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Facoltà di Scienze della Formazione

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Presentazione sul tema: "Facoltà di Scienze della Formazione"— Transcript della presentazione:

1 Facoltà di Scienze della Formazione
Milano- Bicocca Filosofare oggi: le pratiche filosofiche alla luce delle nuove tecniche multimediali Presentazione della tesi di Laurea di Antonio Bellanca Disegni a cura di Mariapia Il titolo “filosofare oggi” anticipa quello che sarà il più grande dubbio di questa tesi; se sia possibile fare filosofia oggi e in che modo; Il mio intento sarà quello di esporre una tesi che mette in relazione due campi della conoscenza, filosofia e multimedialità, in una nuova e particolare prospettiva.               la Tesi Filosofare oggi:le pratiche filosofiche alla luce delle nuove tecniche multimediali è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons. Per l'utilizzo della tesi a scopo di studio si prega attenersi alle condizioni d'uso

2 Due necessarie premesse sulla multimedialità
CONVERGENZA Al DIGITALE Le necessarie premesse, relativamente al mondo dei nuovo media, utile a mostrare questo particolare rapporto tra i due campi del sapere sono: la multimedialità, intesa come modalità comunicativa plurima di immagini, testi, suoni, accomunate da un unico linguaggio (quello binario digitale), abbraccia tutti i campi del sapere e permette di attingere a qualsiasi informazione, anche di natura filosofica. La posizione dell’utente della rete virtuale è sostanzialmente diversa rispetto al passato perché è cambiato il suo ruolo: da semplice fruitore di informazioni è diventato, anche, protagonista ed autore nello spazio virtuale questo grazie a nuove interfacce comunicative e programmi che non richiedono più grandi competenze in campo informatico. Il passaggio è avvenuto con l’avvento della seconda generazione del web e, a titolo esemplificativo, manifestazioni tipiche di questo passaggio sono l’enciclopedia “wikipedia” e la piattaforma di condivisione dei filmati “you tube”. Dunque cambia il ruolo dell’utente non solo più fruitore di informazioni e notizie bensì maggiormente attivo nei confronti della rete virtuale. 1 – Unico linguaggio per tutti i dispositivi multimediali 2 – Cambia il ruolo dell’utente, maggiormente protagonista rispetto al passato

3 E’ possibile fare filosofia in pratica
E’ possibile fare filosofia in pratica? E in che modo l’utente può praticare la filosofia per mezzo dei nuovi dispositivi multimediali? Computer Cellulari Foto La domanda che pongo, circa l’utilizzo delle nuove modalità comunicative in sinergia con l’attività del flilosofare è: è possibile fare filosofia in pratica? E in che modo l’utente può praticare la filosofia tramite i nuovi dispositivi multimediali? Riguardo al tema del praticare filosofia, è necessario mostrare quanto gli insegnamenti dei pensatori del passato possono essere ancora validi ed attuali; il fare filosofia, infatti, rimanda a qualcosa di statico, un insegnamento da impartire, e da imparare ed, ancora, un lusso (Hadot). Nel mondo moderno, dominato dalla tecnica, in cui tutto è valutato sulla redditività a che cosa può servire la filosofia? (Hadot: “esercizi spirituali e filosofia antica”). Community

4 Filosofia da gettare nel cestino?
Hadot ne “filosofia antica ed esercizi spirituali” si pone la domanda circa l’effettiva utilità della filosofia in un epoca dettata dalla tecnica, dal commercio e dalla redditività; provocatoriamente assimila la filosofia ad un lusso perché necessita di tempo da dedicare e poiché il tempo è necessario per incombenze più urgenti, rimane una materia a disposizione di pochi che hanno la possibilità economiche (per far svolgere ad altri le incombenze più urgenti). Inoltre la filosofia appare lontana per alleviare i problemi e le preoccupazioni dell’uomo, rimanendo relegata a “vana chiacchiera”. La filosofia è un lusso? E’ un’occupazione riservata ad alcuni privilegiati che grazie al loro denaro o ad un fortunato insieme di circostanze, hanno il tempio per dedicarvisi, dunque un lusso (Hadot)

