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Egitto. La Valle del Nilo La Valle del Nilo appartiene geograficamente al Nordafrica, ma culturalmente e storicamente ha sempre rappresentato un mondo.

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Presentazione sul tema: "Egitto. La Valle del Nilo La Valle del Nilo appartiene geograficamente al Nordafrica, ma culturalmente e storicamente ha sempre rappresentato un mondo."— Transcript della presentazione:

1 Egitto

2 La Valle del Nilo La Valle del Nilo appartiene geograficamente al Nordafrica, ma culturalmente e storicamente ha sempre rappresentato un mondo a sé. Propriamente, il corso del Nilo attraversa sei paesi africani: Burundi, Ruanda, Tanzania, Uganda, Sudan ed Egitto. Dalle sue sorgenti fino a Khartoum, il fiume è diviso in due rami: Nilo Bianco e Nilo Azzurro. Tuttavia l'area geografica di riferimento per la storia antica comprende i territori degli attuali Egitto e Sudan, l'antico regno dei sovrani egizi, quelli che i gli storici greci chiamarono faraoni, con i paesi confinanti a sud, Nubia e Kush.

3 Periodizzazione antica La storia dell'Egitto dinastico (30 dinastie, da Menes a Tolemeo I soter) è tradizionalmente divisa nei seguenti periodi: Epoca arcaica o protodinastica (I - II dinastia a.C.) Antico Regno (III - VI dinastia a.C.) Primo periodo intermedio (VII - XI dinastia a.C.) Medio Regno (XII dinastia a.C.) Secondo periodo intermedio (XIII - XVII dinastia a.C.) Nuovo Regno (XVIII - XX dinastia a.C.) Terzo periodo intermedio (XXI - XXV dinastia a.C.) Periodo tardo (XXVI - XXX dinastia a.C.) Dopo la conquista di Alessandro Magno si parla di: Egitto greco e romano: dal 332 a.C. al 642 a.C. –Egitto greco: dal 332 a.C. al 30 a.C. –Egitto romano: dal 30 a.C. al 642 Dopo la conquista musulmana si parla di Egitto arabo: dal 642 al 1517

4 Dalle mastabe alle piramidi I più antichi esempi di architettura egizia di cui ci siano pervenuti resti sono le màstabe, tombe monumentali del periodo arcaico o delle prime dinastie faraoniche ( ca. a.C.). Le mastabe, dall'arabo "panca", "banco", edificate in un primo tempo in mattoni crudi, e successivamente in pietra calcarea, inizialmente venivano usate per la sepoltura dei faraoni e dei loro familiari. A partire dall'Antico Regno i faraoni preferiranno destinare le proprie spoglie e quelle dei familiari alle piramidi, ancora più grandiose. Le mastabe verranno quindi destinate ai dignitari di corte, come i nobili, gli scribi, i sacerdoti e i visìr (primi ministri, che avevano il compito di gestire, per conto del faraone, tutti gli affari ordinari del regno). Solitamente di pianta rettangolare, le mastabe hanno la forma di un massiccio tronco di piramide. La màstaba è una costruzione piuttosto semplice, si compone di due parti: la zona inferiore e quella superiore. La zona sotterranea o inferiore è costituita da un sepolcreto, scavato in fondo a un pozzo a volte assai profondo (oltre venti metri) e articolato in più livelli. Il sepolcreto poteva essere articolato in più sale, ed era consacrato ad ospitare il sarcofago del defunto, il corredo e tutti gli oggetti ritenuti indispensabili alla vita ultraterrena. Gli Egizi credevano infatti che la vita proseguisse oltre la morte solo se il corpo si fosse conservato; da qui la necessità di mummificare i cadaveri e mettere accanto a loro cibi, utensili e arredi che avrebbero reso più facile la vita nell'aldilà. La zona in superficie, o superiore, destinata a chiudere per l'eternità il pozzo di accesso alla zona inferiore e indicarne la presenza in modo monumentale. La zona superiore della màstaba è dotata di molti vani, anche ampi con cappelle e celle per le preghiere, i riti, e le offerte dei parenti. Esternamente le mastabe sono decorate con colori vivaci. Uno degli elementi caratteristici della mastaba è la facciata, che presenta una falsa-porta. E' una lastra di pietra rientrante con il nome e i titoli del defunto, che riproduceva con stipiti, colonne e architrave, la forma di una porta. E' il simbolo del passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti, secondo l'antica religione egizia, consente all'anima immortale, il kà del defunto di passare dalla sua dimora ultrareterrena al mondo dei vivi e viceversa. Davanti alla finta-porta, spesso ornata di dipinti, rilievi e statue, si potevano depositare su una stuoia o una lastra di pietra le vivande necessarie alla sopravvivenza del defunto.

5 Le piramidi La Necropoli di Saqqara, cimitero monumentale presso Menfi, conserva numerose màstabe, alcune delle quali sono celebri per la bellezza della loro decorazione. Dalla sovrapposizione di più màstabe nascono le prime piramidi a gradoni. La più antica e famosa è senza dubbio la piramide del faraone Zoser. Zoser, detto anche Djoser o Gioser, è il primo faraone della III dinastia ( a.C. ca), con lui si apre il primo periodo di splendore della civiltà egiziana: l'Antico Regno. L'artefice di tale costruzione è Imhotep, il primo architetto conosciuto della storia, gran sacerdote del dio Ra (il Sole) e consigliere principale dello stesso Zoser. A Imhotep, del resto, si attribuisce l'edificazione dell'intera necropoli di Saqqara che altro non era che il vasto cimitero monumentale della vicina Menfi, la prima capitale dell'Egitto. La piramide a gradoni è detta anche piramide scalare, in quanto è formata dalla sovrapposizione di ben sei màstabe, di ampiezza decrescente, che raggiungono insieme 60 metri di altezza. Pensata inizialmente come una grande e massiccia màstaba, è stata poi successivamente ingrandita, fino alla forma definitiva composta da sei gradoni. Nonostante la diversa destinazione dell'edificio, risulta evidente la ripresa della struttura della ziqqurat mesopotamica.

6 Carta muta

7 Nord Africa e Medio Oriente


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