La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

1 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre 09 Risorse energetiche e consumi globali, lambiente, considerazioni sullItalia A. Clerici Presidente.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "1 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre 09 Risorse energetiche e consumi globali, lambiente, considerazioni sullItalia A. Clerici Presidente."— Transcript della presentazione:

1 1 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Risorse energetiche e consumi globali, lambiente, considerazioni sullItalia A. Clerici Presidente FAST Presidente Onorario WEC Italia

2 2 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 1) Premessa 2) Consumi energetici ed elettrici – CO 2 3) Le risorse energetiche mondiali 4) Produzione di elettricità e suoi costi 5) I consumi italiani e lefficienza energetica 6) Il nucleare 7) Conclusioni e commenti sullItalia Indice

3 3 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 1) Premessa

4 4 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Popolazione mondiale 6,7 miliardi: ( nati/giorno) In 10 anni: popolazione +12%; energia primaria +20%; elettricità +30% 1,6 miliardi di personesenza elettricità Lenergia elettrica prevista per il 2030 è il doppio di quella del 2007 e assorbirà per la sua produzione il 44% delle risorse energetiche (36% nel 2007). Elettricità sempre più importante. Nel mondo 40% di CO2 è da produzione elettricità: 10 miliardi di ton/anno. LEuropa contribuisce per il 14%. In Cina nel triennio sono entrate in servizio ~ 300 MW/giorno (100 GW/anno pari al doppio del picco di carico Italiano) di nuove centrali delle quali l80% a carbone; solo la loro produzione di CO2 annuale supera alla grande quella da tutte le centrali dellEuropa dei 27. Il target CE di riduzione in Europa del 20% di CO2 al 2020, sarà pari a 1-2% dellincremento nel resto del mondo delle emissioni annue da oggi al PROBLEMA ENERGIA / AMBIENTE E GLOBALE TUTTI DEVONO CONTRIBUIRE

5 5 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 LAfrica è di gran lunga il continente con la maggiore crescita della popolazione: 1.5 miliardi di persone nel 2030 a paragone con il miliardo di oggi.

6 6 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 2) Consumi energetici ed elettrici – CO 2

7 7 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre MToe 2008 Altre rinnovabili 0,4% Idroelettrico 1,8% Nucleare 6,5% Biomasse 10 % Gas 21 % Carbone 26,3% Petrolio 34 % La domanda a livello mondiale aumenterà del 45% tra oggi ed il 2030 – un tasso medio di aumento dell 1.6%/anno – dove il carbone incide ben oltre un terzo dellincremento totale La richiesta mondiale di energia primaria nello scenario di riferimento 2008: ~ MTEP IEA 2009 World Energy Outlook

8 8 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Grandi differenze nellenergia primaria pro-capite TOE per capita Billion people World population 6.7 billion N. America Australasia CSI Europe Middle East E&SE Asia Latin America Africa South Asia World OECD Europe Elaborazione ENERDATA Billion people TOE per capita

9 9 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 (*) NB - lItalia ha importato circa il 13% di energia elettrica da aggiungere alla produzione locale (°) Biomasse 2,3% (delle quali 60% RSU) e Geotermia 1,7% Italia: ~80% da combustibili fossili Mondo: ~66% da combustibili fossili EU 27:~57% da combustibili fossili Mondo (~19000 TWh) Europa 27 (~3200 TWh) Italia (*) (~315 TWh) Carbone ~ 40%~ 32%~ 16% Gas ~ 17%~ 21%~ 53% Idro ~ 17%~ 9%~ 15% Nucleare ~ 14%~ 30%- Prodotti petroliferi ~ 7%~ 4%~ 10% Eolico ~ 1,3%~ 4%~ 2% Fotovoltaico ~ 0,08% ~ 0,1% ~ 0,01% Altri ~ 4%- ~ 4,2% (°) Produzione energia elettrica nel 2008 Elaborazione dati da Terna - WEC - Enerdata

