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ADEMPIMENTI STATUTARI, FISCALI E DI RENDICONTAZIONE PER ONLUS e ODV AVIS REGIONALE CALABRIA ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI CATANZARO.

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1 ADEMPIMENTI STATUTARI, FISCALI E DI RENDICONTAZIONE PER ONLUS e ODV AVIS REGIONALE CALABRIA ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI CATANZARO SOVERATO 23 NOVEMBRE

2 NORMATIVA CIVILISTICA Libro I – Titolo II del Codice Civile Capo II: DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE FONDAZIONI Artt Capo III: DELLE ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE E DEI COMITATI Artt

3 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI TUIR DPR 917/1986: ARTT. 143 – 150 ART 143: Determinazione del reddito complessivo ART 144: Determinazione dei redditi ART 145: Regime forfetario enti non profit ART 146: Oneri deducibili ART 147: Detrazioni dimposta ART 148: Enti di tipo associativo ART 149: Perdita qualifica di ente non profit ART 150: ONLUS 3

4 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART DETERMINAZIONE DEL REDDITO COMPLESSIVO Non si considerano attività commerciali le prestazioni di servizi non rientranti nellart CC rese in conformità alle finalità istituzionali dellente senza specifica organizzazione e verso pagamento di corrispettivi che non eccedono i costi di diretta imputazione. Reddito complessivo determinato in base allart. 8 (RICAVI – COSTI). Non concorrono al reddito: – I contributi da Amministrazioni pubbliche; – Raccolte pubbliche effettuate occasionalmente. 4

5 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART CODICE CIVILE Sono soggetti all'obbligo dell' iscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano: 1.un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; 2.un'attività intermediaria nella circolazione dei beni; 3.un'attività di trasporto per terra, o per acqua o per aria; 4.un' attività bancaria o assicurativa; 5.altre attività ausiliarie delle precedenti. 5

6 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 144 – DETERMINAZIONE DEI REDDITI Obbligo di contabilità separata per lattività commerciale; Regole per lindividuazione dei beni afferenti limpresa come per le imprese (Art. 65 c. 1 e 3bis DPR 917/86); Disciplina dei costi promiscui (in base al rapporto tra ricavi commerciali e ricavi totali); 6

7 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 145 – REGIME FORFETARIO ENTI NON PROFIT (VEDASI ART. 18 DPR 600/1972): – Prestazioni di servizi: coeff. 15% sino a Euro 15,493,71; – Prestazioni di servizi: coeff. 25% sino a Euro 309,874,14 – Altre attività: coeff. 10% sino a Euro 25,822,85; – Altre attività: coeff. 15% sino a Euro 516,456,90 7

8 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 146 – ONERI DEDUCIBILI Sono deducibili gli oneri indicati allart. 10, c. 1, lett. a), f) e g) DPR 917/1986: Oneri sui redditi degli immobili; Somme corrisposte ai dipendenti; Donazioni a ONG ex art. 28 L. 49/87 non superiori al 2% del reddito dichiarato. ART. 147 – DETRAZIONI DIMPOSTA SI APPLICANO LE DERTAZIONI DIMPOSTA AL 19% dellArt. 15 c. 1 lett. A), g), h), h-bis), i), i-bis), i-quater) e i-octies) del DPR 917/

9 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 148 – ENTI DI TIPO ASSOCIATIVO Sono previste agevolazioni fiscali a condizione che lo Statuto preveda le seguenti clausole: a) divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonche' fondi, riserve o capitale durante la vita dell'associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge; b) obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalita analoghe o ai fini di pubblica utilita', sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge; c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita associative volte a garantire l'effettivita' del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneita' della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'eta' il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione;. 9

10 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 148 – ENTI DI TIPO ASSOCIATIVO d) obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie; e) eleggibilità libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo di cui all'articolo 2532, comma 2, del codice civile, sovranità dell'assemblea dei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicita' delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; e' ammesso il voto per corrispondenza per le associazioni il cui atto costitutivo, anteriore al 1 gennaio 1997, preveda tale modalità di voto ai sensi dell'articolo 2532, ultimo comma, del codice civile e semprechè le stesse abbiano rilevanza a livello nazionale e siano prive di organizzazione a livello locale; f) intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilità della stessa. 10

