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La questione di Dio nella prospettiva fenomenologica.

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Presentazione sul tema: "La questione di Dio nella prospettiva fenomenologica."— Transcript della presentazione:

1 La questione di Dio nella prospettiva fenomenologica

2 una delle caratteristiche del movimento fenomenologico è il rapporto, a volte lintreccio, tra riflessione filosofica ed esperienza religiosa, pur nella consapevolezza della loro distinzione. Esperienza di fede e dimostrazione dellesistenza di Dio si intrecciano più consapevolmente in Edith Stein, meno in Husserl, si collegano in Hedwig Conrad-Martius a questioni scientifiche… ci sono… credenti: Husserl, Conrad-Martius, Scheler… chi diventa credente: Stein… chi è stato credente: Heidegger…

3 Ci sono 3 vie della riduzione che trattano di Dio come: - termine ultimo della finalità del cosmo; - giustificazione ultima dellintersoggettività; - Colui che dà senso alla vita etica dellessere umano. Husserl parla di Dio come assoluto e come fondamento, ma lattenzione va soprattutto alla teleologia: Dio è il termine necessario di un processo di pensiero che si innalza dallesperienza di ordine fisico e fattuale, perché non si può accontentare di rimanere prigioniero in esso. Husserl attribuisce molta importanza alla sfera religiosa, che come sorgente di valori impone la questione del suo fondamento. Pur mantenendo distinte le due sfere (filosofica e religiosa) che conducono, ma con modalità diverse, al medesimo principio, la fondatezza razionale viene a significare soprattutto una motivazione consapevolmente prodotta dalladesione ai valori. Husserl (cf. Idee per una fenomenologia pura…)

4 Analizza il rapporto tra ricerca scientifica, metafisica e Rivelazione Parte dalla teoria della relatività e afferma che se correttamente interpretata conduce ad una visione del mondo non più così chiaramente imprigionata nellammissione dellinfinità spazio- temporale. Se il tempo non è infinito, cosa cera prima del tempo?: la domanda non è priva di senso. I concetti di materia, causalità… vanno allargati ammettendo ambiti ultrafisici e trascendenti. La Conrad Martius sostiene un creazionismo evolutivo: filosoficamente si può parlare di creazione come estirpazione, ritagliare dal nulla, porre in essere… Conrad Martius

5 Pone il problema di Dio solo allinterno dellanalisi della religione, perché lindagine fenomenologica mostra che sui temi di Dio la religione e la metafisica hanno origini diverse per fondamento e per essenza. Il Dio della religione e il principio del mondo della filosofia possono coincidere ma, in quanto oggetti intenzionali non si identificano. Il divino può essere unicamente oggetto di scoperta e di verifica, non di prova. Sul problema di Dio la metafisica, se non si fonda sul contenuto offerto dalla religione, può essere solo ipotetica o verosimile. La riflessione razionale porta sì allidentificazione del Sommo Bene con Dio e al suo essere personale, tuttavia questa affermazione è possibile in quanto è Dio stesso che, manifestandosi alluomo, la permette, perché essa supera in realtà i limiti della ragione. Nellultima fase della sua speculazione (Il posto delluomo nelluniverso) Scheler tende a una concezione di Dio come spirito impersonale con una visione immanentistica che associa la divinizzazione delluomo allimpotenza dello spirito divino. Scheler (cf. Von Ewigen in Menschen; Der Formalismus in der Ethik…)

6 (1891 – 1942) a 14 anni si dichiara atea, parlerà poi di inquietudo, di preghiera esistenziale. Quando si laurea (1917) è ancora atea [e/o agnostica], ma nello studio dellempatia entra nel problema di Dio chiedendosi se si può dare empatia tra luomo e Dio. Si può dare unempatia di Dio verso luomo… la tesi rimane in sospeso. 1921: ospite a casa dei Conrad-Martius legge Teresa dAvila… questa è la verità!. Parla della conversione come atto di grazia improvvisa… 1933: entra nel Carmelo di Colonia (Teresa Benedetta della Croce) : Scrive Essere finito e essere eterno… Stein [A]

7 Lo scavo fenomenologico del mistero di Dio mostra come Dio si imponga allinteriorità, poiché inabita luomo. Non si tratta dunque di dimostrare ma di mostrare, evidenziare, descrivere. Si parte dalla problematica antropologica e ci si dirige verso la trascendenza. Le vie della conoscenza di Dio: - La ragione: filosofia cristiana È ragione che integra e rielabora le verità provenienti dalla rivelazione - La fede: contributo della Rivelazione - La mistica: Il castello dellanima Stein [B]

8 Nellitinerario spirituale di E. Stein lultimo stadio umano della conoscenza della verità possibile in via è la mistica. La fede è luce oscura per il filosofo e in certa misura anche per il teologo. Analizzando gli scritti di S. Giovanni della Croce (Salita al Monte Carmelo, Notte oscura), E. Stein parla di scientia crucis, che è scienza sui generis. Qui la concettualizzazione risulta insufficiente, si utilizzano i simboli poetici, nella terra impraticabile non servono più gli strumenti conoscitivi umani perché si vive unesperienza di Dio. Lineffabilità dellesperienza mistica comporta il superamento di ogni comprensione intellettuale e di ogni discorso, quindi il silenzio o lallusione simbolica. Leccezionalità di questa esperienza non riguarda il suo significato, ma il modo della sua realizzazione nella situazione umana in via. Stein [C]

9 Fondamentale il rapporto con Nietzsche, con cui condivide limpegno di recuperare un passato tradito dalla speculazione seguente: lOccidente si è configurato in un atteggiamento aggressivo: ora bisogna passare dal produrre allascoltare. Heidegger critica la cosiddetta onto-teo-logia della tradizione occidentale, e il pensiero medievale in cui Dio lo si è chiamato Essere. Chi conosce la teologia nel suo maturarsi storico, sia quella della fede cristiana, sia quella della filosofia, preferisce oggi, nellambito del pensare, tacere su Dio. Per Heidegger nel pensiero occidentale cè nesso tra ontologia, teologia e metafisica; se è legittimo impostare in filosofia la questione di Dio, non lo è in termini metafisici. Nella storia della filosofia si perviene a Dio come Causa sui, Causa prima attraverso un processo razionale di giustificazione finale [teiologica], un Dio dinanzi al quale luomo non può porsi in ginocchio riverente. Si propone la scissione tra essere e Dio Heidegger [A]

10 Cè dunque bisogno di un nuovo approccio al problema di Dio, superando la visione intellettualistica. La conseguenza è paradossale: il pensare a-teo deve rinunciare al dio della filosofia, ma non si tratta di un ateismo assoluto perché forse in tal modo si è più vicini al dio divino (dem gőttlichen Gott). Operata la scissione tra essere e Dio, come poter parlare di Dio? Heidegger pone la questione del linguaggio: non quello tecnico e scientifico-naturale ma un parlare-pensare che non è enunciazione di oggetti (linguaggio oggettivizzante) ma che è quello tipico della poesia. Heidegger [B]

11 Propone lindividuazione di una antropologia trascendentale (i trascendentali umani) che mostra unaccessibilità allAssoluto. Superiorità dellantropologia (studio dellessere come persona) sulla metafisica (studio dellessere come principio) Tra questi nuovi trascendentali, di carattere personale, che costituiscono delle vie antropologiche verso Dio, si hanno: il co-esistere, la luce intellettuale, la libertà, lamore che si dona. Un autore originale: Leonardo Polo


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