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I quaderni della logistica Appunti di gestione della produzione industriale Anno scolastico 2012-2013 Elaborazione a cura della classe 3E Logistica Docenti:

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Presentazione sul tema: "I quaderni della logistica Appunti di gestione della produzione industriale Anno scolastico 2012-2013 Elaborazione a cura della classe 3E Logistica Docenti:"— Transcript della presentazione:

1 I quaderni della logistica Appunti di gestione della produzione industriale Anno scolastico Elaborazione a cura della classe 3E Logistica Docenti: - prof. M. Iannaccone - prof V. Petruzziello

2 Unazienda è un complesso organizzato di persone e di beni che svolge un attività economica rivolta al soddisfacimento dei bisogni umani DEFINIZIONE DÌ AZIENDA

3 FORMALE INFORMALE STRUTTURE ORGANIZZATIVE MECCANISMI OPERATIVI Meccanismi di programmazione SISTEMA INFORMATICO MICROSTRUTTURA MACROSTRUTTURA MECCANISMI COLLETTIVI DÌ FATTO E FATTORI INDIVIDUALI OPERAZIONI MANSIONI POSIZIONI COMPITI Dimensione orizzontale Dimensione verticale LORGANIZZAZION DELLAZIENDA

4 Direzione generale Servizio affari legali Direzione del Personale Direzione commerciale Direzione di Produzione Direzione Amministrativa Contabilità industriale Contabilità generale Pianificare e logistica Manutenzione Controllo qualità Reperti di produzione Selezione e formazione Relazioni sindacali Relazioni col personale Amministrazion e del personale Ricerche di mercato Pubblicità e promozioni Vendite Distribuzione STRUTTURA ORGANIZZATIVA LOGISTICA

5 SISTEMA INFORMATIVO Raccolta dati Registrazione dati Conservazio ne dati Traduzione in informazione nella forma più significativa e utile per le decisioni aziendali OBIETTIVO DELLAZIENDA\SISTEMA INFORMATIVO

6 SISTEMA INFORMATIVO Costruire un sensore atto a recepire prontamente dati e informazioni Controllare sia le singole risorse informative che il complesso patrimonio di conoscenze dellazienda nel suo consenso evitando duplicazioni e alterazioni di contenuto dei dati e delle notizie acquisite dalla organizzazione Assicurare ai vari organi aziendali la disponibilità delle informazioni necessarie allo svolgimento delle attività decisionali,ciascuna con idonee caratteristiche di contenuto, forma, tempo grado di analiticità,precisione ecc. OBIETTIVO DÌ UN SISTEMA INFORMATIVO EFFICIENTE

7 Possibili tipologie di sistema informativo -Sistema informativo tradizionale -Sistema informativo Semplice il computer fa il suo ingresso in azienda -Sistema informativo integrato Il sistema informativo Integrato e lunità Di archiviazione Dei dati -Sistema informativo Direzionale Il sistema informa Come strumento Delle decisioni strategiche

8 AnagraficaMaterialiDistintaBaseCicli Di Lavoro Anagaf.RepartiCalendario Di Fabbrica DATI DI BASE ACQUSITI/VENDITE Anagr. Clienti/ Anagr. Clienti/ Form Rich. Di Rich. Di Acquisto Ordini di Acq. Ordine di vend Contar. Fattura PRODUZIONE di prod. Programma di prod. Carico di Reparti. Calcolo di. Calcolo di Fabbis. Ordini di Acq. Ordni di Produz. di Acq. Ordini di Acq.. Prel./ Vers. Gest. Prel./ Vers. bem Emissione bem MAGAZZINO Contr. Contr. Giacen Emissione Fatt./ xab SISTEMA MRP

