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TUMORI NELLUOMO Antonio Contu/ Sara Marredda S.C. di Oncologia Medica Sassari 25 MAGGIO 2012 CAGLIARI.

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1 TUMORI NELLUOMO Antonio Contu/ Sara Marredda S.C. di Oncologia Medica Sassari 25 MAGGIO 2012 CAGLIARI

2 Negli ultimi ventanni, la prognosi di molti tumori è nettamente migliorata

3 Attesa di vita in Europa in Europa Dati: Population Division of the Department of Economic and Social Affairs of the United Nations Secretariat (2003). World Population Prospects: The 2002 Revision

4 Cancer Survivors: dati americani There are currently 10 million Americans who are considered cancer survivors, and their ranks are growing rapidly as more than a million new cases of cancer are diagnosed each year. Drawn from From Cancer Patient to Cancer Survivor: Lost in Transition, 2006 Institute of Medicine attualmente 10 milioni di americani che sono considerati " sopravvissuti al cancro, e le loro file sono in rapida crescita come più di un milione di nuovi casi di cancro sono diagnosticati ogni anno."

5 Cancer Survivors: dati italiani Anni 90: sopravivenza media a 5 anni mediamente del 23% in più rispetto a coloro che si ammalavano negli anni 80 Taranto M., Comunicato stampa n° 33, Istituto Superiore di Sanità, 2003 Uomini 41% Donne 56% Picchi massimi – Tumore del testicolo (94%) %) – Tumore della mammella (81%)

6 Cancer Survivors: dati italiani Se in Italia nel 2000 si sono diagnosticati nuovi casi di tumore, possiamo quindi stimare che oggi circa di questi malati sia ancora vivo

7 La preservazione della qualità della vita dei pazienti, a breve termine così come a distanza, deve essere parte integrante del trattamento

8 I sopravviventi Promoting health and physical function among cancer survivors Gritz et al. JCO novembre )problematiche lavorative 2)prevenzione degli effetti collaterali a lungo termine 3)interventi psico-sociali

9 I sopravviventi e il lavoro 20% in media dei pazienti che tornano al lavoro hanno limitazioni delle loro abilita 18% : difficolta a gestire sforzi fisici prolungati 22% condividere il proprio spazio con altri 12% a mantenere la concentrazione 14% ad apprendere cose nuove (WHO/ ICF 2001: impairment, activity limitation, participation restriction) Tutto ciò richiede dei servizi di gestione del lavoro elastici e comprensivi Esempio : linfedema allarto superiore nelle donne mastectomizzate

10 I sopravviventi e la chirurgia Chirurgia neurologica Danni cognitivi, motori, sensitivi, sul linguaggio, sul controllo sfinteriale Chirurgia ORL Difficolta di comunicazione Chiurugia sui LN linfedema Chiurgia addominale Alterata funzione intestinale Chirurgia pelvica/ prostatica Incontinenza, disfunzioni sessuali Chirurgia toracica Difficolta respiratorie Chirurgia testicolare Infertilita Chirurgia ovarica Menopausa precoce

11 I sopravviventi e la chemioterapia/ radioterapia / ormonoterapia Osso/tess uti molli Osteoporosi, rischio di fratture Inibitori dellaromatasi+/-corticosteroidi cuore Scadimento dellefficienza VC Antracicline, ciclofosfamide Hd, trastuzumab, taxani GonadiSterilitàAgenti alchilanti, nitrosouree Apparato auditivo Calo delludito cisplatino Polmoni Fibrosi Bleomicina Apparato nervoso periferico Parestesie Cisplatino Oxalipaltino, taxani SNC Danni cognitivi Radioterapia panencefalica Inibitori dellaromatasi MTX Rene Danno funzionale renale Cisplatino

12 DISTURBI SESSUALI NEI PAZIENTI ONCOLOGICI La dimensione del problema Il % dei pazienti con tumore soffre di disfunzioni sessuali dopo il trattamento chemioterapico, ormonale e/o radioterapico Le morbidità preesistenti sono in grado di produrre effetti devastanti sulla sessualità Numero 2 estate

