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PROFILI CLINICI NELLA DISLESSIA PROFILI CLINICI NELLA DISLESSIA Giovanni Bilancia ANSvi - accademia neuropsicologia dello sviluppo Mantova, 18 ottobre.

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1 PROFILI CLINICI NELLA DISLESSIA PROFILI CLINICI NELLA DISLESSIA Giovanni Bilancia ANSvi - accademia neuropsicologia dello sviluppo Mantova, 18 ottobre 2010

2 INDICE Epidemiologia Epidemiologia Disturbi dellapprendimento: specifici e aspecifici Disturbi dellapprendimento: specifici e aspecifici Dislessia (iter diagnostico, prognosi, riabilitazione…) Dislessia (iter diagnostico, prognosi, riabilitazione…) Disturbo aspecifico di apprendimento nel deficit cognitivo lieve Disturbo aspecifico di apprendimento nel deficit cognitivo lieve Comorbidità e disturbi psicopatologici associati Comorbidità e disturbi psicopatologici associati

3 EPIDEMIOLOGIA 15% della popolazione in età scolare presenta disturbi dello sviluppo neuropsichico (Levi 1994) 15% della popolazione in età scolare presenta disturbi dello sviluppo neuropsichico (Levi 1994) 2,5-3,5 % della popolazione in età scolare è affetta da Dislessia 2,5-3,5 % della popolazione in età scolare è affetta da Dislessia 2% bambini con certificazione L.104 (Parma A.S. 2002/3) 2% bambini con certificazione L.104 (Parma A.S. 2002/3)

4 DEFINIZIONE DI DISTURBO DELLAPPRENDIMENTO Il DA rappresenta un sintomo finale comune a disordini evolutivi molto diversi fra di loro rispetto alla patogenesi Il DA rappresenta un sintomo finale comune a disordini evolutivi molto diversi fra di loro rispetto alla patogenesi Molte indagini epidemiologiche hanno evidenziato che i disturbi dellapprendimento costituiscono uno dei problemi più rilevanti per lambito non solo psico-pedagogico, ma anche medico-pediatrico. Molte indagini epidemiologiche hanno evidenziato che i disturbi dellapprendimento costituiscono uno dei problemi più rilevanti per lambito non solo psico-pedagogico, ma anche medico-pediatrico. Il termine DISTURBO DELLAPPRENDIMENTO è una espressione-ombrello che raccoglie una gamma diversificata di problematiche nello sviluppo cognitivo e nellapprendimento scolastico, non imputabili primariamente a fattori di handicap grave, e definibili come il mancato raggiungimento di taluni criteri rilevanti di apprendimento ( differenziati per fasce detà) per i quali esiste un largo consenso. Il termine DISTURBO DELLAPPRENDIMENTO è una espressione-ombrello che raccoglie una gamma diversificata di problematiche nello sviluppo cognitivo e nellapprendimento scolastico, non imputabili primariamente a fattori di handicap grave, e definibili come il mancato raggiungimento di taluni criteri rilevanti di apprendimento ( differenziati per fasce detà) per i quali esiste un largo consenso.

5 DISTURBI DELLAPPRENDIMENTO I DA vengono distinti: DA SPECIFICI o primari (dislessia evolutiva) DA SPECIFICI o primari (dislessia evolutiva) DA ASPECIFICI o secondari a diverse condizioni cliniche e non DA ASPECIFICI o secondari a diverse condizioni cliniche e non

6 FATTORI DI ESCLUSIONE PATOLOGIE SENSORIALI (deficit uditivo, ipovisione) PATOLOGIE SENSORIALI (deficit uditivo, ipovisione) PATOLOGIE NEUROMOTORIE PATOLOGIE NEUROMOTORIE DEFICIT COGNITIVO (border-line, lieve, medio, grave) DEFICIT COGNITIVO (border-line, lieve, medio, grave) SVANTAGGIO SOCIOCULTURALE (povertà di stimoli intellettuali, differenza culturale e linguistica…) o SCOLARIZZAZIONE NON ADEGUATA SVANTAGGIO SOCIOCULTURALE (povertà di stimoli intellettuali, differenza culturale e linguistica…) o SCOLARIZZAZIONE NON ADEGUATA DISTURBI PSICOPATOLOGICI DISTURBI PSICOPATOLOGICI

