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TARES, NUOVO CATASTO, BOLLO VIRTUALE, IMU ED ALTRE NOVITA IN MATERIA TRIBUTARIA Dr Lucio Catania Segretario comunale Esperto in tributi locali FISCALITA.

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1 TARES, NUOVO CATASTO, BOLLO VIRTUALE, IMU ED ALTRE NOVITA IN MATERIA TRIBUTARIA Dr Lucio Catania Segretario comunale Esperto in tributi locali FISCALITA LOCALE E LEGGE DI STABILITA 2013

2 LA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI LOCALI

3 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Legge di stabilità 2013 (L. n. 228/2012), comma 527: Decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i crediti di importo fino a duemila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, sono automaticamente annullati. Ai fini del conseguente discarico ed eliminazione dalle scritture patrimoniali dell'ente creditore, con decreto del Ministero dell'Economia e delle finanze sono stabilite le modalità di trasmissione agli enti interessati dell'elenco delle quote annullate e di rimborso agli agenti della riscossione delle relative spese per le procedure esecutive poste in essere.

4 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Legge di stabilità 2013 (L. n. 228/2012), comma 528: Per i crediti diversi da quelli di cui al comma 527, iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, esaurite le attività di competenza, l'agente della riscossione provvede a darne notizia all'ente creditore, anche in via telematica, con le modalità stabilite dal decreto di cui allo stesso comma 527.

5 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Laggio dellagente della riscossione non rileva ai fini dellindividuazione delle posizioni da annullare automaticamente. Lambito oggettivo della sanatoria include: Tributi erariali Tributi locali Multe stradali Contributi previdenziali Somme di qualsiasi natura

6 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Non essendoci alcun riferimento specifico, anche le cartelle oggetto di impugnazione, dovrebbero rientrare nella procedura di annullamento. Secondo uninterpretazione de Il Sole24Ore, le cartelle derivanti dalle iscrizioni a ruolo provvisorie, in pendenza di ricorso avverso gli avvisi di accertamento, non rientrano tra quelle soggette ad annullamento in quanto il credito da considerare è quello accertato.

7 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Quello che rileva ai fini dellannullamento è il fatto che si tratti di cartelle non pagate alla data di entrata in vigore della norma. Lo stato di morosità dovrà verificarsi dopo sei mesi dalla data di entrata in vigore della norma e, quindi, a fine giugno 2013.

8 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Lannullamento opera di ufficio, senza la necessità di unistanza del debitore. Per verificare se la cartella rientra tra quelle da annullare automaticamente occorre verificare se il ruolo è stato reso esecutivo sino al 31 dicembre 1999.

9 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Per i ruoli sottoscritti fino al 31 dicembre 1999 e non riscossi, gli agenti della riscossione sono liberati da qualsiasi responsabilità amministrativa e contabile, salvo, ovviamente, il caso di dolo. Per queste partite, infatti, non si applica la disciplina sulla inesigibilità dei ruoli.

10 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Normalmente lagente della riscossione per potere attestare linesigibilità di un ruolo deve dimostrare: Di avere notificato la cartella entro 9 mesi dalla consegna del ruolo Di avere tentato le azioni esecutive su tutti i beni del contribuente risultati dallanagrafetributaria Di avere eseguito le attività cautelari ed esecutive indicate dal creditore.

11 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Normalmente se la società di riscossione non ha adempiuto a tali obblighi resta debitrice nei confronti dellEnte creditore. In forza della legge di stabilità 2013, dette procedure non trovano applicazione nei riguardi dei ruoli formati prima del 1999.

12 LA LEGGE DI STABILITA ed IL CONDONO DELLE MINI-CARTELLE Per le somme maggiori a euro, lagente di riscossione deve darne notizia allente creditore, anche per via telematica. Il legislatore non ha previsto un termine preciso per tale adempimento e nemmeno ha previsto una formale comunicazione al debitore.

13 La riscossione dei tributi locali La riscossione dei tributi locali era gestita da Equitalia, al 1 gennaio 2012, in oltre Comuni (il 75% del totale) dItalia. Il decreto sviluppo, d.l. n. 70/2011, prevedeva che dal 1° gennaio 2012 Equitalia e le società dalla stessa partecipate dovessero cessare lattività di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi locali.

14 Il decreto salva Italia La proroga degli affidamenti Con lart. 10, comma 13-octies della L. 214/2011, il termine era già stato spostato in avanti al 31 dicembre 2012.

15 La proroga degli affidamenti Il CdM, con proprio decreto del 4 ottobre 2012, ha ulteriormente prorogato tale termine al 30 giugno La proroga nelle intenzioni del Governo intende creare le condizioni per una prossima riforma, con una formula che preannuncia nuovi interventi per chiarire il quadro.

16 Il decreto salva Italia La proroga degli affidamenti Il comma 13-novies del decreto salva Italia prevede che siano prorogati alla stessa data del 31 dicembre 2012 anche i termini previsti dallarticolo 3, commi 24, 25 e 25-bis, del D.L. n. 203/2005, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 248/2005 per gli altri affidamenti concessori del servizio di accertamento, liquidazione e riscossione.

17 La proroga degli affidamenti Il termine, previsto per i contratti in corso tra gli Enti Locali ed i concessionari della riscossione al 1 ottobre 2006, sarebbe spirato il 31 dicembre 2010, ma prima il D.L. n. 225/2010 (cd decreto milleproroghe), convertito in L. n. 10/2011, lo aveva rinviato al 31 marzo 2011 e poi, su espressa previsione della stessa legge, il D.P.C.M. del 25 marzo 2011 lo aveva ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2011.

18 La proroga degli affidamenti I concessionari del servizio di riscossione, quindi, potranno continuare ad espletare il servizio fino alla scadenza di legge, sulla base delle vecchie convenzioni stipulate prima del 1° ottobre 2006.

19 Obbligo di rinnovo dei vecchi affidamenti La proroga del decreto sviluppo bis, addirittura VIETAVA espressamente, fino a metà dellanno prossimo, nuovi affidamenti. Dovevano, quindi, essere confermate le gestioni attuali senza ritocchi ai contratti

20 Obbligo di rinnovo dei vecchi affidamenti Ma, il 2 novembre scorso, durante lesame dellart. 3 del decreto sugli enti locali, con il parere negativo del Governo, in Commissione bilancio alla Camera, è passato un emendamento che consente ai Comuni ed agli Enti locali di revocare a Equitalia e alle società partecipate la gestione della riscossione dei tributi.

21 Obbligo di rinnovo dei vecchi affidamenti Secondo fonti della stessa Equitalia, la perdita per i Comuni, in termini di minor riscossione, se abbandonassero l'agenzia statale, sarebbe valutabile in alcune centinaia di milioni, senza contare i costi di struttura (dal software alle sedi locali) e senza contare che attualmente ben dipendenti di Equitalia (su 8.000) fanno riscossione per gli enti locali.

22 Il decreto salva Italia La proroga degli affidamenti I Comuni e le Province già da tempo possono avvalersi della facoltà di gestire direttamente la riscossione delle loro entrate (sia spontanea che coattiva). Nel caso in cui laffidamento del servizio sia avvenuto attraverso procedure ad evidenza pubblica, andranno rispettate le normali scadenze contrattuali, così come previste nel bando di gara.

