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Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 1 Tecnologia e Costi di Produzione.

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Presentazione sul tema: "Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 1 Tecnologia e Costi di Produzione."— Transcript della presentazione:

1 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 1 Tecnologia e Costi di Produzione

2 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 2 La visione neoclassica dellimpresa La visione neoclassica dellimpresa afferma che: limpresa è ciò che trasforma gli input in output Input Output Impresa Limpresa è percepita come ununità produttiva il cui obiettivo è la massimizzazione dei profitti, cosa che a sua volta, implica la minimizzazione dei costi di produzione per una data quantità

3 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 3 Approccio alternativo alla visione dimpresa Transaction costs Ronald Coase (nobel nel 1937): il confine dellimpresa è di fatto il confine tra lutilizzo di transazioni commerciali non di mercato e di mercato Cosa accade dentro allimpresa? (funzionalità => gerarchia) Come sono strutturate le imprese? Cosa ne determina la dimensione? (problema impugnature specifiche canne da pesca) Come sono organizzati/incentivati gli individui che vi operano? (personale per organizzare e controllare nuova produzione) E se si decide di massimizzare le vendite e non i profitti? I cosidetti empire builders. E le cooperative? Esternalizzare - Hold upInternalizzare - Moral hazard

4 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 4 Limpresa a singolo prodotto Unimpresa che massimizza i profitti deve risolvere un problema: Minimizzare il costo di produzione per un dato livello di output Ciò coinvolge due caratteristiche dellimpresa: Funzione di produzione: come gli input vengono trasformati in output Assumete n input in quantità x 1 per il primo input, x 2 per il secondo,…, x n per ln-esimo. La funzione di produzione con un solo output è: q = f(x 1, x 2, x 3,…,x n ) Funzione di costo: minimo costo necessario per produrre un certo livello di output. Formalmente:

5 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 5 Relazioni tra i costi La precedente analisi ha implicazioni importanti I rapporti ottimali tra gli input possono variare: Nel tempo: ad es. se il capitale diventa relativamente più economico del lavoro Nello spazio: in base ai diversi costi dei fattori nei vari paesi Da ciò formalizziamo la funzione di costo, C(Q), costo per produrre Q: CF, Costo Fisso sostenuto in ogni periodo slegato da Q (costo di pubblicità?) costo medio = CM(Q) = C(Q)/Q costo marginale: costo di ununità addizionale formalmente: C(Q) = dC(Q)/d(Q) (oppure il risparmio sul costo totale diminuendo la produzione di 1 unità) E anche il costo irrecuperabile, sunk cost (spese per la ricerca o licenze) Sostenuto 1 sola volta per lentrata nel mercato a prescindere dalloutput Non si può recuperare uscendo dal mercato

6 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 6 Curve di costo: unillustrazione /unità Quantità CM C Tipiche curve di costo medio e marginale Relazione tra C e CM Se C < CM, CM è decrescente Se C > CM, CM è crescente C = CM nel punto di minimo della curva CM Spiegazione analitica derivando il costo medio

7 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 7 Costi e decisioni sulla produzione Unimpresa massimizza i profitti quando R = C assunto che: Loutput dovrebbe essere positivo Implica che il prezzo sia maggiore dei costi medi variabili (in caso contrario chiusura immediata) Decisione di abbandono (shut down decision): implica che il prezzo sia minore del costo medio nel lungo periodo Cè entrata se il prezzo è maggiore dei costi medi totali bisogna poter coprire i costi dentrata (sunk costs) Il sunk cost non incide né su quanto produrre né su quando uscire dal mercato

8 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 8 Una prima definizione/spiegazione semplice/riduttiva potrebbe essere che il costo medio diminuisce allaumentare della quantità prodotta Vi sono anche altri fattori che danno luogo a economie di scala: motivi fisici (la capienza di un contenitore dipende dal volume in rapporto al costo dalla superficie) specializzazione e divisione del lavoro (adam smith) Indivisibilità (microsoft windows e office) Economie di scala

9 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 9 Economie di scala 2 Lindice delle economie di scala S > 1: economie di scala S < 1: diseconomie di scala S è linverso dellelasticità dei costi rispetto alloutput S = CM(Q) C(Q) Ɛ C = dC(Q) C(Q) dQ Q = dC(Q) dQ C(Q) Q = CM(Q) = 1 S