9 Codice prodotto:_ _ _ _ _ _ _ _ _ T.A.(gg):_ _ _ _ _ _ _ Descrizione:_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ :_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Codice comm.le esterno: :_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Unità mis. InternA Unità mis. Esterna Fatt. d conv. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Prezzo std: :_ _ _ _ _ _ _ _ _ Prezzo ultimo _ _ _ _ _ _ _.Mag.prov: :_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Mag. dest _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Utilizzo: :_ _ _ _ _ _ _ _ Gestione scorta (si-no): :_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Data ultimo agg:_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Ind. mag:_ _ _ _ _ _ T.P.(AC/PR):_ _ _ _ _ Lotto econ:_ _ _ _ _ Anagrafica dei materiali

10 PROD A SEMDMAT EMAT CSEM BMAT F SEM HMAT GMAT IMAT LSEM M MAT NSEM OMAT PMAT Q D.B

11 B D E I L O P Q R C F G H M N A DISTINTA BASE

12 Esplosione scalare di una D.B. 0 A D 3... I 3... L O Q R P 2.. E 1. C 2.. F 2.. G 2.. H 3... M 3... N

13 CICLI DI LAVORO CICLO: CODICE PROODOTTO: A OPERAZ.N OPERAZ.N.DESCRIZIONE Pulizia grezzo Tornitura Verifica/Controllo Posizionamento Sgrassatura CENTRO TEMPI (HH.MM.) ALTEZZALAVOROPULIZ. 0,15 0,06 01,00 0,05 0,10 0,15 0,08 0,35 0,15 01, ISTRUZIONE CICLO N.: DATA UTL..AGG.: OPER.ISTRUZIONI Posizionare grezzo tra contro punta e punta,asse inclinata15gr.ris.orizz. Utenzile n.302 Velocità rotaz.130g/m,velocità avanz 0,02m/s rif disegno n.a125038/d Eliminare sbavat.con lima a mano n.02/smerigl. Con teli n.00,11,22 Contr.con calibro ventesim. Distanza facce A e B, Parallel. Max deviz.amm 0.1mm Pulire e sgrassare con soluzione alcolica 90%

14 Calcolo fabbisogni CALCOLO FABBISOGNIO Anagraf. Materiali Cicli di lavoro Distinta Base Calend. Di fabbrica Anagraf. reparti Origini di vend. (Progr. Di prod.) Ordini di acquisto Ordini di produzione Giacenza di Magazz. Fabbisogni di Produzione Fabbisogni di acquisto Conf. Richieste pro Ordin di produzione Avanzamento Ordine pro Elenco richieste Diagramma di Carico reparti Conf.richieste ACQ Ordini di Acquisto Elenco delle Richieste

15 Modalità di Manifestazione della domanda Modalità di predisposizione dellofferta Caratteristiche intrinseche del prodotto Produzioni su commesse singole Produzione su commesse ripetitive Produzioni per il magazzino su previsione Produzioni unitarie Produzioni intermittenti (o lotti) Produzioni continue Produzioni per processo Produzioni per parti o manifatturiere Classificazione dei sistemi produttivi CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI PRODUTTIVI

16 -Produzioni su sommesse singole -Produzioni su sommesse ripetitive - Produzioni per il magazzino (su previsione) Lazienda riceve una serie di ordini diversi per singoli prodotti (o per partite di modesta consistenza), differenziati anche in misura notevole, per i quali solitamente occorre elaborare il progetto (totale o parziale), il ciclo di lavorazione ecc. Esempio: richieste per la realizzazione di un particolare modello di barca. In tale categoria rientrano le imprese (subfornitrici) che realizzano una gamma di prodotti delle caratteristiche che definite per un gruppo di clienti abbastanza stabile, che richiede delle forniture scaglionate nel tempo, sia le aziende che producono «su catalogo», ma solo dopo il manifestarsi dellordine, per una clientela assai varia una gamma spesso ampia di prodotti, di cui sono definitivi in anticipo: progetto, cicli attrezzature, materiali: Esempio: realizzazione del motore Limpresa realizza, prima del manifestarsi degli ordini volumi abbastanza elevati di prodotti, che affluiscono attraverso una rete di distribuzione ad un gran numero di clienti anonimi. Esempio: panettoni natalizi. CLASSIFICAZIONE IN FUNZIONE DELLA DOMANDA

