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MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 COME COMUNICARE IL RISCHIO ? LESPERIENZA DIMOSTRA CHE NON BASTA SPIEGARE, AMMONIRE, PUNIRE OCCORRE AGIRE: SULLE.

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2 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 COME COMUNICARE IL RISCHIO ? LESPERIENZA DIMOSTRA CHE NON BASTA SPIEGARE, AMMONIRE, PUNIRE OCCORRE AGIRE: SULLE MOTIVAZIONI (INTERESSI, DESIDERI) SUGLI ATTEGGIAMENTI (CONVINZIONI, PREGIUDIZI) PER MODIFICARE QUESTI ASPETTI OCCORRE COINVOLGERE PIENAMENTE I DESTINATARI IN UN PERCORSO DI RIFLESSIONE.

3 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 KURT LEWIN DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE SI DOMANDO PERCHE LA POPOLAZIONE, NONOSTANTE LA FAME, RIFIUTASSE IL ROGNONE ED ALTRE FRATTAGLIE MENO NOBILI DEL BESTIAME ATTRAVERSO DISCUSSIONI DI GRUPPO, SI SCOPRI CHE, A LIVELLO INCONSCIO, AGIVANO ATTEGGIAMENTI CHE RITENEVANO QUESTE PARTI NON DIGNITOSE PER: VICINANZA A ORGANI SESSUALI SPORCHE (EVACUAZIONE URINE) CIBO DA POVERI IL PROBLEMA FU RISOLTO CON DISCUSSIONI IN GRUPPO NON DIRETTIVE CHE FECERO SCOPRIRE IL METODO DEL T-GROUP COME COMUNICARE IL RISCHIO ?

4 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 ASSICURA UN COINVOLGIMENTO PROFONDO FA PENETRARE A FONDO LE INFORMAZIONI PUO METTERE IN DISCUSSIONE MENTALITA E ATTEGGIAMENTI FA ACQUISIRE CAPACITA DI RAGIONAMENTO, LOGICA, AUTOREGOLAZIONE STIMOLA LA PARTECIPAZIONE E FA ASSUMERE RESPONSABILITA PERSONALI COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivo

5 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 COMPRENDE DIVERSE TECNICHE (anche in combinazione): COME COMUNICARE IL RISCHIO ? PENSIERO RIFLESSIVO MAIEUTICA PROBLEM SOLVING PENSIERO NARRATIVO LAVORO DI GRUPPO il metodo riflessivo

6 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 TECNICHE ACCUMUNATE DA: ATTENZIONE AL PROCESSO (conoscere – valutare – decidere – applicare-verificare) PERSONALIZZAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI (AREA DI SVILUPPO PROSSIMALE) SVILUPPO DELLA CAPACITA DI IPOTIZZARE E PREVEDERE COINVOLGIMENTO DEI SOGGETTI IN UN PROCESSO ATTIVO CHE FA RIFERIMENTO ALLESPERIENZA PERSONALE CONTROLLO DELLEMOTIVITA ED IMPULSIVITA SVILUPPO DELLA CAPACITA DI IMPARARE AD IMPARARE POTENZIAMENTO DELLA PERSONALITA E DELLA RESILIENZA COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivo

7 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 COME PENSIAMO di JOHN DEWEY QUANDO DI FRONTE AD UNA SITUAZIONE PROBLEMATICA COMINCIAMO A PENSARE, AFFIORANO ALLA MENTE UN CORSO NON CONTROLLATO DI IDEE DETTO FLUSSO DI COSCIENZA, CIOE UNA SUCCESSIONE DI IDEE, TRA LORO COLLEGATE, MA SENZA SEGUIRE UN PRINCIPIO UNIFICATORE (criterio di sequenza); IL PENSIERO RIFLESSIVO E UNA SERIE ORDINATA O UNA CATENA DI IDEE, DOVE OGNUNA DETERMINA LA SUCCESSIVA; CHE CONSENTE DI AVERE UNA RAPPRESENTAZIONE MENTALE DI QUALCOSA NON ATTUALMENTE PRESENTE, PROGETTABILE E FUTURA; COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivo

8 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 LA CATENA DEI PENSIERI DEVE DIRIGERSI VERSO UNA CONCLUSIONE: SEQUENZA CHE CONDUCE DA UNA SITUAZIONE DUBBIA AD UNA SOLUZIONE DEFINITA (almeno sul piano soggettivo): METTERE ORDINE ATTRAVERSO PROVE E CONFUTAZIONI QUANDO NON FACCIAMO QUESTO PERCORSO/ SFORZO: RIMANIAMO NEL FLUSSO DI COSCIENZA (confusi ed incerti) PRENDIAMO A PRESTITO UNA IDEA PRECONFEZIONATA (CREDENZA) BASATA SUL PREGIUDIZIO IL PREGIUDIZIO E UN GIUDIZIO PREMATURO, CHE ADOTTIAMO PASSIVAMENTE PER ABITUDINE, TRADIZIONE, AUTOREVOLEZZA DELLA FONTE, PASSIONE; COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivo

9 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 IL PENSIERO RIFLESSIVO CONSISTE IN UN PROCESSO ATTIVO CHE COMPORTA UNA RICERCA ATTENTA, UNA INDAGINE PERSONALE, CHE SOTTOPONE A PROVA E VERIFICA LE IPOTESI, LE CREDENZE ED I PREGIUDIZI; LA NOSTRA MENTE NON E UNA TABULA RASA: MA FUNZIONA PER SUGGESTIONI, (punto di partenza) CIOE IDEE CHE VENGONO IN MENTE E CHE SUGGERISCONO ALTRE IDEE: PENSIERO ANALOGICO (NON ILLOGICO, MA CHE OPERA PER ANALOGIE) CHE OPERA PER GIUSTAPPOSIZIONE, ABBINAMENTO A COSE SIMILI GIA SPERIMENTATE (SIMILITUDINE); LA SUGGESTIONE (attinge ad un bagaglio personale) DIPENDE DALLESPERIENZA DEL SOGGETTO, MA ANCHE DAI SUOI INTERESSI, MOTIVAZIONI, ATTEGGIAMENTI (es. curiosità) ; LE ESPERIENZE SI CUMULANO NELLA PERSONA; COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivo

10 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 NEL PENSIERO RIFLESSIVO E FONDAMENTALE INDAGARE IL LEGAME TRA UNA IDEA E LALTRA (IN UNA CATENA DI IDEE, LUNA GARANTISCE, VERIFICA, VALIDA LALTRA): LINFERENZA E STABILIRE UN LEGAME CORRETTO TRA DUE IDEE LA DIFFERENZA TRA SUGGESTIONE ED INFERENZA E CHE LA RELAZIONE DEVE ESSERE REALE E VERIFICABILE = LOGICA UNA VOLTA CHE LA CREDENZA E STATA PROVATA E PERCIO VALIDA UNA IPOTESI VERIFICATA ASSUME SIGNIFICATO – DIVIENE UN CONCETTO (arricchisce lesperienza) COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivo

11 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 ATTENZIONE: AL RISCHIO DI ERRORE INSITO ANCHE NEL PENSIERO RIFLESSIVO; LA LOGICA DELLINFERENZA PUO ESSERE SOLO APPARENTE O LE PREMESSE ERRATE: OCCORRE PERCIO SOTTOPORRE LINTERO PROCESSO ALLA VERIFICA DI REALTA: efficacia ed efficienza di una risposta. SOLUZIONE APERTA ALLA FALSIFICAZIONE (POPPER) AL RISCHIO DI RIGIDITA: USARE IL PENSIERO CREATIVO (FUNZIONA PER SUGGESTIONI, DIVERGENZA ED ANALOGIE) PER SUGGERIRE NUOVE POSSIBILITA CHE DEVONO PERO ESSERE VERIFICATE IN MODO RIFLESSIVO. COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivo

12 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 IL PROCESSO RIFLESSIVO DI DEWEY SI BASA SU UNA CATENA DI CINQUE PUNTI CHE COLLEGA UNA SITUAZIONE PROBLEMATICA AD UNA SOLUZIONE: 1.SUGGESTIONE (emersione spontanea delle idee) 2.INTELLETTUALIZZAZIONE (raccolta di elementi) 3.RAGIONAMENTO (verifica logica/mentale dellinferenza sulla base dellesperienza) 4.IDEA GUIDA (emergere di una IPOTESI di soluzione) 5.CONTROLLO DELLIPOTESI (verifica di validità attraverso lazione) In caso di errore 6.RETROAZIONE (si ritorna al punto 2) COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivo

13 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 E IL METODO DI SOCRATE (esposto da Platone nel Teeteto) DI SUSCITARE LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI ATTRAVERSO LA RIFLESSIONE DEGLI ALLIEVI, STIMOLATA DAL DIALOGO E DA DOMANDE APPROPRIATE DA PARTE DEL MAESTRO; LA MAIEUTICA E PARAGONATA ALLARTE DELLA LEVATRICE DI AIUTO A PARTORIRE LE IDEE; LA MAIEUTICA SI CONTRAPPONE AI SOFISTI CHE USAVANO LA RETORICA E LA PERSUASIONE PER INDURRE I COMPORTAMENTI GRADITI; COME COMUNICARE IL RISCHIO ? LA MAIEUTICA

14 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 SOCRATE USAVA GLI ARTIFICI DI PORSI AL LIVELLO DELLINTERLOCUTORE E DICHIARANDO DI NON SAPERE IN MODO APRIRE UN DIALOGO APPARENTEMENTE TRA PARI; IL FILOSOFO PROCEDE PER CONFUTAZIONE DELLE IPOTESI CONTRADDITTORIE O INFONDATE; LA CONFUTAZIONE NON SI BASA SULLA CONTRAPPOSIZIONE DELLA VERITA DEL DOCENTE, MA SU UN DIALOGO FATTO DI BREVI DOMANDE E RISPOSTE ATTRAVERSO LE QUALI LINTERLOCUTORE SI RENDE CONTO SPONTANEAMENTE DELLA PROPRIA IGNORANZA O DELLA FALSITA DELLE PRECEDENTI CONVINZIONI; (le asserzioni vengono sottoposte alla prova di errore o di realtà) COME COMUNICARE IL RISCHIO ? LA MAIEUTICA

15 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 IL METODO MAIEUTICO NON SERVE PER TRASMETTERE CONTENUTI GIA CONFEZIONATI, MA A FAR RAGIONARE CON LA PROPRIA TESTA, ARRIVANDO AGLI STESSI RISULTATI, MA CON UNA MAGGIORE PROFONDITA DI COINVOLGIMENTO E CAMBIAMENTO DEGLI ATTEGGIAMENTI; IL METODO PRENDE AVVIO DALLA RICHIESTA ALLALLIEVO DI ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE SU UN TEMA/PROBLEMA: QUINDI IL DOCENTE DERIVA DELLE CONSEGUENZE DALLE AFFERMAZIONI DELLALLIEVO, IN MODO DA METTERE ALLA PROVA LE CONVINZIONI DELLINTERLOCUTORE; COME COMUNICARE IL RISCHIO ? LA MAIEUTICA

16 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 FLUSSO DI DOMANDE DOMANDE INFORMATIVE (CONOSCERE) Cosa ti ha colpito? Cosa già conoscevi? Cosa ne pensi? DOMANDE RIFLESSIVE (CAPIRE) In cosa consiste il problema ? Quali sono le cause del problema ? Quali sono gli effetti prodotti dal problema ? Quali eventi potrebbero influire sul problema ? Se non si interviene cosa può succedere (peggiora/stazionario/migliora) COME COMUNICARE IL RISCHIO ? LA MAIEUTICA

17 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 DOMANDE DI DECISIONE (VALUTARE) Cosa proponi di fare? Tra le soluzioni proposte, quale sceglieresti? Cosa abbiamo e cosa ci manca? (risorse) Cosa non dobbiamo fare ? (vincoli) Quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi della soluzione? DOMANDE DI AZIONE (AGIRE) E VERIFICA Da che parte cominciare ? Quali i passi successivi? Cosa fare prima e cosa fare dopo ? Chi deve fare ? A cosa dobbiamo porre attenzione ? Se qualcosa non funziona, cosa fare? COME COMUNICARE IL RISCHIO ? LA MAIEUTICA