13 Limpatto PSICO- SESSUALE dei trattamenti e della malattia non può più essere ignorato

14 I disturbi della sessualità Disturbi del desiderio sessuale diminuzione o perdita del desiderio sessuale – evitamento della sessualità Disturbi dell'eccitamento sessuale – difetto della risposta genitale femminile (diminuzione o perdita della lubrificazione) – difetto della risposta genitale maschile (impotenza e disturbo dell'erezione) Disturbi dell'orgasmo – inibizioni dell'orgasmo maschile e femminile – eiaculazione precoce Disturbi da dolore sessuale – vaginismo e dispareunia

15 [Laumann EO, Paik A, Rosen RC: JAMA 1999;281: ] Disturbi Sessuali nella popolazione 43% donne e 31% uomini Problemi più frequenti nelle donne – 33.4% perdita di interesse sessuale – 24.1% incapacità di raggiungere lorgasmo – 21.2% diminuzione piacere sessuale – 18.8% difficoltà nel rapporto sessuale – 14.4% rapporti sessuali dolorosi

16 Problemi più frequenti negli uomini – 28.5% eiaculazione precoce – 17% ansia da prestazione – 15.8% perdita di interesse sessuale – 10.4% incapacità a mantenere lerezione Disturbi Sessuali nella popolazione [Laumann EO, Paik A, Rosen RC: JAMA 1999;281: ]

17 Fattori che interferiscono sulla sessualità Fattori di Base – Fatori demografici: ad es. età, sesso, fattori etnici – Fattori psicologici: ad es. ansia, depressione, immagine corporea – Problemi di salute cronica: ad es. diabete, patologie cardiache – Fattori relazionali: qualità del rapporto col partner – Fattori legati alletà: ad es. scarsa lubrificazone vaginale, disfunzione erettile

18 Neoplasie prostatiche – Disfunzione erettile (85%) – Problemi di riduzione o assenza di orgasmo, riduzione rigidità erettile. – Climacturia Neoplasie del testicolo – Perdita del desiderio (20%), – disfunzione erettile (11.5%), – disturbo dellorgasmo (20%) e delleiaculazione (44%), – diminuzione dell attività sessuale (44%), e del – piacere sessuale (19%) Cancro e sessualità

19 Neoplasie testa-collo Neoplasie apparato gastro-enterico Neopalsie ematologiche Neoplasie vescica Neopalsie polmone Neoplasie urogenitali Cancro e sessualità

20 Dopo la diagnosi di cancro – Fattori demografici: non modificati – Fattori psicologici: non modificati, migliorati, peggiorati – Problemi di salute cronica: non modificati, peggiorati – Fattori relazioniali: non modificati, migliorati, peggiorati – Fattori legati al tumore: menopausa indotta, immagine corporea, disfunzione erettile Fattori che interferiscono sulla sessualità

21 Cancro e sessualità

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23 Il medico e la sessualità del paziente 50 pazienti affetti da diversi tipi di tumore 32 medici oncologi o palliativisti Hordern A, Street A, MJA 2007; 186: 224–227

24 Il medico e la sessualità del paziente Mentre la maggior parte dei professionisti ha incentrato la sua attenzione sulla lotta alla malattia indipendentemente dal costo fisico ed emozionale del paziente, i pazienti richiedevano informazioni e sostegno per vivere la propria intimità, anche in assenza di alterazioni della fertilità o sessualità Hordern A, Street A, MJA 2007; 186: 224–227

