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Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli C.L.I.L. CONTENT AND LANGUAGE INTEGRATED LEARNING a cura di Angela Orabona 1.

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1 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli C.L.I.L. CONTENT AND LANGUAGE INTEGRATED LEARNING a cura di Angela Orabona 1

2 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Con Le C.L.I.L. la Campania entra in Europa 2

3 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 3 Il termine CLIL fu coniato da David Marsh, University of Jyväskylä, Finland (1994): "CLIL refers to situations where subjects, or parts of subjects, are taught through a foreign language with dual-focused aims, namely the learning of content and the simultaneous learning of a foreign language. Il termine è stato lanciato da David Marsh (Finland) e Anne Maljers (Olanda) nel 1994, Content and Language Integrated Learning (CLIL) o apprendimento integrato di lingua e contenuto, è un approccio educativo centrato su due obiettivi in cui una seconda lingua viene usata per insegnare ed imparare sia lingua che contenuti.

4 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Content & Language Integrated Learning 4 Linsegnamento attraverso le CLIL non sostituisce linsegnamento di una lingua straniera, ma si integra con esso Premessa fondamentale di una istruzione basata sul contenuto è che le persone non imparano la lingua e poi la usano, ma imparano la lingua usandola (Eskey 97)

5 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli ovvero come implementare l apprendimento di una disciplina attraverso la Lingua straniera o … viceversa? CLIL

6 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Varie definizioni di CLIL Any dual-focused educational content in which an L2 is used in the teaching and learning of non-language content … dual-focused because attention is given to both subject-specific content and language (Marsh, 2003) CLIT EMILE ALID Lingua veicolare o approccio integrato di lingua e disciplina

7 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli - CLIT (Content & Learning Integrated Teaching) ; ma anche : -EMILE (Enseignment dune Matière Intégrée dans la Langue Etrangère); -ALID (Apprendimento di Lingua Integrato nella Disciplina) Varie definizioni di Clil

8 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Perch é ? per favorire il plurilinguismo; per sviluppare competenze anche parziali in diverse lingue; per introdurre l insegnamento della seconda lingua in et à precoce; per differenziare l offerta delle lingue straniere per favorire il lifelong learning; per collegare l apprendimento linguistico ad ambiti professionali specifici.

9 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Rappresenta una delle strategie più usate in Europa per promuovere la diffusione delle lingue comunitarie Riferimenti teorici: Libro Bianco sullIstruzione adottato dalla Commissione Europea nel 1995 in cui lobiettivo educativo primario per lEuropa è la conoscenza di tre lingue comunitarie e il CLIL viene individuato come una modalità eccellente per il suo raggiungimento. Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (1998) Piano dazione della Commissione Europea. ( Più recente) Perch é ?

10 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Lo stato dell arte nei vari paesi d Europa Sempre pi ù docenti dovrebbero essere in grado di insegnare la loro materia in almeno una lingua straniera; a tal fine gli insegnanti in formazione dovranno studiare le lingue in concomitanza con la loro materia di specializzazione e intraprendere una parte dei loro studi all estero ( Piano d azione)

11 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli In Europa Austria, Germania,Danimarca, Bulgaria prevedono nei loro sistemi scolastici l insegnamento di una disciplina in lingua straniera Malta e Lussemburgo: tutte le scuole usano metodologie CLIL In Francia ci sono circa 2000 sezioni europee con lingue veicolari ( inglese,tedesco, spagnolo, italiano) Classi europee in Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Estonia.

12 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli In Italia Le prime esperienze di CLIL risalgono agli anni 90 in Val d Aosta o in Alto Adige favorite anche da chiare situazioni di bilinguismo Il Liceo Classico Europeo parte nel 1992 con 9 scuole; oggi ne conta 95.

13 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Quali esperienze di Clil? Attualmente sono in atto sperimentazioni di formazione a distanza di docenti Esempi: in Lombardia il progetto Tieclil Translanguage in Europe Lingua A, coordinato dall Ispettrice Lang é, conclusosi nell estate 2002, ha visto coinvolte le universit à di Pavia, Praga, Barcellona, Salisburgo e Jyvyaska in Finlandia; In Emilia Romagna sono state documentate dall ANSAS una cinquantina di scuole elementari sulla sponda di una pedagogia interculturale molto creativa che ammette il ricorso a tutte le possibilit à didattiche per coinvolgere e motivare i bambini stranieri.

14 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Maggiori esperti in Italia Grande lavoro di C.M. Coonan di Sperimentazione Linguistica CLIL presso Ca Foscari. Altri lavori in atto o gi à conclusi presso gli USR di Piemonte ( Progetto SLIL, Science and Language Integrated Learning), Alto Adige ed Emilia Romagna, in cui si sta tentando attraverso la sensibilizzazione dei Dirigenti Scolastici di incardinare il CLIL nei progetti europei delle scuole. da OGGI l approccio CLIL anche presso l USR per la Campania

15 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Sostegno nazionale Legge autonomia Art.4, comma 3: Nellambito dellautonomia didattica possono essere programmati, anche sulla base degli interessi manifestati dagli alunni, percorsi formativi che coinvolgono più discipline e attività nonché insegnamenti in lingua straniera in attuazione di intese e accordi internazionali 15

16 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progetto lingue 2000 … Moduli di mantenimento e consolidamento … che permettano attività in LS quali conferenze, cineforum … ricerche finalizzate, seminari su argomenti specifici dellindirizzo di studio… …Sin dal conseguimento del livello B1 … e sicuramente dal B2 … si possono veicolare contenuti tematici e disciplinari nella LS facendo tesoro delle esperienze in campo già avviate … 16

17 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli VANTAGGI –Maggiore esposizione alla Lingua straniera –Maggiore autenticità delle attività e dellins. –La lingua straniera come strumento di studio e non come oggetto –Concentrazione sui contenuti e non sulla forma (rule of forgetting – Krashen 1987) –I contenuti disciplinari vengono anteposti a quelli linguistici –Linput è comprensibile grazie alle conoscenze linguistiche, ma anche grazie a quelle extralinguistiche (interdisciplinarietà) 17