18 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 PERSEGUE TRE OBIETTIVI: ANALIZZARE IN MANIERA RAZIONALE I PROBLEMI (elementi, cause, fattori) COMPIERE SCELTE EFFICACI E POSITIVE (tra più alternative) ASSUMERE LA RESPONSABILITA DELLE AZIONI DA COMPIERE COME COMUNICARE IL RISCHIO ? IL METODO DEL PROBLEM SOLVING

19 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 IN PRATICA: PRIMO PASSO: Linsegnante presenta la situazione chiedendo agli allievi di individuare gli elementi che costituiscono un problema; Distinguere tra i problemi che richiedono una soluzione e fatti avversi che sono irrisolvibili e richiedono solo di essere controllati; Approfondire (anche in gruppo) le possibili cause del problema: discrepanza tra abilità/risorse possedute e richieste dagli obiettivi da perseguire differenza tra le persone di prospettive/opinioni su di un problema differenza/contrasto di obiettivi tra le persone COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO DEL PROBLEM SOLVING

20 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 SECONDO PASSO: Gli allievi elaborano in modo creativo una serie di possibili soluzioni: raccogliere le idee sullargomento (brainstorming), prima individualmente e poi in gruppo, senza preoccuparsi che siano strettamente pertinenti; far sperimentare (role-playing) le situazione problematica in modo da rendere consapevoli di tutti i possibili aspetti (razionali ed emozionali) e scrivere una possibile soluzione della storia; chiedere di selezionare le possibili soluzioni stabilendo una classifica di priorità/importanza (negoziazione degli obiettivi). COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO DEL PROBLEM SOLVING

21 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 TERZO PASSO: Scegliere la soluzione più opportuna (decision making) sulla base dei vincoli e delle risorse: 1.far prendere consapevolezza delle decisioni che abitualmente prendiamo; 2.avendo definito la situazione problematica e le possibili soluzioni, individuare le risorse necessarie e disponibili (persone, mezzi, tempo); 3.evidenziare le condizioni necessarie per la soluzione del problema (mix ottimale tra vincoli e risorse) 4.se il problema è complesso, elaborare una strategia/progetto di azioni (logicamente strutturate) per conseguire lobiettivo/risultato COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO DEL PROBLEM SOLVING

22 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 RIEPILOGANDO: Definire/individuare il problema GRIGLIA: 1.Qual è il problema ? 2.Quali sono le possibili cause del problema ? 3.Quali sono gli effetti negativi prodotti dal problema ? 4.Quali sono gli aspetti positivi prodotti dal problema ? 5.Quali eventi potrebbero peggiorare il problema ? 6.Quali eventi potrebbero migliorare il problema ? 7.Se non sarà risolto, il problema peggiorerà, rimarrà stabile, o si risolverà da solo ? COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO DEL PROBLEM SOLVING

23 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 SETTE PASSI DEL PROBLEM SOLVING 1.IDENTIFICAZIONE DEL PROBLEMA 2.ANALISI DEL PROBLEMA 3.INDIVIDUAZIONE DEGLI OBIETTIVI 4.PRODUZIONE DI ALTERNATIVE DI SOLUZIONE 5.SCELTA DELLA MIGLIORE SOLUZIONE 6.APPLICAZIONE DELLA SOLUZIONE 7.VERIFICA DEI RISULTATI COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO DEL PROBLEM SOLVING

24 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 Problem finding : rendersi conto del disagio Problem setting : definire il problema Problem analysis : scomporre il problema principale in problemi secondari Problem solving : eliminare le cause Decision making : decidere come agire Decision taking : passare allazione COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO DEL PROBLEM SOLVING

