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CRES – CLIMARESILIENTI Buone pratiche nella Scuola, introduzione allaudit energetico delledificio e definizione degli interventi attraverso le esperienze.

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Presentazione sul tema: "CRES – CLIMARESILIENTI Buone pratiche nella Scuola, introduzione allaudit energetico delledificio e definizione degli interventi attraverso le esperienze."— Transcript della presentazione:

1 CRES – CLIMARESILIENTI Buone pratiche nella Scuola, introduzione allaudit energetico delledificio e definizione degli interventi attraverso le esperienze del programma Scuole per Kyoto Scuole

2 2 Kyoto Club Il Kyoto Club è un'organizzazione no-profit, nata nel 1999, costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto e quelli al 2020 resi obbligatori con il pacchetto europeo clima-energia. Kyoto Club promuove quindi iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione nei campi dellefficienza energetica, dellutilizzo delle rinnovabili e della mobilità sostenibile. Inoltre, in qualità di interlocutore di decisori pubblici, Kyoto Club si impegna a stimolare proposte e politiche di intervento mirate e incisive nel settore energetico-ambientale.

3 3 Kyoto Club – Attività Corsi di formazione rivolti a professionisti, operatori del settore, amministratori pubblici, sui temi più attuali del contesto energetico- ambientale; Workshop, convegni, seminari normativi e tecnologici di aggiornamento con esperti del settore e in collaborazione scientifica a eventi fieristici di settore; Comunicazione e informazione attraverso il sito dellassociazione Kyotoclub.org, la Newsletter on line KyotoClubNews, la rivista bimestrale QualEnergia e il portale Qualenergia.it; Documenti e position paper curati dallAssociazione e dai Gruppi di Lavoro; Campagne e progetti: Campagna di sensibilizzazione su Solare e Risparmio Energetico nellEdilizia Pubblica; Enti locali per Kyoto; Parchi per Kyoto; Scuole per Kyoto; CRES-climaresilienti; I Gruppi di lavoro tematici: Agricoltura e foreste; Efficienza energetica; Finanza; Fonti rinnovabili; Meccanismi flessibili; Mobilità sostenibile; Protocollo di Kyoto ed Enti locali; Recupero e riciclo; Università ed Enti di ricerca.

4 CRES-Climaresilienti CRES: è un percorso educativo allo sviluppo sostenibile per studenti, docenti e tecnici di Comuni e Province CRES: è un percorso storico sulle principali opere energetiche ed ambientali realizzate localmente dal 1861 ad oggi come punto di partenza per un viaggio, nella storia del nostro Paese, finalizzato alla costruzione di un futuro migliore e conciliante con la natura. CRES: è costruito sulla pratica della resilienza, la capacità del sistema socio-ecologico di saper far fronte agli shock climatici ed economici (mitigazione) e di saper ricostruire e rinnovare il sistema stesso in sintonia con la natura (adattamento), senza danneggiare ulteriormente lecosistema e la biosfera in cui viviamo, attuando, dove possibile, interventi di ri-naturalizzazione, efficienza energetica e sostenibilità.

5 Mitigazione Mitigazione dei cambiamenti climatici tutte le azioni volte a ridurre la concentrazione di gas climalteranti in atmosfera. Tali azioni mirano a ridurre le fonti di emissione (le CAUSE del cambiamento climatico) e ad aumentare lo stoccaggio della CO 2 prodotta attraverso i Carbon sinks (sistemi naturali o artificiali che assorbono e trattengono CO 2, sottraendola allatmosfera). Le azioni di mitigazione mirano a rallentare i cambiamenti climatici riducendo o eliminando i fattori antropici (emissioni) che lo provocano. Il protocollo di Kyoto è un esempio di politica di mitigazione. Lapplicazione delle fonti rinnovabili e il miglioramento dellefficienza energetica sono altri esempi di interventi di mitigazione. Fonte:

6 Adattamento Adattamento ai cambiamenti climatici sono tutte le azioni volte a ridurre gli EFFETTI del cambiamento climatico, sono quindi piani e interventi volti a preparare il territorio agli impatti dovuti allalterazione del clima, tendono a ridurre la vulnerabilità territoriale, e minimizzare i danni sociali ed economici. Per poter attuare delle azioni di adattamento è necessario studiare le caratteristiche dei luoghi (monitoraggio, simulazioni, scenari), conoscerne i rischi e valutare i possibili impatti. Fonte: Adattamento in Biston betularia Un tetto verde, esempio di Adattamento e mitigazione Fonte: daku.it

7 Mitigazione e Adattamento una azione integrata ! Gli effetti delle politiche di mitigazione sul clima si manifestano solo a lungo termine. Anche attuando dei tagli drastici nelle emissioni di gas serra, il meccanismo di alterazione climatica è già innescato e passerebbero decenni prima che si inverta il processo e che si vada verso unattenuazione delleffetto serra non naturale. Quindi, nel frattempo siamo comunque esposti alle variazioni climatiche in corso. È dunque indispensabile che si mettano in atto delle strategie di adattamento per poter arginare i danni. Allo stesso tempo, però, le sole politiche di adattamento non garantiscono una protezione dai danni climatici, anche perché difficilmente è possibile adattarsi a tutti gli eventi e gli impatti previsti. Se non si intraprendono politiche di mitigazione, che agiscano sulle cause dei danni, il clima rischia di continuare a variare in modi imprevedibili, vanificando e neutralizzando qualsiasi tentativo di adattamento. Quindi ? CRES! Fonte:

8 CRES-Climaresilienti CRES: è rivolto a studenti e docenti e tecnici delle istituzioni locali, geograficamente selezionate in base alle caratteristiche ambientali, climatiche ed economiche dei loro territori, per favorire la sussidiarietà delle conoscenze e promuovere le collaborazioni tra territori vicini. CRES: coinvolge 15 Regioni - 30 Province Comuni Scuole medie e superiori suddivise in cinque macro - aree regionali: ALPI-ADRIA (Venezia e Vicenza, Pordenone e Udine, Bologna e Reggio Emilia); ALPI-TIRRENIO (Novara e Torino, Savona e Genova, Grosseto e Massa Carrara); CENTRO (Rieti e Roma, Ancona e Macerata, Perugia e Terni, LAquila e Pescara); SUD (Matera e Potenza, Napoli e Salerno, Bari e Lecce); ISOLE (Messina e Palermo, Cagliari e Sassari).