18 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Inoltre lapproccio CLIL: Stimola la creatività linguistica e la libera espressione in funzione del proprio pensiero Rende possibile il legame tra lingua-pensiero- contenuto-apprendimento Rappresenta comunicazione reale e immediata Nellimmersione si impara ad apprendere e ad agire in lingua straniera (comp. comunicativa) 18

19 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Problematiche didattiche (CLIL) Difficoltà organizzative (curricoli, insegnanti, ecc.) Materiali didattici Insegnamento frontale (scarso tempo-parola e conseguente atteggiamento passivo dei discenti) Poca attenzione per la metodologia Constatazione che la semplice esposizione alla L2 non permette di raggiungere livelli deccellenza 19

20 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Conseguenza: Necessità di integrare linsegnamento dei contenuti in lingua con linsegnamento della lingua Diversi tipi di INTEGRAZIONE tra lingua e altre discipline 20

21 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Il CLIL può essere realizzato in più modi. –Variabili: tempo dintroduzione, durata, numero di materie e/o iniziative coinvolte (…) Come realizzare il CLIL? –Innestare allinterno dellinsegnamento veicolare momenti di riflessione linguistica –Affiancare allinsegnamento veicolare un insegnamento linguistico formale –Far precedere linsegnamento veicolare da un insegnamento formale 21

22 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 22 Allo studente, l'approccio CLIL consente : Fiducia in sé nella comunicazione, abilità e consapevolezza interculturale Competenze spendibili per il lavoro Mobilità nell'istruzione e nel lavoro Ambienti e tecniche d'apprendimento stimolanti ed innovativi Riconoscimento e validazione di competenze aggiuntive Una base positiva per l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita

23 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Implicazioni derivanti dallintroduzione di CLIL: nuovo ambiente di apprendimento nuova figura di docente nuove figure professionali FORMAZIONE RICERCA (didattica & scientifica) 23

24 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Aree di competenza Lingua Disciplina non linguistica Metodologia dinsegnamento linguistico Metodologia dinsegnamento della disciplina Conoscenze/competenze su questioni di: bilinguismo, acquisizione L2, educazione bilingue/multilingue 24

25 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Chi è il docente? 1. Docente LS? Come? - sinergia: supporto linguistico e metodologico co-programmazione e/o co-docenza - insegnamenti CLIL: approfondimenti disc. interventi extracurriculari 2.Docente materia non linguistica. Come? da solo o in co-docenza 25

26 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La lezione CLIL Scaletta della lezione INPUT ridondante Marcatori dellordine logico Sequenze frontali + gruppi (pause per comprensione della lingua straniera) Sintesi finale (per lez. o argomento) Enfasi sulla fluency + corr. errori 26

27 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli PROGRAMMAZIONE PERCHE QUANDO CON CHI COME 27

28 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Contenuti contestualizzati e astratti I contenuti contestualizzati risultano più semplici (legati al BICS> Bas.Interp.Com.Skills) I contenuti astratti sono più faticosi (legati al CALP> Cogn.Acc.Lang.Prof). Uso di circonlocuzioni, diversi registri, elementi extralinguistici (gesti, mimica, immagini, ecc.) Atteggiamento cooperativo, disponibile e comprensivo dellinsegnante importanza del clima dapprendimento: sereno, rilassato, realistico, positivo 28

29 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Materiali didattici CLIL I materiali devono essere: - autentici e vicini alla vita reale - presentare limitata ambiguità - utilizzare un linguaggio base facilmente trasferibile su altri domini - utilizzare strutture alla portata dei discenti - evitare luso eccessivo di linguaggi specifici - fare largo uso di immagini e supporti visivi - offrire ambiti lessicali, sintattici e contenutistici stimolanti, ma anche spunti di esercizio linguistico 29

30 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Problema: Testi in L1? Testi per madrelingua (il L2 / LS)? Testi semplificati? Dove trovare i testi adatti alle esigenze didattiche? Testi autoprodotti, magari contenenti anche esercizi linguistici, costantemente aggiornati e migliorati? 30

31 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Testi didattici Un buon libro, appositamente strutturato, costituisce un importante sussidio Testi in madrelingua Testi in lingua straniera migliori competenze ma spesso troppo complessi, non didatticizzati bisogna trovare testi adatti Produzione di testi ad hoc: mercato troppo ridotto Quindi è indispensabile creare materiali/percorsi comuni da migliorare di anno in anno 31

32 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Valutazione Verifica la qualità dellapprendimento e dellinsegnamento Si focalizza sia sugli aspetti contenutistici, sia su quelli linguistici Quali priorità? Cosa? Chi valuta? Come? Quando? Problema: difficile trovare la giusta misura tra 2 discipline e 2 insegnanti (50-50%? 60-40%? 70-30%?) Necessità di condivisione e collaborazione 32

33 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Momenti di verifica sia concomitante, sia separata. Preferibile: non separare i contenuti linguistici da quelli contenutistici. CLIL – integrato valutazione unica (ma al suo interno creare anche momenti in cui separare la valutazione linguistica da quella disciplinare) Assoluta necessità di criteri precisi, omogenei e trasparenti Individuare i nuclei dapprendimento problematici Cosa non viene appreso? 33

34 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Cosa si verifica? Obiettivi quali priorità (non è possibile perseguire tutti gli obiettivi insieme; quali saperi? quali competenze? dalle scelte derivano le verifiche) Come? Decidere il tipo di verifica. Come strutturarla? Organizzarla in maniera coerente. I discenti devono conoscere le tipologie di compiti e esercizi. Dare priorità alla fluency, ovvero allefficacia comunicativa Quando? In quale momento del processo inserire la verifica? E la valutazione del processo dapprendimento? 34

35 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Metodologia CLIL Obiettivo: linsegnamento deve condurre allacquisizione integrata di conoscenze disciplinari e conoscenze linguistiche Problema scarse conoscenze linguistiche dei discenti Soluzione preparare e realizzare accuratamente percorsi e interventi didattici (input/output) 35

36 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Input La comprensione è un processo complesso e faticoso. Quindi linput deve - contenere facilitazioni (schemi, riassunti, scalette, ecc.) - essere ridondante e contestualizzato - essere soggetto a continua verifica della comprensione Fare attenzione alle strategie comunicative (foreigner talk) 36