7 DISTURBI SPECIFICI APPRENDIMENTO: DISLESSIA EVOLUTIVA Definizione Definizione Modelli di apprendimento della lingua scritta Modelli di apprendimento della lingua scritta Descrizione clinica Descrizione clinica Età diagnosi Età diagnosi Iter diagnostico e diagnosi differenziale Iter diagnostico e diagnosi differenziale Sottotipi di dislessia Sottotipi di dislessia Eziologia Eziologia Prognosi Prognosi Comorbidità Comorbidità

8 DEFINIZIONE La Dislessia evolutiva si configura come un disturbo di apprendimento e successivamente di automatizzazione delle procedure di lettura e scrittura, che emerge allinizio del processo di scolarizzazione, in bambini che non abbiamo altre patologie a cui riferire il deficit.

9 Ciò che caratterizza la dislessia: 1) specificità (in quanto si presenta come disturbo isolato/ riguarda solo alcuni processi, alcune abilità e non tutti gli ambiti del funzionamento cognitivo) 1) specificità (in quanto si presenta come disturbo isolato/ riguarda solo alcuni processi, alcune abilità e non tutti gli ambiti del funzionamento cognitivo) 2) ha una origine costituzionale 2) ha una origine costituzionale 3) spesso la dis-lessia (disturbo di decifrazione) è associata a disturbi della scrittura (dis-ortogrfia, dis-grafia) e disturbi del codice numerico e del calcolo (dis-calculia) 3) spesso la dis-lessia (disturbo di decifrazione) è associata a disturbi della scrittura (dis-ortogrfia, dis-grafia) e disturbi del codice numerico e del calcolo (dis-calculia)

10 REQUISITI FUNZIONALI PER L'APPRENDIMENTO L-S A 6 ANNI Decentramento cognitivo Competenze fonologiche FUNZIONI ESECUTIVE attentivitàmemoria-di-lavoro

11 Memoria di lavoro Sistema Esecutivo Centrale Loop Fonologico Taccuino Visuo- spaziale Comprensione linguaggio e lettura Comprensione linguaggio e lettura Decodifica lettura Decodifica lettura Abilità aritmetiche Abilità aritmetiche Componenti concettuali vocabolario Componenti concettuali vocabolario Apprendimento nuove parole Apprendimento nuove parole Processazione sintattica Processazione sintattica Apprendimento regole spaziali e ricordo di volti Apprendimento regole spaziali e ricordo di volti Abilità aritmetiche Abilità aritmetiche

12 Competenze fonologiche Appr. lingua scritta: regole di conversione + regole di combinazione trasparente Abilità metafonologiche

13 Regole di conversione: [b]=b,B,b [ka]=ca, CA, ca Combinazione trasparente:[torta]=t o r t a

14 Abilità metafonologiche Repertorio procedure sostituzione Appr.lingua scritta Regole combinatorie non-trasparenti Catalogo parole irregolari

15 Regole combinatorie non-trasparenti: [ñ]= gn,GN, gn [ki]= chi, CHI, chi [ƒi]= sci, SCI, sci ………….. …………….. Catalogo parole irregolari: [kuaderno]= qu,QU, qu [kuore]= cu, CU, cu …………….. …………….