9 CRES-Climaresilienti: il percorso(1) Incontro introduttivo con Resp. Area Ambiente, Energia e Panificazione Territoriale e Docente Resp. Scuole Seminario tecnico: preparazione resp. e docenti ( Day 0) Kick-off Event Cambiamenti Climatici e Adattamento – Il ruolo delle Scuole e degli Enti locali SCUOLE Teatro Comunale - 2 teatri sul territorio per studenti ( Day 1) ENTI LOCALI Sala consigliare Provincia – 2 Sale sul territorio per tecnici ( Day 2) Workshop Mitigazione: Intro Energie Rinnovabili Efficienza Energetica Eco-Mafie Workshop Reti Efficienti (Mitigazione): Energie Rinnovabili Efficienza Energetica Mobilità Sostenibile Rifiuti 1°

10 CRES-Climaresilienti: il percorso(2) Good Example Nelle scuole Impostazione lavoro per Scuole per Kyoto – Come fare un audit energetico, definizione degli interventi Evento Conclusivo Presentazione risultati, Studenti con Tecnici presentano le loro proposte ai Sindaci e al Presidente della Provincia – Si richiede ladesione al Patto dei Sindaci Good Example Presentazione lavoro enti efficienti e simulazione assistita di un intervento energetico e di pianificazione territoriale Workshop Adattamento&Resilienza: Resilienza Parchi, Fiumi, Dissesto Idro-Geologico Workshop Pianificare il futuro (Adattamento): Resilienza Pianificazione territoriale Parchi Naturali e Aree Verdi La gestione delle acque 2° 3°

11 Climaresilienti.it è lo strumento multimediale realizzato da Kyoto Club per CRES, con lobiettivo di fornire un valido supporto in tutte le fasi di attività e di divulgazione delle buone pratiche Sezioni: Scuole, Enti Locali, Eventi, Multimedia, Articoli, Segnala,….

12 12 CRES e Scuole per Kyoto CRES si avvale dellesperienza maturata dal programma Scuole per Kyoto di Kyoto Club che nasce dallesigenza di ridurre gli altissimi consumi energetici degli edifici scolastici coniugando la sensibilizzazione e la formazione degli studenti sui temi dellefficienza energetica con una effettiva riduzione dei consumi e delle emissioni attraverso un approccio Bottom-up. Scuole per Kyoto prevede che le classi, sotto la guida dei propri docenti e con il supporto d Kyoto Club, affrontino lanalisi energetica della scuola, identifichino le migliori soluzioni per il miglioramento dellefficienza energetica e linstallazione di tecnologie solari sullinvolucro e sviluppino una proposta tecnico-economica di intervento. CRES prevede di accompagnare i docenti nel percorso didattico illustrando le buone pratiche adottabili negli edifici scolastici.

13 13 Perché le Scuole? Riduzione dellimpatto ambientale nelle scuole; Attivazione di programmi didattici utili a indirizzare le nuove generazioni ai principi della sostenibilità ambientale nei settori: energetico e nelledilizia, nella mobilità sostenibile, nei rifiuti e nella tutela del proprio territorio; Formazione di professionalità per rispondere alle sfide che il settore deve affrontare nella transizione verso la generazione distribuita e una maggiore efficienza energetica, e nella tutela del territorio; Sensibilizzazione dei docenti e degli studenti alle tematiche ambientali, del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili. CRES e le Scuole

14 14 CRES: Perché le Scuole? Le scuole rappresentano di gran lunga la fetta più consistente dei consumi energetici delledilizia pubblica (in Italia: oltre scuole di cui pubbliche) in questo ambito è possibile attuare grandi riduzioni di consumi ed emissioni. Le scuole rappresentano il miglior ambito per realizzare programmi di promozione della sostenibilità ambientale in quanto coinvolgono docenti, studenti e famiglie. Numero di scuole per grado (circa scuole di cui pubbliche) Fonte Enea - Fire

15 15 Le novità legislative a livello europeo, nazionale e regionale hanno finalmente cambiato il quadro normativo dando un impulso enorme alla generazione distribuita e al risparmio energetico, i cambiamenti climatici in atto rendono più che urgente la presa di coscienza delle persone per lattuazione di interventi di mitigazione e adattamento. I consumi energetici complessivi delle scuole italiane si aggirano attorno ad 1 milione di TEP*anno di cui il 70% per riscaldamento e il 30% per energia elettrica; le scuole secondarie rappresentano il 48% circa dei consumi complessivi. Consumi energetici (consumi totali pari a circa TEP) I Consumi e le Emissioni degli edifici scolastici *Tonnellate Equivalenti di Petrolio Fonte Enea - Fire Lemissione media di anidride carbonica per scuola superiore in Italia è pari a circa 85 tonn CO2/anno. La FIRE (1) ha identificato un potenziale di riduzione dei consumi energetici nelle scuole italiane che stima in circa il 20% dei consumi energetici complessivi attraverso interventi a basso e bassissimo costo. (1)Federazione Italiana per luso Razionale dellEnergia

16 16 VIDEO

17 17 Le Scuole sono state costruite per la maggior parte durante il periodo in assenza di norme sul risparmio energetico degli edifici, negli anni successivi, i criteri da rispettare erano dettati dalla legge 373/76 con limiti assolutamente insufficienti per i giorni nostri, La prima legge che si occupa di efficienza energetica è la legge 10/91 (obbligo di integrazione di risparmio energetico e di fonti rinnovabili negli edifici pubblici) quasi completamente ignorata per totale assenza di sanzioni e controlli, Ultimi interventi legislativi D.Lgs. 192/05 integrato dal D.Lgs. 311/06 e le Finanziarie 07 e 08 e successive, hanno cambiato il quadro normativo dando un impulso enorme alla generazione distribuita e al risparmio energetico: opportunità di lavoro per gli installatori e professionisti di oggi e domani. Le Norme

18 18 Fonti rinnovabili Impianti efficienti 1 1 (fonte immagine: Certificazione Energetica A.C.E Involucro efficiente Le Norme D.Lgs. 192/05 integrato dal D.Lgs. 311/06, hanno recepito la Direttiva Europea 91/CE/2002, impongono limiti di consumo energetico degli edifici e la certificazione del loro consumo. 4 4

19 19 DLgs n.311 del 29 dicembre 2006 Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico in edilizia. Obblighi per le costruzioni nuove: 1.Entro un anno dalla entrata in vigore, gli edifici di nuova costruzione siano dotati di un attestato di certificazione energetica kWh/m 2 a Fabbisogno involucro Energia primaria Le Norme

20 e Obblighi per gli edifici esistenti: 1.Con scadenze successive sono entrati in vigore una serie di obblighi: LAttestato di Certificazione Energetica (A.C.E.) è obbligatorio per tutti gli edifici e per le unità immobiliari, nel caso di trasferimento a titolo oneroso; LAttestato di Certificazione Energetica (A.C.E.) dell'edificio o dell'unità immobiliare interessata è necessario per accedere agli incentivi e alle agevolazioni di qualsiasi natura, sia come sgravi fiscali o contributi a carico di fondi pubblici o della generalità degli utenti, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell'unità immobiliare, dell'edificio o degli impianti. Le Norme DLgs n.311 del 29 dicembre 2006

