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La civiltà egiziana sorse e si sviluppò sulle rive del Nilo. Grazie al fiume quella parte di territorio che lo costeggia divenne molto fertile e per questo.

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2 La civiltà egiziana sorse e si sviluppò sulle rive del Nilo. Grazie al fiume quella parte di territorio che lo costeggia divenne molto fertile e per questo fu abitata sin dai tempi antichi. Quando cadevano le piogge e le sue acque si ritiravano, il terreno si arricchiva di limo, un fango fertilissimo che consentiva alle piante di crescere rigogliose. Tra i principali prodotti cerano orzo, frumento, spelta (un tipo di frumento) e lino (che serviva per tessere una tela esportata in molti paesi).Così la ricchezza dellagricoltura consentì la nascita e lo sviluppo dellartigianato (tessuti, profumi, gioielli, ceramiche) e del commercio. Le origini della civiltà egiziana risalgono a circa il a.C. La civiltà egiziana sorse e si sviluppò sulle rive del Nilo. Grazie al fiume quella parte di territorio che lo costeggia divenne molto fertile e per questo fu abitata sin dai tempi antichi. Quando cadevano le piogge e le sue acque si ritiravano, il terreno si arricchiva di limo, un fango fertilissimo che consentiva alle piante di crescere rigogliose. Tra i principali prodotti cerano orzo, frumento, spelta (un tipo di frumento) e lino (che serviva per tessere una tela esportata in molti paesi).Così la ricchezza dellagricoltura consentì la nascita e lo sviluppo dellartigianato (tessuti, profumi, gioielli, ceramiche) e del commercio. Le origini della civiltà egiziana risalgono a circa il a.C. HOME

3 Fin dalla preistoria gli egizi furono devoti a divinità che assumevano sembianze di animali. Le divinità in quellepoca erano spesso rappresentate in forma umana anche se molte avevano però teste di animali. Un esempio è il bue Apis. Quando questi animali morivano venivano mummificati e sepolti in tombe speciali. Si credeva che un animale mummificato potesse recare messaggi e preghiere alla divinità. Questa concezione permise a molti templi di farne una fonte di guadagno. Il falco, che gli egiziani vedevano volare alto nel cielo e osservare tutte le cose sulla terra con vista aguzza, divenne per queste caratteristiche un naturale simbolo del sole. Il falco rappresentava diverse forme del dio sole, quale Horus. Il falco, simbolo di questa divinità divenne un modo di identificare la sovranità del faraone.

4 Il serpente: Secondo i racconti mitologici egizi, la femmina del cobra è il simbolo di Wadjet, locchio del dio solare Ra, che si era staccata dal padre per poi farvi ritorno e collocarsi sulla sua fronte. Quindi il serpente sulla corona del sovrano simboleggia la forza distruttrice, al servizio del sovrano per sterminare i suoi nemici, che sono poi anche i nemici dellEgitto. Wadjet era una specie di serpente buono, che vegliava perché il mondo non precipitasse nel caos. Lesempio principale di serpente cattivo era Apophis il grande serpente cosmico, avvolto intorno alla terra che minacciava continuamente di distruggerla. Il sole era in continua lotta con Apophis per cercare di sconfiggerlo per ripristinare lordine nel mondo. In questa lotta, tutte le notti Apophis attaccava il sole mentre questo viaggiava sulla barca che lo portava nellaldilà. Apophis tentava di inghiottire tutta lacqua del mare in modo di poter poi circondare la barca e ogni notte le divinità che mantenevano lordine nel mondo riuscivano ad avere la meglio su di lui. La mucca rappresentava la dea Hathor che era la principale divinità dellamore e della fertilità, governava la bellezza e la musica. Veniva spesso rappresentata con una donna con corna di mucca o come una mucca che era uno dei molti simboli con cui venivano rappresentate le divinità materne. Il latte aveva per gli egizi un particolare significato rituale di resurrezione e purificazione.

