La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Agios Nikolaos, 07 dicembre 2007 Francesco Dr. Cufari Agenzia Regionale Servizi e Sviluppo Agricolo.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Agios Nikolaos, 07 dicembre 2007 Francesco Dr. Cufari Agenzia Regionale Servizi e Sviluppo Agricolo."— Transcript della presentazione:

1 Agios Nikolaos, 07 dicembre 2007 Francesco Dr. Cufari Agenzia Regionale Servizi e Sviluppo Agricolo

2 Coltivare secondo i metodi dellagricoltura biologica significa esaltare gli equilibri dellecosistema e la salubrità dei beni agroalimentari conseguenti, in modo così da garantire effetti positivi sul fronte ambientale e su quello sociale.

3 La coltivazione degli agrumi ed in particolare dei CLEMENTINI si sviluppa anche in alcune zone della parte centro- settentrionale della Calabria, di pertinenza del GAL VALLE del CRATI, situate nelle valli del Crati e dellEsaro, ed in particolare nei territori ricadenti nei comuni di Terranova da Sibari, Spezzano Albanese e San Lorenzo del Vallo, nonché nelle parti meno acclivi dei comuni di San Cosmo Albanese, San Giorgio Albanese e Vaccarizzo Albanese. Si tratta di areali, che pur essendo attigui alla Piana di Sibari, non risentono di quelle influenze negative tipiche di unagricoltura intensiva, ma che grazie alle caratteristiche di isolamento e naturalità dei territori rendono possibile un tipo di coltivazione a basso impatto ambientale senza alterare in maniera significativa le rese produttive.

4 Classificazione botanica delle CLEMENTINE. (W. Swingle) Famiglia: RUTACEE Sottofamiglia: AURANTIOIDEAE Gruppo: CITREAE Genere: CITRUS Sottogenere: EU CITRUS Specie: CITRUS RETICULATA Lorigine delle clementine appare incerta secondo il Trabut sono state ottenute in Algeria nel da Padre Clement Rodier (dal quale hanno tratto il nome) e sono un ibrido tra larancio amaro cv Granito ed il mandarino Comune. La sua vera diffusione in Italia è iniziata intorno al 1950.

5 Caratteristiche botaniche Sono alberi sempre verdi con apparato radicale espanso ma superficiale, il fusto è monocaule, la corteccia di colore grigio-verde di spessore limitato con sottilissime striature chiare, verticali. Le foglie sono poco espanse e di consistenza cuoiosa, con pochi stomi e aspetto lucido. I fiori (zagara) sono ermafroditi, si trovano solitari o riuniti in corimbi, con la corolla bianca, molto profumati e invitanti per i pronubi. La chioma in generale ha un aspetto globoso e rigoglioso ma di taglia più ridotta rispetto ad altri agrumi.

6 Il frutto è una bacca (Esperidio), lepicarpo (Flavedo) di colore arancione rossiccio si presenta ricco di vescichette contenente oli essenziali molto profumati e caratteristici, il mesocarpo (Albedo) di colore bianco con consistenza spugnosa e spessore variabile a seconda della maturazione e della Cultivar, flavedo e albedo insieme costituiscono la buccia. Lendocarpo (polpa) è rappresentata da un numero variabile di spicchi che prendono origine dai carpelli fiorali, ogni spicchio è costituito da peli ipertrofici tenuti insieme da una membrana (camicia dello spicchio), al centro troviamo la medula che tiene insieme i vari spicchi.

7 Questo frutto ha incontrato un sostanziale gradimento da parte dei consumatori che lo hanno preferito ai tradizionali mandarini. Il Clementine infatti risulta di grande pregio, perché, di colore arancio intenso, facilmente sbucciabile e senza semi, di sapore gradevole per un bilanciato rapporto zuccheri-acidi che lo rendono molto gradito anche ai bambini. ANALISI NUTRIZIONALE Umidità86,5 g% Grassi totali0,3 g % Proteine totali0,9 g% Carboidrati totali8,4 g% Zuccheri7,9 g% Fibre1,7 g% Sali minerali0,3 g% Valore energetico39,5 Kcal % Potassio210 mg% Riboflavina0,07 mg% Vitamina A18 mg% Vitamina C42 mg% Composizione per 100 g di parte edibile

8 Ambiente pedoclimatico Le Clementine si adattano benissimo al clima caldo e secco delle regioni meridionali, le condizioni di temperatura ottimale sono tra i 10 e i 30 °C, i danni si hanno con temperatura persistente per lunghi periodi al disotto dei 5 °C o al disopra dei 36°C. Molto dannose sono le gelate invernali, soprattutto quelle tardive alla ripresa vegetativa. La grandine solo raramente fa la sua comparsa, ma potenzialmente può provocare gravi danni, soprattutto nel periodo della fioritura e dallallegagione. I venti, provocano rotture dei rami, disseccamento dei fiori e dei giovani germogli. I clementineti sono protetti da frangivento vivi costituiti da file di piantine dolivo o a reti frangivento di nylon mantenute da pali alti fino a 6 m. I terreni preferiti dalle clementine sono quelli sabbiosi, sciolti, profondi, senza ristagno e con una buona struttura che consenta un sufficiente ricambio dellaria tellurica.