17 - Produzioni unitarie - Produzioni intermittenti - Produzioni continue La variabilità dei cicli di produzione è assai spinta, cosicché lattività produttiva è organizzata in funzione dellottenimento delle qualità richieste dai singoli ordini I cicli sono meno variabili nel tempo ed il loro impiego ha luogo con criteri di alternanza; i prodotti sono realizzati in lotti di entità superiore ai fabbisogni immediati; in modo da formare delle scorte destinate ad essere utilizzate in seguito, quando i centri operativi saranno impiegati in altre attività produttive I cicli restano costanti anche per periodi notevolmente esteri, dando luogo ad un flusso ininterrotto di prodotti: dalle caratteristiche omogenee nel tempo CLASSIFICAZIONE IN FUNZIONE DELLOFFERTA

18 - Produzioni per processo - Produzioni per parti o manifatturiere A volte gli elementi che costituiscono il bene finale non possono essere facilmente identificati, il prodotto non può pertanto essere scomposto a ritroso poiché i componenti originari non sono più distinguibili o hanno cambiato natura. Esempio: i procedimenti utilizzati per ottenere acciaio, carte, cemento, prodotti chimici, filati, prodotti farmaceutici ecc. N.B.: Il processo produttivo prevede, pertanto, la sola «fabbricazione» A volte il bene attenuto è costituito da un certo numero di componenti discreti, o parti, in genere di diversa natura. Esempio: automobili, elettrodomestici, apparecchiature elettroniche, scarpe, giocattoli ecc. N.B: Il processo produttivo comprenderà pertanto sia le fasi di «fabbricazione» (da intendere come insieme di lavorazioni che modificano la forma, le dimensioni o lo stato superficiale di parti singole) sia le fasi di «montaggio» ( da intendere come complesso delle operazioni di assemblaggio per ottenere un semilavorato o un prodotto finito. CLASSIFICAZIONE IN FUNZIONE DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

19 Classificazione secondo il modo di rispondere alla domanda Produzione per il magazzino Produzione su commesse Ripetitive Singole Produzione unitaria Produzione intermittente ( a lotti) Produzione continua Classificazione secondo il modo di realizzare il volume di produzione Per processo (fabbricazione) Per parti Fabbricazione Montaggio Classificazione secondo il modo di realizzare il prodotto

20 FABBRICAZIONI Produzione per reparti Produzione per celluleLinee di produzione per prodotto Lordine di lavorazione richiede lesecuzione di una serie di operazioni da parte di un gruppo di centri di lavoro in una sequenza preassegnata (cicli di lavoro) che eventualmente può ammettere alternativamente a varietà dei cicli da realizzare è tale che lunica forma di ordinamento possibile è quella di aggiungere i macchinari in reparti omogenei per tipo di lavorazione. Considerazioni: -flussi produttivi intrecciati -massima flessibilità operativa Rispetto alla situazione Precedente,quando è possibile Individuare delle famiglie di pezzi Con i cicli di lavorazione omogenei Si possono creare gruppi (cellule) Di macchine (di natura diversa) Adibite alla lavorazione necessarie Per ottenere lintera famiglia di pezzi. Considerazioni. -minore intreccio dei flussi produttivi -flessibilità ridotta Queste strutture produttive Sono costituite da un Insieme di macchine deve Realizzare rigidamente una Sequenza prefissata di Lavorazioni, per prodotti da Ottenere in grandi quantità E con varianti limitate. Considerazioni: -gestione più semplice -flessibilità dellimpianto minima. CLASSIFICAZIONI DELLE TIPOLOGIE DI PRODUZIONE MANIFATTURIERA

