La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Malattie Sessualmente Trasmesse (MST). Lattività sessuale comporta il rischio di diffusione di malattie a trasmissione sessuale. Di maggiore o minore.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Malattie Sessualmente Trasmesse (MST). Lattività sessuale comporta il rischio di diffusione di malattie a trasmissione sessuale. Di maggiore o minore."— Transcript della presentazione:

1 Malattie Sessualmente Trasmesse (MST)

2 Lattività sessuale comporta il rischio di diffusione di malattie a trasmissione sessuale. Di maggiore o minore gravità, tutte possono essere pericolose per la salute. Pertanto è fondamentale conoscerle e porre una diagnosi tempestiva. LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE

3 CARATTERISTICHE GENERALI DELLE MST causate da diversi organismi trasmesse attraverso rapporti sessuali colpiscono lapparato riproduttivo diffusione ad altri organi nuovi casi/anno nel mondo: /3 dei casi: persone con età inferiore a 25 anni infezione da HIV favorita dalla presenza di MST

4 XIX secolo Malattie veneree sifilide gonorrea Linfogranuloma venereo ulcera molle XXI secolo MST di seconda generazione Trichomonas vaginalis Chlamydia trachomatis Mycoplasma Herpes virus HPV HIV

5 L'approfondimento delle conoscenze in campo microbiologico e clinico, ha condotto all'emergenza e all'individuazione delle MST di seconda generazione: Trichomonas vaginalis, Chlamydia trachomatis, Mycoplasma spp, Herpesvirus (HSV)1/2, una notevole varietà di tipi di Papillomavirus umani (HPV) e il virus dell'epatite B (HBV). A completare lo scenario, a partire dal 1980 è comparsa l'epidemia da HIV, responsabile dell'attuale pandemia di AIDS, che riconosce una via di trasmissione sessuale, etero o omosessuale, in oltre l'80% dei casi.

6 In Europa, lUfficio regionale dellOms ha messo a punto una Task force europea con il compito di rispondere efficacemente alle epidemie di MST in Europa dellEst e in Asia centrale, epidemie che possono potenzialmente diventare un problema serio di salute per tutta la regione europea. La malattie sessualmente trasmissibili sono infatti tornate recentemente allordine del giorno dei sistemi sanitari europei, per lelevata incidenza rilevata nei nuovi paesi membri, quelli appartenenti allex blocco sovietico. Nonostante i dati siano variabili e dipendano in larga scala dai metodi di screening, secondo lUfficio regionale europeo dellOms, lincidenza media della MST nei paesi dellest europeo è in media 100 volte più alta che non nei paesi europei occidentali (da 62,8-164,1 per a 1,46 per centomila). In Russia cè stata unepidemia di sifilide nel 1990 che ha iniziato a declinare solo verso il 1998, mentre è in aumento la sifilide congenita, trasmessa da madri infette ai feti.

7 Oggi si riconoscono più di 30 malattie classificate come MST e la lista è in costante espansione. Secondo l'OMS, la stima della incidenza annuale delle MST curabili (eradicabili, ossia non virali) è di 340 milioni di nuovi casi in adulti di età compresa tra anni. Di questi, 69 milioni si concentrano nell'Africa Sub-sahariana e 151 milioni nel Sud e Sud-Est asiatico.

8 In particolare, per quanto riguarda le MST di natura non virale,ogni anno nel mondo si stimano: -12 milioni di nuovi casi di sifilide, -62 milioni di gonorrea, -92 milioni di infezione da Chlamydia trachomatis -173 milioni di infezione da Trichomonas vaginalis.

9 Come si manifestano le MST ? Non sempre le MST si presentano con un sintomo od un segno specifico. Per esempio, si stima che 10-20% della popolazione maschile ed il 75% di quella femminile con infezione da Chlamydia trachomatis rimanga asintomatico.