11 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 148 – ENTI DI TIPO ASSOCIATIVO Per le ODV devono invece essere rispettate le disposizioni previste allart. 3, Comma 3, della Legge quadro sul volontariato (L. 266/1991 ): Negli accordi degli aderenti, nell'atto costitutivo o nello statuto, oltre a quanto disposto dal codice civile per le diverse forme giuridiche che l'organizzazione assume, devono essere espressamente previsti: L'assenza di fini di lucro; La democraticita' della struttura; L'elettivita e la gratuita' delle cariche associative nonche' la gratuita' delle prestazioni fornite dagli aderenti; I criteri di ammissione e di esclusione di questi ultimi, i loro obblighi e diritti; Devono essere altresi stabiliti l'obbligo di formazione del bilancio, dal quale devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti, nonche' le modalita' di approvazione dello stesso da parte dell'assemblea degli aderenti.. 11

12 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI Per le ONLUS devono essere rispettate le previsioni di cui al D.Lgs 460/1997 Art. 4 quinques : a)Divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonche' fondi, riserve o capitale durante la vita dell'associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge; b)Obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalita' analoghe o ai fini di pubblica utilita', sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge; c)Disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita' associative volte a garantire l'effettivita' del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneita' della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'eta' il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione; d)Obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie; 12

13 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI Per le ONLUS devono essere rispettate le previsioni di cui al D.Lgs 460/1997 Art. 4 quinques : e)eleggibilita' libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo di cui all'articolo 2532, secondo comma, del codice civile, sovranita' dell'assemblea dei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicita' delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; f)intrasmissibilita' della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilita' della stessa. 13

14 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 149 – PERDITA DI QUALIFICA DI ENTE NON PROFIT a)Prevalenza delle immobilizzazioni relative allattività commerciale, al netto degli ammortamenti; b)Prevalenza dei ricavi derivanti da attività commerciali rispetto allattività istituzionale; c)Prevalenza dei redditi da attività commerciale rispetto alle entrate istituzionali (incluse le quote associative); d)Prevalenza delle componenti negative inerenti lattività commerciale rispetto alle restanti spese. 14

15 NORMATIVA FISCALE – TUIR (DPR 917/1986) - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 150 ONLUS 1.Non considerate commerciali le attività con finalità di solidarietà sociale; 2.I proventi delle attività direttamente connesse non concorrono al reddito imponibile 15

16 OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE L INEE GUIDA E SCHEMI PER LA REDAZIONE BILANCI DI ESERCIZIO DEGLI ENTI NON PROFIT ART. 3, CO. I, LETT. A ) D.P.C.M. 21 MARZO 2001 N

17 OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE ATTO DI INDIRIZZO AGENZIA PER LE ONLUS ai sensi dellart. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001 n. 329 LINEE GUIDA E SCHEMI PER LA REDAZIONE DEI BILANCI DI ESERCIZIO DEGLI ENTI NON PROFIT 17

18 OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE AGENZIA PER IL TERZO SETTORE LINEE GUIDA E SCHEMI PER LA REDAZIONE DEL BILANCIO DI ESERCIZIO E DEL BILANCIO CONSOLIDATO DELLE IMPRESE SOCIALI 18

19 OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE PRINCIPI CONTABILI PER GLI ENTI NON PROFIT PRINCIPIO N. 1 QUADRO SISTEMATICO PER LA PREPARAZIONE E LA PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DEGLI ENTI NON PROFIT Maggio

20 OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE ODV - ADEMPIMENTI CONTABILI RIEPILOGO SCRITTURE CONTABILI DEGLI ENTI NON COMMERCIALI (INCLUSE LE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO EX L. 266/1991) ART. 20 DPR 600/73 20