23 I ruoli ancora non riscossi Rimane, però,aperta la questione del passaggio di consegne dei ruoli già attivati da Equitalia e che non saranno ancora riscossi al 30 giugno 2013 (o che non lo erano al momento del nuovo affidamento). I Comuni vorrebbero lasciare in carico all'agente nazionale fino al traguardo dell'incasso delle somme.

24 Il decreto salva Italia La proroga degli affidamenti Nelle more della cessazione degli affidamenti, lAgente della riscossione e gli ex concessionari debbano continuare ad operare per incrementare i risultati della gestione. A supporto di tale tesi cè lulteriore proroga delle inesigibilità dei ruoli, che lart. 29, comma 4, del D.L. n. 216/2011 porta al 31 dicembre Lart. 23 del D.L. n. 98/2011 che aveva già concesso un ulteriore anno di tempo per la presentazione delle domande di non esigibilità dei ruoli consegnati al concessionario-esattore dagli Enti Locali fino al 30 settembre In forza della nuova proroga per i ruoli consegnati entro il 2010, lAgente della riscossione avrà tempo fino 31 dicembre 2013 per consegnare al Comune le domande dinesigibilità.

25 Il decreto salva Italia La proroga degli affidamenti PROROGA DELLA INESIGIBILITA DEI RUOLI Il termine triennale entro il quale gli uffici comunali potranno verificare le domande dinesigibilità, per eventuali contestazioni da formulare allesattore, di conseguenza inizierà a decorrere dal 1° gennaio 2014.

26 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE TRE POSSIBILITA DI ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO: Gestione diretta Tramite società iscritte allalbo ministeriale Tramite una società in house

27 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE LANCI ritiene la decisione di gestire direttamente le attività in questione sia quella da preferire e, comunque, da valutare in prima istanza. Il Comune attraverso la gestione diretta o la costituzione di società in house mantiene, infatti, un controllo diretto e costante di unattività divenuta strategica.

28 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE La gestione diretta è, ovviamente, la scelta più logica e razionale per quanto riguarda la riscossione volontaria (per la parte rispetto alla quale continua a sussistere la possibilità di una scelta discrezionale), mentre presenta evidenti criticità per ciò che attiene alla riscossione coattiva. Tranne che per le entrate (vedi IMU sperimentale) per le quali il legislatore ha imposto uno specifico strumento, per la riscossione ordinaria gli Enti possono, tramite una semplice norma regolamentare, utilizzare un conto corrente di tesoreria.

29 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE SPONTANEA Linternalizzazione del servizio di riscossione volontaria, quindi, escluderebbe la necessità di ricorrere a gare dappalto. Lesternalizzazione della riscossione spontanea si configura, invece, come un insieme di attività di supporto piuttosto che come un reale affidamento a terzi di una funzione pubblica. Secondo parte della dottrina tale caratteriste non autorizzerebbero il ricorso a criteri di remunerazione ad aggio.

30 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE SPONTANEA In effetti, il decreto sviluppo sembrava sancire che la riscossione spontanea non potesse che essere gestita direttamente dai Comuni. Di questo avviso si era detto anche il Ministero delle Finanze rispondendo ad un Comune che aveva chiesto indicazioni sullinterpretazione da dare allart. 7, comma 2, lettera gg-quater del D.L. n. 70/2011.

31 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE SPONTANEA Il Mef aveva escluso che dal 1° gennaio 2012 la riscossione spontanea potesse essere affidata ai concessionari. La norma sanciva che da tale data i Comuni effettuano la riscossione spontanea, doveva essere interpretata nel senso che questa attività poteva essere svolta solo dagli Enti Locali direttamente o, al massimo, poteva essere affidata ad una società in house, interamente partecipata dallo stesso Comune.

32 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE SPONTANEA Ma un emendamento alla manovra Monti, ha modificato in maniera sostanziale la riforma della riscossione contenuta nel D.L. n. 70/2011, cassando dallart. 7, comma 2, lettera gg-quater, ogni riferimento alla riscossione spontanea dei tributi. La nuova formulazione stabilisce che a decorrere dal 31 dicembre 2012, i Comuni effettuano la riscossione coattiva delle proprie entrate, anche tributarie sulla base dellingiunzione, che costituisce titolo esecutivo, e delle disposizioni DPR n. 602/1973, in quanto compatibili, comunque nel rispetto dei limiti di importo e delle condizioni stabilite per gli agenti della riscossione in caso di iscrizione ipotecaria e di espropriazione forzata immobiliare.

33 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE SPONTANEA Il nuovo art. 7, comma 2, del decreto sviluppo del maggio 2011, quindi, consente agli Enti Locali la possibilità di affidare allesterno la riscossione spontanea, mentre obbliga Comuni e Province ad organizzarsi per gestire il servizio di riscossione coattiva quando questa verrà sottratta ad Equitalia S.p.A. ed alle società da essa partecipate.

34 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE – Lalbo ministeriale Per la riscossione coattiva è valutabile laffidamento ad una delle società private, iscritte allalbo di cui allart. 53 del D.Lgs. n. 446/1997, che possono espletare il servizio. Lalbo, istituito presso il Ministero delle Finanze, viene revisionato periodicamente. Liscrizione avviene attraverso la presentazione di unapposita istanza da parte dei soggetti che sono in possesso dei requisiti previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 289 del 11 settembre 2000.

35 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE – Lalbo ministeriale Il Tar Toscana (sentenza n. 1329/2012) ha ritenuto che limitare un bando di gara per la riscossione delle contravvenzioni stradali alle società iscritte allAlbo ministeriale non fosse un requisito eccessivo e spropositato.

36 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE – Lalbo ministeriale Tra i requisiti previsti per l'iscrizione all'albo, occorrono le seguenti misure minime di capitale interamente versato per l'effettuazione, anche disgiuntamente, delle attività: a) 1 milione di euro nei Comuni con popolazione fino a abitanti; con un numero di Comuni contemporaneamente gestiti che, in ogni caso, non superino complessivamente abitanti; b) 5 milioni di euro nei Comuni con popolazione fino a abitanti; c) 10 milioni di euro nelle Province e nei Comuni con popolazione superiore a abitanti.

37 ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE – Lalbo ministeriale La Corte di Giustizia Europea, però, ha bocciato la normativa italiana, considerando il limite del capitale di 10 mln, sproporzionato rispetto alle finalità. Secondo i giudici di Lussemburgo una soglia così elevata non può essere considerata lunica modalità per dimostrare la serietà e la solvibilità dei concessionari. CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA 10 MAGGIO 2012 (Cause riunite da C-357/10 a C-359/10)

38 Anci Riscossioni LAnci Riscossioni ha indetto una procedura ad evidenza pubblica per lindividuazione del partner privato che, in via esclusiva e per la durata di 3 anni, ai fini della partecipazione alle selezioni pubbliche avviate dai Comuni o da altri enti pubblici locali per la scelta dei soggetti cui affidare le attività di riscossione, accertamento e liquidazione dei tributi e delle altre entrate e dei servizi ad esse connessi. Tale soggetto è stato individuato nel gruppo Engineering in cordata con Poste Tributi.

