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02/03/2014 Suggerimenti didattici per alunni con D.S.A. riferimenti alla legge 170/10, decreto attuativo e linee guida Castegnaro Fiorella Insegnante-

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1 02/03/2014 Suggerimenti didattici per alunni con D.S.A. riferimenti alla legge 170/10, decreto attuativo e linee guida Castegnaro Fiorella Insegnante- Formatore AID 1

2 Insomma,andavo male a scuola. Ogni giorno della mia infanzia tornavo a casa perseguitato dalla scuola. I miei voti sul diario dicevano la disapprovazione dei miei insegnanti. Quando non ero lultimo della classe ero il penultimo (EVVIVA). Refrattario dapprima allaritmetica poi alla matematica, profondamente disortografico, poco incline alla memorizzazione delle date e alla localizzazione dei luoghi geografici, inadatto allapprendimento delle lingue straniere, ritenuto pigro (lezioni non studiate, compiti non fatti), portavo a casa risultati pessimi che non erano riscattati né dalla musica, né dallo sport, né peraltro da alcuna attività parascolastica. Capisci? Capisci o no quello che ti spiego? Non capivo. Daniel Pennac Diario di scuola Pag 15 2 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

3 S OLO NOI POSSIAMO TIRARE FUORI QUEL BAMBINO DALLA SUA PRIGIONE, SIA CHE SIAMO FORMATI PER FARLO O MENO. G LI INSEGNANTI CHE MI HANNO SALVATO E CHE HANNO FATTO DI ME UN INSEGNANTE, NON ERANO FORMATI PER QUESTO. E RANO ADULTI DI FRONTE A UN ADOLESCENTE IN PERICOLO. H ANNO CAPITO CHE OCCORREVA AGIRE TEMPESTIVAMENTE, SI SONO BUTTATI, NON CE L HANNO FATTA. S I SONO BUTTATI DI NUOVO, GIORNO DOPO GIORNO, ALLA FINE MI HANNO TIRATO FUORI. E MOLTI ALTRI CON ME. C I HANNO LETTERALMENTE RIPESCATI. D OBBIAMO LORO LA VITA. D ANIEL P ENNAC 3 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

4 U N VERO INSEGNANTE SI PREOCCUPA DI COMPRENDERE IL DOLORE E LA SOLITUDINE DI UN BAMBINO CHE NON CAPISCE IN UN MONDO DI RAGAZZI CHE CAPISCONO 4 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

5 G LI INSEGNANTI DI FRONTE A STUDENTI INTELLIGENTI, MA CON UN DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO POSSONO FARE MOLTO … 5 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

6 LA PRIMA COSA CHE DEVE FARE UN INSEGNATE È OSSERVARE PROCESSO DI APPRENDIMENTO DEL BAMBINO/ RAGAZZO E COMPRENDERE IL MOTIVO DELLA SUA DIFFICOLTÀ…. 6 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

7 Linee Guida per il diritto allo studio (Premessa) Il diritto allo studio per gli alunni e gli studenti con DSA garantisce quindi: - Didattica individualizzata e personalizzata Strumenti compensativi; - Misure dispensative; La Legge 170/2010 apre un ulteriore canale di tutela del diritto allo studio diverso da quello previsto dalla Legge 104/ Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

8 Linee Guida (capitolo 2) Osservazione in classe: Prestazioni atipiche (inferiori rispetto alla media) possono essere un segnale di DSA. Attenzione! Solo una piccola parte di alunni con difficoltà risulta con DSA Nota: non si parla di screening in quanto è regolato da un diverso Decreto regolato dal ministero della salute. 8 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

9 SEGNALI PREDITTIVI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO D IFFICOLTÀ DI COPIA DALLA LAVAGNA P ERDITA DELLA RIGA E SALTO DELLA PAROLA IN LETTURA D IFFICOLTÀ D USO DELLO SPAZIO DEL FOGLIO O MISSIONE DELLE LETTERE MAIUSCOLE L ETTERE E NUMERI SCAMBIATI S OSTITUZIONE DI SUONI SIMILI D IFFICOLTÀ NEI DIGRAMMI P UNTEGGIATURA IGNORATA D IFFICOLTÀ AD IMPARARE LE TABELLINE D IFFICOLTÀ A MEMORIZZARE LE PROCEDURE DELLE OPERAZIONI ARITMETICHE D IFFICOLTÀ A RICORDARE I TERMINI SPECIFICI DELLE DISCIPLINE, LE EPOCHE STORICHE, LE DATE DEGLI EVENTI D IFFICOLTÀ ESPOSITIVE D IFFICOLTÀ DI PIANIFICAZIONE D IFFICOLTÀ NEL METODO DI STUDIO 9 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