16 Automazione del codice Velocità e risparmio Integrazione cognitiva

17 Competenze semantiche Automazione del codice Comprensione Generazione di testi scritti

18 STADI DI APPRENDIMENTO DELLA LINGUA SCRITTA stadio logografico stadio logografico stadio alfabetico (o sillabico- stadio alfabetico (o sillabico- alfabetico) alfabetico) 2) stadio ortografico 2) stadio ortografico 3) stadio lessicale 3) stadio lessicale

19 STADIO ALFABETICO Il bambino legge applicando le regole di conversione grafema-fonema e utilizza la sequenza di suoni così individuata per risalire al referente lessicale. Questo processo richiede lattivazione cosciente ed il controllo di una serie di competenze che devono essere tra loro integrate: Acquisizione della corrispondenza fono- grafemica Acquisizione della corrispondenza fono- grafemica Consapevolezza fonologica Consapevolezza fonologica Competenze metafonologiche Competenze metafonologiche

20 CORRISPONDENZA FONO-GRAFEMICA Lacquisizione della corrispondenza fono- grafemica passa attraverso lattivazione di una serie di strategie operative di tipo: Lacquisizione della corrispondenza fono- grafemica passa attraverso lattivazione di una serie di strategie operative di tipo: visuo-percettivo (caratteri formali delle lettere) visuo-percettivo (caratteri formali delle lettere) prassico (riproduzione delle lettere) prassico (riproduzione delle lettere) associativo (costruzione di legami convenzionali tra suono e segno) associativo (costruzione di legami convenzionali tra suono e segno) Lacquisizione deve divenire STABILE e AUTOMATICA per diventare quel binomio operativo che sta alla base del sistema alfabetico.

21 CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA Il linguaggio è composto da segmenti provvisti di significato (parole) e segmenti che non hanno significato (fonemi, sillabe, etc.) Il linguaggio è composto da segmenti provvisti di significato (parole) e segmenti che non hanno significato (fonemi, sillabe, etc.) Il linguaggio è costituito da continue e variabili onde di energia acustica da cui non emerge alcun indizio circa la segmentazione in fonemi La capacità di percepire il linguaggio come una struttura combinatoria costituita dal ripetersi di una serie limitata di suoni (i fonemi) La capacità di percepire il linguaggio come una struttura combinatoria costituita dal ripetersi di una serie limitata di suoni (i fonemi)

22 2) Consapevolezza fonologica: la capacità di riconoscere/codificare i fonemi (o le sillabe) che compongono la parola secondo una coordinata temporale 3) Competenze metafonologiche Fusione dei suoni e recupero della parola nel repertorio lessicale (lettura) Fusione dei suoni e recupero della parola nel repertorio lessicale (lettura) segmentazione della parola nei singoli fonemi, recupero del grafema in maniera sequenziale (scrittura) segmentazione della parola nei singoli fonemi, recupero del grafema in maniera sequenziale (scrittura) VIA FONOLOGICA (scrittura/lettura di parole piane o con gruppi consonantici) (scrittura/lettura di parole piane o con gruppi consonantici)

23 FASE ORTOGRAFICA Le strategie operative della fase alfabetica (conversione suono/segno) devono essere integrate in un processo che contempli delle eccezioni, che non sono più direttamente desumibili dalle informazioni fonologiche Le strategie operative della fase alfabetica (conversione suono/segno) devono essere integrate in un processo che contempli delle eccezioni, che non sono più direttamente desumibili dalle informazioni fonologiche (ex: un grafema c o g che si può leggere in modi diversi; due grafemi sc o gl che corrispondono ad un singolo fonema; apostrofo, …) (ex: un grafema c o g che si può leggere in modi diversi; due grafemi sc o gl che corrispondono ad un singolo fonema; apostrofo, …) (scrittura/lettura di parole con digrammi ortografici) (scrittura/lettura di parole con digrammi ortografici)

24 FASE LESSICALE Fase in cui le parole vengono lette o scritte globalmente (senza doverle analizzare lettera per lettera), in quanto richiamate da una sorta di archivio di parole in forma scritta (lessico ortografico). La forma scritta della parola viene riconosciuta direttamente solo se richiama automaticamente il significato della parola. Fase in cui le parole vengono lette o scritte globalmente (senza doverle analizzare lettera per lettera), in quanto richiamate da una sorta di archivio di parole in forma scritta (lessico ortografico). La forma scritta della parola viene riconosciuta direttamente solo se richiama automaticamente il significato della parola. VIA VISIVA-LESSICALE VIA VISIVA-LESSICALE (netto incremento della velocità) (netto incremento della velocità)

