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Presentazione sul tema: "LEIBNIZ START LEIBNIZLEIBNIZ Clicca qui per cominciare Clicca qui per cominciare."— Transcript della presentazione:

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2 LEIBNIZ START

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4 LEIBNIZ La vita Le Opere Luniverso monadistico Riepilogo presentazione Dio

5 Dio Gerarchia di monadi Armonia prestabilita Verità di ragione Verità di fatto Principio di ragione sufficiente Identità degli indiscernibili Clicca sullo schermo

6 Lordine contingente del mondo La dottrina di Leibniz non vede nel mondo un prodotto necessario ma contingente, ovvero una libera creazione di Dio, in grado di salvaguardare anche la libertà umana …Dio non fa nulla fuori dellordine. Così ciò che sembra straordinario lo è solo in relazione a qualche ordine particolare stabilito per le creature.[…] Infatti, supponiamo per esempio, che qualcuno getti a caso una quantità di punti su di un foglio: io sostengo che è possibile trovare una linea geometrica la cui nozione sia ostante ed uniforme secondo una certa regola, in modo che questa linea passi per tutti quei punti e secondo il medesimo ordine in cui la mano li aveva segnati. […] Perciò si può dire che, in qualunque maniera Dio avesse creato il mondo, esso sarebbe stato sempre regolare e conforme a un ordine generale. Ma Dio ha scelto lordine più perfetto… …Dio non fa nulla fuori dellordine. Così ciò che sembra straordinario lo è solo in relazione a qualche ordine particolare stabilito per le creature.[…] Infatti, supponiamo per esempio, che qualcuno getti a caso una quantità di punti su di un foglio: io sostengo che è possibile trovare una linea geometrica la cui nozione sia ostante ed uniforme secondo una certa regola, in modo che questa linea passi per tutti quei punti e secondo il medesimo ordine in cui la mano li aveva segnati. […] Perciò si può dire che, in qualunque maniera Dio avesse creato il mondo, esso sarebbe stato sempre regolare e conforme a un ordine generale. Ma Dio ha scelto lordine più perfetto… ( Discorso di metafisica, 1686)

7 Dalla concezione di Dio derivano due problematiche della filosofia di Leibniz: della filosofia di Leibniz: Dio e i mondi possibili Ordine del mondo

8 Dio e i mondi possibili Secondo Leibniz, Dio crea il mondo scegliendo, tra infinite possibilità, quello migliore e garantisce l'armonia governando le interazioni tra le monadi. Questa teoria ottimistica è relativa in quanto si rende perfettamente conto che il nostro mondo non è il migliore dei mondi in assoluto ma, per lappunto, è solo il migliore dei mondi possibili : esso non manca di imperfezioni, ma per eliminarle Dio avrebbe dovuto scegliere un altro mondo che, tuttavia, nella globale considerazione, avrebbe presentato una quantità maggiore di male. IndietroAvanti

9 Verità di ragione e verità di fatto Risolvendo il problema della scelta del mondo migliore, Leibniz effettua una distinzione tra necessario (tutto ciò il cui opposto implica una contraddizione) e contingente (tutto ciò il cui contrario non implica contraddizione) e introduce due principi che si basano su questa distinzione: le verità di fatto e le verità di ragione. Definizion i Definizion i Schema Indietro

10 Definizioni Verità di fatto = Sono quelle verità contingenti che concernono la realtà e che non sono fondate sui principi di identità e di non-contraddizione (il che vuol dire che il loro contrario è sempre possibile) ma su quello di ragione sufficiente. Es: Oggi piove,domani potrebbe essere una bella giornata Verità di ragione = Sono quelle verità assolutamente necessarie che riguardano il mondo della logica. Esse si basano sui principi di identità (ripetono sempre la stessa cosa senza insegnarci nulla) e di non- contraddizione (cioè il loro contrario è impossibile). Es: Il triangolo ha tre lati.