25 Miti da sfatare Le problematiche sessuali non riguardano solo le donne mastectomizzate ! Edouard Manet, 1876

26 FERMARE IL TUMORE SALA CONVEGNI OSPEDALE CIVILE novembre 2005 SESSUALITA E TUMORE DELLA MAMMELLA CAMERA DI COMMERCIO novembre 2006 UN FIGLIO DOPO LA CHEMIOTERAPIA OSPEDALE SAN CAMILLO maggio 2008 DIAGNOSI DI TUMORE: Come cambia il mondo attorno a te CAMERA DI COMMERCIO novembre 2009 ONCOLOGIA AL FEMMINILE CAMERA DI COMMERCIO 12 novembre 2010

27 Peraltro quando fai una ricerca sugli studi pubblicati difficilmente trovi qualcosa che non riguardi il tumore della mammella

28 Il tumore alla PROSTATA

29 Tassi (per ab.) Incidenza del Ca-Prostatico U.S.A. neri U.S.A. bianchi Oceania Europa, Nord America, Centro, Sud Europa, Sud Italia Europa, Est Africa, neri Giappone India Cina

30 Incidenza dei Tumori nella Popolazione Maschile in Italia e negli U.S.A. %

31 Tassi (per ab.) Incidenza e Mortalità in Italia

32 Tassi (per ab.) Incidenza e Prevalenza del Ca-Prostatico per Età, in Italia

33 Sopravvivenza generale del Ca-Prostatico Anni dalla diagnosi % di casi sopravviventi

34 FATTORI DIETETICI Laumento dellapporto calorico può condurre ad un aumento del rischio di CaP Lobesità è un fattore di rischio del CaP Gli uomini con BMI (Indice di Massa Corporea)di oltre26 kg/mq (20-25 val. normale)presentano un significativo aumento del rischio.(Gromberg e coll. 1996)

35 FATTORI DIETETICI I livelli di grassi pro capite sono strettamente collegati al rischio di incidenza di CaP Dati ottenuti su animali suggeriscono che la dieta non dovrebbe contenere piu del 20% di apporto calorico in forma di grassi Gli acidi grassi saturi (concentrati nei grassi di origine animale) sono correlati ad una aumentata incidenza e crescita di CaP

36 FATTORI DIETETICI Tra i grassi che sembrano avere una azione protettiva annoveriamo: 1) Lolio doliva (che ha unelevato contenuto in acidi grassi monoinsaturi) 2) Lolio di pesce (acidi grassi omega 3) Gli acidi grassi omega 6 (per es. lacido linoleico e lacido arachidonico) comunemente usati nella dieta americana sembra al contrario che possano stimolare la proliferazione del CaP

37 FATTORI DIETETICI ALTRI FATTORI CON EFFETTO PROTETTIVO Proteine della soia contenente isoflavinoidi (fitoestrogeni) Tè verde Licopeni (carotenoidi contenuto nei pomodori e nella salsa di pomodoro) Selenio Vitamine E e D

38 Variazione di incidenza del CaP con lemigrazione e il cambio di abitudini dietetiche

39 DIAGNOSI PRECOCE ESPLORAZIONE RETTALE BUON UTILIZZO DEL PSA

40 ESPLORAZIONE RETTALE Per anni è stata la sola tecnica diagnostica Permette il riconoscimento in base alla consistenza

41 BUON UTILIZZO DEL PSA Attualmente il 70-80% viene diagnosticato quando ancora la malattia è confinata allorgano (contro il 20-30% dellepoca pre-PSA) Tradizionalmente il valore massimo considerato normale è di 4ng/ml.

42 1)Ecografia transrettale 2)Biopsie multiple ecoguidate 3)Scintigrafia ossea 4)R.M.N. 5)T.C. ULTERIORI INDAGINI

43 Disponiamo ora di queste informazioni: 1) Valori del PSA 2) Esplorazione rettale 3) Ecografia transrettale 4) Mappaggio prostatico: istotipo della neoplasia grado istologico sec.Gleason lunghezza del singolo frustolo di tessuto percentuale di tumore in ogni singolo frustolo presenza di strutture microvascolari o neurali infiltrate dalla neoplasia presenza di lesioni precancerose quali la neoplasia prostatica intraepiteliale di alto grado (HGPIN).