5 Forse per ricordare l'operosità della mosca, che non sta mai ferma, il faraone dava come premio,degli amuleti in oro a forma di mosca,ai soldati che avevano combattuto con particolare valore in guerra. LOrdine della mosca doro, veniva conferito per azioni ardite e coraggiose. Lantica parola egizia per la parola anatra è Geb e luccello era quindi associato al dio della terra Geb. Lanatra era anche sacra a Amon-Ra, insieme al gatto e allariete.

6 Il gatto, in origine era un animale selvatico. Gli egizi iniziarono ad addomesticarlo per la sua abilità a tenere lontani i piccoli roditori delle abitazioni e dalle provviste di cibo. Una rappresentazione del dio del sole, Ra, fu il grande gatto protettore del corso solare dalle insidie del serpente Aphopis. I gatti, dal Medio Regno vennero considerati animali sacri alla dea Bastet, una divinità molto popolare, figlia di Ra, che regnava sullamore, sulla fertilità e sui giorni di festa. Bastet veniva raffigurata come un gatto o con la testa di gatto e il corpo di donna. Gatti sacri vivevano nel tempio di Bastet e quando morivano venivano mummificati e rivestiti di bende di lino. Lo scarabeo rappresentava una forma del dio sole Ra. In natura, lo scarabeo compone una palla di sterco fresco nella quale depone le uova e che poi fa rotolare in un luogo sicuro. Quando nascono i piccoli, questi dipendono dallo sterco come fonte di nutrimento. Gli egizi, vedendo lo scarabeo uscire dalla palla di sterco che poi spingeva, ritennero che linsetto si creasse da sé e potesse essere paragonato al dio sole che spinge davanti a sé la palla del sole. Quindi lo scarabeo fu venerato da un lato come Khepri, colui che esce dalla terra, e dallaltro come Atum, dio demiurgo, autocreatosi, origine degli dei e dellintero universo. HOME

7 Per molti anni, la più antica iscrizione geroglifica è stata la Paletta Narmer, trovata durante gli scavi a Hierakonpolis (la moderna Kawm al-Ahmar) alla fine del XIX secolo, databile al 3000 a.C. circa. Molti studiosi moderni tentarono di decifrare i geroglifici nei secoli, soprattutto Athanasius Kircher nel XVII secolo, ma questi tentativi fallirono o quanto meno giunsero a trascrizioni fittizie basate su presupposti errati, basandosi sullipotesi che i geroglifici avessero esclusivamente un valore simbolico. Si deve principalmente a Jean-François Champollion la decifrazione della scrittura egizia agli inizi del XIX secolo. La scrittura geroglifica consta di 24 caratteri principali (simboli per un singolo suono), ai quali si aggiungono molti più segni biconsonantici (simboli per due fonemi combinati). Vi sono anche segni triconsonantici (tre fonemi), anche se sono meno comuni degli altri. In totale la scrittura geroglifica consta di circa 800 caratteri.

8 L'orientamento dei segni geroglifici può essere in linea od in colonna. I geroglifici scritti in orizzontale possono essere letti in maniera destrorsa o sinistrorsa secondo lorientamento delle figure descritte (se sono rivolte a destra la lettura è da destra verso sinistra). Nel caso fossero disposti verticalmente vanno letti dallalto verso il basso. Anche nel caso di più simboli presenti in una stessa riga e disposti "uno sopra l'altro", vanno letti dall'alto verso il basso. Le fasi storiche della lingua egiziana vedono lantico egiziano (Antico Regno), il medio egiziano (Medio Regno), considerato la lingua classica e impiegato nei testi ufficiali, il neoegiziano (Nuovo Regno) e il demotico; una fase più recente è testimoniata dal copto. La scrittura inizialmente pittografica, si modificò in senso ideografico-sillabico e assunse successivamente le forme: geroglifica basata sulla combinazione del pittogramma, dellideogramma e del fonogramma e usato prevalentemente nelle iscrizioni; ieratica una forma abbreviata del precedente; demotica, espressione di unulteriore semplificazione e copta influenzata dal sistema alfabetico greco.