11 VERITA DI FATTO RAGIONE Concernono il mondo della RealtàLogica Hanno la caratteristica di essere ContingentiNecessarie Si basano sui principi di Identità e Non-contraddizione Ragione sufficiente Indietro

12 Principio di ragione sufficiente …è quello in virtù del quale consideriamo che nessun fatto può essere vero o esistente senza che vi sia una ragione sufficiente perché sia così e non altrimenti… …è quello in virtù del quale consideriamo che nessun fatto può essere vero o esistente senza che vi sia una ragione sufficiente perché sia così e non altrimenti… ( I Principi della filosofia o monadologia ) Indietro

13 La monade,della quale parleremo,non è altro che una sostanza semplice,che entra nei composti; semplice,cioè, senza parti;…e debbono esserci sostanze semplici,perché ve ne sono di composte; il composto non è altro che un ammasso o aggregatum di semplici… (I Principi della monadologia ) Le caratteristiche Le caratteristiche della monade della monade I rapporti fra I rapporti fra le monadi le monadi

14 I rapporti tra le monadi Leibniz si pone il problema della comunicazione reciproca fra le monadi che costituiscono luniverso. Tutte le monadi,infatti, sono senza finestre, cioè senza possibilità di comunicare direttamente luna con laltra ma, nello stesso tempo, ognuna è legata allaltra perché ognuna è un aspetto del mondo, cioè una rappresentazione più o meno chiara di tutte le altre monadi. Le monadi sono come tante diverse vedute di una medesima città e come tali si accordano insieme a costituire la veduta totale e complessiva delluniverso, che si trova riassunta nella monade suprema che è Dio. Leibniz distingue tre possibili soluzioni di questo problema. SCHEMA

15 Il problema dellaccordo reciproco fra le monadi può essere risolto ipotizzando Influenzareciproca Orologi che si Orologi che si Influenzano a Influenzano a vicenda Interventodallesterno Intervento continuo Intervento continuo di un di un orologiaio Armoniaprestabilita Orologi costruiti in Orologi costruiti in modo da garantire modo da garantire una perfetta una perfetta sincronia

16 Armonia prestabilita Due orologi sono stati costruiti con tanta Due orologi sono stati costruiti con tanta arte e perfezione da essere sempre daccordo per il futuro daccordo per il futuro Scartate le prime due soluzioni non rimane, secondo Leibniz, che quella dellarmonia prestabilita: due orologi, pur non essendo indipendenti fra di loro e pur non avendo bisogno di una regolazione continua, sono stati costruiti in modo così perfetto che il loro accordo sia garantito sin dallinizio. Secondo questa dottrina, quindi, laccordo fra le monadi è stato predisposto da Dio sin dalleternità, in modo che le modificazioni interne di ciascuna monade corrispondano perfettamente alle modificazioni di tutte le altre monadi. Indietro

17 Assistenza La concordanza fra due orologi può avvenire perché La concordanza fra due orologi può avvenire perché un orologiaio regola continuamente i loro movimenti, cercando di farli corrispondere a vicenda cercando di farli corrispondere a vicenda La seconda maniera di spiegare laccordo è quella dellassistenza, che è propria della teoria occasionalista: due orologi possono essere tenuti in armonia da un abile operaio (Dio) che provveda ad essi in ogni istante. Questa dottrina richiede che Dio agisca di continuo sulle monadi affinché si adeguino agli eventi che hanno luogo in quel determinato istante. Leibniz non accetta, quindi, neanche questa teoria. Indietro

18 Influenza reciproca La concordanza fra due orologi può avvenire perché luno influisce sullaltro può avvenire perché luno influisce sullaltro Il primo modo per spiegare laccordo fra due monadi è quello di ammettere linfluenza reciproca delluna sullaltra. Leibniz no può accettare questa dottrina che urta contro lincomunicabilità delle monadi e la loro impossibilità di influenzarsi a vicenda. Indietro

19 Le caratteristiche della monade Le monadi sono Centri di forza Centri di forza e Atomi immateriali Atomi immateriali Diverse le une Diverse le une dalle altre dalle altre Autonome Specchi delluniverso Centri di Centri di vita psichica vita psichica Dio

