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Connessioni storiche con Napoli. Gli Angiò I nostri rapporti con la casa reale dAngiò cominciarono con il matrimonio doppio tra la casa degli A rp a d.

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Presentazione sul tema: "Connessioni storiche con Napoli. Gli Angiò I nostri rapporti con la casa reale dAngiò cominciarono con il matrimonio doppio tra la casa degli A rp a d."— Transcript della presentazione:

1 Connessioni storiche con Napoli

2 Gli Angiò I nostri rapporti con la casa reale dAngiò cominciarono con il matrimonio doppio tra la casa degli A rp a d e quella degli Angiò di Napoli, in quanto i figli di Stefano V (re dUngheria, ) Maria e Ladislao Kun sposarono Carlo II dAngiò, re di Napoli e Isabella dAngiò. Mentre Isabella dAngiò si recò a Buda, Maria dArpad si trasferì a Napoli. Per la strana smorfia della storia entrambi i matrimoni furono particolarmente infelici. La speranza che la casa Arpad continuasse con un erede di Ladislao, fallì per lantipatia da parte del marito per Isabella. Nonostante i coniugi fossero rinchiusi con forza in una camera, Ladislao si rifiugiò dai kun (una popolazione nomade nella Grande Pianura), e si consolò con le loro donne.

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4 Carlo Roberto Carlo Roberto d'Angiò, essendo il nipote di Maria dArpad e bisnipote di Stefano V aveva il titolo legale per rivendicare la corona magiara dopo la morte dellultimo nostro re della casa degli Arpad (Andrea III, 1301). Dopo le guerre di successione diventò re d'Ungheria dal Venne incoronato nella chiesa della Madonna di Buda. Ma questa instaurazione non fu considerata pienamente valida fino al 1310, quando, a Szekesfehervar, Carlo fu incoronato con la corona consacrata, recuperata dalle mani dei baroni ribelli.

5 Andrea d'Angiò figlio di Carlo Roberto, nel 1333, a sette anni sposò sua cugina Giovanna dAngio, figlia maggiore di Carlo di Calabria, primogenito di Carlo Roberto. Il matrimonio fra Andrea e Giovanna fu sfortunatissimo, vista l'insofferenza reciproca che dominava i loro rapporti. Già durante l'adolescenza, Giovanna cominciò ad intrattenere una relazione amorosa con un altro cugino. Andrea e Giovanna d'Angiò

6 La torre medioevale della dimora estiva degli Angiò a Nocera, dove probabilmente anche Andrea e Giovanna trascorsero un po di tempo.

7 Il Castello di Nocera con la torre degli Angiò

8 Dopo la morte del re di Napoli, Roberto d'Angiò, detto il Saggio - il cui testamento stabiliva che Andrea fosse incoronato re di Napoli per suo proprio diritto, visto che Roberto aveva spodestato il padre di Andrea dal trono napoletano - la sedicenne Giovanna si oppose al rispetto della disposizione testamentaria grazie anche al supporto della nobiltà napoletana. Nel 1343 a Roma, fu incoronata la sola Giovanna regina di Napoli, mentre il marito Andrea dovette accontentarsi del titolo di duca di Calabria.

9 Per questo la regina Erzsebet (la madre di Andrea) si recò a Napoli, cercando di ottenere lappoggio del papa per poter incoronare suo figlio. Il papa non volendo unalleanza troppo forte fra lUngheria e Napoli, prorogava la decisione. Alla fine a vincere la resistenza del papa era lenorme quantità doro e dargento che Erzsebet spese a Avignon. Non pare che ne avesse valso la pena. Andrea incautamente rivelò le sue intenzioni che avendo il potere avrebbe fatto i conti con i ribelli.

10 Così i nobili vicini a Giovanna decisero di risolvere drasticamente il problema organizzando l'uccisione di Andrea. Il 18 settembre 1345 il duca di Calabria fu assassinato nel monastero di Aversa da un gruppo di congiurati. L'episodio gettò pesanti sospetti sulla regina stessa, che in molti indicavano come la vera artefice e mandante dell'omicidio del marito. Poco tempo dopo, Giovanna metteva al mondo Carlo, figlio del defunto Andrea.

11 La tomba di Andrea (Napoli, Santa Chiara)

12 Luigi I, detto il Grande

13 Luigi I fu incoronato re d'Ungheria nel 1342, dopo la morte del padre Carlo Roberto. Si mise alla testa di una spedizione contro Napoli per vendicare l'assassinio di suo fratello Andrea. D opo aver ottenuto a suon doro l'appoggio politico e militare di molti principi italiani Luigi entrò a Benevento ai primi del 1348 raccogliendo ovunque l'acclamazione dei baroni napoletani. La regina Giovanna si diede alla fuga e, lasciata Napoli in nave, si diresse in Provenza, dove poco dopo l'avrebbe raggiunta il secondo marito, Luigi di Taranto.

