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Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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Presentazione sul tema: "Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006"— Transcript della presentazione:

1 Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006
ISTITUTO TECNICO STATALE PER GEOMETRI "Eugenio Masi" Via N. Strampelli, 2 - Tel. (0881) / Fax (0881) Web-site: FOGGIA Cod. Fiscale: Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

2 IL CONTESTO : quadro generale
L'attenzione normativa dell'U. E. verso un più alto livello di occupazione, avviata nel Trattato di Amsterdam del 1997, confermata dai Consigli dei Ministri degli anni successivi (Lussemburgo, Vienna, Lisbona, e da ultimo Barcellona nel marzo 2002), ha posto l'accento sulle "strategie di prevenzione" ed ha indicato, fra le priorità, lo sviluppo di sistemi che garantiscano o consentano: 1. il passaggio dalla scuola alla vita attiva attraverso: il miglioramento della qualità del sistema scolastico con particolare attenzione ai giovani che hanno maggiori difficoltà di apprendimento in modo da ridurre sostanzialmente il numero di giovani che abbandonano il sistema scolastico il conseguimento di maggiori capacità di adattamento ai cambiamenti tecnologici ed economici nonché di qualifiche adeguate alle necessità del mercato del lavoro, realizzando e sviluppando sistemi di alternanza e tirocinio. 2. la formazione all'imprenditorialità: rispetto a tali orientamenti ed obblighi comunitari, il nostro Paese sta adottando iniziative di riforma del sistema di istruzione e di formazione per accrescere il livello culturale e le competenze delle persone, nonché una riforma del mercato del lavoro per allargare le possibilità di accesso al lavoro. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

3 IL CONTESTO: politiche europee
Il Programma Leonardo da Vinci, istituito nel 1994 dal Consiglio d’Europa e inserito nel PON -Piano Operativo Nazionale , intende promuovere: - le abilità e le competenze nella formazione professionale iniziale, attraverso l’integrazione fra F.P. e apprendistato, la cooperazione tra gli istituti di Istruzione e di F.P., le università e le imprese, attraverso la promozione di progetti di tirocinio, di scambio e visite di studio, - la formazione lungo l’intero arco della vita attraverso l’eliminazione della discontinuità e della sequenzialità tra il tempo della formazione e il tempo del lavoro, incentivando un modello circolare, che preveda continui rimandi fra il momento educativo-formativo e quello lavorativo. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

4 IL CONTESTO : politiche nazionali
La legge 144/99 sull’obbligo formativo, regolato con il D.P.R 257/2000, che prevede di integrare o di arricchire il curricolo con moduli coprogettati dalle scuole e da agenzie formative, ha introdotto la figura del tutor ,in questo caso si tratta di tutor nominati dai Servizi per l’impiego, con funzione di accompagnamento del soggetto in formazione e di relazione con gli altri soggetti coinvolti. Le azioni previste sono: accoglienza e informazione sulle opportunità di formazione, orientamento e progettazione del percorso scolastico, formativo e lavorativo, monitoraggio in itinere, promozione della rete delle risorse. Le attività di tirocinio aziendale, finanziate col FSE e coi fondi CIPE destinati allo sviluppo delle aree depresse. I tirocini ,locali, nazionali e internazionali, destinati agli istituti superiori prevedono una fase di orientamento di almeno 40 ore, una fase di tirocinio in azienda (80/200 ore per i tirocini locali, 120 ore per i tirocini nazionali e internazionali), una fase di valutazione e certificazione. Si tratta di attività aggiuntive rispetto al normale curricolo scolastico. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