20 Dio e la gerarchia delle monadi Abbiamo visto, quindi, che luniverso è costituito da uninfinità di monadi che hanno qualità diverse tra loro e si dispongono secondo un determinato ordine,formando una scala gerarchica. La gerarchia delle monadi, conseguenza del principio degli indiscernibili, è in funzione dei gradi di perfezione delle singole monadi, che dipendono a loro volta dai gradi delle loro percezioni, cioè dalla loro maggiore o minore chiarezza con cui percepiscono luniverso. Al vertice della gerarchia vi è Dio, monade suprema, onnisciente e creante, che possiede una conoscenza totale e perfettamente chiara delluniverso. IndietroAvanti

21 Gerarchia delle monadi Immaginiamo le monadi come tante stelle, ogni punta delle quali rappresenta unimperfezione;le monadi con più imperfezioni occuperanno i posti più bassi della gerarchia. Più si discende e più ci si avvicina al male inteso come mancanza di perfezione. Dio Male Clicca sullo schermo Indietro

22 In quanto attività rappresentativa, ogni monade si può immaginare come uno > delluniverso. Ognuna lo riproduce da un proprio punto di vista, come un paesaggio osservato da diverse angolazioni: …come una medesima città, guardata da punti differenti, sembra tuttaltra e come moltiplicata secondo le prospettive, così accade, analogamente, che, per la molteplicità infinita delle sostanze semplici, vi sono come altrettanti universi che però non sono che le prospettive dun unico universo, secondo i diversi punti di vista di ciascuna monade.. …come una medesima città, guardata da punti differenti, sembra tuttaltra e come moltiplicata secondo le prospettive, così accade, analogamente, che, per la molteplicità infinita delle sostanze semplici, vi sono come altrettanti universi che però non sono che le prospettive dun unico universo, secondo i diversi punti di vista di ciascuna monade.. ( I Principi ) Avanti Torna indietro

23 1 1 Immaginiamo che questo parallelepipedo sia la nostra città: lo stesso oggetto è osservato da due prospettive diverse, ma ciò non significa che i due parallelepipedi siano diversi. Osservatore Torna indietro

24 Centri di vita psichica Percezione e Appetizione Appercezione Indietro

25 Appercezione Con questo termine Leibniz intende la consapevolezza delle proprie percezioni. È opportuno fare una distinzione tra la percezione e lappercezione: Percezione Appercezione Stato interiore della monade che si rappresenta le cose esterne Appartengono anche agli animali e alle piante Conoscenza riflessa dello stato interno Appartiene alla monade più elevata: lanima umana Clicca sullo schermo

26 Percezione e Appetizione Dire che la monade è un centro attivo di rappresentazioni significa dire che essa è costituita a somiglianza della nostra anima e consta di quelle due attività fondamentali che sono la percezione (ovvero la rappresentazione, nel semplice, del composto o di ciò che è esterno) e lappetizione (il tendere da una percezione ad unaltra): Una monade non può essere distinta da unaltra che per le qualità ed azioni interne, le quali non possono essere altro che le sue percezioni; e le sue appetizioni, che costituiscono i principi del cambiamento Una monade non può essere distinta da unaltra che per le qualità ed azioni interne, le quali non possono essere altro che le sue percezioni; e le sue appetizioni, che costituiscono i principi del cambiamento (Principi della natura e della grazia fondati sulla ragione) Indietro

27 In quanto sostanze semplici e immateriali, cioè prive di parti, le monadi sono dotate di vita propria e di interna perfezione e finalità, non possono influenzarsi a vicenda, ma sussistono come altrettanti mondi chiusi, sprovvisti di finestre sullesterno: …non cè un mezzo per spiegare come una monade possa essere alterata o modificata nella sua interiorità da qualche altra creatura, non essendovi in essa nulla da trasportare, né potendosi concepire in essa alcun movimento interno che vi possa essere suscitato […] come accade nei composti, nei composti nei quali cè mutamento tra le parti. Le monadi non hanno finestre, attraverso le quali qualcosa possa entrare o uscire ( I Principi ) Torna indietro Avanti

