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FERRARA Le origini di Ferrara sono avvolte nel mistero. Il suo nome comparve per la prima volta in un documento dellanno 753, emanato dal re longobardo.

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1 FERRARA Le origini di Ferrara sono avvolte nel mistero. Il suo nome comparve per la prima volta in un documento dellanno 753, emanato dal re longobardo Desiderio. Nei suoi primi secoli di vita la città passò di mano in mano, fu feudo dei Canossa e alla fine raggiunse un grado di libertà sufficiente al sorgere del libero Comune. Seguirono anni di lotte intestine fra il partito dei Guelfi, capeggiato dalla famiglia Adelardi, e i Ghibellini guidati dai Torelli-Salinguerra. Dellaggrovigliata situazione seppero approfittare gli Estensi, che dopo non poche difficoltà si assicurarono la signoria e il potere incontrastato. La grande stagione culturale iniziò con la fondazione, nel 1391, dellUniversità. Poi fu un continuo crescendo di cultura e di sfarzo, che portarono la Corte Estense ai massimi livelli europei. In città convennero umanisti come Guarino Veronese, artisti del rango di Leon Battista Alberti, Pisanello, Piero della Francesca, Rogier van der Weyden e Tiziano. Tutti i massimi musicisti del tempo lavorarono per i duchi di Ferrara, per i quali furono anche scritti i versi immortali di Boiardo, Ariosto e Tasso. Il piccolo stato, sempre in precario equilibrio fra i potenti vicini, fu inglobato nello Stato Pontificio nel Iniziarono allora secoli di decadenza. Dopo la parentesi napoleonica Ferrara partecipò attivamente ai fatti del Risorgimento e poi a quelli dellItalia unita, fino a diventare la città moderna, ma ricca di ricordi del passato che possiamo ammirare ancora oggi.

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3 PALAZZO DEI DIAMANTI Così denominato grazie alla particolarissima forma degli oltre blocchi di marmo che compongono il suo bugnato, il Palazzo dei Diamanti è uno degli edifici rinascimentali più celebri al mondo. Progettato da Biagio Rossetti, il palazzo fu costruito per conto di Sigismondo d'Este, fratello del duca Ercole I d'Este, a partire dal 1493, e costituisce il centro ideale della cosiddetta "Addizione Erculea", vero e proprio raddoppio della città che Rossetti concepì per il duca. Il palazzo fu acquistato dal Comune nel Al piano terreno sono situati gli spazi adibiti ad importanti esposizioni temporanee, organizzate da Ferrara Arte e dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, mentre al primo piano l'edificio ospita la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, che conserva una collezione storico-artistica di eccezionale valore.

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5 CRONISTORIA 1494 : Alcuni documenti attestano che i lavori di costruzione del palazzo, progettato da Biagio Rossetti, sono già iniziati. 1496: La facciata dell'edificio risulta già decorata "a marmore e diamanti". 1503: Il completamento dell'edificio è affidato a Cristoforo da Milano e Girolamo da Pasino, mentre le sculture della facciata vengono commissionate a Gabriele Frisoni. 1559: Il palazzo passa in eredità al cardinale Luigi d'Este, secondogenito del duca Ercole II, che fa realizzare lo scalone d'onore e la copertura dell'ampio salone al primo piano. 1586: Cesare d'Este eredita il palazzo, dove fa eseguire un ciclo di decorazioni parzialmente conservate; tali interventi interessano fra l'altro il salone al piano nobile e le sale "Benvenuto Tisi" al piano terreno, attualmente inserite nel percorso di visita della Pinacoteca e delle mostre temporanee. 1598: Gli Este si trasferiscono a Modena, dopo la devoluzione di Ferrara allo Stato pontificio, rimanendo tuttavia proprietari dell'edificio. 1641: Il palazzo è venduto ai marchesi Villa, che commissionano alcuni interventi, fra i quali la realizzazione delle candelabre scolpite ai lati dell'ingresso. 1842: Il Comune di Ferrara acquista l'edificio al fine di sistemarvi la Pinacoteca e l'Ateneo Civico. 1944: Un bombardamento danneggia gravemente l'edificio. Diverse campagne di restauro si succedono nel dopoguerra.