10 10 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Enormi differenze nellenergia elettrica pro-capite MWh per capita Billion people World population 6.7 billion N. America Australasia CSI Europe Middle East E&SE Asia Latin America Africa South Asia World OECD Europe Elaborazione ENERDATA Billion peopleMWh per capita

11 11 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Consumi elettrici pro-capite LAfrica, con il 14% della popolazione mondiale, consuma solo il 3% dellelettricità totale. Il Sud Africa ha solo il 5% della popolazione africana totale, ma consuma il 50% del totale di elettricità dellAfrica. Escludendo i paesi del Nord Africa e del Sud Africa, la principale fonte energetica per il resto della popolazione è il legname (> 85%)! Fonte: ENERDATA, World Energy Database, elaborazione WEC

12 12 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 I 5 maggiori produttori nel mondo di CO 2 derivante da fonte energetica nello scenario di riferimento I 5 maggiori produttori nel mondo di CO 2 derivante da fonte energetica nello scenario di riferimento GtrankGtrank Cina USA EU Russia India I principali 5 emittori contribuiscono per il 70% delle emissioni a livello mondiale IEA 2009 World Energy Outlook

13 13 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Riduzione delle emissioni di CO 2 derivanti da fonte energetica in differenti scenari Lefficienza energetica è il principale contributore per ridurre le emissioni Gigatonnes Reference Scenario550 Policy Scenario450 Policy Scenario CCS Renewables & biofuels Nuclear Energy efficiency 550 Policy Scenario 450 Policy Scenario 54% 23% 14% 9% IEA 2009 World Energy Outlook

14 14 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 3) Le risorse energetiche mondiali

15 15 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Combustibili Fossili

16 16 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 R/P RATIO 140 years

17 17 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 La Figura riporta in miliardi di tonnellate (GT) per il carbone le proved recoverable reserves (lignite inclusa), la produzione e il consumo attuale. A livello globale si può notare che: il rapporto riserve/produzione attuale è vicino ai 150 anni, Nord America, Europa ed Asia hanno riserve molto simili tra loro e pari ciascuna a circa il 28% delle totali riserve mondiali, produzioni e consumi nelle varie aree sono quasi bilanciati con lesclusione dellAustralia che, con lesportazione del 50% circa della sua produzione, risulta il più grande esportatore mondiale di carbone, lAsia, (alla quale la Cina contribuisce con oltre il 60%) è di gran lunga il più grande produttore e consumatore di carbone con tassi di crescita impressionanti e che sono stati la causa dellincremento del prezzo del carbone e dellincremento dei prezzi di trasporto verso lEuropa.

18 18 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09

19 19 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09

20 20 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Le Figure precedenti riportano per il petrolio e il gas naturale il rapporto riserve/consumi attuali, le riserve, la produzione ed i consumi in miliardi di tonnellate per il petrolio ed in migliaia di miliardi di m3 per il gas. Sebbene a livello mondiale il rapporto riserve/consumi attuali sia di circa 40 anni per il petrolio e di circa 60 anni per il gas, appare chiaro come il rapporto stesso sia notevolmente diverso per le differenti aree geografiche, data la grande dipendenza mondiale dalle esportazioni del Medio Oriente ed i bassi consumi di Africa e Medio Oriente rispetto alla loro produzione.

21 21 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Particolarmente critica appare la situazione del Nord America e dellAsia. A livello globale la situazione Europea sembra meno critica perché la Siberia (Russia) è considerata Europa; unanalisi dettagliata rivela in realtà una serie di problematiche ben diverse tra Russia, Mare del Nord e Centro-Sud Europa. A livello globale la differente dislocazione dei giacimenti di petrolio e gas, rispetto alle aree di consumo, è la causa principale dei ben noti problemi socio - economico - politici che affliggono lumanità.