10 SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA LETTURA : - LENTA DECIFRAZIONE DELLE LETTERE - ACCESSO INCERTO ALLA SILLABA - CONTROLLO DEL SIGNIFICATO DELLE PAROLE NON STABILE. S CRITTURA - SCRITTURA SOLO DI PAROLE ISOLATE CON - SOSTITUZIONE / OMISSIONE DI SUONI - DIFFICOLTÀ NELLO SPELLING - DIFFICOLTÀ GRAFO - MOTORIE - LENTA EVOCAZIONE GRAFO - MOTORIA PER LE LETTERE C ALCOLO - NUMERAZIONE LENTA E CON ERRORI (0-20); - ERRORI NEL PASSAGGIO DAL CODICE ORALE A QUELLO SCRITTO ; - DIFFICOLTÀ NEL CALCOLO A MENTE 10 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

11 C LASSE SECONDA …. LETTURA - LETTURA SILLABICA LENTA, SENZA PROSODIA E CON MOLTI ERRORI INCONGRUI ( LE PAROLE GLOBALIZZATE SONO NON - PAROLE O NON ATTINENTI AL TESTO ); - SCARSA COMPRENSIONE DEL TESTO S CRITTURA - SCARSA PADRONANZA DI UNA FRASE CON SOSTITUZIONI O OMISSIONI DI LETTERE E INCERTA SEGMENTAZIONE DELLE PAROLE ; - SCARSO CONTROLLO GRAFO - MOTORIO C ALCOLO - DIFFICOLTÀ NEL CONTROLLO DELLA POSIZIONE DELLE CIFRE E NELLE OPERAZIONI IN COLONNA ; - DIFFICOLTÀ NEL CONTROLLO DELLA LINEA DEI NUMERI ; 11 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

12 Quando si parla di DISTURBO? Si parla di Disturbo Specifico diApprendimento ( D.S.A.) quando un bambino mostra delle difficoltà isolate e circoscritte nella lettura, nella scrittura e nel calcolo, in una situazione in cui il livello di sviluppo intellettivo è nella norma e non sono presenti deficit sensoriali. 12 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

13 la compromissione dellabilità specifica deve essere significativa, che operazionalizzato significa inferiore a -2ds (DEVIAZIONI STANDARD) dai valori normativi attesi per letà o la classe frequentata (qualora non coincida con letà del bambino). il livello intellettivo deve essere nei limiti di norma, che operazionalizzato significa un QI non inferiore a -1ds (equivalente a un valore di 85) rispetto ai valori medi attesi per letà. (CLAUDIO VIO) 13 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

14 DIFFICOLTA O DISTURBO? La difficoltà di apprendimento dipende spesso da fattori esterni, è modificabile con interventi didattici mirati, è automatizzabile anche se in tempi dilatati. INSEGNANTE 14 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

15 DIFFICOLTA O DISTURBO? Il disturbo, rimanda a problematiche specifiche che risultano resistenti al cambiamento, anche sul lungo periodo e anche a seguito di un trattamento riabilitativo mirato. Il nucleo del disturbo è la difficoltà a rendere automatico e facile il processo di lettura scrittura e di calcolo, la mancanza di automatismo obbliga lalunno con DSA ad impiegare molto tempo ed attenzione per leggere scriver e calcolare. Specialista (logopedista – neurospichiatra) 15 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

16 P RESENTAZIONE DEL CASO DI UN ALUNNO DI CLASSE QUINTA DELLA SCUOLA PRIMARIA S TEFANO FREQUENTA LA QUINTA CLASSE DELLA SCUOLA PRIMARIA ; L ESPERIENZA SCOLASTICA È STATA UN VERO DISASTRO FIN DALL INIZIO. G IÀ IN PRIMA APPARIVA DISATTENTO, DEMOTIVATO E POCO AUTONOMO. N ON COPIAVA ALLA LAVAGNA E LEGGEVA CON GRANDE DIFFICOLTÀ. S UO UNICO INTERESSE SEMBRAVA, PORSI AL CENTRO DELL ATTENZIONE DISTURBANDO TUTTA LA CLASSE. Q UANDO NON RIUSCIVA A FARE QUALCOSA CHE GLI ALTRI FACEVANO FACILMENTE L INSEGNANTE APPARIVA ESASPERATA E LO PREGAVA DI IMPEGNARSI DI PIÙ. S TEFANO NON RIUSCIVA A MEMORIZZARE NONOSTANTE LE ORE DEL POMERIGGIO TRASCORSE SUI LIBRI. 16 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