25 Due tipologie possibili Accesso FASE DISLESSIA Indiretto ALFABETICA FONOLOGICA (via fonologica) o MISTA Accesso FASE DISLESSIA diretto ORTOGRAFICA SUPERFICIALE diretto ORTOGRAFICA SUPERFICIALE (via visiva-lessicale) (via visiva-lessicale)

26 DESCRIZIONE CLINICA Dis-lessia è un difetto nella decifrazione, i cui parametri di rilevazione clinica sono: correttezza (errori visivi, fonologici, di anticipazione) correttezza (errori visivi, fonologici, di anticipazione) Rapidità (t/sill o sill/sec) Rapidità (t/sill o sill/sec) Comprensione del testo letto variabile Comprensione del testo letto variabile

27 DIS-ORTOGRAFIA È il difetto della codifica della lingua scritta, della applicazione delle regole di trascrizione nelle operazioni di esecuzione( cioè nelle varie forme di scrittura). È il difetto della codifica della lingua scritta, della applicazione delle regole di trascrizione nelle operazioni di esecuzione( cioè nelle varie forme di scrittura). I parametri di rilevazione clinica sono la correttezza e il tempo della scrittura I parametri di rilevazione clinica sono la correttezza e il tempo della scrittura

28 DIS-CALCULIA Dis-calculia: difetto (accuratezza/ rapidità) nelle operazioni di processing numerico (enumerazione, lettura e scrittura numeri, calcoli a mente, calcoli scritti, recupero delle tabelline) Dis-calculia: difetto (accuratezza/ rapidità) nelle operazioni di processing numerico (enumerazione, lettura e scrittura numeri, calcoli a mente, calcoli scritti, recupero delle tabelline)

29 ETA DIAGNOSI La diagnosi di Dislessia non può essere formulata prima della fine della 2ª elementare. La diagnosi di Dislessia non può essere formulata prima della fine della 2ª elementare. Tuttavia, già in 1ª elementare possono essere rilevati come indicatori di rischio, segni importanti di discrepanza tra le competenze cognitive generali e lapprendimento della letto-scrittura. Tuttavia, già in 1ª elementare possono essere rilevati come indicatori di rischio, segni importanti di discrepanza tra le competenze cognitive generali e lapprendimento della letto-scrittura.

30 ITER DIAGNOSTICO Anamnesi personale e familiare Anamnesi personale e familiare Valutaz. dellintelligenza generale Valutaz. dellintelligenza generale Valutaz. abilità di lettura, scrittura, calcolo Valutaz. abilità di lettura, scrittura, calcolo Valutaz. funzioni neuropsicologiche (attenzione visiva e uditiva, memoria, linguaggio e abilità metafonologiche, funzioni esecutive, abilità visuo-motorie e visuo-spaziali,…) Valutaz. funzioni neuropsicologiche (attenzione visiva e uditiva, memoria, linguaggio e abilità metafonologiche, funzioni esecutive, abilità visuo-motorie e visuo-spaziali,…) Valutazione psicodiagnostica Valutazione psicodiagnostica Indagini cliniche e/o strumentali (EEG, RMN, vis. Oculistica,…) Indagini cliniche e/o strumentali (EEG, RMN, vis. Oculistica,…)

31 PROFILI EVOL. DI DISLESSIA Con pregresso e/o persistente disturbo di sviluppo del linguaggio Con pregresso e/o persistente disturbo di sviluppo del linguaggio Senza evidente pregresso disturbo del linguaggio Senza evidente pregresso disturbo del linguaggio Del solo versante produttivo Del solo versante produttivo Associazione con discalculia Associazione con discalculia Entità del difetto di automazione Entità del difetto di automazione Prevalenza del sottotipo funzionale Prevalenza del sottotipo funzionale