22 22 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Per quanto riguarda le grosse risorse di oil shale (scisti bituminosi), l80% delle riserve sono negli Stati Uniti. Per il bitume, le principali riserve sono in Canada (60%) ed in altri 20 paesi. Per gli olii extra pesanti, le riserve sono fondamentalmente localizzate in Venezuela (95%). Le riserve globali di scisti bituminosi, bitume ed oli extra pesanti superano quelle del petrolio. Un ostanziale incremento del loro utilizzo potrà verificarsi solo in concomitanza con una diminuzione delle riserve di petrolio ed il perdurare di suoi alti prezzi; occorre tuttavia notare che con un prezzo stabile del petrolio superiore a circa 50$/barile risulterebbe già conveniente la loro estrazione. In Canada sono allo studio la realizzazione di centrali nucleari per produrre lenergia termica per lestrazione delle tar sands in Alberta, senza emettere CO 2.

23 23 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Energia Idroelettrica

24 24 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Le grosse centrali costruite nel passato o recentemente completate (3 Gole in Cina) sono e saranno di gran lunga a breve-medio termine il maggior contributore nel campo delle fonti rinnovabili. La totale potenza idroelettrica installata è di 900 GW (~20% della globale potenza installata di GW), con una produzione annua di TWh, che rappresenta circa il 17% della totale energia elettrica prodotta a livello mondiale dalle diverse fonti. La totale capacità tecnicamente utilizzabile è pari a circa TWh ed è quindi utilizzata a livello globale solo per il 16%; a livello locale lutilizzo è pari a circa il 70-75% per Europa e Nord America, mentre è del 7%, 22%, 33% e 49% rispettivamente per Africa, Asia, America Latina ed Australia. Il potenziale ancora utilizzabile in Africa, Asia ed America Latina è quindi enorme. Occorre notare la crescente opposizione ambientale alla realizzazione di possibili grosse centrali idroelettriche e/o le difficoltà politico/finanziarie a sviluppare progetti capital intensive (es. Inga nella Repubblica Democratica del Congo) in aree a basso consumo che necessitano poi lunghe linee di trasmissione che attraversano vari paesi per alimentare lontane aree di rilevante consumo.

25 25 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Hydropower: Usage / Potential GW (20% dei globali GW) TWh (17% dei globali)

26 26 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Energie rinnovabili diverse dallidroelettrico

27 27 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Relativamente allenergia geotermica, la totale produzione elettrica è ~ 55 TWh (0.3 % del globale ) e gli usi termici ~75 TWh. La totale potenza elettrica installata a fine 2005 era di 9000 MW, con gli Stati Uniti in testa (25%), seguiti da Filippine, Messico, Italia, Indonesia e Giappone per un totale del 65%. Il potenziale geotermico mondiale per produzione di energia elettrica è stimato da a MW (tra l1% ed il 2% della totale potenza da ogni tipo di fonte primaria oggi installata nel mondo).

28 28 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Leolico, è la fonte che ha avuto il massimo sviluppo nel recente passato (circa 30% per anno; +27 GW nel 2008 = 28%). A fine 2008 A fine 2008 la totale potenza installata nel mondo era di 120 GW (~ 250 TWh – 1,3% del totale): 1. US 25 GW (1% di en. el.) 4.Cina 12 GW (1% di en.el.) 2. Germania 24 GW (8% di en.el.) 5.India 9.6 GW (3% di en.el.) 3. Spagna 16.7GW (10% di en.el.) NB. Danimarca 3.1 GW (18% di en.el.) NB ITALIA circa 3.8 GW (hanno dato ~6.5%TWh ~2% della totale energia elettrica) Il potenziale annuo è 1,5 volte i totali consumi di energia ma: variabilità nel tempo delleffettiva potenza disponibile, le principali aree ventose sono scarsamente popolate (es. Patagonia) e problemi / costi di connessione alla rete. lincremento delle opposizioni ambientali (specie in Italia). Gli sviluppi off-shore (con generatori da 5 MW ed oltre) sono la nuova frontiera; ora solo 15%.