44 APPROCCIO TERAPEUTICO 1.Prostatectomia radicale 2.Radioterapia 3.Deprivazione androgenica 4.Vigile attesa (watchful waiting) 5. Strategie alternative

45 1.PROSTATECTOMIA RADICALE A cielo aperto-retropubica Laparoscopica Laparoscopica robot assistita

46 1.PROSTATECTOMIA RADICALE VANTAGGI : Procedura che si conclude in unica seduta Asportazione in toto della ghiandola Follow-up semplificato Disponibilità dei risultati a lungo termine Bassi costi SVANTAGGI : Procedura invasiva di chirurgia maggiore Ospedalizzazione dai 6 ai 14 giorni Maggior durata dellanestesia Catetere vescicale a dimora per 5-14 giorni Tardivo ritorno alla normale vita lavorativa (4-8 settimane) Rischio di complicanze tra 7% e 18%

47 Complicanze della prostatectomia radicale Intra e perioperatori: Mortalità operatoria :< 0.5% Mortalità perioperatoria:0-1.5% Tromboembolie: % Problematiche cardiovascolari: % Lesioni della parete del retto:0.1-2% Infezioni della ferita: % Post-operatori Deficit erettile: 10-75% Incontinenza urinaria: minima 6-17% severa %

48 FINALITA' DELLA RT RADICALE – RT esclusiva – RT in associazione allormonoterapia COMPLEMENTARE ( postoperatoria ) – RT precauzionale – RT di necessità PALLIATIVA o SINTOMATICA

49 Tecniche Brachiterapia (I 125, Pd 103, Ir 192 ) Radioterapia Esterna

50 BRACHITERAPIA Impiego limitato alle forme intracapsulari Diffusione più limitata Costi elevati Possibilità di raggiungere dosi elevate con risparmio organi circostanti Tempi di trattamento ridotti

51 COMPLICANZE COMPLICANZA Chirurgia RT ext.Brachit. Incontinenza 5-53% 1-3% 0,1% Impotenza % 4-40% 25% Sanguinamento 1-12% 3-13% - Embolia polmonare 2-8% - - Cistiti/uretriti % - Proctite % -

52 Brachiterapia permanente VANTAGGI: mini invasiva (unica seduta, limitata durata anestesia) sanguinamento nullo rimozione del catetere vescicale dopo 24 ore e rapido ritorno allattività lavorativa rischio di incontinenza urinaria dell1% mantenimento della potenza sessuale dal 90% al 50% risultati oncologici a 12 anni per alcuni lavori sovrapponibili alla chirurgia SVANTAGGI : disturbi irritativi minzionali da alcune settimane fino a 3 mesi mancato trattamento dei disturbi associati a una IPB difficoltà del follow-up (fluttuazione PSA, impossibilità esame istopatologico) alti costi

53 3.DEPRIVAZIONE ANDROGENICA Chirurgica: orchiectomia Farmacologica: - inibizione della produzione di testosterone da parte dei testicoli analoghi LH-RH - antagonisti degli ormoni sessuali maschili

54 METODI DI DEPRIVAZIONE ANDROGENICA Castrazione chirurgica Castrazione medica(estrogeni, LH-RH analoghi) Blocco cellule bersaglio(antiandrogeni puri e steroidei) Blocco androgenico massimale Inibizione 5-alfa-reduttasi IPB

55 LH-RH ANALOGHI Goserelin Triptorelina Buserelin Leuprolide

56 ANTIANDROGENI Antiandrogeni steroidei: ciproterone acetato, megestrolo, medrossiprogesterone Antiandrogeni non steroidei: flutamide, bicalutamide, nilutamide

57 INDICAZIONI ALLA TERAPIA ORMONALE Neoadiuvante pre RT o PR Adiuvante dopo RT o PR Carcinoma di stadio avanzato Ripresa di malattia dopo RT o PR