10 Tale caratteristica comporta la facile trasmissibilità dell'infezione durante i rapporti sessuali, se questi ovviamente non risultano protetti. Questo è anche il motivo per cui l'apparenza sana del proprio partner sessuale, così come l'apparente normalità delle sue aree genitali, non costituiscono una garanzia di non poter acquisire una MST.

11 MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE BATTERICHE : Sifilide Ulcera venerea Linfogranuloma venereo Vaginosi batterica Gonorrea Infezione da Clamydia trachomatis Infezione da micoplasmi genitali Donovanosi (o granuloma inguinale)

12 MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE VIRALI : Herpes simplex anogenitale Mollusco contagioso Infezioni da Human Papilloma Virus Infezioni da HIV

13 MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE MICOTICHE : Candidosi genitale

14 MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE PARASSITARIE : Scabbia(Sarcoptes Scabiei) Infezione da Trichomonas Vaginalis Pediculosi del Pube(Phthirius pubis)

15 MST CON LESIONI ORGANICHE Sifilide Ulcera venerea Linfogranuloma venereo Gonorrea Donovanosi (o granuloma inguinale) Mollusco contagioso HSV HPV Scabbia Pediculosi del pube

16 MST SENZA LESIONI EVIDENTI Vaginosi batterica Infezione da Clamydia trachomatis Infezione da Mycoplasmi genitalis Infezione da Trichomonas genitalis Candidosi vaginale

17 MST CON MANIFESTAZIONI CLINICHE SISTEMICHE HIV LUE

18 MST RILEVANTI PER LA FERTILITA DI COPPIA Sifilide Gonorrea Infezione da Clamydia Trachomatis Herpes simplex genitale Infezione da Trichomonas Vaginalis Infezioni da Human Papilloma Virus Infezioni da HIV

19 Fattori di rischio Elevato numero di partners sessuali Partners sessuali occasionali Mancato utilizzo di metodi protettivi di barriera Scarsa istruzione Coinfezione da HIV Precedente storia di MST

20 Condizioni predisponenti biologiche giovane età sesso femminile Condizioni predisponenti comportamentali tossicodipendenza alcolismo promiscuità sessuale turismo globale (turismo sessuale) immigrazione

21 Modalità di contagio contatto eterosessuale/omosessuale contagio durante la gravidanza Madre figlio Trasmissione verticale

22 Sintomi principali Nella donna nelluomo dolori addominali ulcere genitali perdite vaginali bruciore, dolore ulcere genitali perdite uretrali dolore bruciore

23 Complicanze delle MST PID: sterilità gravidanze extrauterine aborto infezione neonatale coinvolgimento pluriviscerale insorgenza di tumori

24 Diagnosi Ricerca del germe direttamente nelle secrezioni genitali: Esame microscopico Tampone: vaginale-uretrale-rettale Esami del sangue e/o sierologia HPV DNA test Analisi sicura per la prevenzione delle lesioni del collo PCR

25 Il periodo di incubazione varia da pochi giorni ad una settimana dal contagio con un partner infetto ma talora senza sintomi. Anche la donna può nella maggioranza dei casi non mostrare alcun sintomo della malattia. GONORREA

26 Trattata per tempo con antibiotici, può essere curata. Altrimenti può causare danni irreversibili al sistema riproduttivo nella donna e nelluomo, danni alluretra, alla prostata e ai reni. GONORREA

27 Una donna può non sospettare di essere infetta, se il suo partner non la informa di avere contratto la malattia. Dal collo dellutero il gonococco può risalire alle tube di Falloppio e dare una salpingite più o meno grave, talora con peritonite (malattia infiammatoria pelvica o PID). GONORREA

28

29 In gravidanza può causare linfezione del feto allatto del parto (oftalmoblenorrea neonatale). GONORREA

30 Chlamydie

31 Agente eziologico : - Chlamydia trachomatis :batterio gram negativo parassita obbligato endocellulare di nm(sierotipi da D a K) - L'infezione genitale da C. è frequente (3%-5% delle donne sessualmente attive) e spesso decorre sia nell'uomo che nella donna in modo totalmente asintomatico. - La cervice è la sede più frequente di infezione - Nei paesi dell'Europa Occidentale tale infezione è causa del 40% delle uretriti maschili. INFEZIONE DA CHLAMYDIA TRACHOMATIS