29 29 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Relativamente allenergia solare, la totale radiazione annua che raggiunge la superficie dei continenti è di oltre volte i consumi totali attuali di energia primaria da parte dellumanità. A fine 2008 la totale potenza installata in impianti fotovoltaici nel mondo era pari a circa MW in 50 paesi, con ~5.500 MW realizzati nel 2008 (~2.500 in Spagna e ~1.500 in Germania). I primi paesi erano: Germania ( ~ MW), Spagna ( ~3.100 MW), Giappone (~2.100 MW)e Stati Uniti ( ~ MW). La totale produzione di elettricità è stata di ~15 TWh (0,08% del totale mondiale). NB Italia circa 400 MW hanno dato 0.4 TWh ( ~0.01% del totale) Le possibili ridotte ore di utilizzo, i costi elevati e lattuale bassa efficienza della trasformazione (meno del 15%) necessitano di forti incentivi per lapplicazione e gli sviluppi. Per quanto riguarda la produzione solare termica (acqua calda), questa è risultata pari a 75 TWh dai circa 300 milioni di m2 di collettori. Altre possibili tipologie di impianti per la trasformazione in energia elettrica dellenergia solare sono in fase di sviluppo (il solare termodinamico vedeva 350 MW in servizio a fine 2005 ed ora 3000 MW in fase di realizzazione; di questi circa 2000 in Spagna).

30 30 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Per quanto riguarda lenergia marina: dalle maree ci sono molti siti tecnicamente utilizzabili, ma non lo sono ancora a livello economico. La totale potenza producibile dai quattro siti più promettenti ammonterebbe a circa 50 TWh allanno (0,3% dellattuale globale produzione di elettricità); dalle onde esiste una pletora di idee e progetti, ma non esistono tecnologie pronte per uno sviluppo industriale. Apprezzabili contributi al sistema energetico sono previsti per la fine del secolo e fino a circa 2000 TWh/anno; per la conversione di energia termica degli oceani (OTEC), che sfrutta la differenza di temperatura tra lacqua in superficie e quella a circa 1000 metri di profondità, non esiste ancora un vero impianto sperimentale ed i costi sono elevati (da 7000 $/kW ad oltre ). Possibili interessanti sviluppi sono connessi alla produzione di acqua potabile. Alcune ipotesi molto ottimistiche prevedono 10 GW nel 2015 (0,3% della globale potenza installata nel mondo), 20 GW nel 2025 e 100 GW nel 2050.

31 31 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Per quanto riguarda lutilizzo del legno e derivati, occorre notare che ne sono stati utilizzati come combustibile nel 2006 circa 2,5 miliardi di m3, pari a circa 2 miliardi di tonnellate corrispondenti a ~ il 5% dei consumi mondiali di energia. Oltre il 70% è consumato in Asia e Africa; lenergia dal legno è ancorala fonte dominante per 2 miliardi di persone dei paesi in via di sviluppo. Paesi come il Brasile, Austria, Canada, Finlandia, Germania, Svezia e Stati Uniti hanno adottato politiche energetiche per incrementare lutilizzo del legno e derivati nel loro energy mix. legno è ancora la

32 32 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Per le biomasse diverse dal legno e includenti agro-combustibili (etanolo, biodiesel, ecc.) ed i rifiuti urbani, occorre notare che sono potenzialmente la maggior sorgente di energia sostenibile, con un potenziale teorico contributo annuale pari a circa 7 volte gli attuali consumi energetici mondiali. Già tuttora sono il principale contributore di energia tra le nuove rinnovabili. Il problema di fondo non è la disponibilità delle biomasse, ma il management sostenibile di produzione ed uso delle bioenergie senza alterare lambiente ed i raccolti per le industrie agroalimentari. Il discorso sarebbe lungo e merita di essere trattato in una nota separata.

