La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Sussidi per lettura critica del progetto preliminare linea TAV Sicurezza idraulica del territorio, fragilità idrogeologica della bonifica, criticità.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Sussidi per lettura critica del progetto preliminare linea TAV Sicurezza idraulica del territorio, fragilità idrogeologica della bonifica, criticità."— Transcript della presentazione:

1 Sussidi per lettura critica del progetto preliminare linea TAV Sicurezza idraulica del territorio, fragilità idrogeologica della bonifica, criticità ambientali, pregiudizi per la rete ecologica

2 Schema di sviluppo della presentazione
1 Il corridoio V: il tracciato della linea TAV in Provincia di Venezia 2 Il Veneto, modello di sviluppo senza progresso: da Cristoforo Sabbadino fino alle recenti criticità idrauliche 3 Processo partecipativo nella pianificazione idraulica e strumenti innovativi per l’analisi della pericolosità idraulica 4 Quadro di riferimento ambientale: il pericolo idraulico e le caratteristiche geomeccaniche dei terreni 5 Individuazione degli impatti sul regime idraulico esistente e conclusioni

3 Il tracciato della linea TAV in Provincia di Venezia
1 Il corridoio V Il tracciato della linea TAV in Provincia di Venezia

4 Il tracciato del corridoio intermodale V
Dall’adozione del Trattato di Maastricht si è sviluppata una politica comunitaria per la mobilità europea tesa all’integrazione delle infrastrutture di trasporto, in particolare attraverso il programma Trans-European Transport Network (TENT), avviato nel Consiglio Europeo di Essen nel 1994. Attraverso le Conferenze di Praga (1991), Creta (1994), Helsinki, (1997), si arriva alla definizione di una politica europea dei trasporti coerente e l’individuazione di tracciati di traffico prioritario, che prendono il nome di “corridoi”. La linea AV/AC Venezia – Trieste fa parte del Progetto Prioritario 6, che si integra con il Corridoio Paneuropeo 5 Lisbona – Kiev.

5 Il tracciato del corridoio intermodale V

6 La linea AV/AC in provincia di Venezia
Studio di fattibilità aprile 2008: 3 diverse ipotesi di tracciato

7 La linea AV/AC: progetto preliminare
Tracciato del progetto preliminare: viene scelto il tracciato basso

8 La linea AV/AC: inquadramento territoriale
Idrografia principale dell’ambito di studio

9 La linea AV/AC: inquadramento territoriale
Idrografia principale, aree urbanizzate

10 La linea AV/AC: inquadramento territoriale
Idrografia principale, aree urbanizzate, infrastrutture (strade, ferrovie)

11 La linea AV/AC: inquadramento territoriale
Tracciati della linea TAV dello studio di fattibilità 2008

12 La linea AV/AC: inquadramento territoriale
Tracciato della linea TAV progetto preliminare a confronto con le ipotesi SdF 2008

13 La linea AV/AC: inquadramento territoriale
Tracciato TAV progetto preliminare (23/11/2010)

14 La pianificazione idraulica
2 La pianificazione idraulica Dal governo delle acque della Serenissima alla città diffusa

15 La diversione dei corsi d’acqua dalla laguna
Mappa del XVII secolo: progetti di diversione del fiume Sile

16 La catastrofe ambientale del taglio del Sile
Carta delle zone palustri a nord del taglio del Sile (Combatti 1822): l’area allagata ricopre perennemente 50 km²

17 Fatti e misfatti di idraulica lagunare
Luigi D’Alpaos La laguna di Venezia dalla diversione dei fiumi alle nuove opere alle bocche di porto

18 La mummificazione della rete idrografica operata dalla bonifica

19 Distribuzione degli impianti idrovori nel territorio

20 L’urbanizzazione del territorio
Aumento della popolazione e conseguente urbanizzazione del territorio dal 1960

21 La linea AV/AC: inquadramento territoriale
Tracciato TAV progetto preliminare (23/11/2010)

22 La linea AV/AC: inquadramento territoriale
Interazione dei tracciati con la rete idrografica

23 La linea AV/AC: inquadramento territoriale
Lo studio di fattibilità del 2008 considera il terzo tracciato meno perseguibile per le scadenti caratteristiche del terreno nella sinistra idrografica del fiume Livenza Interazione dei tracciati con la rete idrografica

24 Processo partecipativo nella pianificazione idraulica
3 Processo partecipativo nella pianificazione idraulica Le direttive europee sulla partecipazione ai processi di pianificazione

25 La partecipazione della comunità ai processi decisionali pubblici
La partecipazione della comunità locale ai processi decisionali pubblici viene definita dalla Commissione europea come un "imperativo democratico". La partecipazione attiva nel processo decisionale pubblico è legata al concetto di sviluppo sostenibile: si è evidenziato la necessità di tenere in considerazione una pluralità di attori se si intende perseguire un modello di sviluppo equo; la partecipazione viene considerata il presupposto per il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità. NO EQUITA’ NO SOSTENIBILITA’ NO PARTECIPAZIONE

26 La partecipazione della comunità ai processi decisionali pubblici
Convention on access to information, public participation in decisionmaking and access to justice in environmental matters – Aarhus Convention (1998) La "Convenzione di Aarhus", entrata in vigore nel 2001, rappresenta il documento cardine di livello internazionale sul tema dell'informazione e del coinvolgimento della popolazione nelle decisioni di carattere ambientale. The Aarhus Convention. An implementation guide (2000) Il documento si rivolge alle amministrazioni pubbliche con lo scopo di facilitare l'applicazione delle norme contenute nella Convenzione di Aarhus.