14 Stabilito senza troppe difficoltà il proprio controllo sul regno, Luigi fu accolto a Napoli con tappeti di fiori. Però fu improvvisamente costretto alla ritirata per larrivo della peste nera.

15 Nell'abbandonare in fretta e furia la capitale, il sovrano lasciò la reggenza del reame napoletano nelle mani di due funzionari ungheresi. Contro di essi ed anche a causa dellarroganza di Luigi si sarebbe presto scatenato il malcontento dei baroni e del popolo, che avrebbe aperto a Giovanna e Luigi di Taranto la via del ritorno sul trono.

16 Due anni dopo, Luigi tornò alla riconquista dell 'Italia meridionale con una seconda spedizione contro Giovanna. Giunse a Napoli nel 1350, ma la stanchezza delle sue truppe stremate, che chiedevano con forza la fine delle ostilità, costrinse il re a rinunciare alla conquista del trono napoletano.

17 Durante la seconda impresa militare Luigi accettò la sfida a duello di Luigi di Taranto per concludere il conflitto. Ma il duello non ebbe luogo perché i due cavalieri non riuscivano a mettersi daccordo dove lottare. Luigi si comportò come un re cavaliere ideale, anche quando si gettò nel fiume per salvare la vita di un suo soldato. Non risparmiò se stesso durante le battaglie: presso Canosa di Puglia arrampicandosi sulle mura subì una ferita grave di freccia sulla coscia. Luigi, il re cavaliere

18 Prima di lasciare l'Italia, Luigi ottenne che si svolgesse un processo per declarare la responsabilità di Giovanna nella morte di Andrea L esito del processo invece fu il riconscimento dellinnocenza della regina Giovanna perché alla corte papale di Avignone gli Angioini avevano una forte influenza. Cosí le rivendicazioni di Luigi furono definitivamente archiviate.

19 Carlo di Durazzo / Carlo II d'Ungheria ( ) / Carlo III di Napoli Fu cugino di secondo grado della regina Giovanna I, dalla quale fu adottato come figlio ed erede in quanto unico discendente maschio del ramo principale degli Angiò a Napoli. Nel 1381 gli effetti dello Scisma d'Occidente si ripercossero anche sulle vicende del regno napoletano. Giovanna prese le parti dell'antipapa francese Clemente VII e revocando i diritti precedentemente riconosciuti a Carlo adottò come figlio ed erede Luigi I d'Angiò, fratello di Carlo V di Francia. Carlo di Durazzo si poneva a sostegno del pontefice romano Urbano VI. Il conflitto che ne derivò spinse Urbano a dichiarare Giovanna decaduta (1381) e ad assegnare il regno a Carlo.

20 Mentre Carlo avanzava verso Napoli con un esercito di soldati ungheresi mandati in suo aiuto da Luigi il Grande. Nel 1381 Carlo entrò nella capitale, sconfiggendo Ottone Brunswick, il quarto marito di Giovanna. Prese il trono di Napoli col nome Carlo III, e vendicò la morte del principe Andrea facendo strangolare Giovanna. Cosí si compiò anche la vendetta di Luigi.

21 Nel 1382 morì Luigi I d'Ungheria, che lasciava il trono alla figlia Maria. Carlo si precipitò a Buda per rivendicare il trono in quanto unico erede maschio del ramo principale degli Angioini. Nel 1385 spodestò la regina Maria ed assunse la corona d'Ungheria col nome di Carlo II.

22 Ma la vedova di Luigi, Elisabetta, decisa di liberarsi dell'usurpatore, ordì un complotto contro di lui e lo fece assalire da un gruppo di sicari agli inizi del Rinchiuso nella prigione di Visegrad, Carlo morì avvelenato.

23 Beatrice d'Aragona (Napoli, 1457 – 1508) Fu regina d'Ungheria dal 1475 al Figlia di Ferdinando I, re di Napoli, fu data in sposa, nel 1475, a Mattia Corvino re d'Ungheria. Durante il suo regno fu mecenate di artisti e letterati italiani i quali fece venire a Buda per favorire la crescita della cultura del Rinascimento anche in Ungheria.

24 Dal matrimonio di Beatrice con Mattia Corvino non nacquero figli. Per questo Mattia intendeva designare quale suo successore il figlio illegittimo, Giovanni. Mattia Corvino però morì improvvisamente e Beatrice fece in modo che la successione di Giovanni Corvino non andasse a buon fine.

25 Nel tentativo di conservare il trono, Beatrice sposò segretamente in seconde nozze Ladislao Jagellone, re di Boemia. Successivamente Ladislao, utilizzando come scusa un errore formale commesso nella cerimonia di matrimonio, chiese ed ottenne l'annullamento del matrimonio, costringendo quindi Beatrice a tornare a Napoli.


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