5 Hadot fornisce una spiegazione circa la diffusa teoria della filosofia come un lusso e come una perdita di tempo. Se gli uomini considerano la filosofia un lusso è perché appare infinitamente lontana da ciò che costituisce l’essenza della loro vita, dalle loro preoccupazioni, dalle loro sofferenze, dalle loro angosce […] di fronte a questa gravosa realtà della vita i discorsi filosofici non possono apparire altro che una vana chiacchiera e un lusso ridicolo (Hadot) Relegare la filosofia come un lusso significa riservare la nobile arte per chi non ha altro di meglio da fare; necessita trovare un riscontro pratico per cambiare opinione ed amare la filosofia; Fermo restando che imparare a vivere secondo insegnamenti filosofici richiede sicuramente impegno e tempo, il problema è risolvibile nel riscontrare un qualsiasi fattore di utilità unitamente ad un allenamento nel mettere in atto gli insegnamenti.

6 La filosofia mostra, ancor oggi, tutta la sua validità e attualità
Porre un atteggiamento critico di fronte agli imbonitori e alle mode, al fine di evitare la passività dell’intelligenza (S.Natoli) Eppure la filosofia mostra, ancor oggi, tutta la sua validità e attualità: per esempio per porre un atteggiamento critico di fronte agli imbonitori e alle mode (S. Natoli) al fine di evitare la passività dell’intelligenza. Il senso della vita spesso si attribuisce a qualcosa di dubbio valore come ad esempio il consumismo, determinando una sorta di felicità momentanea, destinata a dissolversi e ad essere rinnovata in misura sempre maggiore.

7 Per mettere in pratica la filosofia è opportuno ricercare, fra i vari pensatori, degli insegnamenti filosofici che più si avvicinano al proprio modo di voler essere Aristotele (384 a.C.) Epicuro (341 a.C.) Epitteto (50 d.C.) Come mettere in pratica gli insegnamenti dei grandi pensatori? E come rilevarne, oggi, tutta la loro attualità? E’ opportuno, per chi intende operare una scelta di vita secondo insegnamenti filosofici, ricercare quei dogmi, tra le varie scuole di pensiero, che più risultano vicini al proprio modo di essere. Cartesio (1596)

8 Diventare esperti falegnami
Rintracciati i dogmi filosofici che intendiamo seguire per vivere secondo filosofia è necessario esercitarsi e, come in un impegno di tipo fisico, con l’allenamento la difficoltà andrà, man mano, scemando. “Compiendo ripetutamente azioni giuste e coraggiose si diventa giusti e coraggiosi, come compiendo ripetutamente gli stessi gesti tecnici nella lavorazione del legno si diventa esperti falegnami”. (Spinelli: “in pratiche filosofiche e cura di sé”)

9 Prima di affrontare un possibile connubio tra filosofia e multimedialità è opportuno dissolvere alcuni contrasti: “il troppo stroppia (Longo - il simbionte-)” Media sempre più trasparenti; totale immersione dell’uomo in realtà secondarie La tecnologia si im-pone (M.Heidegger: saggi e discorsi) Homo technologicus (longo)