37 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Tre tipi di input (Coonan 2002:142-3) 1.Dellinsegnante 2.Fonti esterne (testi, video, materiale didattico, esperti, alunni di gemellaggi,..) 3.Di altri discenti Non troppo insegnamento (input) frontale Mai dare la comprensione per scontata Taglio collaborativo e negoziativo Prudenza nei confronti della comunicazione IRF 37

38 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Strategie comunicative (Tardif 1994:476) Caretaker talk, foreigner talk, teacher talk –Ritmo rallentato, articolazione chiara –Lessico semplice e selezionato –Semplificazioni sintattiche –Enunciati brevi –Ripetizioni, riformulazioni, esemplificazioni, input ridondante (specialmente per contenuti astratti) –Parafrasi –Espansioni –Poche espressioni ideomatiche –Enfatizzare le parti più importanti; utilizzare la gestualità –La traduzione dovrebbe essere lultima risorsa! 38

39 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Output Espressione = partecipazione attiva Il CLIL sostiene lespressione, così come la comprensione, mediante lintervento didattico specifico Non privilegiare la comprensione dellinput (prevale comunque!) sulla produzione (output) 39

40 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Output - Favorire un clima di lavoro sereno evitando la formazione di ansie e blocchi psicologici. - Dare precedenza alla fluency e intervenire sugli errori solo se questi compromettono lefficacia comunicativa - Evitare comunicazioni di tipo Q.A.F.F. - Evitare domande chiuse e/o dimostrative - Evitare la mera ripetizione dei contenuti -Utilizzare domande aperte -Offrire opportunità di uso reale e libero della lingua (Q.A.Natural Reaction) 40

41 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Necessità di interazione che: –Aumenta il tempo-parola –Permette al discente di essere più cosciente del percorso del proprio apprendimento –Permette la negoziazione dei significati (discussione, comunicazione reale, maggiore comprensione dellinput e dei suoi contenuti) Esercitare loutput per: –Migliorare accuratezza, precisione dellespressione –Migliorare la comprensione –Migliorare la conoscenza della lingua –Ampliare il lessico, per ripassare, ecc. 41

42 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Regole da rispettare (Genesee 1999:195-6) L insegnante usa solo la lingua veicolare L insegnante di lingua si identifica con la L2 I discenti usano solo la lingua veicolare (tranne nei primi mesi) Le classi in immersione dovrebbero disporre di spazi appositi Gli errori linguistici non vengono costantemente corretti 42

43 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Principi metodologici generali Favorire forme dapprendimento dialogiche 43

44 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Garantire più interazione tra alunni (lavori in coppia e di gruppo, progetti, presentazioni, ecc.) Garantire più negoziazione dei significati (alunno-alunno; insegnante-alunno) Supporto visivo (immagini, grafici, schemi, oggetti) Inserire al momento opportuno fasi di riflessione e esercizio linguistico allinterno del contesto disciplinare Valorizzare le preconoscenze dei discenti e sommarle tra loro (addizzione delle competenze) Variare le pratiche didattiche (tipologia esercizi) 44

45 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Ricetta per lapplicazione ottimale del CLIL (Balboni 2002:2001) Insegnare la disciplina veicolata e la lingua allo stesso tempo e mediante le medesime attività, facendo prevalere il contenuto, ma puntando allo stesso tempo anche sulla qualità della lingua Regola fondamentale per ogni momento dellinsegnamento veicolare: just keep communication going (Robert Di Pietro) 45

46 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli CLIL: La lezione disciplinare sensibile Si preoccupa della competenza linguistica entro le tematiche disciplinari Sa che lingua e contenuto sono inscindibili Sa che ogni apprendimento reale è sempre apprendimento linguistico Solo che questa volta la lingua è la LS 46

47 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli CLIL Key Competences (Studenti) 1. Comunicazione in Lingua straniera 2. Competenza disciplinare 3. Competenza TIC 4. Imparare ad imparare 47

48 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LE NEUROSCIENZE pongono in evidenza che lapprendimento multilingue sviluppa più potenziale pensiero creativo di quello monolingue 48

49 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La Mente flessibile 49

50 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La mente Problem-solving 50

51 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli SCHEMA MODULO Titolo del modulo classe(scuola) Livello linguistico punto del programma (eventuali prerequisiti) contenuti disciplinari numero di ore materiale (libri, software, DVD, videocassette, fotocopie …) Supporti (laboratorio, lavagna luminosa, video ….) compresenza (?) 51

52 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Schema per modulo CLIL ATTIVITA DI BRAINSTORMING (tempo 5-10 minuti). Si parte con: –warm-up questions –parole chiave (scritte alla lavagna, proiettate su lucido, su power point etc) –spidergram (diagramma a ragno) –Immagine/piantina/cartina/mappa –Glossario –tabella –breve video –testo –riassunto della/e lezione/i precedente/i –altro… 52

53 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli PIANO DELLA LEZIONE –Chiarire gli obiettivi/le finalità dellattività (ciò che dovranno individuare, eseguire, scoprire, imparare ecc.) –Enunciare i punti che verranno trattati e che vengono contemporaneamente: scritti alla lavagna proiettati su lucido visualizzati su computer altro …. 53

54 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Schema per modulo CLIL STRATEGIE DI SOSTEGNO ALLA COMPRENSIONE (INPUT COMPRENSIBILE) Ricordarsi di ripetere e di enfatizzare i punti importanti per distinguerli da aspetti secondari/dettagli. Utilizzo di: –attività preparatorie allascolto/alla lettura e attività da svolgere durante lascolto o la lettura –glossario microlingua specifica –diagramma (a ragno, a flusso…)/grafico –Tabella/schema (alla lavagna etc) –realia (e.g. materiali di laboratorio) –immagini –cartine/piantine/mappe –dimostrazione pratica (e.g. esecuzione esercizi di educazione fisica) –altro 54

