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CARLO SCARPA E IL CASTELVECCHIO – VERONA

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Presentazione sul tema: "CARLO SCARPA E IL CASTELVECCHIO – VERONA"— Transcript della presentazione:

1 CARLO SCARPA E IL CASTELVECCHIO – VERONA
LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini

2 CASTELVECCHIO – VERONA INQUADRAMENTO URBANISTICO
Il complesso edilizio di Castelvecchio si trova a Verona lungo le sponde dell’Adige, sulla vecchia cinta muraria, in una posizione strategica escogitata dagli Scaligeri per difendersi dalle crescenti ribellioni interne della città. LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini Pianta del centro di Verona che illustra il tracciato approssimativo dei tre sistemi di fortificazione: (a) mura romane, (b) mura comunali del XII secolo, © parte delle mura scaligere del XIV secolo, (d) Castelvecchio, (e) l’Arena.

3 CASTELVECCHIO – VERONA INQUADRAMENTO STORICO
- Costruito tra il 1354 e il 1356 come difesa sia dalle invasioni che dalle ribellioni popolari. -Dal 1404 la città divenne territorio della Repubblica di Venezia Con l’epoca napoleonica si avviò la costruzione di una caserma lungo i 3 lati della piazza d’armi ma furono edificati solo il lato costeggiante il fiume e quello verso il palazzo Canossa tra il 1801 e il 1806 e furono mozzate le torri. 1923 ci fu un cambiamento strutturale e trasformazione in un museo a cura di Antonio Avena e l’architetto Ferdinando Forlati. -A partire dal 1925 il castello divenne sede museale dove trovarono sistemazione collezioni d’arte. Fu un restauro in stile medievale: le torri furono rialzate, i camminamenti di ronda ripristinati e gli interni nuovamente decorati. NUCLEO DI DESTRA : cortile maggiore e piazza d’armi. NUCLEO DI SINISTRA : reggia scaligera, doppia cinta muraria. NUCLEO CENTRALE : Torre del Mastio (1375),accesso al Ponte Scaligero sull’Adige. 3 2 1 LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini SOPRA:Pianta di Castelvecchio del Il cortile maggiore è aperto sull’Adige e, nell’angolo sud ovest, è ancora presente la chiesa si S.Marino in Aquaro. Si vede una traccia dell’Arco dei Gavi nella collocazione originaria accanto alla Torre dell’orologio. A LATO: immagine storica di castelvecchio nel suo contesto

4 CASTELVECCHIO – VERONA L’IDEOLOGIA DI RESTAURO
Sotto la direzione di Licisco Magagnato, a partire dal 1956, venne progettato una nuova sistemazione dell’intero edificio per rivalutarne il patrimonio storico e artistico. Magagnato si affidò per la ristrutturazione del museo a Carlo Scarpa che aveva già allestito musei. Ci fu perfetta armonia e unità tra committente e architetto. Ai due fu data carta bianca su come intervenire poichè c’era completa fiducia nei progettisti. Nel preventivo erano previsti: 20 milioni per la mostra e la porta del Morbio, 35 milioni per la galleria e alcune demolizioni, 15 milioni per gli scavi e 150 milioni per il resto dei lavori. Regolamenti e burocrazie impongono di imitare gli stili degli antichi I tempi e i finanziamenti si dimostrarono molto flessibili: il progetto aveva precedenza assoluta su tutto il resto. CARLO SCARPA Il problema dei materiali storici è una questione che mi ha sempre preoccupato […]. Costoro che ti ordinano di imitare gli stili delle finestre antiche dimenticano che sono il prodotto di altri materiali, altri stili e altri modi di fare finestre. Inoltre simili imitazioni risultano sempre meschine. William MORRIS Riteneva importantissima la chiarezza storica, ovvero ripulire l’edificio dalle decorazioni falso storiche e riportare alla luce i vari strati storici. in quanto riteneva che l’imitazione di un edificio storico fosse un imbroglio. continuatore della storia più che un restauratore. LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini Riportare alla luce la storia Ripulire l’edificio dai falsi storici separando l’intreccio delle varie epoche rivelando le fasi della sua espansione “Gli edifici che cercano di imitare appaiono come degli impostori, e in realtà lo sono. “ (Carlo Scarpa) Continuare la tradizioni Essere dentro la tradizione, ma senza fare capitelli o le colonne, perché non si possono più fare….come si possono affermare certe cose se non si è educati? Educati come dice foscolo alle istorie, cioè a una vasta conoscenza? Se non vi è educazione al passato? Conservare anziché restaurare Meglio riparare i frammenti che ricostruire. C’è sempre possibilità di coesistenza tra i periodi storici diversi: la giustapposizione non è mai arbitraria ma è sempre reciprocamente vantaggiosa.