32 Uomo Donna -Asintomaticità (>50%)-Asintomaticità (80%) -Presenza di secrezioni uretrali -sanguinamento intermestruale o postcoitale -Disuria-dolore in basso addome -infezioni rettali (spesso asintomatiche) -secrezioni vaginali purulente (anche con secrezioni anali, proctiti) -cervicite mucopurulenta e/o sanguinamento da contatto -infezioni faringee (asintomatiche) -infezioni faringee ed anali INFEZIONE DA CLAMYDIA TRACHOMATIS

33 LA CLAMYDIA T. è causa di flogosi pelviche (PID) spesso gravi e con conseguenze negative per la fertilità femminile.

34

35 CHLAMYDIA In gravidanza linfezione è associata ad un aumento dei parti pretermine, delle morti fetali e delle morti neonatali.

36 CHLAMYDIA Una forma rara è dovuta a tipi differenti di Chlamydia che causano il linfogranuloma venereo, malattia che si manifesta con adenopatia molle femorale o inguinale solitamente da un solo lato, proctocolite con potenziali esiti in fistole rettali o anali.

37 Agente eziologicoChlamydia trachomatis Diffusione Casi sporadici in Nord America,Europa,Australia. Endemica in Est Africa,India, Sud est asiatico,Sud America e Caraibi I° stadio = ulcerazione dolente herpes like II° stadio = linfoadenite inguinale dolente III° stadio = dopo anni proctocolite con stenosi rettale ed elefantiasi dei genitali La sierologia per C hlamydia trachomatis ( L-type serovar ) può indirizzare la diagnosi. La ricerca colturale o mediante biologia molecolare confermerà la diagnosi Linfogranuloma venereo

38

39 fase primaria dopo giorni dal contagio comparsa del sifiloma primario: piccolo nodulo eroso in superfice,rosso cupo e tipicamente non dolente,persistente per 3-6 settimane Sifilide

40 Sifilide in fase secondaria Lesioni di tipo psoriasico ed eczematoso Lesioni distruttive,(Gomma luetica) Sifilide in fase terziaria

41 Rappresenta la MST ad etiologia virale più frequente nei paesi occidentali Rappresenta la MST ad etiologia virale più frequente nei paesi occidentali Fattori di rischio Fattori di rischio Età media 30 aa. Età media 30 aa. In Italia non è prevista dalla legge la notifica obbligatoria In Italia non è prevista dalla legge la notifica obbligatoria Rappresenta 1/3 di tutti i casi di MST segnalatiRappresenta 1/3 di tutti i casi di MST segnalati Grande dispersione di pazienti affetti da MST in strutture sanitarie diverseGrande dispersione di pazienti affetti da MST in strutture sanitarie diverse INFEZIONE DA HPV EPIDEMIOLOGIA

42 Human Papilloma Virus Le lesioni precancerose e il cancro cervicale sono correlate allinfezione da HPV Questa si contrae piu facilmente da adolescenti Partners multipli = maggiore esposizione

43 HPV puo infettare lepitelio squamoso di tutto il tratto genitale con effetti analoghi VulvaVulvaVIN = Neoplasia Vulvare Intraepiteliale VaginaVaginaVAIN = Neoplasia Vaginale Intraepiteliale AnoAnoAIN = Neoplasia Anale Intraepiteliale

44 LESIONI PROLIFERATIVE SEDI superfici umide dei genitali: grandi labbra piccole labbra grandi labbra piccole labbra vestibolo meato uretrale vestibolo meato uretrale perineo canale anale perineo canale anale INFEZIONE DA HPV Lesioni vulvari INFEZIONE CLINICA INFEZIONE CLINICA evidenziabile ad occhio nudo INFEZIONE SUBCLINICA INFEZIONE SUBCLINICA evidenziabile con ac. Acetico 3-5% e colposcopia INFEZIONE LATENTE INFEZIONE LATENTE evidenziabile con tecniche di biologia molecolare per HPV-DNA su tessuto clinicamente sano