21 MONTAGGI Montaggio a posto fisso Loggetto da realizzare non si trasferisce da una posizione allaltra;è invece loperatore che compie lintero ciclo di Assemblaggio (ed eventualmente Il collaudo) del prodotto avendo A disposizione le parti e le Attrezzature necessarie (es. montaggio di macchine Utensili di medie-grandi Dimensioni) Montaggio a trasferimento (linee) Sono costituite Essenzialmente da una serie di stazioni di lavoro disposte In successione con polmoni (buffer o depositi) intermedi. Le stazioni sono collegate Da un sistema automatico di Trasporto (convogliatone a Nastro o a rulli) di tipo Asincrono. La cadenza di avanzamento È fissata dal sistema di Trasporto dei pezzi, e risulta Pertanto uguale per tutte le Stazioni. Si ricorre a tale Soluzione per i prodotti Voluminosi da montare in grande Serie quali automobili,lavatrici Domestiche ecc … Linee a ritmo non imposto Linee con Ritmo imposto CLASSIFICAZIONI DELLE TIPOLOGIE DI PRODUZIONE MANIFATTURIERA

22 GRADO DI AUTOMAZIONE LINEE SEMIATOMICHE LINEE AUTOMATICHE Sono frequenti nel montaggio di prodotti di media-alta serie (es :motori,auto,macchine per Ufficio, confezionamento di Largo consumo ecc...). In tali Casi unitamente alle fasi Manuali per operazioni Particolarmente complesse Sono presenti un largo numero Di fasi automatizzate (inserzioni,dosaggi,taffetture ecc..) Utilizzate per lassemblaggio Automatico in produzione di Altissima serie. Su tali linee Luomo ha esclusivamente Periodica dei componenti (es: produzione di lampadine, Siringhe a perdere, schede Elettroniche, ecc..) CLASSIFICAZIONE IN FUNZIONE DEL GRADO DI AUTOMAZIONE

23 Arrivo materiale Spedizione prodotto finito Accettazione materiale Magazzino materie prime Controllo qualità Parti meccanica Circuiti stampati cavi Magazz. Semilav. (meccan) Magazz. Semilav. (circuiti stam.) Magazz. Semilav. (cavi) Montaggio finale Collaudo finale Imballaggio Magazzino prodotti finiti SALA DI PRODUZ. DI UNAZIENDA ELETTROMECCANICA

24 Produzione in linea e per reparti: confronto punti di forza-debolezza Punti di forza Punti deboli Reparti (job-shop) -Investitura ridotto -Alta flessibilità -Elevata elasticità -Scarsa obsolescenza -Rapido ovvio di nuova produzione -Alti tempi di attraversamento -Elevato WIP -Scarsa saturazione -Altri costi di manodopera -Qualità non omogenea -Scarsa prevedibilità dei Tempi d consegna -difficile reperibilità di manodopera specializzata CARATTERISTICHE E PROBLEMI DELLE PRODUZIONI MANIFATTURIERE

25 Quantità Tempo Punto di riordino Lotto economico di acquisto Per. di approvv Q.Tà consumata nel periodo di approvvigionamento GESTIONE A SCORTA

26 mp A A C C B C B C A 4 B C C PF B A B C -flussi produttivi in sistemi di fabbricazione per reparti C 2 Magazzino Flusso delle parti Macchina mp 1111 PF -flussi produttivi in sistema di fabbricazione di tipo linea 24 FLUSSI PRODUTTIVI DI FABBRICAZIONE

27 Produzione in linea e per reparti: confronto punti di forza-debolezza Punti di forza Punti deboli Reparti (job-shop) -Investitura ridotto -Alta flessibilità -Elevata elasticità -Scarsa obsolescenza -Rapido ovvio di nuova produzione -Alti tempi di attraversamento -Elevato WIP -Scarsa saturazione -Altri costi di manodopera -Qualità non omogenea -Scarsa prevedibilità dei Tempi d consegna -difficile reperibilità di manodopera specializzata CARATTERISTICHE E PROBLEMI DELLE PRODUZIONI MANIFATTURIERE