27 La partecipazione della comunità ai processi decisionali pubblici
Il "pacchetto legislativo" della Commissione europea volto ad allineare la legislazione Comunitaria alle richieste della Convenzione di Aarhus (2003): DIRETTIVA 2003/4/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 28 gennaio 2003 sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale DIRETTIVA 2003/35/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 maggio 2003 che prevede la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale

28 La direttiva quadro sulle acque 2000/60/EC
La Comunità Europea ha adottato la direttiva quadro sulle acque con l’obbiettivo di raggiungere il “buono stato ecologico del bacino idrografico” La DIRETTIVA istituisce un quadro di riferimento per la protezione di tutte le acque allo scopo di: impedire il deterioramento e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatiche delle zone umide che da essi dipendono garantire un utilizzo idrico sostenibile basato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche assicurare una protezione rafforzata e il miglioramento dell’ambiente acquatico attraverso la progressiva riduzione di scarichi ecc.

29 La direttiva quadro sulle acque 2000/60/EC
assicurare la riduzione dell’inquinamento delle acque sotterraneee prevenire il loro ulteriore inquinamento mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità Nel preambolo 14 della direttiva 2000/60/EC si dichiara: Il successo della presente direttiva dipende da una stretta collaborazione e da un'azione coerente a livello locale, della Comunità e degli Stati membri, oltre che dall'informazione, dalla consultazione e dalla partecipazione dell'opinione pubblica, compresi gli utenti.

30 La direttiva quadro sulle acque 2000/60/EC
Nel preambolo 46 della direttiva 2000/60/EC si dichiara: Per garantire la partecipazione del pubblico, compresi gli utenti dell'acqua, nel processo di elaborazione ed aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici, è necessario fornire informazioni adeguate sulle misure previste e riferire in merito ai progressi della loro attuazione in modo da coinvolgere il pubblico prima di adottare le decisioni definitive e le misure necessarie. Nell’Articolo 14 Gli Stati membri promuovono la partecipazione attiva di tutte le parti interessate all'attuazione della presente direttiva,in particolare all'elaborazione, al riesame e all'aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici.

31 La direttiva quadro sulle acque 2000/60/EC
Devono essere assicurati Deve essere incoraggiata

32 La direttiva 2007/60/EC relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni
La Comunità Europea ha adottato la direttiva 2007/60/EC con l’obbiettivo di “[…] ridurre i rischi di conseguenze negative derivanti dalle alluvioni soprattutto per la vita e la salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale, l’attività economica e le infrastrutture, connesse con le alluvioni (Preambolo 3)” nella consapevolezza che “alcune attività umane (come la crescita degli insediamenti umani e l’incremento delle attività economiche nelle pianure alluvionali, nonché la riduzione della naturale capacità di ritenzione idrica del suolo a causa dei suoi vari usi) e i cambiamenti climatici contribuiscono ad aumentarne la probabilità e ad aggravarne gli impatti negativi” (Preambolo 2).

33 La direttiva 2007/60/EC relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni
Anche la direttiva 2007/60/EC da’ rilevanza alla partecipazione attiva della comunità nel processo decisionale. Nell’ordinamento italiano la direttiva 2007/60/EC è stata recepita dal D.Lgs. 49/2010, che prescrive di realizzare delle mappe della pericolosità anche con tempi di ritorno molto elevati (TR 500 anni).

34 Quadro di riferimento ambientale
4 Quadro di riferimento ambientale il pericolo idraulico e le caratteristiche geomeccaniche dei terreni

35 Il pericolo idraulico dei PAI (modellazione 2d)
Evitare di interferire con le aree di possibile allagamento scaturiti dagli scenari modellati con gli studi di pericolosità idraulica (modellazione 2d)

36 Gli allagamenti della rete idrografica minore
Evitare di interferire con il deflusso della rete idrografica (principale e minore)

37 Ricognizione delle fragilità idrauliche

38 Le aree depresse della bonifica
Rilievo altimetrico – aree depresse attraversate e impianti idrovori

39 Le caratteristiche geomeccaniche del terreno
Rilevanza della subsidenza rispetto morfologia

40 Le caratteristiche geomeccaniche del terreno
Velocità di abbassamento suolo - subsidenza

41 Individuazione degli impatti sul regime idraulico esistente
5 Conclusioni Individuazione degli impatti sul regime idraulico esistente

