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IL PARADISO DI DANTE. Se lInferno è stato il regno del male e il Purgatorio il mondo della speranza, della fisicità e della libertà, il Paradiso è luniverso.

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1 IL PARADISO DI DANTE

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3 Se lInferno è stato il regno del male e il Purgatorio il mondo della speranza, della fisicità e della libertà, il Paradiso è luniverso della felicità e della pace per sempre

4 DOVE SI TROVA IL PARADISO PER DANTE? NON MOLTO LONTANO DAL MONDO SENSIBILE

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6 Come fa Dante a salire in cielo con il corpo? Risponde Beatrice: Non dei più ammirar, se bene stimo, lo tuo salir, se non come dun rivo se dalto monte scende giuso ad imo. Meraviglia sarebbe in te, se privo dimpedimento, giù ti fossi assiso, coma terra quiete in foco vivo.

7 In che modo Dante si accorge di essere in Paradiso? e di subito parve giorno a giorno essere aggiunto, come quei che puote avesse il ciel dun altro sole addorno (…) La novità del suono e l grande lume di lor cagion maccesero un disio mai non sentito di cotanto acume

8 Poi Beatrice spiega: Tu non se in terra, si come tu credi; ma folgore, fuggendo il proprio sito, non corse come tu chad esso riedi.

9 A quale filosofia aderisce Dante? Il primo verso della Cantica fa riferimento alla filosofia di Tommaso dAquino La gloria di colui che tutto move e anche la terzina Quando la rota che tu sempiterni desiderato, a sé mi fece atteso con larmonia che temperi e discerni…

10 TUTTAVIA TROVIAMO TRACCE di platonismo del cosiddetto Averrosimo latino di agostinismo di filosofie islamiche

11 …e vidi cose che ridire né sa né può chi di là su discende; perché appressando sé al suo disire, nostro intelletto si profonda tanto, che dietro la memoria non può ire. Veramente quantio del regno santo ne la mia mente potei far tesoro, sarà ora materia del mio canto. Tema della inadeguatezza della parola umana

12 Questa affermazione allinizio del Paradiso… (canto I) …insieme a quella dellultimo canto del Paradiso (canto XXXIII) costituisce come una cornice in cui si raccoglie tutto il racconto:

13 Dal canto XXXIII: Qual è colui che sognando vede, che dopo l sogno la passione impressa rimane, e laltro a la mente non riede cotal son io, che quasi tutta cessa mia visione, e ancor mi distilla nel core il dolce che nacque da essa.

14 Così la neve al sol si disigilla; così al vento ne le foglie levi si perdea la sentenza di Sibilla

15 DEL RESTO TALE TEMATICA NON E NUOVA: Mostrasi sì piacente a chi la mira, che dà per li occhi una dolcezza al core, che ntender no la può chi no la prova… (Dal sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare)

16 Il mondo classico è stato ora dimenticato, dato che siamo in una prospettiva solo cristiana? No, anzi è maggiormente valorizzato. Troviamo infatti: Linvocazione ad Apollo già nei primi versi, moltissime similitudini tratte dal mondo pagano come spiegazione di ciò che Dante prova o avviene

17 IL MONDO CLASSICO E PAGANO… è figura della verità che ha portato Cristo e il poeta vi attinge per trarre esempi, metafore e lo stesso linguaggio

18 I RIFERIMENTI ASTRONOMICI Già presenti nellInferno, ancora più precisi nel Purgatorio (poiché Dante vede il cielo sopra di sé)… …si fanno ora molto specifici e carichi di significati simbolici e mistici

19 DANTE CI INDICA CHE LA SUA SALITA AVVIENE A MEZZOGIORNO ATTRAVERSO UNA PERFIFRASI (di 3 terzine: 37-45) CHE INDICA UNIMMAGINE ASTRONOMICA la quale sembra stringere tutto luniverso tra due segni: il cerchio e la croce

20 Surge ai mortali per diverse foci la lucerna del mondo; ma da quella che quattro cerchi giugne con tre croci, con miglior corso e con migliore stella esce congiunta, e la mondana cera più a suo modo tempera e suggella

21 Una possibile interpretazione vede nei quattro cerchi LE VIRTU CARDINALI = prudenza, giustizia, fortezza temperanza (già allinizio del Purgatorio nelle stelle che illuminano Catone) e nelle tre croci LE VIRTU TEOLOGALI = fede, speranza, carità

22 Fatto avea di là mane e di qua sera tal foce, e quasi tutto era là bianco quello emisperio, e laltra parte nera,

23 IL CANTO PRIMO SI CONCLUDE.. CON LIMMAGINE DI Beatrice che guarda verso il Cielo Quinci rivolse inver lo cielo il viso

24 NEL CIELO DELLA LUNA Si tratta di un canto didascalico, in cui Dante pone domande a Beatrice: Dante è veramente in cielo con il corpo? Che cosa sono le macchie lunari?

25 ALCUNE ESPRESSIONI DI QUESTO CANTO SONO RIMASTE CELEBRI: LINCIPIT: O voi che siete in piccioletta barca lacqua chio prendo già mai non si corse Il pan de li angeli ( = le cose divine di cui parla)

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27 DANTE CHIEDE: Ma ditemi: che son li segni bui di questo corpo, che là giuso in terra fan di Cain favoleggiare altrui?

28 SECONDO IL METODO DELLA SCOLASTICA Beatrice ascolta il parere di Dante Riprende le sue argomentazioni e le confuta (= dimostra che sono errate) Conferma le proprie argomentazioni con esempi (lesperimento degli specchi) Ricomincia il ragionamento da un altro punto di vista e lo dimostra filosoficamente e con esempi

29 LA DIFFERENTE LUMINOSITA DELLA LUNA Non deriva da densità o rarità di materia, ma dallinfluenza angelica che si mescola con la materia incorruttibile del cielo, proprio come la vita che anima il corpo delluomo. Si tratta del Primo Mobile che riceve il movimento dal Motore Immobile e lo trasmette a tutto luniverso.

30 Virtù diversa fa diversa lega col prezioso corpo chella avviva, nel qual, sì come vita in voi, si lega. Per la natura lieta onde deriva, la virtù per lo corpo luce come letizia per pupilla viva.

31 Da essa vien ciò che da luce a luce par differente, non da denso e raro; essa è formal principio che produce, conforme a sua bontà, lo turbo e l chiaro.

32 LA SPIEGAZIONE DELLORIGINE DELLE MACCHIE LUNARI introduce tutta la tematica del bellissimo canto III riguardante - la Volontà di Dio - i diversi gradi di santità dei beati - la felicità e la pienezza (=contentezza) che comunque pervadono tutto il Paradiso

33 PICCARDA DIRA: …sì che, come noi sem di soglia in soglia per questo regno, a tutto il regno piace coma lo re che n suo voler ne nvoglia. E n la sua volontade è nostra pace: ellè quel mare al qual tutto si move ciò chella cria o che natura face.

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35 E DANTE, CHE FINALMENTE HA COMPRESO, AFFERMA: Chiaro mi fu allor come ogni dove in Cielo è Paradiso, etsi la grazia del sommo ben dun modo non vi piove

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