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La dichiarazione di fallimento Lorenzo Benatti Parma, 22 aprile 2013.

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Presentazione sul tema: "La dichiarazione di fallimento Lorenzo Benatti Parma, 22 aprile 2013."— Transcript della presentazione:

1 La dichiarazione di fallimento Lorenzo Benatti Parma, 22 aprile 2013

2 Legittimazione a richiedere il fallimento Creditori (anche se il credito non è scaduto); Debitore (attenzione art. 217, 1° co., n. 4, l.f., per bancarotta); Pubblico Ministero quando linsolvenza risulta nel corso di un procedimento penale, quando linsolvenza risulta segnalata da un giudice che labbia rilevata nel corso di un procedimento civile (art. 7, n. 2, l.f.). Potrebbe essere anche unudienza per dichiarazione di fallimento, quando i creditori istanti abbiano ritirato la propria richiesta.

3 Competenza e giurisdizione Competenza: tribunale del luogo in cui limprenditore ha la sede principale dellimpresa (art. 9, 1° co., l.f.). La competenza non riguarda solo la dichiarazione ma tutto il procedimento. La competenza è esclusiva ed inderogabile e lincompetenza può essere rilevata dufficio.

4 Sede principale Quando la sede effettiva dellimpresa è diversa da quella legale la sede principale coincide con quelle effettiva. Per sede si intende quella in cui si svolge lattività amministrativa e direttiva non tanto quella produttiva in senso stretto (stabilimenti). Il trasferimento di sede influisce sulla competenza solo se effettivo. Il trasferimento della sede intervenuto nellanno antecedente allesercizio delliniziativa per la dichiarazione di fallimento non rileva ai fini della competenza. Il trasferimento della sede allestero non esclude la giurisdizione italiana se avviene dopo il deposito del ricorso per la dichiarazione di fallimento

5 Sede allestero La giurisdizione italiana sussiste anche quando la sede principale dellimpresa si trova allestero, essendo peraltro necessario, secondo la giurisprudenza, la presenza in Italia di una sede secondaria e non sufficiente lo svolgimento di una mera attività contrattuale non ricollegabile ad una stabile rappresentanza. Sono fatte salve le convenzioni internazionali e la normativa UE.

6 Istanza di fallimento La domanda va proposta con ricorso al Tribunale.

7 Istruttoria pre-fallimentare Convocazione debitore e creditori e/o P.M., Ordine deposito situazione patrimoniale, Termine 7 gg. per deposito memorie, documenti e relazioni tecniche, Udienza di audizione, Possibile adozione provvedimenti cautelari

8 Convocazione debitore Convocazione debitore, creditori o P.M. che abbiano presentato il ricorso. Fra notifica del ricorso + decreto di fissazione delludienza e data udienza, devono intercorrere almeno 15 gg., salvo abbreviazione con decreto motivato, in tal caso si dispone che ricorso e decreto siano portati a conoscenza delle parti con ogni mezzo idoneo. Lonere della notifica è dellistante. Cè il rischio di consolidamento atti pregiudizievoli nei confronto dei creditori (si pensi al consolidamento di unipoteca). Cè anche il rischio del sopraggiungere dellanno di cui allart. 10 l.f. Tutto ciò può provocare urgenza.

9 Ordine deposito situazione patrimoniale Nel decreto di fissazione di udienza il tribunale dispone che il debitore depositi una situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata ed i bilanci regolati agli ultimi tre esercizi, e può richiedere eventuali informazioni urgenti.

10 Udienza Davanti al tribunale in composizione collegiale, a meno che, come spesso accade, sia stato delegato un giudice allistruttoria. Alludienza di audizione delle parti il giudice provvede allammissione e allespletamento di mezzi istruttori richiesti dalle parti e disposti dufficio.

11 Provvedimenti cautelari o conservativi È prevista la possibilità di adottare provvedimenti cautelari o conservativi del patrimonio o dellimpresa (art. 15, 8° co., l.f.). È tuttavia richiesta listanza di parte adeguatamente motivata e documentata. I provvedimenti potrebbero essere: limitazioni al potere di disposizione del debitore, limitazioni di poteri dei creditori, nomina amministratore giudiziario. Le misure cautelari possono ridurre, ma non eliminare lurgenza di provvedere sulle istanze di fallimento.

