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Terzo incontro SCUOLE DI PSICOTERAPIA E RICERCA MILANO - 15 maggio 2007 Il ragionamento nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo Francesco Mancini e Amelia Gangemi.

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Presentazione sul tema: "Terzo incontro SCUOLE DI PSICOTERAPIA E RICERCA MILANO - 15 maggio 2007 Il ragionamento nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo Francesco Mancini e Amelia Gangemi."— Transcript della presentazione:

1 Terzo incontro SCUOLE DI PSICOTERAPIA E RICERCA MILANO - 15 maggio 2007 Il ragionamento nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo Francesco Mancini e Amelia Gangemi Scuola di Psicoterapia Cognitiva - Associazione di Psicologia Cognitiva Roma Con la collaborazione dellUnità per i disturbi dansia e dellumore APC-SPC Barbara Barcaccia, Rino Capo, Andrea Gragnani, Claudia Perdighe Antonella Rainone, Giuseppe Romano, Angelo Saliani

2 SPIEGAZIONE E COMPRENSIONE DEL DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

3 QUALI SONO GLI SCOPI E LE CREDENZE ALLA BASE DEL DOC?

4 Maria temeva di contagiarsi lAIDS, attraverso il contatto con la foto Un tipico caso di Disturbo Ossessivo-Comulsivo (DOC) Maria temeva di contagiarsi lAIDS, attraverso il contatto con la foto di un malato (Rock Hudson)

5 Il primo problema che ci siamo posti è stato identificare e descrivere i passi del ragionamento che avevano portato Maria a trarre questa conclusione Il primo problema che ci siamo posti è stato identificare e descrivere i passi del ragionamento che avevano portato Maria a trarre questa conclusione Johnson-Laird, Mancini e Gangemi, 2006 Psychological Review

6 Oddio, toccare questa foto mi fa impressione, come se stessi toccando davvero il malato, … e se mi fossi contagiata? Sarebbe terribile, che sbadata sono stata, ma potevo stare più attenta! No, ma che sto pensando! È assurdo! Però come posso esserne così sicura?! Il fotografo è stato vicino a RH, infatti la foto è un primo piano Si ma lAIDS mica si contagia con la vicinanza, ci deve essere un contatto intimo. Già, ma io che ne so se cè stato un contatto intimo? Il fotografo stesso poteva essere omosessuale. In effetti sembra improbabile che ci sia stata della intimità in una stanza dospedale e con un malato grave, ma non cero lì e come posso escluderlo dunque?

7 I passi caratteristici del ragionamento di Maria La paziente inizia con una intuizione circa un potenziale pericolo : Oddio, toccare questa foto mi fa impressione, come se stessi toccando davvero il malatoOddio, toccare questa foto mi fa impressione, come se stessi toccando davvero il malato. Questa intuizione attiva una reazione dansia esagerata, che la porta a focalizzare il pericolo, pur considerandolo, almeno inizialmente soggettivamente implausibile e improbabile … e se mi fossi contagiata? Sarebbe terribile….!

8 Si attiva inoltre una emozione di colpa: ha agito in modo superficiale e sbagliato, potendo per questo causare un danno a se stessa che sbadata sono stata, ma potevo stare più attenta! che sbadata sono stata, ma potevo stare più attenta! Cerca di dimostrarsi che non esistono possibili meccanismi di contagio che labbiano potuta effettivamente esporre al rischio: No, ma che sto pensando! È assurdo!No, ma che sto pensando! È assurdo!

9 conclude che effettivamente il rischio è improbabile, ma non riesce ad escluderlo con assoluta certezza: Però come posso esserne così sicura?!Però come posso esserne così sicura?! Cerca quindi ulteriori esempi del pericolo: Il fotografo è stato vicino a RH, infatti la foto è un primo pianoIl fotografo è stato vicino a RH, infatti la foto è un primo piano E ne cerca di nuovo la falsificazione: Si ma lAIDS mica si contagia con la vicinanza, ci deve essere un contatto intimo. e così via …

10 Il ragionamento di Maria Il ragionamento di Maria: Maria, per escludere il pericolo con certezza assoluta Cerca di immaginare tutte le possibilità di pericoloCerca di immaginare tutte le possibilità di pericolo Cerca di falsificarle tutte, una per una, ricercandone i controesempiCerca di falsificarle tutte, una per una, ricercandone i controesempi E disposta a rigettare lipotesi di pericolo solo a condizione che ne sia certa limpossibilitàE disposta a rigettare lipotesi di pericolo solo a condizione che ne sia certa limpossibilità Grazie a questo processo, finisce col vedere un numero sempre più alto di possibilità di pericoloGrazie a questo processo, finisce col vedere un numero sempre più alto di possibilità di pericolo Accetta il pericolo come realeAccetta il pericolo come reale

11 Successivamente ci siamo chiesti se effettivamente i passi da noi identificati, studiando il ragionamento di Maria, possano generare ragionamenti tipici degli ossessivi, e non solo di Maria Successivamente ci siamo chiesti se effettivamente i passi da noi identificati, studiando il ragionamento di Maria, possano generare ragionamenti tipici degli ossessivi, e non solo di Maria Johnson-Laird, Mancini e Gangemi, 2006 Psychological Review

12 Esperimento 1 Se la nostra ipotesi è corretta gli psichiatri dovrebbero riconoscere come tipici del DOC ragionamenti prodotti seguendo i passi del ragionamento di Maria, indipendentemente dal loro contenuto