21 OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE ENTI NON COMMERCIALI CON SOLO ATTIVITA ISTITUZIONALE Nessun obbligo contabile ad eccezione della predisposizione di un rendiconto annuale economico e finanziario (4 mesi) ENTI NON COMMERCIALI CON SOLO ATTIVITA ISTITUZIONALE E RACCOLTA PUBBLICA DI FONDI Predisposizione del rendiconto annuale economico e finanziario; Redazione di un apposito e separato rendiconto delle entrate e delle spese per ciascun evento ATTIVITA ISTITUZIONALE E COMMERCIALE Si applicano gli artt. 14, 15, 16 e 18 del DPR 600/73 Art. 14 Libro giornale Libro inventari Libri IVA Scritture ausiliarie (es.: sistema della partita doppia, mastrini contabili, ecc..) Scritture ausiliarie di magazzino Art. 15 Inventario Bilancio (forma libera) Art. 16 Registro beni ammortizzabili Art. 18 Art. 20 Contabilità semplificata: se attività commerciale inferiore a (per servizi) o (cessione di beni) Contabilità super semplificata: solo libri IVA se ricavi inferiori a (servizi) o (beni) Possono essere tenuti solo libri IVA, paga e matricola 21

22 OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE ONLUS - ADEMPIMENTI CONTABILI RIEPILOGO SCRITTURE CONTABILI DELLE ONLUS (L. 460/1997) ART. 20 bis DPR 600/73 22

23 OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE ATTIVITA COMPLESSIVA (IN PRESENZA O MENO DI ATTIVITA CONNESSA) Comma 1 a) Art. 20 bis comma 3 Redazione (4 mesi) di una situazione patrimoniale, economica e finanziaria annuale con distinzione tra attività istituzionale e connessa Sistema di scritture cronologiche e sistematiche (si considera sempre assolto se si tengono i libri giornale ed inventari) Se attività complessiva inferiore a : può essere adottato un rendiconto contabile analogo a quello per gli enti non profit in caso di raccolta pubblica di fondi ex art. 20 DPR 600/73 PER LATTIVITA DIRETTAMENTE CONNESSA Comma 1 b) Si applicano gli artt. 14, 15, 16 e 18 del DPR 600/73 Art. 14 Libro giornale Libro inventari Libri IVA Scritture ausiliarie (es.: sistema della partita doppia, mastrini contabili, ecc..) Scritture ausiliarie di magazzino Art. 15 Inventario Art. 16 Registro beni ammortizzabili Art. 18 Art. 20 bis comma 1 b) Contabilità semplificata: se attività commerciale è inferiore a (per servizi) o (cessione di beni) Contabilità super semplificata: solo libri IVA se ricavi inferiori a (servizi) o (beni) Possono essere tenuti solo libri IVA, paga e matricola ENTI DI VOLONTARIATO L. 266/91 (ONLUS DI DIRITTO) Art. 20 bis comma 4 Possono sempre tenere il rendiconto di cui allart. 20 DPR 600/73 23

24 FUND RAISING OPERAZIONI DI FUND RAISING AMMESSE PER ONLUS E ODV SENZA INCORRERE NEGLI OBBLIGHI DI EFFETTUAZIONE DI ATTIVIA COMMERCIALE: 1.5 X PIU DAI MENO VERSI 3.ATTIVITA MARGINALI 4.RACCOLTE OCCASIONALI DI FONDI 5.ATTIVITA CONNESSE 6.EROGAZIONI LIBERALI ART. 100 TUIR (DPR 917/1986) 24

25 FUND RAISING - 5 OBBLIGO DI RENDICONTO Tutti i soggetti che abbiano percepito quote del 5 dellIrpef ai sensi delle leggi e dei successivi atti normativi sono tenuti ad assolvere allobbligo di predisporre distinti rendiconti per ciascuna delle annualità di riferimento (rendiconto della quota del 5 dellIrpef per lanno 2008, per lanno 009,…). FAC SIMILE DI MODELLO DI RENDICONTO predisposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e disponibile su: – – profit>5 per mille; – 25

26 FUND RAISING - 5 Fermo restando lobbligo per tutti i soggetti beneficiari di redigere il rendiconto, quelli che abbiano percepito: per lanno 2008 un importo pari o superiore ad ,00 per gli anni successivi un importo pari o superiore ad ,00 sono tenuti a trasmettere il resoconto e la documentazione da allegare al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali 26

27 FUND RAISING - 5 Anno finanziario IMPORTO PERCEPITO 1. Risorse umane (dettagliare i costi a seconda della causale, per esempio: compensi per personale; rimborsi spesa a favore di volontari e/o del personale) 2. Costi di funzionamento (dettagliare i costi a seconda della causale, per esempio: spese di acqua, gas, elettricità, pulizia; materiale di cancelleria; spese per affitto delle sedi; ecc…) 3. Acquisto beni e servizi (dettagliare i costi a seconda della causale, per esempio: acquisto e/o noleggio apparecchiature informatiche; acquisto beni immobili; prestazioni eseguite da soggetti esterni allente; affitto locali per eventi; ecc…) 4. Erogazioni ai sensi della propria finalità istituzionale 5. Altre voci di spesa riconducibili al raggiungimento dello scopo sociale TOTALE SPESE 27

