comprende tutte le forme, i riti e i loro gesti simbolici, le usanze, nelle quali si esprime qualche cosa che ha attinenza con i contenuti della fede. Essa ha lo stesso valore della Scrittura poiché ne esprime lo spirito (De Sp. S. VII, 16). Tra i Padri, Basilio menziona il nome d'Ireneo, di Clemente d'Alessandria, d'Origene, di Gregorio il Taumaturgo e di "Atenogene" come testimoni della tradizione kerigmatica conosciuta a riguardo della dottrina del Santo Spirito quale persona divina (De Sp. S. XXIX, 72). Tra i Padri, Basilio menziona il nome d'Ireneo, di Clemente d'Alessandria, d'Origene, di Gregorio il Taumaturgo e di "Atenogene" come testimoni della tradizione kerigmatica conosciuta a riguardo della dottrina del Santo Spirito quale persona divina (De Sp. S. XXIX, 72).

34 Introduzione c. I si dichiara la genesi del trattatosi dichiara la genesi del trattato I parte cc. II-VIII confuta il nominalismo anomeo e lo apostrofa come inadeguato a ciò che dice la Scritturaconfuta il nominalismo anomeo e lo apostrofa come inadeguato a ciò che dice la Scrittura parla della con-glorificazione del Figlio con il Padre (parte cristologia del trattato)parla della con-glorificazione del Figlio con il Padre (parte cristologia del trattato) II parte cc. IX-XVI dà le nozioni comuni sullo Spirito santo e sullopera di deificazione che esso compie sui credenti,dà le nozioni comuni sullo Spirito santo e sullopera di deificazione che esso compie sui credenti, sulla connumerazione (inseparabilità) delle tre persone divinesulla connumerazione (inseparabilità) delle tre persone divine e sulla sua azione santificante nella storia della salvezzae sulla sua azione santificante nella storia della salvezza

35 III parte cc. XVII-XVIII è chiaramente in contrapposizione con gli pneumatomachiè chiaramente in contrapposizione con gli pneumatomachi afferma che le tre persone formano ununità e che lo Spirito procede dal Padre come sostanza vivente e santificante in modo ineffabileafferma che le tre persone formano ununità e che lo Spirito procede dal Padre come sostanza vivente e santificante in modo ineffabile IV parte cc. XIX-XXIV è la più importante per il discorso sullo Spirito Santoè la più importante per il discorso sullo Spirito Santo confuta lidea di coloro che dicono che lo Spirito non deve essere adoratoconfuta lidea di coloro che dicono che lo Spirito non deve essere adorato afferma che è Signore, è in onore uguale al Padre e al Figlio e rappresenta per noi il «dono» che ci manifesta la bontà di Dioafferma che è Signore, è in onore uguale al Padre e al Figlio e rappresenta per noi il «dono» che ci manifesta la bontà di Dio V parte cc. XXV-XXIX ammette lequivalenza delle due espressioni dossologicheammette lequivalenza delle due espressioni dossologiche parla del processo di deificazione dellanima per mezzo della potenza dello Spirito Santoparla del processo di deificazione dellanima per mezzo della potenza dello Spirito Santo Conclusione c. XXX riporta la condizione attuale delle Chiese, che diviene motivo di esortazioneriporta la condizione attuale delle Chiese, che diviene motivo di esortazione

36 Le novitá sulla dottrina dello Spirito Santo in Basilio di Cesarea

37 Novitá oppure sviluppo? Nuove realtá dopo Nicea. Nuove realtá dopo Nicea. Sorgono nuove domande sullo Spirito Santo. Sorgono nuove domande sullo Spirito Santo. In confronto con larianesimo: In confronto con larianesimo: - Bisogna precisare la terminologia. - Bisogna precisare le relazioni allinterno della Trinitá: unitá / tre persone. - Bisogna precisare chi é lo Spirito.

38 I testi sullo Spirito Santo L Adversus Eunomium L Adversus Eunomium Si afferma con insistenza che lo Spirito non può essere considerato come una semplice creatura e lo si accosta alla divinità, anche se non si usa esplicitamente il termine ομοούσιος. Si afferma con insistenza che lo Spirito non può essere considerato come una semplice creatura e lo si accosta alla divinità, anche se non si usa esplicitamente il termine ομοούσιος.