10 Imposizione, illusione, conformismo, eccessiva trasparenza del mezzo multimediale: occorre conoscere questi aspetti per affrontare un uso mirato e costruttivo della tecnologia. L’uomo, nell’usare la tecnologia, perde di vista l’essenza della tecnica stessa La tecnologia diventa sempre più trasparente ed immediata alimentando il rapporto di simbiosi tra uomo e macchina (simbionte) I nuovi media “illudono” circa le distanze e per la possibilità di poter accedere a qualsiasi informazione certa, dando per scontate le fonti Per poter affrontare un felice connubio tra filosofia e tecnologia bisogna dissolvere e affrontare alcuni contrasti: Partendo dal pensiero di Heidegger in “Saggi e discorsi”, la tecnologia si im-pone, talvolta in maniera sempre più invasiva e prepotente. Certo che è innegabile che essa abbia risolto il problema delle distanze (come nel campo della comunicazione per tramite dell’informatica), nei trasporti e nel campo dell’elaborazione dei dati. Heidegger mostra come l’uomo, benchè riconosca la tecnica come utile a raggiungere scopi specifici, è portato anche a considerare la tecnica come qualcosa di neutrale, come un mezzo privo di controindicazioni pericoli e problemi di varia natura. L’uomo non riesce a riconoscere l’essenza della tecnica, secondo Heidegger, perché con l’imposizione l’essenza si dissolve durante l’uso della stessa. In altre parole l’uomo utilizza la tecnica ma durante l’uso perde di vista quelli che possono costituire dei limiti e dei pericoli; esiste un rapporto di sudditanza, una crescente familiarità dell’uomo con la macchina tanto che Longo ha coniato il termine: homo techologicus. Il troppo stroppia (Longo). Il proverbio citato da Longo è utile a mostrare come sia giusto e doveroso trovare un giusto mezzo, nel rapporto uomo tecnologia, ma soprattutto una ricercatezza di senso, chiedendosi ad esempio: come sfruttare le enorme potenzialità della tecnica multimediale senza che diventi invasiva evitando di rimanere sopraffatti dalla continua evoluzione della tecnologia e senza che questo rapporto si trasformi in sudditanza per l’uomo? La tecnologia informatica si impone con peso maggiore rispetto ad altre forme tecnologiche per via di una estrema trasparenza e immediatezza. Il mezzo, in altre parole, sembra scomparire (alimentando, dunque, il rapporto di simbiosi con l’uomo, tanto che Longo conierà il termine di “simbionte”), causando una totale immersione nell’uomo in realtà secondarie, come quelle virtuali, cosa riscontrabile, ad esempio, nei videogames. Illusione: i nuovi media “illudono”, nel senso che, come sostiene Heideggher, “la fretta di sopprimere ogni distanza non realizza una vicinanza”. Tutto sembra essere a portata di mano ma in realtà risulta ben distante da noi. Illusione, ancora, circa la possibilità di poter attingere a qualsiasi informazione risparmiando del tempo; l’eccessiva libertà di accesso, da parte dell’utente cibernauta, che intende arricchire la rete con i propri pensieri, determina una moltitudine e sovraffollamento di informazione tanto che diventa indispensabile “saper navigare” e districarsi fra le varie fonti ricercando la più attendibile; in altre parole viene meno la garanzia dell’informazione. Il conformismo: l’uomo, oltre a perdere di vista l’essenza della tecnica rischia di avvicinarsi alla tecnologia per dover restare necessariamente al passo con i tempi. Galimberti spiega questo rapporto tra uomo e tecnologia (e in particolare tra uomo e consumismo) come una “presunta libertà”, tipica della dinamica hegeliana del servo-padrone. L’uomo è libero di scegliere tra un dispositivo elettronico piuttosto che un altro, ma l’importante è che scelga. Galimberti spiega, ancora, che non si tratta di una vera e propria coercizione ma di una condizione per poter vivere, in quanto tramite le cose ci si rapporta nella società. Conformismo: l’uomo oltre a perdere di vista l’essenza della tecnica rischia di avvicinarsi e di restare intrappolato dalla tecnologia per la necessità di dover restare al passo con i tempi

11 IL blog come piattaforma multimediale per praticare, oggi, la filosofia
- piattaforma ideale per raccontarsi (diario di bordo) - di facile gestibilità anche per i meno esperti - quattro buoni motivi per l’uso del blog (Maistrello): 1) idee che aspettavano di essere scritte 2) avere l’impressione di partecipare a qualcosa di utile 3) entusiasmo 4) creatività A questo punto si tratta di vedere quali strumenti multimediali sono a disposizione per intraprendere un percorso di tipo pratico per la filosofia. Tra le piattaforme disponibili (chat line, forum, siti e blog) ho scelto quest’ultimo come piattaforma ideale per raccontarsi. Il blog è assimilabile ad un diario on line, di facile gestibilità anche per i meno esperti, un prodotto in parte preconfezionato messo a disposizione dai vari erogatori di servizi (provider) dove è sufficiente scrivere e pubblicare il messaggio che diviene, poi, a disposizione di tutti gli utenti della rete virtuale. Perché scrivere nel blog sottraendo del tempo prezioso? Il tempo necessario per implementare il diario di bordo rchiede un impegno costante nel postare (l’attività di inserire i messaggi) e di rispondere ai commenti che man mano appariranno ad opera di altri utenti. Maistrello, un esperto di comunicazione del blog, indica quattro buoni motivi: Idee che aspettavano di essere scritte (è la buona occasione per pubblicare tutto ciò che è rimasto nel cassetto per tanto tempo Entusiasmo: nella tesi ho argomentato questo concetto come “bonario protagonismo” nell’indicare quanto tutti siamo aspiriamo e desideriamo che i nostri pensieri vengano letti da qualcuno. Creatività: l’uso del blog libera la creatività letteraria in noi; passato il primo momento di titubanza per il quale non si sa come e cosa scrivere,il “postare dei messaggi” diventerà sempre più piacevole e frequente Avere l’impressione di partecipare a qualcosa di utile per sé e per gli altri. E su questo punto, credo, occorre soffermarsi maggiormente, per spiegare meglio cosa si intende per “partecipare” a qualcosa di utile. L’idea di partecipare chiama in causa le comunità virtuali