28 -La produzione per reperti (job-shop) è un sistema che mette a disposizione una capacità tecnologica (in termini di gamma di lavorazione) -La linea (traufer) è un sistema produttivo che mette a disposizione una capacità d produzione (in termini volume lavoratori CONCETTI ESSENZIALI DI PRODUZIONE PER REPARTI E LINEA

29 Costi di produzione contenuti Elevata qualità dei prodotti Buon servizio alla clientela LAPPROCCIO ORIENTALE 8IT KANBEN

30 Anni Europa occidentale – America del nord Tecniche di programmazione basate sui tempi di arretramento Con il supporto sempre crescente dellinformatica Oriente (Giappone) Punti cardine grande quantità di manodopera a basso costo popolo disciplinato prodotti di largo consumo (imitazioni dei prodotti occidentali,quindi con bassi costi di progettazione) TECNICHE DI GESTIONE E CONTROLLO DELLA PRODUZIONE

31 Filosofia occidentale Filosofia orientale QUALE OBIETTIVO? ottimizzare la gestione della produzione TECNICHE DI GESTIONE DELLA PRODUZIONE

32 Tendenza dellindustrie occidentali Basso costo di produzione con una rete di assistenza al cliente capillare Tendenza dellindustrie Giapponese Qualità totale,prodotti che non richiedono una rete di assistenza capillare in quanto difficilmente possono guastarsi FILOSOFIA A CONFRONTO

33 Just in time (JIT) (il concetto alla base della produttività giapponese) - Tutte le parti devono arrivare dove sono richieste,quando sono richieste e nella quantità necessaria. -Tutte le parti devono essere utilizzabili cioè esenti da difetti tali da renderli inutilizzabili,o da far prevedere una breve durata del pezzo finito Riduzione delle scorte JUST IN TIME

34 Qualità delle parti Qualità degli impianti Qualità delle attrezzature usate Qualità dellorganizzazione Qualità della stessa vita condotta in azienda Quantità dei materiali presenti in fabbrica ridotta al minimo = = Agevole controllo della qualità JUST IN TIME = QUALITA TOTALE IL CONCETTO DELLA QUALITA TOTALE

35 Tecnica di movimentazione dei materiali, nel caso di produzione ripetitiva, tra cellule di lavoro che si susseguono dalla materia grezza fino al prodotto finito e che persegue i criteri del just in time. Non si può produrre nulla se non a fronte di una scheda kanban di produzione Ogni contenitore deve avere una scheda di uno dei due tipi IL KANBAN

36 PRODUZIONE CODICE A F1 DESCRIZIONE SUPPORTO PIANO QUANTITA 125 CENTRO DI LAVORO W.S. 303 DESCRIZIONE FRESATRICI C.N CICLO OPERAZIONE DESCRIZIONE A FRESATURA DATA ORA 8.45 TEMPI STD ATTR. hh mm o 48 LAVORO Hh mm 1 35 NOTE TRASFERIMENTO CODICE A F1 DESCRIZIONE SUPPORTO PIANO QUANTITA 125 CENTRO DI LAVORO W.S. 303 AL CENTRO W.S 306 DESCRIZIONE FINITURA DATA ORA 11.ØØ TEMPI DI TRASPO. H.HØ M.M.35 NOTE KANBAN DI PRODUZIONE KANBAN DI TRASMISSIONE

37 Teenica kanban:I materiali vengono tirati;a partire dellultimo cento;dei centri a monte che forniscono materiali e semilavorati. Techiniche tradizionali: i materiali e semimateriali vengono Spinti dalle sole a monte verso il montaggio finale. IL KANBAN E LE TECNICHE TRADIZIONALI