21 21 Gli Incentivi per la riduzione dei consumi e delle Emissioni La Defiscalizzazione del 55% per efficienza energetica e solare termico Il Conto Energia per il fotovoltaico Finanziaria DM 19 Febbraio 2007 Decreto Attuativo, D.M. Sviluppo Economico 11 Marzo 2007, Finanziaria DM 7 Aprile 2008 Decreto Attuativo che ha modificato ed integrato il DM 19 febbraio 2007, D.Lgs. 185/08 – Anticrisi e L. 2/2009 e successivi DM 28 luglio 2005, DM 6 febbraio 2006, DM 19 febbraio 2007 e successivi

22 Il principale strumento di incentivazione introdotto è stata lestensione della defiscalizzazione dal 36% al 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e linstallazione del solare termico. La legge potenzia la norma pre-esistente (D.lgs.192/05 e 311/06) sostenendo: 1)La riduzione delle dispersioni termiche degli edifici (commi 344 e 345); 2)Linstallazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (comma 346); 3)Linstallazione di caldaie a condensazione (comma 347); 4)Lacquisto di frigoriferi o congelatori ad alta efficienza (comma 353) (contributo fino al 20% e max 200) (non più in vigore dal 2011) 5)Inserisce anche l'obbligo di installazione di impianti fotovoltaici nei nuovi edifici (0,2 kW per edificio); Lincentivo è prorogato fino al 31 dicembre 2012!! La defiscalizzazione del 55% La Finanziaria 2007 e s.m.

23 1.Attualmente sono agevolati i seguenti interventi: a) riqualificazione globale di edifici, b) coibentazione di strutture orizzontali e verticali, c) sostituzione di finestre comprensive di infissi, d) installazione di pannelli solari, e) sostituzioni di impianti di riscaldamento con altri dotati di caldaie efficienti, f) installazione di motori e inverter ad alta efficienza; 2.non è più necessario l'attestato di certificazione energetica per l'installazione di finestre comprensive di infissi e di pannelli solari termici; 3.la detrazione fiscale del 55% si applica anche alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia; 4.le detrazioni fiscali devono essere ripartite in dieci anni in quote annuali di pari importo; La defiscalizzazione del 55% La Finanziaria 2007 e s.m.

24 Il conto Energia è un incentivo rivolto alla produzione di elettricità realizzata tramite impianti che utilizzano fonti rinnovabili. Lincentivo è differenziato in base a una serie di parametri: dimensione degli impianti (1-3, 3-20, , , , > 5000 kW) tipo di installazione (se integrato su un edificio oppure no) grado di innovazione dellimpianto stesso periodo di installazione (gli incentivi diminuiscono di intensità con il passare dei mesi) condizioni particolari (se sostituiscono tetti in eternit, se installati su scuole, ospedali, cave, discariche, siti inquinati) Attualmente è in itinere una revisione (riduzione) degli incentivi programmati fino a tutto il Il Conto Energia per il Fotovoltaico DM 28 luglio 2005 e s.m.

25 25 Il Protocollo di Kyoto è un trattato internazionale che stabilisce che i Paesi industrializzati debbano ridurre le proprie emissioni di quantità definite in % partendo dalle emissioni misurate nel 1990, durante ed entro il periodo Il 16 febbraio 2005 il Protocollo di Kyoto è entrato in vigore grazie alla ratifica nel 2004 da parte della Russia. Ad ottobre 2009 sono 184 i paesi che hanno aderito al protocollo. La Riduzione delle Emissioni GAS CO 2, CH 4 (metano), N 2 O (protossido di azoto), HFC, PFC, SF6 ANNO BASE1990 (1995 per HFC, PFC, SF6) PERIODO DI IMPEGNO 5 anni (2008 – 2012) TARGET Italia Δ 6,5%(100 milioni di t CO 2 Eq), EU Δ 8% Almeno il 5% per i paesi dell Annesso 1 (ANNEX 1)

26 26 …E dopo Kyoto? La UE con la direttiva 2009/28/CE, detta , si è posta un triplice obiettivo: entro il 2020, la riduzione dei consumi finali del 20% al di sotto del tendenziale, lincremento delluso di energia rinnovabile per una quota pari al 20% dei consumi e il taglio delle emissioni di CO2 di un eguale 20%. Ad ogni Stato membro è stata assegnato un obiettivo calcolato applicando una componente fissa di base e una componente variabile in funzione del PIL di ogni Stato membro. LItalia dovrà, entro il 2020, soddisfare il 17% dei propri consumi finali di energia ricorrendo alle risorse rinnovabili, partendo dal 5,2% del La Riduzione delle Emissioni

27 27 L Audit energetico

28 28 Gli Step 1.Analisi della struttura della scuola (documentale, fotografica, stato di conservazione dellinvolucro). 2.Analisi degli impianti (documentale e fotografica, valutazione dellefficienza degli impianti). 3.Analisi dei consumi di gas ed elettricità associati a riscaldamento, acqua calda e usi finali elettrici. 4.Elaborazione di proposte di intervento su involucro (isolamento, schermature,…) su impianti elettrici e termici (illuminazione, caldaie, impiantistica,…), su apparecchiature utilizzate (dispositivi da ufficio, cucine, …). 5.Analisi energetica, economica e ambientale delle soluzioni proposte compatibili con lanalisi costi/benefici e alla luce dei meccanismi di incentivazione esistenti.

29 29 Lazione

30 Un edificio (o involucro edilizio) può essere paragonato dal punto di vista energetico ad un contenitore bucato Livello richiesto Energia termica Isolamento termico 20°C LInvolucro Edilizio

31 31 Livello richiesto Perdite E Guadagni Gratuiti Di Calore Perdite di calore per Trasmissione Perdite di calore per Ventilazione Guadagni interni e solari calore utilizzato LInvolucro Edilizio

32 32 Il Percorso Per lo sviluppo dei progetti, il percorso prevede le seguenti fasi: FASE 1: Analisi delledificio FASE 2: Analisi delle perdite di calore dallinvolucro FASE 3: Analisi dei guadagni diretti FASE 4: Costruzione del bilancio energetico edificio FASE 5: Analisi Impianti e delle emissioni FASE 6: Proposte di intervento sulledificio FASE 7: Sviluppo del progetto di miglioramento dellefficienza

