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Assistenza infermieristica al paziente con malattie degenerative: Alzheimer.

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Presentazione sul tema: "Assistenza infermieristica al paziente con malattie degenerative: Alzheimer."— Transcript della presentazione:

1 Assistenza infermieristica al paziente con malattie degenerative: Alzheimer.

2 La malattia di alzheimer è una forma di demenza. La demenza consiste nella compromissione globale delle funzioni corticali ( o nervose ) superiori quali : - la memoria - la capacità di far fronte alle richieste del quotidiano - la capacità di svolgere le prestazioni percettive e motorie già acquisite in precedenza - la capacità di mantenere un comportamento sociale adeguato alle circostanze - la capacità di controllare le proprie reazioni emotive. Tutto ciò è progressivo e irreversibile

3 Degenerazione cronica irreversibile dei neuroni del SNC. Sintomi premonitori: Perdita di memoria Difficoltà nelle adl Problemi di linguaggio Disorientamento spaziotemporale Diminuzione della capacità di giudizio Difficoltà nel pensiero astratto Cambiamenti di umore e comportamento Cambiamento di personalità Mancanza di iniziativa Disconoscere le cose ed il loro posto Etiologia: Non ancora note le cause ma le ricerche conducono a Deficienza dei neurotrasmettitori acetilcolina e somatostatina Disordine neurometabolico Virus lenti Disfunzioni del sistema immunitario Depositi di alluminio nelle placche senili

4 DIAGNOSI: ANAMNESI ADL IADL MMSE REPERTI AUTOPTICI FATTORI DI RISCHIO: FAMILIARITA' ETA AVANZATA TRAUMA CRANICO S. DI DOWN DEPRESSIONE 3/1 SESSO F ALTRE CEREBROLESIONI

5 1.Comunicazione,modello cognitivo percettivo: perdita di memoria, incapacità ad esprimersi con emozioni incongruenti ed inconsistenti, capacità di giudizio che si alterano progressivamente (afasia); 2.Mobilizzazione, modello delle attività : può rifiutare il contatto, attività limitate al contesto domestico, compromissione progressiva delle adl, andatura insicura; 3.Eliminazione: incontinenza urinaria e/o fecale per dimenticanza; 4.Sonno e riposo: agitazione notturna, risveglio difficoltoso, dorme di giorno 5.Svago, modello delle relazioni e daiuto: comportamento alterato, labilità emotiva che causano isolamento sociale; 6.Percezione del sé, igiene e vestizione: difficoltà nelle ADL, può tentare di conservare il senso della propria stima e dignità 7.Respiro e temperatura: eupnoico o dispnoico, ipoteso o iperteso; 8.Alimentazione: riferita anoressia e perdita di peso in seguito al fatto che dimentica di mangiare

6 Il caso del Sig. Verdi Si presenta in PS il sig. Verdi di anni 60 accompagnato dai familiari. Riferiscono che il sig. Verdi è sempre stato bene, ultimamente però è apatico,ha perso il lavoro come magazziniere per continue dimenticanze e per i cambiamenti di umore che sono sempre più frequenti. Sempre i familiari riferiscono che anche a casa ha comportamenti strani, non frequenta più il bar come faceva abitualmente, mangia meno, non ricorda gli avvenimenti anche del giorno prima…. Il paziente viene inviato in consulenza dal neurologo Ora tocca a Voi: datevi da fare!!!!

7 Diagnosi: Anamnesi raccolta dai familiari Somministrazione di test come :MMSE, ADL, IADL Consulenza internistica per escludere patologie come encefalopatie, patologie a carico della tiroide, insufficienza epatica, diabete ed ipertensione, deficit di vitamina B12; consulenza per escludere patologie psichiatriche, altre patologie neurologiche o traumi cranici; Farmaci assunti RMN: come diagnosi differenziale ( atrofia corticale, spazi liquorali aumentati) EEG Esame del liquor

8 Uo di neurologia: Sistemare il paziente in posti letto con la possibilità di arredare le suppellettili con oggetti cari al paziente ( sveglia, foto, statuina, etc), possibilmente vicino alla guardiola per sorvegliarlo 1.Monitoraggio dei parametri vitali: in genere normali 2.Monitoraggio dellintegrità cutanea: valutare con apposite scale il rischio di lesioni cutanee; 3.Prevenire e/o ritardare la progressione della disabilità 4.Pianificare la dimissione