38 Esempio: supponiamo due soli centri d lavoro che operiamo in successione sugli stessi material il primo colloca i pezzi prodotti in contenitori standard e li invia al propri magazzino; di qui i contenitori sono trasferiti al magazzino Presso il secondo centro d lavoro. Ogni contenitore deve Avere una scheda (di produzione o di trasmissione) Quando il secondo cento necessità di materiali, viene prelevato un contenitore pieno del relativo magazzino; la scheda di trasmissione viene tolta e messa in un apposita casetta vuota e trasferita presso il magazzino dl primo centro. A questo punto la scheda di Trasmissioni va a sostituire in un contenitore pieno la scheda di produzione; il contenitore viene portato al centro a valla mentre la scheda di produzione viene inserita nell apposita cassetta nel centro di lavoro a monte. Con cadenza definita, ad esempio ogni ora, vengono raccolte le schede con una certa frequenza che costituiscono il programma di lavoro a breve termine. Le schede in circolazione determinano il livello max delle scorte. ESEMPIO DI GESTIONE KANBAN

39 Implosione Per implosione si intende lidentificaziuone dei padri di un determinato articolo,ovverosia dei semi lavorati o dei prodotti finiti in cui un determinato articolo viene impiegato. Implosione a singoli livelli Permette lidentificazione dei soli semilavorati o dei prodotti finiti diretti utilizzatori del componente in esame Implosione scalare Percorre lalbero della D.B. dal basso verso laltro fino ad arrivare a determinare tutti gli impieghi di un determinato componente. Limplosione consente di valutare: gli effetti sulla produzione delleventuale mancanza di un determinato componente; gli impatti tecnologici delleventuale sostituzione di un componente con un altro; le conseguenze di un aumento di costo di un determinato equiponente IMPLOSIONE DI UNA D.B.

40 Esplosioni Per esplosione si intende lidentificazione degli articoli figli di un determinato padre. Esplosione a singoli livelli Permette la determinazione degli articoli appartenenti al livello immediatamente inferiore a quello dellarticolo integrato. Quali semilavorati sono necessari per produrre un determinato prodotto finito? Quali componenti e semilavorati sono necessari per produrre un determinato semilavorato? Esplosione scalare Permette la determinazione di tutti i semilavorati ed i componenti utilizzati nel prodotto, ed è frutto di una procedura che esplode ogni livello incontrato fino a quando lelemento incontrato non ha più struttura. Questa inerrogazione risponde alle domande: Quali componenti sono neccessari per produrre tutti i semilavorati necessari per arrivare ad un determinato prodotto finito?. Quali componenti sono necessari per produrre tutto ciò che è necessario per arrivare ad un determinato semilavorato?. ESPLOSIONE DI UNA D.B.

41 La generazione degli ordini di produzione Lassegnazione degli ordini di produzione alle differenti unità produttive; La pianificazione dei fabbisogni dei sottoinsiemi e delle materie prime (componenti); Il sequenziamento delle lavorazioni sulle singole macchine operatrici (centri di lavoro). PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE

42 La programmazione della produzione deve fornire per tutti i livelli della distinta base di un prodotto finito, le risposte alle seguenti domande: -Quanto produrre? -Di quale prodotto è componente? -Su quale unità e su quale centro produttivo? -In quale dellorizzonte di programmazione? Il tutto ottimizzando la funzione obiettivo scelta (es : ottimizzazione del costo totale del piano di produzione, massimizzazione dellutilizzo delle risorse produttive, bilanciamento dei carichi tra i centri di produzione ecc..) che può variare in funzione dellorizzonte temporale considerato. PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE

43 -Pianificazione di lungo periodo della produzione: loutput è la formulazione di un budget di produzione per ogni unità produttiva (stabilimento/ linea) a fronte di determinati obiettivi di fatturato. Tale fase può pertanto essere considerata come appartenente al primo momento logico fondamentale (creazione e/o adeguamento della capacità produttiva). Risultato di questa prima fase è un indicazione di massima di quanto si dovrà produrre e di quante e quali risorse produttive (manodopera, impianti, materie prime ecc.) saranno presubilmente necessarie. Questa fase è pertanto fondamentale quando si debbano valutare alternative di espansione di capacità produttiva. Solitamente, per questa prima fase, il periodo di riferimento è lanno o addirittura più anni. FASI DELLA PROGRAMMAZIONE E DELLA PRODUZIONE (PIANIF. DI LUNGO PERIODO)