42 Le alternative di progetto
L’opzione zero: corrisponde alla soluzione di non intervento L’ipotesi di tracciato lungo la autostrada A4 (tracciato alto) L’ipotesi di tracciato corrispondente al progetto preliminare (tracciato basso)

43 Tracciato basso (progetto preliminare)
Considerata la possibilità di interferire con la rete idrografica principale, con il deflusso delle acque superficiali, con il pericolo idraulico diffuso, con le quote dei terreni depresse sarà con ogni probabilità necessario realizzare quasi tutta la linea TAV su viadotto

44 Tracciato basso (progetto preliminare)
Nel progetto preliminare si afferma che “[…] a parte il primo tratto (5 km), in cui la soluzione altimetrica è al coperto in galleria artificiale, la nuova linea si sviluppa interamente in rilevato e scatolare ferroviario a via superiore, per consentire il mantenimento del fitto reticolo di piccoli e medi corsi d’acqua. Sono inoltre necessari numerosi viadotti per consentire il superamento dei numerosi medi e grandi corsi d’acqua.” Anche per ovviare all’interferenza con le numerose aree archeologiche (Altino, Claudia Augusta prima e dopo il Sile, ecc.), si intende ricorrere a sovrappassare le aree in viadotto.

45 Tracciato basso (progetto preliminare)
Progetto preliminare: “L’intervento non provoca modifiche alla rete idrografica […]. Pertanto il tracciato del progetto non aggrava l’esistente livello di rischio idraulico.” Sarebbe opportuno che gli scenari di pericolosità idraulica fossero simulati con l’implementazione di un modello matematico bidimensionale (considerate anche le prescrizioni del D.Lgs. 49/2010 – eventi con tempo di ritorno di 500 anni). La modellazione matematica idrodinamica bidimensionale deve escludere la possibilità che l’efficienza della linea venga compromessa dall’esondazione di un corso d’acqua (come invece è successo a Novembre, quando l’autostrada A4 è rimasta bloccata per quattro giorni).

46 Tracciato basso (progetto preliminare)
Avendo il terreno caratteristiche geomeccaniche scadenti, i plinti dovranno essere fondati su pali spinti fino ad incontrare un terreno di buone caratteristiche meccaniche, con un aumento cospicuo dei costi.

47 Tracciato alto Anche il tracciato alto interseca numerosi corsi d’acqua, piccoli e grandi. Le numerose infrastrutture esistenti e di possibile realizzazione (A4, TAV) cagionano una frammentazione della rete ecologica e possono, se mal calibrate, aggravare le condizioni di pericolo idraulico alle quali soggiace il territorio. Esempio Il caso del casello autostradale di Meolo sulla A4: le opere idrauliche complementari alla realizzazione della terza corsia ha trasferito il pericolo idraulico dall’area industriale al centro urbano di Meolo. Gli interventi di compensazione concertati non sono adeguati e si sottovaluta il futuro pericolo idraulico (ad area industriale completata).

48 Sintesi degli impatti AMBIENTE FISICO
Atmosfera: Carente analisi dei flussi di traffico e dell’impatto sull’atmosfera Acque superficiali: non valutato adeguatamente con modelli previsionali l’aumento del pericolo idraulico cagionato dall’interferenza con la rete idrica di deflusso superficiale Acque sotterranee: non valutato adeguatamente l’ostacolo al flusso idrogeologico dei diaframmi Suolo e sottosuolo: compressibilità degli orizzonti coesivi, subsidenza, elevata variabilità di risposta dei terreni ai carichi Rifiuti: Smaltimento delle terre e rocce da scavo

49 Sintesi degli impatti AMBIENTE NATURALE
Ecosistemi e Rete ecologica: frammentazione della rete ecologica non adeguatamente compensata AMBIENTE ANTROPICO Rumore e vibrazioni: è l’unica componente per la quale si è utilizzato un modello previsionale per la simulazione degli impatti (Soundplan), senza tuttavia dare sufficienti indicazioni sui dati di input

50 Sintesi degli impatti Paesaggio ed elettromagnetismo:
modificazione della fisionomia del paesaggio; intrusione visiva delle opere di prevista realizzazione; modificazione del contesto percettivo da punti panoramici o da beni storico – culturali; anche l’installazione degli elettrodotti concorre a cagionare un impatto di natura paesaggistica ed elettromagnetica (non considerato)

51 Sintesi degli impatti Alternative di progetto: indagate in modo approssimativo Impatto archeologico: l’opera attraversa aree con importanti vincoli archeologici

52


Scaricare ppt "Sussidi per lettura critica del progetto preliminare linea TAV Sicurezza idraulica del territorio, fragilità idrogeologica della bonifica, criticità."

Presentazioni simili


Annunci Google