33 33 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Il nucleare totale

34 34 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Nucleare GW (8,2% dei globali GW) TWh (13,7% dei globali TWh)

35 35 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 4) Produzione di elettricità e suoi costi

36 36 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Costi 2008 in Europa considerando prezzi futuri elevati per i combustibili (nuovi impianti con tecnologia attuale) NB: ora a seguito crisi valori ben inferiori per combustibili fossili Ottobre 2008: prezzo medio in borsa elettricità > 100 /MWh In questi giorni: prezzo medio in borsa elettricità ~60 /MWh

37 37 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 5) I consumi italiani e lefficienza energetica

38 38 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 (*) Solo biomasse Consumi finali italiani per settore e per fonte 2007

39 39 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Consumi finali italiani per fonte e per settore nel 2007 Fonte Elaborazione CESI Ricerca su dati MSE e ENEA (*) Solo biomasse TrasportiIndustriaResidenzialeTerziarioAgricolturaAltri usi TOTALE % [Mtep] Solidi -97%---3%100%4,5 Gas Naturale 1%40%37%20%0%2%100%40,5 Prodotti petroliferi 63%10%6%1%4%16%100%69 Rinnovabili (*) 6%15%70%0%9%-100%2,5 Energia elettrica 3%47%21%27%2%-100%26,5 TOTALE [Mtep] Fonte: elaborazione CESI Ricerca su dati MSE e ENEA (*) Solo biomasse

40 40 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 produrre gli stessi beni e servizi con meno energia Minor impatto sullambiente Minor impatto sullambiente Minori costi per aziende e sistema Italia Minori costi per aziende e sistema Italia consumare meno, privandoci di servizi non essenziali (cambio stili di vita) ll concetto di efficienza energetica EFFICIENZA ENERGETICA RISPARMIO ENERGETICO

41 41 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Note Sono esclusi i consumi per usi non energetici, bunkeraggi, consumi e perdite nel settore dei combustibili Rendimento complessivo di conversione in energia elettrica: 39,5% Consumi finali di energia anno 2007: ripartizione per impiego Fonte ERSE

42 42 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Valori di confronto Risparmi previsti da Piano Nazionale di Efficienza Energetica (al 2016): 14 Mtep (in en. primaria) Risparmi obiettivo del Consiglio Europeo (-20% al 2020): 40 Mtep (in en. primaria) Sintesi dei potenziali risparmi dalle azioni di efficienza energetica Fonte ERSE

43 43 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 6) Il nucleare

44 44 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Il possibile ricorso allenergia nucleare e il suo tasso di penetrazione dipenderà da quattro principali fattori: 1. laccettazione da parte del pubblico; 2. la risposta ai problemi ambientali; 3. la sua economicità rispetto ad altre alternative, internalizzando nei costi di ogni alternativa sia gli impatti ambientali sia i costi indiretti sul globale sistema elettrico di generazione e trasmissione, sia i costi di mancata sicurezza di approvvigionamento; 4. limpatto della non proliferazione e della sicurezza endogena ed esogena delle centrali e del ciclo del combustibile.

45 45 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Per quanto riguarda il costo di nuove centrali nucleari (il cosiddetto overnight cost = OVN, corrispondente alla somma dei valori dei possibili vari contratti per la realizzazione della centrale) dipende: dai costi locali; dal numero di unità per ogni sito; dal numero totale di centrali ordinate.

46 46 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Il totale costo di produzione di energia elettrica dal nucleare, includendo gli oneri di capitale, O&M, combustibile e suo ciclo (incluso cimitero finale) e decommissioning: per ordine di un solo reattore, /MWh e nel solo caso dellapproccio Finlandese /MWh per IRR (Internal Rate of Return) più elevata per ordini di più centrali con più unità per sito, tra 50 e 60 /MWh.