5 Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006
Il P O N "La Scuola per lo Sviluppo" è un programma integrato di intervento, cofinanziato dai Fondi Strutturali Europei ( FSE; FESR). In coerenza con gli obiettivi di Lisbona del 2000, prevede una serie di azioni a sostegno dello sviluppo e dell’innovazione del sistema scolastico, funzionali alla promozione dello sviluppo economico, mediante l’integrazione con gli altri soggetti formativi del territorio e il mercato del lavoro, e al miglioramento delle condizioni di vita sociale nelle aree del Mezzogiorno. Ha dato vita alle “Esperienze di stage nell’ambito dei percorsi di istruzione”, finanziando progetti finalizzati a facilitare la transizione tra scuola e mondo del lavoro attraverso l’attivazione di stage in azienda a supporto del percorso scolastico. Tali esperienze hanno una durata non inferiore a 120 ore e ogni stage può prevedere un modulo di formazione per i docenti o un modulo di orientamento per gli studenti. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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Il sistema di Formazione Integrata Superiore –FIS Previsto, con l’Accordo per il lavoro del 1996, è un sistema di formazione parallelo all’Università strettamente collegato al mondo del lavoro, da attuarsi attraverso una stretta integrazione dei soggetti formativi, Scuola-Università-F.P.. Gli IFTS, istituiti con la legge 144/99, sono finalizzati ad attuare un’offerta formativa integrata funzionale alla domanda di formazione di specifiche figure professionali espressa dal mondo del lavoro. La programmazione degli interventi compete alle Regioni. I percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore sono finalizzati alla formazione di tecnici specializzati e si rivolgono ai giovani diplomati e agli adulti occupati. I corsi durano da 1200 a 2400 ore (2-4 semestri), di cui almeno il 30% è destinato agli stage in azienda; i percorsi formativi, gestiti da docenti del sistema scolastico e della formazione e, per il 50%, del mondo produttivo, sono strutturati in moduli e sono previste misure di accompagnamento. Le U.F. sono capitalizzabili. La certificazione finale delle competenze riguarda l’esito del percorso formativo e le competenze professionali riferite alle specifiche figure individuate ed è spendibile come credito formativo o per l’inserimento lavorativo. Le competenze di base (linguistiche, scientifiche e tecnologiche, giuridiche-economiche-aziendali), trasversali (comunicative e relazionali, organizzative) e tecnico-professionali attestate si richiamano agli standard individuati come risultati minimi attesi, riconoscibili come crediti formativi, uniformi sul piano nazionale e confrontabili coi parametri europei. Le competenze sono quindi collegate al modello della F.P. e alle U.F.C.. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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l’alternanza scuola lavoro prevista dalla legge 53/2003, introduce l’alternanza come pratica lavorativa non più aggiuntiva, bensì sostitutiva di una parte del curricolo scolastico. Il percorso formativo è congiuntamente progettato e gestito dal sistema produttivo e dalla scuola, alla quale l’art. 4 della legge assegna comunque la responsabilità per la realizzazione dell’alternanza, sulla base di convenzioni con imprese o con associazioni, con camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura, con enti pubblici e privati (compresi quelli del terzo settore). Infatti, l’alternanza coinvolge tutti gli alunni del secondo ciclo di istruzione e formazione a partire dal 15° anno di età, prevede che l’allievo mantenga lo status giuridico di studente e non instauri rapporti individuali di lavoro con le aziende presso cui svolge l’esperienza. Apprendistato, introdotto con la legge 196/97 e il successivo regolamento di attuazione D. Int.le 142/98, ripreso dalla legge 30/03 di riforma del mercato del lavoro e richiamata dall’art. 2 della stessa l. 53/03, che prevede la formazione superiore in alternanza ; nell’apprendistato il giovane assume lo status di lavoratore e il tempo in azienda è prevalente rispetto al tempo di formazione. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

8 IL CONTESTO : politiche regionali
L.R.N°13 22/11/2005 in materia di apprendistato professionalizzante Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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Prendendo in esame cinque ambiti formativi (Apprendistato, I.F.T.S., Formazione Professionale di base, Istruzione Scolastica e Formazione Continua) - per esempio-, ci si accorge che la terminologia utilizzata ed il processo per la definizione degli interventi formativi sono molto simili. Tutte partono da un’analisi della professione effettuata a partire dall’ analisi delle attività professionali e delle relative competenze che “permettono” lo svolgimento di tali attività. Nella maggior parte dei casi poi vengono utilizzate le UFC (unità Formative capitalizzabili) per rendere concreto l’impianto formativo modulare e alla fine del percorso è prevista una certificazione delle competenze acquisite. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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strutturare il corso biennale sulla base di UFC (Unità Formative Capitalizzabili), in maniera tale da far coincidere il termine di ciascuna UFC con la fine di ogni ciclo; 2. prevedere modalità di certificazione delle competenze raggiunte con le singole UFC e di riconoscimento di crediti acquisiti precedentemente, inserendo anche apposite modalità di accoglienza in ogni percorso; 3. raccordarsi con i Servizi per l’Impiego e le parti sociali del territorio provinciale al fine di inserire nel percorso formativo misure di accompagnamento al lavoro efficaci; 4. predisporre le singole UFC individuando le competenze da sviluppare, classificate secondo le categorie ISFOL. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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16 IL CONTESTO : gli accordi
Attraverso la lettura dei Protocolli d’intesa tra le Regioni, il Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è possibile definire le linee guida per la realizzazione di un’ offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale, nelle more dell’emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo 2003, n. 53. La maggior parte delle regioni italiane ha seguito un modello codificato che riporta le finalità dell’accordo, la tipologia dell’offerta, l’organizzazione didattica, la certificazione e il riconoscimento dei crediti formativi ,le risorse, gli accordi territoriali, il monitoraggio e la valutazione . Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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I modelli sperimentali sono caratterizzati da percorsi triennali di formazione professionale finalizzati al conseguimento di un attestato di qualifica professionale valido per l’iscrizione ai Centri per l’impiego nonché all’acquisizione di crediti per l’eventuale rientro nel sistema di istruzione. L’organizzazione didattica prevede: nel primo anno le azioni riguardanti le competenze di base nel rispetto dell’uguale valenza formativa attribuita alle discipline ed attività inerenti la formazione culturale e discipline professionalizzanti; nel secondo e nel terzo anno il potenziamento di interventi di natura tecnico professionale per facilitare l’ingresso degli allievi nel mondo del lavoro. Ciascun percorso sperimentale è realizzato attraverso forme di interazione e collaborazione tra istituzioni scolastiche e centri di formazione professionale, mediante opportune intese per rendere l’offerta formativa effettivamente integrata, tale da incontrare e valorizzare i diversi stili cognitivi degli allievi. Nell’attuazione dei modelli sperimentali viene privilegiato il rapporto sistematico con le realtà produttive tramite l’alternanza scuola-lavoro. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