5 DAL RESTAURO AL PROGETTO :
CASTELVECCHIO – VERONA IDEOLOGIA DI RESTAURO “a Castelvecchio tutto era falso” “Non può essere, è finito. Credono si possa fare lo stesso tipo di lavoro, e nello stesso spirito dei nostri predecessori mentre in meglio o in peggio siamo cambiati completamente e non possiamo più operare nel modo in cui operavano loro. (…) siamo cambiati in maniera drastica ; è con questi cambiamenti che abbiamo stabilito la nostra posizione come continuatori della storia. “ (William Morris) DAL RESTAURO AL PROGETTO : Scarpa si pone come un archeologo che sceglie cosa demolire e cosa salvare perché l’edificio venga letto nella sua vera natura “Il metodo del restauro critico distingue nettamente tra antico e moderno, l’antico viene rigorosamente rispettato e portato in luce (…); il moderno viene inserito quando vi sia necessità di completare le parti restituite da nuove funzioni nell’uso del linguaggio architettonico del nostro tempo “ (Licisco Magnato) Tutto il lavoro di Avena fu distrutto. Il rifacimento della facciata sul cortile, la finestre e le aperture simmetriche con l’entrata della loggia al centro, il cortile trasformato in giardino all’italiana, le false decorazioni in stile e i percorsi furono totalmente rivisitati. LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini Chiarezza storica Rendere la storia visibile attraverso la coesistenza di frammenti di costruzione stratificati. L’ edificio stesso diventa un grandioso reperto. Ripulire l’edificio dalle decorazioni falso storiche Ho deciso di adottare alcuni valori ascendenti per rompere l’innaturale simmetria: lo richiedeva il gotico e il gotico, soprattutto a Venezia non è molto simmetrico. Scarpa rompe la falsa simmetria con stratagemmi che la disturbassero. Fonte creativa della città di Venezia, città che ha un vivo amore per l’artigianato. Tema dell’acqua che evidenzia e segna il movimento del tempo. Il contrasto nuovo-vecchio è enfatizzato dal cambio di direzione della linee direttrici, dall’accostamento di materiali e sovrapposizioni.

6 CASTELVECCHIO – VERONA L’ALLESTIMENTO MUSEALE
Il progetto di Carlo Scarpa viene calibrato di volta in volta alla luce delle scoperte archeologiche, scarpa cerca come un archeologo di mettere a nudo le costruzioni originarie per ricostruire la struttura del castello. per fare questo deve distruggere le successive costruzioni stratificate sulla struttura originaria. scarpa elimina ogni traccia del restauro di avena in modo radicale in quanto i suoi interventi avevano allontanato il castello dalle sue forme originarie. I nuovi materiali vengono perforati perché si riveli la superficie sottostante. Tutte le simmetrie forzate e false vengono rotte. LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini Il restauro venne impostato in sintonia con le teorie del restauro del dopoguerra: le opere d’arte sono presentate scenograficamente e hanno un posto unico e permanente, dettano gli spazi e le proporzioni. Museo democratico: il visitatore comunica con l’opera attraverso il percorso. Come nella cultura giapponese scarpa offre al visitatore un frammento di oggetto invitandolo a proseguire nella scoperta.