17 A LLA FINE DELLA CLASSE SECONDA LA FAMIGLIA, SU INDICAZIONE DELLA SCUOLA PORTA IL BAMBINO PRESSO UN CENTRO ACCREDITATO PER UNA VALUTAZIONE. L A DIAGNOSI PARLA DI DISTURBO SPECIFICO DELL APPRENDIMENTO A CARICO DEI PROCESSI DELLA LETTO SCRITTURA E DEL CALCOLO. S I SOTTOLINEA UNA CADUTA SIGNIFICATIVA NELLA COMPRENSIONE E NELLA RIELABORAZIONE ORALE. I L LIVELLO COGNITIVO È NELLA NORMA. 17 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

18 L A DIAGNOSI ( ART.3 LEGGE 170) La diagnosi dei DSA e' effettuata dal Servizio sanitario nazionale comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non siapossibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate. NB. La diagnosi erogata da strutture esterne va comunque convalidata presso il Servizio Sanitario e depositata presso la segreteria della scuola (con protocollo). 18 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

19 C OSA FARE QUANDO IN CLASSE È PRESENTE UN ALUNNO CON DIAGNOSI DI DSA? Quale ruolo deve avere la scuola? Cosa dice la normativa? Quale didattica ? Quale modalità di verifica? Cosè il PDP ? …………………………………….. 19 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

20 L INEE GUIDA ( CAP.3) 20 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID DIDATTICA PERSONALIZZATA Personalizzata è la didattica che offre a ciascun alunno lopportunità di sviluppare al meglio le proprie potenzialità attraverso un lavoro in classe diversificato DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA Individualizzato è lintervento calibrato sul singolo, in particolare per migliorare alcune competenze deficitarie o per potenziare lautomatizzazione di processi basilari

21 IL BAMBINO/RAGAZZO QUINDI PUÒ RIUSCIRE A LEGGERE E SCRIVERE, MA SOLO IMPEGNANDO AL MASSIMO LE PROPRIE CAPACITÀ ED ENERGIE, POICHÉ NON PUÒ FARLO IN MANIERA AUTOMATICA: PER QUESTO MOTIVO SI STANCA RAPIDAMENTE, COMMETTE ERRORI, RIMANE INDIETRO, NON IMPARA CON LO STESSO RITMO DEI COETANEI, LA LETTURA RISULTA LENTA E/O SCORRETTA. 21 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

22 NOTA Da notare che le Linee guida (e il decreto attuativo) colgono della Legge in particolare laspetto legato alla flessibilità didattica, alla individualizzazione e alla personalizzazione,come principali strumenti di attuazione del diritto allo studio. 22 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

23 23 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID STRUMENTI COMPENSATIVI Tali strumenti sostituiscono o facilitano una prestazione resa difficoltosa dal disturbo. Per esempio: La sintesi vocale trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto. MISURE DISPENSATIVE Sono interventi checonsentono allalunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che non migliorano anche se ripetute. Per esempio: Nellalunno dislessico, lesercizio della lettura non migliora le abilità di lettura. NB. I tempi aggiuntivi sono considerati tra le misure dispensative. La letteratura scientifica consiglia il 30% in più del tempo stabilito. Linee Guida (CAP.3)

24 M ISURE PREVISTE PER STEFANO E INSERITE NEL PDP Mappa dellargomento trattato; Tabelle della memoria (Verbi-analisi logica, analisi grammaticale); Tabella delle misure,delle formule,delle regole. Cartine geografiche, mappe Lettore esterno durante attività di comprensione o verifica (compagno – insegnante) riduzione del carico di lavoro organizzazione interrogazioni programmate valutazione delle prove scritte ed orali che tengano conto del contenuto e non della forma Scrittura veloce sotto dettatura; Copia alla lavagna compensativedispensative Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID 24

