La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

STORIA DEL POPOLO EBRAICO.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "STORIA DEL POPOLO EBRAICO."— Transcript della presentazione:

1 STORIA DEL POPOLO EBRAICO

2

3 CAINO E ABELE (1550) TINTORETTO
ACCADEMIA DI VENEZIA 149x196

4

5 Gli Ebrei erano tribù di pastori di origine semitica provenienti dal nord e della Mesopotamia. Alcuni ritengono che il loro nome derivi da khabiru che si trova nelle tavolette cuneiformi e che indica gruppi di nomadi dèditi alla pastorizia.

6 Genesi 12:3. Dio rivolse ad Abramo questo messaggio: “
Genesi 12:3. Dio rivolse ad Abramo questo messaggio: “...Vattene dal tuo paese e dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò”.

7 Michelangelo Merisi da Caravaggio, Il sacrificio di Isacco ( ), Galleria degli Uffizi, Firenze.

8

9 Gen 16,16 Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.
Il primo figlio di Abramo , Ismaele, viene concepito con la moglie-serva Agar, di origine egiziana. Gen 16,16 Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele. I popoli di Isamele, o Ismailiti sono identificati con alcune tribù della penisola Araba del nord. Gen 25, 17 La durata della vita di Ismaele fu di centotrentasette anni; poi morì e si riunì ai suoi antenati. 18 Egli abitò da Avìla fino a Sur, che è lungo il confine dell'Egitto in direzione di Assur; egli si era stabilito di fronte a tutti i suoi fratelli. Anche questi popoli sono sotto le benedizioni divine. Gen 10,10 Le disse ancora l'angelo del Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine» Gen 17, 20 riguardo a Ismaele ...: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione. Ismail e la sua discendenza godono della benedizione di Abramo. Secondo il Corano  il popolo religioso dell'Islam, analogamente a quello di Israele, è frutto di una promessa-benedizione divina che risale ai tempi del popolo di Abramo.

10

11 Giuseppe. Con la sua posizione di figlio prediletto di Giacobbe e con le sue parole vanagloriose Giuseppe si attirò l'odio dei fratelli. Presentatasi l'occasione, essi lo vendettero schiavo. In Egitto egli arrivò a occupare una posizione di primo piano. Messo in prigione per una falsa accusa, divenne alla fine il primo ministro del re egiziano. Siccità e carestia colpivano spesso Canaan. In Egitto Giuseppe provvide a far immagazzinare il grano. I suoi fratelli vennero per comprarne e alla fine tutta la famiglia si stabilì a Gosen, nel delta orientale del Nilo, vicino alla corte. E qui che finisce il libro della Genesi. 1250 a.C

12 Il testo biblico spiega il nome "Mosè“="estrarre dall'acqua", in Esodo 2,10. Scampato alla persecuzione voluta dal faraone, venne salvato dalla figlia di quest'ultimo ed educato alla corte egizia. Fuggì da essa a seguito d'un omicidio commesso ai danni di un sorvegliante e si ritirò nel paese di Madian Secondo la Bibbia nei pressi del monte Oreb ricevette la chiamata di Dio e, tornato in Egitto, affrontò il faraone chiedendo la liberazione del popolo d'Israele dalla schiavitù; questi accoglierà la sua proposta a seguito delle dieci piaghe d'Egitto, ultima delle quali la morte dei primogeniti egiziani.

13 Il Nilo diventa rosso Invasione di mosche, zanzare e rane. Peste del bestiame. Pustole e ulcere. Tuoni e grandine. Cavallette. Oscurità. Morte dei figli primogeniti.

14 Giotto Cappella degli Scrovegni

15 1200 a.C.

16 SAUL DAVID

17

18 INTERVISTA A DAVIDE Caro Davide, si vede che lei è stato un Re in passato! Le andrebbe di raccontarci come si è arrivati al vostro scontro? D: Ahah! Certamente. I fatti si svolsero attorno al 1000 a.C, periodo critico per il popolo degli Ebrei, che non era in grado di fronteggiare le razzie dei Filistei (stanziati dall’altra parte dello stesso monte). A capo del popolo di Israele fu eletto Saul, uomo forte e coraggioso a cui venne affidata la guida del paese nella speranza dell’eliminazione del pericolo. Una mattina dall’accampamento dei Filistei comparve Golia: “campione, alto sei cubiti e un palmo, che aveva in testa un elmo di bronzo, indossava una corazza a squame che pesava cinquemila sicli, portava delle gambiere e un giavellotto dietro le spalle”. Egli si presentò davanti al popolo degli Ebrei e propose di scegliere un uomo tra di loro che si scontrasse con lui, il vincitore avrebbe messo in condizioni di schiavitù il popolo sconfitto. Per farvela breve, per quaranta giorni regnò la paura e nessuno ebbe il coraggio di presentarsi davanti al Gigante Golia; il quarantunesimo giorno il sottoscritto si recò all’accampamento per fornire alcuni viveri, e all’affermazione del filisteo “chi è mai quest’uomo che osa sfidare l’esercito di Dio?”, accettò la sfida. Ero giovane e non avevo mai combattuto, dunque rifiutai qualsiasi arma ed armatura per non essere impacciato, e mi accontentai semplicemente di una fionda e cinque sassolini; a me toccò aprire le danze e lanciando il primo colpo centrai perfettamente la fronte di Golia, che cadde a terra. Infine utilizzai la sua spada per colpirlo e lo decapitai. All’incirca la storia è questa… G: Non ti stanchi mai di raccontare come tu, giovane fanciullo, sia riuscito a battere un uomo grande e grosso come me!