9 Forme dallevamento La potatura di produzione deve ottenere una buona areazione e illuminazione dellintera chioma anche nella parte interna. Una corretta potatura annuale permette di intervenire con piccoli tagli ben sopportati dalla pianta che né beneficia riducendo il fenomeno dellalternanza di produzione. La forma a globo è largamente la più usata, abbinata a sesti in quadrato 5x5 o 6x6. Gli interventi di potatura nei primi anni dimpianto devono essere ridotti, in modo da permettere un rapido equilibrio tra il carbonio organicato è lazoto assorbito.

10 Gestione nutrizionale I prodotti utilizzabili per la fertilizzazione degli agrumeti devono essere quelli riportati dagli allegati del Regolamento comunitario 2092/91 e successive modifiche e integrazioni, ma anche autorizzati alluso dagli Organismi di Controllo. Prima però di utilizzare prodotti ammendanti, concimi organici, organo-minerali e minerali è buona regola effettuare la cosiddetta concimazione verde o sovescio. Questa si effettua coltivando o gestendo una specie o un miscuglio di specie durante parte dellanno. Queste sono poi interrate in occasione di una lavorazione del terreno. Quando non è possibile effettuare il totale reintegro della materia organica attraverso la concimazione verde o linterramento dei residui colturali, è necessario far ricorso agli ammendanti e ai concimi organici, organo minerali e minerali. Sono questi prodotti di origine animale vegetale: sangue, cascami di lana, epiteli, letami, panelli e borlande, o di origine minerale: solfati di potassio, fosfato naturale tenero, microelementi, e come correttivi zolfo e gesso. Molto importate in agrumicoltura è la possibilità di poter effettuare somministrazioni integrative di nutrienti attraverso la concimazione fogliare e la fertirrigazione quando le esigenze della pianta si fanno più marcate o in momenti in cui si dovesse verificare uno stress biologico. I prodotti impiegabili devono essere solubili o sospendibili in acqua. Normalmente si impiegano prodotti a base di carniccio, epitelio animale idrolizzato, sangue secco, borlanda, solfati di potassio e microelementi, fosfato naturale tenero e chelati.

11 Gestione idrica Le piogge annuali (concentrate in autunno-inverno) dei nostri ambienti non bastano a soddisfare i fabbisogni idrici degli agrumi. Quindi, è indispensabile, nei periodi primaverili-autunnali, somministrare alle piante irrigazioni costanti ed adeguate alletà, allo sviluppo vegetativo e alla capacità produttiva. Il fabbisogno irriguo varia tra i e i mc/ha, e molto importante è la scelta del metodo di distribuzione dellacqua: si consigliano sistemi che localizzano la distribuzione dellacqua, come la cosiddetta microirrigazione.

12 Gestione del terreno I più importanti obiettivi che si vogliono perseguire mediante la gestione del terreno sono: controllare la competizione per acqua ed elementi nutritivi fra flora infestante e agrumi; preservare le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del terreno; non alterare lequilibrio allinterno dellagroecosistema. In agrumicoltura biologica tra i metodi di gestione del terreno possiamo adottare: lavorazioni meccaniche; inerbimento naturale o artificiale;

13 Difesa Le produzioni agrumicole possono essere danneggiate da parassiti vegetali e animali; è quindi molto importante conoscere i sintomi per poter effettuare una diagnosi precoce, la biologia ed epidemiologia per sapere quando e dove colpirli e, infine, i mezzi di lotta più idonei per intervenire con un impatto ambientale ridotto. Comunque una strategia valida per tutte le malattie è creare un ambiente sfavorevole allo sviluppo dei patogeni e favorevole allincremento della resistenza della pianta. Per far ciò molto importante e che le pratiche colturali siano eseguite in modo opportuno.

14 Difesa Lavorazioni: la trinciatura delle infestanti offre la possibilità di lasciare biomassa erbacea che può ospitare entomofauna utile o agevolare lattività delle api. Da evitare luso ripetuto di frese che possono creare suole di lavorazione e accentuare ristagni idrici provocando le condizioni di sviluppo di malattie al colletto e alle radici. Concimazioni: fertilizzazioni equilibrate rendono le piante più sane. Irrigazioni: se in eccesso creano squilibri nutrizionali e idrici che rendono le piante più sensibili. Sovesci: le coperture vegetali possono ospitare un gran numero di insetti utili mentre alcune hanno effetto allelopatico. Potatura: una migliore areazione della chioma è generalmente sfavorevole dei patogeni. Siepi: rappresentano delle nicchie ecologiche importantissime per gli organismi utili ed inoltre, come frangivento, possono contribuire a ridurre i danni creati dalle avversità climatiche come il vento forte e freddo.