39 LEpistola 125 LEpistola 125 Condanna coloro che reputano lo Spirito una creatura e coloro che non lo considerano divino per natura (φυσει αγιον). Condanna coloro che reputano lo Spirito una creatura e coloro che non lo considerano divino per natura (φυσει αγιον).

40 Il trattato De Spiritu Sancto Finalitá: Dimostrare lortodossia e la possibile introduzione nella liturgia della espressione «[gloria al Padre] insieme al Figlio, con lo Spirito Santo». Finalitá: Dimostrare lortodossia e la possibile introduzione nella liturgia della espressione «[gloria al Padre] insieme al Figlio, con lo Spirito Santo». Dà le nozioni comuni sullo Spirito Santo e sullopera di deificazione che esso compie sui credenti, sulla connumerazione (inseparabilità) delle tre persone divine e sulla sua azione santificante nella storia della salvezza. Dà le nozioni comuni sullo Spirito Santo e sullopera di deificazione che esso compie sui credenti, sulla connumerazione (inseparabilità) delle tre persone divine e sulla sua azione santificante nella storia della salvezza.

41 Afferma che le tre persone formano ununità e che lo Spirito procede dal Padre come sostanza vivente e santificante in modo ineffabile. Afferma che le tre persone formano ununità e che lo Spirito procede dal Padre come sostanza vivente e santificante in modo ineffabile. Confuta lidea di coloro che dicono che lo Spirito non deve essere adorato; afferma che è Signore, è in onore uguale al Padre e al Figlio e rappresenta per noi il «dono» che ci manifesta la bontà di Dio: Confuta lidea di coloro che dicono che lo Spirito non deve essere adorato; afferma che è Signore, è in onore uguale al Padre e al Figlio e rappresenta per noi il «dono» che ci manifesta la bontà di Dio:

42 «E noi, non esalteremo e non glorificheremo colui che è divino quanto alla natura, illimitato quanto alla grandezza, potente nelle opere, buono nei suoi benefici?» (Cap. XXIII) - θειον τη φυσει, essa rappresenta un passo avanti rispetto al το θειον της φυσεως, usato nellAdversus Eunomium

43 Il contributo di Basilio Chiarificazione dei termini Chiarificazione dei termini

44 ουσία È una sola in Dio. È una sola in Dio. Significa esitenza o essenza o entitá substanziale di Dio. Significa esitenza o essenza o entitá substanziale di Dio. Corrisponde al termino latino Substantia, ció che hanno in comune Padre, Figlio e Spirito Santo. Corrisponde al termino latino Substantia, ció che hanno in comune Padre, Figlio e Spirito Santo. É comune in Dio. É comune in Dio.

45 υποστασεις Sono tre in Dio. Sono tre in Dio. Esistenza in forma particolare. Esistenza in forma particolare. É la maniera di essere di ognuna delle persone: paternitá, filiazione, santificazione. É la maniera di essere di ognuna delle persone: paternitá, filiazione, santificazione. Persona nella terminologia legale dei latini. Persona nella terminologia legale dei latini. Esprime limitazzione, separazzione di certi concetti circonscritti della idea generale. Esprime limitazzione, separazzione di certi concetti circonscritti della idea generale. É particolare in Dio. É particolare in Dio. Meglio che prosopon perche esprime eternitá e internitá. Meglio che prosopon perche esprime eternitá e internitá.

46 ομοούσιος La chiarificazione dei termini aiuta affinchè questo termine sia adottato nel Concilio di Constantinopoli del 381 rispetto allo Spirito Santo. La chiarificazione dei termini aiuta affinchè questo termine sia adottato nel Concilio di Constantinopoli del 381 rispetto allo Spirito Santo.

47 Implicitamente dice che lo Spirito Santo é Dio Implicitamente dice che lo Spirito Santo é Dio Che fondamento cé nellapplicare allo Spirito tutti gli altri attributi uguali al Padre e al Figlio e privarlo soltanto della divinitá? Ep. 189, 5.

48 Procede del Padre per mezzo del Figlio Procede del Padre per mezzo del Figlio Non per generazzione come il Figlio, ma é il soffio della sua boca. É la bontá naturale, la santitá propria e la dignitá regale che dal Padre, per mezzo dellUnigenito, si estende allo Spirito.

49 Spirito del Padre/Spirito del Figlio: hanno tutto in comune. (D Sp. S. 18, 45) Spirito del Padre/Spirito del Figlio: hanno tutto in comune. (D Sp. S. 18, 45) Si fonda nella Scrittura.


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