10 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 10 Se ripensiamo al grafico della slide numero 6, i costi marginali sono sempre inferiori fino a quando costo marginale = costo medio. Allora S >1 dunque siamo in presenza di economie di scala. Ipotesi: il mercato è piccolo (inferiore a q * ) anche qualora il prezzo tenda a zero. Tesi: le economie di scala sono estese a tutto il mercato dunque siamo in presenza di un monopolio naturale. Il termine naturale significa che il monopolio è un esito (quasi) inevitabile per questo mercato. Le economie di scala influenzano la struttura del mercato, se sono estese a lintero mercato in essa non vi sarà che 1 impresa. Se anche non sono estese a tutto il mercato, ma molto ampie, per ragioni di efficienza sarebbe necessario che tutta la produzione fosse effettuata da 1 sola impresa. Economie di scala 3

11 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 11 Costi irrecuperabili e struttura di mercato 1 I costi irrecuperabili influenzano la struttura di mercato condizionando lentrata. Si ricordi che le imprese entrano in un mercato soltanto se ritengono di poter almeno ottenere un pareggio, ciò significa che se allentrata sono associati costi irrecuperabili, le imprese devono ottenere profitti in ciascun periodo successivo di effettiva operatività per coprirli. Questo discorso porta a una definizione di equilibrio di lungo periodo: le imprese smetteranno di entrare nel mercato (numero di equilibrio) quando i profitti in ciascun periodo copriranno appena il costo irrecuperabile iniziale dentrata. Maggiore è il costo irrecuperabile, minore è il numero di imprese presenti nel mercato in equilibrio

12 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 12 Costi irrecuperabili e struttura di mercato 2 Ad esempio: Supponete che lelasticità della domanda sia Ɛ = 1 La spesa totale è costante e pari a E = PQ Se le imprese sono simmetriche Q = Nq i Supponendo che LI= (P – c)/P = A/N a Se le imprese operano in un solo periodo: allora (P – c)q i = F Perciò: LIndice di Lerner diminuisce al crescere del numero di imprese Ne =Ne = AE F 1/(1+ )

13 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 13 Imprese multiprodotto Molte imprese producono diversi beni Ford (macchine, camion e bus), Microsoft (windows e office), ferrovie (merci e passeggeri) etc. Son sempre valide le nostre definizione di costi e output in questi casi? Concetto di costo medio radiale e economie di scopo Come definiamo i costi medi per queste imprese? i costi totali per unimpresa a 2 prodotti sono C(Q 1, Q 2 ) i costi marginali per il bene 1 sono C 1 = C(Q 1,Q 2 )/ Q 1 i costi medi non hanno una definizione generale cè bisogno di una definizione ristretta: costi medi radiali

14 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 14 Costi medi radiali (cenni) Supponete che unimpresa produca due beni, 1 e 2 con le rispettive quantità Q 1 e Q 2 prodotte al rapporto costante di 2:1 Loutput totale può allora essere definito dalle equazioni di Q 1 = 2Q/3 e Q 2 = Q/3 Più in generale: assumete che i due prodotti siano prodotti nel rapporto 1 / 2 (con = 1) Loutput totale si può dunque ricavare da Q 1 = 1 Q e Q 2 = 2 Q I costi medi radiali (CMR) sono dunque definiti come : CMR(Q) = C( 1 Q, 2 Q) Q( )

15 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 15 Imprese multiprodotto ed economie di scopo Economie di scopo: conviene produrre congiuntamente più prodotti piuttosto che non separatamente (caso reale: del maiale non si butta via nulla) Formalmente: Il valore critico è S C = 0 Se S C < 0 : no economie di scopo Se S C > 0 : economie di scopo S C = C(Q 1, 0) +C(0,Q 2 ) -C(Q 1, Q 2 )

16 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 16 Economie di scopo: esempio Supponete la seguente funzione di costo per Q 1, Q 2 : C(Q 1, Q 2 ) = Q Q 2 - 3Q 1 Q 2 /2 verifichiamo lesistenza di economie di scopo: S C = Q Q 2 -( Q Q 2 - 3Q 1 Q 2 /2) Q Q 2 - 3Q 1 Q 2 /2 > 0

17 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 17 Origine delle economie di scopo 1.input condivisi ( stessi macchinari per diversi prodotti) stessa pubblicità per costruire la fama di un brand marketing e spese R&S 2.complementarietà di costo ( produrre un bene riduce il costo dellaltro bene) petrolio e gas naturale petrolio e benzina software informatico e supporto al software vendita al dettaglio e promozione di prodotto Economie di scopo 2

18 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 18 Produzione flessibile Versione estrema delle economie di scopo (caso reale: produzione flessibile presso Landsend) Unità produttive in grado di produrre una gamma di prodotti diversi con un minimo intervento manuale United Colors of Benetton Levis Mitsubishi Coca Cola Definizione: Unità di produzione che possono essere riadattate a prodotti diversi con interventi a costo praticamente nullo Richiede forte interazione tra progettazione e produzione

19 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 19 Produzione flessibile: considerazioni Se vi sono delle economie di scopo, le imprese hanno forti incentivi a sfruttarle. Così facendo abbasseranno i costi, riusciranno a sfruttare le economie di scala multiprodotto e dunque ad ottenere una migliore corrispondenza fra i prodotti che offrono e quelli desiderati dai clienti. La presenza di forti economie di scopo tende anche a far nascere importanti economie di scala multiprodotto e questo suggerisce che il mercato sarà molto concentrato. In pratica, sarà meno costoso avere un numero minore di imprese che producono una gamma di prodotti piuttosto che tante imprese che producono ciascun prodotto separatamente.