47 47 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Le conclusioni del WEC per future centrali nucleari in Europa danno un costo del kWh, esclusa la quota di capitale: O&M (~6 - 9 /MWh) Combustibile prima della produzione di elettricità (4,5 - 9 /MWh con uranio da 75 a 300 $/kg) Fuel cycle (waste management temporaneo + riprocessamento + deposito finale): /MWh; Decommissioning (con costi differiti di almeno 60 anni, non contribuisce sostanzialmente al costo totale del kWh anche se il costo effettivo di decommissioning ha valori alti fino ed oltre $/kW in funzione del tipo e dimensione della centrale): costo previsto è 0,5 -1 /MWh. In totale 11, /MWh

48 48 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09

49 49 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09

50 50 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 La Cina prevedeva in servizio MW nel 2020 e nel In questi giorni, obiettivi aumentati del 50%. Nuovi scenari a settembre 2009 da IAEA per centrali in servizio al 2030 nel mondo: Low scenario511 GW e 3771 TWh (12,6%) High scenario807 GW e 5930 TWh (15,9%) Secondo WNA (World Nuclear Association) le proiezioni al 2030 sono tra 552 e 1203 GW, rispetto ai 372 GW attuali. Sviluppo del nucleare

51 51 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Relativamente alle riserve di uranio, lo studio del WEC del 2004 riportava un rapporto riserve/consumi attuali pari a ~ 150 anni. Per le risorse identificate i primi 10 paesi contribuiscono per oltre il 90% e sono: Australia (25%), Kazakistan (18%), Canada (10%), Stati Uniti (7,6%), Sud Africa (7,6%), Namibia (6,2%), Brasile (6,1%), Niger (5%), Russia (3,8%) ed Uzbekistan (2,5%).

52 52 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 La percezione del rischio nucleare da parte del pubblico è ora meno influenzata dal problema di gravi incidenti e più concentrata sul problema delle scorie. In sondaggi condotti in Svizzera, Slovacchia e Stati Uniti, la popolazione residente vicino a centrali nucleari è meno ostile di quella che vive lontano dalle centrali stesse. Il caso più eclatante di cambiamento di opinione rispetto al nucleare è quello della Svezia che nel 1980 (6 anni prima di Cernobyl!) aveva deciso di chiudere tutte le centrali nucleari entro il Ora oltre l85% della popolazione non vuole chiudere le centrali ma vuole estenderne la vita e la potenza disponibile. 2 regioni in Svezia si contendevano la localizzazione del cimitero finale delle scorie che è stata assegnata a giugno 2009 Forsmark.

53 53 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Relativamente alle scorie ad alta radioattività (SNF=Spent Nuclear Fuel), dopo liniziale stoccaggio presso le centrali, esistono 3 approcci: riprocessamento (Francia, Inghilterra, Russia, Giappone); temporaneo stoccaggio in siti provvisori in attesa degli sviluppi tecnologici e della scelta di un sito definitivo; stoccaggio in un sito definitivo (Canada, Finlandia, Svezia e Stati Uniti). P.S.: gli Stati Uniti stanno ora pensando al riprocessamento per ridurre i volumi dei cimiteri finali.

54 54 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Per il diretto stoccaggio di HLW (high level waste) da SNF occorrono ~2 m 3 per tonnellata con la tecnologia svedese di involucri di rame e ~0,5 m 3 per tonnellata con il processo francese di vetrificazione. Per lo stoccaggio con la tecnologia svedese (massimo dei volumi), il totale volume delle scorie HL prodotte per 60 anni da eventuali MW nucleare in Italia (tali da dare nel 2030 il 25% - 30% di energia elettrica dal nucleare) sarebbe inferiore a quello di un cubo di 20m di lato.

55 55 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 7) Conclusioni e commenti sullItalia

56 56 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Non esiste una grave scarsità a livello globale di risorse energetiche fossili; il rapporto risorse / produzione attuale è di 40 anni per il petrolio, 60 per il gas e 150 per il carbone. Negli anni si diceva che il petrolio avrebbe avuto una vita di 40 anni! I critici problemi delle fonti fossili sono sia la loro disomogenea localizzazione delle aree di consumo rispetto a quelle di produzione (specie per gas ed olio) e sia il come bruciarle, con le relative emissioni e limpatto sullambiente.