55 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Schema per modulo CLIL STRATEGIE PER LA VERIFICA della COMPRENSIONE IN ITINERE –sessioni di domande-risposte ( per tutta la classe): –rispondere a domande oppure trovare la domanda partendo dalla risposta –matching exercises (e.g. parola-definizione, frasi spezzate, abbinare testo ad immagini/grafici/tabelle..) –esercizi di fill-in the gaps (frasi, brevi testi) –rispondere a domande di comprensione del testo –rispondere a domande del tipo vero/falso –domande a scelta multipla 55

56 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Altre attività… –risoluzione di problemi, esercizi etc –creare un grafico –tabelle da completare –diagrammi –simulazioni –mappe concettuali –fornire la parte iniziale di una frase (da completare) –identificare le parole chiave/ le frasi chiave –mettere nellordine giusto i periodi o i paragrafi (jigsaw reading) –dividere il testo in paragrafi –trovare il titolo/ sottotitoli di paragrafi –riassumere il testo (anche con riassunti guidati) –rispondere a un questionario (per esempio dopo un film) –esecuzione corretta dellesercizio pratico ( educazione fisica..) –altro….. 56

57 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE ORALE/SCRITTA DEGLI STUDENTI Fornire: –glossario specifico –lordine di presentazione dei contenuti ( per esempio per la descrizione di un esperimento) –riassunto guidato –testi da completare –frase iniziale di un paragrafo –tabelle contrastive (pro/contro, simili/dissimili, vantaggi/svantaggi etc.) –punti da discutere ( a coppie o a gruppi) problem-solving –schema (a punti) per lavoro di gruppo/a coppia –lessico/ strutture/phrases essenziali per un riassunto per fare una relazione/parlare di un determinato argomento (matematica, scienze…) –risoluzione di esercizi guidati 57

58 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 58 CLIL is an umbrella term covering a dozen or more educational approaches

59 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 59 There was much discussion on the topic of assessment. Colleagues stressed that CLiL means that both the content and the language are taught and that is why both should be evaluated at the same time. Another colleague suggested an alternative way of doing assessment is a mark for content and a separate mark for language. In response to this last suggestion it's important to add the question which was posed 'Can you actually separate the two out? (I think not).' This colleague then goes on to say that where a student is 'excellent at say Geography, but who is not a good language learner and is therefore unable to express themselves in English... They are NOT being tested on their knowledge of Geography as the questions are in a language they aren't good at and the answers are required in a language they are unable to express themselves in'.

60 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 60 Student descriptors A - cognitively unchallenged, doesn't know topic, has L2. B - cognitively unchallenged, doesn't know topic, doesn't have L C - cognitively unchallenged, knows topic, doesn't have L2 D - cognitively unchallenged, knows topic, has L2 E - cognitively challenged, doesn't know topic, has L2 F - cognitively challenged, doesn't know topic, doesn't have L2 G - cognitively challenged, knows topic, doesn't have L2 H - cognitively challenged, knows topic, has L2

61 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 61

62 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Claudia Lombardelli 62 ?!?

63 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Che cosa significa CLIL? C ontent and L anguage I ntegrated L earning Apprendimento integrato di lingua e contenuto. 63

64 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Risoluzioni e iniziative europee a supporto del CLIL Promotion of innovative methods, included 'the teaching of classes in a foreign language for disciplines other than languages, providing bilingual teaching' (Council Resolution of 31 March 1995 on improving and diversifying language learning and teaching within the education systems of the European Union, Official Journal C 207 of ) Focusing on the most effective practices for helping all EU citizens to become proficient in three European languages the Commission stated that '... it could even be argued that secondary school pupils should study certain subjects in the first foreign language learned, as is the case in the European schools' (White Paper on education and training,Teaching and Learning - Towards the Learning Society, 1995) 64

65 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Financial support may be awarded for 'joint development and implementation of curricula, modules, intensive courses or other educational activities, including multidisciplinary activities and the teaching of subjects in other languages'. (Decision No. 253/2000/EC of the European Parliament and of the Council of 24 January 2000 establishing the second phase of the Community action programme in the field of education 'Socrates', Programme from Official Journal L 28 of

66 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Punti chiave 66 tempi risorse umane materiali L2 discipline coinvolte obiettivi

67 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli OBIETTIVI 67 linguistici educativi socio-culturali socio-economici discipline lingue

68 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Discipline insegnate attraverso progetti CLIL in Europa 68 Arte Musica Storia Geografia Matematica Informatica Scienze (biologia, ecologia, chimica) Scienze umane (psicologia, filosofia, sociologia)

69 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Tempi 69 anni scolastici anno scolastico Mese/i Settimana/e curricolo sillabo modulo unità

70 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Programmare un progetto CLIL 70 individuazione contenuti disciplinari individuazione contenuti disciplinari individuazione delle discipline individuazione delle discipline individuazione della classe individuazione della classe sistemi di monitoraggio e valutazione sistemi di monitoraggio e valutazione sviluppo materiali sviluppo materiali iter burocratico (organi collegiali) iter burocratico (organi collegiali) PROGETTO CLIL PROGETTO CLIL

71 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli FINALITÀ Dare agli studenti lopportunità di usare la lingua veicolare in contesti significativi. Creare situazioni naturali per lo sviluppo linguistico. Incrementare la motivazione degli studenti per lapprendimento linguistico. 71

72 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli vantaggi… 72 aumento della motivazione Crescita interculturale potenziamento competenze linguistiche

73 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli … & svantaggi 73 impegnativo riscontro a lungo termine capacità di negoziazione carenza docenti qualificati carenza materiali

74 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Chi sono gli insegnanti del CLIL Insegnanti di diverse discipline non sempre linguistiche. Un approccio ideale coinvolge sia linsegnante di lingua che linsegnante della materia che si impegnano reciprocamente affinché vengano raggiunti gli obiettivi CLIL prefissati 74

75 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Criteri di individuazione Delle classi: Livello di competenza; Scarsa motivazione alla disciplina/L2 Corsi di studio professionali; … Dei docenti: Docenti madrelingua della disciplina; Certificazioni esterne in L2 Formazione in servizio relativa alla didattica CLIL; Studi personali nella L2; … 75

76 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli GRUPPI DI LAVORO 76 - misti ( alunni provenienti da classi diverse ) - omogenei (per livello di prestazione) - flessibili ( possibili spostamenti da un gruppo allaltro) - variabili numericamente