45 Prevalenza di HPV*, LSIL**, HSIL** in relazione alletà da Myers, 2000 ( *DNAHPV+ con citologia normale ** diagnosi istologica)

46 Nel tratto genitale si riscontrano più di 35 tipi di HPV High Risk : associati a quadri istologici di media o grave displasia fino al carcinoma Low Risk :6-11 riscontrati in più del 90% delle lesioni benigne Agente etiologico : HUMAN PAPILLOMAVIRUS Attualmente 86 genotipi interamente sequenziati, cui si sono aggiunte 30 sequenze parziali INFEZIONE DA HPV ETIOLOGIA

47 Inoculazione del virus attraverso soluzioni di continuità dellepitelio Inoculazione del virus attraverso soluzioni di continuità dellepitelio Sedi più frequenti dinfezione sono quelle suscettibili ai microtraumi durante il rapporto sessuale Sedi più frequenti dinfezione sono quelle suscettibili ai microtraumi durante il rapporto sessuale Possibili fomiti: guanti chirurgici, pinze da biopsia, indumenti intimi, fumi generati da Laser CO2 Possibili fomiti: guanti chirurgici, pinze da biopsia, indumenti intimi, fumi generati da Laser CO2 LHPV penetra nello strato basale dellepitelio pavimentoso, il genoma virale raggiunge il nucleo della cellula dove si stabilisce in forma episomale LHPV penetra nello strato basale dellepitelio pavimentoso, il genoma virale raggiunge il nucleo della cellula dove si stabilisce in forma episomale Incubazione variabile da 3 settimane ad 8 mesi (in media 3 mesi) Incubazione variabile da 3 settimane ad 8 mesi (in media 3 mesi) Linfezione si trasmette anche da lesioni subcliniche Linfezione si trasmette anche da lesioni subcliniche Il 50% delle donne con infezione vulvare presenta infezione cervicale Il 50% delle donne con infezione vulvare presenta infezione cervicale INFEZIONE DA HPV Patogenesi

48 INFEZIONE CLINICA DA HPV CONDILOMA ACUMINATO : escrescenze vegetanti a superficie crestiforme, biancastre, singole o confluenti in masse a cavolfiore CONDILOMA PAPULARE : lesioni rotondeggianti cupoliformi, a superficie rugosa, isolate o confluenti a formare placche CONDILOMA PAPILLOMATOSO :lesioni sessili, singolee o multiple, papille confluenti in una larga base di impianto

49 IL TUMORE DELLA CERVICE UTERINA HPV 16 e 18 LEGAME DI PROTEINE TRASFORMANTI PRODOTTE DAL VIRUS (E6,E7) CON GENI ONCOSOPPRESSORI (p53, RB) Steroidi Fumo di sigarette Modificazione risposta immune CIN Blocco apoptosi No controllo ciclo cellulare Forme invasive Fattori di rischio Attività sessuale molto precoce Attività sessuale molto precoce Numerosi partner Numerosi partner Promiscuità sessuale Promiscuità sessuale Infezioni da HPV Infezioni da HPV Vaginiti recidivanti Vaginiti recidivanti Cerviciti croniche Cerviciti croniche Leucoplachia Leucoplachia Razza negra Razza negra Lacerazioni da parto Lacerazioni da parto

50 Lesioni squamose intraepiteliali (SIL) (Bethesda system ) CIN 1 corrisponde SIL 1 (basso grado) CIN 2-3 corrisponde SIL 2 (alto grado)

51 PREVENZIONE TUMORE DELLA CERVICE UTERINA PREVENZIONE PRIMARIA Eliminazione dei fattori di rischio:.Vaccino Precoce inizio attività sessuale Elevato numero di partner Infezioni genitali (HPV) Fumo