28 FUND RAISING - 5 Solo nel caso in cui il soggetto beneficiario abbia redatto il bilancio di esercizio secondo le Linee guida e schemi per la redazione dei bilanci di esercizio degli enti non profit fornite dallAgenzia per le Onlus lobbligo di predisporre il rendiconto è assolto con la compilazione dello stesso bilancio di esercizio, che deve essere corredato dalla delibera di approvazione dellorgano di amministrazione. Nel bilancio di esercizio, comunque, dovrà risultare in modo chiaro ed inequivocabile la destinazione della quota del 5 dellIrpef percepita, eventualmente anche per mezzo di una relazione che descriva nel dettaglio le attività svolte ed i costi sostenuti. N.B.: in considerazione del fatto che la riscossione della devoluzione del 5 dellIrpef può cadere in prossimità della chiusura della gestione sociale e che, pertanto, il bilancio di esercizio può non rendere conto dellutilizzo dellintero ammontare della quota percepita, lobbligo è assolto integrando il documento contabile in questione con il bilancio di esercizio dellanno successivo. 28

29 FUND RAISING - 5 Sanzioni Ai sensi dellarticolo 9 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 marzo 2008 i contributi erogati sono oggetto di recupero, tra gli altri casi, quando: le somme erogate non siano state oggetto di rendiconto nei termini prescritti; i soggetti tenuti ad inviare il rendiconto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali non abbiano provveduto nei termini prescritti; a seguito di controlli l'ente beneficiario non sia risultato in possesso dei requisiti che danno titolo all'ammissione al beneficio; gli enti che hanno percepito contributi di importo inferiore ad per lanno finanziario 2008 ed inferiore ad ,00 per le annualità successive non ottemperino alla richiesta di trasmettere, ai fini del controllo, il rendiconto, leventuale relazione illustrativa o lulteriore documentazione richiesta; in caso di dichiarazioni mendaci. 29

30 FUND RAISING – PIU DAI MENO MENO VERSI PIU DAI MENO VERSI: – ART. 14 D.L. 35/2005 (Convertito con L. 14/05/2005 n. 80) – C.M. N. 39/E 19 agosto 2005 Oggetto Somme di denaro e beni in natura Limite deducibilità Minor ammontare tra: 10% del reddito complessivamente dichiarato dal soggetto erogatore Euro annui Rimane ferma la possibilità, per i titolari di reddito di impresa, di applicare il vecchio limite del 2% sul reddito (art. 100, comma 2, DPR 917/1986 – TUIR) 30

31 FUND RAISING – PIU DAI MENO MENO VERSI Erogazioni liberali in natura Considerate al valore normale, ovvero con riferimento al prezzo di mercato di beni della stessa specie o similari (art. 9, comma 3, DPR 917/1986 – TUIR) Soggetti erogatori Persone fisiche Enti soggetti allIRES (individuati dallart.73, DPR 917/1986 – TUIR) Soggetti beneficiari ONLUS ex. Art. 10, comma 1, D. Lgs. 460/1997, ivi comprese: ONLUS di diritto ex comma 8, Art. 10 ONLUS parziali ex comma 9, Art

32 FUND RAISING – PIU DAI MENO MENO VERSI Adempimenti contabili Per i soggetti beneficiari – Tenuta di scritture contabili atte a rappresentare con completezza e analiticità le operazioni poste in essere (applicazione dellart. 14 DPR 600/1973) a prescindere dalla loro natura giuridica e dalle loro dimensioni reddituali – Redazione di un documento che rappresenti la situazione patrimoniale, economica e finanziaria, entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio (consigliata anche una Relazione sulla gestione) – Rilascio di apposita ricevuta dellerogazione liberale – Restano fermi gli ulteriori obblighi contabili a carico delle ONLUS 32