9 Lo scriba usava i fogli del papiro che veniva raccolto sulle rive del Nilo, dove era molto abbondante. Il fusto veniva tagliato in strisce corte e sottili. Le strisce erano affiancate e ricoperte con resina. Più strisce venivano sovrapposte e sistemate ad angolo retto. Gli strati venivano pressati e lasciati asciugare. Per formare un rotolo si univano insieme vari fogli di papiro. Alla fine il papiro era pronto per essere usato dallo scriba. HOME

10 Gli Egiziani proteggevano i corpi dei loro cari dopo la morte. Perciò ai corpi defunti praticavano un trattamento speciale: la mummificazione:cospargevano il cadavere di sale per molti giorni, poi lo avvolgevano in bende di lino spalmate di oli profumati e lo adagiavano nel sarcofago: una bara di legno a forma umana riccamente decorata. E custodivano il corpo così imbalsamato nelle piramidi.

11 Il tipo di mummificazione variava secondo la classe sociale alla quale apparteneva il defunto. Vi erano sacerdoti addetti a queste pratiche, conoscitori dell'anatomia umana, dovevano essere cauti nell'estrazione degli organi del defunto poiché avrebbero potuto danneggiarli e quindi cancellare la vita ultraterrena del defunto. Durante il processo di mummificazione, i sacerdoti collocavano una serie di amuleti in mezzo alle bende, sulle quali erano scritte formule destinate ad assicurare la sopravvivenza del defunto nell'aldilà. Una volta preparato, il cadavere veniva deposto nel sarcofago, quindi si formava il corteo che lo avrebbe condotto alla tomba. Il sacerdote funerario era in testa, seguito da alcuni che portavano gli oggetti appartenuti al defunto che gli avrebbero garantito una confortevole vita ultraterrena. Il sarcofago era trainato da una slitta, mentre una seconda slitta trasportava i vasi canopi. Quando la processione arrivava alla tomba, il sacerdote eseguiva il rito dell'apertura della bocca, per mezzo del quale, secondo la tradizione, la mummia avrebbe ripreso vita. Tutto il corredo funebre, insieme al sarcofago e alle offerte, era depositato nella tomba, che in seguito veniva sigillata affinché nessuno potesse turbare l'eterno riposo del defunto. Dunque questi iniziava un lungo viaggio attraverso il mondo dell'oltretomba. Il defunto veniva condotto da Anubi, il dio dei morti, nella cosiddetta Sala delle Due Verità. A un'estremità c'era Osiride, seduto su un trono e accompagnato da altre divinità e 42 giudici.

12 Al centro della sala era posta la bilancia, le cui assi erano misurate attentamente da Thot, dio degli scribi, sulla quale veniva pesato il cuore del defunto. Davanti alla divinità e ai giudici, il defunto doveva pronunciare la confessione negativa: la sua dichiarazione di innocenza. Dopodiché, se il piatto sul quale giaceva il cuore si fosse inclinato più di quello sul quale giaceva la piuma, simbolo della giustizia, questi sarebbe stato divorato da Amit, un mostro metà ippopotamo e metà leonessa. In caso contrario il defunto sarebbe potuto entrare nel regno di Osiride e raggiungere così i campi di Iaru, una sorta di paradiso, dove gli ushabti, ometti di legno costruiti appositamente, avrebbero lavorato per soddisfare le sue necessità. Prima di raggiungere però la gradita meta, l'anima del defunto doveva compiere un lungo viaggio. Sulla barca del dio Ra, si doveva oltrepassare un lago infuocato, sorvegliato da quattro babbuini, affrontare coccodrilli, serpenti e il perfido Apofi, gigantesco mostro condannato in eterno a minacciare l'affondamento della barca di Ra. Unico aiuto per il defunto erano gli amuleti e le formule posti dai sacerdoti durante la mummificazione.