33 33 PRIMO PASSO: Trovare una pianta della scuola o disegnarne una, semplificata, in una scala comoda da leggere, per es. 1:200 o 1:500. La pianta della scuola deve indicare: - le lunghezze dei lati, - laltezza delledificio (o le altezze, se ci sono vari fabbricati), - la disposizione delle classi e degli altri ambienti di lavoro; - la direzione nord e lidentificazione dei lati sulla base del loro orientamento (p.es. lato/lati N-O, lato/lati S-O, ecc.); - la presenza e la posizione di elementi attorno alla scuola (per es. edifici vicini, alberi, rilievi montuosi, che possono fare ombra in qualche periodo dellanno). Fase 1 - La Rilevazione dei Volumi e delle Superfici dellEdificio

34 34 PRIMO PASSO: ……… ………- la direzione nord e lidentificazione dei lati sulla base del loro orientamento (p.es. lato/lati N-O, lato/lati S-O, ecc.); - la presenza e la posizione di elementi attorno alla scuola (per es. edifici vicini, alberi, rilievi montuosi, che possono fare ombra in qualche periodo dellanno). Per questi punti è importante fare tante foto!!! Sono utilissime in fase di redazione del progetto di analisi! E anche google può dare una mano!!! Fase 1 - La Rilevazione dei Volumi e delle Superfici dellEdificio

35 35 SECONDO PASSO: Per ogni orientamento ricavare dalla pianta le dimensioni necessarie : Area totale e Area finestre. (Area Muri = Area totale – Area finestre). TERZO PASSO: Ricavare analogamente dalla pianta le dimensioni della base e del solaio di copertura QUARTO PASSO: Calcolare, con laiuto del software o del sito internet scuoleperkyoto.it attraverso le tabelle: il Volume riscaldato (V) La Superficie lorda dei piani (Sp) La Superficie Disperdente (Sd) Il rapporto fra superficie disperdente e volume (Sd/V) Fase 1 - La Rilevazione dei Volumi e delle Superfici dellEdificio

36 36 Tabella 1Tabella 2 Tabella 3 Fase 1 - La Rilevazione dei Volumi e delle Superfici dellEdificio

37 37 (V) - Nel calcolo del volume lordo(m 3 ) andranno inclusi i muri esterni e andranno escluse le parti di edificio non riscaldate (interrati, mansarde, magazzini, garage, etc). Se la scuola si compone di più edifici, V sarà la somma delle volumetrie dei singoli edifici. Volume lordo comprende tutte le murature e le partizioni interne e comprende i solai intermedi, se ledificio è a più piani, ed i solai della base e della copertura. (Sp) - La superficie lorda dei piani (m 2 ) è la somma delle superfici di ciascun piano e deve comprendere le aree ricoperte da muri divisori, ma escludere i muri perimetrali. Se la scuola si compone di più edifici, la superficie lorda dei piani delledifico sarà la somma dei contributi dei singoli edifici. Escluse le aree non abitabili. Volume Riscaldato Volume non Riscaldato Fase 1 - La Rilevazione dei Volumi e delle Superfici dellEdificio

38 38 (Sd) - La superficie disperdente (m 2 ) è data dalla somma delle singole superfici che avvolgono il volume lordo riscaldato V (pareti perimetrali, tetti, solai di piano terra). Se la scuola si compone di più edifici, Sd sarà la somma delle superfici disperdenti dei singoli edifici. A parità di volume riscaldato di due edifici, quello che ha una maggiore superficie disperdente consuma necessariamente più energia per il riscaldamento. E quindi necessario calcolare il rapporto fra la superficie e il volume per verificare la reale entità dei consumi della scuola. Con le misurazioni svolte è possibile quindi determinare il seguente rapporto tramite una semplice divisione: Fase 1 - La Rilevazione dei Volumi e delle Superfici dellEdificio

39 39 A seconda del valore di Sd/V è quindi possibile determinare un fattore di forma (Ff) per normalizzare i consumi energetici delledificio. Fase 1 - La Rilevazione dei Volumi e delle Superfici dellEdificio Alcuni esempi

40 40 Il Percorso FASE 1: Analisi delledificio FASE 2: Analisi delle perdite di calore dallinvolucro FASE 3: Analisi dei guadagni diretti FASE 4: Costruzione del bilancio energetico edificio FASE 5: Analisi Impianti e delle emissioni FASE 6: Proposte di intervento sulledificio FASE 7: Sviluppo del progetto di miglioramento dellefficienza

41 41 Q muri : perdite attraverso i muri Q solaio : perdite attraverso i solai Q base : perdite attraverso i basamenti Q finestre : perdite attraverso le finestre Ledificio perde calore anche a causa della ventilazione (Q vent ): voluta, quando si aprono le finestre per cambiare laria, non voluta quando avviene per colpa di spifferi o infiltrazioni daria dovuti alla scarsa tenuta dei serramenti. Q muri Q base Q finestre Q solaio Q ventilaz. Fase 2 - Analisi delle Perdite di Calore dallInvolucro

42 42 Trasmittanza termica: U Unità di misura definita come il flusso di energia termica che passa attraverso una parete per metro quadrato di superficie e per Kelvin di differenza di temperatura presente tra linterno di un locale e lesterno oppure il locale contiguo. Lunità di misura della trasmittanza termica è il W/m 2 K. q muri = U * A muri * T ( * t) Fase 2 - La Rilevazione delle Perdite di Calore dallInvolucro: I Muri

43 43 q muri = U * A muri * T ( * t) U = trasmittanza termica A = Area dei muri esterni T = T media esterna – T media interna Esempio: Temperature medie mensili di Roma Fase 2 - La Rilevazione delle Perdite di Calore dallInvolucro: I Muri

44 44 q solai/basamento = U * A solai/basamento * T ( * t) U = trasmittanza termica A = Area dei solai / basamento T = Temperatura media esterna – T media interna Fase 2 - La Rilevazione delle Perdite di Calore dallInvolucro: Tetto e Basamento

45 45 *** T q finestre = U tapparelle su * A finestre * T * tempo tapparelle su + U tapparelle giù * A finestre *T * tempo tapparelle giù Fase 2 - La Rilevazione delle Perdite di Calore dallInvolucro: Le Finestre

46 46 q vent = U vent * V int * T ( * t) U vent : analogo della trasmittanza termica, usando valori medi e piuttosto approssimati, è possibile determinarla dalla tabella sottostante V int : è il volume interno delledificio in m 3, si ottiene moltiplicando per 0,65 il volume totale (esterno) T : differenza fra la temperatura interna (posta convenzionalmente pari a 20°C) e la temperatura esterna media mensile Fase 2 - La Rilevazione delle Perdite di Calore dallInvolucro: La Ventilazione

47 47 Fase 2 - La Rilevazione delle Perdite di Calore dallInvolucro: Le Perdite Totali

48 48 Il Percorso FASE 1: Analisi delledificio FASE 2: Analisi delle perdite di calore dallinvolucro FASE 3: Analisi dei guadagni diretti FASE 4: Costruzione del bilancio energetico edificio FASE 5: Analisi Impianti e delle emissioni FASE 6: Proposte di intervento sulledificio FASE 7: Sviluppo del progetto di miglioramento dellefficienza

