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Fonderia delle campane Marinelli Il banditore Il calzolaio.

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Presentazione sul tema: "Fonderia delle campane Marinelli Il banditore Il calzolaio."— Transcript della presentazione:

1 Fonderia delle campane Marinelli Il banditore Il calzolaio

2 Una storia lunga oltre 1000 anni quella della Fonderia Marinelli che ha visto alternarsi momenti di difficoltà a momenti conditi da tante soddisfazioni. Su tutte forse l'esperienza più significativa risale al 1924, anno in cui Papa Pio XI concesse alla famiglia Marinelli il privilegio di effigiarsi dello Stemma Pontificio. Non mancarono come detto momenti difficili come quelli legati alla seconda guerra mondiale, durante i quali la Fonderia dovette sospendere l'attività produttiva essendo state requisite le campane il cui bronzo venne utilizzato per la costruzione di armi. Inoltre Palazzo Marinelli venne occupato dalle truppe tedesche che lo utilizzarono come Quartier Generale utilizzando mobilia, attrezzi ed importanti documenti della fonderia per alimentare le stufe. La ripresa nel dopoguerra fu dura ma già nel 1949 fu assegnato alla Fonderia Marinelli, il compito di fondere le campane della Badia di Montecassino, in ricostruzione dopo i devastanti bombardamenti. Purtroppo nel 1950 una nuova sciagura colse i campanari Marinelli. Un devastante incendio li costrinse ad abbandonare la vecchia sede e a realizzare una nuova officina alla periferia del paese. Nonostante ciò si continuò a fondere campane per le chiese più note ed amate della cristianità e per quelle moderne che stavano nascendo. Nuova grandissima onoreficenza nel 1954 quando il presidente della Repubblica consegna alla famiglia Marinelli la medaglia d'oro "quale premio ambitissimo alla Ditta più anziana per attività e fedeltà al lavoro in campo Nazionale." Da allora sono trascorsi 50 anni ed il lavoro dei fonditori Marinelli prosegue inalterato sia per la tecnica di produzione, che è quella del Medioevo, sia per la perizia, la passione e la professionalità cui ci si dedica da 18 secoli. Il lavoro nel MoliseAVANTI

3 Le fasi di lavorazione che portano alla nascita della campana richiedono un lavoro attento e paziente ma principalmente esperienza e passione. Oggi nella fonderia Marinelli si usano le stesse tecniche ed i materiali dei maestri del Medioevo e del Rinascimento. La tecnologia non ha accelerato il ciclo di lavorazione che può variare da due a molti mesi. Nel 1700 la campana aveva finalmente assunto una forma ben definita, molto simile a quella odierna, tuttavia persisteva spesso la sproporzione fra diametro ed altezza percui continuava a conservare un aspetto affusolato. In seguito fu definita una scala campanaria che indicava proporzioni perfette tra spessore, peso, circonferenza ed altezza, rapportati al timbro sonoro richiesto. La campana può essere considerata un tronco di cono inserito in un cubo; il suo profilo viene disegnato dal compasso non essendovi linee diritte, come riporta anche Diderot nell' " Encyclopedie" e questo determina la buona riuscita della campana e del suono. IndietroAVANTI

4 La forma di una campana è composta da: anima, falsa campana e mantello. - L'anima: con una sagoma di legno si prepara una costruzione in mattoni che corrisponde all'interno della campana. - La falsa campana: l'anima viene ricoperta con strati di argilla sino ad ottenere una superfice levigata, sulla quale si applicano le cere delle dediche, delle immagini e dei fregi. - Il mantello: sulla falsa campana viene spalmata altra argilla fino allo spessore desiderato. IndietroAVANTI

5 Si parte dalla preparazione di una sagoma in legno di noce che corrisponde al profilo della campana. Con essa si disegna una struttura cava di mattoni corrispondente all'interno della campana, L'ANIMA, sulla quale viene distribuito un primo strato di argilla. Sull'anima si sovrappongono alcuni strati di speciali argille fino ad ottenere la FALSA CAMPANA che avrà esattamente lo spessore voluto per la campana di bronzo. Su questa superficie, perfettamente levigata, si applicano fregi ed iscrizioni in cera che dedicano e decorano la campana. L'ultima fase di formatura consiste nel preparare il MANTELLO ottenuto dalla sovrapposizione di strati di argilla. Il modello, composto dalla struttura in mattoni e dai tre spessori suddetti, è costantemente riscaldato dal suo interno con carboni ardenti. Questo agevola l'essicazione delle argille e consente lo scioglimento delle cere che, dissolvendosi, lasceranno impressi nel mantello immagini ed iscrizioni. Tale tecnica è detta della "cera persa".A modello ultimato viene sollevato il mantello per scoprire la falsa campana che verrà distrutta, il mantello sarà riposizionato sull'anima, cosicchè all'interno del modello si sarà creata l'intercapedine nella quale verrà colato il bronzo. A questo punto Il Modello è pronto per essere collocato nel fosso di colata, ai piedi del forno, per essere interrato. Il modello della campana è bloccato saldamente nella fossa di colata, al fine di non subire spostamenti durante la fusione. Il bronzo (78 parti di rame e 22 di stagno) fonde in un grande forno a riverbero, alimentato a legna, alla temperatura di circa 1150°. IndietroAVANTI

