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La cultura spezzata. Per uneducazione alla complessità Conversazione di Stefano Quaglia Verona, Educandato Agli Angeli, 9 settembre 2006 Venezia, Convitto.

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1 La cultura spezzata. Per uneducazione alla complessità Conversazione di Stefano Quaglia Verona, Educandato Agli Angeli, 9 settembre 2006 Venezia, Convitto nazionale M. Foscarini, 2 dicembre 2006

2 La cultura spezzata

3 Aristotele e i suoi seguaci assunsero, e i grammatici speculativi medioevali lo enunciarono esplicitamente, che la struttura linguistica riflette la struttura del mondo: che le parole significano le cose e il loro modo di "essere", come "sostanze" o come "accidenti". Il pensiero, la parola, la realtà

4 E' a causa di questa corrispondenza fra i modi di "essere" e quelli di "significare che è possibile la conoscenza del mondo.

5 Le categorie di "essere", "significare" e "capire" erano conformi l'una all'altra; e si riteneva che la conformità dei tre gruppi di categorie giustificasse l'intima e indissolubile connessione della filosofia, della grammatica e della logica. JOHN LYONS Introduzione alla linguistica teorica. II La grammatica, Roma Bari , pp sg.

6 La cultura spezzata La frattura fra logos e techne è iniziata nella seconda metà dellOttocento con la separazione netta fra il sapere speculativo e il sapere applicato La frattura fra logos e techne è iniziata nella seconda metà dellOttocento con la separazione netta fra il sapere speculativo e il sapere applicato Le scienze hanno dialogato con la tecnica fino, forse, a farsene assorbire Le scienze hanno dialogato con la tecnica fino, forse, a farsene assorbire

7 L'istruzione scolastica deve essere considerata come un'esperienza storica che rappresenta un modo particolare d'organizzazione conoscitiva ( N ORBERTO B OTTANI, La ricreazione è finita, Bologna Il mulino, 1986) Il segno del tempo

8 Mediante lo studio delle conoscenze scolastiche (...) si acquisiscono gli schemi mentali che permettono di organizzare le esperienze conoscitive e di ordinare la costruzione della realtà. ( B OTTANI) Sapere, Pensare e Vivere

9 Lo studio di diverse aree del sapere deve integrarsi in una visione globale dotata di senso e questa non si raggiunge se non attraverso l'accordo dei docenti sugli obiettivi. La conoscenza delle discipline deve essere la garanzia non (solo) di una competenza settoriale, ma di una ampia flessibilità intellettuale.

10 Fra docenti e allievi si instaura un patto : Le fatiche scolastiche valgono la pena di essere sostenute perché conducono ad una autonoma capacità di lettura della realtà. Il docente viene ad essere così il garante immediato del senso dello studio. Le contraddizioni dei docenti divengono segno della mancanza di senso di ciò che si studia.

11 non è un esercizio di atletismo pedagogico-didattico, ma la definizione del senso che un consiglio di classe vuole dare alla sua attività educativa. La programmazione

12 Le due culture Sono convinto che la vita intellettuale, nella società occidentale, si va sempre più spaccando in due gruppi contrapposti. (…) Letterati a un polo e Scienziati allaltro, i più rappresentativi dei quali sono i fisici. Tra i due gruppi, un abisso di reciproca incomprensione: qualche volta (particolarmente tra i giovani) ostilità e disprezzo, ma soprattutto mancanza di comprensione. CHARLES. P. SNOW, Le due culture, Milano 1964

13 Le due culture Se luomo potesse venir compreso in se stesso, prescindendo dai suoi rapporti col mondo, allora lumanesimo tradizionale avrebbe perfettamente ragione di sostenere che la vera cultura non ha nulla a che fare con la ricerca scientifica. Se invece luomo non può venir studiato al di fuori del mondo in cui vive e opera, allora la ricerca scientifica – anche la più specialistica – che arricchisce giorno per giorno la nostra conoscenza dei processi naturali e ci rende vieppiù padroni di essi, assume un vero significato culturale in quanto ci porta a una più profonda comprensione delluomo. L. GEYMONAT prefazione a CHARLES. P. SNOW, Le due culture, Milano 1964

14 I ragazzi hanno unesperienza unitaria e una percezione complessiva della realtà. Quanto più è frammentata la loro esperienza, tanto più rischia di essere confusa La struttura interiore della loro formazione. La visione chiara dei problemi è una conquista difficile, e deriva anche dallabitudine a leggere la confusione della realtà mediante criteri chiari di giudizio e di valutazione. Se la proposta educativa sarà unitaria, organica, non distraente, ma complessa e flessibile, leffetto educativo dellesperienza scolastica sarà quello di una sicura capacità di lettura del reale.

15 La tesi pichiana è veramente notevole: ogni realtà esistente ha una sua natura che condiziona la sua attività per cui il cane vivrà caninamente, e leoninamente il leone. L'uomo invece non ha una natura che lo costringa; non ha un'essenza che lo condizioni. L'uomo si fa agendo, l'uomo è padre a se stesso (GARIN)

16 Analfabetismo nella prima metà del secolo Ventesimo coincideva con la mancanza di qualsiasi competenza strumentale relativa al leggere, scrivere e far di conto Oggi è analfabeta chi non sa leggere unelementare indicazione in inglese e non sa aprire un messaggio di posta elettronica.

17 Analfabetismo Oggi, è analfabeta chi non sa estendere il livello di comunicazione al di là della propria sfera locale. Oggi, è analfabeta chi non sa estendere il livello di comunicazione al di là della propria sfera locale. Le competenze professionali sono sempre maggiori e non si trasmettono per mimesi operativa come in passato, in bottega, ma da riviste, da libri, da opuscoli, da comunicazioni on-line, da testi insomma, nei quali risiede un sapere che esige di essere acquisito criticamente ed innestato con capacità creativa sulle competenze precedenti, per rianimale ed aggiornarle. Le competenze professionali sono sempre maggiori e non si trasmettono per mimesi operativa come in passato, in bottega, ma da riviste, da libri, da opuscoli, da comunicazioni on-line, da testi insomma, nei quali risiede un sapere che esige di essere acquisito criticamente ed innestato con capacità creativa sulle competenze precedenti, per rianimale ed aggiornarle.

18 Un orientamento che valorizza La massa degli studenti che frequentano la scuola allinizio del XXI secolo è come un nubifragio, giustamente pieno di energia, travolgente e incontenibile. Occorre far sì che la forza durto di questi ragazzi non si abbatta ciecamente sulla scuola, come un ciclone, che dopo aver martoriato una regione si affievolisce e disperde, riducendosi ad un debole venticello che alita su un territorio devastato, ma sia raccolta e incanalata lungo percorsi che, accogliendola e contenendola, la potenzino e la valorizzino.


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