12 Partecipare a qualcosa di utile: le comunità virtuali
Sono dei luoghi in cui lo spazio che compare non è riconducibile a delle coordinate spazio temporali determinabili (Fabietti) L’impressione di partecipare a qualcosa di utile chiama in causa il fenomeno di comunità virtuale, utenti dalla identità digitale che si riconoscono in luoghi caratterizzati dalla non fisicità dentro cui si incontrano per scambiarsi idee e opinioni. Le comunità virtuali, secondo Fabietti, sono dei luoghi in cui ,lo spazio che compare non è riconducibile a delle coordinate spazio temporali determinabili: è uno spazio inesistente nella fisicità costruito fuori dal tempo, in cui, però, è possibile che avvengano delle interazioni sociali. Nelle comunità virtuali si riconosce la comunicazione da uno ad uno, da uno a molti, da molti a molti. Viene meno l’idea di ritrovo in un ambito fisico delimitato da mura, nascono nuove forme di interazione sociale su piattaforme tematiche, secondo l’argomento di proprio interesse (forum). Pierre Levy, invece, mostra quello che è l’opinione comune del virtuale, come una presenza differita, come assenza di presenza. Presenza differita :Nell’opinione comune siamo portati a pensare il reale come l’uovo oggi e il virtuale come la gallina di domani (Levy)

13 Il blog come piattaforma ideale, per praticare la filosofia; ulteriori buoni motivi.
Autobiografia: 1) dialogare con se stessi e con gli altri significa progredire e modificare la propria rappresentazione nel mondo (Hadot) 2) possibilità di rintracciare gli “eventi marcatori” del proprio vissuto (Demetrio) Confutazione: 1) una lotta amichevole e reale (Hadot) 2) andare oltre, ad un livello superiore rispetto all’argomento conteso (Màdera) Ritornando al Blog: Il perché ho scelto il blog come piattaforma ideale per mettere in pratica la filosofia, è evidenziabile nei seguenti punti: autobiografia: l’attività dello scrivere è un esercizio filosofico; come sostiene Hadot: “dialogare con sé stessi o con gli altri significa progredire o modificare la propria rappresentazione nel mondo”. In effetti scrivere la propria vita permette di riconoscere da sé, ripercorrendo ciò che si è scritto, e di far rilevare ad altri quelli che Demetrio chiama “gli eventi marcatori” quegli eventi che possono costrituire un blocco psicologico, paure, fantasmi del passato. Riconoscere e permettere gli altri di rilevare e commentare questi eventi significa,anche, mettere in moto n processo di autodisciplina ed educazione. Nel blog è possibile rntracciare l’attività della confutazione costruttiva e della maieutica;confutare significa andare oltre che riconoscere infondata una teoria perchà proporre valide argomentazioni significa, così come spiega Màdera, in filosofia e stile vita “andare oltre, ad un livello superiore rispetto all’argomento conteso” . Si confuta, in altre parole, non per porre resistenza alle opinioni altrui ma per far nascere qualcosa di superiore; è una lotta definita da Hadot, “amichevole e reale”, amichevole perché riconosce il confronto con l’altro come necessario al fine di evitare che l’esposizione resti relegata ad una dissertazione dogmatica; reale perché assimilabile ad un vero e proprio scontro, senza esclusioni di colpi. Michelantonio Lo Russo definisce questa sana dialettica come “biografico-solidale” esponendo le cinque regole per un ottimale e costruttiva confutazione. Maieutica socratica: sano confronto dove è possibile mettere in pratica le cinque regole della comunicazione biografico solidale