13 LE DECORAZIONI DEI SARCOFAGI Con i loro colori allegri e vivaci, i sarcofagi egiziani non ispirano tristezza o infelicità. Il tipo di decorazione riflette la fiducia delgi antichi Egizi nel fatto che il defunto avesse lasciato questa vita per un mondo migliore. Abili artisti dipingevano sulle superfici splendidi geroglifici e immagini religiose. Molto comuni erano le scene ispirate al "libro dei mortI. Altri episodi raffigurano il dio sole Ra, a cui il defunto doveva ricongiungersi in cielo, o lo scarabeo, simbolo della rinascita. Su molti sarcofagi venivano dipinte varie divinità associate a Osiride, in particolare i quattro figli di Horus. Un'altra figura ricorrente era la dèa del cielo Nut, che compare spesso sul coperchio o sul fondo del sarcofago, con le ali ricoperte di piume avvolte attorno alla mummia per proteggerla.

14 CHE COSA SONO LE MUMMIE Le mummie sono corpi conservati di persone o animali morti. La parola originariamente fu coniata per definire le salme avvolte in bendaggi proprio dell'antica civiltà Egizia. In senso più ampio però, qualsiasi cadavere che abbia conservato la pelle è una mummia. Se al momento della morte o della sepoltura si verificano determinate condizioni, le salme possono mummificarsi (conservarsi) in modo naturale. Questo può accadere nei luoghi umidi e paludosi, al freddo rigido delle regioni polari. Più spesso tuttavia i cadaveri si mantengono per disidratazione (essicazione), nei climi asciutti e ventilati. Molte culture hanno messo a punto un metodo particolare - detto imbalsamazione - in grado di produrre artificialmente questo risultato. Gli antichi Egizi sono famosi per i loro sofisticati metodi di imbalsamazione e per i complessi usi funebri, ma non sono stati i soli popoli ad imbalsamare i loro morti. In ogni cultura in cui viene praticata, solitamente la mummificazione, ha un significato religioso, legato alla speranza della continuazione della vita dopo la morte IL BENDAGGIO DELLA MUMMIA La mummia veniva avvolta accuratamente in centinaia di metri di lino. Oltre alle bende, si utilizzavano anche sudari di lino avviluppati intorno al corpo come una cappa. Ogni sudario doveva essere abbastanza grande da poter essere annodato in cima, dietro la testa, e sotto i piedi. Sulla mummia si contano in qualche caso persino venti strati alternati di bende e sudari. L'esatta disposizione degli strati variò molto da periodo a periodo e può servire a stabilire l'età della mummia. Il primo strato era costituito in genere da un sudario. Venivano poi avvolte separatamente le dita delle mani e dei piedi, quindi una lunga striscia di lino che cominciava dalla spalla desra veniva incrociata sulla testa. Per sostenere il capo, sotto il mento si passava un pezzo di stoffa annodandolo sulla testa. Fra gli strati venivano inseriti amuleti protettivi e, talvolta, i gioielli del defunto. Contemporaneamente si spalmava sul lino della resina liquida e vischiosa che incollava le bende e le faceva indurire una volta asciutte. Il bendaggio durava circa due settimane ed era accompagnato dalla recita delle preghiere rituali. I numeri poi, avevano molti significati per gli egizi, così tradizionalmente le mummie venivano avvolte in sette sudari, dato che il 7 era considerato un numero magico. Sul sudario più esterno venivano spesso dipinte formule magiche e incantesimi per proteggere la mummia che era racchiusa. Un imbalsamatore speciale chiamato il "sorvegliante dei misteri", era addetto alla scelta dei pezzi di lino con cui avvolgere il capo. Le orbite venivano riempite con batuffoli di lino e sul viso si applicavano striscioline di stoffa.