12 Possibili decisioni Dichiarazione fallimento con sentenza, rigetto ricorso con decreto (non passa mai in giudicato), decreto archiviazione (il creditore ricorrente ha ritirato il ricorso o meglio ha presentato unistanza di desistenza), il tribunale non può dichiarare il fallimento dufficio, ma può trasmettere una segnalazione al P.M., dichiarazione di incompetenza con sentenza, il tribunale trasmette il fascicolo a quello dichiarato competente che rimane investito.

13 Dichiarazione plurima di fallimento Può accadere che più tribunali dichiarino il fallimento di uno stesso soggetto. Lart. 9-ter l.f. dispone che in tal caso prosegua la procedura avanti al tribunale che si è dichiarato per primo. Se il giudice adito per secondo contesta la competenza di quello che si è pronunciato per primo deve richiedere dufficio regolamento di competenza.

14 Regolamento competenza Il regolamento di competenza va proposto con istanza alla corte di cassazione secondo le norme del c.p.c.

15 Contenuto sentenza fallimento Pronuncia di fallimento, si tratta di statuizione suscettibile di passare in giudicato, Contiene anche statuizioni di natura ordinatoria: nomina giudice delegato, nomina curatore, fissazione udienza verifica stato passivo, termine perentorio per la presentazione di domande di accertamento dello stato passivo o dei diritti reali i personali

16 Comunicazione sentenza La sentenza va notificata, su richiesta del cancelliere, al debitore fallito, va comunicata al PM, al ricorrente ed al curatore, va iscritta nel registro delle imprese del luogo in cui è stato dichiarato il fallimento e del luogo in cui il fallito ha la sede legale.

17 Impugnazione della sentenza di fallimento (1) Legittimazione: fallito, qualunque interessato (creditori, soggetti che possono essere danneggiati dal fallimento), NO chi abbia richiesto il fallimento.

18 Impugnazione della sentenza di fallimento (2) Giudice competente: Corte dappello. Termine impugnazione 30 gg. (non si applica sospensione feriale) dalla notifica della sentenza per il fallito, dalliscrizione della sentenza nel registro delle imprese per gli altri soggetti. In mancanza di notifica od iscrizione nel registro delle imprese, il termine diventa di un anno dalla pubblicazione della sentenza.

19 Impugnazione della sentenza di fallimento (3) Forma: reclamo (ricorso indirizzato al giudice). Parti: ricorrente, soggetto che ha chiesto il fallimento, curatore. Si ha litisconsorzio necessario.

20 Efficacia sentenza di fallimento La sentenza che dichiara il fallimento è provvisoriamente esecutiva ed i suoi effetti vengono meno solo quando la sentenza di revoca passa in giudicato. La Corte dappello, su ricorso dellappellante, può disporre la sospensione della liquidazione dellattivo.

21 Esito impugnazione fallimento 1. Rigetto gravame: la sentenza resta valida. 2. Accoglimento gravame: revoca fallimento, ma la procedura prosegue fino al passaggio in giudicato della sentenza di revoca.

22 Ricorso in cassazione se il gravame è stato accolto in appello: conferma appello: fallimento definitivamente revocato, cessa la procedura; cassazione appello senza rinvio: il fallimento è definitivamente confermato; cassazione appello con rinvio: occorrerà attendere nuova pronuncia Corte dappello; se il gravame è stato respinto in appello: conferma appello: il fallimento è definitivamente confermato; cassazione appello senza rinvio: fallimento definitivamente revocato, cessa la procedura; cassazione appello con rinvio: occorrerà attendere nuova pronuncia Corte dappello.

23 Motivi impugnazione Difetto di giurisdizione o competenza. Nullità sentenza per violazione del diritto alla difesa. Insussistenza dei presupposti per la dichiarazione di fallimento.

24 Effetti della revoca del fallimento In generale sono retroattivi. Lart. 18, 15° co., statuisce che restano fermi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi della procedura (vendite coattive, ripartizioni dellattivo, atti compiuti dal curatore in sostituzione del fallito o in forza dei poteri attribuitigli dalla l.f. In generale se latto del curatore indice definitivamente sul rapporto la revoca del fallimento non opera retroattivamente.

25 Confronto tra revoca e chiusura Per quanto riguarda gli effetti patrimoniali la differenza tende a sfumare. Riveste invece molto rilievo dal punto di vista penale, la revoca preclude lapplicazione degli artt. 216 ss l. f.

26 La dichiarazione di fallimento Lorenzo Benatti


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