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Liceo Scientifico L. da Vinci Jesi

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Presentazione sul tema: "Liceo Scientifico L. da Vinci Jesi"— Transcript della presentazione:

1 Liceo Scientifico L. da Vinci Jesi
Anno scolastico 2010 – 2011 Classe 5^ sez. D

2 Depressione economica Imperialismo

3 Slide 4) – 1895 “ 13) Imperialismo “ 24) Masse e Potere

4

5 Trattato di Francoforte
10 maggio 1871 Impone alla Francia, alla fine della guerra franco-prussiana, oltre alle cessioni territoriali (circa Kmq.) il risarcimento, in tre anni, di 5 miliardi di franchi oro. Il rapido esborso francese , avendo immesso una quantità grande di denaro in Europa, è una delle cause della speculazione finanziaria che avviò, nel 1873, la ‘grande depressione’

6 Deflazione Diminuzione generalizzata dei prezzi.
Buona quando c’è una abbondanza di offerta Cattiva quando c’è scarsità di domanda

7 PNL di alcune Potenze europee
Anno Russia Francia Gran Bretagna Germania Impero Asburgico Regno d'Italia 1830 10,5 8,5 8,2 7,2 5,5 1840 11,2 10,3 10,4 8,3 5,9 1850 12,7 11,8 12,5 9,1 6,6 1860 14,4 13,3 16,0 9,9 7,4 1870 22,9 16,8 19,6 16,6 11,3 1880 23,2 17,3 23,5 19,9 12,2 8,7 1890 21,1 19,7 29,4 26,4 15,3 9,4

8 La crisi nel settore delle ferrovie, dovuta all’esaurirsi della spinta alle costruzioni che avevano raggiunto in passato notevoli dimensioni, aggrava la spirale di crisi nell’ultimo quarto dell’’800 Mancano risorse per la realizzazione di opere particolarmente complesse

9 Crisi nell’industria Progresso tecnico e scientifico
Presenza di nuovi protagonisti: oltre ai tradizionali: G.B., Paesi bassi, Francia, concorrenti agguerriti: Germania e Usa, a lenta industrializzazione: Giappone, Russia , Italia. Aumenta la concorrenza. Politica dei bassi salari per compensare gli effetti della crisi.

10 Crisi in agricoltura Nuovi paesi concorrenti che, grazie allo sviluppo dei trasporti, entrano nel mercato mondiale producendo a prezzi più bassi dell’Europa: Usa, Argentina, Australia.(Un bushel di grano, 36 litri, costava negli Usa circa 40 centesimi, in Europa il doppio). La produzione degli Usa è 10 volte superiore alla russa e 5 alla italiana In Europa occidentale si passa, causa la crisi, dalla piccola proprietà alle grandi aziende capitalistiche innescando il conflitto tra capitalisti agrari e braccianti. In Europa orientale e meridionale rimane il latifondo scarsamente industrializzato.

11 Le conseguenze sociali della crisi
Disoccupazione. Fortissima conflittualità sociale. Emigrazione.

12 Le risposte alla crisi Protezionismo, guerre doganali, mercati chiusi, aumento della conflittualità tra gli stati. Inizia la Germania nel 1878, seguono, ad eccezione dell’Inghilterra, tutti gli altri Paesi industrializzati. Ruolo attivo dello Stato in economia: politiche protezionistiche, commesse alle industrie, intermediazione tra imprenditori e istituti di credito In agricoltura: sviluppo della grande azienda agraria. Nell’industria: concentrazione industriale per diminuire la concorrenza e per controllare i prezzi e il mercato. Affermazione della grande fabbrica, trust, cartelli, regimi di monopolio (verticale e orizzontale).

13 IMPERIALISMO

14 La Grande depressione Jay Cooke

15 J. A. Hobson 1902

16

17 Teoria leninista dell’Imperialismo
Vladimir Il’ič Ul’janov, noto con lo pseudonimo di Nikolaj Lenin ( ), Teoria leninista dell’Imperialismo L’imperialismo trova la sua principale spiegazione nella teoria della “caduta tendenziale del saggio del profitto” prodotta dalla crescente concorrenza tra i paesi capitalistici e dal conseguente incremento del “capitale costante” (macchine) rispetto a quello “variabile “ (forza lavoro). L’aumento della concorrenza porta al passaggio del capitalismo da “concorrenziale” e “monopolistico”.