15 I faraoni, per passare nell'Aldilà, dovevano però affrontare un grande ostacolo, e la loro strada era molto più complicata rispetto a quella della gente comune. Essi, infatti, dovevano affrontare il Tribunale di Osiride. I miti attinenti agli antichi dei egizi erano moltissimi e spesso all'interno di essi c'erano molte contraddizioni, dovute in gran parte al carattere per niente unitario della religione. Tra essi, ce n'è uno molto famoso ed importante: si tratta del mito di Osiride, nel quale viene narrata l'intricata vicenda familiare nata dalla gelosia di Seth. Gli egizi usavano seppellire i morti insieme agli oggetti di uso domestico più frequente. Questo perchè credevano che,dopo la morte, nell'Aldilà il defunto avrebbe ripreso una vita normale, e quindi doveva assolutamente avere i suoi oggetti con sè. Nelle tombe, inoltre, sono state ritrovate anche alcune piccole statuette, dette "sciaubti", che sarebbero servite all'individuo come degli schiavi, e avrebbero svolto per lui il suo lavoro. Quindi, secondo gli egizi, la vita nell'Aldilà era persino più bella di quella terrena. Tuttavia, il passaggio nel nuovo mondo non era così facile, il defunto doveva compiere un lungo viaggio ed affrontare diversi ostacoli. Per questo, i sacerdoti scrivevano i cosiddetti "libri dei morti", che consistevano in grosse pergamene interamente scritte a geroglifici le quali venivano deposte nella camera di sepoltura. Il contenuto degli scritti avrebbe aiutato il defunto a compiere il viaggio, grazie a saggi consigli e ad indicazioni. Qui, il Dio dei morti stabiliva se il faraone era del tutto innocente o se aveva commesso qualche errore durante la sua vita terrena. Nel tribunale, secondo gli antichi Egizi, si trovava una grossa bilancia che avrebbe aiutato Osiride a giudicare il faraone. HOME

16 Le Piramidi d'Egitto Le Piramidi egiziane sono nati dallambizione di vivere per sempre. La parola piramide deriva dalla lingua greca, pyramis, per gli egizi la piramide significava molto. Nei tempi protodinastici i corpi dei defunti erano seppelliti in semplici tombe, nella sabbia e nel deserto. Durante le prime dinastie i sovrani iniziarono ad usare delle strutture di sepoltura più elaborate destinate ai membri della corte. Le tombe a màstaba erano costituite un "gradone" di forma tronco-piramidale. La struttura conteneva alcune cappelle rituali e due porte: una "falsa", attraverso la quale era consentito al defunto lasciare l'aldilà per andare a ricevere le offerte deposte dai vivi, ed un pozzo, chiuso con pietre e detriti, molte volte assai profondo.

17 La transizione dalla piramide a gradoni a quella con le pareti lisce ebbe luogo, durante il regno del Re Snefru. Nata probabilmente come piramide a gradoni, e forse proprio per questo, o per l'ancora poca esperienza architetti, la struttura collassò scoprendo di nuovo l'aspetto originale a gradoni che possiamo ancora oggi ammirare. Snefru costruì altre due piramidi, a Dashur. La prima è stata progettata con una vera struttura piramidale a facce piatte. Snefru realizzò poi un'altra piramide, che scelse come luogo di sepoltura. A causa del colore delle sue pietre, quest'ultima è chiamata anche la "piramide rossa" e ha le dimensioni quasi quanto la Grande Piramide di Cheope. La sua base di 220m e la sua altezza di 104m. Cheope voleva sorpassare il suo padre, costruendo una piramide ancora più grande, ancora più imponente. Alta in origine 147m, ha oggi un'altezza lievemente inferiore a causa della rimozione del rivestimento di calcare e del pyramidion. HOME