6 La fusione di una campana è l'ultimo atto di una lunghissima opera. E' la nascità di una nuova creatura dopo una lunga gestazione e come tale genera grande apprensione e va benedetta. L'apertura del forno che dà il via al getto di colata viene fatta invocando Santa Maria!, perchè la Madonna è Madre di ogni creatura.Questa simbologia mistica si lega allemozione collettiva e si unisce ad una spettacolarità di indescrivibile suggestione. Indietro AVANTI

7 Dopo il RAFFREDDAMENTO la campana viene estratta dal fosso e passa alla fase di PULITURA durante la quale viene liberata da anima e mantello, ripulita e lucidata. Si collauda il suono con il diapason; infine viene applicato un battaglio proporzionato e gli impianti elettronici per il suono automatico. La campana è finalmente pronta per essere collocata sui campanili più importanti del mondo;ma anche in piccole cappelle, sulle scrivanie di noti personaggi e nelle abitazioni degli amanti di un artigianato che si fa ARTE. IndietroAVANTI

8 La Pontificia Fonderia Marinelli apre le porte al 3° millennio allinsegna della tradizione. La tradizione costituisce lunicità e la forza di questa millenaria azienda artigiana, come è testimoniato dallafflusso crescente di visitatori al MUSEO STORICO DELLA CAMPANA, nonché dalla qualità della clientela che si affida alla competenza e professionalità della Marinelli.Se da una parte i sistemi telematici hanno agevolato i contatti commerciali, quelli di produzione sono rimasti praticamente invariati sin dal Medioevo. La particolarità degli oggetti prodotti e il relativo lungo ciclo di lavorazione fa delle campane un prodotto assolutamente atipico, estraneo alle comuni leggi di mercato per la peculiarità e perfezione delle opere realizzate. Per la cultura e simbologia legate alle campane, per la competenza, la serietà e la longevità dellazienda, che è tra le più antiche del mondo, la Marinelli è stata insignita di molte onorificenze, meritando premi e riconoscimenti a livello internazionaleSolo nellanno 2005 citiamo il premio Firenze Donna, quello della Unioncamere consegnato dal Ministro Pera e Il Mantello di Agnone, dato annualmente ai molisani che si distinguono nel mondo. Come durante il lungo Pontificato di Papa Wojtyla proseguono invariati i rapporti con la Santa Sede e il 2 novembre 2005, durante il primo incontro con Papa Ratzinger, i Marinelli hanno fatto dono a sua Santità di una campana augurale che per prima riporta il motto e lo stemma del Sommo Pontefice.Per i Marinelli la campana è compagna dell'uomo, elemento della sua storia, figlia della sua cultura, voce del suo cuore. IndietroIl lavoro nel Molise

9 Lei fa questo lavoro per passione o perché suo padre faceva il calzolaio? Io faccio il calzolaio non perché lo ho ereditato da mio padre, ma lo faccio per passione Quali macchine si usano per riparare una scarpa? Lampada infrarossi, per asciugare la colla Passaggio sotto macchine per cucire elettrica Forma per allargare o stringere la scarpa Pressa Spara chiodi Macchina per cucire la tomaia I materiali per la costruzione della scarpa sono cambiati? A parte il cuoio, un tempo era usato il caucciù, sostituito in seguito dalla plastica e oggi dalla gomma sintetica. Gli arnesi usati si sono sviluppati attraverso gli anni? Gli arnesi si sono sviluppati sotto un profilo di misura e peso, vale a dire essi sono diminuiti notevolmente. Come mai i materiali usati oggi sono più scadenti rispetto al passato? Perché il materiale è sfruttato molto. Oggi è commissionata la costruzione di una scarpa? No, perché al cliente verrebbe a costare molto, e il calzolaio dovrebbe impiegare moltissimo tempo e denaro. Il mestiere da lei svolto è redditizio economicamente? No, perché ci sono molte spese. Da quanto tempo svolge quest'attività? Da 19 anni. Il lavoro nel MoliseAVANTI