18 Caduta tendenziale del saggio del profitto
Il “saggio del plusvalore” è dato dal rapporto tra plusvalore e capitale variabile (forza lavoro). Il “saggio del profitto“ è dato la rapporto tra plusvalore e la somma di capitale variabile e capitale costante (le macchine). Il saggio del profitto è quindi inferiore al saggio del plusvalore. La concorrenza, nella economia capitalistica, porta ad un maggiore investimento in capitale costante determinando quella che Marx chiama la “caduta tendenziale del saggio del profitto”.

19 Teoria del sottoconsumo
L’impoverimento progressivo del proletariato, non più in grado di adeguare la domanda alla offerta del mercato, impone la necessità di una “terza persona” non capitalistica in grado di assorbire le eccedenze della produzione. Di qui la spinta imperialista alla acquisizione di aree coloniali nuove.

20 La teoria di Lenin è accolta con più favore perché:
spiega il fatto che i conflitti imperialistici si scatenano anche in Europa tra le potenze capitalistiche non si basa sulla ipotesi del crescente impoverimento del proletariato cosa non sempre confermata sul piano storico non riguarda solo fenomeni riconducibili alla competizione coloniale

21 Teoria del capitalismo monopolistico
Paul Sweezy e Paul Baran Teoria del capitalismo monopolistico Secondo questi studiosi l’imperialismo, nel secondo dopoguerra, nel clima della guerra fredda, ha assunto le caratteristiche del “militarismo”. Le grandi spese dei bilanci statali nel settore degli armamenti hanno avuto come esito: crescita della occupazione, sviluppo tecnologico, ampliamento delle aree di influenza nella competizione URSS v USA.

22 Teoria socialdemocratica
Due elementi caratterizzanti Rifiuto della tesi circa il nesso organico tra Imperialismo e capitalismo Convinzione che le tendenze imperialistiche del capitalismo possano essere eliminate attraverso riforme economiche e sociali tendenti ad introdurre un sempre maggior controllo politico dello sviluppo economico Karl Kautsky

23 Joseph Alois Schumpeter
Teoria liberale Il capitalismo è per sua natura essenzialmente pacifico in quanto gli è intrinseca una potente tendenza razionalizzatrice (calcolo razionale tra costi e ricavi). Le tendenze aggressive presenti nel mondo capitalistico sono un residuo di atteggiamenti psicologici e culturali e di concreti interessi precapitalistici. Si mette in luce come influente sia ancora lo spirito bellicistico delle caste militari-feudali formatesi in età anteriori alla nascita della società borghese e della economia capitalistica alle quali perciò è imputata la responsabilità dell’Imperialismo

24 Masse e potere

25 Democrazia di massa Nel periodo tra la Grande depressione e il 1920 quasi tutti i paesi europei giunsero alla democrazia di massa . Prima della grande guerra : Francia,Danimarca, Norvegia, Svezia, Italia. Subito dopo il conflitto:Belgio, Germania, Austria.

26 Vilfredo Pareto Gaetano Mosca Roberto Michels Teoria dell’élite Sul piano scientifico, la trasformazione del modello democratico ottocentesco, fu elaborata da una serie di intellettuali che teorizzarono la impossibilità di una democrazia integrale e la necessaria tendenza dei sistemi politici alla oligarchia.

27 Parlamentarismo e antiparlamentarismo
L’allargamento della base elettorale dette vita a due atteggiamenti contrastanti: Azione parlamentare come scopo principale della propria politica Forme più autentiche contro la “falsa democrazia”; partecipazione a base “nazionalista”, “corporativa”, “classista”

28 Partiti e movimenti Sul piano organizzativo si manifestarono due tendenze: costruzione di modelli di partito centralizzati e strutturati rifiuto del modello del partito e della burocratizzazione, mobilitazione permanente

29 La socialdemocrazia tedesca

30 Lassalle fonda la “Lega generale degli operai tedeschi”.
Il nemico principale era la borghesia nescente. Le antiche classi dominanti e l’aristocrazia feudale prussiana erano possibili alleati. La lotta doveva svolgersi in ambito politico e non in quello sindacale. Occorreva una educazione quasi religiosa delle masse al socialismo. Ferdinand Lassalle

31 Marx ed Engels erano contrari a Lassalle
Rifiutavano l’idea di una possibile alleanza con l’aristocrazia. Ritenevano importante la lotta sindacale Rifiutavano l’ideale statalista di Lassalle. Danno vita al Partito popolare (1866)

32 Nel 1875, nella cittadina di Gotha viene fondato il Partito socialdemocratico tedesco.
Fortemente radicato nella società: sindacati, leghe, cooperative, associazioni culturali. Organizzato burocraticamente con una massiccia presenza di funzionari, politici e sindacali.