77 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 77 Compiti del docente Sviluppo materiali Negoziazione Ricerca-azione

78 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 78 Laspetto della NEGOZIAZIONE richiede : affiatamento tra docenti e disponibilità alla cooperazione disponibilità di tempo condivisione dei principi ispiratori 1.informazione genitori 2.corretta percezione alunni

79 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 79 docenti genitori percezione della sperimentazione come elemento sistematico, acquisito, dellofferta formativa della scuola condivisione con le famiglie

80 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli IL CLIL E IL SUO CONTESTO DIDATTICA E METODOLOGIA 80

81 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli CLIL: Contesto generale Il contesto del CLIL si basa sulle indicazioni espresse dai decisori europei in ambito educativo e culturale; gli esperti hanno individuato lesigenza che i piani nazionali di ogni Paese membro diano coerenza e orientamento agli interventi intesi a promuovere il plurilinguismo. E questa affermazione è supportata da documenti e risorse istituzionali che forniscono le linee guida per condividere, a livello europeo, i curricoli didattico/metodologici, i livelli, le esperienze, le buone pratiche riguardanti lapprendimento e linsegnamento delle lingue. Per quanto riguarda il CLIL, esso è indicato come strategia imprescindibile in tutte le principali direttive, così come appare nei 3 documenti fondamentali sintetizzati di seguito. 81

82 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 1)Documento europeo: Nuovo Quadro strategico per il multilinguismo Per la prima volta il portfolio di un commissario europeo include esplicitamente la responsabilità per il multilinguismo. Ogni Piano Nazionale, per legge, è tenuto a fissare obiettivi chiari per linsegnamento delle lingue nelle varie fasi dellistruzione relativamente a determinate strategie e aree di intervento: Migliore formazione degli insegnanti in base allo studio: Profilo europeo per la formazione degli insegnanti di lingue. Apprendimento precoce delle lingue. Apprendimento integrato di lingua e contenuto. Sviluppo del multilinguismo nel settore dellinsegnamento superiore e accademico. Indicatore europeo delle competenze linguistiche. 82

83 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 2)Documento europeo: Raccomandazioni –Lintroduzione di tecnologie multimediali, dellinformazione e della comunicazione in un quadro metodologico e didattico organico può rivelarsi proficua ai fini dellinsegnamento e dellapprendimento delle lingue. –La promozione di competenze relative all apprendere ad apprendere per consentire uno sviluppo continuo delle abilità linguistiche anche dopo la fine degli studi. I corsi di lingue dovrebbero dedicare un ampio spazio allautoapprendimento, offrendo agli studenti una formazione allutilizzo di strumenti di apprendimento autonomo, nonché a strumenti che consentano il controllo e lautovalutazione dei progressi e dei processi di apprendimento (ad esempio il sistema Dialang e il Portfolio Europeo delle Lingue). –La generalizzazione dell'apprendimento integrato di lingua e contenuto. 83

84 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 3)Documento europeo: Piano dazione Luso delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione coniugato alla didattica delle lingue; La produzione e la diffusione di programmi televisivi in lingua originale con sottotitoli; la permanenza allestero per la formazione linguistica degli studenti e la mobilità degli insegnanti; Lincremento degli scambi comunicativi come i gemellaggi, i network tra scuole e le attività di sensibilizzazione come il premio Label e la Giornata europea delle Lingue; La formazione permanente degli insegnanti attraverso risorse condivise di buone pratiche e di metodologie innovative, alla luce dei criteri contenuti nel Profilo del docente europeo di lingue straniere; Lapplicazione del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione che fornisce i livelli e i descrittori per i percorsi di apprendimento, insegnamento e valutazione; La diffusione del plurilinguismo in unottica di comunicazione interculturale; Lapprendimento integrato di lingue e contenuti non linguistici. 84

85 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Relazione sul Piano Il 25 settembre 2007, la Commissione europea ha adottato una relazione sullo svolgimento del Piano dazione Promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica. La relazione fornisce numerosi esempi di buone pratiche: Belgio, Repubblica ceca, Estonia, Francia, Germania, Lituania, Romania, Slovenia e Spagna hanno introdotto formule di istruzione bilingue, con linsegnamento di una materia in una lingua diversa. Austria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Norvegia e Svezia incoraggiano linsegnamento delle lingue dei vicini, a volte mediante classi bilingui. 85

86 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Pubblicazione sul CLIL - © Eurydice 2006 Istruzione primaria e secondaria Il CLIL è un approccio metodologico in cui lapprendimento/insegnamento della materia non linguistica viene fatto con e attraverso una lingua straniera, non in una lingua straniera. Richiede agli insegnanti una riflessione specifica non più solo sullinsegnamento delle lingue, ma sul processo di insegnamento in generale. È però stata rilevata la mancanza di personale docente qualificato per linsegnamento di tipo CLIL. Questultimo punto è stato sottolineato in molte valutazioni di progetti sperimentali in Italia. In merito alle competenze richieste agli insegnanti, si possono distinguere 4 categorie: 1) essere madrelingua della lingua veicolare; 2) avere seguito un corso o degli studi nella lingua veicolare; 3) seguire una formazione continua sullinsegnamento di tipo CLIL; 4) sostenere un test o un esame di lingua. Lo sviluppo e/o il lancio di iniziative di tipo CLIL dipende, in gran parte, dallesistenza di un quadro legislativo favorevole a questo insegnamento. Nella maggior parte dei paesi, linsegnamento di tipo CLIL viene ripreso dalla legislazione in materia educativa dagli anni 90; non così in Italia, dove non esistono disposizioni ministeriali per la formazione degli insegnanti in ambito CLIL. 86

87 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli MODULO CLIL Schema applicabile a più lingue e più discipline PROGRAMMAZIONE DIDATTICA: Le linee guida su multilinguismo e CLIL attraverso una sitografia ragionata. Il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione. Il profilo del docente europeo di lingue: situazione, contesto organizzativo, competenze, approccio allinsegnamento. Il sapere e il saper fare. Lapprendimento integrato di lingua e contenuto: CLIL. Le buone pratiche, la didattica, le metodologie, gli scambi di esperienze e attività in ambito CLIL. Percorso guidato ed esercitazioni: materiale didattico integrato di tipo sequenziale (cartaceo) e reticolare (web). 87

