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Pietro BortolottiMarco Ricetti INTRODUZIONE Repubblica Democratica del Congo (nome ufficiale Répu blique Démocratique du Congo; già Congo Belga e Zaire),

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2 Pietro BortolottiMarco Ricetti

3 INTRODUZIONE Repubblica Democratica del Congo (nome ufficiale Répu blique Démocratique du Congo; già Congo Belga e Zaire), stato dell'Africa centrale, confina a nord con la Repubblica Centrafricana e il Sudan, a est con l'Uganda, il Ruanda, il Burundi e il lago Tanganica (che lo separa dalla Tanzania), a sud con lo Zambia e a sud-ovest con l'Angola, a ovest con l'enclave angolana di Cabinda e con la Repubblica del Congo. L'estrema propaggine occidentale del paese è uno stretto cuneo che sbocca sull'oceano Atlantico. Il paese ha una superficie di km² e unestensione costiera di 37 km; la capitale è Kinshasa.

4 arte economia territorio popolazione capitale grafici ind sviluppoambiente

5 Economia Estese risorse agricole, minerarie ed energetiche fanno della Repubblica democratica del Congo uno dei paesi potenzialmente più ricchi dell'Africa, ma gli avvenimenti che si sono susseguiti dopo la conquista dell'indipendenza nel 1960 hanno avuto come conseguenza una crescita economica estremamente limitata, ulteriormente ridotta nel corso degli anni Novanta a causa di un tasso d'inflazione altissimo e di un deficit incolmabile, aggravato dall'eccedenza delle importazioni. Nel 1998 il prodotto interno lordo era di milioni di dollari USA (con un PIL pro capite di 120 dollari USA). Nel 1994 la Banca mondiale dichiarò il paese insolvente e la Repubblica democratica del Congo fu estromessa dal Fondo monetario internazionale.

6 Il 68% della forza lavoro è impiegata nell'agricoltura, settore che fornisce il 57,9% del PIL. Vaste aree del bacino del Congo sono fertili, ma solo il 3,5% (1999) del territorio viene coltivato. I prodotti principali sono batata, manioca, canna da zucchero, mais, miglio, banane, arachidi, riso, caffè, semi e fibra di cotone, caucciù. Dopo la nazionalizzazione di molte imprese agricole gestite da stranieri, la produzione si è circoscritta al fabbisogno interno. L'allevamento di bovini, caprini, ovini, suini e pollame viene praticato nelle zone più elevate, meno infestate dalla mosca tse-tse. Il patrimonio forestale, soprattutto per le essenze pregiate, è poco sfruttato, e altrettanto modesta è la pesca, finalizzata ai consumi interni. Agricoltura e allevamento La ricchezza del paese si fonda principalmente sulle risorse minerarie, soprattutto cobalto e diamanti ad uso industriale (dei quali la Repubblica democratica del Congo è il maggiore esportatore), rame e rottami di ferro; vengono estratti inoltre uranio, stagno, oro, argento, zinco, manganese, tungsteno e cadmio. Riserve di petrolio al largo della costa vengono sfruttate già dal L'industria è monopolizzata dal settore di trasformazione dei prodotti minerari: derivati del petrolio, cemento e acido solforico. Vi sono inoltre manifatture di tabacco, di prodotti alimentari, birra, calzature, tessili. Il settore fornisce il 16,9% del PIL annuo. Risorse energetiche e minerarie Il rame è il principale prodotto delle esportazioni, coprendo più della metà del volume totale, seguito da diamanti, cobalto, petrolio grezzo e caffè. I maggiori partner commerciali della Repubblica democratica del Congo sono Belgio, Stati Uniti, Germania, Francia e Italia. L'unità monetaria del paese è il nuovo zaire, introdotto al tasso di 1 nuovo zaire per 3 milioni di vecchi zaire dopo la pesante crisi economica sfociata agli inizi degli anni Novanta in una crescita del tasso d'inflazione al 4000%. Commercio e finanza

7 Ricca e molto diversificata si presenta la vegetazione: palme da olio e alberi della gomma sono molto diffusi, così come banani e palme da cocco. Numerose sono le specie di piante da legname pregiato, tra cui teak, ebano, cedro africano, mogano, iroko. Particolarmente varia e abbondante è la fauna, tra cui si annovera il leone, lelefante, il leopardo, lo scimpanzé, il gorilla, la giraffa, lippopotamo, la zebra, il bufalo e varie specie di rettili e di uccelli; numerosissimi gli insetti, molti dei quali portatori di malattie endemiche come la mosca tse-tse e la zanzara anopheles, che trasmette la malaria. Flora e fauna

8 La deforestazione rappresenta il principale problema ambientale del paese; la foresta pluviale tropicale copre il 59,6% (2000) del paese, ma la deforestazione procede ad un tasso dell'1% circa all'anno. Nel 1994, l'arrivo dei profughi dal Ruanda, scampati alla guerra civile, ha esacerbato il deterioramento ambientale nella parte orientale del paese. Grazie alla grande estensione delle foreste la biodiversità in questo paese è molto ricca. In tutto sono note 415 (1996) specie di mammiferi, di cui 38 (2001) in via d'estinzione. Delle (1996) specie di uccelli conosciute, 26 (2001) sono minacciate. Il paese possiede grandi parchi nazionali che sono stati creati in primo luogo per proteggere le specie da caccia grossa, di questi, cinque sono stati designati World Heritage Sites (luoghi patrimonio dell'umanità); i parchi nazionali di Virunga, di Kahuzi-Biega, di Garamba, di Salonga e la Riserva faunistica degli okapi. Esistono anche santuari faunistici, speciali riserve di caccia e tre riserve della biosfera che fanno parte del programma UNESCO MAB (Man and the Biosphere, l'uomo e la biosfera). Le aree protette costituiscono il 4,5% (1997) circa del territorio nazionale. La Repubblica democratica del Congo ha ratificato la World Heritage Convention, la Convenzione sul Diritto del mare e il Trattato per il Legname Tropicale del 1983 e del 1994, oltre ad altri accordi internazionali riguardanti la biodiversità, il cambiamento del clima, le specie in via destinzione, lo scarico dei rifiuti in mare, labolizione dei test nucleari e la protezione dellozonosfera. Problemi e tutela dellambiente