18 Il faraone è il re dell'antico Egitto. Egli è strettamente legato agli dei, tanto da essere considerato l'incarnazione di Horo sulla Terra. In qualità di tramite tra l'umanità e gli dei, egli viene rappresentato sulle pareti e sui pilastri dei templi intento a rendere omaggio alle varie divinità. Non potendo essere presente in tutti i templi, il faraone delega dei sacerdoti che svolgono le funzioni di culto. Solo il faraone e nessun altro può decidere di edificare o ampliare i luoghi di culto. La regalità del faraone rimarra immutata per oltre 3500 anni senza mai venire interrotta neanche durante le invasioni straniere, che approfittarono di questo significato religioso per appropriarsi del potere, sino all'avvento del Cristianesimo. La figura religiosa non fu nemmeno mai criticata, mentre esistono alcuni giudizi negativi riguardanti i faraoni, in particolare quelli dell'Epoca Tarda, ma anche illustri personaggi come Cheope e Pepi II. Tutta la società egizia ha quindi come punto di riferimento il faraone. La storia viene divisa in dinastie e l'arte viene adeguata ai gusti del faraone. Anche i vari strati sociali sono legati alla sua politica: si lavora per lui e da lui si ricevono i beni di sostentamento Ogni faraone dal momento dell'incoronazione si presenta come colui in grado di riportare l'ordine (Maat). Così egli avrà il compito di sconfiggere il male per tornare ad una rinnovata perfezione. E' per questo motivo che alcuni faraoni che non intrapresero alcuna campagna bellica venivano ugualmente ritratti in azioni militari…. Nei tempi più antichi il re era chiamato Neter-nefer. La definizione "faraone" entra nell'uso comune a partire dal Nuovo Regno. Significa letteralmente "La grande casa". L'origine del termine stava ad indicare il Palazzo Reale, mentre solo in un secondo tempo, con lo stesso appellativo, veniva identificato il faraone stesso. Il modo con cui veniva raffigurato il faraone mostra parecchie affinità con gli dei. Infatti nelle raffigurazioni gli Egiziani venivano disegnati sempre ben rasati, mentre gli dei venivano disegnati con una barba cerimoniale ricurva nella sua estremità. I sovrani, dal canto loro, portavano una barba posticcia dritta che si trasformava in ricurva solo dopo la morte, quando cioè il re diveniva Osiride. Occorre notare che il solo dio Ptah veniva ritratto con la barba dritta tipica del re ancora in vita. Per quanto riguardo gli abiti indossati dal faraone bisogna separare i vari periodi storici in quanto ogni periodo aveva le proprie caratteristiche. Nell'Antico Regno il re era solito indossare un gonnellino molto corto chiamato shendjut. Nel Nuovo Regno i sovrani preferiscono vestire una gonna lunga e liscia con una camicetta senza maniche. In occasione della festa Sed, il faraone indossa anche un corto manto piuttosto attillato. Ciò che però contraddistingue indiscutibilmente la persona del faraone sono le corone. In antichità, quando ancora esisteva la suddivisione in Alto e Basso Egitto, esistevano due corone differenti. HOME

19 Al nome Tutankhamon è legata la più favolosa scoperta d'Egitto. La sua tomba fu infatti ritrovata intatta da Howard Carter nel Le immagini del favoloso tesoro e la leggenda della maledizione del faraone fecero il giro del mondo. La storia di Tutankhamon come faraone non è però altrettanto nota e perciò quì sotto ne narriamo i punti essenziali. La tomba di Tutankhamon, vista la prematura ed improvvisa morte del faraone, fu realizzata in meno di settanta giorni e anche l'imbalsamatura del cadavere fu frettolosa. Dalle scritte presenti si vede rappresentato il gran visir Ay che celebra il funerale del faraone vestito già delle insegne e dei riconoscimenti del futuro faraone. La morte di Tutankhamon è avvolta nel mistero. La sua prematura scomparsa è, per molti, la dimostrazione che il giovane faraone fu assassinato. Come detto in precedenza alcuni esami effettuati sul cranio di Tutankhamon hanno rivelato la presenza di un buco probabilmente provocato da un corpo estraneo. La calcificazione di tale buco conferma ulteriormente questa teoria. Tutankhamon sarebbe dunque stato ucciso forse perchè aveva deciso di seguire le orme del suo predecessore Akhenaton. Ma da chi? I maggiori indiziati, secondo gli studiosi, sono Ay, suo successore al trono, e Horemheb, successore di Ay e potente capo militare. Oltre ai misteri legati alla morte di Tutankhamon, ve ne sono altri riguardanti la sua tomba: come fu possibile allestire in così breve tempo una tomba di così grande splendore? Un'ipotesi molto interessante viene promossa da Nicholas Reeves. Egli sostiene che fu il nuovo faraone Ay ad occuparsi, come di rito, della degna sepoltura del suo predecessore. I 9 anni di regno non furono sufficenti a preparare una tomba nuova, per cui Ay decise di adattarne una a Tutankhamon. Le ricerche di Reeves indicano nelle tombe di Akhenaton e Nefertiti quelle più indicate ad ospitare il corpo di Tutankhamon. I tesori di queste due tombe vennero perciò trasportati in quella di Tutankhamon. Nella tomba del giovane faraone vennero infatti rinvenute statuette dai lineamenti prettamente femminili e incisioni cancellate e adattate al nome di Tutankhamon. HOME

