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LA PROVVIDA SVENTURA IN MANZONI LA PROVVIDA SVENTURA IN MANZONI Presentazione a cura di Tarcisio Muratore come una caratteristica naturale e significativa.

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1 LA PROVVIDA SVENTURA IN MANZONI LA PROVVIDA SVENTURA IN MANZONI Presentazione a cura di Tarcisio Muratore come una caratteristica naturale e significativa della condizione umanaprovvida sventura mette alla prova le sue creature, ma non le abbandona. o La fede in Dio indusse Manzoni a considerare il dolore non come cieco ed inutile, ma come una caratteristica naturale e significativa della condizione umana. Il poeta giunge a formulare il concetto di provvida sventura, ossia vede nella sofferenza un segno della presenza di Dio, che mette alla prova le sue creature, ma non le abbandona. o Il dolore è anche un segno dell'amore di Dio, poiché redime e santifica la vita, o rende degni di una vita migliore coloro che lo sopportano con rassegnazione e con fede. o In effetti, nella storia di Manzoni non c'è soluzione di continuità fra il periodo che precede e quello che segue il ritorno alla fede cattolica, dato che la conversione rappresenta, da una parte, l'inizio di un esame più profondo della vita (che gli appare sotto una luce più severa e dignitosa, come una missione) e, dall'altra, determina una conferma dei suoi ideali di giustizia, di libertà e di progresso e delle sue più nobili convinzioni.

2 poichè egli sottolinea la novità del Vangelo nel suo contenuto sociale La religiosità del poeta appare moderna e concreta, poichè egli sottolinea la novità del Vangelo nel suo contenuto sociale. Come afferma De Sanctis, la sua conversione è "l'idea del secolo battezzata come idea cristiana, l'uguaglianza degli uomini tutti fratelli in Cristo, la riprovazione degli oppressori e la glorificazione degli oppressi, è la famosa triade libertà, uguaglianza, fratellanza vangelizzata, è il Cristianesimo ricondotto alla sua idealità e armonizzato con lo spirito moderno". profonda consapevolezza della condizione umanafede, che è vista come completamento e conforto della ragione appare la sua tendenza a conciliare i princìpi cristiani con le istanze più valide del pensiero contemporaneo. Manzoni giunge pertanto non solo ad una profonda consapevolezza della condizione umana, ma scopre anche l'importanza della fede, che è vista come completamento e conforto della ragione. In effetti, nelle Osservazioni sulla morale cattolica (pubblicate nel 1819 e poi nel 1855), che sono una confutazione di certe affermazioni dello storico ginevrino Sismondo dei Sismondi, che aveva accusato la Chiesa e la morale cattolica di essere state motivo di corruttela in Italia, appare la sua tendenza a conciliare i princìpi cristiani con le istanze più valide del pensiero contemporaneo.Sismondo dei Sismondi

3 Jean Simonde de Sismondi Nato a Ginevra nel 1773, Sismondi fu storico, letterato ed economista. Nel 1793 partì dalla Svizzera per ragioni politiche e si recò in Inghilterra, dove si interessò di economia, e quindi soggiornò in Italia, stabilendo la sua residenza in Toscana. Avversato per il suo presunto aderire ad idee giacobine, anche qui si dedicò agli studi economici. Quando tornò a Ginevra, venne nominato segretario della Camera di Commercio. Fu amico di Madame de Stael, di cui frequentava il salotto al castello di Coppet. Sostenne sempre una politica economica liberale e favorì la politica napoleonica. Come storico è autore di una "Histoire des républiques italiennes du Moyen age" e di una "Histoire des Français. In ambito letterario fu uno dei fondatori della critica romantica e in economia volgarizzò le idee di Adam Smith con l'opera in due volumi "De la richesse commerciale".