19

20

21

22 Conquistato dagli ASSIRI
Conquistato dai Babilonesi

23 La Menorah è uno dei simboli più antichi della religione ebraica. Secondo alcune tradizioni la Menorah simboleggia il rovo ardente in cui si manifestò a Mosè la voce di Dio sul monte Horeb, secondo altre rappresenta il sabato (al centro) e i sei giorni della creazione. Nel tabernacolo d’Israele, il candelabro era d’oro e di disegno diverso da quello dei comuni candelabri d’uso domestico, era adorno di pomoli e fiori alternati e aveva un’asta centrale e tre bracci per parte, che sostenevano in tutto sette piccole lampade. Per queste lampade si usava solo olio puro di olive schiacciate. 70 a.C. Tito espugna Gerusalemme

24 La stella di David[1] o meglio lo scudo di David (in ebraico מגן דוד Māḡēn Dāwīḏ; pronuncia tiberiana [mɔˈɣen dɔˈvið], pronuncia ebraica moderna [maˈɡen daˈvid]; in ebraico ashkenazita e yiddish Mogen Dovid o Mogein Dovid [ˈmɔɡeɪn ˈdɔvid]), o anche sigillo di Salomone (nome comune presso i falascià), è la stella a sei punte che, insieme alla Menorah, rappresenta la civiltà e la religiosità ebraica. Diventata simbolo del sionismo fin dal primo congresso di Basilea (1898), è presente nella bandiera dello Stato di Israele (insieme alle fasce blu del Talled) a partire dal 1948, quando la bandiera sionista diviene quella ufficiale dello Stato di Israele.

25

26 SIONISMO

27

28 Nel 1947 l'Assemblea delle Nazioni Unite (che allora contava 52 Paesi membri), dopo sei mesi di lavoro da parte dell'UNSCOP (United Nations Special Committee on Palestine), il 29 novembre approvò la Risoluzione dell'Assemblea Generale n. 181[13], con 33 voti a favore, 13 contro e 10 astenuti, che prevedeva la creazione di uno stato arabo (sul 42,8% del territorio e con una popolazione di arabi e ebrei) e di uno stato ebraico (sul 56,4% del territorio e con una popolazione di ebrei e arabi). La città di Gerusalemme e i suoi dintorni (il rimanente 0,8% del territorio), con i luoghi santi alle tre religioni monoteiste, avrebbe dovuto diventare una zona separata sotto l'amministrazione dell'ONU. Secondo il piano, lo stato ebraico avrebbe compreso tre sezioni principali, collegate da incroci extraterritoriali; lo stato arabo avrebbe avuto anche un'enclave a Giaffa. Nella sua relazione l'UNSCOP si pose il problema di come accontentare entrambe le fazioni, giungendo alla conclusione che soddisfare le pur motivate richieste di entrambi era "manifestamente impossibile", ma che era anche "indifendibile" accettare di appoggiare solo una delle due posizioni. Nel decidere su come spartire il territorio considerò, per evitare possibili rappresaglie da parte della popolazione araba, la necessità di radunare tutte le zone dove i coloni ebrei erano presenti in numero significativo nel futuro territorio ebraico.

29 Razzo colpisce la città di Tel Aviv, 19 morti a Gaza
Ieri, 14 novembre 2012, le Forze di difesa israeliane (IDF), poco dopo che Ahmed al Jabari, leader delle brigate Ezzedin Al Qassam, il braccio militare di Hamas, era stato ucciso (colpito da un missile israeliano che ha centrato l'auto a bordo della quale viaggiava a Gaza), ha diffuso su Internet il video che riprendeva l’attacco e, su Twitter, attraverso il suo account (ufficiale e verificato) ha lanciato un avvertimento agli avversari: "Noi raccomandiamo agli operativi di Hamas, di livello basso o alto, di non mostrare la loro faccia sopra la Terra nei giorni a venire". Non si è fatta attendere la risposta, sempre su Twitter, delle Brigate Ezzedine al Qassam: "Le nostre mani benedette raggiungeranno i vostri leader e soldati ovunque si trovino avete aperto da soli le porte dell’Inferno". Razzo colpisce la città di Tel Aviv, 19 morti a Gaza

30 Storico voto all’Onu: sì alla Palestina E a Ramallah parte la festa
L'Autorità palestinese ammessa come Stato osservatore. Fino all'ultimo gli Usa hanno cercato di impedire il via libera 29 novembre 2012 NEW YORK - Giornata storica al Palazzo di Vetro. E giornata di grandi emozioni in Medio-Oriente, dove immense folle si sono riunite per seguire in diretta tv da New York il voto dell’AssembleaGenerale delle Nazioni Unite che decretava la nascita di uno Stato della Palestina. Alle tre del pomeriggio, i 193 Paesi membri dell’Onu sono stati chiamati a promuovere l’Autorità Palestinese da Entità Osservatrice a Stato Osservatore non-membro. L’approvazione era scontata, ma il presidente dell’AP, Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha avuto la soddisfazione di ottenere una maggioranza pari a oltre due terzi dei Paesi votanti: 138 sì, 41 astenuti e solo 9 no. Abu Mazen Ban Ki-Moon Netanyahu


Scaricare ppt "STORIA DEL POPOLO EBRAICO."

Presentazioni simili


Annunci Google