20 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 20 Produzione flessibile 2 Considerate un semplice modello spaziale Cè una qualche caratteristica che differenzia le varietà esistenti di un prodotto la dolcezza o il contenuto di zucchero il colore il tessuto Tale caratteristica si può rappresentare come un segmento I singoli prodotti si collocano su questa linea in termini della quantità che possiedono della caratteristica contraddistintiva Un prodotto viene scelto dallimpresa come prodotto base Tutti gli altri prodotti sono varianti del prodotto base

21 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 21 Produzione flessibile 3 Unillustrazione: bevande analcoliche e contenuto di zucchero Questa è la linea che rappresenta le bevande in base al contenuto di zucchero Ogni prodotto è situato sul segmento in termini della quantità di zucchero posseduta BassoAlto (Diet)(LX) (Super)

22 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 22 Produzione flessibile 4 Supponete che il processo abbia LX come prodotto base Il passaggio ad una delle altre 2 varietà di prodotto comporta un costo di adattamento pari a s Esistono altri costi marginali per produrre Diet o Super che derivano dallaggiunta o eliminazione di zucchero. Essi sono pari a r per unità di distanza tra LX e gli altri prodotti Ci sono costi condivisi F: progettazione, packaging, macchinari BassoAlto (Diet)(LX) (Super)

23 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 23 Produzione flessibile 5 Senza costi condivisi ci sarebbero imprese specializzate I costi condivisi introducono economie di scopo Costi totali: Se la produzione è pari a 100 unità per ogni prodotto: 3 imprese ognuna con un prodotto: C 3 = 3F + 300c Una sola impresa con 3 prodotti: C 1 = F + 2s + 300c + 100r C 1 50r + s Una impresa multi-prodotto è preferita a 3 imprese specializzate solo se i costi condivisi sono superiori di 50 volte i costi marginali supplementari (r) + i costi fissi di riadattamento (s) Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 23 C(z j, q j ) =F + (m - 1)s + j=1 m [(c + r z j - z 1 )q j ]

24 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 24 Altre determinanti della struttura di mercato Le economie di scala e di scopo influenzano la struttura di mercato, ma assieme ad altri importanti fattori 3 fattori in particolare possono influenzare fortemente la struttura del mercato: La dimensione del mercato La presenza di esternalità sulla domanda Le politiche del governo 2-37

25 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 25 La dimensione del mercato In generale ci aspettiamo che la concentrazione diminuisca al crescere della dimensione del mercato. Quando i costi irrecuperabili o fissi associati a fattori di produzione non divisibili sono relativamente elevati il mercato dovrà avere dimensioni maggiori per accogliere un numero maggiore di imprese Sutton (1991,2001) dimostra che potrebbe esistere un numero massimo di imprese su un mercato Riprendendo lesempio precedente in cui: se però F = K + β(AE), allora e N max = (1/β)1/(1+α) Ne =Ne = AE F 1/(1+ ) Ne =Ne = AE (K/AE) + β 1/(1+ )

26 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 26 Esternalità di rete La struttura di mercato dipende anche dalla presenza di esternalità di rete la disponibilità a pagare di un consumatore aumenta allaumentare del numero degli attuali utenti telefono, fax, Internet, console di videogiochi lutilità dal consumo aumenta quando più utenti hanno già quel bene E probabile che questi mercati abbiano un ridotto numero di imprese anche se ci sono limitate economie di scale e di scopo

27 Capitolo 4: Tecnologia e Costi di Produzione 27 Il ruolo delle politiche pubbliche Lo stato e gli enti pubblici possono influenzare direttamente la struttura di un mercato limitando lentrata licenze taxi nelle grandi città regolamentazione del traffico aereo (slot aeroportuali) con il sistema dei brevetti proteggendo le imprese dalla competizione (Robinson-Patman Act in U.S.; imposizione prezzo minimo sui libri in Italia)

28 Capitolo 2: Fondamenti di microeconomia 28 Esercizio 1 Si supponga che la funzione di costo sia C = q +4q 2. Si derivi il costo medio e il costo marginale. Vi è un intervallo di produzione caratterizzato da economie di scala? A quale livello di produzione le economie di scala si esauriscono? Esercizi di Riepilogo