57 57 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Nei prossimi decenni le fonti fossili avranno ancora un ruolo più che dominante per la produzione dellenergia elettrica. Lambiente / le emissioni di CO2 richiedono tuttavia un approccio globale. E positivo e degno di esempio quanto UE ha fatto e sta facendo, ogni goccia è importante… ma la goccia dallEuropa sta diventando sempre più piccola nellOceano globale e ci sono 2 grossi rischi potenziali: perdita di competitività con eccessive penalizzazioni specie per le industrie energy intensive; rilocazione delle industrie in nazioni dove lefficienza di produzione dellenergia elettrica è inferiore a quella europea… con il risultato di aumentare le emissioni di CO2 (lopposto dellobbiettivo voluto).

58 58 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Occorre quindi dare priorità ad un approccio politico per portare intorno al tavolo di Kyoto Cina, India, USA e gli altri maggiori contributori alle emissioni, rispetto ad un approccio con forti penalizzazioni delle industrie e dei consumatori europei. Discorsi limitati alla sola Europa sono forvianti. Considerando lenorme problema della sostituzione delle vecchie centrali di base della EU ed il possibile incremento di carico é impossibile raggiungere lobiettivo per le emissioni della CO2 ed avere sicurezza degli approvvigionamenti con le sole rinnovabili. Lefficienza energetica e lopzione nucleare non possono essere trascurate. rinnovabili

59 59 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Una estesa applicazione del nucleare è lunica via per controllare nel medio termine le emissioni di CO2, avere bassi costi per lelettricità (competitività) ed elevata sicurezza degli approvvigionamenti. Il nucleare è unopzione fondamentale ora per lambiente. Considerando i lunghi cicli di vita delle infrastrutture energetiche e gli sviluppi tecnologici, tutte le risorse energetiche e tutte le tecnologie debbono essere considerate; nessuna deve essere demonizzata o idolatrata ed i costi delle soluzioni disponibili e gli eventuali incentivi devono essere monitorati dinamicamente. Ogni tecnologia dovrà trovare la propria nicchia in funzione dei suoi costi reali, includendo le esternalità.

60 60 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Fotovoltaico ed eolico sono tecnologie indispensabili in futuro per una pulita produzione di energia elettrica, considerando il loro enorme potenziale. Hanno avuto un impressionante incremento percentuale negli ultimi anni, fondamentalmente dovuto a forti sussidi. La domanda che ci si pone è: quando risulteranno competitive valorizzando i loro vantaggi (no CO2 ed altre emissioni) e svantaggi (volatilità, costi addizionali al sistema elettrico)? E importante stimolare specie per il fotovoltaico investimenti in R&D, al fine di incrementare efficienza e ridurre i costi.

61 61 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Una eccessiva / esclusiva enfasi sulle rinnovabili, a parte lincremento del costo di produzione ed una distorsione del mercato con sussidi che durano vari lustri, potrebbe dare un segnale negativo agli investitori per lo sviluppo delle indispensabili centrali convenzionali, con possibili seri impatti sulla capacità di offerta europea di energia elettrica per servire la futura domanda (rischio di rimanere al freddo ed al buio per anni, dati i lunghi cicli di vita e tempi di realizzazione degli impianti energetici).

62 62 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Per ottimizzare a livello europeo lo sviluppo e lutilizzo sia delle risorse convenzionali sia di quelle rinnovabili sia del nucleare, e per massimizzare la sicurezza degli approvvigionamenti è fondamentale avere al più presto una rete di trasmissione europea veramente integrata. Considerando il cultural divide tra la realizzazione di infrastrutture energetiche e pubblica opinione, la scarsa attenzione ai risparmi energetici ed il drammatico allungamento dei tempi di autorizzazione di ogni tipo di impianto, per unefficace efficienza energetica ed in generale per una efficace politica energetica, sono indispensabili sia un approccio life cycle sia una corretta informazione e comunicazione.

