La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Lazienda 1Stefano Cacchi Pessani. Lazienda è linsieme dei mezzi attraverso i quali si esercita limpresa (rapporto di mezzo a fine tra azienda ed impresa)

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Lazienda 1Stefano Cacchi Pessani. Lazienda è linsieme dei mezzi attraverso i quali si esercita limpresa (rapporto di mezzo a fine tra azienda ed impresa)"— Transcript della presentazione:

1 Lazienda 1Stefano Cacchi Pessani

2 Lazienda è linsieme dei mezzi attraverso i quali si esercita limpresa (rapporto di mezzo a fine tra azienda ed impresa) È linsieme dei locali, macchinari, attrezzature, strutture, merci, materie prime, semilavorati usati dallimprenditore nellesercizio dellimpresa Lazienda è il complesso di beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa (art. 2555) Lazienda: cosa è 2Stefano Cacchi Pessani

3 3 Lazienda: cosa è Quando si può dire che un bene sia un elemento dellazienda? Lart si riferisce ai beni organizzati dallimprenditore a) rileva la destinazione funzionale del bene, non il titolo giuridico in base al quale è detenuto (anche i beni non di proprietà dellimprenditore possono far parte dellazienda) b) cosa si deve intendere per beni? Solo le cose ex art. 810, non invece ogni elemento facente capo allimprenditore e usato nellimpresa (contratti, crediti, debiti, avviamento). Stefano Cacchi Pessani

4 4 Lazienda: cosa è Ciò che rileva è quindi lorganizzazione Complesso di beni eterogenei dinamico (si modifica in quantità e qualità per effetto della gestione dellazienda da parte dellimprenditore) caratterizzato da unità funzionale (beni coordinati dallimprenditore in funzione di una unitaria destinazione produttiva) unità funzionale

5 Fanno parte dellazienda Tutti i beni che limprenditore usa nellesercizio dellimpresa Non fanno parte dellazienda Beni non usati dallimprenditore nellesercizio dellimpresa es. casa di proprietà, automobile personale, cellulare dei figli ecc. Lazienda 5Stefano Cacchi Pessani

6 6 Le concezioni dellazienda concezione unitaria (azienda è bene unico) concezione atomistica (azienda è pluralità di beni) Preferibile (v. norme sulla circolazione dellazienda che ne tutelano lunitarietà) Stefano Cacchi Pessani

7 Perché lazienda ha rilevanza giuridica: lavviamento Art. 2555: lazienda è linsieme dei beni organizzati dallimprenditore … Valore beni Valore organiz- zazione Valore azienda La somma del valore di ciascun bene dellazienda considerato individualmente è minore del valore dell azienda perché il rapporto di complementarietà/strumentalità che unisce i beni nellazienda fa acquisire loro un valore maggiore Questo maggior valore si chiama avviamento 7Stefano Cacchi Pessani

8 In senso economico lazienda è quindi qualcosa di diverso dai beni che la compongono Lazienda è un «valore dinamico» Stefano Cacchi Pessani8 Perché lazienda ha rilevanza giuridica: lavviamento

9 Le tipologie di avviamento Avviamento oggettivo Dipende da fattori che prescindono dal soggetto titolare dellimpresa Es. efficienza di un determinato processo di produzione Avviamento soggettivo Dipende dallabilità operativa dellimprenditore sul mercato Es. clienti 9Stefano Cacchi Pessani

10 Lavviamento e con esso lazienda ha una rilevanza giuridica – Interessi di chi ha fatto affidamento sullavviamento (fornitori, creditori, lavoratori, acquirente di azienda) – Interesse generale alla «conservazione» del complesso produttivo Stefano Cacchi Pessani10 La rilevanza giuridica dellazienda/avviamento La legge riconosce e tutela questi interessi Disciplina del trasferimento di azienda Deroghe alla disciplina generale del trasferimento di rapporti giuridici volte a rendere più agevole il trasferimento e a conservare efficienza e funzionalità del complesso produttivo Obbligo di non concorrenza

11 11 Il trasferimento dellazienda Capire quando si ha unazienda è essenziale perché allazienda unitariamente considerata si applicano regole particolari qualora essa sia oggetto di TRASFERIMENTO Oggi è pacifico che si ha trasferimento di azienda anche quando non si trasferisce lintera azienda (es. trasferimento di ramo dazienda ) anche quando lazienda è solo potenzialmente idonea allesercizio di unattività dimpresa anche quando il ramo dazienda non è autonomo Stefano Cacchi Pessani