52 PREVENZIONE SECONDARIA TUMORE DELLA CERVICE UTERINA

53 Troppo spesso non diagnosticata 20% dei casi infezione asintomatica 60% dei casi infezione sintomatica non diagnosticata 20% dei casi infezione sintomatica correttamente diagnosticata HERPES GENITALE Epidemiologia In Italia è la MST virale più diffusa dopo lHPV Dati epidemiologici condizionati da - Assenza di manifestazioni cliniche e sintomi - Varietà di manifestazioni cliniche - Metodiche diagnostiche - Strutture diverse preposte alla diagnosi Età media Prima Infezione aa 20-24

54 HSV tipo 1 HSV tipo 2 HSV tipo 1 HSV tipo 2 Virus Varicella ZosterEpstein Barr Virus CitomegalovirusHSV umano tipo 6 HSV umano tipo 7HSV umano tipo 8 HERPES GENITALE Etiologia Infezione cronica durante la quale il virus periodicamente viene dismesso dalle superfici epiteliali AGENTE ETIOLOGICO Herpes Simplex DNA-Virus RESPONSABILI HERPES GENITALE -HSV % dei casi -HSV % dei casi -HSV % dei casi

55 febbre, stress, mestruazioni, UV, corticosteroidi,antiblastici HERPES GENITALE Patogenesi Infezione delle cellule epiteliali Localizzazione e latentizzazione nei gangli secondari delle radici spinali corrispondenti alla zona cutanea interessata dalle lesioni terminazioni nervose dei nervi sensitivi Riattivazione episodica ad intervalli variabili

56 Zone interessate piccole labbragrandi labbra cute perianalemonte di venere zona periclitorideauretra vaginacervice Linfadenite inguinale satellite HERPES GENITALE Quadro clinico : PRIMA INFEZIONE Vescicole multiple intatte per ore Rottura spontanea Aree disepitelizzate

57 (VVC) VULVO-VAGINITE DA CANDIDA EPIDEMIOLOGIA Almeno un episodio nel 75% delle donne in età fertileAlmeno un episodio nel 75% delle donne in età fertile Secondo episodio nel 40 – 50%Secondo episodio nel 40 – 50% Ricorrente (4 o più episodi lanno) nel %Ricorrente (4 o più episodi lanno) nel % Portatrici asintomatiche (10 – 20%)Portatrici asintomatiche (10 – 20%) Candida albicans (75 – 80%)Candida albicans (75 – 80%) La C. glabrata prevale nelle non-albicansLa C. glabrata prevale nelle non-albicans

58 VVC EPIDEMIOLOGIA Il trend è in crescitaIl trend è in crescita Aumenta lincidenza di non-albicansAumenta lincidenza di non-albicans Aumenta lincidenza di ricorrentiAumenta lincidenza di ricorrenti

59 Trend delle vaginiti ( ) Guaschino, 2002

60 Specie di Candida (%) Guaschino, 2002

61 Il primo approccio ai sintomi da vulvovaginiti MicroscopiaMicroscopia Misura del pHMisura del pH Test Whiff per la presenza delle amineTest Whiff per la presenza delle amine

62 Diagnosi differenziale delle vaginiti

63 VaginosiTrichomonasCandida asintomatica50%10 – 50%10 – 20% leucorrea Fishy odor bruciore-++++ prurito-++++ dispareunia-++++ disuria-+++- Sintomi e Segni

64 Segni VaginosiTrichomonasCandida leucorrea lattescente omogenea schiumosa bianco-grigiastra Bianca granulare adesa eritema vul edema vul.--++ fissurazioni--++ vaginite altro Whiff test +Cervice a fragola (2%) Lesioni satelliti Sintomi e Segni

65 VVC DIAGNOSI Leucorrea bianca, granulare, adesaLeucorrea bianca, granulare, adesa pH < 4,5pH < 4,5 Assenza di odoreAssenza di odore Iperemia, edema, fissurazioniIperemia, edema, fissurazioni Prurito, bruciorePrurito, bruciore 1. CLINICA