7 CASTELVECCHIO – VERONA GLI SCHIZZI DI CARLO SCARPA
Scarpa disegnava per costruire. In loco elaborava gli schizzi che consegnava direttamente agli artigiani. I suoi elaborati rivelano: ossessione per i materiali la costruzione - gli effetti di luce e di texture l’assemblaggio tridimensionale degli oggetti. Scarpa si avvaleva della collaborazione del geometra Angelo Rudella che trasformava i suoi disegni in esecutivi. LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini “Voglio vedere le cose. Non mi fido di nient’altro. Le metto su carta, davanti a me, in modo da poterle vedere. Debbo vedere quindi disegno. Posso vedere un immagine solo se la disegno.”

8 CASTELVECCHIO – VERONA L’ARTICOLAZIONE DEGLI SPAZI
Corso castelvecchio Vallo esterno Piazzetta arco dei Gavi Fiume Adige Ponte scaligero Reggia Strada di accesso al ponte Torre dell’orologio Nuova passerella Vallo interno Entrata principale Area di san Martino in Aquaro Parcheggio Siepi parallele Prato del cortile maggiore Entrata sala Boggian non in uso Entrata sala Boggian Uffici del museo Uffici del direttore Centrale termica Entrata Biblioteca Torre Galleria delle sculture Sacello Terrazza esterna Spazio di Cangrande Cortile della reggia Scala del cortile Torre del mastio Passerella Pinacoteca pinacoteca Passerella coperta Scale Camminamenti merlati Galleria superiore Sala Avena Scala d’uscita Sala Boggian LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini

9 CASTELVECCHIO – VERONA IL progetto di restauro
IL CORTILE MAGGIORE il proposito era ristabilirne i confini originari: Inserì due siepi parallele e un muretto di calcestruzzo per proteggere il mondo della galleria dalla città. Dedicò molta cura al motivo della pavimentazione. la sala d’ ingresso Le porte di entrata e di uscita sono separate da un muretto intonacato che svolta ad angolo alle due estremità L’entrata viene spostata dalla campata centrale a una laterale in modo da eliminare ogni influenza simmetrica sul cortile. LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini La galleria delle sculutre proposito di creare una forte prospettiva con le sei aperture ad arco allineate sullo stesso asse. Due interventi: le aperture della facciata sul cortile e la posa di una nuova pavimentazione in calcestruzzo. I soffitti vennero demoliti e ridisegnati e le sculture vennero ricollocate su nuove basi.In ognuna delle sale il soffitto è formato da una crocera in cemento armato e quattro riquadri intonacati che enfatizzano la natura pubblica dello spazio. scabrosita’ dei muri di intonaco grezzo originari disegni rigorosamente ortogonali in contrasto con l’irregolarità delle stanze

10 CASTELVECCHIO – VERONA Le facciate
LA FACCIATA NORD Scarpa non esitò a proporre demolizioni sostanziali laddove queste davano un immagine falsificata del fabbricato. Nel suo complesso la facciata viene alterata da alcuni stratagemmi: demolizione dell’ultima campata della galleria occidentale, riposizionamento dell’entrata, inserimento di una quinta indipendente in modo che questa appaia sottile e evanescente con collegamenti tra esterno e interno. LA FACCIATA ORIENTALE Al piano terra si trovano gli uffici, mentre al primo piano è situata la sala Boggian, che dopo i restauri del dopoguerra era adibita a sala da concerto. In realtà divenne una sala per esposizioni temporanee. Scarpa progettò i serramenti e riorganizzò i percorsi di entrata e uscita. LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini

11 CASTELVECCHIO – VERONA il sacello e la passerella sul vallo
L’interno del sacello è progettato da scarpa per valorizzare gli oggetti esposti, gli effetti di luce e l’intimità dello spazio. LA BIBLIOTECA Per un’adeguata illuminazione scarpa attua una demolizione creativa separando la torre dal muro, evidenziando i connotati delle due strutture. LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini LA PASSERELLA SUL VALLO La soluzione della passerella ha l’effetto di drammatizzare la verticalità dello spazio, creando giochi di luci e ombre. La sua posizione orientata a 45° rispetto all’ortogonale identifica l’aprirsi dello spazio verso sud-ovest e diversi livelli di quota.