49 49 E muri : guadagni attraverso i muri E solaio : guadagni attraverso i solai E finestre : guadagni attraverso le finestre E grat : guadagni gratuiti dovuti alle persone occupanti e alle apparecchiature elettriche E muri E finestre E grat E solaio Fase 3 - La Rilevazione dei Guadagni Gratuiti di Calore

50 50 E finestre = A u * F ill * * F trasp * Q s * N E finestre = A u * F ill * F sch * F trasp * Q s * N A u = area utile delle finestre per il passaggio di calore (A finestre * 0,87 fattore medio rapporto vetro/telaio) F ill = Fattore di illuminazione (ombreggiatura media) F sch = Fattore di schermatura (tende) F trasp = Fattore di trasparenza (tipologia di vetri) Q s = insolazione media giornaliera N = numero di giorni nel mese considerato Fase 3 - La Rilevazione dei Guadagni Gratuiti di Calore: Energia attraverso Le Finestre

51 51 Tabella 17 – Calcolo Area Utile (A u ) Tabella 18 – Fattore di illuminazione (F ill ) Tabella 19 – (F sch ) Tabella 20 – (F trasp ) Tabella 22 – Radiazione solare (Q s ) E finestre = A u * F ill * * F trasp * Q s * N E finestre = A u * F ill * F sch * F trasp * Q s * N Fase 3 - La Rilevazione dei Guadagni Gratuiti di Calore: Energia attraverso Le Finestre

52 52 Fase 3 - La Rilevazione dei Guadagni Gratuiti di Calore: Energia attraverso Le Finestre Tabella 21

53 53 E muri = A * F ill * * U * Q s * N / He A = area del muro F ill = Fattore di illuminazione (Tabella 18) = coefficiente di assorbimento della radiazione solare (dipende dal colore del muro: colore chiaro=0,3; colore medio= 0,6; colore scuro= 0,9) U = trasmittanza termica del muro Q s = insolazione (Tabella 22) N = numero dei giorni del mese considerato He = valore del coefficiente superficiale di scambio termico esterno che tiene sostanzialmente conto di perdite di energia dovute al moto dellaria sulla parete: lo si assume pari a 25 W/m 2 K. Analogamente andrà calcolato E solaio, ponendo convenzionalmente F ill = 1 Fase 3 - La Rilevazione dei Guadagni Gratuiti di Calore: Energia attraverso I Muri e Tetto

54 54 Tabella 23 Fase 3 - La Rilevazione dei Guadagni Gratuiti di Calore: Energia attraverso I Muri e Tetto E muri = A * F ill * * U * Q s * N / He Analogamente andrà calcolato E solaio, ponendo convenzionalmente F ill = 1

55 55 E grat,1 (MJ/mese)= (0,8 * superficie totale) + (70 * E grat,1 (MJ/mese)= (0,8 * superficie totale) + (70 * numero di occupanti) Il primo termine della somma tiene conto degli apporti dovuti allimpianto di illuminazione, La superficie totale è la somma della superficie lorda di tutti i piani abitati. E grat,2 = (N pc * E pc ) + (N tv * E tv ) + (N ft * E ft ) N pc N tv N ft N pc N tv N ft = numero di PC, televisioni e fotocopiatrici presenti nella scuola E pc E tv E ft E pc E tv E ft = si desumono dalla Tabella 24 Tabella 24 Superficie netta Fase 3 - La Rilevazione dei Guadagni Gratuiti di Calore: Guadagni Interni

56 56 Tabella 25 Fase 3 - La Rilevazione dei Guadagni Gratuiti di Calore: Totale Guadagni Interni

57 57 Il Percorso FASE 1: Analisi delledificio FASE 2: Analisi delle perdite di calore dallinvolucro FASE 3: Analisi dei guadagni diretti FASE 4: Costruzione del bilancio energetico edificio FASE 5: Analisi Impianti e delle emissioni FASE 6: Proposte di intervento sulledificio FASE 7: Sviluppo del progetto di miglioramento dellefficienza

58 58 E muri E apparecchi E finestre E persone E solaio Q muri Q finestre Q solaio Q ventilaz. Q base Fase 4 – Il Bilancio Energetico Finale

59 59 Tabella 27 Tabella 26 Fase 4 – Il Bilancio Energetico Finale

60 60 Il Percorso FASE 1: Analisi delledificio FASE 2: Analisi delle perdite di calore dallinvolucro FASE 3: Analisi dei guadagni diretti FASE 4: Costruzione del bilancio energetico edificio FASE 5: Analisi Impianti e delle emissioni FASE 6: Proposte di intervento sulledificio FASE 7: Sviluppo del progetto di miglioramento dellefficienza

61 61 * p * p = Rendimento di produzione è il rapporto tra calore utile immesso in rete dallimpianto e lenergia fornita dal combustibile. È dato dal rapporto fra Potenza termica utile(P ut ) e la potenza termica al focolare (P foc ) p * p * I CONSUMI VANNO RILEVATI PER ALMENO I TRE ANNI PRECEDENTI A QUELLO IN CUI SI FA LA DIAGNOSI E VA INDIVIDUATO IL VALORE MEDIO DA RIPORTARE NELLE TABELLE Fase 5 – Analisi degli Impianti: La Rilevazione dei Consumi Termici Tabella 29 Tabella 28

62 62 c Tabella 30 - c g = c * e * d * p g = c * e * d * p e Tabella 31 - e d Tabella 32 - d Fase 5 – Analisi degli Impianti: La Rilevazione dei Consumi Termici Il Rendimento Globale Medio * p * p = Rendimento di produzione è il rapporto tra calore utile immesso in rete dallimpianto e lenergia fornita dal combustibile. È dato dal rapporto fra Potenza termica utile(P ut ) e la potenza termica al focolare (P foc )

63 63 1° PASSO: NORMALIZZARE I CONSUMI PER RISCALDAMENTO IN BASE ALLA POSIZIONE GEOGRAFICA Per fare un reale confronto dei consumi di riscaldamento occorre tener conto delle caratteristiche climatiche della località in cui è situata la scuola. A tal fine viene utilizzato un fattore di correzione chiamato Gradi-Giorno, che tiene conto di: temperatura esterna media temperatura interna media giorni di riscaldamento invernale della specifica località Esempio: Roma Gradi Giorno: Zona Climatica: D La Normalizzazione dei Consumi Fase 5 – Analisi degli Impianti: La Rilevazione dei Consumi Termici GG= Sommatoria della differenza di Temperatura tra T. Interna (20°C) e T. Esterna media giornaliera solo se il delta > 0