58 EFFETTI TERAPIA ORMONALE SULLA LIBIDO E EREZIONE Sorveglianza vs deprivazione androgenica (significativa) Lubeck, 2001 Castrazione medica vs castrazione chirurgica (p = 0.01) Potosky, 2001 Bicalutamide vs flutamide + goserelin (p = 0.002) Boccardo, 2000

59 MECCANISMO FISIOPATOLOGICO DEL DEFICIT ERETTILE Riduzione testosterone Riduzione testosterone Riduzione gonadotropine Riduzione gonadotropine Aumento estrogeni Aumento estrogeni

60 FUNZIONE ERETTILE ED ORMONI Difficoltà a separare libido da deficit erettile Difficoltà a separare libido da deficit erettile Erezioni possibili dopo castrazione Erezioni possibili dopo castrazione

61 Erezioni notturne sono androgeno- dipendenti Erezioni notturne sono androgeno- dipendenti Erezioni indotte sono androgeno- indipendenti Erezioni indotte sono androgeno- indipendenti (Aversa, 2001) RAPPORTO TRA ANDROGENI ED EREZIONE

62 FUNZIONE ERETTILE ED ORMONI CONCLUSIONE: IL MAGGIORE EFFETTO DEGLI ANDROGENI SULLA FUNZIONE SESSUALE È AUMENTARE LA LIBIDO E NON CONTROLLARE LEREZIONE

63 DOMANDA CHIAVE (I) Is cure of prostate cancer possible in those for whom it is necessary? Is cure of prostate cancer possible in those for whom it is necessary? Is cure necessary in those for whom it is possible? Whitemores aphorism 1986 Is cure necessary in those for whom it is possible? Whitemores aphorism 1986

64 DOMANDA CHIAVE (II) È GIUSTIFICATO PRESERVARE LA LIBIDO E LA POTENZA SESSUALE AL PREZZO DI ACCETTARE LA PROGRESSIONE DI MALATTIA NEL FRATTEMPO?

65 Conclusioni -Qualsiasi tipo di terapia per il cancro della prostata interferisce sull'attività sessuale. - Pazienti giovani e motivati hanno maggiori probabilità di guarire. -La preparazione del paziente è fondamentale per la compliance ed i risultati migliori. -La conservazione dei nervi è un problema di tecnica e richiede una lunga curva di apprendimento. -- La stimolazione intraoperatoria dei nervi può confermarne il risparmio. -Gli innesti nervosi vanno ancora considerati sperimentali. -La terapia va iniziata più presto possibile e proseguita per almeno 18 mesi. -PGE 1 è il «golden standard» della terapia. -Il Sildenafil va provato in tutti i pazienti, ripetutamente e per lungo tempo. -La terapia è più efficace associando PGE 1 e Sildenafil.

66 TUMORI DEL TESTICOLO:

67 EPIDEMIOLOGIA 1-2 % delle neoplasie maligne 3-10% delle neoplasie dell'apparato urogenitale maschile incidenza: 3 casi ogni anno per persone incidenza: 6 casi tra i 20 e 40 anni

68 ANATOMIA

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70 TUMORI DEL TESTICOLO: CLASSIFICAZIONE 1. Neoplasie primarie (90-95%) A) a cellule germinali - seminoma (30%) - seminoma (30%) - carcinoma embrionale (30%) - carcinoma embrionale (30%) - teratocarcinoma (25%) - teratocarcinoma (25%) - teratoma (10%) - teratoma (10%) - coriocarcinoma (1%) - coriocarcinoma (1%) B) neoplasie specializzate dello stroma - tumore a cellule di Leydig - tumore a cellule di Leydig - tumore a cellule diSertoli - tumore a cellule di Sertoli C) gonadoblastoma D) neoplasie varie - neoplasie mesenchimali - neoplasie mesenchimali - adenocarcinoma della rete testis - adenocarcinoma della rete testis - carcinoide - carcinoide - tumore da residui surrenalici - tumore da residui surrenalici 2. Neoplasie secondarie (linfomi)