15 La raccolta delle clementine è effettuata in periodi diversi secondo la specie ma è, in ogni caso, concentrata tra ottobre e dicembre. La raccolta deve essere effettuata con la massima cura; tale operazione è eseguita da operai specializzati che, con lausilio di apposite forbicine, operano il taglio del peduncolo dellagrume. Il prodotto, raccolto con più passaggi in campo, viene depositato sia in casse che in bins e infine portato nei centri di raccolta.

16 Le clementine vengono immerse in vasche di lavaggio e successivamente trattate con spazzole di diversa durezza per asportare la fumaggine. Le clementine in uscita dal lavaggio proseguono nella linea di lavorazione con la selezione e la calibratura. In funzione del calibro, le clementine vengono convogliate su diverse linee per essere confezionate nella maniera più conveniente. Gli imballaggi vengono infine etichettati con le indicazioni previste dalla legge e richieste dal cliente. I prodotti confezionati negli imballaggi vengono disposti su pallets e successivamente pesati.

17 Qualità di prodotto… Per i consumatori… Per i consumatori… è linsieme delle aspettative che si attendono da un prodotto alimentare è linsieme delle aspettative che si attendono da un prodotto alimentare potrebbe identificare unarea in cui le produzioni sono ottenute secondo standard ben definiti e nel rispetto di requisiti minimi relativi agli ambienti produttivi, alle specifiche di prodotto e di processo, alle norme relative al personale potrebbe identificare unarea in cui le produzioni sono ottenute secondo standard ben definiti e nel rispetto di requisiti minimi relativi agli ambienti produttivi, alle specifiche di prodotto e di processo, alle norme relative al personale

18 Qualità di prodotto… La qualità è tutto ciò che si riesce a vendere….. La qualità può essere cose molto diverse e vi sono diversi segmenti di mercato a seconda delle esigenze dei consumatori. La qualità può essere cose molto diverse e vi sono diversi segmenti di mercato a seconda delle esigenze dei consumatori. La qualità prodotta dalle singole imprese fa riferimento ad un preciso target di consumatori e non a tutto il mercato! La qualità prodotta dalle singole imprese fa riferimento ad un preciso target di consumatori e non a tutto il mercato! Nota bene: stiamo trattando la qualità non solo in termini di stiamo trattando la qualità non solo in termini di differenziazione produttiva ossia stiamo trattando non solo una qualità oggettiva (assenza di difetti, pezzatura, colore, sapore,…) bensì unaltra dimensione del problema qualità legato allaspetto non produttivo ma commerciale legato allaspetto non produttivo ma commerciale

19 Regolamento UE per lagricoltura biologica: interessa i prodotti derivati da agricoltura che vieta luso di prodotti chimici di sintesi.lagricoltura biologica Regolamento CE 2081/92: istituisce DOP e IGP, marchi collettivi comunitari che identificano un prodotto agricolo o alimentare per la sua origine geografica. Non è unattestazione di conformità qualitativa, bensì il conferimento della protezione, da parte della UE, nei confronti delle usurpazioni del nome finalizzate a sfruttare la rinomanza di cui il prodotto gode presso il consumatore.IGP Norme, certificazioni, protocolli…

20 Reg. UE per la rintracciabilità in materia di sicurezza alimentare (n° 178/02): nato per garantire al consumatore la conoscenza del percorso compiuto nello spazio e nel tempo da un prodotto alimentare dallorigine fino al consumo finale. Norme, certificazioni, protocolli…

21 GRAZIEPERLATTENZIONE Cufari Francesco

22

23

24 È previsto il rispetto di un disciplinare di produzione nel quale sono definiti areale e metodi produttivi. disciplinare di produzione Il controllo è svolto da Organismi, pubblici o privati, autorizzati dal MIPAF e quindi sottoposti da questultimo a vigilanza Il termine IGP serve a designare un prodotto agricolo o alimentare originario di un luogo determinato in cui non necessariamente tutte le fasi di ottenimento avvengono in tale zona

25 Il disciplinare di produzione riporta un insieme di norme e prassi operative che il produttore deve rispettare relativamente al nome del prodotto agricolo o alimentare, alla descrizione del prodotto, indicando le materie prime, le principali caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche ed organolettiche. Viene indicata la zona geografica di produzione, gli aspetti che comprovano il legame del prodotto con tale zona, il metodo di ottenimento del prodotto e gli eventuali metodi locali che comprovano il legame o lorigine con lambiente geografico.

26 Le clementine di Calabria IGP sono garantite dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ai sensi dellarticolo 10 del Reg. CE 510/06. Per valorizzarle e tutelarle è stato istituito il Consorzio di tutela del marchio IGP che per statuto ha il compito di difendere e promuovere il prodotto.

27

28

29

30

31

32


Scaricare ppt "Agios Nikolaos, 07 dicembre 2007 Francesco Dr. Cufari Agenzia Regionale Servizi e Sviluppo Agricolo."

Presentazioni simili


Annunci Google