18 TIROCINI – STAGE : le caratteristiche
Per progettare ed attuare iniziative di tirocinio/stage nella scuola secondaria superiore è necessario che esistano condizioni di fattibilità: - interne all’istituto: "clima" favorevole delle varie componenti ad un raccordo col mondo del lavoro, coerenza con il POF ,esistenza di un’équipe di progettazione e gestione; - esterne all’istituto: "clima" favorevole nel territorio ad un raccordo col mondo della scuola, disponibilità del sistema delle imprese.  II D. S. valuta l’esistenza delle condizioni di fattibilità e, qualora siano carenti promuove una serie di iniziative atte a preparare le risorse necessarie. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

19 Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006
Ogni progetto deve essere costruito secondo una struttura che presenta  elementi comuni: la definizione degli obiettivi la collocazione nel percorso formativo la rete dei soggetti coinvolti la definizione dei  ruoli e delle funzioni nel rapporto scuola e impresa gli aspetti gestionali e organizzativi le risorse finanziarie ma contemporaneamente esprime un'identità strettamente correlata al modo in cui essi vengono declinati in funzione dei seguenti aspetti: tipologia dell’istituto scolastico (liceo, istituto tecnico, istituto professionale), bisogni di formazione identificati, specificità del contesto territoriale. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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Per dare visibilità al valore aggiunto che il progetto apporta al curricolo è necessario esplicitare chiaramente gli esiti formativi che si intendono raggiungere attraverso esperienze di stage/tirocinio, che si innestano sull'impianto curricolare, arricchendolo. La pratica di una progettazione di tirocini/stage in Italia crea il know how necessario per progettare analoghe iniziative di collocamenti in ambito europeo, prospettiva da tenere presente perché la dimensione europea della formazione è oggi riconosciuta essenziale per aiutare il giovane a porsi in un’ottica di mobilità che non conosce confini nazionali.  Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

21 La definizione degli obiettivi
La finalità di tutte le esperienze di tirocinio/stage è quella di realizzare sinergie con il territorio per migliorare la qualità dell’offerta formativa ed agevolare la transizione dei giovani dalla scuola al mondo del lavoro.   All'interno di questa finalità vanno declinati gli obiettivi esplicitando in modo operativo  i risultati attesi in termini di: promozione di attitudini, comportamenti e competenze che abituano all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, potenziamento di competenze tecnico professionali, impatto sulla qualità della formazione del soggetto in funzione della sua occupabilità; Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

22 La definizione degli obiettivi : I benefici
PER L’ISTITUZIONE SCOLASTICA Le esperienze di tirocinio/stage aggiungono valore all’offerta formativa; consentono di verificare competenze e   capacità sviluppate nel curricolo; contribuiscono a modificare/aggiornare l’impianto dell’offerta formativa; favoriscono il confronto e la competitività con altre istituzioni formative; permettono di sviluppare rapporti con il sistema delle imprese; rendono consapevoli della necessità di integrazione tra il sistema di istruzione e formazione e il mondo del lavoro. PER I GIOVANI Le esperienze di tirocinio/stage permettono di : verificare le conoscenze, capacità e competenze possedute; conoscere l’impresa e i processi lavorativi; definire o ridefinire il proprio progetto di vita e professionale; potenziare capacità di autonomia nella soluzione dei problemi. arricchire il proprio curriculo PER LE IMPRESE Le esperienze di tirocinio/stage consentono di conoscere quali sono le competenze e le capacità sviluppate dai sistemi di istruzione/formazione; creano le condizioni per conoscere le caratteristiche di potenziale personale da assumere; sono strumento per far conoscere l’impresa; Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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Le esperienze di tirocinio/stage rappresentano per gli studenti un’ occasione per: - sviluppare competenze comunicative, relazionali e organizzative - potenziare capacità di soluzione di problemi e di assunzione di responsabilità - sviluppare un approccio sistemico per "leggere" la complessità - facilitare flessibilità di risposta a sollecitazioni esterne - rivisitare il percorso formativo compiuto alla luce dell’esperienza lavorativa rinforzando la motivazione all'apprendimento - porsi in un’ottica di apprendimento continuo Le esperienze di tirocinio/stage rappresentano per gli studenti un’ occasione per: mettere alla prova se stessi e acquisire nuovi elementi di informazione sul se' personale in un nuovo contesto di relazioni conoscere le figure professionali di riferimento e confrontarle con le proprie aspettative formulare ipotesi per la costruzione del  proprio progetto di vita e professionale esprimere le proprie capacità; far emergere i propri punti di forza e di debolezza. Valenza Formativa Valenza Orientativa Le esperienze di tirocinio/stage rappresentano per gli studenti un’ occasione per: acquisire nuovi elementi di professionalità specifica in termini di conoscenze, abilità, atteggiamenti che si innestano su quelle  acquisite nel  percorso scolastico; praticare modalità di lavoro in èquipe; vivere anticipatamente ruoli lavorativi che saranno svolti in un tempo successivo; acquisire attraverso il contatto con la realtà, maggiore consapevolezza delle problematiche del lavoro (contesto normativo, processi produttivi,  tecnologie) per favorire un positivo inserimento nella vita attiva. Valenza Professionalizzante Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