20 Oggi è probabilmente la più famosa di tutti i sovrani dell'Antico Egitto ed è conosciuta con il nome di Cleopatra, anche se fu la settima ed ultima regina a possedere quel nome. Cleopatra comunque non fu mai di fatto l'unica sovrana dell'Egitto, avendo regnato insieme al padre, al fratello, al fratello-marito ed al figlio. Cleopatra VII nacque in Grecia anche se è tradizione dire che sia nata ad Alessandria d'Egitto dal faraone Tolomeo XII Aulete e probabilmente da una concubina che si dice sia morta un anno dopo la nascita di Cleopatra. La causa sarebbe da attribuire al marito, nonché padre di Cleopatra. Secondo la testimonianza di Strabone Tolomeo XII ebbe solamente una figlia legittima, Berenice IV, dalla sorella- moglie Cleopatra V Trifena. Basandosi su questa notizia e sul fatto che Cleopatra fosse l'unica della sua famiglia a parlare egiziano alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi di una ascendenza egizia della regina. HOME

21 La religione degli antichi Egizi, oggi completamente sostituita dall'Islamismo, era di tipo politeista. Gli dei erano rappresentati in diversi modi, spesso sotto forma di animali, e venivano costruiti enormi templi in loro onore.

22 Personificazione del dio solare, associato ad Atum (il tutto) è, secondo le teologie Eliopolita ed Ermopolita, il creatore dell'universo. Viaggiava nel cielo con il suo equipaggio su due barche: quella del giorno e quella della notte. Veniva ingoiato la sera da Nut e partorito la mattina. Da lui era stata emanata una figlia, Maat. Ra Dio di Busiride. Figlio di Nut e Geb, é il dio- re dell'Egitto, lo sposo-fratello di Iside e il padre di Horus. Dopo la morte regna sull'aldilà dove, oltre che sovrano, é giudice supremo. Come dio della vegetazione viene spesso rappresentato in forma di mummia da cui germogliavano delle piante. Osiride HOME

23 Con il caldo clima che caratterizzava il paese del Nilo, gli abiti non erano molto necessari soprattutto durante il Medio Regno, periodo in cui il clima era molto più caldo di quello odierno. L'abbigliamento quindi era molto semplice e per niente elaborato : perizomi per gli uomini e semplici vesti per le donne. Durante il Nuovo Regno il clima si rinfresca e le temperature cominciano ad abbassarsi così iniziano a fiorire vesti più complesse. Tuttavia rispetto alle semplici vesti sopra citate le mode che cambiarono vanno riferite sempre a seconda delle varie classi sociali: gli indumenti erano sempre e comunque prevalentemente di lino anche se di diverse qualità; la lana non veniva quasi mai utilizzata. In questo periodo si possono eseguire le varie trasformazioni della moda ; basti pensare che del semplice perizoma maschile si conoscono almeno una quarantina di varianti. Orefici al lavoro in un rilievo di Saqqara

24 L'indumento maschile più comune era il perizoma che copriva l'uomo dalla cintola alle ginocchia. Tutti, anche gli dei sono vestiti con questo semplice indumento per cui anche il faraone non esce da questo schema. Con il passare del tempo questo semplice indumento si arricchisce e si complica fino a diventare più lungo, a gonfiarsi e riempirsi sempre di più di pieghettature, sbuffi e rigonfi. L'uomo si cinge la cordicella di tessuto intorno ai lombi e poi si infila sul davanti il tessuto triangolare centrale. Viene preso il tessuto più grande che avvolgerà i fianchi. Il tessuto viene avvolto intorno ai fianchi