12 CASTELVECCHIO – VERONA LA STATUA,la torre,la porta, la copertura
TORRE DEL MASTIO Scarpa riaprì l’entrata al pianterreno, collegò le diverse quote con una scala staccata dalle pareti circostanti e praticò dei tagli longitudinali nelle pareti circostanti in mattoni. PORTA DEL MORBIO l’antica porta comunale. Lo scavo e la parziale ripavimentazione di questo spazio costituirono la prima fase dei lavori. LA COPERTURA È l’intervento più straordinario del progetto perché è staccata dal muro comunale e segue un profilo irregolare. LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini LA STATUA Scarpa dovette conciliare tre aspetti: La collocazione esterna della statua, la sua protezione dalle intemperie e la sua posizione privilegiata nel contesto. Disegno di John Ruskin, 1852

13 CASTELVECCHIO – VERONA GLI ESITI DEL PROGETTO
La città di Verona appoggiò il progetto: furono pubblicati pochi articoli che ne criticassero l’esito. Tra queste una definiva i lavori “un’orgia di acciaio e cemento” La sistemazione compiuta da Scarpa muove da concezione opposta a quella di Forlati: non recuperare nostalgicamente un passato perduto per sempre, ma adeguare al presente l'antica struttura, ricomponendo in un tutto armonico la struttura della fortezza trecentesca e la visione delle opere d'arte. Un museo, dunque, con un duplice percorso integrato: l'uno attraverso i segni stratificati del passato, l'altro nel mondo dell'arte. La storia del castello è esaltata con stacchi o fusioni, con superfici e materiali diversi che aprono squarci su epoche lontane. L 'intervento di Carlo Scarpa non si è concluso nel museo come "contenitore", ma è continuato all'esterno, verso il giardino, il fiume e la città (Mariagrazia Raffaele, Castelvecchio, la fortezza-museo ricostruita due volte). (http://www.fieradiverona.it/verona/castelli_page.htm) “…Castelvechio è un intervento su una struttura storica, uno dei numerosi progetti di questo tipo ma senza dubbio il più grande, il più complesso e il più didattico tra tutti…” (arrigo rudi , Carlo scarpa e Castelvecchio, Arsenale Editrice, Venezia 1991) L’opinione pubblica, che non trovò espressione sulla stampa, non fu favorevole all’intervento per la sua radicalità che aveva eliminato le decorazioni interne e il suo stile da “caffè veneziano”. “Il restauro del museo di castelvecchio è stato da modello per sistemazioni museografiche dei più significativi musei italiani” ( LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini Nella sua critica rivolta a Scarpa nel 1982, Tafuri vide l’architetto “rinchiuso […] in un cerchio magico […] insieme ai propri codici”, mentre il suo amico e committente Licisco Magagnato nello stesso anno ricordava che “il filo del discorso di Carlo Scarpa è […] così unitario in tutto il complesso lavoro da costituire […] un’inconfondibile impronta”. Per chi lavorò con Scarpa, i suoi “codici” si riferivano più agli assaggi fatti nel mondo che a significati ermetici perché, in fin dei conti, fu proprio l’architettura a farsi cifra del mondo. (www.kataweb.it) “Castelvecchio rappresenta una pietra miliare nel campo della progettazione museale e costituisce un intervento architettonico volutamente teso a creare spazi e relazioni che valorizzano le opere esposte e incoraggiano il visitatore ad apprezzarle a fondo: tanto le opere quanto il visitatore mantengono così la propria individualità.” (Richard Murphy , Carlo scarpa e Castelvecchio, Arsenale Editrice, Venezia 1991)

14 CASTELVECCHIO – VERONA BIBLIOGRAFIA
Richard murphy , Carlo scarpa e Castelvecchio, Arsenale Editrice, Venezia 1991 aa.vv, l’opera di carlo scarpa e il museo di castelvecchio a verona, domus 369 pg Lucia finelli, carlo scarpa,tra storia e mito, edizioni kappa, verona 2004. SITI INTERNET LAB. DI RESTAURO PROF. S.MUSSO Aa 06/07 STUDENTI: T.Bozano C.Cecconi L.Gasparini


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