24 La collocazione dell'esperienza nel percorso formativo
Per gli Istituti Professionali il problema non si pone, in quanto le esperienze di tirocinio/stage sono ordinamentali e coinvolgono la totalità degli allievi delle classi interessate. Appare invece molto sentito negli altri ordini di scuola secondaria superiore per i quali il tipo di collocazione dipende da vari fattori quali: le valenze attribuite all’intervento Poiché le valenze possono essere  di natura orientativa, formativa o professionalizzante, il momento dell’ inserimento durante il quinquennio e nel corso dell’anno risulta condizionato. La scelta, quindi, compete all’Istituto e in particolare al Consiglio di classe che dovrà tener conto di vari fattori: infatti, il progetto di alternanza scuola lavoro, oltre al tirocinio/stage in azienda, comprende altre attività propedeutiche sotto forma di incontri, seminari, dibattiti, visite guidate a cui possono prendere parte tutti gli alunni delle classi coinvolte e solo in determinati momenti dell’anno. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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le condizioni di fattibilità interne ed esterne Le prime riguardano la disponibilità finanziaria e quella degli studenti, oltre che delle loro famiglie, ad impegnarsi anche in periodi non strettamente scolastici. Le seconde sono collegate al numero di posti disponibili, cioè alla sensibilità mostrata dalle aziende del territorio. Al di là di situazioni particolarmente felici e in realtà piuttosto rare, capita pertanto  di non  poter soddisfare tutte le domande: si pone allora il problema sia di individuare i criteri di scelta sia di effettuare la selezione cercando di dare a entrambe le operazioni la massima trasparenza e di acquisire la massima condivisione. la capacità della scuola di gestire i propri spazi di autonomia La normativa sull’autonomia consente di inserire  nel percorso formativo le attività di integrazione scuola lavoro senza bisogno di specifiche autorizzazioni. Ciò comporta, tuttavia, un’adeguata e rigorosa programmazione  attraverso cui conciliare le esigenze delle aziende e degli studenti con  i tempi e i ritmi richiesti dagli insegnamenti curricolari.   Ciascuna scuola, quindi, dovrà progettare i diversi interventi e a collocarli nel percorso formativo distribuendoli secondo una logica di equità, gradualità, coerenza   con gli obiettivi definiti nel proprio P.O.F. e d’intesa con tutte le componenti scolastiche. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

26 Tipologie di intervento in relazione all'anno di corso
Curricolo Tipologia di interventi Ambiti di sviluppo (in relazione alle tipologie di istituti scolastici) - Moduli orientativi sul mondo del lavoro e delle professioni Area di integrazione I e II anno Visite guidate in ambiti lavorativi e/o culturali Area di approfondimento - Micro stage/tirocini  in integrazione con la formazione professionale Area di progetto - Visite guidate in ambiti lavorativi e/o culturali III anno Moduli di cultura del lavoro Area delle attività integrative e Stage/tirocinio aziendale complementari - Moduli di cultura del lavoro Area di integrazione - Stage/tirocinio aziendale - Simulazione di impresa Area di specializzazione IV e V anno Realizzazione di prodotti/servizi su Area di progetto committenza esterna Area delle attività integrative - Moduli orientativi alle scelte post-diploma e complementari       Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