39 Anci Riscossioni In sede di esame del decreto salva-enti (dl 174/2012) i relatori Sarro-Pegorer hanno presentato un emendamento di 5 pagine che costituiva una vera e propria riforma del settore della riscossione dei tributi locali, prevedendo due strade: Affidamento diretto ad un consorzio Anci-Equitalia Gestione diretta

40 Anci Riscossioni La cessazione dellattività di Equitalia e delle società dalla stessa partecipate è stata dovuta allapplicazione dei principi comunitari sulla concorrenza nelle attività con rilievo economico e, quindi, neanche Anci Riscossioni potrà essere affidataria diretta del servizio di riscossione dei tributi locali.

41 Anci Riscossioni Il partner tecnico ricercato da Anci Riscossioni dovrà: Essere iscritto allAlbo ministeriale dei soggetti abilitati; Non deve versare in alcuna delle cause di esclusione a contrarre con la pubblica amministrazione e/o con soggetti pubblici, ai sensi della vigente normativa; Avere un valore della produzione annuale superiore a ,00 (diecimilioni) per il triennio ; Avere un numero di dipendenti superiore a 30

42 Anci Riscossioni Ad oggi la graduatoria approntata in base alle offerte tecniche vede in prima posizione il gruppo Engineering, in cordata con Poste Tributi.

43 Gara unica regionale La Regione Emilia Romagna sta approntando un sistema di individuazione, tramite procedura ad evidenza pubblica, dellaggiudicatario del servizio su base regionale. Altre Regioni potrebbero seguire la stessa strada: Toscana, Lazio e Piemonte.

44 La gestione diretta Lalternativa al ruolo è lingiunzione di pagamento regolamentata dal REGIO DECRETO N. 639 del 1910 (e, per quanto compatibile dal Dpr 602/1973). In tale contesto sembra restare centrale la figura dell UFFICIALE DELLA RISCOSSIONE

45 LUfficiale della riscossione LUfficiale deve curare la fase esecutiva della riscossione: Pignoramenti Vendite Etc. Deve, quindi, assolvere al compiti degli ufficiali giudiziari.

46 Lufficiale della riscossione La figura dellufficiale della riscossione è stata definita dal D.P.R. n. 602/1973 e dal D.Lgs. n. 112/1999 ed è stata posta al centro del nuovo sistema di riscossione coattiva in base a ruolo che punta decisamente alla espropriazione di beni. Lufficiale della riscossione ha una specifica attribuzione di natura pubblica, svolge, nella procedura privilegiata della riscossione dei tributi, le medesime funzioni che, nellordinario procedimento esecutivo, regolato dal codice di procedura civile, sono svolte dallufficiale giudiziario.

47 LUfficiale della riscossione Le norme per lidoneità alle funzioni dellUfficiale esattoriale erano contenute nella legge n. 56/1951, poi modificate dal regolamento di attuazione della legge n. 146/1998. Il regolamento, emanato con D.P.R. n. 402/2000, stabilisce che gli esami per conseguire labilitazione allesercizio delle funzioni di ufficiale della riscossione sono indetti con cadenza biennale con decreto del direttore generale del Dipartimento delle entrate.

48 LUfficiale della riscossione I requisiti per lammissione allesame sono: a)età non inferiore ai diciotto anni; b)diploma di istruzione secondaria di secondo grado, conseguito al temine di un corso quinquennale di studi; c)cittadinanza italiana; d)idoneità psico-fisica allesercizio delle funzioni di ufficiale di riscossione; e)aver ottemperato alle norme sul servizio di leva; f)godimento dei diritti politici.

49 LUfficiale della riscossione Lesame consiste in una prova attitudinale ed un colloquio interdisciplinare. Ai soggetti risultati idonei, a norma dellart. 9 del D.P.R. n. 402/2000, il prefetto rilascerà il patentino di abilitazione. I responsabili della riscossione svolgeranno le funzioni relative alla gestione coattiva, fino alla vendita dei beni, attribuita dal decreto ai segretari comunali.

50 LUfficiale della riscossione In mancanza di tale figura si corre il rischio di vanificare lattività di recupero. Ma solo pochi Comuni hanno al proprio interno lUfficiale della riscossione e lunica selezione bandita nel corso dellultimo decennio si è conclusa solo dopo cinque anni.

51 LUfficiale della riscossione In base al Dpr 402/2000 ad avviare la procedura per l'abilitazione dovrebbe essere il direttore dell'agenzia delle Entrate, che è anche presidente di Equitalia, determinando così un potenziale conflitto di interessi.

52 LUfficiale della riscossione Bisogna allora uscire da questa situazione di impasse, magari attribuendo all'Anci il compito di organizzare gli esami di abilitazione anche su base regionale. Altrimenti la strada dell'esternalizzazione sembra l'unica via d'uscita, anche se comporta l'indizione di migliaia di gare con una tempistica non breve e un potenziale contenzioso che ne potrebbe derivare.

53 La gestione associata Allart. 118 della Costituzione si rifanno anche i principi individuati per lesercizio associato di funzioni e servizi comunali (art. 19 della legge sulla spending review) Il legislatore nazionale ha ritenuto non adeguato il mero livello comunale, per i Comuni polvere o piccoli (sotto i 5 mila abitanti, o 3 mila per enti appartenuti o appartenenti alla Comunità montana) per lo svolgimento delle funzioni fondamentali.

54 La gestione associata Tra le funzioni fondamentali individuate nellart. 19 del D.L. n. 95/2012 abbiamo: a) Organizzazione generale dellammi-nistrazione, GESTIONE FINANZIARIA E CONTABILE f) Lorganizzazione e la gestione di servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e LA RISCOSSIONE DEI RELATIVI TRIBUTI

55 La gestione associata Delle funzioni fondamentali elencate, tre dovranno essere esercitate in forma associata entro il 1° gennaio 2013; le altre, entro il 1° gennaio Vi è un contenuto allungamento dei termini previsti nel previgente art. 14, comma 31, del d.l. n. 78 del 2010 e già una volta differiti, anchessi di nove mesi, dallart. 29, comma 11, del cit. decreto-legge mille proroghe.

56 Unioni speciali Art. 16 del D.L. 138/2011, così come convertito dalla L. 148/2011, e modificato dal D.L. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. 135/2012 I Comuni con popolazione fino a abitanti possono esercitare in forma associata, tutte le funzioni e tutti i servizi pubblici loro spettanti sulla base della legislazione vigente mediante un'unione di Comuni cui si applica, in deroga all'articolo 32, commi 3 e 6, del D. Lgs. n. 267/2000, e successive modificazioni, la disciplina di cui al presente articolo.

57 Unioni speciali Alle Unioni di Comuni con popolazione inferiore a abitanti è affidata la titolarità della potestà impositiva sui tributi locali dei Comuni associati nonché quella patrimoniale, con riferimento alle funzioni da essi esercitate per mezzo dellUnione.

58 Unioni speciali Ladesione di Comuni con oltre 1000 abitanti a questo tipo di associazioni non è più prevista, anzi sembra implicitamente esclusa: la disciplina speciale dellUnione è una deroga esplicita al TUEL, accessibile solo ai Comuni fino a 1000 abitanti. Tuttavia (art. 19, comma 4, d.l. n. 95 del 2012) i Comuni fino a 5000 abitanti che siano già parte di unUnione devono optare, «ove ne ricorrano i presupposti», per la disciplina di cui allart. 14 del d.l. n. 78 del 2010, o per lunione speciale di cui allart. 16 del d.l. n. 138 del 2011.