12 Requisiti del trasferimento dazienda Se cè trasferimento di azienda si applica un corpus di norme (es. subingresso nei contratti di lavoro, responsabilità per i debiti aziendali ecc.) Rileva il risultato effettivo realizzato: si ha trasferimento dellazienda se il complesso di beni trasferito è potenzialmente idoneo per lesercizio di una impresa (anche diversa da quella esercitata dal trasferente) Una nozione formalistica di trasferimento dazienda potrebbe essere facilmente elusa: facendovi rientrare ciò che non lo è (per eludere i limiti al trasferimento della ditta ex 2565) non facendovi rientrare ciò che lo è (es. frazionando gli atti del trasferimento) 12Stefano Cacchi Pessani

13 13 La forma negoziale del trasferimento dazienda art Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dellazienda devono essere provati per iscritto, salva losservanza delle forme stabilite per il trasferimento dei singoli beni che compongono lazienda o per la particolare natura del contratto. es.: trasferimento della proprietà di un immobile (forma scritta) o conferimento dazienda (atto pubblico) Stefano Cacchi Pessani

14 La forma richiesta Forma scritta ad probationem se trasferisco: – La proprietà o – Il godimento di unimpresa soggetta a registrazione Forma richiesta per il trasferimento dei singoli beni che sono trasferiti – è la forma richiesta dal c.c. o da leggi speciali, esempi: per gli immobili forma scritta a pena di nullità ex art c.1 per società di capitali atto pubblico a pena di nullità ex art Stefano Cacchi Pessani

15 La forma richiesta Regole ulteriori: – Per tutte le imprese soggette a registrazione i contratti di trasferimento devono essere iscritti nel registro delle imprese entro 30 gg. dalla stipulazione Quindi è sempre necessaria la forma dellatto pubblico o della scrittura privata autenticata (dal notaio) 15Stefano Cacchi Pessani

16 Le conseguenze del trasferimento dazienda Effetti del trasferimento Effetti previsti dal contratto Effetti previsti dalla legge Concorrenza (art. 2557) Contratti aziendali (art. 2558) Crediti e debiti (artt e 2560) 16Stefano Cacchi Pessani

17 17 Il divieto di concorrenza chi aliena unazienda commerciale deve astenersi, per un massimo di cinque anni, dalliniziare una nuova impresa che per loggetto, lubicazione o altre circostanze possa sviare la clientela dallazienda ceduta (art. 2557) Stefano Cacchi Pessani La norma tutela lacquirente che di norma ha tenuto conto dellavviamento (soggettivo) nella determinazione del prezzo dellazienda Espressione del principio di buona fede

18 … segue... Il divieto è relativo – Sole per quelle attività che per loggetto, lubicazione o altre circostanze possa sviare la clientela dallazienda ceduta La norma è derogabile: – si possono ampliare le attività vietate oltre quelle concorrenziali (2557 c.2) – si può ridurre contrattualmente la durata entro il limite max di 5 anni (art c. 3) – si può escludere del tutto il divieto La norma si applica anche alla vendita coattiva (vendita dellimpresa dellimprenditore fallito) 18Stefano Cacchi Pessani

19 19 … segue casi controversi: il divieto si applica? divisione ereditaria scioglimento di società con assegnazione dellazienda a un socio vendita della partecipazione sociale di controllo Stefano Cacchi Pessani

20 20 La successione (automatica) nei contratti aziendali se non è pattuito diversamente, lacquirente dellazienda subentra nei contratti stipulati per lesercizio dellazienda stessa che non abbiano carattere personale (art. 2558, comma 1) - Il subingresso avviene a prescindere dalla volontà del terzo che può recedere: solo per giusta causa; comunque entro 3 mesi dalla notizia del trasferimento; resta ferma la responsabilità dellalienante. N.B.: il contratto da cui si recede non resta in capo allalienante, ma si estingue Stefano Cacchi Pessani

21 La successione (automatica) nei contratti aziendali Deroga alle regole generali del diritto privato – La cessione del contratto richiede il consenso del contraente ceduto (art. 1406) – Lo scopo è assicurare la «conservazione» della unitarietà dellapparato produttivo Norma «derogabile» – Le parti possono definire il «perimetro» dellazienda ceduta La norma sul subingresso non si applica ai contratti aventi carattere personale (art c.1) 21Stefano Cacchi Pessani

22 La disciplina della successione nei contratti si applica solo ai rapporti in corso di esecuzione entrambe le parti Se il rapporto è stato eseguito da una parte, allora – residuerà un credito inerente lazienda se limprenditore ha già eseguito la sua prestazione, e attende che il terzo contraente esegua la propria – residuerà un debito se invece il terzo abbia già eseguito la sua prestazione, e limprenditore debba ancora eseguire la propria Stefano Cacchi Pessani22 Crediti/debiti inerenti lazienda ceduta