27 La rete dei soggetti coinvolti
Perchè la scuola possa individuare di volta in volta gli interlocutori giusti da coinvolgere è necessario che abbia chiarezza sulle competenze istituzionali di ciascuno per definire con precisione gli impegni da assumere. Infatti, alcuni soggetti svolgono un ruolo che si limita agli aspetti preparatori e organizzativi, altri partecipano direttamente allo sviluppo e all'attuazione del progetto nel suo complesso. A seconda del soggetto con cui si interagisce e a seconda delle tipologie di tirocinio/stage che si intende realizzare, potranno essere utilizzati  strumenti diversi (protocolli di intesa, convenzioni, accordi ecc.).Qualunque sia, comunque, lo strumento utilizzato, è necessario verificare che nello stesso siano contenuti tutti gli elementi utili a esplicitare i diritti/doveri reciproci a tutela delle  parti coinvolte e a garanzia del raggiungimento dei risultati . Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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In particolare nel documento che regola i rapporti tra la scuola e le aziende/enti andranno chiaramente definiti: l’oggetto la struttura del progetto gli impegni che ciascuno si assume, la durata del tirocinio/stage Farà parte integrante del documento stesso: il progetto formativo contenente il nominativo del tirocinante e dei tutors gli obiettivi e le modalità di svolgimento del tirocinio/stage i tempi di permanenza in azienda le strutture aziendali (sedi, reparti) presso cui si svolgerà il tirocinio gli estremi di identificazione delle assicurazioni. Tale documento dovrà essere firmato dal D.S., dal Responsabile dell’azienda e dal giovane tirocinante. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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Gli strumenti regolatori dei rapporti della scuola con gli altri soggetti Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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La definizione delle competenze e l’organizzazione del percorso formativo attraverso U. F. C. L'organizzazione del percorso formativo attraverso le unità formative capitalizzabili può essere realizzata con le seguenti operazioni: 1 Individuare le competenze di fine corso (standard minimi di competenze) Individuare le UFC ed assegnare il monte ore complessivo 3 Progettare le unità formative capitalizzabili (UFC) precisando per ognuna: titolo, monte ore, competenza sintetica finale, specifiche,contenuti, prerequisiti, connessioni, attività degli allievi, strumenti e modalità di valutazione 4 Progettare e descrivere il tirocinio indicando: monte ore, tipologie di aziende, di comparti e correlazione con le competenze sviluppate nelle UFC 5 Descrivere i prerequisiti per l’accesso al percorso formativo 6 Controllare la coerenza tra le competenze di fine corso e le competenze delle UFC 7 Descrivere lo sviluppo delle singole UFC nell’arco del percorso (pianificazione cicli) Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

31 Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006
Il modello delle competenze comprende le conoscenze e le capacità, considerate gli elementi “hard” del modello stesso, mentre i comportamenti ne costituiscono l’elemento “soft”. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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Ai fini del percorso formativo le competenze sono l’obiettivo di sequenze didattiche denominate U.F.C. descrivono le caratteristiche essenziali che una specifica azione formativa deve garantire per lo sviluppo di unità di competenza specifiche. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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L'Unità Capitalizzabile, secondo l’ISFOL , prevede una tripartizione delle competenze in: 􀂃 le competenze di base; 􀂃 le competenze tecnico-professionali; le competenze trasversali. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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1. Individuare le competenze di fine corso (standard minimi di competenze) Le competenze finali del percorso vanno identificate in relazione alle caratteristiche della figura professionale (Mappa delle Competenze Professionali), ma anche rispetto ad altri elementi quali: le caratteristiche del percorso formativo (durata e articolazione), in modo che ci sia coerenza tra queste ultime e le competenze-obiettivi finali; le modalità formative (formazione d’aula, laboratorio, tirocinio), in quanto alcune competenze possono essere acquisite solo grazie ad una sedimentazione che procede per gradi, seguendo l’accumularsi dell’esperienza lavorativa vera e propria; l’esigenza di valutare e certificare le competenze, che devono quindi necessariamente corrispondere ad una programmazione del percorso valutativo in grado di garantire una corretta e reale valutazione delle competenze di fine corso, attraverso la predisposizione di strumenti appositi. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