88 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli MODULO CLIL Unità di apprendimento Portfolio CLIL Scheda CLIL Sitografia (ricerche Internet) Mappa reticolare Scheda didattico/metodologica Identità –Insegnante titolare –Scuola –Classe –Lingua veicolare –Livello linguistico –Periodo –Monteore –Eventuale compresenza di insegnante disciplinarista –Testo/i dadozione (eventuali altre risorse) –Titolo del laboratorio (disciplina e tema specifico trattato) –Parole chiave Modalità –Strumenti –Materiali –Ambienti Progettazione –Input (pre-requisiti e motivazioni) –Output (obiettivi formativi generali e linguistico/comunicativi) 88

89 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli MODULO CLIL Unità di apprendimento Sviluppo del modulo (prima parte: in classe) –Introduzione al tema con specifico glossario bilingue –Eventuali supporti: visione di filmati o realizzazione di tabelloni, ecc. –Presentazione del portfolio (scheda CLIL e mappa reticolare) preparato dallinsegnante –Spiegazione in lingua della scheda CLIL e del percorso web da parte dellinsegnante –Verifica della comprensione Scheda CLIL in L2 (disciplina: letteratura – lingua: inglese – titolo: Jane Austen). Esempio: Jane Austen (1) nacque nel 1775 a Steventon, nella contea dello Hampshire (2), dove il padre era rettore ecclesiastico. Nel 1795 iniziò il romanzo Ellionore e Marianne, che venne pubblicato nel 1811 col titolo di Sense and Sensibility (Ragione e Sentimento) (3), incentrato sulla vicenda di due sorelle dalla personalità opposta e con diverse esperienze sul modo di vivere lamore. Sitografia ragionata 1.www.pemberley.com/janeinfo/janelife.html 2.www.hants.gov.uk/austen/index.html 3.www.jasna.org/pol01/shubinsky.html 89

90 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli MODULO CLIL Unità di apprendimento Sviluppo del modulo (seconda parte: nel laboratorio di informatica) –Analisi della sitografia e visione dei siti online elencati nella scheda CLIL –Ricerca da parte degli studenti (in modo individuale o a piccoli gruppi) di link web per ampliare la sitografia del portfolio –Redazione di una breve scheda CLIL con relativa mappa reticolare (da parte degli studenti) su modello del portfolio elaborato dallinsegnante Sviluppo del modulo (terza parte: in classe, in laboratorio di informatica ed eventualmente allesterno della scuola) –Verifiche sommative (test linguistico/comunicativi) –Follow-up (database e/o dispensa e/o gita didattica) 90

91 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Il CLIL è un tipo di percorso educativo, più o meno lungo, caratterizzato da scelte strategiche, strutturali-metodologiche, atte ad assicurare lapprendimento integrato duale – lingua e contenuto non-linguistico – da parte di discenti che imparano attraverso una lingua non nativa. Coonan, Il futuro è CLIL, pag 23

92 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Non solo allargamento della L2, ma anche finalità educative Dimensione culturale - un approccio educativo a supporto della diversità linguistica (4 obiettivo Libro Bianco Cresson) - sviluppare conoscenze e comprensione interculturale Dimensione linguistica - migliorar la competenza complessiva nella LV - sviluppare interessi ed atteggiamenti plurilingui.

93 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Dimensione contenuto -fornire opportunità di studio del contenuto da diverse prospettive Dimensione apprendimento - approccio innovativo allinsegnamento - promuovere e sviluppare strategie di apprendimento - promuovere apprendimento collaborativo

94 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Vantaggi notevole esposizione alla L2 in contesto naturale stile di appr./ins. interattivo maggiore opportunità di partecipare verbalmente, frequenti interazioni con il docente e altri allievi apprezzamento studenti: uso della LS per comunicazione autentica, attenzione al significato piuttosto che alle strutture e agli errori linguistici ampia gamma di processi cognitivi messi in atto: analogia di operazioni mentali con la LM favorisce motivazione intrinseca soddisfazione immediata possibilità di apprendere in modo incidentale che è efficace, profondo, duraturo il CLIL riserva spazio allappr. formale, necessario per raggiungere la completa padronanza della L2.

95 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Metodologia Il CLIL non rimanda a ununica metodologia specifica, ma si avvantaggia di metodi interattivi, della gestione cooperativa della classe e dellenfasi sui diversi tipi di comunicazione (linguistica, visiva e cinestetica). G. Langé (a cura di), Insegnare in una lingua straniera, TIE-CLIL, 2001

96 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Per una didattica innovativa Focalizzazione dellattività didattica sul discente (strategie di problem solving) Gestione attiva della classe (cooperative learning, modalità di lavoro tasked based) Uso di metodologie didattiche differenziate, adeguate alletà degli alunni, al compito, al contesto, alle competenze da sviluppare, ai diversi stili di apprendimentostili di apprendimento Far acquisire tecniche di ricerca di materiale Stimolare la riflessione metacognitiva

97 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Stili di apprendimento Stile visivo verbale: preferisce vedere ciò che deve imparare basandosi sul linguaggio verbale. Stile visivo non verbale: preferisce vedere, ma basandosi sul linguaggio non verbale Stile uditivo: preferisce sentire ciò che deve imparare Stile cinestetico: preferisce svolgere attività concrete. Stile analitico: considera un problema scomponendolo Stile globale: considera un problema valutandolo nel suo complesso.

98 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Strategie didattiche in CLIL Presentazione dei contenuti disciplinari in modo più concreto e visivo Importanza del supporto multimediale (vedi libri di testo degli altri paesi) Significati costruiti attraverso forme dialogiche interattive (approcci globali ed esperienze pratiche soprattutto alle elementari) Lavoro di gruppo, responsabilità, autonomia

99 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Strategie per un percorso CLIL Strategie che si rifanno al paradigma psico- pedagogico del costruttivismo e del costruttivismo sociale in particolare Porre lo studente al centro del processo di apprendimento Progettare un ambiente di apprendimento che garantisca un apprendimento significativo.