59 Le Unioni speciali Le Regioni conservano (art. 19, comma 5, d.l. n. 95 del 2012) il potere di variare la soglia demografica delle Unioni speciali. I Comuni devono formulare le loro proposte di Unioni speciali entro sei mesi dallentrata in vigore del d.l. n. 95 (avvenuta il 7 luglio, giorno successivo alla pubblicazione), altrimenti la Regione provvederà unilateralmente, comunque entro il 31 dicembre 2013.

60 Laggio della riscossione Gli aggi sulla riscossione dei tributi locali, sottratti allAgente nazionale della riscossione, sono liberi.

61 Laggio della riscossione LART. 52, comma 5, del D.LGS. 446/1997 prevede che laffidamento NON DEVE COMPORTARE ONERI AGGIUNTIVI PER IL CONTRIBUENTE

62 Laggio della riscossione Laggio sulla riscossione riconosciuto ad Equitalia è fissato dalla legge (art. 17 del D.Lgs. 112/1999) ed ora pari al 9% (dal 1 gennaio %, con possibile ulteriore riduzione al 4%) delle somme iscritte a ruolo, di cui 4,65% a carico del debitore e 4,35% a carico del Comune, ma solo se cartella è pagata nei 60 giorni dalla notifica. Oltre questa data laggio è interamente a carico del contribuente.

63 Laggio della riscossione La generalità dei Comuni ha inteso questa nel senso che per il contribuente ONERE RISCOSSIONE TRAMITE INGIUNZIONE FISCALE < ONERE CARTELLA DI PAGAMENTO

64 Laggio della riscossione Molti Comuni hanno posto parte dellaggio a carico del contribuente, prevedendo anche, nel caso di pagamento oltre il 60° giorno laggio sia INTERAMENTE a carico del contribuente

65 Laggio della riscossione CONSIGLIO DI STATO, SENTENZA N DEL 12 GIUGNO 2012 Il divieto di aggravio economico NON è riferito alla concorrente procedura di riscossione mediante ruolo ed ai suoi costi, MA alla procedura fiscale gestita direttamente dallAmministrazione

66 Laggio della riscossione PERTANTO: ONERE RISCOSSIONE TRAMITE INGIUNZIONE FISCALE, GESTITA DA TERZI O SOCIETA IN HOUSE < ONERE RISCOSSIONE GESTITA DIRETTAMENTE DA COMUNE

67 Laggio della riscossione In genere le società private parlano di richieste assolutamente in linea con il mercato, ma le norme devono prevenire casi patologici. Al Comune di Taranto sono stati richiesti aggi vicini al 48% per le attività di recupero dellevasione dei tributi locali.

68 Laggio della riscossione La Commissione Tributaria Provinciale di Treviso (sentenza n. 84 del ) si è spinta ad annullare una cartella di pagamento, nella quale veniva calcolato un aggio di circa Secondo i giudici tributari laggio non può avere carattere punitivo, in aggiunta alle sanzioni ed agli interessi. AllAgente della riscossione veniva contestato il fatto di non avere fornito prova della concreta ed effettiva attività per la quale chiedeva un compenso così elevato.

69 Il riordino della riscossione RIORDINO CON T. U. DELLA RISCOSSIONE CORRETTIVI APPROVATI DALLA COMMISSIONE FINANZE ALLA CAMERA ALLA DELEGA FISCALE, regole pubblicistiche, che vincolino gli affidamenti ai principi di Competitività, Certezza Trasparenza ed impongano alle società private l'adozione di un codice deontologico, da definire con un decreto del ministero dell'Economia.

70 Il riordino della riscossione Gli obiettivi: Disciplinare rigidamente il rapporto di servizio fra Comune e società di riscossione Aumentare le responsabilità dei privati che raccolgono i tributi per conto degli Enti Locali, e che in un quadro pubblicistico potrebbero essere chiamati anche a rispondere dell'eventuale danno erariale e a rifondere le entrate della Pubblica amministrazione che sono mancate all'appello a causa di un loro dolo o colpa grave.

71 Riforma delle regole sui versamenti. La legge di conversione dell'ultimo decreto fiscale (legge 44/2012) aveva accorciato i tempi dei versamenti, imponendo di aprire conti ad hoc su cui depositare le somme e di riversarle entro i primi 10 giorni del mese successivo alla riscossione effettiva (e non più entro tre mesi). Oggi si torna a parlare del versamento immediato dei tributi nei conti di tesoreria dei Comuni. LAssociazione nazionale dei concessionari (Anacap) non è contraria, purché si fissi per legge anche l'obbligo per il tesoriere di stornare contestualmente i loro compensi.

72 Le innovazioni sugli strumenti di riscossione coattiva: le ganasce fiscali I tecnici di amministrazione finanziaria ed enti locali hanno poi già aperto il confronto sugli altri nodi creati dal decreto sviluppo del In commissione Finanze al Senato si è già lavorato al superamento della norma che in pratica blocca le ganasce fiscali per debiti sotto i 2mila euro, e che ha fermato le azioni esecutive per la quasi totalità del fisco locale.

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74 LA PARTECIPAZIONE DEI COMUNI ALLA LOTTA ALLEVASIONE

75 LA PARTECIPAZIONE DEI COMUNI AL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO Listituto della partecipazione dei Comuni al procedimento di accertamento nasce nel 1973 con lobiettivo di perseguire, attraverso la repressione dellevasione, gli obiettivi di perequazione e di giustizia fiscale posti a base del dettato costituzionale.

76 LA PARTECIPAZIONE DEI COMUNI AL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO In passato la possibilità per i Comuni di incrementare gli elementi di accertamento in possesso dellAmministrazione finanziaria con ulteriori dati e notizie sui contribuenti residenti nel proprio territorio è stata poco praticata, così divenendo oggetto di tacita disapplicazione anche da parte degli uffici finanziari.

77 LA PARTECIPAZIONE DEI COMUNI AL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO L'articolo 44 del D.P.R. 600 del 1973 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi) prevedeva che i Comuni partecipassero all'accertamento dei redditi delle persone fisiche.

78 GLI INCENTIVI AI COMUNI PER FAVORIRNE LA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO Con il d.l. n. 203/2005 la partecipazione allattività di accertamento viene estesa a tutti i tributi erariali, diretti ed indiretti, e, quindi, non più limitata a singole imposte.

79 GLI INCENTIVI AI COMUNI PER FAVORIRNE LA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO INTRODUZIONE QUOTA PREMIALE La quota premiale assegnata ai Comuni è stata, in sede di prima applicazione, stabilita nella misura del 30% delle maggiori somme relative ai tributi riscossi in via definitiva, nel 2010 è stata elevata al 33%, per raggiungere, poi, il 50% nel 2011, anche relativamente alle somme non definitivamente riscosse.

80 GLI INCENTIVI AI COMUNI PER FAVORIRNE LA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO Con lart. 2, comma 10, del D.Lgs. N. 23/2011, sulla riforma federalista municipale, per rafforzare la capacità di gestione delle entrate comunali e di incentivare la partecipazione degli Enti Locali all'attività di accertamento tributario, assicura al Comune interessato il maggior gettito derivante dall'accatastamento degli immobili finora non dichiarati in catasto ed il 50% della quota dei tributi statali riconosciuta ai Comuni ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del d. l. n. 203/2005, convertito, con modificazioni, dalla l. n 248/2005, e successive modificazioni.