66

67 VVC DIAGNOSI 2. MICROSCOPIA A FRESCO (10 – 30% di falsi negativi) Ife, pseudoife e/o blastosporeIfe, pseudoife e/o blastospore Leucociti, eritrociti, cellule epiteliali e detriti cellulariLeucociti, eritrociti, cellule epiteliali e detriti cellulari Laggiunta di KOH al 10% chiarifica il materiale e rende più agevole la diagnosi Laggiunta di KOH al 10% chiarifica il materiale e rende più agevole la diagnosi

68 VVC DIAGNOSI ESAME COLTURALE 3. ESAME COLTURALE È indicato solamente in caso di: 1.esame clinico positivo e microscopia negativa 2.VVC complicata.

69 VVC TERAPIA INDICAZIONI Presenza di sintomi, con evidenza di miceti in microscopia a frescoPresenza di sintomi, con evidenza di miceti in microscopia a fresco Presenza di sintomi, senza evidenza di miceti, in attesa di colturaPresenza di sintomi, senza evidenza di miceti, in attesa di coltura Non sono da trattare le pazienti asintomaticheNon sono da trattare le pazienti asintomatiche Non è richiesto il trattamento di coppia, se non nelle forme recidivantiNon è richiesto il trattamento di coppia, se non nelle forme recidivanti

70 VVC TERAPIA PRIMO EPISODIO (vaginite non complicata): Terapia a breve termineTerapia a breve termine Antimicotici per via locale od orale*Antimicotici per via locale od orale* La doppia via di somministrazione non ha un razionale scientificoLa doppia via di somministrazione non ha un razionale scientifico Assecondare la preferenza della pazienteAssecondare la preferenza della paziente Eradicazione nel 80-90% dei casiEradicazione nel 80-90% dei casi * In gravidanza: la via orale è controindicata * In gravidanza: la via orale è controindicata

71 VVC TERAPIA VAGINITE COMPLICATA Valutazione ed eliminazione dei fattori di rischioValutazione ed eliminazione dei fattori di rischio PersonalizzazionePersonalizzazione Trattamento prolungatoTrattamento prolungato

72 VVC VVC TERAPIA RECIDIVANTE 2a RECIDIVANTE Trattamento dellattacco acuto con triazoli per via orale (fluconazolo 150mg/die x 2 giorni o itraconazolo 400mg/die x 2 giorni)Trattamento dellattacco acuto con triazoli per via orale (fluconazolo 150mg/die x 2 giorni o itraconazolo 400mg/die x 2 giorni) Trattamento del partner solo se sintomaticoTrattamento del partner solo se sintomatico Terapia di mantenimentoTerapia di mantenimento

73 Il controllo delle MST è una delle priorità dellOMS e di altre organizzazioni sanitarie. La strategia adottata si basa soprattutto sulla prevenzione, con la promozione di comportamenti sessuali responsabili (informazione, attenzione nelle pratiche sessuali saltuarie e con partner occasionali, accesso alluso di preservativi). Leducazione e il counselling si devono accompagnare comunque anche a misure di identificazione sia delle persone infette che non mostrano sintomi (ad esempio con lo screening di alcune categorie, come le donne in gravidanza) che dei loro partner sessuali. Oltre al trattamento dei sintomi, va messa in atto una cura microbiologica, la prevenzione di ricadute e la prevenzione della trasmissione. Il trattamento complessivo delle MST dovrebbe essere incluso nei servizi sanitari di base offerti ai cittadini, con la disponibilità di farmaci adeguati, trattamento anche dei partner sessuali, educazione pubblica, distribuzione di preservativi, promozione di una adeguata prevenzione nelle categorie a rischio. Infine, una misura preventiva è quella di vaccinare le persone a rischio, per quelle malattie per le quali esiste un vaccino disponibile PREVENZIONE DELLE MST