23 Per la successione dellacquirente nei crediti, è prevista una (limitata) deroga alle norme di diritto comune – la notifica al debitore ceduto o laccettazione di questo, previste per la cessione di credito nel diritto comune (artt e 2914, n. 2), sono sostituite dalliscrizione del trasferimento dellazienda nel registro delle imprese (art. 2559) – dl debitore ceduto è però liberato se paga in buona fede Stefano Cacchi Pessani23 Crediti inerenti lazienda ceduta

24 Debiti inerenti lazienda ceduta Rimane fermo il principio secondo la quale la sostituzione del debitore non è ammessa senza il consenso del creditore – Lalienante è liberato dei debiti anteriori al trasferimento solo se i creditori vi consentono (art. 2560, comma 1) Viene invece derogato il principio secondo ciascuno risponde soltanto delle proprie obbligazioni – Nel trasferimento di aziende commerciali dei debiti risponde in ogni caso anche lacquirente dellazienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori (art. 2560) – Nel caso di «debiti da lavoro» lacquirente risponde comunque anche se non risultavano dalle scritture contabili Stefano Cacchi Pessani24

25 25 I debiti e i crediti nei rapporti interni tra alienante e acquirente dellazienda Prevale la tesi che i crediti ed i debiti non passano automaticamente ma solo in seguito ad unespressa pattuizione. In mancanza di tale patto lacquirente riceve il pagamento dei crediti anteriori al pagamento come semplice legittimato, e paga i debiti quale garante ex lege dellalienante, avente però diritto di rivalsa nei confronti dellacquirente. non vi sono disposizioni espresse circa la sorte di debiti e crediti aziendali nei rapporti tra alienante e acquirente Stefano Cacchi Pessani

26 26 Usufrutto e affitto dazienda in entrambi i casi è previsto che lusufruttuario e il locatario......esercitino lazienda sotto la ditta che la contraddistingue… … e che la conducano senza modificarne la destinazione ed in modo da conservare lefficienza dellorganizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte (artt e 2562) Stefano Cacchi Pessani

27 27 Usufrutto e affitto dazienda Nel corso dellusufrutto o dellaffitto i beni di cui si compone lazienda si modificano – Consistenze iniziali vs. consistenze finali (inventario) – La differenza viene regolata in denaro SI divieto di concorrenza (nudo proprietario e locatore) e successione nei contratti NO successione nei crediti/debiti inerenti lazienda ceduta

28 I segni distintivi 28Stefano Cacchi Pessani

29 Cosa sono i «segni distintivi» Cosa sono – La «ditta» è il nome dellimprenditore (Salumeria Alfredo, etc.) – Il «marchio» identifica i prodotti (iPhone) – L «insegna» individua i locali in cui lattività di impresa è esercitata Segni «distintivi» – «collettori di clientela» – identificano/distinguono limprenditore e i suoi prodotti rispetto ai concorrenti 29Stefano Cacchi Pessani

30 Interessi tutelati – interesse dellimprenditore a: non fare usare segni idonei a indurre in errore la clientela poter cedere i segni (che hanno un valore economico avviamento) – interessi dei terzi e dei consumatori identità dellimprenditore provenienza dei prodotti – interesse generale al «regolare» funzionamento del mercato («corretta» competizione tra imprenditori) Limprenditore deve potere trarre i benefici della propria attività (prodotti migliori, clientela, etc.) Stefano Cacchi Pessani30 … a cosa servono i «segni distintivi»

31 Principi comuni Ampia libertà dellimprenditore nel creare i propri segni distintivi – Deve però rispettare certe regole (verità, novità, capacità distintiva) Diritto alluso esclusivo dei segni distintivi, ma relativo e strumentale alla realizzazione dellobiettivo di distinguersi dagli imprenditori concorrenti Libertà di trasferimento dei segni distintivi (anche qui con dei limiti volti ad evitare che terzi possano cadere in errore) 31Stefano Cacchi Pessani

32 32 I segni distintivi dellimprenditore N.B.: la disciplina si applica a tutti gli imprenditori (statuto generale dellimprenditore) Ditta Marchio Insegna Funzione: individuazione dellimpresa e sua distinzione dalle imprese concorrenti; sono c.d. collettori di clientela Negli ultimi anni sta acquistando importanza anche il domanin name, ossia il nome o dominio aziendale; è il nome che individua il sito internet dellimpresa Stefano Cacchi Pessani