32 PROGNOSI Necessario distinguere: prognosi del disturbo (inteso come levoluzione a distanza delle difficoltà di letto-scrittura) prognosi del disturbo (inteso come levoluzione a distanza delle difficoltà di letto-scrittura) prognosi psico-sociale intesa come: prognosi psico-sociale intesa come: - possibilità di sviluppare un disturbo mentale - possibilità di sviluppare un disturbo mentale - avanzamento carriera scolastica o precoce abbandono - avanzamento carriera scolastica o precoce abbandono - carriera lavorativa - carriera lavorativa I due tipi di prognosi sono ampiamente dissociati in quanto correlati a fattori diversi. I due tipi di prognosi sono ampiamente dissociati in quanto correlati a fattori diversi.

33 PROGNOSI Levoluzione del disturbo di l-s è influenzato da: gravità del DSA sulla base del parametro velocità di lettura misurato in 3ª el. gravità del DSA sulla base del parametro velocità di lettura misurato in 3ª el. associazione di difficoltà nelle tre aeree (lettura, scrittura, calcolo) associazione di difficoltà nelle tre aeree (lettura, scrittura, calcolo) precocità diagnosi (fine 2ª-inizio 3ª el) e dellinizio trattamento rieducativo precocità diagnosi (fine 2ª-inizio 3ª el) e dellinizio trattamento rieducativo livello cognitivo e metacognitivo livello cognitivo e metacognitivo gravità delle compromissioni neuropsicologiche associate gravità delle compromissioni neuropsicologiche associate comorbidità psichiatrica comorbidità psichiatrica compliance ambientale (scuola, famiglia) compliance ambientale (scuola, famiglia) familiarità positiva familiarità positiva

34 DISTURBI ASPECIFICI APPRENDIMENTO Condizioni cliniche mascherate: Ritardo mentale lieve e/o borderline Ritardo mentale lieve e/o borderline Deficit primitivi delleFE(ADHD) Deficit primitivi delleFE(ADHD) Disturbi psico-patologici minori Disturbi psico-patologici minori Disfunzioni parossistiche (o Epilessie) infracliniche (ex. Piccolo male, ESES) Disfunzioni parossistiche (o Epilessie) infracliniche (ex. Piccolo male, ESES)

35 RITARDO MENTALE LIEVE e/o BORDERLINE (Diagnosi differenziale) Se la DD non pone particolare difficoltà, in quanto una prima variabile discriminante è ricavabile dallanalisi dei punteggi alle prove che misurano le abilità intellettive, la determinazione dei profili funzionali risulta più complessa e comunque strettamente correlata alla fase evolutiva. Se la DD non pone particolare difficoltà, in quanto una prima variabile discriminante è ricavabile dallanalisi dei punteggi alle prove che misurano le abilità intellettive, la determinazione dei profili funzionali risulta più complessa e comunque strettamente correlata alla fase evolutiva. ICD-10 : RML QI < 70 ICD-10 : RML QI < 70 Borderline QI Borderline QI Profilo degli apprendimenti scolastici : Profilo degli apprendimenti scolastici :

36 DISTURBI PRIMITIVI DELLE FUNZIONI ESECUTIVE(ADHD) Controllo delle decisoni-inibizione degli impulsi-comportamento iperattivo Controllo delle decisoni-inibizione degli impulsi-comportamento iperattivo Regolazione del traffico delle informazioni: selettività e tenuta attentiva Regolazione del traffico delle informazioni: selettività e tenuta attentiva Relazione critica fra carico cognitivo e Funzioni Esecutive. Relazione critica fra carico cognitivo e Funzioni Esecutive. Relazione critica fra durata dei compiti e Funzioni esecutive Relazione critica fra durata dei compiti e Funzioni esecutive temperatura emotiva delle informazioni e delle cornici dei compiti temperatura emotiva delle informazioni e delle cornici dei compiti

