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LA CRISI ASIATICA LA CRISI ASIATICA. CRONOLOGIA DELLA CRISI FINANZIARIA ASIATICA E DELLE SUA DIFFUSIONE Luglio 1997 la Thailandia sotto pressione della.

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1 LA CRISI ASIATICA LA CRISI ASIATICA

2 CRONOLOGIA DELLA CRISI FINANZIARIA ASIATICA E DELLE SUA DIFFUSIONE Luglio 1997 la Thailandia sotto pressione della speculazione internazionale abbandona la politica che ancorava il bath al dollaro e lo lascia libero di fluttuare. Questa decisione, indice dei gravi problemi nelle economie asiatiche, scatena la crisi. La crisi è nata come una crisi finanziaria. Il contagio inizia a diffondersi nella regione

3 Agosto 1997 Il FMI approva un prestito di 17 miliardi di dollari alla Thailandia. Ottobre 1997 Il mercato azionario di Hong Kong scende del 25% in quattro giorni e cade ancora di un 5% pochi giorni dopo, affrettando il crollo generale del mercato azionario americano e di altri mercati.Il FMI offre allIndonesia un piano di salvataggio di 42 miliardi di dollari. Novembre 1997 La crisi si diffonde al Brasile e crolla il won sudcoreano. In Giappone fallisce la Yamaichi Securities, segnando i gravi problemi delleconomia del paese.

4 Dicembre 1997 Il FMI approva un prestito di 58 miliardi per il salvataggio delleconomia Sudcorena in rapido deterioramento Gennaio 1998 Il FMI e LIndonesia firmano un accordo sulle riforme economiche mentre lIndonesia affonda sempre più nella crisi Aprile 1998 Leconomia Giapponese mostra segni di gravi difficoltà. Nuovo accordo tra Il FMI e Indonesia sulle riforme economiche:il Congresso americano attacca il FMI per il suo operato in Asia Maggio 1998 la crisi politica in Indonesia degenera con la rivolta studentesca e altre cattive notizie economiche. Si dimette il presidente

5 Nel gennaio 1998 sembra essere coinvolta anche Hong Kong, dove viene messa in liquidazione la più importante banca di affari di quella città autonoma, la Peregrine Investments Holding, con ripercussioni, oltreché sulla borsa di Hong Kong, che perde il 30%, su quella dei paesi dellAsia sudorientale; ma il dollaro di Hong Kong resiste, grazie al Currency Board System, un meccanismo che prevede la copertura costante in dollari USA della masse monetaria in circolazione; e grazie allappoggio della Repubblica popolare cinese che è pronta ad impegnare le sue ingenti riserve in dollari USA a difesa della moneta di Hong Kong.

6 Maggio 1998 la svalutazione del rublo e altri brutti segnali economici provenienti dalla Russia scatenano il panico sui mercati mondiali e provocano un brusco calo della borsa americana. Il real brasiliano viene messo sotto attacco. Ottobre 1998 Il FMI, con forte appoggio usa, concede al Brasile un enorme pacchetto di aiuti 40 miliardi di dollari e avanza richiesta di una significativa revisione delleconomia. Gennaio 1999 la mancata attuazione da parte del Brasile di misure significative di riforma delleconomia porta ad una svalutazione del 35% del real e alla fuga di investitori.

7 Modello Minsky :teoria dellinstabilità finanziaria Teoria secondo cui le crisi finanziarie sono tratti intrinseci ed inevitabili del sistema capitalista e seguono percorsi caratteristici e prevedibili. Gli eventi che portano ad una crisi finanziaria cominciano con 1) Shok esterno alleconomia(guerre, raccolto eccezionale o scarso,innovazione tecnologica) 2)Si apre un nuovo campo di investimento, che se abbastanza allettante lascerà gli altri settori impoveriti

8 3) Se il nuovo settore sarà abbastanza redditizio, inizierà un BOOM di investimenti unespansione rapida e sostanziale del credito bancario che a sua volta aumenta considerevolmente lofferta complessiva di moneta. 4) Laumento di profitti ed investimenti spingono il mercato al rialzo fase di EUFORIA 5)Gli investitori abbandonano le normali precauzioni di investimento razionale e investono in un mercato per sua natura estremamente rischioso, in maniera sempre più veloce BOLLA del BOOM.