6 LA CATTEDRALE La cattedrale di Ferrara nella sua forma attuale è costituita da una stratificazione di interventi. Eretta a partire dal 1135, del periodo romanico conserva il lato destro e la parte bassa della facciata. Alla metà del XIII secolo risale la parte alta della facciata, al rinascimento l'abside ed il campanile, al XVIII secolo tutta la struttura intermedia che nulla mantiene dell'originale. Al di sopra della base romanica, la facciata è costituita da tre parti, divise da contrafforti ed aperte da logge, che si innalzano in tre cuspidi uguali. Al centro, fulcro della costruzione, è il bellissimo protiro che, al di sopra del portale romanico, si apre in una loggia ed è coronato da un timpano.

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8 Al di sopra della base romanica, la facciata è costituita da tre parti, divise da contrafforti ed aperte da logge, che si innalzano in tre cuspidi uguali. Al centro, fulcro della costruzione, è il bellissimo protiro che, al di sopra del portale romanico, si apre in una loggia ed è coronato da un timpano.

9 Il portale romanico fa parte della prima fase costruttiva dell'edificio. E' caratterizzato dalla ricca decorazione scultorea attribuita a Niccolò.Il protiro è sorretto da colonne e leoni di ricostruzione: gli originali sono conservati nel nartece della chiesa. Il portale propriamente detto presenta degli strombi a fascio di colonnine e pilastrini; l'archivolto racchiude una lunetta raffigurante San Giorgio ed il drago che poggia su un'architrave scolpita con le storie di Cristo. All'interno della lunetta San Giorgio ha trafitto il drago con la lancia e si appresta a finirlo con un colpo di spada. Si tratta di un rilievo di grande valore artistico per il dinamismo dell'azione e la resa plastica del cavallo e del cavaliere. Sono ancora visibili tracce della colorazione originale. Attorno alla lunetta è scolpita l'epigrafe che attribuisce i rilievi a Niccolò: ARTIFICEM GNARUM - QUI SCULPSERIT HAEC NICHOLAUM HUNC CURRENTES - LAUDENT PER SAECULA GENTES

10 Ai lati dell'arco del protiro sono inseriti i rilievi raffiguranti Giovanni Evangelista e Giovanni Battista. La chiave d'arco presenta un rilievo con l'Agnus Dei. L'archivolto poggia su uno stretto blocco capitellare decorato a palmette tra le quali sporgono testine umane ed animali.

11 L'architrave, al di sotto della usuale teoria di archi su colonnine decorate, presenta alcune scene della vita di Cristo. 1) Visitazione 2) Presepe 3) Annuncio ai pastori 4) Adorazione dei Magi 5) Fuga in Egitto 6) Battesimo di Cristo

12 I piedritti a fascio del portale presentano una ricca decorazione scultorea i cui elementi principali sono le figure raffiguranti l'arcangelo Gabriele (a sinistra), l'Annunciata (a destra) ed i quattro profeti che predissero l'Annunciazione, Daniele, Geremia, Isaia ed Ezechiele. Le figure sono frontali, solo le teste assumono evidenza plastica mentre le braccia e le vesti sono appiattite; non vi è alcun tentativo di uscire dalla forma geometrica del pilastrino. Le figure devono assumere l'aspetto di icone senza tempo.

13 La parte superiore del protiro è opera data intorno al E' costituita da una loggia al di sopra della quale, su tre registri, si sviluppa il tema del Giudizio Universale. Opera di influenza francese, costituisce un unicum nel panorama della scultura architettonica gotica in Italia.

14 I pennacchi degli archi della loggia sono occupati dalla raffigurazione della resurrezione della carne: i morti risorgono uscendo dai loro sepolcri. Gli eletti vengono poi condotti verso il Paradiso, i dannati si avviano incatenati verso l'Inferno. Al centro del fregio superiore l'arcangelo Gabriele sta procedendo alla pesatura delle anime (la Psicostasi).

15 La processione continua sui lati del protiro verso la lunetta dove è raffigurato l'inferno che ingoia le anime ed il calderone dove vengono suppliziati i reprobi. Dalla parte opposta il Paradiso è simboleggiato da Abramo nel cui grembo vengono ospitate le anime degli eletti.

16 Nel timpano è raffigurato Cristo Giudice all'interno di una mandorla. Ai lati due angeli ostentano i simboli della passione mentre la Vergine e San Giuseppe, inginocchiati, intercedono per l'umanità. Sugli spioventi del timpano, i vegliardi dell'Apocalisse sono testimoni dell'evento.


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