81 GLI INCENTIVI AI COMUNI PER FAVORIRNE LA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO La quota del 50% è attribuita ai Comuni, in via provvisoria, anche in relazione alle somme riscosse a titolo non definitivo. E questa la seconda, importante, innovazione della legge. Lattribuzione non è più condizionata alla definitività delle somme riscosse, ma può avvenire anche in via provvisoria.

82 GLI INCENTIVI AI COMUNI PER FAVORIRNE LA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO Con il maxiemendamento approvato in sede di conversione del D.L. n. 138/2011, cd decreto sviluppo, con il comma 12bis, per gli anni 2012, 2013 e 2014 la quota di partecipazione dei Comuni è stata elevata al 100% delle maggiori somme riscosse.

83 Gli incentivi ai Comuni in SICILIA Il problema che si pone per gli Enti Locali della Sicilia riguarda leffettiva disponibilità che ha lo Stato delle entrate erariali riscosse nel territorio siciliano, alla luce delle previsioni dello Statuto.

84 Gli incentivi ai Comuni in SICILIA Tale disponibilità può essere considerata in contrasto con le norme statutarie ed in particolare con lart. 36, primo comma (Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della Regione a mezzo di tributi, deliberati dalla medesima) e dallart.2, primo comma, delle norme di attuazione in materia finanziaria.

85 Gli incentivi ai Comuni in SICILIA Alla Regione siciliana spettano, oltre le entrate tributarie da essa direttamente deliberate, tutte le entrate tributarie erariali riscosse nellambito del suo territorio, dirette o indirette, comunque denominate, ad eccezione delle nuove entrate tributarie il cui gettito sia destinato con apposite leggi alla copertura di oneri diretti a soddisfare particolari finalità contingenti o continuative dello Stato specificate nelle leggi medesime.

86 Gli incentivi ai Comuni in SICILIA La Corte Costituzionale (sentenza n. 152/2011), esaminando le disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra laltro, nella forma dei cosiddetti caroselli e cartiere, ha sancito lillegittimità della legge nella parte in cui stabiliva che le entrate derivanti dal recupero dei crediti dimposta fossero riversate allentrata del bilancio dello Stato e restassero acquisite allerario, anche con riferimento a crediti dimposta inerenti a tributi che avrebbero dovuto essere riscossi nel territorio della Regione siciliana.

87 Gli incentivi ai Comuni in SICILIA La stessa Corte Costituzionale, con la recentissima sentenza n. 241 /2012 (depositata il 31 ottobre scorso) ha bocciato la riserva del 100% del gettito in favore dello Stato previsto dalla manovra-bis, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, commi 5-bis e 5-ter del dl n. 138/2011, con riferimento alla regione siciliana.

88 Gli incentivi ai Comuni in SICILIA Si tratta del recupero delle somme derivanti dai condoni ex lege n. 289/2002 e delle relative sanzioni per le somme non pagate. La Regione siciliana ha denunciato alla Consulta il contrasto di tali norme con l'articolo 36 dello statuto speciale e con l'articolo 2 del dpr n. 1074/1965. Affinché venga meno la compartecipazione della Regione Sicilia, sono fissate tre condizioni: il carattere tributario dell'entrata erariale, la sua «novità» e la specificità di destinazione del gettito. Secondo la Corte costituzionale, nel caso delle somme del condono ricorre solo la prima. Non vi sono i presupposti, quindi, per derogare alla regola ordinaria della ripartizione del gettito.

89 Gli incentivi ai Comuni in SICILIA Le somme riscosse con la partecipazione dei Comuni, non hanno il requisito della novità ma hanno quello della destinazione del loro gettito, prevista da unapposita legge, ma a vantaggio degli Enti Locali e non dello Stato.

90 Protocollo dintesa ANCI SICILIA, AGENZIA DELLE ENTRATE E REGIONE Nellaccordo siglato tra Anci Sicilia ed Agenzia delle entrate, è intervenuta la Regione prevedendo che lincentivo ai Comuni potesse essere concesso, ma nella misura del 33% delle maggiori somme riscosse. La Regione si impegna a versare direttamente nelle casse dei Comuni i proventi dellazione di contrasto allevasione posta in essere con il loro contributo.

91 GLI AMBITI DI INTERVENTO DEI COMUNI Già lart. 1, comma 2, D.L. 203/2005 demandava a un provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate la determinazione: delle modalità tecniche di accesso alle banche dati delle modalità di trasmissione ai Comuni, anche in via telematica, di copia delle dichiarazioni fiscali, relative ai contribuenti in essi residenti delle modalità di partecipazione dei Comuni allaccertamento fiscale.

92 GLI AMBITI DI INTERVENTO DEI COMUNI Il decreto del Direttore dellAgenzia delle entrate del 3 dicembre 2007 individuava gli ambiti di intervento rilevanti per le attività istituzionali dei Comuni e per quelle di controllo fiscale dellagenzia delle Entrate, definendo la tipologia e le modalità di trasmissione delle informazioni.

93 GLI AMBITI DI INTERVENTO DEI COMUNI Il D.L. n. 78/2010, art. 18, comma 5, lett. b) prevedeva che dovesse essere un nuovo provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, emanato entro 45 giorni, d'intesa con l'INPS e la Conferenza unificata, a stabilire le modalità tecniche di accesso alle banche dati e di trasmissione ai comuni, anche in via telematica, di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti, nonché quelle della partecipazione dei comuni all'accertamento fiscale e contributivo. I comuni possono avvalersi delle società e degli enti partecipati dai comuni stessi ovvero degli affidatari delle entrate comunali i quali, pertanto, devono garantire ai comuni l'accesso alle banche dati utilizzate.

94 GLI AMBITI DI INTERVENTO DEI COMUNI Con il medesimo provvedimento dovevano essere individuate le ulteriori materie per le quali i comuni partecipano all'accertamento fiscale e contributivo, potendosi prevedere anche una applicazione graduale in relazione ai diversi tributi.

95 GLI AMBITI DI INTERVENTO DEI COMUNI MATERIE INDIVIDUATE CON IL PROVVEDIMENTO DEL 2007: Commercio e professioni Urbanistica e territorio Patrimonio immobiliare Residenze fittizie allestero Disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva MATERIE INDIVIDUATE CON IL NUOVO PROVVEDIMENTO DEL 27 FEBBRAIO 2012: Individuazione di ulteriori fabbricati non iscritti in catasto Contrasto al lavoro sommerso

96 LA PARTECIPAZIONE DEI COMUNI AL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO Larticolo 44 del Dpr 600/1973 disponeva: I comuni partecipano allaccertamento dei redditi delle persone fisiche … avvalendosi della collaborazione del consiglio tributario se istituito.

