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ELEMENTI DI NEONATOLOGIA E DI PUERICULTURA PRATICA

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Presentazione sul tema: "ELEMENTI DI NEONATOLOGIA E DI PUERICULTURA PRATICA"— Transcript della presentazione:

1 ELEMENTI DI NEONATOLOGIA E DI PUERICULTURA PRATICA
AGGREGATO AL CORSO DI PREPARAZIONE AL PARTO C/O AURELIA HOSPITAL. DEDICATO ALLE DONNE A TERMINE DI GRAVIDANZA

2 A cura di: Dr. Stefano Tasca Neonatologo - Chirurgo pediatra
Casa di Cura Aurelia Hospital Web: (forum del pediatra) Per contatti telefonici: 337/756213

3 Due consigli, per cominciare
Non bisogna mai aver paura di chiedere spiegazioni. Non si fa mai brutta figura, anche se ciò che si vuol sapere sembra banale. E’ utile instaurare un rapporto di stretta collaborazione fra papà, mamma e pediatra: parlare, comunicare, riferire, sono la base per garantire un’ottima cura del bambino

4 LE PAROLE CHIAVE PER ESSERE SERENI:
Un genitore tranquillo e sicuro di se è certamente migliore di un genitore ansioso e dubbioso Occorre adattarsi alle esigenze che si presentano di volta in volta, senza pretendere il controllo totale e costante della situazione E’ importante seguire un PROPRIO MODO di essere genitori, senza per forza dover obbedire a consigli o imposizioni di altri Le riviste specializzate spesso le sparano grosse per motivi commerciali: attenzione a seguirne le indicazioni!!!

5 Per commettere meno errori (e non preoccuparsi inutilmente) occorre sapere che:
Il bambino ripete la genetica familiare: velocità di crescita, metabolismo, conformazione somatica sono cromosomicamente determinati. L’alimentazione del bambino deve seguire i fondamenti (ed utilizzare i prodotti) della zona climatica di origine Il bambino deve AUTOREGOLARSI sulle quantità di alimento da assumere

6 La valutazione della salute non si basa sulla “ciccia” ma sulla vivacità e sull’allegria
L’influenza dell’umore dei genitori sul comportamento del bambino è molto forte: un genitore stressato, nervoso, tende a trasmettere inconsciamente al figlio tali caratteristiche La scelta dei modi e dei tempi circa l’educazione dei figli deve tenere conto degli impegni che il genitore possiede fuori casa MA NON NE DEVE ESSERE CONDIZIONATA: è più importante allevare bene un figlio che avere una gratificazione professionale a tutti i costi.

7 IL FETO: NON “RESPIRA” E NON “MANGIA” MA VIENE NUTRITO/OSSIGENATO DALLA MADRE PER VIA PLACENTARE E’ IMMERSO IN UN LIQUIDO ISOTONICO E’ PROTETTO DALLA MACERAZIONE DA UNA SECREZIONE SEBACEA (VERNICE CASEOSA) TRASPORTA L’OSSIGENO MEDIANTE UN TIPO PARTICOLARE DI EMOGLOBINA IL SUO CUORE E LA SUA CIRCOLAZIONE FUNZIONANO IN MODO PECULIARE E DIVERSO DA QUELLO DEL NEONATO HA UN NUMERO DI GLOBULI ROSSI MAGGIORE DI QUELLO DEL NEONATO

8 IL NEONATO: INIZIA A RESPIRARE E SI NUTRE AUTONOMAMENTE, NON APPENA RECISO IL CORDONE OMBELICALE ADATTA IL SUO ORGANISMO ALL’AMBIENTE ASCIUTTO CHE TROVA FUORI DALL’UTERO (calo fisiologico) IL SUO SISTEMA CIRCOLATORIO SI ADATTA ALLA NUOVA SITUAZIONE DI OSSIGENAZIONE AUTONOMA (possibile reperto di soffi fisiologici) DEGRADA ED ELIMINA TUTTO CIO’ CHE E’ RESIDUO DELLA VITA FETALE: ADEGUA IL NUMERO DI GLOBULI ROSSI ED ELIMINA L’EMOGLOBINA FETALE (ittero fisiologico)