74 PRIMARIA prevenzione dellinsorgenza della malattia: 1)CORSI EDUCAZIONE SANITARIA/SESSUALE 2)CONSULENZA SPECIALISTICA PERIODICA CON SCREENING:PAP TEST-TAMPONI-SIEROLOGIA 3)TERAPIA VACCINALE SECONDARIA interventi diretti ad arrestare la progressione o le recidive della malattia: -CONTOLLI SANITARI CICLICI-TERAPIA MEDICA- SCREENING SIEROLOGICI TERZIARIA adozione di misure atte a minimizzare le conseguenze della malattia: -TERAPIA ASSISTENZIALE

75 PREVENZIONE DELLE MST prevenzione dellinsorgenza della malattia: 1)CORSI EDUCAZIONE SANITARIA/SESSUALE DI COMPETENZA DEI CONSULTORI FAMILIARI CON LAUSILIO DI SPECIALISTI: PSICOLOGO/SESSUOLOGO GINECOLOGO DERMATOLOGO UROLOGO PRIMARIA

76 PREVENZIONE DELLE MST PRIMARIA prevenzione dellinsorgenza della malattia: 2)CONSULENZA SPECIALISTICA PERIODICA CON SCREENING(PAP TEST-TAMPONI-SIEROLOGIA) 3)TERAPIA VACCINALE RUOLO DEL CONSULTORIO FAMILIARE CON COLLEGAMENTO OSPEDALIERO PER VALUTAZIONE DI EVENTUALE INFEZIONE CONNATALE E CON LABORATORIO IDONEO ALLAPPLICAZIONE DELLE VARIE METODICHE I DIAGNOSI

77 PREVENZIONE DELLE MST SECONDARIA interventi diretti ad arrestare la progressione o le recidive della malattia TERZIARIA adozione di misure atte a minimizzare le conseguenze della malattia -CONTOLLI SANITARI PERIODICI MULTIDISCIPLINARI -TERAPIA MEDICA -SCREENING SIEROLOGICI -TERAPIA ASSISTENZIALE RUOLO DEL CONSULTORIO FAMILIARE E COLLEGAMENTO TRA I VARI SPECIALISTI (GINECOLOGO-UROLOGO- DERMATOLOGO) E CON LABORATORIO IDONEO ALLAPPLICAZIONE DELLE VARIE METODICHE

78 ORGANIZZAZIONE DI UN AMBULATORIO PER LE M.S.T. - ACCETTAZIONE DEL PAZIENTE PER CONSULENZA GINECOLOGICA - COMPILAZIONE SCHEDA PREDISPOSTA PER DATI STATISTICO- ANAGRAFICI ED OSSERVAZIONI CLINICHE - COMPILAZIONE CONSENSO INFORMATO - POSSIBILITA DI DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA DELLE LESIONI - COMPLETAMENTO CON ESAMI DIAGNOSTICI ACCESSORI DI TIPO SIEROLOGICO-CLINICO-COLPOSCOPICO - RINVIO DEL PAZIENTE A CONTROLLO PERIODICO E FOLLOW UP RISORSE UMANE -PERSONALE SANITARIO:GINECOLOGO-DERMATOLOGO - PERSONALE PARASANITARIO:1 UNITA ADDESTRATA STRUMENTAZIONE -LETTO GINECOLOGICO - COLPOSCOPIO - MATERIALI DI CONSUMO ORDINARIO:CARTA-SPECULI-SPATOLE AYRE-CITOBRUSH - TAMPONI CON TERRENO DI TRASPORTO E KITS SPECIFICI PER ESAMI A FRESCO E PER RICERCA CHLAMYDIA-MICOPLASMA- UREPLASMA

79 Fine


Scaricare ppt "Malattie Sessualmente Trasmesse (MST). Lattività sessuale comporta il rischio di diffusione di malattie a trasmissione sessuale. Di maggiore o minore."

Presentazioni simili


Annunci Google