29 Capitolo 2: Fondamenti di microeconomia 29 Risoluzione Esercizio 1 () = ()/ = ( )/ = 100/ () = Per trovare lintervallo di produzione caratterizzato da economie di scala, ponete () pari a (). () = () (100/) = = 5 Per q [0,5], la produzione è caratterizzata da economie di scala. Al livello di produzione q = 5 le economie di scala si esauriscono. Esercizi di Riepilogo

30 Capitolo 2: Fondamenti di microeconomia 30 Esercizio 5 Si supponga che P sia il prezzo e che Q sia la produzione totale del mercato. Se la curva di domanda è P = 84 – 0.5Q, si utilizzino i dati dellesercizio 3: C(q) = q per q < 7 C(q) = 7q per q > 7 per determinare il numero massimo di imprese con dimensioni efficienti che il mercato è in grado di supportare. Esercizi di Riepilogo

31 Capitolo 2: Fondamenti di microeconomia 31 Risoluzione Esercizio 5 Dato che il minimo costo medio è 8,00, il massimo numero di imprese che produrranno 8 unità è: q* = 154/8 = 19,25 Ogni impresa produrrebbe 8 unità per una produzione complessiva di 152 unità. Le imprese dovrebbero quindi ridistribuire tra di loro le 2 unità rimanenti date dalla domanda di mercato (154 – 152 = 2). Altrimenti, considerando la possibilità di produrre unità continue di output, esisterebbero 21 imprese ognuna delle quali produrrebbe 7,333 unità. Esercizi di Riepilogo

32 Capitolo 2: Fondamenti di microeconomia 32 Esercizio 6 Come varierebbe la risposta allesercizio 5 se la domanda dellindustria fosse invece P = 14 – 0.5Q? Si fornisca una spiegazione. Esercizi di Riepilogo

33 Capitolo 2: Fondamenti di microeconomia 33 Risoluzione Esercizio 6 La domanda è variata e, dunque, anche la quantità di equilibrio è cambiata: = 14 0,5 7 = 14 0,5 0,5 = 7 = 14 Considerando unità discrete, essendo la scala minima efficiente pari a 8, il numero massimo di imprese che produrranno 8 unità è q* = 14/8 = 1,75. Una sola impresa potrebbe produrre 14 unità ad un costo totale di 98. Se ci fossero due imprese nel mercato, una che produce 8 unità e laltra 6 unità, i costi totali di produzione sarebbero 109 (56+53), che è superiore a 98. Se il prezzo dellindustria fosse 7, la seconda impresa non riuscirebbe a coprire i propri costi medi pari a 8,833 per unità. Perciò, non ci sarà una seconda impresa e la prima impresa agirà da monopolista. Non cè sufficiente domanda in questo mercato per due imprese. Esercizi di Riepilogo

34 Capitolo 2: Fondamenti di microeconomia 34 Risoluzione Esercizio 6 (segue) Se la prima impresa fosse un monopolista porrebbe i propri ricavi marginali pari ai costi marginali, imponendo un prezzo tale per cui: = () = (14 0,5) ,5 2 7 = 7 0,5 2 / = 7 = 0 = 7 = 10,5 A questo punto, una seconda impresa potrebbe tentare di entrare nel mercato producendo almeno 6 unità. Ma ciò comporterà che i prezzi caleranno e la seconda impresa sarà costretta ad abbandonare il mercato. Esercizi di Riepilogo

35 Capitolo 2: Fondamenti di microeconomia 35 Esercizio 7 Alcune stime relative allindustria del cemento suggeriscono la seguente relazione fra capacità e costo medio: a.A quale livello di produzione Si esauriscono le economie di scala? a.Si calcoli indice economie di scala per livelli di produzione 500, 750, 1000, 1500, 1750 Esercizi di Riepilogo Capacità (tonnellate)Costo medio

36 Capitolo 2: Fondamenti di microeconomia 36 Risoluzione Esercizio 7 a)E chiaro che i costi medi crescono non appena loutput aumenta da 1500 a 1750 unità. Ciò può anche essere osservato calcolando i costi totali a ciascun livello di output e poi calcolando una misura discreta dei costi marginali. Non appena si passa la soglia delle 1500 unità, i costi marginali sono superiori ai costi medi. b)Innanzitutto, trovate. Per il livello di produzione 1000, ad esempio, S è calcolato come (1000) = () = 21,63/18,48 = 1,17045 Potrebbe tuttavia essere più preciso misurare una misura media dei costi marginali invece che una discreta, dati i grandi cambiamenti di output registrati. Esercizi di Riepilogo


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