33 FUND RAISING – PIU DAI MENO MENO VERSI Per i soggetti erogatori – Erogazioni in contanti da effettuarsi tramite banca, ufficio postale e/o altri sistemi di pagamento (come previsti dallart. 24, D. Lgs 241/1997) ovvero mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari o circolari (si applicano anche per le erogazioni di cui allart. 100, DPR 917/1986 – TUIR) – Onere di verifica delladempimento degli obblighi contabili da parte del beneficiario 33

34 FUND RAISING – PIU DAI MENO MENO VERSI SANZIONI Non deducibilità delle erogazioni Responsabilità solidale tra lente erogante e quello beneficiario ed i suoi amministratori 34

35 FUND RAISING – ATTIVITA MARGINALI ATTIVITA MARGINALI Art. 8 della Legge 266/1991 e CM n. 3 del 25 febbraio 1992 DM 25 maggio 1995 CM n. 3 del 25 febbraio 1995 Art. 8 della Legge 266/1991 comma 4 Stabilisce che i proventi derivanti da attività commerciali e produttive marginali non costituiscono redditi imponibili ai fini dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche (oggi Ires) e dell'imposta locale sui redditi (oggi Irap), qualora sia documentato il loro totale impiego per i fini istituzionali dell'organizzazione di volontariato. 35

36 FUND RAISING – ATTIVITA MARGINALI D.M. 25 maggio 1995 Ha stabilito che si considerano attività commerciali e produttive marginali le seguenti attività: a.attività di vendita occasionali o iniziative occasionali di solidarietà svolte nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica verso i fini istituzionali dell'organizzazione di volontariato; b.attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario; c.cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari sempreché la vendita dei prodotti sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario; d.attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale; 36

37 FUND RAISING – ATTIVITA MARGINALI e. attività di prestazione di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali, non riconducibili nell'ambito applicativo dell'art. 148, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, n. 917, verso pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano del 50% i costi di diretta imputazione. e che queste attività devono essere svolte: a)in funzione della realizzazione del fine istituzionale dell'organizzazione di volontariato iscritta nei Registri di cui all'art. 6 della Legge n. 266 del 1991; b)senza l'impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato, quali l'uso di pubblicità dei prodotti, di insegne elettriche, di locali attrezzati secondo gli usi dei corrispondenti esercizi commerciali, di marchi di distinzione dell'impresa; c)non rientrano, comunque, tra i proventi delle attività commerciali e produttive marginali quelli derivanti da convenzioni (es.: introiti da convenzioni con enti pubblici per la raccolta del sangue). 37

38 FUND RAISING – ATTIVITA MARGINALI CM n. 3 del 25 febbraio 1995 LAmministrazione finanziaria con C.M. n. 3 del 25/02/1995 ha precisato che le condizioni generali per fruire di questa agevolazione sono: Iscrizione al Registro generale del Volontariato di cui allart. 6 della Legge 266/1991; La dimostrazione che i proventi derivanti dallattività marginale siano utilizzati totalmente per lattività istituzionale dellorganizzazione di volontariato. La dimostrazione dellimpiego istituzionale di questi proventi può essere fornita mediante presentazione di un bilancio corredato da una relazione sullimpiego dei proventi dellattività commerciale svolta. 38

39 FUND RAISING – ATTIVITA MARGINALI Sanzioni Vedasi quanto previsto per la raccolta occasionale di fondi 39

40 FUND RAISING – RACCOLTA OCASIONALE DI FONDI RACCOLTA OCCASIONALE DI FONDI Art. 143 c. 3 del DPR 917/1986 (TUIR); CM n. 59/E del 31 ottobre 2007 Art. 143 del DPR 917/1986 (TUIR) Al c. 3 stabilisce che non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli enti non commerciali di cui alla lettera c) del comma 1 dellart. 73: a.i fondi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. 40

41 FUND RAISING – RACCOLTA OCASIONALE DI FONDI La Circolare Ministeriale n. 59/E ha precisato quanto segue: la raccolta di fondi deve essere occasionale ed in concomitanza con ricorrenze o campagne di sensibilizzazione; i beni ceduti in occasione della raccolta occasionale di fondi devono essere di modico valore; per ogni evento va redatto entro 4 mesi un apposito rendiconto comprensivo di relazione illustrata (art. 20 DPR 600/73); la relazione illustrata deve indicare gli ammontari raccolti per singolo versamento e le somme destinate per singolo progetto; la maggior parte dei fondi raccolti deve essere destinata a finanziare i progetti per i quali si effettua la raccolta; va posta attenzione allassorbimento delle spese amministrative ed ai costi imputati allattività di raccolta; lattività di controllo spetta allAgenzia per le Onlus. 41