63 63 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Lefficienza energetica (fare le stesse cose con minor energia) ed il risparmio (cambio degli stili di vita) sono strumenti essenziali ed in particolare lefficienza energetica può essere implementata da subito con le tecnologie esistenti. Essa va vista come unopportunità ed un investimento Occorre agire in modo differenziato sia sul parco installato sia sul nuovo e concentrarsi su quei settori che danno da subito i maggiori ritorni con le tecnologie esistenti e con il supporto di leggi/incentivi che non creino al sistema industriale ed al paese oneri aggiuntivi.

64 64 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 LItalia con una dipendenza energetica dell86% ed in aumento ha un mix di produzione dellenergia elettrica (no nucleare, poco carbone) costoso e ambientalmente negativo (circa l80% di elettricità da fonti fossili). E indispensabile rivedere il mix di produzione.

65 65 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Affinché il progetto nucleare italiano diventi una realtà occorre affrontare la sfida in unottica di sistema paese e non ideologica (non rivincita del referendum,non contrapposizione tra nucleare e rinnovabili); un chiaro disegno deve essere definito e perseguito con unattiva collaborazione tra istituzioni, investitori (offerta), consumatori (domanda), mondo accademico, industrie e popolazione.

66 66 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 In ogni caso bisogna eliminare ogni compromesso: se si vogliono realizzare delle centrali nucleari oggi, esse sono e possono essere solo quelle della 3° generazione come quelle che stanno concretizzandosi in vari paesi industrializzati (Stati Uniti, U.K., Francia, Finlandia, Russia, Giappone ecc.) ed in via di industrializzazione (Cina, Bulgaria, Romania, Corea, ecc.). Parlare di 4° generazione ora (vari progetti allo studio con prototipi sperimentali disponibili forse tra oltre un decennio e con realizzazioni con taglie per funzionamento commerciale verso il 2040) serve solo a rimandare decisioni e realizzazioni. Occorre però inquadrare la 3° generazione nel percorso parallelo di ricerca e sviluppo per la 4° generazione. Esempio eclatante è la Francia.

67 67 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 In Italia si può e si deve portare avanti un piano nucleare in un libero mercato e senza sussidi. Gli interventi dello stato debbono essere limitati a: garantire i siti e tempestive autorizzazioni; coprire rischi da grandi incidenti per la quota eccedente un valore da definirsi in accordo con normative europee; gestire cimiteri finali delle scorie, realizzati tuttavia con gli accantonamenti degli operatori, che non possono però assumersi liabilities secolari; garantire rischi di cambio di legislazione; gestire il controllo della sicurezza e della salute.

68 68 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Le centrali nucleari hanno circa l80% di contenuto di ingegneria, opere civili e di componenti/sistemi termo- elettromeccanici, i quali, previa adeguata qualifica a lavorare in garanzia di qualità, potrebbero essere prodotti in Italia con un elevamento tecnologico delle nostre imprese, rendendole anche potenziali fornitrici per il rinascimento nucleare in atto allestero. Un piano nucleare in Italia deve comportare quindi un trasferimento da una spesa allestero per i combustibili a quella per contenuto industriale italiano con relativa occupazione e sviluppo del sistema industriale.

69 69 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 I politici devono trovare il coraggio di presentare e discutere dati e fatti e non seguire tendenze ed ideologie popolari al solo scopo di avere un effimero consenso a breve termine, foriero di serie future conseguenze e disastri (e di esempi ne abbiamo tanti in Italia!).

70 70 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, Settembre 09 Grazie per lascolto


Scaricare ppt "1 LABORATORIO DELLENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre 09 Risorse energetiche e consumi globali, lambiente, considerazioni sullItalia A. Clerici Presidente."

Presentazioni simili


Annunci Google