37 a) 1° ciclo elementare - difficoltà/ritardo di apprendimento corrispondenza fono-grafemica - difficoltà/ritardo di apprendimento corrispondenza fono-grafemica - difficoltà nel racconto orale - difficoltà nel racconto orale - difficoltà aritmetica (cardinalità, seriazione - difficoltà aritmetica (cardinalità, seriazione - instabilità comportamentale e bassa tenuta - instabilità comportamentale e bassa tenuta -

38 b) 2° ciclo elementare - difficoltà di comprensione del testo (cattivi lettori) a fronte di discrete abilità di decodifica (lettori veloci e accurati) - difficoltà di comprensione del testo (cattivi lettori) a fronte di discrete abilità di decodifica (lettori veloci e accurati) - difficoltà controllo ortografico e di composizione di un testo (generatore verbale) - difficoltà controllo ortografico e di composizione di un testo (generatore verbale) - difficoltà ragionamento logico-matematiche (basso rapporto tra concetti/procedure-diff. risoluzione problemi) a fronte di abilità di calcolo mentale, conteggio seriale progressivo e regressivo senza problemi di rilievo - difficoltà ragionamento logico-matematiche (basso rapporto tra concetti/procedure-diff. risoluzione problemi) a fronte di abilità di calcolo mentale, conteggio seriale progressivo e regressivo senza problemi di rilievo - persistenti problemi di adattamento e comportamento sociale - persistenti problemi di adattamento e comportamento sociale

39 DISTURBI DELLA SFERA EMOTIVA: TIPOLOGIA DELLE POSSIBILITÀ DI RAPPORTO PATOGENETICO CON IL D.A. Nella pratica clinica è frequente il riscontro di situazioni in cui è presente una concomitanza o comorbidità tra DSA e Disturbi psicopatologici (DSM-IV 50% casi) Nella pratica clinica è frequente il riscontro di situazioni in cui è presente una concomitanza o comorbidità tra DSA e Disturbi psicopatologici (DSM-IV 50% casi) Il rapporto tra Disturbi psicopatologici e difficoltà scolastiche è particolarmente complesso, poiché disturbi emotivo-affettivi ed intellettivi in età evolutiva sono strettamente intrecciati. La relazione causale è quindi potenzialmente bidirezionale. Il rapporto tra Disturbi psicopatologici e difficoltà scolastiche è particolarmente complesso, poiché disturbi emotivo-affettivi ed intellettivi in età evolutiva sono strettamente intrecciati. La relazione causale è quindi potenzialmente bidirezionale. difficoltà scolastica disturbo emotivo difficoltà scolastica disturbo emotivo

40 Disturbi dansia, Disturbi depressivi, Disturbi della condotta sono presenti in b. con DA con frequenza da 3 a 6 volte superiore che in bambino con normale apprendimento Disturbi dansia, Disturbi depressivi, Disturbi della condotta sono presenti in b. con DA con frequenza da 3 a 6 volte superiore che in bambino con normale apprendimento Due categorie fenomeniche: Due categorie fenomeniche: a) Disturbi esternalizzati o disturbi con comportamento disturbante: a) Disturbi esternalizzati o disturbi con comportamento disturbante: - disturbo da deficit dellattenzione e iperattività - disturbo da deficit dellattenzione e iperattività - disturbo oppositivo-provocatorio - disturbo oppositivo-provocatorio - disturbi della condotta e inerenti larea della - disturbi della condotta e inerenti larea della devianza sociale devianza sociale

41 b) Disturbi internalizzati - disturbi dansia (attacchi di panico, ansia di separazione, fobie semplici, fobia sociale). Questi disturbi possono condurre al ritiro dalla scuola, per periodi transitori o prolungati, e comunque interferiscono sulle possibilità del recupero - disturbi dansia (attacchi di panico, ansia di separazione, fobie semplici, fobia sociale). Questi disturbi possono condurre al ritiro dalla scuola, per periodi transitori o prolungati, e comunque interferiscono sulle possibilità del recupero - disturbi somatici (cefalea, dolori addominali,senso di soffocamento, palpitazioni) spesso associati a disturbi del sonno, enuresi o encopresi, tics o balbuzie, disturbi della sfera alimentare - disturbi somatici (cefalea, dolori addominali,senso di soffocamento, palpitazioni) spesso associati a disturbi del sonno, enuresi o encopresi, tics o balbuzie, disturbi della sfera alimentare - disturbi dellumore (depressione) - disturbi dellumore (depressione)