25 Le donne portavano un lungo abito molto attillato e stretto sotto il seno. Sopra di questo veniva utilizzato un manto. Anche le dee vestono alla stessa maniera: esse hanno vesti finissime che ne lasciano intravedere le forme. Generalmente l'abito informale era composto da una veste di finissimo lino che lasciava intravedere il corpo con la sua trasparenza. Il modello è del Nuovo Regno Principessa del Periodo Ramesside in procinto di mettersi i sandali. Per il resto porta solo un drappeggio intorno alle anche lasciando scoperto il seno Dama di corte del Terzo Periodo intermedio raffigurata in un momento di relax nei suoi appartamenti privati

26 I Trucchi I trucchi, per gli antichi Egizi, avevano il fine di proteggere la pelle da riverberi e irritazioni causati dal clima asciutto e dalla sabbia. Dai papiri ritrovati si è scoperto che la malachite (un minerale color verde smeraldo)e la galena (un composto del piombo color grigio scuro) venivano applicate sulle palpebre per curare il tracoma (infezione dellocchio), mentre locra rossa era utilizzata per le labbra e le guance come i moderni rossetti e fard. La galena e la malachite non si trova non in natura ma sono il risultato di processi chimici che, quindi, lasciano intravedere una grande conoscenza in materia. I trucchi erano consideratifluidi divini e perciò appartenevano al corredo funerario del defunto. Elemento importantissimo delleleganza femminile, seguiva regole ben definite.

27 Erano molto diffuse. Sia gli uomini che le donne si radevano quotidianamente, indossavano le parrucche solo in caso di cerimonie o occasioni speciali. Esse erano fatte di capelli veri e pieni di resine e cera dapi ed avevano funzione sia estetica che igienica in quanto costituivano un efficace protezione contro i pidocchi.

28 Gli antichi egizi camminavano quasi sempre scalzi considerando le calzature un accessorio puramente ornamentale e non indispensabile. Nonostante i sandali fossero già conosciuti nellepoca predinastica, le donne non ne facevano uso, mentre gli uomini li indossavano soltanto, quando si recavano a far visita a qualcuno. In questo caso le persone di un certo rango si facevano accompagnare da un servo il cui compito era quello di portare le calzature che il padrone avrebbe indossato, ma soltanto nel momento in cui sarebbe giunto a destinazione. Talvolta i dignitari calzavano dei sandali, che invece, vennero portati più comunemente durante il Nuovo Regno. Semplici sandali con la suola di scorza di palma o di papiro intrecciato sono stati ritrovati,spesso molto ben conservati, in tombe sia ricche che povere. Al tempio ci si reca calzando sandali bianchi. I sandali erano le calzature più diffuse: ne esistono di moltissimi modelli, a seconda della moda. erano fatti in fibra di papiro, lino o cuoio. HOME

29 La casa tipo del funzionario era caratterizzata da un piano terra destinato alle attività commerciali, il primo piano al ricevimento degli ospiti, il secondo alle stanze da letto ed agli alloggi per le donne dell' harem. I vari piani erano collegati da una scala che arrivava fino al granaio. Nella parte alta spesso trovavano posto anche poveri alloggi per i servi. Ad Amarna, le case degli amministratori del Faraone erano caratterizzate da un vasto cortile d'accesso rettangolare occupato da una piscina, popolata di pesci e decorata da piante acquatiche galleggianti. I muri interni erano decorati da affreschi. I costruttori di tombe vivevano invece in case realizzate in mattoni crudi. L'arredamento della casa egiziana era essenziale. Nelle case più povere il mobilio si limitava ad alcune panche, un baule in legno, e stuoie con un poggiatesta per dormire. Nemmeno le dimore signorili, tuttavia, richiedevano un arredamento complesso. La cucina disponeva di solito di un braciere, di un forno in muratura e di ceste e orci per contenere le vivande. Gli egizi non amavano le grandi tavolate; si mangiava seduti su stuoie, apparecchiando su tavolini bassi per una sola persona o al massimo due. Più elaborati erano i seggi,riservati ai funzionari per lo svolgimento delle loro funzioni o ai personaggi nobili quando davano udienze. Molto importante era il letto, sostenuto da due gambe a X e da un poggiatesta per dormire. HOME

30 A CURA DELLA CLASSE 1° C anno scolastico


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