33 33 La ditta (artt c.c.) La ditta è il nome commerciale dellimprenditore, che lo individua come soggetto di diritto nellesercizio dellattività dimpresa può essere scelta liberamente nel rispetto di due limiti: 1.verità (art. 2563): deve contenere almeno il cognome o la sigla dellimprenditore 2.novità (art. 2564): non deve essere uguale o simile a quella usata da altro imprenditore o ingenerare confusione è necessaria: se limprenditore non sceglie una ditta, questa coincide col suo nome civile Chi per primo adotta una determinata ditta, acquista il diritto al suo uso esclusivo e, in caso di confondibilità (rapporto concorrenziale), obbliga limprenditore che successivamente adotti una ditta uguale o simile a differenziarla, anche nel caso di ditta patronimica Chi è il primo? Vale la data delliscrizione nel reg. delle imprese Stefano Cacchi Pessani Il diritto alluso esclusivo è un diritto «relativo»

34 34 Il trasferimento della ditta Art. 2565, co. 1: la ditta è trasferibile, ma solo insieme allazienda. Art. 2565, co. 2: se il trasferimento avviene per atto tra vivi, è necessario il consenso espresso dellalienante. Art. 2565, co. 3: se il trasferimento avviene mortis causa, la ditta si trasmette al successore, salvo diversa disposizione testamentaria Successivamente al trasferimento la ditta può non cambiare (il criterio della verità si riduce a verità storica) Stefano Cacchi Pessani

35 35 Il marchio Il marchio è il segno distintivo dei prodotti o dei servizi dellimpresa marchio nazionalemarchio internazionalemarchio comunitario (n.b.: il codice della proprietà industriale (d.lgs. 30/2005) sostituisce dal 2005, riorganizzandole, le previgenti legge marchi e legge brevetti) È disciplinato dallordinamento sia nazionale sia internazionale (Reg. Ce n. 40/94) (Convenzione dunione di Parigi, 1883; Accordo di Madrid, 1891, registrazione) ( artt c.c.; c.p.i. (d.lgs. 30/2005) Stefano Cacchi Pessani

36 Principi comuni alle norme sui marchi Registrazione del marchio in un registro Chi registra il marchio ne ha diritto alluso esclusivo in un determinato territorio Il marchio non è un segno distintivo essenziale, ma è quello che assolve alle funzioni più importanti «ponte di collegamento» tra imprenditore e consumatori 36Stefano Cacchi Pessani

37 37 Le funzioni del marchio funzione distintiva dei prodotti o servizi; indice di provenienza dei prodotti, almeno nel senso di standard qualitativo; funzione di garanzia della qualità (?); funzione attrattiva (v. marchi celebri). Stefano Cacchi Pessani

38 I tipi di marchio Marchio di fabbrica [chi fabbrica il prodotto] Marchio di commercio [chi distribuisce il prodotto] Marchio di servizio [funzione di pubblicità] Marchio generale Marchio speciale Marchio denominativo Marchio figurativo Marchio di formaMarchio collettivo 38Stefano Cacchi Pessani Possono coesistere più marchi

39 Marchio di fabbrica e di commercio Il marchio di fabbrica è il marchio del fabbricante del prodotto Il marchio di commercio è il marchio del commerciante del prodotto (distributore intermedio o rivenditore finale) 39Stefano Cacchi Pessani

40 Marchio di servizio È il marchio delle imprese che producono servizi 40Stefano Cacchi Pessani

41 Marchio generale e speciale Il marchio generale è il marchio usato dallimprenditore per tutti i suoi prodotti Il marchio speciale è il marchio del singolo prodotto dellimprenditore, è ulteriore al marchio generale Fiat 500 Ford Fiesta ecc. 41Stefano Cacchi Pessani

42 Marchio denominativo e figurativo Il marchio denominativo è costituito solo da parole Il marchio figurativo è costituito anche o solo da lettere, suoni, figure, cifre, disegni, colori vecchio marchio RAI 42Stefano Cacchi Pessani

43 Marchio di forma Il marchio può essere costituito dalla forma del prodotto o dalla sua confezione Deve però essere una forma la cui unica funzione è quella di permettere la facile identificazione del prodotto Non possono essere registrate come marchio le forme necessarie (liberamente utilizzabili), funzionali o ornamentali (tutelabili con il brevetto per modelli industriali) Questa lattina non può essere registrata come marchio E queste bottiglie ? 43Stefano Cacchi Pessani

44 Marchio collettivo il suo titolare è un soggetto che ha la funzione di garantire lorigine, la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi Non viene usato da chi ha ottenuto la registrazione (es. un consorzio), ma da altri soggetti (es. produttori o commercianti) 44Stefano Cacchi Pessani

