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Artù La forza del mito 16. Dai romanzi di Chrétien de Troyes, nel XII secolo, la materia di Bretagna non ha cessato di affascinare e di far sognare.

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Presentazione sul tema: "Artù La forza del mito 16. Dai romanzi di Chrétien de Troyes, nel XII secolo, la materia di Bretagna non ha cessato di affascinare e di far sognare."— Transcript della presentazione:

1 Artù La forza del mito 16

2 Dai romanzi di Chrétien de Troyes, nel XII secolo, la materia di Bretagna non ha cessato di affascinare e di far sognare.

3 Linferno e il concilio dei demoni Histoire de Merlin Angers, verso il Miniatura delMaître d'Adélaïde de Savoie BnF, Manuscrits, Français 96 (f. 61)

4 Linferno e il concilio dei demoni In origine, Merlino doveva servire i disegni del diavolo: il romanzo di Robert de Boron si apre con l'assemblea dei demoni, che cercano di riconquistare il potere sull'umanità redenta dal sacrificio di Cristo. Essi affidano a uno di loro il compito di ingravidare una vergine; che dà alla luce un bambino peloso, come suo padre, del quale ha ereditato la conoscenza delle cose passate. Ma il Dio cristiano perdona e dà a sua volta al bambino il dono di predire il futuro: "Da allora, poteva aggirarsi dove voleva!". Il bambino sceglie di rendere gli uomini migliori per aiutarli, con la sua preveggenza, ad astenersi dal peccato e fare le scelte giuste.

5 Lancillotto combatte i draghi nella Valle senza ritorno Lancelot-Graal con linterpolazione del Perlesvaus Paris, Provenienza: Jean, duc de Berry (1416); Jacques dArmagnac, duc de Nemours (1477); nella biblioteca del re Francesco I BnF, Manuscrits, français 118 [série français ] fol.

6 Lancillotto combatte i draghi nella Valle senza ritorno Nella Valle senza ritorno, Morgana tiene prigionieri gli amanti infedeli. Per liberarli, Lancillotto deve rimuovere gli incantesimi e affrontare i due terribili draghi a guardia dell'ingresso della valle: «Lancillotto vede i draghi e dice alla ragazza: "Queste bestie fanno guardia a questo passo perché nessuno si avventuri oltre? " "Sì, risponde lei. E sappiate che non cè spada abbastanza affilata da penetrare le loro corazze". "Bisognerà che sia ben dura, se la mia spada non la può penetrare, perché la mia arma si è ripetutamente inciso l'acciaio e il ferro." E sfila lo scudo dal collo, estrae la spada dal fodero e corre dietro al drago più vicino. Questi si slancia contro di lui, pianta i suoi artigli sul suo scudo, e Lancillotto gli dà un colpo alla testa, ma la sua spada rimbalza. Quando vede questo, Lancillotto maledice colui che ha forgiato la sua spada, mentre laltro drago lo rincorre Lancillotto ne colpisce uno alla fronte con il pomo della spada: il sangue vermiglio scorre dagli occhi del mostro che sputa fuoco. Se gli altri due draghi avessero potuto avvicinarsi a Lancillotto, lo avrebbero consunto.»


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