25 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 LA NARRAZIONE E UN PROCESSO COGNITIVO ATTRAVERSO IL QUALE STRUTTURIAMO LE ESPERIENZE IN UNITA TEMPORALI SIGNIFICATIVE, ATTRIBUENDO LORO UN ORDINE E DEI RAPPORTI (dando loro un SENSO) LE STORIE APPARTENGONO AL NOSTRO SENSO COMUNE : ASCOLTARE STORIE, FAVOLE, RACCONTI, FA PARTE DELLESPERIENZA DI TUTTE LE GENERAZIONI COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO NARRATIVO

26 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 IL METODO NARRATIVO SI BASA: SULLA CAPACITA DI COSTRUIRE UNA STORIA DA RACCONTARE A SE E AGLI ALTRI IN GRADO DI DARE SENSO AGLI AVVENIMENTI DI RIPENSARE LE PROPRIE E ALTRUI ESPERIENZE DI IPOTIZZARE IL FUTURO IL SIGNIFICATO ATTRIBUITO E PIU IMPORTANTE DEI FATTI REALI AIUTA A COMPRENDERE DA DOVE VENIAMO E DOVE ANDIAMO AIUTA A DARE ORDINE E RAPPORTO AI FATTI (attribuire valore e scegliere) STIMOLA LE CAPACITA DI IMMAGINAZIONE E DI PREVISIONE STIMOLA LA SOSTENIBILITA PSICOLOGICA DI FRONTE AGLI AVVENIMENTI AIUTA A PRENDERE CONSAPEVOLEZZA DELLE EMOZIONI ED AFFETTIVITA COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO NARRATIVO

27 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 AIUTA A RIFLETTERE SUL SIGNIFICATO DELLE ESPERIENZE (MONDO ATTORNO A NOI) LE ATTIVITA CHE STIMOLANO LA NARRAZIONE AIUTANO A COMPIERE SCELTE E A PROGETTARSI (MONDO INTERNO) LE STORIE NARRATE DEGLI ALTRI CI AIUTANO A PERCEPIRE LA DIVERSITA ED A RICONOSCERSI NELL IMMAGINE CHE CI RITORNA DAGLI ALTRI, CIOE: FANNO CRESCERE LA PERSONALITA E STRUTTURANO LIDENTITA AIUTANO A COSTRUIRE UN MONDO INTERIORE CHE POSSA RESISTE ALLE AVVERSITA (RESILIENZA) COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO NARRATIVO

28 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 LA NARRAZIONE NELLA SCUOLA COSTITUISCE UN AIUTO PER: CONOSCERE LA REALTA COGLIERE PROBLEMI E TROVARE SOLUZIONI EVIDENZIARE LA DINAMICA DEI SENTIMENTI E DELLE DECISIONI RIFLETTERE SUL SISTEMA DI VALORI FORMARSI UNIDEA DI SE COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL METODO NARRATIVO

29 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 E LA PRINCIPALE TECNOLOGIA CHE ABBIAMO A DISPOSIZIONE PER IL CAMBIAMENTO LA CIVILTA UMANA SI E SVILUPPATA GRAZIE AI GRUPPI PRIMARI E SOCIALI IL GRUPPO POTENZIA IN MODO ESPONENZIALE LE POSSIBILITA DI AZIONE UMANA COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL GRUPPO DI LAVORO

30 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 SAPPIAMO DAVVERO LAVORARE IN GRUPPO ? IL GRUPPO NON SI IMPARA MA SI DEVE SPERIMENTARE: SONO NECESSARIE COMPETENZE SOCIALI, RELAZIONALI E OPERATIVE IL GRUPPO NON E FACILE DA USARE IL GRUPPO MOLTIPLICA LE POTENZIALITA, MA E VISTO COME RISCHIO, SIA PER LA PERSONA CHE PER SOCIETA (può mettere a rischio lidentità e sovvertire lordine) IL GRUPPO GENERA FENOMENI PROPRI CHE NON SONO LA SOMMA DEI SINGOLI COMPONENTI COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL GRUPPO DI LAVORO

31 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 DIMENSIONI DEL LAVORO DI GRUPPO OBIETTIVO METODO RISORSE COORDINAMENTO COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL GRUPPO DI LAVORO