97 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO Lart. 11, al comma 8, del decreto salva Italia, (D.L. N. 201/2011) abroga il riferimento al consiglio tributario dallart. 44 del D.P.R. n. 600/1973

98 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO D. LGS. N. 600/1973, ARTICOLO 44, COMMA 2 L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei comuni e dei consigli tributari le dichiarazioni fiscali dei contribuenti in essi residenti; gli Uffici dell'Agenzia delle Entrate, prima della emissione degli avvisi di accertamento, ai sensi dell'articolo 38, quarto comma e seguenti, inviano una segnalazione ai comuni di domicilio fiscale dei soggetti passivi nonché ai relativi consigli tributari

99 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO COMMA 3 Il comune di domicilio fiscale del contribuente, o il consorzio al quale lo stesso partecipa, ed il consiglio tributario segnalano allAgenzia delle entrate qualsiasi integrazione degli elementi contenuti nelle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche ai sensi dell'art. 2, indicando dati, fatti ed elementi rilevanti e fornendo ogni idonea documentazione atta a comprovarla. Dati, fatti ed elementi rilevanti, provati da idonea documentazione, possono essere segnalati dal comune anche nel caso di omissione della dichiarazione

100 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO COMMA 4 Il comune di domicilio fiscale del contribuente, con riferimento agli accertamenti di cui al secondo comma, ed il consiglio tributario comunicano entro sessanta giorni da quello del ricevimento della segnalazione ogni elemento in suo possesso utile alla determinazione del reddito complessivo

101 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO COMMA 8 Il comune per gli adempimenti previsti dal terzo e quarto comma ed il consiglio tributario possono PUO richiedere dati e notizie alle amministrazioni ed enti pubblici che hanno obbligo di rispondere gratuitamente

102 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO LArt. 11, comma 9, inoltre, cancella i commi 2, 2bis e 3 dellart. 18 del decreto legge n. 78/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122/2010

103 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO 2. Ai fini della partecipazione di cui al comma 1, consistente, tra l'altro, nella segnalazione all'Agenzia delle entrate, alla Guardia di finanza e all'INPS, di elementi utili ad integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti per la determinazione di maggiori imponibili fiscali e contributivi: a) i Comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti sono tenuti ad istituire, laddove non vi abbiano già provveduto, il Consiglio tributario. A tale fine, il regolamento per l'istituzione del Consiglio tributario e' adottato dal Consiglio Comunale entro il termine di 90 giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione; b) i Comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, laddove non abbiano gia' costituito il Consiglio tributario, sono tenuti a riunirsi in consorzio, ai sensi dell'articolo 31 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, per la successiva istituzione del Consiglio tributario. A tale fine, la relativa convenzione, unitamente allo statuto del consorzio, e' adottata dai rispettivi Consigli comunali per l'approvazione entro il termine di 180 giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione. 3

104 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO 2 bis - Gli adempimenti organizzativi di cui al comma 2 sono svolti con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

105 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO 3. In occasione della loro prima seduta, successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, i Consigli tributari deliberano in ordine alle forme di collaborazione con l'Agenzia del territorio ai fini dell'attuazione del comma 12 dell'articolo 19.

106 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO LArt. 11, comma 10, infine, abroga lart. 1, comma 12-quater del d.l. n. 138/2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 148/2011

107 MANOVRA MONTI ABROGAZIONE CONSIGLIO TRIBUTARIO Legge n. 148/2011, art. 1, comma 12-quater Le disposizioni di cui al comma 12 e 12-bis (INNALZAMENTO DELLA QUOTA DEI COMUNI AL 100% PER GLI ANNI 2012, 2013 e 2014) non trovano applicazione in caso di mancata istituzione entro il 31 dicembre 2011, da parte dei comuni, dei consigli tributari.

108 LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE DEI COMUNI Linnalzamento al 100% delle somme spettanti agli Enti Locali che partecipano allattività accertativa, per gli anni 2012, 2013 e 2014, è, quindi, applicabile indistintamente a tutti i Comuni

109 LORGANIZZAZIONE DELLENTE IN ASSENZA DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO Il compito di effettuare le segnalazioni qualificate non attiene esclusivamente allufficio tributi dellEnte, ma è unattività che deve essere espletata anche da altre strutture organizzative del Comune (polizia municipale, ufficio tecnico, etc.).

110 LORGANIZZAZIONE DELLENTE IN ASSENZA DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO UFFICIO COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE CONTRASTO EVASIONE

111 LORGANIZZAZIONE DELLENTE IN ASSENZA DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO I Comuni di più grande dimensione possono attivare un ufficio di collaborazione istituzionale per il contrasto allevasione (U.c.i.c.e) che funga da interfaccia tra i vari Settori dellAmministrazione Comunale e gli altri Enti Istituzionali interlocutori al fine di assicurare una proficua collaborazione.

112 LORGANIZZAZIONE DELLENTE IN ASSENZA DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO La costituzione dellU.c.i.c.e. non è, comunque, obbligatoria potendo le stesse funzioni e le stesse attività essere svolte da personale assegnato ad una struttura organizzativa già presente nellEnte.

113 Vigilanza stradale (violazioni c.d.s. etc.) Possesso o proprietà di autovetture di lusso (accertamento sintetico) Accertamenti su immigrazioni, emigrazioni e cambi di domicilio Residenze fittizie allestero Verifiche su mercati ambulanti e pubblicità Riscontro sulla presenza del registratore di cassa (evasore totale) Frodi in commercio Evasore totale/paratotale tassazione proventi illeciti Controllo dei prezzi (esposizione cartelli di vendita etc.) Ipotesi di ricavi in nero (dichiarazione di percentuale di ricarico inferiore a quella riscontrata) La Polizia Municipale Attività istituzionali Rilevanza fiscale

114 Accertamenti sulle licenze amministrative Riscontro sui lavoratori irregolari (evasione ritenute) Riscontro tra lattività oggetto di licenza e quella effettivamente esercitata (rilevanza studi di settore) Raffronto, attraverso SIATEL, dei contratti di locazione dichiarati. Accertamento di redditi fondiari (IRPEF) ed evasione imposta di registro (locazioni in nero). Controllo dichiarazioni legge antiterrorismo (D.L. n. 59/1978) Incrementi patrimoniali/indici di capacità contributiva (accertamento sintetico) Abusivismo edilizio Enti no profit che svolgono attività commerciale (ristoranti, piscine, palestre etc.) Accertamenti sul rilascio di licenze e autorizzazioni amministrative La Polizia Municipale Attività istituzionali Rilevanza fiscale

115 Lo sportello unico delle attività produttive Attività istituzionali Rilevanza fiscale Rilascio licenze per lesercizio del commercio Riscontro sui lavoratori irregolari (evasione ritenute) Riscontro tra lattività oggetto di licenza e quella effettivamente esercitata (rilevanza studi di settore) Verifiche su autorizzazioni per il commercio temporaneo e permanente su suolo pubblico Riscontro sulla presenza del registratore di cassa (evasore totale) Autorizzazioni agli stranieri per lesercizio dei mestieri girovaghi Riscontro sulla presenza del registratore di cassa (evasore totale)

116 Controllo dei prezzi Rilevazioni prezzi di mercato ed eventuali ipotesi di prezzi fraudolenti Esiti delle indagini esterne su prezzi Verifica percentuale di ricarico applicata (studi di settore) Pianificazione e programmazione spazi pubblicitari Segnalazione di ipotesi di abusivismo Autorizzazioni per la concessione di beni pubblici (dehors, chioschi) Riscontro sulla presenza del misuratore fiscale (evasore totale) Lo sportello unico delle attività produttive Attività istituzionali Rilevanza fiscale

117 Emissione dei provvedimenti di sospensione lavori, sospensione lottizzazione abusiva, redazione elenchi opere abusive Evasione dei redditi fondiari Imposte dirette ed IVA Elenchi D.I.A. in assenza di reddito fondiario dichiarato attraverso SIATEL Evasione dei redditi fondiari Il settore urbanistica e edilizia Attività istituzionali Rilevanza fiscale