4 VISIONE PROVVIDENZIALE DELLA STORIA non come una catena di errori né come il risultato delle azioni e delle ambizioni dei potentiil frutto delle sofferenze e delle lotte degli umili e delle masse; essa è però soprattutto il risultato della volontà di Dio (PROVVIDENZA), che nella storia realizza suoi precisi disegni. Anche la storia appare ora al Manzoni non come una catena di errori, come voleva l'Illuminismo, né come il risultato delle azioni e delle ambizioni dei potenti, ma come il frutto delle sofferenze e delle lotte degli umili e delle masse; essa è però soprattutto il risultato della volontà di Dio (PROVVIDENZA), che nella storia realizza suoi precisi disegni. operò quindi per l'eliminazione della secolare frattura esistente fra i dotti e il popolo La fede religiosa ispira anche l'atteggiamento del poeta nei confronti dei problemi politici del suo tempo: preferisce i metodi legali ed incruenti per la realizzazione della libertà dei popoli a quelli violenti e sanguinari messi in atto, ad esempio, dai rivoluzionari francesi. Egli prese parte, con gli scritti, alla lotta per la libertà italiana e contribuì, con le idee, alla trasformazione in senso moderno e attivo della cultura del suo tempo; operò quindi per l'eliminazione della secolare frattura esistente fra i dotti e il popolo. problema della lingua, necessità di abolire il distacco fra lingua letteraria e lingua dell'uso, ossia fra intellettuali e popolo Di questo impegno è una testimonianza il modo come egli impostò e portò a soluzione il problema della lingua, a partire dagli Inni Sacri. Rifiutando la lingua dotta, sostenuta dalla Crusca e dai neoclassici, egli fu per una lingua viva e nuova; la scelta finale (I promessi sposi, edizione del 1840) del fiorentino parlato (anche se quello della classe colta) conferma la sua idea circa la necessità di abolire il distacco fra lingua letteraria e lingua dell'uso, ossia fra intellettuali e popolo.

5 LA PROVVIDA SVENTURA NELLE DIVERSE OPERE: TRAGEDIETRAGEDIE: TRAGEDIE - ADELCHI (= Coro dellatto quarto = convinzione circa la soluzione ultraterrena di tutto ciò che nella vita è dolore e mistero). Personaggi emblematici: Ermengarda e lo stesso Adelchi. ODI: - CINQUE MAGGIO (= le sconfitte, come l'esilio di Napoleone, avvicinano l'uomo alla fede e gli fanno conquistare qualcosa di molto più alto e prezioso, la salvezza dell'anima). Personaggio emblematico: Napoleone. I PROMESSI SPOSI I PROMESSI SPOSI Lintero romanzo testimonia il concetto di provvida sventura, i cui personaggi emblematici sono Lucia e Renzo.

6 LE TRAGEDIE Manzoni compose due tragedie e ne abbozzò altre due, Spartaco e Ataulfo, ma si allontanò del tutto dallo schema classicistico. Le due tragedie, Il conte di Carmagnola (1820) e Adelchi (1822), sono in cinque atti e in endecasillabi, come voleva la retorica corrente, ma sono assolutamente originali per struttura e spirito. Manzoni respinge le unità aristoteliche, perché gli impedirebbero unarticolazione piena e libera della vicenda. Nella tragedia obbediente a queste unità, lazione scenica non poteva sintetizzare unazione reale superiore alle ventiquattro ore; Manzoni invece diluisce nellAdelchi un periodo di tre anni e ne Il conte di Carmagnola un periodo di sette. E neanche rispettava lunità di luogo: ne Il Conte di Carmagnola lazione si svolge ora sul campo di battaglia, ora nelle aule del senato veneto; nellAdelchi presso il campo di Carlo Magno, nella reggia di Desiderio, nel convento dove Ermengarda muore e in altri luoghi.Il Conte di Carmagnola Adelchi Quanto allazione, non è strettamente unitaria, semmai è essenziale, cioè lautore non indulge a storie marginali. I Cori: - Nellantica tragedia greca aveva grande importanza il coro, cioè un insieme di personaggi, un gruppo di cittadini, di vecchi, ecc., dialogante con personaggi singoli: era quindi insopprimibile. I Cori di Manzoni, uno ne Il conte di Carmagnola e due nellAdelchi, rappresentano un cantuccio lirico in cui il poeta espone le sue personali considerazioni e dà al lettore la chiave di lettura intellettuale e morale di ciò che si sta svolgendo. Il Coro potrebbe anche essere eliminato dalla rappresentazione, senza che per questo il filo del fatto tragico subisca una menomazione.

7 L'argomento de Il Conte di Carmagnola deriva da un episodio della guerra tra Venezia e Milano verificatosi nel primo Quattrocento. Francesco Bussone, detto il Carmagnola, un capitano di ventura, era passato al servizio dei Veneziani dopo aver militato per il duca di Milano; e aveva sconfitto (nella battaglia di Maclodio, del 1427), i suoi precedenti alleati. Secondo l'uso delle compagnie di ventura, aveva però lasciato liberi i prigionieri e perciò era stato accusato di tradimento e condannato a morte dai Veneziani. Manzoni presuppone l'innocenza del Conte e, adottando una prospettiva religiosa, costruisce la tragedia intorno alla persona dell'innocente ingiustamente condannato. Le vicende rappresentate nellAdelchi si svolgono durante la guerra del tra i Franchi e i Longobardi. Carlo, re dei Franchi, ha ripudiato Ermengarda, figlia di Desiderio, re dei Longobardi e sorella di Adelchi. Quando la regina ripudiata torna dal padre, alla corte di Pavia, Desiderio giura di vendicarsi. Fallito un accordo con il papa, al quale i Longobardi avevano sottratto alcuni territori, si giunge alla guerra con i Franchi. Lesercito di Carlo, varcate le Alpi attraverso un passo indifeso indicatogli dal diacono Martino, sorprende gli avversari e li sconfigge, nonostante la strenua difesa di Adelchi. Nel convento di Brescia, dove si era ritirata, Ermengarda trova nella morte la pace desiderata. Lavanzata dei Franchi è inarrestabile. A Verona, Adelchi, con i pochi soldati fedeli, tenta una disperata resistenza e viene ferito a morte. Adelchi, morente, è trasportato nella tenda di Carlo, dove si trova prigioniero anche Desiderio.