9 Nelle zone della fitta foresta equatoriale e dell'arida savana, che dal Gabon si estendono fino allo Repubblica democratica del Congo e in molti paesi a est e sud, si incontrano altre forme artistiche. Nelle culture matrilineari delle regioni meridionali della Repubblica democratica del Congo le figure femminili sono molto importanti. Determinanti per la produzione artistica erano le preferenze dei regnanti e dei membri delle loro corti. In campo architettonico, i palazzi reali della Nigeria, del Ghana, del Camerun e della Repubblica democratica del Congo sono tra i più elaborati e riccamente decorati edifici africani. I materiali preziosi di cui potevano disporre questi regnanti (avorio, bronzo, oro, grani per collane di vetro, preziosi velluti) erano utilizzati per insegne di comando, troni, spade, corone, sculture commemorative e raffinati utensili da tavola. Tra i committenti vanno ricordate anche le confraternite maschili e femminili, che all'interno delle comunità regolavano gli aspetti sociali e politici, oltre che religiosi. Nell'ambito di una comunità i membri appartenenti a una stessa generazione o a una determinata corporazione possedevano propri segni distintivi e proprie maschere. Tra gli ejagham ad esempio, le forme animali sono tipiche delle maschere per la società dei cacciatori, mentre quelle da guerra presentano tratti somatici distorti; le società femminili adottano acconciature in cui sono inserite rappresentazioni di donna. Presso i bantu la tecnica della decorazione con perline è particolarmente raffinata. Viene impiegata per i gioielli, le borse e, spesso, anche per ornare le maschere.

10 Reliquiario feticcio, realizzato in legno da un membro della popolazione congolese bakongo; è conservato presso il Musée des Arts Africains et Océaniens di Parigi. Il feticismo costituisce una credenza religiosa che attribuisce caratteristiche soprannaturali a oggetti concreti e inanimati, i feticci. Secondo questo tipo di credenza, il feticcio è intriso di una energia magica, o si identifica con un essere particolare, e per tale motivo diventa oggetto di culto. Reliquario Feticcio Bakongo

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19 Kinshasa Capitale della Repubblica democratica del Congo (ex Zaire), sulla riva sinistra del fiume Congo, di fronte a Brazzaville (capitale del Congo). È il principale centro amministrativo, culturale ed economico della nazione, nonché una delle più grandi città dell'Africa subsahariana. A causa delle numerose rapide tra Kinshasa e il mare, la navigazione del fiume Congo termina qui; passeggeri e merci raggiungono dunque il porto di Matadi, sull'oceano Atlantico, tramite strada ferrata. La città possiede industrie alimentari, chimiche, tessili, cartarie e dei materiali da costruzione. Sede di un distaccamento universitario dal 1954, Kinshasa è dotata di un aeroporto internazionale. Nelle vicinanze sorge la grande centrale idroelettrica di Inga. La città venne fondata nel 1881 come deposito commerciale sul Congo dall'esploratore anglo- americano Henry Stanley, che la chiamò Léopoldville in omaggio a Leopoldo II, re del Belgio. Nel 1898, il completamento della linea ferroviaria per Matadi favorì il rapido sviluppo della città. Verso la fine degli anni Venti Léopoldville sostituì Boma come capitale del Congo Belga. Nel 1966 la città venne chiamata Kinshasa, dal nome del villaggio che sorgeva sul sito nel XIX secolo. Nei primi anni Novanta la capitale fu teatro di rivolte civili e militari nella lotta di potere tra il leader zairese Mobutu Sese Seko e i sostenitori democratici del primo ministro Etienne Tshisekedi. Abitanti: KINSHASA

20 Con uno dei tassi di crescita demografica più alti di tutta l'Africa, la Repubblica democratica del Congo ha una popolazione di abitanti (2002), con una densità media di 24 unità per km², distribuiti soprattutto lungo il basso corso del fiume Congo e nelle alteterre orientali. La speranza di vita nel 2002 era di 49,1 anni. La popolazione del paese, in maggioranza occupata nell'agricoltura, comprende più di 200 gruppi etnici, per l'80% di lingua bantu. Gruppi di origine sudanese vivono al nord; nilotici, pigmei e altre etnie sono presenti in varie zone del paese. I più numerosi sono i kuba, i bakongo, i mongo (tutti bantu) e i mangbetu-sandé (camitici). Ridotto è il numero degli europei rimasti. Nel paese si parlano più di 200 dialetti e quattro lingue, lo swahili nell'est, il kikongo nell'area tra la capitale e la costa, lo tshiluba al sud, il lingala lungo il Congo. Il francese è la lingua ufficiale. Circa il 75% della popolazione è cristiana, soprattutto di fede cattolica, ma numerosi sono anche i protestanti; diffusi sono i culti animistici e sette che professano forme di sincretismo religioso.


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