64 64 Per il calcolo dei Gradi Giorno del Comune e la definizione della zona climatica in cui è situata la scuola si può far riferimento a quelli individuati per legge (Allegato A del DPR 412/93 e successive modifiche). La Normalizzazione dei Consumi 2 Fase 5 – Analisi degli Impianti: La Rilevazione dei Consumi Termici

65 65 2° PASSO: NORMALIZZARE I CONSUMI ENERGETICI IN BASE ALLE ORE DI FUNZIONAMENTO E altrettanto importante tener conto, questa volta sia per i consumi di energia termica che per quelli di energia elettrica, delle ore di reale funzionamento della scuola. Basterà dunque stimare le ore di funzionamento giornaliero della scuola e dedurre il fattore Fh dalla seguente tabella: Fase 5 – Analisi degli Impianti: La Rilevazione dei Consumi Termici La Normalizzazione dei Consumi 3

66 66 Per il calcolo delle emissioni prodotte dai consumi energetici da riscaldamento è sufficiente moltiplicare i consumi ottenuti tramite rilievo delle bollette per il fattore di emissione (che si ritrova in tabella) secondo la seguente formula: kgCO 2 prodotti =(kWh t consumati) x (fattore di emissione) La stessa metodologia potrà essere utilizzata per calcolare le emissioni evitate in seguito a risparmi di combustibile. Fase 5 – Analisi degli Impianti: La Rilevazione dei Consumi Termici Calcolo delle Emissioni di CO 2

67 67 E rub = (num. rubinetti * 0,15 * (ore di utilizzo annue) * * ΔT 1/860 E docce = (num. docce * 0,24 * (ore di utilizzo annue) * * ΔT 1/860 Se prodotta tramite la caldaia dellimpianto termico = P = P se prodotta tramite scaldabagno elettrico = 0,95 = 0,95 Fase 5 – Analisi degli Impianti: La Produzione di Acqua Calda Sanitaria Dove:0,15 o 0,24 sono coefficienti legati alla portata dellacqua; è il rendimento del sistema di riscaldamento; ΔT è la differenza di temperatura a cui corrisponde il numero di kilocalorie necessarie per portare lacqua da 10°C (temperatura media dellacqua di acquedotto) a 40°C temperatura media dellACS al rubinetto, il ΔT è quindi di circa 30; 1/860 è il coefficiente di conversione da kcal a kWh.

68 68 Fase 5 – Analisi degli Impianti: Bilancio Impianto di Riscaldamento/Edifico Tabella – Confronto tra le varie componenti dellenergia del sistema edificio - impianti colonna 2: bilancio energetico dellinvolucro; colonna 3: rendimento globale dellimpianto di riscaldamento delledificio; colonna 4: quantità di energia effettivamente fornita dallimpianto di riscaldamento alledificio (già decurtata delle quote perse per dispersione a causa dei diversi rendimenti) e compresa lenergia fornita per riscaldare lACS; colonna 5: quantità di energia necessaria per compensare le perdite di calore e di efficienza dovute allinvolucro e al rendimento dellimpianto (colonne due e tre), quella cioè effettivamente necessaria per mantenere la temperatura di comfort,; colonna 6: quantità di energia calcolate da bollette al netto dei consumi di acqua calda sanitaria.

69 69 I CONSUMI VANNO RILEVATI PER ALMENO I TRE ANNI PRECEDENTI A QUELLO IN CUI SI FA LA DIAGNOSI E VA INDIVIDUATO IL VALORE MEDIO DA RIPORTARE NELLE TABELLE Fase 5 – Analisi degli Impianti: Rilevazione dei Consumi Elettrici Per calcolare i consumi elettrici della scuola consulta le bollette degli ultimi 3 anni, leggi la quantità di kWh e consumati per ciascuna, calcola il valore medio dei tre anni e poi riportalo nella tabella

70 70 IMPIANTI ELETTRICI Per il calcolo delle emissioni prodotte dai consumi energetici elettrici è sufficiente moltiplicare i consumi ottenuti da bollette per il coefficiente di emissione per la produzione di elettricità in Italia. Tale coefficiente, è pubblicato annualmente dall AEEG e prende il nome di MIX ELETTRICO ITALIANO. kgCO 2 prodotti =(kWh e consumati) x MIX ELETTRICO Fase 5 – Analisi degli Impianti: Rilevazione dei Consumi Elettrici Calcolo delle Emissioni di CO 2

71 71 ICT = [C tot-cal ] * [F f ] * [F h ] * 1000 = Wh t / m 3 per giorno dellanno [ V ] * [ GG ] ICE = [C tot-el ] * [F h ] = kWh e / m 2 per anno [S p ] C tot-cal = consumi totali di combustibile in MJ/anno C tot-el = consumi elettrici complessivi S p = superficie lorda = somma di tutti i piani delledificio Fase 5 – Analisi degli Impianti: Calcolo degli Indici di Consumo Termici ed Elettrici

72 72 Verifica degli Indici dei Consumi Energetici Classi di merito dei consumi specifici di riferimento per riscaldamento Classi di merito dei consumi specifici di riferimento per energia elettrica Fase 5 – Analisi degli Impianti: Calcolo degli Indici di Consumo Termici ed Elettrici

73 73 VIDEO 1.Fare di Più con Meno 2. Gocce di sostenibilità Kyoto Club: prevenire la produzione di rifiuti

74 74 Il Percorso FASE 1: Analisi delledificio FASE 2: Analisi delle perdite di calore dallinvolucro FASE 3: Analisi dei guadagni diretti FASE 4: Costruzione del bilancio energetico edificio FASE 5: Analisi Impianti e delle emissioni FASE 6: Proposte di intervento sulledificio FASE 7: Sviluppo del progetto di miglioramento dellefficienza

75 75 1.Riduzione dei consumi elettrici (Illuminazione, Stand by, Trasformatori) 2.Riduzione dei consumi di energia per riscaldamento (Apertura/chiusura finestre, regolazione caldaia e timer caldaia, valvole termostatiche) 3.Riduzione dei consumi di energia per la produzione di acqua calda sanitaria (Erogatori a basso flusso) 4.Introduzione di impianti alimentati da fonti rinnovabili 5.Altri accorgimenti (LED, Pellicole a controllo Solare?) Proposte di Intervento sullEdificio

76 76 Di seguito vengono elencate alcune delle azioni percorribili dagli studenti sia con misure onerose che con misure a costo zero o quasi, finalizzate alla riduzione dei consumi energetici delledificio scolastico. Le azioni sono, naturalmente, del tutto replicabili anche in ambito domestico. Proposte di Intervento sullEdificio