10 Quello del calzolaio è uno dei mestieri più antichi. Già in epoca romana i centurioni calzavano sandali di cuoio con strisce dello stesso materiale intrecciate in fondo alla gamba. Caligola Imperatore romano, veniva così denominato perché usava le calighe, da cui è derivato il termine dialettale calighe.Con il passare del tempo, il cuoio è stato affiancato dal legno che, nell'ambiente contadino, viene utilizzato per fare calzature chiamate zoccoli costruiti a mano in particolare nella stagione invernale.Fino a 50 anni fa venivano calzati zoccoli di legno anche per le occasioni festive. Per non fare consumare gli zoccoli il contadino applicava sulla punta e sul tacco delle borchie.Oggi con l'industria l'utilizzo delle scarpe di vario materiale è alla portata di tutti. Indietro AVANTI

11 ArneseFunzione strumento per picchiare, ammanicato nel mezzo piccola tenaglia, più grande delle pinzette, per fare i buchi nella scarpa strumento di ferro formato da due leve incrociate e imperniate che servono per afferrare e stringere IndietroAVANTI

12 recipiente di legno svasato verso l'alto, a doghe, due delle quali sporgenti e forate in modo che facendovi passare un bastone o una corda, si possa trasportare più facilmente tipico attrezzo da calzolaio, consistente in una robusta asticella d'acciaio appuntita, che serve per forare il cuoio che deve essere cucito. Tradizionalmente è il simbolo del mestiere stesso del calzolaio. arnese del calzolaio per tendere e pressare le suole di cuoio. attrezzo d'acciaio che si usa manualmente o montato su una macchina punzonatrice; è costituito da una asticella con una estremità sagomata in modo da imprimere diversi segni su una superficie di cuoio. IndietroAVANTI

13 striscia di cuoio circolare in cui il calzolaio infila il piede per tenere ferma la scarpa mentre la lavora sul ginocchio. strumento usato dal calzolaio per tagliare il cuoio, costituito da una lama d'acciaio leggermente curva con il tagliente obliquo. utensile manuale costituito generalmente da una barra d'acciaio temprato sulla cui superficie sono ricavati numerosi denti a bordo tagliente IndietroAVANTI

14 modello per scarpa filo sottile e resistente pezzetto di ferro generalmente sottile appuntito ad una estremità e con una capocchia dall'altra. oggetto di ferro usato solitamente dal calzolaio per appoggiare la scarpa IndietroAVANTI

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18 Il mestiere del calzolaio nella società moderna non è quasi più considerato un lavoro attuale. Al giorno d'oggi le scarpe, quando si rompono vengono buttate via e non più portate dal ciabattino ad aggiustarle. Questo è il frutto dell'innovazione tecnologica che non ha più considerazione per i mestieri antichi e li sta distruggendo. Infatti le macchine rendono il lavoro più veloce permettendo la vendita dei prodotti a un basso costo, mentre il calzolaio impiegando più tempo deve cercare di guadagnare per ripagarsi del tempo utilizzato per la costruzione della scarpa. I pochi calzolai rimasti combattono per mantenere questa loro vecchia tradizione artigianale anche se il loro lavoro non è molto redditizio, i calzolai lo fanno per passione e credo che vorranno continuare i loro lavoro per il resto di questi anni anche se dovranno combattere molto per dimostrare che il loro lavoro è più curato di quello industriale. IndietroIl lavoro nel Molise

19 PASSATO Nel passato comunicare notizie,avvisare il popolo di pagare delle tasse e altro era il compito del banditore. Il banditore si metteva nelle piazze e con uno strumento che amplificava la sua voce comunicava le notizie alla gente. Il banditore era vestito con un capello un pò strano e grande,ed in mano avevano questo strumento simile ad un megafono che per Loro era essenziale. Il lavoro nel MoliseAVANTI

20 PRESENTE Nei nostri tempi il banditore non esiste più ed è stato sostituito da mezzi di comunicazione molto più efficaci e comodi,ad esempio internet che è il migliore,dalle poste,dalla televisione e molti altri. Questi mezzi sono anche più veloci e le notizie si vengono a sapere immediatamente. IndietroAVANTI

21 FUTURO Nel futuro non ne siamo certi,ma sicuro ci sarà qualcosa che cambierà e sarà ancora più semplice comunicare nel mondo e sbrigare servizi. Ad esempio adesso per pagare le bollette spesso si è costretti a fare lunghe file alle poste,mentre nel futuro può darsi che basterà un semplice click! IndietroIl lavoro nel Molise


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