33 Lotta all’interno dell’ SPD Karl Kautsky 1854 - 1938 Eduard Bernstein
Revisionismo Rapporto meno dogmatico con il marxismo, rinuncia all’idea di trasformazione radicale, apertura alle riforme Ortodossia Adozione del marxismo come corpo dottrinario del partito. Fiducia nel crollo del capitalismo

34 Populismo russo Il Populismo è un movimento politico e culturale nato in Russia verso la metà del Formato da intellettuali e studenti consapevoli dei gravi problemi economici, sociali e politici della società russa, si proponeva l’emancipazione delle masse contadine, la fine dell’autocrazia zarista e lo sviluppo di una società socialista.

35 Superare la logica del terrorismo Diffusione del socialismo in Russia
Sostenitore del marxismo, diede vita al movimento Liberazione del lavoro: Superare la logica del terrorismo Diffusione del socialismo in Russia Crescita del movimento operaio Agitazione di massa Passaggio, attraverso lo sviluppo capitalista ad una rivoluzione democratico borghese Georgij Plechanov

36 Il gruppo Libertà del popolo riteneva: Necessario il terrorismo
Primato assoluto la distruzione del potere statale rispetto alla azione di massa Non necessaria la creazione di larga base sociale e l’attesa di condizioni storiche favorevoli Fondamentale l’iniziativa di una minoranza attiva e capace di disorganizzare l’avversario Necessaria la presenza di rivoluzionari di professione

37 Partito operaio socialdemocratico russo
1898 La componente guidata da Lenin riteneva che il partito dovesse avere una struttura limitata numericamente, molto centralizzata, capace di operare in un clima di forte repressione poliziesca e di esercitare una forte direzione sulle masse . Da sola la classe operaia avrebbe al massimo, attraverso una lotta sindacale, attenuato il proprio sfruttamento, non abolito l’intero sistema, Stato compreso. Occorreva l’intervento di una “avanguardia” consapevole delle strategie dell’azione politica e questa avanguardia era costituita dal partito. Lenin (Vladimir Il'ič Ul'janov)

38 Mondo Anglosassone Mentre nell’Europa continentale i partiti politici avevano preceduto, come formazione, le organizzazioni sindacali, nei paesi anglosassoni avvenne il contrario. Le organizzazioni di mutuo soccorso e di resistenza risalivano anche agli ultimi decenni del ‘700

39 Il Cartismo Movimento politico-sindacale nato nel Composto da appartenenti alla classe lavoratrice i quali presentarono alla Camera dei Comuni un “Carta del popolo” che conteneva importanti richieste: Suffragio universale maschile Voto segreto Indennità parlamentare Parità di rappresentanti per egual numero di elettori Abrogazione del censo Elezione annuale del Parlamento

40 Esponenti storici dei partiti
W.Pitt il Giovane C. J. Fox Esponenti storici dei partiti Tory (Pitt), conservatori (Disraeli). Whig (Fox), liberali (Gladstone) B. Disraeli W. Gladstone

41 Nel 1868, a Manchester, prese vita il TUC (Trade Union Congress), ma solo nell’ultimo decennio dell’’800 il movimento sindacale riuscì ad agire sul Partito Liberale fino a sostituirsi ad esso col nome di Labour Party

42 Sindacalismo rivoluzionario
Il sindacalismo rivoluzionario sostiene la assoluta indipendenza sindacale nei confronti sia dei partiti politici che dello Stato. La classe operaia deva agire in maniera autonoma sul fronte del lavoro e contare soltanto sulle proprie capacità. Strumenti di lotta privilegiati sono: lo sciopero generale e l'uso della violenza a scopi rivoluzionari. Il fine non è la conquista del potere politico, bensì la costituzione di una società basata ed organizzata per mezzo di sindacati di lavoro e di settore. Si privilegia il movimento spontaneo proveniente dal basso rispetto alla mediazione organizzata del partito. George Sorel Fernand Pelloutier