25 strumento Difficoltà da compensare vantaggi Tabelle (alfabeto,mesi, t. pitagorica) Difficoltà nel recupero rapido delle informazioni Della memoria a breve termine. Possibilità di usare tutte le energie attentive,mnestihe e cognitive nello svolgimento del compito. tabella delle misure, formule,regole. Calcolatrice Non automatizzazione di procedure o difficoltà nel recupero rapido Esecuzione rapida delle procedure ed esecuzione di compiti complessi. Registrazione delle spiegazioniDifficoltà nel prendere appunti (e ascoltare contemporaneamente) Maggior attenzione alla spiegazione Cartine geografiche Cartine storiche Mappe Difficoltà nellorganizzare e nel riorganizzare le informazioni studiate. Riduzione dellapprendimento mnemonico a favore di una rielaborazione personale. Supporto visivo per il recupero delle informazioni e per lorganizzazione dellesposizione durante le verifiche orali. Libri scolastici in PDF Sintesi vocale Difficoltà nellutilizzo del testo scritto come canale di apprendimento Possibilità di accesdere a tutti i contenuti curriculari indipendentemente dal livello di lettura raggiunto Computer con programmi di video scrittura, sintesi vocale. Supporto alla scrittura (disgrafia e disortografia) Possibilità di maggior controllo del testo scritto in termini di correttezza, contenuti,forma. 25 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

26 DispensaMotivazioneSoluzioni Lettura a voce altaDisagio di fronte ai compagni Lettura su appuntamento o concordata precedentemente Scrittura veloce sotto dettatura Copia alla lavagna Risultato sicuramente inadeguatoUtilizzo di fotocopie da cui copiare o da sostituire alla scrittura Lettura autonoma di consegne Una decodifica errata può indurre a uno svolgimento sbagliato del compito Lettura ad alta voce per tutta la classe. Lettore esterno Uso del vocabolario cartaceo -studio mnemonico delle tabelline Drena risorse Trattiene gli errori Dizionari digitali Utilizzo di tabelle Tempi di svolgimento per le verifiche Induce ad aumentare gli errori e prestare meno attenzione ai contenuti. Tempi più lunghi- riduzione della quantità- frazionamento del compito in più giorni- Compiti per casa (quantità) Interrogazioni non programmate Rende eccessivo il carico giornaliero impedendo un apprendimento efficace- Stabilizza lerrore Programmazione delle attività da svolgere e delle interrogazioni. Privilegiare la qualità e non la quantità. utilizzo integrale dei testi adottati per la classe Difficoltà linguistiche e affaticamento ne riducono lutilizzo. Possibilità di usare testi adattati non per contenuto ma quantità di pagine e caratteristiche del testo. 26 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

27 L ETTURA E COMPRENSIONE PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Dedicare ogni giorno un momento alla lettura (il piacere di leggere va sempre trasmesso); Concordare con il bambino il contenuto della lettura ; Dettare ad un compagno; Supportare la lettura di testi di studio con limmagine. Stimolare a raccogliere tutti gli indicatori visivi finalizzati alla comprensione. 27 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

28 LA PROCEDURA È REALMENTE MOLTO SEMPLICE. PRIMA SI SISTEMANO LE COSE IN GRUPPI DIFFERENTI. NATURALMENTE UN GRUPPO PUÒ ESSERE SUFFICIENTE: DIPENDE DA QUANTO CÈ DA FARE. É IMPORTANTE NON ECCEDERE: CIOÈ, È MEGLIO FAR SUBITO POCO, PIUTTOSTO CHE TROPPO. LÌ PER LÌ QUESTO NON SEMBRA IMPORTANTE, MA, NEL CASO NASCANO DELLE COMPLICAZIONI, UNO SBAGLIO PUÒ ESSERE COSTOSO. DI PRIMO ACCHITO LINTERA PROCEDURA PARRÀ COMPLICATA, MA BEN PRESTO DIVENTERÀ UN ALTRO ASPETTO DELLA VITA. È DIFFICILE PREVEDERE SE AVRÀ FINE LA NECESSITÀ DI QUESTO COMPITO NELLIMMEDIATO FUTURO, MA NON SI PUÒ MAI DIRE. DOPO CHE LA PROCEDURA È COMPLETATA, SI DISPONE DI NUOVO IL MATERIALE IN VARI GRUPPI, DA COLLOCARE IN LUOGHI APPROPRIATI. NEL CASO IN CUI VENGONO USATI ANCORA, LINTERO CICLO DOVRÀ ESSERE RIPETUTO. 28 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