42 FUND RAISING – RACCOLTA OCASIONALE DI FONDI Sanzioni (Circolare Ministeriale n. 59/E) la principale é quella che sancisce la perdita di qualifica di ente non commerciale/Onlus. Sanzioni/conseguenze collegate alla perdita della qualifica di ente non commerciale obbligo di devoluzione del patrimonio (procedura di cui allart. 10 comma 1 lettera f) D.Lgs 460/97); inadempienze relative al mancato assolvimento della Comunicazione EAS di cui allart. 30 DL 185/2008; sanzioni pecuniarie per la fruizione dei benefici fiscali in assenza dei prescritti requisiti (da Euro 1.033,00 a Euro 6.197,00); 42

43 FUND RAISING – RACCOLTA OCASIONALE DI FONDI ULTERIORI SANZIONI sanzioni pecuniarie per lo svolgimento di attivita diverse da quelle consentite (da Euro 1.033,00 a Euro 6.197,00); distribuzione di utili in forma indiretta (da euro 1.033,00 a Euro 6.197,00); non applicazione delle agevolazioni in materia di Imposta di Bollo, di Registro, Tassa di CC.GG.; Imposta sugli Intrattenimenti; perdita del Contributo del cinque per mille. 43

44 FUND RAISING – ATTIVITA CONNESSE D.Lgs. 460 del 4 dicembre 1997 (Legge istitutiva delle Onlus) Le attività connesse delle Onlus non rappresentano vere e proprie attività di fund raising in quanto spesso sono attività necessarie alla realizzazione dellattività istituzionale dellente non profit. Tuttavia grazie alla normativa fiscale agevolata possono rappresentare, in alcuni casi, vere e proprie opportunità di autofinanziamento. Art. 10 comma 5 D. Lgs 460/1997 Si considerano direttamente connesse a quelle istituzionali le attività statutarie di assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dell'arte e tutela dei diritti civili, di cui ai numeri 2), 4), 5), 6), 9) e 10) del comma 1, lettera a), svolte in assenza delle condizioni previste ai commi 2 e 3, nonché le attività accessorie per natura a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative delle stesse. 44

45 FUND RAISING – ATTIVITA CONNESSE L'esercizio delle attività connesse é consentito a condizione che, in ciascun esercizio e nell'ambito di ciascuno dei settori elencati alla lettera a) del comma 1, le stesse non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che i relativi proventi non superino il 66% delle spese complessive dell'organizzazione. 45

46 FUND RAISING – ATTIVITA CONNESSE Art. 10 comma 1 D. Lgs 460/1997 Sono organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica, i cui statuti o atti costitutivi, redatti nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, prevedono espressamente: a) lo svolgimento di attività in uno o più dei seguenti settori: 1) assistenza sociale e socio-sanitaria; 2) assistenza sanitaria; 3) beneficenza; 4) istruzione; 5) formazione; 46

47 FUND RAISING – ATTIVITA CONNESSE 6) sport dilettantistico; 7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409; 8) tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, con esclusione dell'attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22; 9) promozione della cultura e dell'arte; 10) tutela dei diritti civili; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale 47

48 FUND RAISING – TABELLA EROGAZIONE LIBERALI D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.) Art. 100, comma 2, lett. a, f, g, h, i, l, m, n, o, o bis Deducibilità dal reddito di impresa dichiarato nella misura massima di Euro 2.065,83 o del 2% del reddito di impresa dichiarato. 48

49 FUND RAISING SPONSORIZZAZIONI SONO SEMPRE CONSIDERATE ATTIVITA COMMERCIALI Sponsorizzazione contratto atipico ex art codice civile - avente natura patrimoniale (ex art codice civile). Basta che ci sia connessione tra evento non profit e marchio dellimpresa sponsorizzata. OBBLIGANO AGLI OBBLIGHI DELLE IMPRESE R.M. 88/E del 11 luglio 2005 R.M. 356/E del 14 novembre 2002 R.M 113/E del 14 luglio


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