118 Avvisi di accertamenti TOSAP (occupazioni suolo pubblico abusive) Verifica tramite SIATEL della presenza della Partita IVA (presunto evasore totale) Avvisi di accertamento TARSU nei confronti di soggetti occupanti gli immobili Evasione dei redditi fondiari evasione imposta di registro (locazioni in nero) Avvisi di accertamento ICI fabbricati pseudo rurali Evasione dei redditi fondiari evasione imposta di registro (locazioni in nero) Avvisi di accertamento ICP (affissioni pubblicitarie abusive) Evasione imposizione sul reddito - IVA Il settore servizi tributari Attività istituzionali Rilevanza fiscale

119 Stabilimenti balneari abusiviEvasore totale Analisi dei prezzi al minuto Verbali Commissione prezzi Controllo congruità delle percentuali di ricarico studi di settore Il settore servizi alla collettività Attività istituzionali Rilevanza fiscale Autorizzazione apertura stabilimenti balneari Verifica rilascio Partita IVA Verifica presenza del misuratore fiscale

120 LORGANIZZAZIONE DELLENTE Il Comune di Maranello (in cima alla classifica dei premi distribuiti dal Ministero per la partecipazione alla lotta allevasione), non potendo permettersi una task force specifica, ha affiancato le verifiche sui tributi erariali a quelle condotte sulle entrate dei tributi locali. Per esempio, quando effettuava una verifica su una compravendita immobiliare ai fini Ici e oggi Imu, si controlla anche il pagamento di Irpef, registro e così via.

121 LORGANIZZAZIONE DELLENTE IN ASSENZA DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO – AGENZIA DELLE ENTRATE LU.c.i.c.e., o altra struttura organizzativa dellEnte, raccolte le segnalazioni qualificate provenienti dai vari uffici e dai vari servizi, provvede a trasmetterle, tramite S.i.a.t.e.l., in modalità web, nellambito del quale è resa disponibile apposita funzionalità di trasmissione, allAgenzia delle entrate.

122 LORGANIZZAZIONE DELLENTE IN ASSENZA DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO – AGENZIA DEL TERRITORIO Per la trasmissione delle segnalazioni qualificate allAgenzia del Territorio, i Comuni, invece, dovranno utilizzare il Portale dei Comuni, riportando anche le informazioni che consentono di identificare gli immobili sotto il profilo catastale.

123 LORGANIZZAZIONE DELLENTE IN ASSENZA DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO – I.N.P.S. Per quanto riguarda lInps, le segnalazioni relative allaccertamento di contributi previdenziali ed assistenziali, vanno indirizzate direttamente allIstituto. LInps ed il Comune dovranno, preventivamente, stipulare una convenzione di cooperazione informatica, in seguito alla quale lIstituto metterà a disposizione dellEnte Locale una procedura specifica per effettuare le segnalazioni.

124 LA TRASMISSIONE DELLE SEGNALAZIONI QUALIFICATE – GUARDIA DI FINANZA In forza dellaccordo tra Agenzia delle entrate, Inps ed Anci le segnalazioni qualificate dovranno ora essere trasmesse alla Guardia di Finanza per quanto riguarda soggetti che svolgono attività commerciale o professionali senza partita Iva, le attività commerciali svolte con la copertura di finti circoli ricreativi, gli imprenditori edili che realizzano abusi edilizi, proprietari di immobili privi di contratti registrati, segnalazioni in merito alle locazioni in nero.

125 LA TRASMISSIONE DELLE SEGNALAZIONI QUALIFICATE – AGENZIA DELLE ENTRATE Segnalazioni indirizzate allAgenzia delle entrate: tutte le segnalazioni che riguardano fonti di reddito non dichiarati, segnalazioni che hanno per oggetto le attività professionali o commerciali diverse da quelle indicate nella partita Iva, le omesse dichiarazioni Ici, le violazioni in materia di imposte sulla gestione integrata dei rifiuti.

126 LA TRASMISSIONE DELLE SEGNALAZIONI QUALIFICATE – I.N.P.S. AllInps andranno trasmesse le segnalazioni relative ai soggetti che effettuano attività edilizia o di commercio ambulante (o su area pubblica) o artigianale omettendo la denuncia contributiva relativa allimpresa o la comunicazione unica ai fini fiscali, amministrativi e previdenziali.

127 LORGANIZZAZIONE DELLENTE IN ASSENZA DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO A costituire oggetto imprescindibile di comunicazione saranno, in ogni caso, il nome e cognome, il codice fiscale o la partita Iva dei soggetti in relazione ai quali sono rilevate le segnalazioni qualificate.

128 LE STRUTTURE INTERMEDIE APPOSITAMENTE COSTITUITE I Comuni, specie quelli di minori dimensioni, possono conferire la gestione delle convenzioni di cooperazione informatica con Agenzia delle entrate a strutture intermedie, appositamente costituite, anche attraverso lAnci, finalizzate al supporto dellelaborazione dei dati riguardanti le proprie entrate, sulle attività di partecipazione allaccertamento fiscale e contributivo.

129 LE STRUTTURE INTERMEDIE APPOSITAMENTE COSTITUITE Laffidamento a tali strutture intermedie può avvenire anche temporaneamente, sulla base di apposite comunicazioni del Sindaco, da inoltrare allAgenzia delle entrate, alla quale deve, poi, pervenire pure la comunicazione delleventuale disdetta da parte del Comune.

130 LE STRUTTURE INTERMEDIE APPOSITAMENTE COSTITUITE A seguito di detta comunicazione, le strutture di servizio assumeranno ogni responsabilità connessa al trattamento dei dati su mandato dei Comuni interessati, assicurando laccesso agli operatori sulla base degli stessi requisiti tecnici e di salvaguardia della sicurezza previsti dalle convenzioni.

131 LE STRUTTURE INTERMEDIE APPOSITAMENTE COSTITUITE Limpiego di dette strutture di servizio, con gli organismi diversi dallAgenzia delle entrate, potrà essere attivato previa valutazione degli stessi organismi, sulla base di specifici atti e convenzioni. Un gruppo di lavoro congiunto tra Agenzia delle entrate, Anci ed Ifel dovrà provvedere ad istituire una struttura di supporto per i Comuni (soprattutto quelli fino a abitanti) che non hanno le risorse necessarie per avviare il meccanismo delle segnalazioni.

132 LE STRUTTURE INTERMEDIE APPOSITAMENTE COSTITUITE La struttura avrà anche il compito di interporsi nel rapporto tra controllore-eletto e controllato-elettore che potrebbe inficiare lattività di lotta allevasione nei Comuni più piccoli, dove i due soggetti sono spesso molto vicini.

133 LA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO Il procedimento di partecipazione dei Comuni allattività di accertamento prevede il verificarsi di tre fattispecie: 1. nessuna proposta avanzata dal Comune. In tali casi lufficio locale, decorso infruttuosamente il termine assegnato, si limita a notificare lavviso di accertamento originario.