100 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Jonassen (1994) Tre elementi fondamentali per progettare un ambiente di apprendimento: idea di costruzione della conoscenza. Negoziazione interna tra quello che so, lenciclopedia, i saperi, le rappresentazioni personali e le informazioni nuove. Secondo le teorie socio-costruttiviste: lapprendimento avviene in un contesto sociale, si fonda sullinterazione con gli altri. presenza di un contesto significativo e autentico per apprendere. metodologie di problem solving collaborazione tra discente e docente cambia. Non più allenatore, ma facilitatore.

101 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli

102 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Per un apprendimento significativo focalizzare lattenzione sulla scelta di tecniche attività informazioni che permettono al discente di costruirsi il suo sapere

103 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Cosa devono fare i docenti? Cooperare nella definizione del percorso: - pianificare lintervento CLIL tenendo conto della competenza linguistica degli studenti - analizzare aspetti lessicali e strutturali dei linguaggi specialistici che insegnano in collaborazione con linsegnante di LS possibilità di anticipare ed affrontare le difficoltà legate agli aspetti tecnici della lingua. identificare obiettivi e contenuti sia linguistici sia disciplinari incorporare il modulo CLIL nella programmazione della propria disciplina monitorare il processo il docente di lingue è responsabile dellaccuratezza lessicale e grammaticale

104 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La lezione CLIL recuperare le preconoscenze ingenue o nozioni già acquisite brainstorming mappa concettuale presentare la scaletta con lordine degli argomenti di cui si parlerà leggere assieme lo schema in modo da associare grafia e suono talvolta molto distanti fornire alcune parole chiave fornire linput in maniera ridondante con forte supporto di elementi non linguistici (utilizzare gesti, frecce per indicare i rapporti di causa, scrivere alla lavagna numeri, parole chiave, acronimi..) chiarificare i concetti astratti con esempi concreti, con foto, immagini (importante soprattutto per gli alunni visivi)

105 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli evidenziare la struttura del discorso, la sua progressione logica (tempo, causa-effetto, conseguenza..) enfatizzare gli aspetti essenziali riassumere una sequenza di senso prima di passare alla successiva alternare le modalità di lavoro per ottimizzare lattenzione (lavoro frontale, a coppie, a gruppi..). Gli alunni possono puntualizzare assieme quanto hanno appreso (importanza del lavoro collaborativo) lasciare uno spazio alla fine della lezione per ripercorrere sinteticamente quanto svolto o fare una sintesi intervenire sulla lingua quando la comunicazione non passa, ma senza interrompere lo studente. Annotare e intervenire successivamente nellora di LS. ( videoregistrare la lezione)

106 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Punti deboli del CLIL: LA COMPETENZA LINGUISTICA DEI DOCENTI IL TEMPO per scelta dei materiali didattizzare i materiali

107 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Task Dato questo materiale, quali potrebbero essere gli obiettivi disciplinari e linguistici perseguibili? Quali aspetti linguistici potrebbero essere focalizzati? Come progettare una lezione con questo materiale? Quali scelte operare? Come introdurlo? Quali interventi possibili per didattizzarlo?

108 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Perch é favorire esperienze CLIL? Tale metodologia potenzia: la lingua e la cultura la disciplina e quindi il contenuto insegnato in L2 ma anche e soprattutto l apprendimento.

109 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La Lingua e la cultura Si sviluppano competenze specifiche di lingua in un determinato ambito ( es. il lessico di riferimento) Cos ì facendo si valorizza la lingua la cui utilit à può essere riconosciuta anche da coloro che spesso la snobbano in un tradizionale curricolo o, viceversa, studiare una disciplina in L2 può nobilitare una disciplina di secondaria importanza. Si incrementa la dimensione plurilinguista in modo da offrire un ulteriore stimolo per la costruzione degli apprendimenti e delle proprie capacit à di riflessione (Libro Bianco)

110 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La dimensione disciplinare Lavorando sul contenuto disciplinare, ma attraverso la lingua straniera, significa fornire prospettive diverse su uno stesso contenuto, spesso grazie all utilizzo di materiali del paese di cui si studia la lingua, lavorando indirettamente con curricoli diversi e quindi approcci e punti di vista che stimolano confronti e relativizzano i saperi.

111 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La dimensione cognitiva L apprendimento della lingua avviene in un contesto reale e di alta motivazione provocata dalla disciplina L apprendimento della disciplina si esplicita attraverso un sistema formale diverso da L1 che struttura e plasma la disciplina stessa.

112 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Gli aspetti cognitivi nell apprendimento scolastico trasversali ad ogni disciplina: concetti processi cognitivi abilit à di studio metacognizione memoria A seconda delle discipline che si considerano questi aspetti prendono diversa enfasi.

113 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La L2 declina tali aspetti nelle sottocategorie del: lessico funzioni comunicative abilit à linguistiche organizzazione testuale genere testuale grammatica pronuncia e ortografia.

114 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Gli aspetti cognitivi nellapprendimento scolastico trasversali ad ogni disciplina: Categorìe di apprendimento della L2 concetti processi cognitivi abilità di studio metacognizione memoria lessico funzioni comunicative abilità linguistiche organizzazione testuale genere testuale grammatica pronuncia e ortografia.

115 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Interazione Parecchie di queste categorie linguistiche e cognitive vanno insieme. Ad esempio, i concetti sono spesso espressi attraverso il lessico; i processi cognitivi sono espressi come funzioni linguistiche; le abilit à di studio implicano sistemi complessi di abilit à linguistiche

116 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Ancora: i processi cognitivi, nella loro declinazione pratica, comprendono in specifico: Definire Classificare Confrontare/contrastare Descrivere sequenze temporali Descrivere processi, oggetti e propriet à Fare ipotesi Predire Elencare Aggiungere/ampliare.