71 TUMORI DEL TESTICOLO DIAGNOSI Palpazione del testicolo Ecografia testicolare con eventuale doppler Marker neoplastici: beta-HCG alfa-Fetoproteina LDH TAC o RMN Scintigrafia ossea

72 SEQUELE DEL TRATTAMENTO CIRCA IL 50% DEI PAZIENTI HA UNA RIDUZIONE DELLA SPERMATOGENESI PRERADIOTERAPIA. NELLA NOSTRA ESPERIENZA SOLTANTO ALCUNI PAZ HANNO MANIFESTATO UNA AZOSPERMIA PERMANENTE CON CONSEGUENTE INFERTILITA. AUMENTO DELLINCIDENZA DI SECONDI TUMORI UROLOGICI E GASTROINTESTINALI.

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74 TUMORI DEL TESTICOLO TERAPIA ESPLORAZIONE CHIRURGICA (via inguinale) ORCHIFUNICULECTOMIA RADICALE Ulteriori opzioni postoperatorie dipendono da: istologia stadio

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76 SEMINOMA e non SEMINOMA SEMINOMA e non SEMINOMA Opzioni terapeutiche dopo lorchiectomia nel seminoma di stadio I: sorveglianza radioterapia adiuvante (RT) linfadenectomia retroperitoneale chemioterapia adiuvante Quasi il 100% dei pazienti con stadio I sono curabili TUMORI DEL TESTICOLO

77 SEMINOMA Sorveglianza Molti pazienti possono evitare terapia non necessaria ma una parte di Essi sviluppa progressione e richiede trattamento I pazienti ad alto rischio per recidiva devono essere trattati con terapia adiuvante TUMORI DEL TESTICOLO

78 SEMINOMA Non esiste un follow-up ottimale per la sorveglianza; attualmente: Visita ad intervalli di 4 mesi per i primi 3 anni Visita ad intervalli di 6 mesi per gli anni 4-7 Visita ad intervalli di annuali dallottavo al decimo anno Ad ogni visita: TAC addome-pelvi Radiografia del torace (a visite alterne) Markers neoplastici (i primi 3 anni di sorveglianza) TUMORI DEL TESTICOLO

79 radioterapia retroperitoneal Risultati della radioterapia retroperitoneale nel seminoma di stadio I: Author No of cases Survival rates (%) Relapse rate (%) __________________________________________________________________________ Duncan and Munro Dosmann and Zagars ,2 3 Fossa et al Giacchetti et al Kellokumpu-Lehtinen and Halme Sommer et al William and McGowan Warde et al _________________________________________________________________________ Studi a lungo termine mostrano che i pazienti con seminoma trattati con RT presentano un aumentato rischio di sviluppare una seconda Neoplasia maligna(Travis et al., 1997) TUMORI DEL TESTICOLO: SEMINOMA

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81 La linfadenectomia retroperitoneale La linfadenectomia retroperitoneale è un approccio ragionevole in: pazienti che rifiutano la semplice sorveglianza TUMORI DEL TESTICOLO: NON SEMINOMA

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85 Chemioterapia è unalternativa alla RT o alla sorveglianza nel seminoma di stadio I Il trattamento è stato bel tollerato e la tossicità acuta e in corso di terapia è stata lieve. TUMORI DEL TESTICOLO: SEMINOMA

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89 Problema protesi testicolare

90 Lasportazione del testicolo in sé non modifica la vita sessuale del paziente, se non per un lieve squilibrio ormonale che, nella maggioranza dei casi, è rapidamente compensato dallattività del testicolo sano. Le cose cambiano se il tumore è più esteso e coinvolge i linfonodi addominali. Lasportazione dei linfonodi può provocare infertilità e il blocco delleiaculazione, con conseguente perdita di uno degli elementi che compongono il piacere sessuale