9 Adattamenti postnatali e segni clinici: Ittero fisiologico
La pelle diventa giallognola. Massimo in 4° giornata. Cala lentamente entro i primi giorni. Se aumenta troppo rapidamente e precocemente si ricorre alla FOTOTERAPIA (esposizione ad una luce blu che degrada la bilirubina fissata alla pelle anche se non impedisce la formazione di nuova bilirubina). In caso di ittero fisiologico, bastano l’esposizione alla luce solare e l’idratazione (forzare diuresi) per la risoluzione

10 GENESI DELL’ITTERO EMOGLOBINA BILIRUBINA GLOBINA (PROTEINE)
ANELLO DELL’EME CONTENENTE FERRO PORFIRINA FERRO (DA RISPARMIARE) BILIVERDINA FERRITINA, EMOSIDERINA (FEGATO, ECC.) BILIRUBINA FEGATO - BILE ACCUMULO NELLA PELLE - ITTERO

11 Adattamenti postnatali e segni clinici: Calo fisiologico
Normale fino al 10% del peso alla nascita. Si recupera tanto più precocemente quanto più presto avviene la montata E’ utile per l’equilibrio circolatorio del neonato nelle prime ore di vita. Non va contrastato troppo ma è utile valutarne l’andamento nei primi 4-5 giorni Utile usare anche acqua per idratare

12 Adattamenti postnatali e segni clinici: Soffi cardiaci
Compaiono ore dopo la nascita e tendono a mantenersi costanti nei giorni successivi Sono dovuti alla persistenza dei difetti fisiologici nella vita fetale e scompaiono per defunzionalizzazione entro i primi mesi di vita Non provocano alterazioni emodinamiche né disagi al bambino Le cause più comuni sono FOP, DIV e PDA Al massimo viene richiesto un controllo ecografico a distanza

13 LA CIRCOLAZIONE FETALE
DOTTO DI BOTALLO FORAME OVALE DIF. INTER- VENTRICOLARE

14 La circolazione del Neonato (a confronto)
Dotto di Botallo: CHIUSO Forame ovale: DEFUNZIONALIZZATO Difetto interventr.: DEFUNZIONALIZZATO

15 Il ruolo del pediatra (1)
Già prima della nascita si coordina col ginecologo e l’anestesista per l’assistenza immediata al piccolo valuta le analisi materne, controlla i tracciati e le ecografie, si informa su eventuali problemi in gravidanza, spesso va a conoscere la futura mamma Prepara e controlla personalmente la strumentazione di assistenza che deve essere adeguata ad OGNI POSSIBILE EVENIENZA.

16 Il ruolo del pediatra (2) La nascita
Immediata constatazione dell’attività generale del neonato (respiro, colorito, tono muscolare, movimenti attivi, azione cardiaca) Entro i primi 30 secondi asciugatura, stimolazione cutanea, aspirazione delle prime vie aeree e valutazione della risposta. Eventuale intervento in emergenza. Entro il primo minuto ricalcolo delle attività vitali ed assegnazione del primo punteggio di APGAR. Eventuale intervento di assistenza intensiva (in caso di necessità: circa 2% dei casi) Entro il 5° minuto assegnazione del secondo punteggio di APGAR Controllo di recisione del moncone, prelievo per gruppo sanguigno da cordone, profilassi oculare ed antiemorragica, rilievo temperatura e parametri di ossigenazione/ritmo cardiaco (entro i primi minuti): assegnazione del 3° punteggio di APGAR Sistemazione in culla termostatica per l’osservazione transitoria (circa 3 ore) e la parametrazione del piccolo, prima del passaggio al nido o dalla madre per l’attacco al seno

17 All’atto della nascita
Valutazione delle capacità di autonomia. Prima assistenza. Ritmo cardiaco, primo vagito, colorito, motilità spontanea.

18 Giunti all’isola neonatale
Asciugare, aspirare, riscaldare. Valutazione del pianto e del colorito.

19 Al primo minuto Pulizia accurata delle prime vie aeree.
Assegnazione del primo punteggio APGAR

20 Il punteggio di APGAR I PARAMETRI: PIANTO RIFLESSI RITMO CARDIACO
COLORITO CORPO E ESTREMITA’ TONO MUSCOLARE

21 L’allattamento: domande frequenti
COME E’ FATTA UNA MAMMELLA? COME FUNZIONA UNA MAMMELLA? COME SI PRODUCE IL LATTE? QUALI SONO I TEMPI ED I MODI DELL’ALLATTAMENTO? POPPATE A RICHIESTA O AD ORARIO? MA AL BAMBINO CHE PRENDE IL LATTE DI MAMMA BISOGNA DARE ANCHE ACQUA?