32 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 FONDAMENTI DEL LAVORO DI GRUPPO OBIETTIVO – perché ci si riunisce ? COMPITO – che cosa dobbiamo fare ? STRATEGIA – da che parte iniziare, quali priorità, quali vincoli ? COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL GRUPPO DI LAVORO

33 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 PRINCIPALI ATTIVITA DEL GRUPPO DI LAVORO DEFINIZIONE DELLOBIETTIVO E DEL COMPITO VERIFICA DELLE RISORSE (COMPETENZE ED INFORMAZIONI) A DISPOSIZIONE RACCOLTA DI INFORMAZIONI (INTERNE/ESTERNE) ELABORAZIONE DI IPOTESI DI LAVORO (SOLUZIONE PROBLEMI) DECIDERE (CHI FA – CHE COSA – COME - QUANDO) MONITORARE GLI ESITI In sintesi CONOSCERE – VALUTARE – DECIDERE – VERIFICARE COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL GRUPPO DI LAVORO

34 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 In dettaglio: SOLUZIONE DI PROBLEMI FAR CONVERGERE LE INFORMAZIONI IN UN VENTAGLIO DI IPOTESI DI SOLUZIONE VALUTARE I PRO ED CONTRO DI OGNI SOLUZIONE SCEGLIERE UN PERCORSO LOGICO DI SOLUZIONE CHE SIA: COERENTE (con lobiettivo) COMPATIBILE (con le risorse) CORRISPONDENTE (con le attese del gruppo) LA SOLUZIONE PUO DIPENDERE DAL CONTESTO E DAL MOMENTO COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL GRUPPO DI LAVORO

35 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 PRESA DI DECISIONE SOLUZIONE DI GRADO CHE CONTEMPERI LE VARIABILI IN GIOCO SCELTA DI UNA SOLUZIONE CHE SIA: EFFICACE EFFICIENTE ECONOMICA EVENTUALI AZIONI CORRETTIVE INDICATORI ED INDICI DI ACCETTABILITA DEI RISULTATI DECIDERE CHI FA/CHE COSA/QUANDO (suddivisione dei compiti) COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL GRUPPO DI LAVORO

36 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 RISORSE E VINCOLI PER IL LAVORO DI GRUPPO PERSONE (censimento delle risorse di tutti) INFORMAZIONI (raccolta, selezione, ricerca informazioni mancanti) TEMPO (scadenze/ orario/ agenda) ORGANIZZAZIONE (tempi, luoghi, strumenti, budget spesa) COORDINAMENTO (leadership formale e naturale) COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL GRUPPO DI LAVORO

37 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 IL COORDINATORE CURA: LA SEGRETERIA (convocazioni, fornitura documentazione) IL SETTING (luogo, tempo, strumenti) LA DIREZIONE DEI LAVORI Relazionare – ricapitolare – sollecitare – verificare il consenso – correggere errori – stimolare la presa di decisione PRESIDIA LA CONVERGENZA DEL GRUPPO SU OBIETTIVO, COMPITO E STRATEGIA LA VERBALIZZAZIONE E COMUNICAZIONE DEI RISULTATI E DECISIONI (PORTAVOCE) EVITARE NEL GRUPPO LA CONTRAPPOSIZIONE TRA LEADER FORMALE E NATURALE COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoIL GRUPPO DI LAVORO

38 MI METTO IN GIOCO!Lunedì 14 dicembre 2009 SULLA BASE DELLA VOSTRA ESPERIENZA, DELINEATE: LA SEQUENZA DELLE DOMANDE ADATTE A STIMOLARE UN PERCORSO DI RIFLESSIONE, PRESA DI COSCIENZA E ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA LA SEQUENZA DELLE AZIONI IDONEE A STIMOLARE LA RIFLESSIONE IN UN LABORATORIO CHE MIRA A FAR PRENDERE COSCIENZA DI UN RISCHIO, MODIFICANDO GLI ATTEGGIAMENTI COME COMUNICARE IL RISCHIO ? il metodo riflessivoTEMA PER IL LAVORO DI GRUPPO O INDIVIDUALE


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