134 LA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO 2. invio di una proposta da parte del Comune, accolta dallufficio dellAgenzia. In tale ipotesi, la proposta del Comune viene a integrare in aumento lattività accertativa dellufficio che la farà propria, trasferendone le risultanze e i relativi elementi probatori in un nuovo atto dimposizione che sarà notificato al contribuente

135 LA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO 3. Invio di una proposta da parte del Comune, considerata non assecondabile dallufficio finanziario. In ordine a tale ultima fattispecie, leventuale mancata condivisione da parte dellufficio della proposta comunale potrebbe dipendere da rilevate carenze degli elementi probatori forniti a sostegno dellinvocato aumento.

136 LA NON PARTECIPAZIONE DEL COMUNE ALLATTIVITA DI ACCERTAMENTO Lart. 18 del D.L. n. 78/2010 sancisce lobbligo, e non la mera facoltà, del Comune di partecipare allattività di accertamento fiscale e contributivo. LEnte Locale, quindi, deve fornire allAgenzia delle entrate ogni utile informazione adatta ad accertare il reale reddito complessivo del cittadino-contribuente.

137 LA NON PARTECIPAZIONE DEL COMUNE ALLATTIVITA DI ACCERTAMENTO Qualora il Comune decida di non attivarsi per effettuare le segnalazioni qualificate, ha, comunque, lobbligo di rispondere alle richieste di informazioni dellAgenzia delle entrate ma in questo caso non percepisce alcun incentivo per la sua attività

138 LA NON PARTECIPAZIONE DEL COMUNE ALLATTIVITA DI ACCERTAMENTO La legge non prevede espressamente delle sanzioni per i Comuni che decidono di non diventare attori nel processo di accertamento fiscale e contributivo, ma la rinuncia a svolgere tale attività potrebbe, comunque, configurare una responsabilità amministrativo-contabile.

139 I COMPENSI DEL PERSONALE COINVOLTO La collaborazione nella lotta allevasione ed allelusione fiscale e contributiva può essere un obiettivo strategico dellEnte e quindi essere ricompresa allinterno del ciclo di gestione delle performance. Non sembra, invece, applicabile la destinazione di una percentuale degli introiti al personale coinvolto, in analogia a quanto avvenuto con gli accertamenti ICI (art. 3, comma 57, Legge n. 662/1996)

140 I RISULTATI DELLA COLLABORAZONE COMUNI - AGENZIA DELLE ENTRATE Tabella pubblicata su Italiaoggi del 23 luglio 2012 – Fonte: Corte dei Conti

141 I RISULTATI DELLA COLLABORAZONE COMUNI- AGENZIA DELLE ENTRATE In Emilia-Romagna, nel 2012, ci siano state segnalazioni da parte dei Comuni, di cui partite da quello di Bologna e da quello di Rimini. Spunti investigativi che hanno portato l'Agenzia delle entrate, a maggio 2012, a poter contare su un maggiore imposta accertata pari a 28,7 milioni di euro in Emilia Romagna.

142 I RISULTATI DELLA COLLABORAZONE COMUNI- AGENZIA DELLE ENTRATE Al Comune di Bologna, lultima settimana di ottobre 2012, dal Ministero dell'Interno sono arrivati i euro del 'premio' per le segnalazioni qualificate effettuate nel 2011, ha inviato all'Agenzia delle entrate. L'importo, che è pari al 50% del maggior riscosso da parte del Fisco (ma dal 2012 il premio sarà pari al 100%), vede Bologna al primo posto tra i capoluoghi di provincia d'Italia, seguita da Genova e Torino.

143 I RISULTATI DELLA COLLABORAZONE COMUNI- AGENZIA DELLE ENTRATE Il Comune più virtuoso nel 2011 è stato Maranello, patria della Ferrari in provincia di Modena, dove si è registrato il premio record da parte del Viminale: euro, cifra che per la cittadina di abitanti, ha un peso pari alle tariffe per l'asilo nido o a tre volte il gettito annuo dell'imposta sulla pubblicità.

144 I RISULTATI DELLA COLLABORAZONE COMUNI- AGENZIA DELLE ENTRATE I risultati dellEmilia Romagna sono anche il frutto delle intese con lAgenzia delle entrate e dei corsi organizzati da Anci ed Ifel. Dallelenco dei Comuni che hanno partecipato alla lotta allevasione manca, per il 2011, Milano, dove lintesa tra Comuni, Agenzia delle entrate ed Inps è stata siglata solo a fine anno.

145 I RISULTATI DELLA COLLABORAZONE COMUNI- AGENZIA DELLE ENTRATE Grafico Ilsole24Ore

146 I RISULTATI DELLA COLLABORAZONE COMUNI- AGENZIA DELLE ENTRATE I due filoni più proficui seguiti dai Comuni sono stati le verifiche sul patrimonio immobiliare e quello dellurbanistica. In Emilia Romagna, le proprietà immobiliari hanno totalizzato quasi segnalazioni, il 57% del totale, ma viene da lì solo il 19% della maggiore imposta accertata, mentre l'urbanistica con il suo 20% di segnalazioni ha prodotto il 45% delle emersioni.

147 Protocollo dintesa ANCI SICILIA, AGENZIA DELLE ENTRATE E REGIONE

148 In data 15 giugno 2012 è stato sottoscritto un protocollo dintesa tra Anci Sicilia, Agenzia delle entrate e regione Sicilia per riconoscere ai Comuni, nelle more dellattuazione in Sicilia delle disposizioni in materia di federalismo fiscale e municipale, gli importi relativi alle maggiori somme riscosse, di cui allart. 18, commi 5, 7 e 9 del D.L. n.78/2010 (convertito in L. n. 122/2010), pari al 33%.

149 Protocollo dintesa ANCI SICILIA, AGENZIA DELLE ENTRATE E REGIONE La Regione siciliana ed Anci Sicilia si sono impegnati a promuovere presso i Comuni siciliani soluzioni finalizzate al raggiungimento dellobiettivo di lotta allevasione e nei processi relativi

150 Protocollo dintesa ANCI SICILIA, AGENZIA DELLE ENTRATE E REGIONE Anci Sicilia, Regione Siciliana e la Direzione regionale dellAgenzia delle entrate, nellambito delle rispettive competenze, individueranno le modalità, gli strumenti e le soluzioni atti a favorire, nel più breve tempo possibile, la concreta partecipazione dei Comuni allattività di accertamento.

151 Protocollo dintesa ANCI SICILIA, AGENZIA DELLE ENTRATE E REGIONE Il protocollo dintesa attribuisce ad gruppo di lavoro il compito di definire una check list di fatti, elementi ed informazioni che possano servire a fornire una SEGNALAZIONE QUALIFICATA, direttamente utilizzabile per evidenziare comportamenti evasivi o elusivi di tributi erariali. Il gruppo di lavoro supporterà i Comuni nella ricerca delle migliori soluzioni organizzative.

152 Protocollo dintesa ANCI SICILIA, AGENZIA DELLE ENTRATE E REGIONE LUfficio Formazione Comunicazione e Sviluppo della Direzione regionale della Sicilia organizzerà, con propri formatori e con esperti dellAnci Sicilia, corsi rivolti ai dipendenti dei Comuni, da tenersi su base provinciale o interprovinciale.

153 Protocollo dintesa ANCI SICILIA, AGENZIA DELLE ENTRATE E REGIONE I Comuni hanno già ricevuto una lettera di adesione con la quale si chiede agli Enti Locali di aderire al protocollo dintesa. Anci Sicilia, sentiti i Comuni siciliani, proporrà annualmente programmi di recupero dellevasione.


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