14 della comunicazione biografico solidale
Le cinque regole della comunicazione biografico solidale applicabili al blog Partire da sé: si parte dall’esperienza biografica che è sempre presente Rinunciare alla discussione competitiva L’idea che sta alla base della comunicazione biografico solidale, applicabile alla comunicazione multimediale, è quella di sottoporre all’altro, in un turno di conversazione, le proprie opinioni per rilevare quanto siano o meno valide (come scrivono Morini e Perconti: “Una cartina di tornasole” in è-mail filosofiche); è interessante notare l’opinione, in merito, da parte di Leonardo Terzo in Comunità Virtuali (a cura di Paolo Ferri) in cui fornisce, in prima battuta una connotazione negativa della comunicazione virtuale “apparentemente carente di contenuto intellettuale, ma che in realtà può fornire in determinate circostanze forti segnali emotivi. L’importante è non trascendere nel protagonismo verbale. Partire da sé: si parte dall’aspetto biografico del racconto, il riferimento dell’ esperienza biografica è sempre presente. Il blog diviene un grande contenitore delle proprie esperienze e del proprio vissuto. Come spiega Paolo Valdemarin “è più facile conoscere a fondo una persona tramite il proprio blog che piuttosto viverci accanto, come collega di lavoro, ad esempio”. È infatti possibile vivere accanto a delle persone, nel mondo lavorativo piuttosto che familiare, senza conoscere molto l’uno dell’altro. Chi scrive, infatti, è libero da vincoli e costrizioni; liberi di essere letti o meno. Rinunciare alla discussione competitiva: il rapporto tra bloggers deve tener conto che ognuno ha una propria vita ed una propria verità fatta di convinzioni e proprie credenze. Commentare un post deve avere fini costruttivi e non distruttivi; come scrive Maistrello: rispetta sempre le idee degli altri; le conversazioni fra bloggers sono alimentate da differenti sensibilità e differenti modi di vedere il mondo. Sospendere qualsiasi interpretazione: apertura all’ascolto e soffermarsi su quanto si è letto, tenendo conto che chi scrive non gradisce, almeno in prima istanza, delle interpretazioni altrui, specialmente non richieste. In caso contrario potrebbero verificarsi delle chiusure comunicative. Restituzione anamorifica: così come è possibile restituire allo spettatore cinematografico o televisivo una visione diversa da quanto effettivamente ripreso (attraverso l’uso di filtri e particolari lenti) cos’ è possibile, anche, fornire un commento ad un post secondo un proprio punto di vista che non deve essere una interpretazione (infatti abbiamo detto che l’interpretazione deve essere sospesa). Il fine di questa regola è assimilabile ad un atto di generosità verso chi scrive proponendo (offrendo) un proprio punto di vista. Rielaborazione interiore: quanto leggiamo deve risuonare in noi. Anche questa regola è concepita come una forma di rispetto piuttosto che il fornire un commento breve e frettoloso. Sospendere qualsiasi interpretazione Restituzione anamorfica Rielaborazione interiore

15 Il sito: altra piattaforma per praticare la filosofia.
Contro Il blog, come piattaforma già “preconfezionata” è maggiormente gestibile, anche da dispositivi portatili (telefonini, palmari, notebook). Il sito necessita un collegamento al server ed un aggiornamento totale che tenga conto del pericolo di perdere tutti i collegamenti, interni ed esterni. Il sito prevede uno studio a tavolino degli argomenti da organizzare per una buona navigabilità e per non cadere nella perdita di significatività. Studio approfondito circa l’importanza della Home page. PRO Produrre un sito non necessita di grandi competenze nel campo del linguaggio HTML; esistono, oggi, i web editor. Più navigabile e leggibile rispetto al blog; in esso gli argomenti vengono meglio organizzati e non esposti “uno sopra l’altro” Preferibile, ad esempio, per raccontare le proprie esperienze di vita condotte secondo precetti filosofici. Altra piattaforma per praticare la filosofia è il sito; produrre e pubblicare un sito non necessita, come una volta, di particolari competenze informatiche. Inoltre è cessata l’epoca in cui il sito era destinato ad implementare le attività commerciali nel dare maggiore visibilità ad un prodotto o ad una azienda; esistono, oggi, numerosi siti a carattere tematico e filosofico. Tramite i web editor, che non sono altro che dei supporti per l’utente, è possibile implementare la rete in modo semplice e veloce. Rispetto al blog il sito si presenta in forma più statica e comunque, può creare qualche problema di gestibilità al neofita cibernauta.