77 77 A.ILLUMINAZIONE kWhe risparmiati in 1 anno = (n° lampade) * (potenza lampada) * (n° ore in cui rimangono spente in seguito alla buona pratica) II.Ridurre le fonti luminose - diminuire la perdita di flusso luminoso per sporcizia - apporre del materiale riflettente tra il neon e il suo alloggiamento, per aumentare il flusso luminoso. FONTE: MAS/luce_energia.htm I.Evitare di tenere le luci accese inutilmente, quindi spegnere le luci: - durante la ricreazione - nelle ore in cui gli studenti fanno attività in altre classi (educazione fisica, laboratori, etc) - a fine lezione a cura degli studenti (e non più a cura del personale non docente) kWhe risparmiati in 1 anno = (n° lampade spente) * (n° ore di funzionamento in 1 anno) / 1000 Proposte di Intervento sullEdificio – Riduzione dei Consumi Elettrici

78 78 III.Sostituire lampadine a incandescenza con lampadine CFL o efficienti a basso consumo Qualora fossero presenti lampade ad incandescenza (le classiche lampadine usate anche a casa) è possibile, nel caso sia reso disponibile un piccolo budget, sostituirle con lampade CFL o LED a basso consumo (da Dicembre 2010 è vietata la produzione, commercializzazione e importazione di lampade a incandescenza oltre i 60 Watt). kWhe risparmiati in 1 anno = (n° lampade sostituite) * (n° ore di funzionamento in 1 anno) * (potenza lampada ad incandescenza – potenza lampada CFL) / 1000 Proposte di Intervento sullEdificio – Riduzione dei Consumi Elettrici

79 79 Molti apparecchi elettrici sono caratterizzati da modalità di funzionamento in stand-by. La disconnessione di questi apparecchi, tramite lo spegnimento degli interruttori sulle prese elettriche comuni, può comportare risparmi energetici considerevoli. kWhe risparmiati in 1 anno = (n° ore evitate di accensione stand by in 1 anno) * (potenza stand-by) / 1000 B.RIDUZIONE STAND BY C.SCOLLEGAMENTO DEI TRASFORMATORI (MT) E CARICABATTERIE I Trasformatori e caricabatterie lasciati collegati alla rete consumano corrente (sono caldi!). La disconnessione di questi apparecchi, tramite lo spegnimento degli interruttori sulle prese elettriche comuni, può comportare risparmi energetici considerevoli. Proposte di Intervento sullEdificio – Riduzione dei Consumi Elettrici

80 80 Prima di accendere l'impianto di riscaldamento chiudere le finestre e ridurne al minimo l'apertura, per i soli cambi d'aria. X La ventilazione naturale kWht risparmiati in 1 anno = (totale consumo annuo scuola) * F Attenzione in Apertura/Chiusura finestre: Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento

81 81 1. Scambiatore d'aria compatto, a flussi incrociati per recupero calore 2. Bocchetta d'estrazione cucina 3. Bocchetta d'estrazione W.C. 4. Bocchetta d'estrazione bagno 5. Rete di canali flessibili 6. Bocchetta d'immissione soggiorno 7. Bocchetta d'immissione disimpegno 8. Uscita tetto n.2 canali (uno per aspirazione aria esterna e uno per estrazione aria interna) Fonte: Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento La ventilazione forzata 1

82 82 Calore recuperato nella ventilazione forzata Q vent perduto Q recuperato Perdite per ventilazione Valutare, per gli edifici con ventilazione forzata, leventuale adozione di un recuperatore di calore, con questo dispositivo è possibile recuperare fino all85% del calore disperso per ventilazione. Aria esausta Aria fresca in ingresso Radiatori di recupero e riscaldamento 70-85% Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento La ventilazione forzata 2

83 83 FONTE: uce_energia.htm Valutare leventuale abbassamento della temperatura della caldaia. Per ogni grado in meno è possibile risparmiare circa il 7% del consumo annuo di combustibile. kWht risparmiati in 1 anno = (totale consumo annuo scuola) * 0,07 * (numero di gradi ridotti) Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento

84 84 E possibile proporre la regolazione del timer della caldaia, effettuando unanalisi per leventuale individuazione di ore inutili di funzionamento della caldaia. Spegnimento dei termosifoni vicino alle porte di ingresso delledificio (sono praticamente inutili per il riscaldamento degli ambienti interni). Chiusura di avvolgibili e persiane per evitare le dispersioni termiche alla fine delle lezioni e durante il sabato e la domenica. kWht risparmiati in 1 anno = (totale consumo annuo scuola) * 0,07 * (num. ore giornaliere di funzionamento evitato / num. ore giornaliere di funzionamento caldaia) Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento

85 85 Le testate termostatiche consentono di regolare la temperatura di ogni singolo termosifone collegato, controllandone il flusso di acqua calda con vantaggi in termini di miglior comfort e risparmio energetico. Lapposizione di un fogli di materiale isolante e riflettente, termoresistente, atossico e ignifugo tra il calorifero e il muro dietro ai caloriferi posizionati su muri confinanti con lesterno (aumentano del 5% l'efficienza di ogni calorifero). Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento

86 86 Le caldaie a condensazione hanno una efficienza molto maggiore rispetto alle caldaie convenzionali, grazie alla riduzione delle dispersioni e al recupero del calore di condensazione trattenuto dal vapore acqueo presente nei fumi di scarico. Efficienza energetica tra caldaia convenzionale ad alto rendimento (tre stelle) e caldaia a condensazione (quattro stelle) (Fonte: Elaborazione Kyoto Club) Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento

87 87 Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento

88 88 Fonte: Alcuni esempi su isolamento Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento

89 89 Alcuni esempi su isolamento Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento

90 90 alcuni esempi su isolamento Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per Riscaldamento

91 91 Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per ACS

92 92 Erogatori a basso flusso: semplici dispositivi che permettono di mantenere la medesima gradevole sensazione del getto dacqua sulle mani o sul corpo (a seconda che si tratti di un rubinetto o di una doccia) riducendone drasticamente il flusso dacqua. Nel caso dei rubinetti, tale riduzione è pari circa al 30% della portata iniziale Erub (kWht) = 12 (litri/minuto) * (minuti di utilizzo) * T * 30% / 860 Per il calcolo del risparmio di energia termica grazie allapplicazione degli areatori si può utilizzare la formula seguente: Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per ACS

93 93 Scaldabagno elettrico E el tot = E tot / 95% Scaldabagno a combustibile E te tot = E tot / 85% Se gli aeratori vengono utilizzati nelle docce il risparmio arriva al 50% (passando da litri a 7-8 litri al minuto). Per il calcolo del risparmio di energia termica grazie allapplicazione degli aeratori nelle docce si può utilizzare la formula sotto indicata. Edoc (kWht) = 15 (litri/minuto) * (minuti di utilizzo) * T * 50% / 860 Nel caso in cui il sistema di riscaldamento dellacqua sia autonomo, per il calcolo del risparmio annuale di energia termica, è necessario tenere conto del rendimento del sistema applicando le formule sotto indicate. Proposte di Intervento sullEdificio Riduzione dei Consumi di Energia per ACS