9 6) Ad un certo punto nella convinzione che il mercato abbia raggiunto il suo picco, cominciano a convertire le attività gonfiate in liquidità o in investimenti di qualità 7)Più ci si rende conto che il gioco sta per finire, più si accelera la velocità con cui si cerca di liberarsi da queste attività rischiose sopravvalutate:FUGA PRECIPITOSA VERSO QUALITÀ e SICUREZZA 8)Scoppio della BOLLA SPECULATIVA (bancarotte,crollo dei prezzi)

10 Cause della crisi asiatica : Cause regionali. La vicina Cina alimentava i timori sulle prospettive economiche delle Tigri Asiatiche, con una accresciuta concorrenza per gli investimenti diretti allestero. Cause interne: I sistemi bancari e finanziari di queste economie erano controllati in modo inadeguato e soggetti a clientelismo e ad altre pratiche opinabili

11 Cause della crisi asiatica:Un altro fattore della crisi è stato la rigidità delle politiche monetarie. Per difendere lancoraggio al dollaro giudicato fattore di stabilità si è praticata una politica di alti tassi che ha reso conveniente indebitarsi in dollari per poi prestare a tassi più elevati nelle valute locali. Dopo le prime svalutazioni la corsa alla ricopertura ha provocato un effetto valanga cosicché le svalutazioni si sono autoalimentate. La precarietà stessa degli investimenti finanziari ha inoltre indotto a richiedere prevalentemente garanzie immobiliari. Ai primi segni di crisi le banche hanno richiamato i finanziamenti provocando un crollo del mercato immobiliare che ha trascinato con sé le borse.

12 Il risultato di tutto ciò è stato che nei paesi interessati al fenomeno gli istituti di credito si sono trovati sommersi da una massa crescente di sofferenze e di crediti inesigibili. Lassenza di norme a tutela della chiarezza dei bilanci ha indotto a mascherare le perdite rendendo impossibile qualsiasi azione di risanamento finché è intervenuto il Fondo Monetario Internazionale (FMI) che ha condizionato gli ingenti aiuti finanziari concessi ad una ristrutturazione del sistema finanziario. Lopera di risanamento è resa difficile dalle complicazioni e lungaggini delle procedure fallimentari che male tutelano il creditore. Anche le banche occidentali e giapponesi sono rimaste prese in questa trappola.

13 Come era inevitabile la crisi finanziaria ha innescato una crisi economica. Il sistema finanziario è lo strumento attraverso il quale avviene lallocazione del credito e quindi gli investimenti e quindi lo sviluppo.

14 Dalla crisi finanziaria alla crisi economica: I segni di una crisi economica nei paesi dellAsia orientale ci sono tutti: rallentamento della crescita o addirittura come in Indonesia in Thailandia in Malaysia contrazione del PIL; fallimenti a catena; diminuzione dei consumi interni e della produzione industriale; stagflazione; comparsa della disoccupazione che ha colpito per primi i lavoratori stranieri immigrati numerosi specialmente in Malaysia e a Singapore e ora rinviati ai paesi dorigine. Anche le esportazioni che negli ultimi ventanni sono state il motore dello sviluppo non hanno beneficiato delle ripetute svalutazioni (che per altro si sono reciprocamente annullate) e in qualche caso sono addirittura diminuite. Le industrie dei paesi interessati alla crisi sono principalmente industrie di trasformazione: un notevole ridimensionamento delle importazioni (di materie prime e semilavorati) stimato intorno al 30% ha frenato la ripresa delle esportazioni. Il generale dissesto degli istituti finanziari è un altro ostacolo al commercio internazionale. Specialmente in Thailandia ed in Indonesia è diventato difficile anche ottenere lettere di credito attraverso le banche locali per la totale sfiducia in queste da parte del mercato internazionale.