91 Storie di chi ce lha fatta

92 Una storia da ricordare Lance Armstrong nasce in Texas nel 1971 A 13 anni già partecipa a gare di triathlon ( nuoto, ciclismo e corsa) Nellestate del 1996 guida la squadra ciclistica ai giochi olimpici di Atlanta Nellottobre del 1996: diagnosi di cancro al testicolo con metastasi linfonodali, polmonari e cerebrali Dal 96 al 98 cure e recupero fisico Nel 1998 partecipa ad una Parigi-Nizza ma si ritira Nel 1999 vince il suo primo Tour de France: ne vincerà sette consecutivi dal 1999 al 2005

93 Una storia da ricordare Gli fu proposto come chemioterapia inizialmente lo schema PEB che contiene la bleomicina: questo farmaco espone ad un rischio di tossicita polmonare duratura : dintesa coi suoi curanti fece invece il PEI con lifosfamide, con maggiore tossicita ematologica e gastrointestinale ed e piu debilitante nel breve periodo ma senza gli effetti a distanza sulla funzionalita respiratoria Oggi Lance Armstrong dice che lesperienza del tumore e stata la miglior cosa che mi sia capitata Ha creato la L.A. FOUNDATION ( braccialetto livestrong)

94 Tumore della VESCICA

95 Fumo di sigaretta - Rischio relativo aumentato da 2 a 5 volte rispetto ai non fumatori - Dal 25 al 60% dei carcinomi vescicali sono causati dal fumo - La sospensione del fumo riduce del 30-60% il rischio di contrarre la neoplasia Tumori della vescica

96 Segni clinici evocatori: ematuria pollachiuria infezione urinaria ricorrente dolore in caso di metastasi o di ostruzione ureterale Tumori della vescica Diagnosi

97 Tumori della vescica Derivazione urinaria Non continente -ureterocutaneostomia -uretero-ileo-cutaneostomia sec. Bricker Continente -derivazione ureterocolica (ureterosigmoidea; tasca sigmoidea) -sostituzione vescicale (Camey I e II, Mainz, Cock,VIP, Hautmann) La sostituzione vescicale risulta possibile se: intestino integro biopsie uretrali negative funzione renale conservata buone condizioni generali del paziente

98 I TUMORI del colon-RETTO

99 ATT.OSS.SIR FE FI rom fvg ATT.OSS.SIRRG SS NA SA RT Fe 2006 L. Mangone, 2005 Il cancro del colon-retto in Italia – S.I.R. M+F, tutte le età

100 Il cancro del colon-retto rappresenta la IV causa di morte per neoplasia Circa 1/5 interessa il retto pelvico e circa ½ il retto inferiore (3-8 cm dalla linea ano- cutanea, al di sotto della riflessione peritoneale) Circa 1/5 interessa il retto pelvico e circa ½ il retto inferiore (3-8 cm dalla linea ano- cutanea, al di sotto della riflessione peritoneale)

101 VASCOLARIZZAZIONE DEL RETTO Vascolarizzazione principale: Arteria Rettale Superiore ramo della A. Mesenterica Inf. Vascolarizzazione secondaria : A. Rettale Media ed Inferiore, A. Sacrali rami dellA. Iliaca Interna

102

103 Sessualità e cancro Chi se ne occupa? Dove aggiornarsi?

104 International society for sexuality and cancer

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106 2 versioni: una per i medici ed una per i pazienti 2 lingue: inglese e spagnolo

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114 I disturbi sessuali legati al cancro ed ai suoi trattamenti sono frequenti Sono più frequenti i disturbi di carattere psicologico (disturbi della libido e frigidità) Sono meno frequenti i disturbi di tipo organico e funzionale La qualità della vita sessuale peggiora, ma non è completamente compromessa Conclusioni

115 La maggior parte dei nostri pazienti rimane sessualmente attivo Le relazioni personali sono mantenute E importante laiuto del partner, meno quello dellequipe, ma………………. nei casi affrontati oggi, la SQUADRA è FONDAMENTALE Conclusioni

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