94 94 Introduzione di Impianti alimentati da FER

95 95 Proposte di Intervento sullEdificio Introduzione di Impianti alimentati da FER

96 96 Impianto fotovoltaico 1 kWp correttamente installato e orientato, a seconda della latitudine, produce annualmente da circa kWhe al Nord, fino a kWhe al Sud occupando una superficie di circa 7-10 m 2 A.PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA Proposte di Intervento sullEdificio Introduzione di Impianti alimentati da FER

97 97 A.PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA Impianto eolico 1 kW potenza installata ipotizzando che ci siano ore utili di vento allanno produce kWhe Proposte di Intervento sullEdificio Introduzione di Impianti alimentati da FER

98 98 B.PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA La Produzione di energia termica ottenibile dipende dalla insolazione annua; mediamente considerando una efficienza del sistema pari al 50% la produzione di energia termica per 1 m 2 di superficie occupata sarà nel Nord Italia 650 kWht, nel Centro Italia 850 kWht e nel Sud Italia 950 kWht. Proposte di Intervento sullEdificio Introduzione di Impianti alimentati da FER

99 99 C.PRODUZIONE DI ENERGIA TERMICA CON IMPIANTI GEOTERMICI A BASSA ENTALPIA Proposte di Intervento sullEdificio Altri Interventi

100 100 A.SCHERMATURA SOLARE CON BRISOLEIL E PELLICOLE SU VETRI Le pellicole a controllo solare lavorano in modo diverso in funzione dellangolo di incidenza dei ragi solari sul vetro, con la loro applicazione si ha una riduzione della radiazione solare diretta variabile tra il 50 ed il 70 % Proposte di Intervento sullEdificio Altri Interventi

101 101 I LED (Light Emitting Diode ovvero Diodo ad Emissione di Luce): caratteristiche principali: elevata luminosità elevata durata nel tempo: dopo ore di lavoro viene assicurata una luminosità al 80% Possibilità di controllo della corrente che mantiene costante nel tempo la luminosità dei LED e di ridurre la potenza nelle ore notturne Possibilità di gestione elettronica del flusso in funzione della luminosità esterna Ridottissimo consumo elettrico con risparmi conseguibili fino al 65-70% B.LED Proposte di Intervento sullEdificio Altri Interventi

102 102 B.LED Proposte di Intervento sullEdificio Altri Interventi

103 103 LED: Esempio di installazione in garage metropolitano La sostituzione con tecnologia a LED degli impianti di illuminazione, è particolarmente indicata per ambienti con problematiche legate alla sicurezza Oltre ad un netto risparmio energetico in molti casi è possibile migliorare la visibilità complessiva dellarea riducendo contemporaneamente il consumo Caratteristica importante per questo genere di applicazioni è la luce bianca e lelevato flusso luminoso generato anche a potenze ridotte Proposte di Intervento sullEdificio Altri Interventi

104 104 Esempio di incrocio illuminato con lampade al sodio alta pressione da 250 Watt Lo stesso incrocio illuminato con lampade a LED da 140 Watt La luce bianca (temperature del colore della luce solare) permette una più facile riconoscibilità dei colori LED: Esempio di installazione in area pericolosa Proposte di Intervento sullEdificio Altri Interventi

105 Integrazione Fotovoltaica !

106 Integrazione Fotovoltaica !?

107 Integrazione Fotovoltaica !

108

109

110 Integrazione Fotovoltaica ?

111 Integrazione Fotovoltaica !

112 Integrazione Eolica ! Fonte:

113 Mobilità Sostenibile

114 La mobilità sostenibile comprende modalità di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali sociali ed economici generati dal traffico veicolare principalmente privato. In particolare, lobiettivo è quello di ridurre: Inquinamento atmosferico, acustico e le emissioni di gas serra, la congestione stradale e lincidentalità soprattutto nei centri urbani, il degrado delle aree urbane (per lo spazio occupato dagli autoveicoli), il consumo di territorio (causato dalla realizzazione di strade e infrastrutture). Le amministrazioni pubbliche sono i principali responsabili della promozione e dell'organizzazione della mobilità sostenibile; gli interventi sono finalizzati a ridurre la presenza degli autoveicoli privati negli spazi urbani per favorire la mobilità alternativa che in ordine d'importanza viene svolta: a piedi, in bicicletta, con i mezzi di trasporto pubblico (autobus, tram, sistema ferroviario metropolitano); con i mezzi di trasporto privato condivisi (car pooling e car sharing).

115 Un percorso di analisi per sviluppare un progetto di mobilità sostenibile deve prevedere: 1.Lanalisi della mobilità urbana dellarea in cui si trova la scuola, finalizzata allo studio dei trasferimenti casa- scuola; 2. Lidentificazione, tramite confronto delle diverse opzioni della migliore soluzione possibile, confrontando tutti i percorsi possibili che ogni studente della scuola ha identificato. Mobilità Sostenibile

116 Rifiuti ed eco-prodotti

117 Una via per comprendere la filiera dei rifiuti ed il percorso virtuoso da intraprendere, passa attraverso: 1.lanalisi dellattuale filiera del trattamento del rifiuto fino alla discarica e della filiera alternativa e virtuosa del riciclo; 2.lanalisi del territorio in cui si trova la scuola, finalizzata allo studio dellorganizzazione della raccolta; 3.Introduzione ai principi della sostenibilità dei prodotti (eco- prodotti) come: Filiera corta, km zero packaging ridotto, ricariche, biocompatibilità, prodotti compostabili, Prodotti a basso impatto ambientale. Rifiuti ed eco-prodotti

118 Obiettivi operativi Sensibilizzazione dei docenti e degli studenti sulle tematiche della raccolta differenziata e delluso di prodotti etico-ambientali; Formazione di docenti e studenti sul percorso virtuoso del recupero dei rifiuti attraverso lo studio e lanalisi delle fasi della filiera del recupero partendo da casa e fino alla rigenerazione del materiale in prodotti rigenerati; Verifica disponibilità contributi per finanziare lavvio o lincremento della raccolta differenziata nel proprio territorio; Rifiuti ed eco-prodotti

119 Il percorso del recupero dei rifiuti La raccolta domesticaLa raccolta esternaIl trasportoLe piattaforme del ricicloRi-VetroRi-CartaCompostRi-Plastica

120 120 La Seconda vita degli imballaggi in plastica CoRePla VIDEO

121 Link Utili

122 122 Kyoto Club tel fax GRAZIE PER LATTENZIONE!


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