43 Sindacalismo rivoluzionario
Sulla spinta dell’ala estremista del movimento sindacale, la Carta di Amiens (1906) affermò, in alcuni dei punti fondamentali, la assoluta indipendenza del sindacato dal partito politico e lo sciopera generale come strumento di lotta. Il movimento però oscillò tra una convergenza con l’ala estrema dei socialisti e la tendenza ad aggregarsi con settori antidemocratici della intellettualità assumendo atteggiamenti di assoluta avversione alla vita parlamentare nella convinzione che a determinare la storia fossero minoranze in grado di trascinare le masse

44 Pausula 1887 – S.Martino del Carso 1915
Filippo Corridoni Pausula 1887 – S.Martino del Carso 1915

45 Il mondo rurale Oltre quella cittadina, la popolazione contadina rappresentava la componente delle masse popolari e lavoratrici. Ridotta dalla emigrazione, restava tuttavia la grande maggioranza in quasi tutti i paesi europei. Le caratteristiche, a volte mitizzate, del mondo contadino: deferenza nei confronti dei ceti possidenti, diffidenza nei confronti del cambiamento, spirito nazionalista legato alla terra, difesa delle tradizioni, indussero molti a sottovalutare la docilità politica delle masse contadine

46 15 maggio 1891 Papa Leone XIII Sotto il pontificato di Leone XII (1878 – 1903) la Chiesa avverte l’esigenza di mitigare l’intransigenza assoluta a qualsiasi forma di cooperazione con il mondo politico. L’urgenza di una partecipazione dei cattolici era determinata anche dal pericolo che solo il socialismo fosse rappresentativo delle esigenze delle masse. Si doveva decidere se lottare contro il mondo moderno o favorire la creazione di propri movimenti politici e sindacali.

47 Il Zentrum ( Deutsche Zentrumspartei ) è il Partito dei cattolici tesdeschi, nato nel 1870, per difendersi dalla politica del Kulturkampf ( battaglia di civiltà ) del cancelliere O. von Bismarck con la quale si voleva operare a favore della maggioranza tedesca protestante.

48 Reazionari Nazionalisti Eduard Drumont 1844 - 1917 Charles Maurras

49 Negli anni ottanta e novanta del 1800, accanto a movimenti di massa prima illustrati, fecero la loro comparsa in ambienti della piccola borghesia, nel sottoproletariato, ideali fortemente nazionalistici, a carattere razziale e caratterizzata da un violento odio antiebraico.

50 Pogrom Pogrom è un termine di derivazione russa e significa “devastazione”. Si riferisce alle manifestazioni di cui furono vittime le comunità e i villaggi degli ebrei russi tra la fine dell’’800 e i primi anni del 900. Tali atti di feroce violenza avvennero con il consenso del governo zarista.

51 Panslavismo Il Panslavismo è un movimento culturale nato nel XIX secolo nell’ambito della realtà degli intellettuali slavi i quali intendevano, nel loro progetto politico, riunire in una unica nazione tutti i popoli di lingua slava. Si riteneva che tali popoli avessero proprio una radice linguistica comune: il protoslavo. Il primo congresso panslavo si svolse a Praga nel Si divide in Grande panslavismo, con la Russia, e Piccolo, senza.

52 Pangermanesimo Uta degli Askani di Bellenstedt
Si intende per “pangermanesimo” la aspirazione ad unificare tutte le popolazioni di stirpe e di lingua tedesca. Iniziò a diffondersi nel XIX secolo denotando un forte spirito nazionalistico. Uta degli Askani di Bellenstedt vissuta nel XII secolo. Duomo di Naumburg Un capolavoro dell’arte romanica diventa, in chiave nazionalista, l’emblema della donna tedesca, fiera ed austera, velata da un profondo sentimento wagneriano di tragicità e immortalità, simbolo dell’ideologia del pangermanesimo

53 Autoritarismo Tutti i movimenti ultranazionalisti intendevano attribuire una autorità indiscussa nello Stato e nella figura del capo. Si rifacevano a miti del passato con nostalgia per lo “spirito comunitario” alternativo alla società gerarchica , Anche quando si organizzavano in partito intendevano identificarsi con lo Stato abolendo gli altri partiti in nome della comunità.

54 Il termine fu coniato, nel 1879,dallo storico nazionalista tedesco Wilhelm Marr. Con esso si intende l’odio esclusivamente nei confronti degli ebrei ritenuti responsabili delle sventure del mondo e capro espiatorio sul quale scaricare la rabbia e il risentimento. Nel periodo studiato va interpretato anche come una forma di reazione anticapitalistica laddove si ritiene il capitale responsabile di “catastrofici mutamenti sociali”. Antisemitismo


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