15 Dalla crisi finanziaria alla crisi economica: LIndonesia è certamente il paese che ha maggiormente sofferto della crisi. La rupiah ha perso più dell80% rispetto al dollaro USA. Linflazione ha raggiunto 185% il debito nel settore privato ammonta a 80 miliardi di dollari USA le sofferenze valgono 32 miliardi di dollari circa il 75% degli impieghi; 1intero sistema creditizio è praticamente insolvente e la corruzione è tale che il patrimonio di Suharto, dei numerosi figli e parenti e parenti dei parenti, tutti alla testa di importanti gruppi finanziari ed industriali, è stato stimato di poco inferiore al 50% del PIL.

16 Dalla crisi finanziaria alla crisi economica: La Cina, per ora, non è stata seriamente colpita. Alcuni problemi, come la debolezza del sistema creditizio, si ritrovano anche in Cina ove però hanno la loro radice nella struttura delleconomia e in particolare nellobbligo fatto alle banche di finanziare le industrie statali in perdita. Anche la Cina soffre delle rigidità economiche proprie dei paesi dellAsia sudorientale; ma i fondamentali sono, nel complesso, in regola. La Cina vanta una bilancia estera di parte corrente in forte attivo e lindebitamento con lestero è minimo e, quel che più conta, è in yuan, non in dollari. Le riserve valutarie sono nellordine di 140 miliardi di dollari USA e nonostante la Cina incominci a soffrire la concorrenza dei paesi che hanno svalutato, il suo governo è deciso a non svalutare lo yuan, una eventualità da tutti temutissima. Solo un ulteriore, forte deprezzamento della moneta giapponese potrebbe indurlo a cambiare politica

17 Dalla crisi finanziaria alla crisi economica: Diversa la situazione in Giappone, dove la crisi asiatica ha fatto esplodere contraddizioni già esistenti. Quello che è in crisi in Giappone è il sistema politico-economico che, in questo dopoguerra, ha fatto di quella giapponese la seconda economia del mondo. Tale modello di sviluppo è una singolare mescolanza di autoritarismo e di democrazia, di dirigismo e di mercato, di lenta e sapiente costruzione di intese tra banche e imprese sotto locchio vigile della burocrazia, di disciplina e di frugalità confuciane, di duro lavoro e di una sottile, diffusa corruzione. Le difficoltà delleconomia giapponese sono cominciate otto anni fa. Labbattimento dei tassi e lallargamento del credito, seguiti alla rivalutazione dello yen, concordata con gli americani per frenare laggressività delle esportazioni giapponesi, avevano contribuito ad un abnorme aumento dei valori immobiliari. Quando, per frenare questa sregolata euforia, furono introdotte misure restrittive del credito, la bolla speculativa scoppiò, provocando il crollo del mercato immobiliare e innescando una crisi economico-finanziaria.

18 Soluzioni possibili al problema delle crisi finanziarie: 1)Rafforzare il FMI 2)Maggior trasparenza e migliore raccolta di informazioni :circa la reale situazione dei paesi, che troppo spesso mantengono segrete le loro effettive condizioni finanziarie 3)Codici di comportamento e migliore sorveglianza da parte del FMI, che non ha alcun potere di imporre alcuna azione

19 Soluzioni possibili al problema delle crisi finanziarie: 4)Prestatore di ultima istanza:sebben i debiti degli stati siano sempre maggiori, alcuni ritengono che il FMI dovrebbe avere il ruolo di prestatore di ultima istanza 5)Regolamentazione della finanza internazionale:un paese in difficoltà dovrebbe provvedere con una imposta sui FLUSSI di capitali, o con dei tassi di scambio.

20 Conclusioni: Dallaumento dei flussi finanziari è derivato un movimento verso un unico mercato globale integrato per il controllo delle grandi imprese. Complessivamente il riemergere della finanza internazionale ha aumentato linterdipendenza commerciale e monetaria delleconomia internazionale. La necessità di mescolare questi campi in precedenza separati degli affari economici internazionale ha complicato il compito di gestire leconomia mondiale.


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