35 2. Individuare le UFC ed assegnare il monte ore complessivo
Questa operazione permette di fare una prima ipotesi di elenco di UFC e del relativo monte ore da assegnare. E' probabile che lo sviluppo dei lavori successivi mi segnali la necessità di apportare rettifiche all'impianto complessivo. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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3. Progettare le unità formative capitalizzabili (UFC) precisando per ognuna: titolo, monte ore, competenza sintetica finale, specifiche, contenuti, prerequisiti, connessioni, attività degli allievi, strumenti e modalità di valutazione) Per ciascuna UFC si deve prevedere: il titolo le competenze da raggiungere i contenuti teorici espressi in forma sintetica i prerequisiti d’accesso la durata le modalità di verifica finale. Come modello di progettazione delle singole UFC occorre utilizzare uno strumento che permetta di rendere agibile la successiva dichiarazione o certificazione delle Competenze acquisite dal corsista. La valutazione effettuata al termine di ciascuna UFC verrà utilizzata ai fini del riconoscimento dei crediti formativi maturati all’interno del percorso. Le valutazioni di fine UFC e di fine percorso dovranno prevedere alcune prove, individuate in base alla tipologia delle competenze da valutare. Il sistema di crediti nei percorsi della Formazione Professionale di base deve garantire il loro riconoscimento esterno per consentire il proseguimento nel sistema di istruzione o nell’ esercizio dell’apprendistato.Per questa ragione è necessario che le modalità di progettazione delle singole UFC siano guidate da strumenti standardizzati. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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4. Progettare e descrivere il tirocinio indicando: monte ore, tipologie di aziende, di comparti e correlazione con le competenze sviluppate nelle UFC Il tirocinio dovrà essere progettato e gestito in modo integrato rispetto agli obiettivi del corso, le attività d’aula e le propensioni professionali dei corsisti. Per quanto riguarda la struttura del progetto didattico di tirocinio non è consigliabile collocare l’attività alla fine del percorso come avviene generalmente; sarà più utile prevedere due o più UFC collocate in itinere,secondo le necessità formative. Questa organizzazione didattica potrà favorire momenti di verifica intermedia dell'attività di tirocinio per una rilettura in chiave formativa dell'esperienza di alternanza. In ogni caso sarà opportuno prevedere: una fase di preparazione dei corsisti al tirocinio; momenti di rientro in aula durante il periodo di tirocinio; una fase di valutazione complessiva del tirocinio. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

38 5. Descrivere i prerequisiti per l’accesso al percorso formativo
Una volta individuate le competenze di fine corso e quelle relative ad ogni singola UFC è possibile delineare la tipologia di pre-requisiti necessari per l’accesso al percorso: le competenze così definite saranno il riferimento per la procedura dell'eventuale selezione e di bilancio di competenze in ingresso. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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6. Controllare la coerenza tra le competenze di fine corso e le competenze delle UFC E’ importante controllare la coerenza tra le competenze di fine corso e le competenze delle UFC per giustificare l’inserimento nel processo formativo delle singole UFC, oltre a visualizzare l’interconnessione tra competenze finali e apporti delle singole UFC. La valutazione finale riguarda l’accertamento delle competenze raggiunte dagli allievi, avendo come punto di riferimento l’utilizzazione concreta di queste nei contesti lavorativi. Oggetto di analisi saranno le competenze di fine corso raggiunte, sia alla fine di ogni UFC che al termine dell’intero percorso formativo. 7. Descrivere lo sviluppo delle singole UFC nell’arco del percorso (pianificazione cicli) Nel progettare lo sviluppo delle singole UFC nell'arco dei cicli occorre tener presente la necessità di "garantire" al termine di ogni ciclo (o al massimo di due cicli) la conclusione della UFC per consentire l'eventuale dichiarazione di competenze. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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SCHEDA PROGETTAZIONE MACRO DI UNA U.F.C. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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SCHEDA PROGETTAZIONE TIROCINIO (COME UFC) Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

42 SCHEDA PROGETTAZIONE TIROCINIO (COME STRATEGIA FORMATIVA)
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43 SCHEDA MAPPA COMPETENZE FINE CORSO/SINGOLE UFC
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44 SCHEDA PIANIFICAZIONE CICLI E UFC
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45 La definizione dei ruoli e delle funzioni nel rapporto Scuola Impresa
Nel processo di apprendimento, che avviene in situazione lavorativa, tre sono i soggetti protagonisti coinvolti, ognuno dei quali gioca un ruolo determinante per la riuscita del tirocinio /stage: Sia sul versante scolastico che aziendale si distinguono due ruoli che si collocano su due livelli di responsabilità: - da un lato il dirigente scolastico e il responsabile aziendale, che sono garanti della realizzazione dell'esperienza nel suo complesso in quanto definiscono convenzioni e strumenti di tutela e prevenzione dei rischi; - dall'altro il Tutor scolastico e il Tutor aziendale, garanti del buon esito del percorso formativo dei singoli allievi. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