117 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Il valore aggiunto Questi processi cognitivi o funzioni linguistiche, tuttavia, spesso non sono esplicitati e quindi sono usati in modo inconsapevole e naturale. Questo vale anche nell insegnamento della L2. Nelle lezioni CLIL invece, venendosi a incontrare due mondi disciplinari diversi, questi per interagire devono incontrarsi sul terreno comune della trasversalit à dei processi cognitivi, che essendo riconosciuti ed evidenziati, vengono ulteriormente arricchiti. Di qui il valore aggiunto dell insegnamento disciplinare in L2.

118 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli … e inoltre La metacognizione comprende anche le abilit à di imparare ad imparare che significa: pianificare un attivit à di apprendimento, monitorarla nel suo progredire, riassumerne gli esiti, organizzarne i tempi di svolgimento, prevedere le risorse necessarie sono tutte abilit à che nella pratica CLIL vengono necessariamente messe in campo.

119 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Saper fare nella disciplina Contenuto Operazioni cognitive (thinking skills) Lingua ContenutoOperazioni cognitive (thinkig skills) Lingua Ambiti disciplinariAnalizzareLessico ArgomentiDescrivereStrutture linguistiche ArgomentiSintetizzareFunzioni ElaborareForme testuali

120 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Quindi... IL CLIL stimola confronto e scambio di strategie tra discipline diverse: Lo studio di una disciplina può essere reso pi ù interattivo con tecniche usate comunemente dai docenti di lingue, viceversa i nodi problematici di una disciplina introducono attivit à di thinking skills o solo di problem solving pi ù motivanti e autentici.

121 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Vantaggi e svantaggi Benefici potenzialiProblemi possibili Per lo studente: Per l insegnante - esposizione a diversit à di prospettive - esposizione a diversi stili di insegnamento - non comprendere il proprio ruolo e le responsabilit à associate - rapporto numerico studente-insegnante migliore - difficolt à a cambiare stili di insegnamento - maggiore attenzione da parte dell insegnante- difficolt à ad adottare nuove strategie di insegnamento - maggiori opportunit à di assistenza- difficolt à ad abbandonare il proprio ruolo unico per lavorare a squadra - assistenza immediata e contemporanea sia per la LS che per il contenuto - stili e strategie diversi di apprendimento Per l insegnante: Per lo studente - stimolo a sperimentare con strategie didattiche nuove- associare fortemente un ruolo linguistico ai due insegnanti - maggiore motivazione professionale collegato con il ruolo pro-attivo nella innovazione didattica - miglioramento delle abilit à gestionali della classe - maggiore osservazione e riflessione proprio operato

122 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Chi sono gli insegnanti che fanno Clil ? Devono cambiare metodo?

123 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Modalit à di insegnamento Categoria A Collaborazione convergente in compresenza Categoria B Collaborazione indipendente

124 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Collaborazione convergente in compresenza Decidere insieme: Divisione responsabilit à : –di chi sono i materiali –chi insegna quale contenuto –quale contenuto va insegnato insieme –chi assegna, valuta e corregge i compiti Obiettivi e esiti attesi –Peso da dare al contenuto e alla L2 insieme –Organizzazione della classe –Movimento nell aula –Alternanza ruoli –Disciplina

125 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Collaborazione indipendente ModelloCaratteristicheGruppo classe Risorse comuni Dividono risorse (materiali, libri, ecc). Insegnano separatamente. Non compresenza. diverso Contenuto comune Discutono quale contenuto insegnare. Insegnano separatamente. Non compresenza. stesso A rotazioneLa squadra pianifica insieme ma poi ogni insegnante insegna separatamente la sua specialità al gruppo a rotazione. Compresenza o non compresenza. stesso Capo squadra Un unico insegnante pianifica e decide per tutta la squadra. Compresenza. stesso

126 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Grado di collaborazione fra insegnanti - sinergia Separazione nessun contatto Separazione semplici scambi di notizie Separazione ma condivisione temi contenuto sillabo L2 lingua contenuto sillabo L2 Compresenza: CLIL + CLIT insegnamenti e apprendimenti integrati e equilibrati + sinergia Grado di collaborazione fra insegnanti - sinergia Separazione nessun contatto Separazione semplici scambi di notizie Separazione ma condivisione temi contenuto sillabo L2 lingua contenuto sillabo L2 Compresenza: CLIL + CLIT insegnamenti e apprendimenti integrati e equilibrati + sinergia

127 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Sitografia

128 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli gymnasium.de/angebote/bilingual.htmhttp://www.goethe- gymnasium.de/angebote/bilingual.htm 128

129 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli e.htmhttp://ibs.webschule.de/realschule/faecher/bilingual e.htm wuppertal.de/FBA/bilingu/aufsaetze_und_schriften.htmhttp://www2.uni- wuppertal.de/FBA/bilingu/aufsaetze_und_schriften.htm sachfachunterricht.htmhttp://www2.uni-wuppertal.de/FB4/bilingu/bilingualer- sachfachunterricht.htm 129

130 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Bibliografia Balboni P. Le sfide di Babele, Torino, Utet,, 2002 Coonan C.M.La lingua straniera veicolare, Torino, Utet,, 2002 Dodman M.(a cura di) Crescere in più lingue, Quaderni di documentazione del Centro Pedagogico di Bolzano Ricci Garotti:Insegnamento veicolare in provincia di Trento, Iprase, 2004 M. Wildhager, E.Otten: Praxis des bilingualen Unterrichts, Cornelsen

131 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Bibliografia Breidbach, Bach, Wolff: Bilingualer Fachunterricht, P.Lang, 2002 Schriftreihe des INFORM Band 5: G. Bach/ S. Niemeier (Hrsg) Bilingualer Unterricht: Grundlagen, Methoden, Praxis, Perspektive. Frankfurt./M.:Lang 2000 Auswahlbibliografie bilingualer Unterricht in wuppertal.de/bilingua/bibliographie.htm Krashen S. Bilingual Education: Argumentsfor and /Bogus) Arguments Against, Georgtown University, 1999 Langè G. Tieclil Professional development, cd Rom, Miur Milano Direzione Regionale Lombardia,

132 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La Mente Metalinguistica 132

133 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Nel Medioevo se ad uno scalpellino chiedevi cosa stesse facendo lui avrebbe potuto rispondere: sto scolpendo una pietra, sto facendo una statua, sto costruendo una cattedrale


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