29 29 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

30 C OMPRENSIONE DEL T ESTO … Processo costruttivo, in cui le informazioni nuove, contenute nel testo sono integrate allinterno delle strutture di conoscenza possedute dal lettore creazione di una rappresentazione mentale del contenuto del testo (modello mentale o situazionale). 30 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

31 F RA I PRE - REQUISITI DI QUESTA ABILITÀ : La comprensione da ascolto la capacità di comprensione di una storia letta da un adulto Le conoscenze lessicali conoscenza del significato delle parole. Lacquisizione di competenze legate alla decodifica è una condizione necessaria ma non sufficiente per comprendere un testo. Infatti anche in casi di una scarsa automatizzazione della lettura strumentale è possibile capire ciò che si legge. 31 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

32 C OSA FUNZIONA DI PIÙ PER MIGLIORARE LA COMPRENSIONE 32 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID Individuare STRATEGIE - Leggere il titolo - I titoli dei paragrafi - Le didascalie delle immagini - Guardare le immagini

33 STRATEGIE DI COMPRENSIONE StrategiaDescrizioneEsempio di attività Attivare conoscenze pregresse/fare predizioni Gli studenti pensano a quello che già conoscono basandosi su indizi provenienti dal testo (ad esempio il titolo). Predicono il contenuto del testo, che poi leggeranno. 1.Utilizzando lidea principale del testo chiedere allo studente di fare dei collegamenti con la sua esperienza. 2.A metà della storia chiedere allo studente di fare previsioni su come andrà a finire la storia. Farsi domande Gli studenti si cimentano a rispondere a domande sugli elementi principali durante la lettura, interrogandosi ad esempio su dove e perché avviene la vicenda Durante la lettura fornire agli studenti delle carte dove sono riportate le domande 2.Dividere gli studenti in piccoli gruppi e chiedere di rispondere a queste domande 33 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

34 Attivitàdescrizioneattività Visualizzare Gli studenti creano unimmagine mentale di quello che hanno letto 1.Spiegare che la creazione di una immagine aiuta il ricordo 2.Farli esercitare nella visualizzazione utilizzando dapprima materiale pittorico 3.Leggere una frase e chiedere agli studenti di immaginarla. Fare lo stesso con un piccolo brano e poi discuter Monitorare, chiarire e ritornare a capire Gli studenti riflettono sul livello di comprensione raggiunto, se hanno capito o meno un testo, se hanno utilizzato strategie che aiutano la comprensione 1.Collegare ogni strategia ai cartelli stradali (ad esempio STOP – ferma la lettura e prova a dire con parole tue quello che hai letto; Inversione di marcia – rileggi parte del testo) 2.Far lavorare in coppia gli studenti sulle strategie 34 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

35 C OSA FUNZIONA DI PIÙ PER MIGLIORARE LA COMPRENSIONE Livelli di evidenza Basso Moderato Alto Insegnare ad usare strategie di comprensione del testo X Insegnare a riconoscere e utilizzare la struttura dei testi x Selezionare con attenzione i testi per favorire lo sviluppo della comprensione x Fornire un ambiente motivante e sfidante per insegnare la comprensione x 35 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

36 S TRATEGIE DI C OMPRENSIONE strategiadescrizioneEsempio di attività Fare inferenze Gli studenti individuano informazioni importanti per capire il testo, inferendole perché mancanti o non esplicite 1.Insegnare agli studenti a cercare le parole chiave che permettono di comprendere il testo, evidenziando come usarle per fare inferenze. Ad esempio se in un testo si trovano parole come pagliaccio o acrobata la vicenda potrebbe svolgersi in un circo. 2.Identificare le parole chiave e discutere su cosa gli studenti potrebbero imparare sul testo in base a queste parole. Fare riassunti/raccontare di nuovo Gli studenti descrivono brevemente, oralmente o per iscritto, le idee principali 1.Chiedere di raccontare il testo in coppia o allinsegnante 2.Se lo studente ha problemi aiutarlo con domande del tipo: cosa succede poi? etc… 36 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