45 45 Requisiti di validità del marchio (artt c.p.i.) Liceità: il marchio non può essere contrario alla legge, allordine pubblico, al buon costume; non può consistere nellimmagine di una persona senza il suo consenso, o nel nome di una persona nota senza il suo consenso Verità : il marchio non deve trarre in inganno il pubblico, in particolare sulla provenienza e sulle qualità del prodotto Originalità : il marchio deve avere capacità distintiva (es., non è tutelato luso del disegno di una scarpa come marchio di un calzaturificio; non sono tutelate indicazioni descrittive dei caratteri o della provenienza geografica del prodotto) Novità : non è nuovo il marchio già registrato o utilizzato da altri imprenditori per prodotti identici o affini, quando vi sia rischio di confusione per i consumatori (MA: marchi celebri: tutela estesa anche ai prodotti non affini) (a) (b) (c) (d) Stefano Cacchi Pessani

46 46 …(segue) … mancanza dei requisiti… NULLITÀ del marchio (art. 25 c.p.i.) Stefano Cacchi Pessani

47 47 Il marchio registrato (artt c.c; 15, c.p.i.) Il marchio registrato dura dieci anni, ma può essere rinnovato; Il marchio decade per: volgarizzazione (es. Biro; Aspirina (?)); sopravvenuta ingannevolezza; mancata utilizzazione per cinque anni, dalla registrazione o successivamente La registrazione attribuisce allimprenditore un diritto di esclusiva sul marchio su tutto il territorio nazionale, non solo per i prodotti identici, ma anche per quelli affini (quando vi è rischio di confusione) Per i marchi c.d. celebri la tutela riguarda anche i prodotti non affini) Luso del marchio «celebre» da parte di terzi è vietato anche per prodotto non affini quando «consente di trarre indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio o reca pregiudizio agli stessi» (art. 12, lett. e, c.p.i.) Sono prodotti affini quelli che sono di fatto destinati alla stessa clientela o al soddisfacimento di bisogni analoghi o complementari Stefano Cacchi Pessani

48 48 Tutela del marchio registrato (art. 117 ss. c.p.i.) Lesione del diritto di esclusiva azione di contraffazione del marchio: inibitoria degli atti lesivi rimozione degli effetti pubblicazione della sentenza azione risarcitoria … leventuale registrazione di marchi c.d. protettivi è invece strumento di tutela preventiva del marchio (e costituisce eccezione alla regola della decadenza per mancato utilizzo) Dal momento della presentazione della domanda allUfficio Brevetti Stefano Cacchi Pessani

49 49 Il marchio di fatto (o «non registrato») se è noto su tutto il territorio nazionale, limprenditore può impedire che altri usino in fatto lo stesso marchio per gli stessi prodotti, ma non per prodotti affini; un marchio confondibile successivamente registrato può essere dichiarato nullo per difetto di novità se è noto in ambito locale, la tutela è limitata nei limiti del preuso (non copre lutilizzazione per gli stessi prodotti in altre località) Il marchio di fatto non è privo di tutela (art. 12, comma 1, lett. a, c.p.i., art c.c.): uso di fatto grado di notorietà mezzi di tutela del marchio di fatto: quelli previste dalla disciplina della concorrenza sleale (a) (b) Stefano Cacchi Pessani

50 50 Il trasferimento del marchio A seguito della riforma della l. marchi del 1992 (poi confluita nellattuale codice della proprietà industriale), il marchio può circolare, sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo (licenza), anche separatamente dallazienda In precedenza il marchio poteva circolare solo insieme allazienda Resta però ferma la regola che il trasferimento del marchio non costituito dalla ditta originaria si presume quando è trasferita lazienda (art. 2573, co. 2, c.c.) Dal trasferimento o dalla licenza non deve tuttavia derivare inganno per i consumatori (artt c.c. e 23, co. 4, c.p.i.) Si può anche cedere la licenza di marchio non in esclusiva (es. per franchising o merchandising) Stefano Cacchi Pessani

51 51 Linsegna (art c.c.) contraddistingue i locali dellimpresa (art c.c.); deve essere vera e originale; può essere trasferita anche separatamente dallazienda (es. catene in franchising) Stefano Cacchi Pessani


Scaricare ppt "Lazienda 1Stefano Cacchi Pessani. Lazienda è linsieme dei mezzi attraverso i quali si esercita limpresa (rapporto di mezzo a fine tra azienda ed impresa)"

Presentazioni simili


Annunci Google