44 -Programmazione aggregata (o di medio periodo) Lobbiettivo fondamentale è la formazione di un piano principale di produzione MPS in termini di quanto produrre di quale famiglia ( aggregrazione di codici prodotto finito affini dal punto di vista delle caratteristiche produttive) in ogni periodo dellorizzonte considerato. Solitamente il periodo di riferimento è il mese e lorizzonte di programmazione è semestrale o annuale. -Programmazione di breve periodo (o programmazione operativa) Lobiettivo è lallocorazione delle risorse alle lavorazioni da realizzare ed il sequenzionamento delle lavorazioni e delle singole operazioni da effettuare. Il periodo di riferimento può variare,dalle quindicina,alla settimana,al giorno fino al singolo turno. Tale fase viene solitamente effettuata a valle del calcolo dei fbbisogni effettuato con sistemi di tipo MRP. LMRP prende in input lMPS dopo aver effettuato una disaggregazione delle famiglie in singoli codici prodotto finiti. PROGRAMMAZIONE AGGREGRATA DELLA PRODUZIONE/DI BREVE PERIODO

45 Tale fase ha il compito di controllare lesecuzione del piano operativo e ritornare al sistema di programmazione lo stato di avanzamento della produzione. Il periodo temporale di riferimento di questa fase è molto influenzato dal sistema informativo di monitoraggio disponibile: il controllo può essere effettuato, a seconda dei casi, ogni turno o allestremo opposto in tempo reale. I dati, il livello di dettaglio delle informazioni,i vincoli,gli obiettivi e gli orizzonti temporali considerati variano ovviamente passando da una fase allaltra. CONTROLLO DELLA PRODUZIONE

46 SCELTA DEGLI OBBIETTIVI SRATEGIGI -Basso costo di produzione: questo obiettivo ne comprende numerosi altri, quali per esempio, alta efficienza o elevata produttività. Bisognerà infatti contenere scarti di materiale (produttività dei materiali), il contenimento dei costi di manodopera, la riduzione dei tempi di attrezzaggio. -Alta elasticità: questo obiettivo esprime la capacità del sistema produttivo di fare fronte rapidamente ad elevate oscillazioni nei volumi di produzione senza eccessive finalizzazione sui rendimenti tecnici e sui costi di produzione. -Alta flessibilità:con ciò si intende sia le capacità del sistema produttivo di far fronte in tempi brevi e con costi contenuti a rilevanti variazioni di mix, sia la capacità di immettere rapidamente in produzione prodotti di nuova progettazione comprimendone la fase di industrializzazione. -Qualità elevata:per competere con la concorrenza si dovrà disporre di impianti sofisticati e precisi -Consegna rapida:questo obiettivo presuppone una certa ridondanza di capacità. PIANIFICAZIONE DI LUNGO PERIODO

47 Considerati gli obiettivi strategici si tratta di assegnare delle priorità (in funzione delle strategie competitiva dellimprese),rinunciando per buona parte al perseguimento di altri obiettivi produttivi (spesso conflittuali). Occorrerà quindi scegliere tra un sistema produttivo in grado di fornire elevate produzione a basso costo mi trovo, oppure produzioni Diversificate e di livello qualificativo elevato, oppure da poter immettere in produzione nuovi prodotti in tempi bravi Tale obbiettivo non hanno significato in assoluto ma devono Essere rapportati alla situazione de settore di appartenenza. Vengono dettati dall alta Direzione. FATTORI CRITICI DELLA PROGRAMMAZIONE DI LUNGO PERIODO