37 C ONOSCENZA, USO E CONTROLLO DI 3 STRATEGIE DI LETTURA 37 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

38 P ER MIGLIORARE LA COMPRENSIONE 38 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

39 S TRATEGIE PER MIGLIORARE LA COMPRENSIONE 39 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

40 S TRATEGIE PER MIGLIORARE LA COMPRENSIONE 40 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

41 R ELAZIONE CON L ALUNNO U TILIZZARE UN ATTEGGIAMENTO EMPATICO P ARLARE CHIARAMENTE E SENZA PUDORI DELLA DISLESSIA CON TUTTI GLI ALUNNI F AVORIRE OCCASIONI DI CONVERSAZIONE NELLE QUALI SIA POSSIBILE PARLARE DELLE PROPRIE DIFFICOLTÀ E DELLE PROPRIE DIVERSITÀ N ON ESSERE AVARO DI GRATIFICAZIONI ED USARE IL RINFORZO COME STRUMENTO ABITUALE A IUTARE L ALUNNO AD ACCETTARE LE PROPRIE DIFFICOLTÀ E A MIGLIORARE LA PROPRIA AUTOSTIMA. 41 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

42 L LINEE GUIDA CAP.4 Scuola secondaria di I e II grado. Dislessia: Comprensione: Strategia di lettura centrata sul riconoscimento di parole chiave (poi organizzate in mappe concettuali) e sullindividuazione dellorganizzazione del contenuto (tramite lanalisi della differenza fra capitolo, paragrafo o lassociazione dellimmagine) 42 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

43 L LINEE GUIDA CAP.4 Scuola secondaria di I e II grado. Dislessia: Per lo studio: Mediatori didattici di ogni genere, glossari, immagini. Insegnare luso della sintesi vocale (studiare con la sintesi non è come studiare leggendo il libro di testo!) 43 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

44 L LINEE GUIDA CAP.4 Scuola secondaria di I e II grado. Dislessia: Strumenti compensativi: Presenza di un tutor che legge al posto dellalunno Sintesi vocale Libri o vocabolari digitali Registrazioni delle lezioni (i cui contenuti possono sostituire quelli del libro di testo) 44 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

45 N ELLE LINGUE STRANIERE … Tutti i bambini con D.S.A. hanno difficoltà nellapprendere le lingue straniere, in particolare, la loro scrittura. Particolari problemi vengono evidenziati nellapprendimento della lingua inglese a causa delle differenze tra la scrittura e la pronuncia delle lettere. 45 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

46 Per Riassumere…. La scuola si sta facendo carico di un cambiamento culturale : accettare che un alunno/a senza problemi cognitivi possa avere difficoltà nella automatizzazione dei meccanismi di letto-scrittura e di calcolo accettare che un alunno/a con DSA possa utilizzare strumenti compensativi e dispensativi a scuola e a casa……anche durante le verifiche accettare di cambiare la propria metodologia didattica verso flessibilità ed inclusione accettare di personalizzare la valutazione: con la valutazione formativa si valuta per educare, non per sanzionare, non per punire, non per far ripetere gli stessi percorsi apprenditivi sia durante lanno scolastico che in quello successivo. 46 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

47 Una didattica flessibile è inclusiva gli obiettivi sono significativi, concordati e condivisi; ogni alunno/studente fa parte di un gruppo di lavoro in cui lapprendimento avviene attraverso le abilità sociali e cognitive metacognitiva gli obiettivi sono concordati, chiari, e delimitati; ogni alunno/studente è reso consapevole del percorso didattico che verrà messo in atto clima positivo consapevolezza del proprio funzionamento cognitivo e del metodo di studio

48 Una didattica flessibile è inclusiva gli obiettivi sono significativi, concordati e condivisi; ogni alunno/studente fa parte di un gruppo di lavoro in cui lapprendimento avviene attraverso le abilità sociali e cognitive metacognitiva gli obiettivi sono concordati, chiari, e delimitati; ogni alunno/studente è reso consapevole del percorso didattico che verrà messo in atto clima positivo consapevolezza del proprio funzionamento cognitivo e del metodo di studio

49 clima positivo sono indispensabili serenità e fiducia in modo da non aggiungere frustrazione a quella già riconducibile alle difficoltà oggettive; nessun intervento didattico può riuscire se condotto in forma sbrigativa oppure in un clima di incomprensione o di conflittualità quindi è importante la relazione; lo sforzo non è una componente essenziale dellapprendimento; la valutazione è coerente con le scelte didattiche ed è finalizzata ad accompagnare il percorso formativo della persona sottolineando i piccoli e grandi progressi.

50 GRAZIE!!! 50 Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

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