16 La pagina di benvenuto del mio sito

17 La home page del mio sito

18 Breve descrizione della struttura del sito
Una pagina di benvenuto che anticipa il contenuto tematico del sito Una home page con la descrizione delle macroaree Struttura del menù ad albero con sottomenù a scomparsa per ogni argomento Contatore di accessi Limitazioni d’uso

19 Le macroaree Perché questo sito: parte dedicata alla motivazione che ha determinato la realizzazione; di come sia possibile filosofare oggi utilizzando gli insegnamenti dei grandi pensatori del passato al fine di affrontare i problemi che inevitabilmente si incontrano durante il percorso di vita. La tesi: area dedicata all’illustrazione dell’elaborato. Il mio orientamento filosofico: i dogmi filosofici, dei pensatori che più preferisco, messi in atto nelle mie attività quotidiane. Le mie esperienze di vita: Nove esperienze di vita, nel campo lavorativo, familiare, sociale. Il blog: L’utilità di avere e aggiornare un proprio blog Sul comodino: riporto i testi dai quali sono tratte le citazioni esposte nelle mie esperienze Link di riferimento: elenco di link che rimandano ad altre piattaforme che trattano l’argomento filosofia.

20 La pagina dedicata all’amicizia con i precetti di Aristotele ed Epicuro

21 La pagina dedicata alla mia esperienza universitaria

22 Parola d’ordine: condividere. Anche le proprie esperienze
Condividere, creare un’intelligenza collettiva al fine di rilevare manifestazioni distorte della realtà secondo costrutti personali . Aprire le porte al costruzionismo sociale Filosofare, secondo gli antichi insegnamenti, per mezzo della multimedialità, riscatta l’opinione comune sul mondo virtuale come dannoso, inutile e pericoloso, se ben congeniato e mirato. Ma perché mettere in rete le proprie esperienze di vita nonché il proprio vissuto per tramite dei blog o del sito? Come ho esordito è cambiata la posizione dell’utente nella rete del web. La parola d’ordine è condividere, in questo caso il proprio mondo interiore con quello di tanti altri, in una forma di intelligenza collettiva: una visione plurima permette di rilevare anche manifestazioni distorte della realtà secondo costrutti personali, aprendo le porte, così, al cos’detto costruzionismo sociale dove l’utente impara mentre esegue ed interagisce, anche con l’ambiente circostante. Il paradigma costruttivista, messo in atto con consapevolezza e ben mirato, riscatta a pieno titolo l’opinione denigratoria circa la realtà virtuale come dannosa, pericolosa ed inutile, lasciando aperte, inoltre, le porte a nuove forme di apprendimento cooperativo.

23 Due ambiti della conoscenza apparentemente distanti e incompatibili
Questo in sintesi l’obiettivo della mia tesi, coniugare due ambiti della conoscenza apparentemente distanti fra loro e, sino a qualche tempo fa, conciliabili solo per fini di consultazione. Nella tesi l’aspetto pratico è rilevabile nel dimostrare quanto siano attuali gli insegnamenti dei grandi pensatori in tutte le attività che quotidianamente portiamo avanti. Aspetto pratico, inoltre, nel fare informatica in modo costruttivo senza che la tecnica diventi oppressiva e prevaricante nelle attività dell’uomo. L’uso della filosofia, nei suoi aspetti pratici, non solo per alleviare e per affrontare i problemi dell’anima ma anche per problematizzare e sottoporre a giusta critica la tecnica evitando che essa si possa im-porre. Questa la mia risposta ad un uso costruttivo della tecnologia al dine di evitare che essa possa divenire inutile e senza senso.


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