48 La programmazione aggregata (MPS): è un documento di pianificazione a medio terminare normalmente utilizzato in azienda manifatturiere per la programmazione di medio periodo. I produttori ad costituire vengono espressi con dettaglio mensile, quindicinale o settentrionale, partendo da dati sugli ordini di acquisti, sulle risorse disponibili e suoi relativi costi. Nella formazione dell MPS è necessario cercare di conciliare le molteplici esigenze delle diverse funzioni aziendali interessate ai risultati dell elaborazione: -esigenze commerciali: riassumibili nella necessità di avere la massima disponibilità di prodotto personalizzato il più presto possibile con la più ampia possibilità di cambiare allultimo momento le caratteristiche del prodotto; -esigenze della produzione:la quale vorrebbe poter mantenere un ritmo produttivo costante e produrre più grandi lotti per contenere i costi di produzione e limitare il numero di setup ( tempi di attrezzaggio macchine); -esigenza finanziarie: che impiegano di minimizzare il capitale circolante, con particolare riferimento alle scorte di materie prime e semilavorati; oltre mi limitare gli investimenti in impianti. PROGRAMMAZIONE AGGREGATA DELLA PRODUZIONE

49 -Esigenze del personale: che vorrebbe un utilizzo molto equilibrato del personale disponibile sia in termini numerici che di livello professionale. Nella elaborazione del piano occorre tener presente i seguenti vincoli fondamentali: - La capacità produttiva dei vari centri di lavoro non deve essere superata; - le politiche di straordinario adottate dall aziende devono essere rispettate (altrimenti possono sorgere problemi di natura sindacale); - le esigenze di materie prime e di semilavorato devono essere rispettabili nella quantità e nei tempi previsti; - luso dei terzisti deve essere mantenuto all interno dei limiti imposti dalla politiche generali, per evitare di prendere il controllo dei costi o della qualità produttiva. 50 PROGRAMMAZIONE AGGREGATA (MPS)

50 Fasi di introduzione ad avviamento di un pacchetto software gestionale di tipo MRP in azienda : 1) Lintroduzione di un pacchetto software in unazienda non dotata in precedenza di un totale sistema costituisce un momento particolarmente delicato di trasformazione nella mentalità e nelle tradizioni di vita dellimpresa stessa. 2) Particolare attenzione deve essere posta nella determinazione dei dati e dei parametri inerenti de diverse aree aziendali (pianificazione, programmazione, controllo qualità, acquisti, magazzino, ecc.). 3) I dati determinanti, con il metodo dellintervista o dellosservazione diretta, devono essere resi noti e condivisioni delle diverse funzioni aziendali. 4) Una volta determinati i dati necessari, è fondamentale la periodica manutenzione ad aggiornamento. AVVENIMENTO DEL SISTEMA

51 5) I dati che comportano le maggiori difficoltà di determinazione riguardano la durata delle diverse attività produttive (tempi di arretramento). Una errata valutazione degli stessi metterà In crisi lintero sistema. 6) I flussi delle diverse attività che vengono svolte con il supporto di un pacchetto automatico di gestione devono essere rigorosamente documentati individuando univocamente, per le diverse attività, «responsabili» «tempi» e «modalità di realizzazione» 7) In una prima fase conviene riportare i dati non per singolo codice, bensì per famiglia neurologica o per classe tecnologica

52 Quale persona risulta essere più adatta per condurre la delicata fase di determinazione e raccolta dei dati da inserire nel sistema: 1)Il responsabile dellorganizzazione dellazienda (se ne ha le capacità) ; 2)Qualificati consulenti esterni : 3) Qualificati consulenti esterni di concerto il responsabile dellorganizzazione. N.B: i motivi per cui conviene affidarli a consulenti esterni risiede nel fatto che il personale interno, conoscendo lo scopo dellanalisi, sarebbe influenzato da ciò che influenzerebbe a sua volta linterpretazione dei dati reperti, fornendone una chiave di lettura falsata


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