8 LE ODI Manzoni abbraccia gli ideali patriottici e risorgimentali, auspicando l'indipendenza e l'unificazione delle regioni italiane: esprime le sue idee soprattutto nelle quattro appassionate Odi civili. Al 1821 appartengono due odi civili, notevoli per l'autenticità di ispirazione: Marzo 1821 e Il Cinque Maggio. La prima è una testimonianza (insieme al coro dellatto secondo del Conte di Carmagnola, al coro dell'atto terzo dellAdelchi e a molte pagine dei Promessi Sposi) del patriottismo del Manzoni, che si fonde con la religiosità dellautore: la libertà dell'Italia è vista come il risultato di una crociata, perché la lotta che gli Italiani sosterranno sarà benedetta da Dio, che più volte nella storia è intervenuto in difesa dei popoli oppressi. pone Napoleone (come già Ermengarda), per quello che ha sofferto e per la sua fede in Dio, al di sopra degli odi umani Nel Cinque Maggio ritorna il concetto di provvida sventura che pone Napoleone (come già Ermengarda), per quello che ha sofferto e per la sua fede in Dio, al di sopra degli odi umani. Affiora inoltre nel componimento la concezione della storia intesa come realizzazione degli imperscrutabili disegni di Dio.

9 I PROMESSI SPOSI Negli anni compresi tra il 1821 e il 1827 ha luogo la composizione dei Promessi Sposi, la cui prima edizione, in tre volumi, fu pubblicata nel 1827 (la cosiddetta ventisettana), dopo la stesura del Fermo e Lucia (che però costituisce praticamente un romanzo a sé e venne publicato postumo, nel 1905); mentre ledizione definitiva vide la luce tra il 1840 e il 1842 (la cosiddetta quarantana). Nell'opera, che appartiene al genere del romanzo storico, le piccole vicende dei due giovani protagonisti si intrecciano con quelle della guerra dei trent'anni e con le ripercussioni che essa ebbe in Italia dall'assedio di Casale alla discesa dei lanzichenecchi ed alla peste del I principali elementi del romanzo sono: romanzo storico - la cornice storica; - la scoperta e lo studio di ambienti inediti e di aspetti della realtà mai trattati dalla letteratura precedente; - lo studio dei personaggi; - il messaggio; - la lingua. - la cornice storica; - la scoperta e lo studio di ambienti inediti e di aspetti della realtà mai trattati dalla letteratura precedente; - lo studio dei personaggi; - il messaggio; - la lingua.

10 La cornice storica è rappresentata dal Seicento, che con i suoi aspetti molteplici (servitù politica, prepotenza dei ceti privilegiati, povertà morale, decadenza culturale ed economica) si presenta sotto certi aspetti come il vero protagonista dell'opera. Tipicamente romantico e manzoniano appare inoltre il recupero degli ambienti inediti, per cui, oltre ai grandi palazzi ed agli ambienti sfarzosi, appaiono le modeste case del curato e del sarto, il paese di Pescarenico ed il Lazzaretto. Nello studio dei personaggi, inoltre si manifesta la grande attenzione dell'autore riguardo ai sentimenti ed alla complessità stessa dell'uomo, che si traduce, nei suoi risultati, in una lezione di umanità. Nel romanzo, il Manzoni esprime compiutamente il suo mondo poetico e religioso e traccia un quadro austero e sofferto della vita, affermando la presenza del dolore, che appare utile alla luce della fede (provvida sventura, appunto).provvida sventura Lopera, inoltre, contiene la concreta soluzione offerta dal poeta al problema della lingua (questione della lingua).problema della lingua

11 Due parole-chiave ne I promessi sposi: provvidenza e sventura Ricerca elettronica di T. Muratore Ricerca elettronica di T. Muratore PROVVIDENZA: ricorre 20 volte (in 12 capitoli sui 38 complessivi). SVENTURA/E-SVENTURATO/A: ricorrono 16 volte (in 11 capitoli sui 38 complessivi). 10 volte sventura/e; 6 volte sventurato/a.