9 Problemi collaborativi: Alterazioni della funzione cognitiva, correlata a perdita degenerativa di tessuto cerebrale Obiettivo: fornire un ambiente sicuro, stabilire modelli di comunicazione efficaci. Interventi: Ridurre al minimo i pericoli ambientali (tappeti, oggetti taglienti) Aiutarsi con il contatto visivo per mantenere lattenzione delpaziente Far eseguire compiti semplici Essere cortesi e coerenti nelle risposte Stimolare i ricordi nel dialogo con il paziente Indicatori : entro una settimana il paziente si occupa ancora della cura di sé, comunica le proprie esigenze

10 Diagnosi infermieristica Deficit nutrizionale, correlato a perdita di memoria che si manifesta con perdita di peso ed assunzione inadeguata di alimenti Obiettivo: stabilizzare lo stato nutrizionale Interventi: Registrare il peso e lalimentazione tipica del paziente Preparare in anticipo il vassoio con il cibo in piccole porzioni e le postate in bella mostra Servire alimenti in base al gusto del paziente Concedere maggior tempo Controllare il vassoio dopo lassunzione del pasto Indicatori: Aumento di peso nella misura stabilita, entro la dimissione. Mantenimento della stessa anche a domicilio

11 Rischio elevato di lesioni, correlato al modo incerto di camminare, ad agnosia che si manifesta con frequenti cadute Obiettivo: aumentare lindipendenza del paziente evitando lesioni gravi Interventi: Adozione di una luce notturna anche a casa Evitare luso di attrezzi di contenzione Chiudere le porte Non spostare gli oggetti frequentemente Aiutarlo a scegliere un abbigliamento adeguato Indicatori: il paziente si allontana solo se assistito, non avrà lesioni, alla dimissione i familiari hanno acquisito le regole di sicurezza da applicare a casa Incontinenza correlata a perdita della memoria che si manifesta con perdita di urine, feci o stitichezza correlata a dieta inadeguata Obiettivo: stabilire un modello efficace di eliminazione Interventi: Contrassegnare il bagno con segnaletica; Indurre il paziente ad andare in bagno ad intervalli regolari; Aumentare lassunzione di liquidi e fibre Monitorare le evacuazioni Indicatori: consapevolezza del problema, conoscenza dellubicazione del bagno, evacuazioni normali

12 Obiettivi della riabilitazione come prevenzione alla disabilità: Affrontare la perdita progressiva di memoria e il disorientamento: Non sottolineare le dimenticanze che creano imbarazzo Evitare di correggere eventuali errori se si comprende comunque il significato Cercare di sforzarlo ad utilizzare promemoria Creare un ambiente il più stabile possibile, definire per il familiare una routine giornaliera Facilitare la comunicazione: Utilizzo di comunicazione non verbale e contatto fisico Adottare un approccio positivo, cercando di adattarsi alle modalità del paziente Servirsi della lettura e della scrittura, simboli e immagini

13 Gestire la difficoltà nelle attività di vita quotidiana: Rispettare le abitudini del malato Adottare accorgimenti e presidi che diano sicurezza al malato e lo aiutino nelle ADL Controllare la temperatura dellacqua del bagno ed eventualmente la quantità Aiutarlo nella vestizione utilizzano abiti con velcro e non con lacci o bottoni, sostituendo i nuovi abiti con discrezione Semplificare le attività dedicate al trucco per le done Gestire le difficoltà nellalimentazione Rispettare la routine dei pasti, lasciare il tempo necessario alla consumazione, togliere dal tavolo condimenti dopo averli usati, preparare già i bocconi Se il paziente prede il cibo con le mani, non sottolineare lerrore, preparare già nel piatto le posate Gestire i cambiamenti di umore In caso di allucinazioni, non mettere in discussione ciò che il paziente dice, cercare di distrarlo dalla fantasia, evitare la contenzione.

14 Sostenere la persona ed incoraggiarla a fare da sola Mantenere sempre un atteggiamento calmo e rassicurante Individuare fattori che possano scatenare i cambiamenti di umore e laggressività Limitare i periodi di riposo durante il giorno Motivarlo durante il giorno facendogli compiere piccole attività che lo interessano Assicurarsi che prenda la terapia prescritta Non dimenticarsi delle visite di controllo Prevenire ladattamento inefficace dei familiari: presenza di uno psicologo che prenda in carico i familiari dal ricovero Monitoraggio dellandamento familiare da parte degli assistenti sociali ed infermieri domiciliari Possibilità di utilizzare centri diurni Ultima risorsa il ricovero in strutture di lungodegenza


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