42 In alcuni casi il Disturbo psicopatologico sembra essere una conseguenza del DA e dellinsuccesso scolastico che esso comporta: in questi casi il disturbo psicopatologico tende a ridursi spontaneamente in parallelo con la riduzione delle difficoltà scolastiche(associazione). In alcuni casi il Disturbo psicopatologico sembra essere una conseguenza del DA e dellinsuccesso scolastico che esso comporta: in questi casi il disturbo psicopatologico tende a ridursi spontaneamente in parallelo con la riduzione delle difficoltà scolastiche(associazione). In altri casi il DSA appare agire come fattore scatenante per la strutturazione di un disturbo psicopatologico già presente, seppure in forma larvata, negli anni precedenti: in questo caso landamento dei due disturbi appare relativamente indipendente(comorbidità). In altri casi il DSA appare agire come fattore scatenante per la strutturazione di un disturbo psicopatologico già presente, seppure in forma larvata, negli anni precedenti: in questo caso landamento dei due disturbi appare relativamente indipendente(comorbidità). Queste due situazioni non vanno confuse con il percorso inverso, quando cioè il DA è aspecifico e rappresenta solo un sintomo del disturbo psicopatologico(inibizione prim.). Queste due situazioni non vanno confuse con il percorso inverso, quando cioè il DA è aspecifico e rappresenta solo un sintomo del disturbo psicopatologico(inibizione prim.).

43 La Dislessia può rappresentare un elemento potenziale di rischio psicopatologico, ma tale potenzialità diviene realtà quando fattori concomitanti, spesso non direttamente evidenti (es. disturbo psicologico pre-clinico o sub-clinico, atipie temperamentali individuali o del nucleo familiare, condizioni socio-ambientali sfavorevoli, eventi vitali negativi) rendono meno efficienti le risorse psichiche del soggetto. La Dislessia può rappresentare un elemento potenziale di rischio psicopatologico, ma tale potenzialità diviene realtà quando fattori concomitanti, spesso non direttamente evidenti (es. disturbo psicologico pre-clinico o sub-clinico, atipie temperamentali individuali o del nucleo familiare, condizioni socio-ambientali sfavorevoli, eventi vitali negativi) rendono meno efficienti le risorse psichiche del soggetto.

44 Nella dislessia la comparsa di disturbi emotivi viene più frequentemente segnalato a partire dalletà di latenza Nella dislessia la comparsa di disturbi emotivi viene più frequentemente segnalato a partire dalletà di latenza la scuola media è certamente il banco di prova più severo per i b. dislessici, in quanto si rende sempre più evidente il peso specifico del DA, ed in particolare il rapporto tra la disfunzionalità (diseconomicità) delle procedure di l-s e calcolo rispetto al loro utilizzo nei campi di apprendimento che divengono sempre più complessi la scuola media è certamente il banco di prova più severo per i b. dislessici, in quanto si rende sempre più evidente il peso specifico del DA, ed in particolare il rapporto tra la disfunzionalità (diseconomicità) delle procedure di l-s e calcolo rispetto al loro utilizzo nei campi di apprendimento che divengono sempre più complessi difficoltà, soprattutto in rapporto allaumentare delletà, a definire una sequenza patogenetica difficoltà, soprattutto in rapporto allaumentare delletà, a definire una sequenza patogenetica Lassociazione tra le due condizioni ha un valore prognostico negativo, aumentando il rischio di una cronicizzazione del disturbo psicopatologico Lassociazione tra le due condizioni ha un valore prognostico negativo, aumentando il rischio di una cronicizzazione del disturbo psicopatologico


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