46 interconnessione fra i vari team di progettazione.
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47 Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006
La definizione dei ruoli e delle funzioni nel rapporto scuola impresa RUOLI FUNZIONI - è responsabile del progetto di tirocinio nel suo complesso DIRIGENTE - individua e nomina il tutor scolastico SCOLASTICO - cura i rapporti con i soggetti esterni - firma le convenzioni, gli accordi di cooperazione, i contratti - definisce con il  tutor aziendale  il programma dello stage; - firma il progetto formativo TUTOR - ha una funzione di interfaccia tra lo stagista e il contesto  aziendale SCOLASTICO - verifica periodicamente col tutor aziendale e con lo stagista lo svolgimento del programma oncordato; - raccoglie la documentazione - valuta gli esiti del tirocinio - organizza le modalità di collaborazione con la scuola RESPONSABILE - condivide le finalità e la responsabilità del progetto di stage AZIENDALE firma le convenzioni con la scuola - Individua ed incarica il tutor aziendale - concorda col tutor scolastico  il programma dello stage; - favorisce l’inserimento  dello stagista nel contesto aziendale TUTOR AZIENDALE  - stimola la conoscenza dell'organizzazione aziendale e dei suoi processi produttivi - assegna compiti specifici, esplicitando i risultati e i tempi previsti per   l’esecuzione; - rileva periodicamente col tutor scolastico e con lo stagista lo svolgimento del programma; - definisce gli esiti del tirocinio - condivide gli obiettivi e i contenuti del progetto formativo di stage di cui è corresponsabile STAGISTA - firma il progetto formativo Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

48 Tutor scolastico: compiti e competenze
Il ruolo del tutor scolastico è di fondamentale importanza per la riuscita del tirocinio/stage. Agisce, infatti da interfaccia tra scuola e territorio; non ha compiti diretti di trasmissione delle conoscenze, ma interviene sulle condizioni di apprendimento. Il suo lavoro dovrà svolgersi contemporaneamente su tre fronti, quello degli studenti, quello della scuola e quello dell'azienda. In tale ambito dovrà: costituire punto di riferimento fisso per il corsista e per l'azienda guidare il percorso di formazione individuale e collettivo, secondo le fasi e le modalità previste risolvere eventuali problemi organizzativi e comunicativi rilevare e registrare gli elementi di valutazione del processo riferire al proprio Istituto dei risultati conseguiti. Per questo motivo dovrà: possedere buone capacità di gestione delle relazioni interpersonali e di comunicazione conoscere in modo approfondito il progetto complessivo conoscere il contesto organizzativo possedere le conoscenze specialistiche e disciplinari. avere competenze di lavoro in équipe Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

49 Tutor aziendale: compiti e competenze
Compito del tutor aziendale  è  quello di creare le condizioni perché lo stagista apprenda ed impari ad apprendere in situazione e sia facilitato ad acquisire una progressiva assunzione di ruolo lavorativo in termini di capacità di analizzare dati, di individuare soluzioni, di prendere decisioni, di rispettare tempi e scadenze. Questo compito va svolto senza interpretare il ruolo del docente che riproduce, all'interno dell'azienda, il clima scolastico. Il tutor aziendale si configura come colui che affianca e sollecita  situazioni apprenditive in quanto presenta  al tirocinante l'ambiente, le persone, le regole e gli aspetti organizzativi illustra al tirocinante l'ambito lavorativo in cui viene inserito stimola il tirocinante a riflettere sul percorso effettuato, osserva i comportamenti del tirocinante e le sue capacità, in modo da far emergere e valorizzare le caratteristiche positive, segnala eventuali problemi al tutor scolastico. Per questo motivo dovrà possedere disponibilità a svolgere tale ruolo solida esperienza professionale buona capacità di comunicazione e relazione con soggetti in apprendimento. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

50 Gli aspetti assicurativi
Il problema della sicurezza con riferimento a giovani in stage/tirocinio investe: la sicurezza della “persona” dello stagista la sicurezza dei “beni”, cioè delle cose afferenti a questo soggetto in relazione alla situazione e all’attività la garanzia per eventuali danni a “terzi”, causati durante il periodo di permanenza in azienda. La soluzione dei diversi aspetti del problema deve essere perseguita attraverso un’idonea utilizzazione dello strumento assicurativo, che consente il trasferimento del “rischio” all’assicuratore e garantisce l’indennizzo del danno nei limiti contrattualmente convenuti. I rischi di infortunio, inerenti il collocamento in azienda, ricadono nel regime di assicurazione sociale previsto per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. (DPRn.156 del pubblicato sulla G.U. del n.128). Si ricorda l’esistenza dell’obbligo di comunicazione all’Ispettorato del lavoro dei nominativi dei tirocinanti Tale obbligo è normalmente assolto dall’azienda, ma in caso questa non provveda, potrà la scuola sostituirsi ad essa. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