22 Struttura della mammella

23

24 Lattazione Fatica Stress Ansia facilitazione inibizione prolattina
corteccia Ansia facilitazione inibizione prolattina ossitocina

25 Maturazione del latte 1° fase: COLOSTRO (denso, giallastro, cal/100 ml. Vit.A, Sali ++++, glucidi semplici, Ig) 2° fase: TRANSIZIONE (fluido, bianco-giallastro, 60 cal/100 ml, glucidi, grassi, Sali ++) 3° fase: MATURO (bianco, bifasico, cal/100ml, glucidi, grassi insaturi, Ig, lisozima, vitamine, aminoacidi liberi, EGF, Sali +0-)

26 Fasi della poppata Duttale: è il primo fluido che esce dal capezzolo. Ricco di acqua e zuccheri, Ig e Sali. Acinare: è l’ultimo fluido ad uscire ed è quello a più alto contenuto calorico. Contiene grassi e proteine in maggior misura. Tradizionalmente viene chiamato “calata”

27 Ma …. meglio ad orario o a richiesta?????
Se condotto razionalmente un allattamento a richiesta diviene automaticamente “ad orario” (il bambino rispetta pause dettate dal suo metabolismo) Se si lascia al bambino la facoltà di decidere quante volte poppare e quanto per volta, occorre sapere che questo alla lunga può essere gravoso per la nutrice (mancanza di sonno per poppate continue anche di notte). La scelta sta alla mamma …

28 E l’acqua??? Dissetare con acqua o tisane molto diluite è una buona norma a patto che lo si faccia: A) DILUENDO MOLTO B) NON FORZANDO C) SOMMINISTRANDO POCO PER VOLTA, PIU’ VOLTE AL GIORNO D) NON SUPERANDO IL 5% DEL PESO CORPOREO NELLE 24 ORE E) EVITANDO DI DARE LIQUIDI SE SI E’ TROPPO VICINI AD UNA POPPATA

29 Ma PERCHE’ dare liquidi diversi dal latte????
Il latte NON E’ un dissetante ma un ALIMENTO. L’acqua contenuta nel latte NON E’ libera ma è LEGATA A SALI, PROTEINE, GRASSI, ECC. (non è disponibile per l’idratazione) Un bambino che assume anche liquidi diversi dal latte (rispettando il fabbisogno e senza forzature) ha minore fermentazione intestinale, evacua con regolarità, piange e richiama meno spesso Nessuna preoccupazione per eventuali confusioni seno/biberon: non accade nulla se si è razionali

30 IL NOSTRO REPARTO La corsia La patol. Neonat. La culla da trasp.
La sala parto

31 LE ATTREZZATURE DI ASSISTENZA AL NEONATO
Monitor. Freq. Oss. ECG - P.A. Resp. Aut. Progr. Isola neonatale Assist. Resp. intensiva

32 E con questo … Concludo il mio intervento sperando di essere stato chiaro ed esauriente Vi auguro di ricordare l’esperienza del parto come la più bella e gratificante della vostra vita Mi rendo disponibile a chiarire ogni dubbio ed ogni punto oscuro sia qui ed ora, sia telefonicamente, se lo vorrete Aspetto di vedervi (se capiterà) prossimamente in Reparto, col vostro piccolo in braccio e con un bel sorriso di soddisfazione sul viso

33 Per chi volesse approfondire questi argomenti e molti altri:
Stefano Tasca “ALLATTAMENTO, SVEZZAMENTO E NUTRIZIONE DEL BAMBINO” Ed. Mammeonline 2006 (Euro 12,00) Stefano Tasca “PER I BAMBINI, CON I BAMBINI” Ed. Mammeonline 2005 (Euro 13,00) Forum pediatrico del sito: www. mammeonline.net

34 Un caro saluto Copyright © 2010 Stefano Tasca Riproduzione vietata


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