28 Posta lautosufficienza e lincomunicabilità delle monadi, luniverso può essere presente ad ognuna di esse solo in maniera ideale, cioè sotto forma di percezione o rappresentazione, che è lunico modo in cui una molteplicità può essere presente in ununità semplice ed immateriale. Monade Expressio multorum In uno Torna indietro

29 Ogni monade è diversa dallaltra: non vi sono in natura due esseri perfettamente uguali, cioè che non siano caratterizzati da una differenza interiore. Questo principio, che Leibniz chiama della identità degli indiscernibili, giustifica due dottrine essenziali del suo sistema: lindividualità di ciascuna sostanza e la varietà infinita del creato.A proposito del primo punto egli scrive: Il principio di individuazione si riduce, negli individui, al principio di distinzione…Se due individui fossero del tutto simili e uguali e, in una parola, indistinguibili di per se stessi, non si avrebbe principio di individuazione, ed oso dire che non ci sarebbe, posta quella condizione, alcuna distinzione individuale o differenza dindividui… ( Nuovi Saggi ) Identità degli indiscernibili IndividualitàVarietà Torna indietro

30 Per monadi Leibniz intende quei centri immateriali di forza che costituiscono gli elementi di base della realtà. La monade è un atomo spitituale, una sostanza semplice, senza parti, quindi priva di estensione e indivisibile. Come tale, la monade non si può disgregare ed è eterna: soltanto Dio può crearla o annullarla. Ogni monade, in virtù del principio delle identità degli indiscernibili, è diversa dalle altre. Monadi Atomi immateriali Semplici Inestesi Indivisibili Torna indietro

31 La vita Gottfried Wilhelm Leibniz nacque a Lipsia il 21 giugno Si laureò in giurisprudenza ad Altdorf presso Norimberga dove si affiliò alla società alchimistica dei Rosacroce nella quale potè iniziarsi alla ricerca naturalistica. Nella stessa città fece la conoscenza del barone di Boineburg,tramite il quale divenne consigliere del principe elettore di Magonza. In questa carica compose vari scritti politici e giuridici; inoltre si occupava di logica e di fisica e pubblicava i primi scritti. Nel 1672 fu inviato a Parigi al seguito di una missione diplomatica che doveva distogliere il re Luigi X!V dalla progettata invasione dellOlanda,invogliandolo alla conquista dellEgitto. A Parigi venne in contatto con gli uomini più famosi del tempo, si occupò di matematica e di fisica e approfondì la sua conoscenza della filosofia cartesiana. Nel 1676 scopre il calcolo integrale che però rese pubblico soltanto nel 1684 negli Acta eruditorum. Il calcolo integrale era già stato scoperto una decina di anni prima da Newton; ma Leibniz giunse alla sua scoperta indipendentemente da lui e la formulò in modo da renderla più feconda, rendendone possibile una più rapida e comoda applicazione. Nel 1676 Leibniz diventa bibliotecario del duca di Hannover Giovanni Federico di Lüneburg,fa un lungo viaggio durato tre anni in Germania e in Italia.Egli era fautore della riunione della Chiesa protestante con la cattolica e lavorò lungamente a questo progetto che si rivelò utopistico. Lavorò inoltre intensamente allorganizzazione delle scienze in tutta lEuropa; e nel 1700 fondò a Berlino lAccademia prussiana delle scienze, sul modello delle società di Parigi e di Londra. Morì ad Hannover il 14 novembre Torna indietro

32 Le Opere Leibniz fu un uomo di vasti e grandiosi progetti e si applicò alla soluzione dei più diversi problemi. I suoi scritti concernono la giurisprudenza, la politica, la storia, la teologia, la matematica e la fisica. Non ha lasciato opere sistematiche. Delle sue opere filosofiche più notevoli, tutte scritte in francese, soltanto lultima fu pubblicata: Discorso di metafisica 1686 Nuovo sistema della natura e della comunicazione delle sostanze Principi della natura e della grazia fondati sulla ragione Monadologia Nuovi saggi sullintelletto umano Saggio di teodicea 1710 Torna indietro


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