12 IL ROMANZO STORICO In questo periodo cominciano a diffondersi le traduzioni dei romanzi di Walter Scott: del Kenilworth, nel 1821; di Ivanhoe e della Legend of Montrose, nel 1822; di The Hearth of Midlothian, nel Riallacciandosi al grande romanzo, soprattutto francese, del XVIII secolo e prendendo le mosse dai romanzi neri, lo scrittore scozzese adopera la storia sforzandosi di «mostrare poeticamente la realtà storica […] nella rappresentazione delle grandi crisi della storia inglese» (Lukàcs, 1972). romanzi neri Tuttavia in Scott la storia è «ridotta, declassata […] alla stregua della divagazione, del capriccio, dellavventuroso movimento […]» (Bertacchini, 1964), diventa un pretesto per una serie di avventurose invenzioni romanzesche: pseudostoriche, quindi. Proprio l avventuroso movimento, lo slancio immaginativo e sentimentale dei romanzi di Scott esercitano unenorme influenza sugli scrittori italiani, mentre passa in secondo piano la ricerca e la documentazione: è il caso de Il Castello di Trezzo, del Bazzoni e della Sibilla Odaleta del Varese, ma anche de La battaglia di Benevento del Guerrazzi: tutti pubblicati nel 1827, lanno nel quale – perciò – si fissa la data di nascita del romanzo italiano. Lanno in cui viene pubblicata anche la prima edizione de I promessi sposi.

13 IL ROMANZO NERO (O DELL' ORRORE O GOTICO) Nella seconda metà del '700, in Inghilterra, la nuova sensibilità per il lato oscuro, favorisce la nascita del romanzo gotico, le cui caratteristiche sono l'ambientazione medievale stravagante e la trama complicata, nella quale i protagonisti sono fanciulle perseguitate, fatti di sangue, fantasmi, vendette, matrimoni mancati e monaci corrotti. L'ambientazione predilige scenari come cupi conventi, castelli pieni di segreti ed infestati dai fantasmi, luoghi pieni di significati simbolici. In questi romanzi il protagonista non è mai l'eroe positivo, ma sempre un personaggio inquietante. Nonostante le sue origini inglesi, il romanzo gotico colloca le sue storie in Italia, in Spagna e in Corsica, considerate luoghi ricchi di mistero e particolarmente predisposti allo sviluppo di vicende complesse, di intrighi. Le opere più famose del filone nero o gotico sono: 1 "Il castello di Otranto di Horace Walpole. 2 "I misteri di Udolfo di Ann Radcliffe. 3 "Il confessionale dei Penitenti Neri di Ann Radcliffe. 4 "Il monaco di Matthew Gregory Lewis. 5 "Vathek di William Beckford. 6 "Malmoth di Charles Robert Maturin. Le caratteristiche dei romanzi sopra elencati sono le stesse, con una differenza: alcuni finiscono razionalmente, altri sostengono anche nel finale che le creature di cui si parla esistano veramente. Un secondo filone di romanzo nero è costituito dalle opere le quali hanno come protagonista la figura del vampiro.

14 La questione della lingua ne I promessi sposi «Il problema di una lingua capace di raggiungere un popolo di lettori quanto più vasto possibile era stato risolto nel Fermo e Lucia con un audace compromesso fra lingua letteraria e lingua duso (lombardo). Ne era derivato un ibrido che indubbiamente non poteva soddisfare Manzoni, la cui preoccupazione per la questione della lingua, nel caso in esame, è testimoniata dalle due Introduzioni (poi soppresse) che aprono e chiudono il Fermo e Lucia» (Ceserani-De Federicis). Il rifiuto delle lingua letteraria tradizionale, troppo retorica e lontana dal popolo, porta quindi lo scrittore alla ricerca di una lingua duso adatta alla composizione di un romanzo veramente nazionale non municipale: lingua che, alla fine, nella Ventisettana si identificò con il Fiorentino tre-cinquecentesco delle cronache, delle novelle, dei memoriali e dei testi scientifici. Tuttavia, la scelta non soddisfa del tutto Manzoni. Così, nello stesso 1827, si reca in Toscana con il proposito di apprendervi la lingua viva. Manzoni così «risponde allesigenza di superare lo scarto fra lingua scritta e lingua parlata in funzione antiretorica, attraverso lutilizzo stilistico di uneffettiva lingua sociale» (Ceserani-De Federicis). Il romanzo viene completamente rivisto sotto il profilo linguistico. Ne deriverà ledizione definitiva, la Quarantana.


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