51 Gli aspetti gestionali ed organizzativi
L’attuazione di progetti di tirocinio/stage richiede una specifica struttura organizzativa con personale espressamente preparato a svolgere i compiti connessi e a garantire risultati in termini di efficienza ed efficacia. In fase di pianificazione delle risorse è opportuno individuare le persone coinvolte dal progetto sui versanti formativo, organizzativo e gestionale e per ogni funzione declinarne le prestazioni. In questo modo si costruisce un organigramma utile anche ai fini di una previsione dei costi, di cui fanno parte: il Dirigente scolastico o un suo delegato il  coordinatore del progetto gli esperti/formatori il Direttore dei servizi generali ed amministrativi il personale ATA Al suo interno il gruppo di lavoro potrà individuare un gruppo di progetto, del quale farà parte il D.S., docenti particolarmente preparati ed esperti del mondo aziendale, al quale è affidata la progettazione tecnica e formativa dell’intervento. Giova precisare, comunque, che le attività di stage relative a tali istituti sono previste in ordinamento e sono disciplinate dal D.M. 98/94, in quanto parte integrante dell’area professionalizzante. Viene lasciata alla discrezionalità dei promotori delle iniziative di stage/tirocinio la definizione della durata minima, in  coerenza con il progetto formativo. Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

52 IL GRUPPO DI GESTIONE DEL PROGETTO
il Dirigente scolastico - Definisce accordi di collaborazione o un suo delegato - Gestisce i rapporti con gli enti istituzionali di riferimento - Seleziona  il gruppo di gestione del progetto - Definisce le procedure per la gestione finanziaria del progetto - Valuta, in fase di pianificazione, il piano delle attività proposte - Controlla le operazioni di rendicontazione finanziaria - Analizza e valuta gli esiti formativi del progetto - Definisce strategie di disseminazione dei risultati il  coordinatore - Programma e organizza le diverse attività - Coordina e supporta lo staff - Controlla l’evolversi del progetto sia sul versante  formativo che organizzativo - Controlla la correttezza sia delle attività formative che delle procedure di rendicontazione - Acquisisce i dati del progetto - Redige la relazione didattica conclusiva - Collabora nelle attività di disseminazione dei risultati gli esperti/formatori - Progettano i moduli secondo gli obiettivi del progetto - Erogano i moduli Valutano gli esiti Interagiscono con il coordinatore - Organizzano, rielaborano e documentano le attività del progetto il Direttore dei servizi - Procede alla stesura del Piano finanziario generali ed - Predispone i mandati di pagamento amministrativi - Verifica le voci di spesa - Procede alla stesura della rendiconto finale - Interagisce con il Responsabile del progetto il personale ATA - Svolge operazioni di segreteria - Si occupa della logistica per gli interventi che si svolgono all’interno dell’istituto Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

53 GLI ASPETTI ORGANIZZATIVI
- Max 4 mesi per gli studenti di scuola secondaria superiore DURATA  Max 6 mesi per istituti professionali - Localizzazione sul territorio: ambito locale, regionale, nazionale , europeo - Area professionale di riferimento CRITERI PER Presenza di idonee figure di tutor INDIVIDUAZIONE - Fascia d’età degli studenti AZIENDE Benefici derivanti ai destinatari in termini di miglioramento della professionalità e di agevolazione per l’inserimento nella vita attiva - I punti di vista comuni e condivisibili sul progetto - Esistenza di figure di tutor - Benefici derivanti all’istituzione scuola e all’azienda Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

54 Le risorse finanziarie
Nella definizione di un progetto di tirocinio/stage non basta pianificare e prevedere le attività in cui si articola; occorre anche effettuare la previsione dei costi, individuare le fonti di finanziamento e definire le modalità per la gestione finanziaria. PREVISIONE DEI COSTI Le voci di spesa possono essere: - attività di progettazione, verifica e valutazione (ove finanziabili) - docenza da parte di personale interno ed esterno - attività di tutoraggio - materiale di consumo - produzione di materiali didattici (ove finanziabili) - rimborsi spese degli stagisti (vitto, alloggio, trasporti) - assicurazione - attività di supporto (personale ATA) FONTI DI FINANZIAMENTO - Fondi ordinari del Bilancio di Istituto - Finanziamenti straordinari del Ministero della Pubblica Istruzione  - Fonti esterne: Regioni,Enti Locali, Associazioni di Categoria, Aziende Private, Unione Europea - Contributi delle famiglie Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

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principali fattori che concorrono a determinare una realizzazione ottimale dell’iniziativa   Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

56 Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006
le tappe più comuni di svolgimento del processo di realizzazione di un progetto di stage Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

57 Tecnologie della Bioedilizia
2001 CIPE Asse 1 misura 1 Azione 3 tirocini formativi nazionali e trasnazionali diretti a favorire il raccordo tra formazione e mondo del lavoro 2002 PON misura 1.2 stage nazionali e locali Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006

58 Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006
La casa ecologica FBD Bildungspark di Ludwigsburg (centro di formazione professionale) Studio arch. Peter Huebner Plus+Bauplanung Goethestr.44 Neckartenzlingen Studio arch. Gerd Hansen Archynova, Rommelmuhle Floesserstr Bietigheim-Bissingen l’Ausbildungszentrum di Geradstetten Oberer Wasen, Remshalden-Geradstetten Workshop Scuola-Lavoro Foggia P. Ventrella - 30 ottobre 2006


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