13 Disegno: A 34 psichiatri sono state mostrate 6 coppie di resoconti verbali di pazienti (ordine random). I due resoconti di ogni coppia avevano lo stesso contenuto ma differivano per la forma del ragionamento: uno aveva la forma del ragionamento ossessivo, e laltro la forma confirmatoria, propria degli altri disturbi dansia (BSTS). Le 6 coppie di resoconti avevano il contenuto tipico di: GAD ipocondria DOC (contaminazione e checking) fobia specifica paranoia

14 Ho paura che quel doloretto che ho alladdome dalla parte del fegato potrebbe essere il sintomo di un tumore, di un cancro al fegato. Mi ricordo di un mio zio che è morto di cancro al fegato, era ridotto in un modo disgustoso tra mille sofferenze. Certo mio zio aveva 80 anni e io ne ho 30 e un cancro al fegato alla mia età è raro daltra parte mica è impossibile! Per giunta, forse, ho anche una brutta cera, la lingua è sporca, a volte ho un po di amaro in bocca, mi sembro anche pallido, sarà lanemia. Certo, questi sono sintomi molto frequenti che possono essere banali, io stesso li ho avuti tante altre volte, ma ci sono e mica sono incompatibili col cancro anzi non lo escludono affatto. Ho paura che quel doloretto che ho alladdome dalla parte del fegato potrebbe essere il sintomo di un tumore, di un cancro al fegato. Mi ricordo di un mio zio che è morto di cancro al fegato, era ridotto in un modo disgustoso tra mille sofferenze. Certo mio zio aveva 80 anni e io ne ho 30 e un cancro al fegato alla mia età è raro daltra parte mica è impossibile! Per giunta, forse, ho anche una brutta cera, la lingua è sporca, a volte ho un po di amaro in bocca, mi sembro anche pallido, sarà lanemia. Certo, questi sono sintomi molto frequenti che possono essere banali, io stesso li ho avuti tante altre volte, ma ci sono e mica sono incompatibili col cancro anzi non lo escludono affatto. Ho paura che quel doloretto che ho alladdome dalla parte del fegato possa essere il sintomo di un tumore, di un cancro al fegato. Mi ricordo di un mio zio che è morto di cancro al fegato tra mille sofferenze. Allinizio la situazione era come la mia, anche lui aveva un doloretto alladdome, non se ne curò, i medici poi gli dicevano che non era niente e intanto il cancro camminava, anche adesso, qui, dentro la mia pancia, il cancro si sta espandendo, in effetti mi sembra che i doloretti sono aumentati nelle ultime settimane. Nessun mi da retta, tutti mi prendono sottogamba, quando cominceranno a curarmi sarà troppo tardi! Mi sembra di avere anche una brutta cera, la lingua è sporca, a volte ho un po di amaro in bocca, mi sembro pure pallido, sarà lanemia!

15 Procedura e istruzioni Gli psichiatri sono stati testati individulamente. La domanda cruciale era: Quale diagnosi è possibile formulare per ciascuno dei due resoconti? Potevano scegliere tra le seguenti diagnosi: GAD ipocondria DOC fobia specifica paranoia

16 Risultati gli psichiatri riconoscono come tipici del DOC (83% dei trials), ragionamenti formalmente simili a quello tipo Maria, e ciò indipendentemente dal contenuto. diagnosticano come altri disturbi dansia (97% dei trials) ragionamenti esclusivamente confirmatori se il contenuto è tipicamente ossessivo e la forma è confirmatoria, allora formulano una diagnosi di GAD

17 Conclusioni il ragionamento tipo Maria è caratteristico del DOC e i passi da noi identificati come tipici del ragionamento ossessivo producono effettivamente questo genere di ragionamento.

18 terzo problema perché gli ossessivi ragionano in questo modo? terzo problema perché gli ossessivi ragionano in questo modo? Più precisamente Quali sono gli scopi e le credenze che regolano il ragionamento ossessivo?

19 Premessa Il ragionamento è uno strumento al servizio degli scopi e dei bisogni dellindividuo e non dellaccuratezza o della verità (vedi Friederick, 1993; Trope & Lieberman,1996)

20 Perchè Maria ragiona in modo semidialettico? Perchè Maria ragiona in modo semidialettico? Il suo scopo è proteggersi dallAIDS? Se così fosse, allora better safe than sorry strategy Si focalizza lipotesi di pericoloSi focalizza lipotesi di pericolo Si ricercano confermeSi ricercano conferme Nessun tentativo di falsificare lipotesi di pericoloNessun tentativo di falsificare lipotesi di pericolo

21 Perchè Maria ragiona in modo semidialettico? Perchè Maria ragiona in modo semidialettico? Il suo scopo è rassicurarsi? Se così fosse, allora wishful thinking Si focalizza lipotesi di sicurezzaSi focalizza lipotesi di sicurezza Si ricercano confermeSi ricercano conferme Nessun tentativo di falsificare lipotesi di sicurezzaNessun tentativo di falsificare lipotesi di sicurezza

22 Perchè Maria ragiona in modo semidialettico? Perchè Maria ragiona in modo semidialettico? Vuole perseguire entrambi gli scopi? (proteggersi dallAIDS e rassicurarsi (proteggersi dallAIDS e rassicurarsi) Se così fosse, allora dovremmo osservare un lungo, complesso e dettagliato ragionamento dialettico con: Una rappresentazione simmetrica della tesi e dellantitesiUna rappresentazione simmetrica della tesi e dellantitesi Standard simili per accettare/rigettare la tesi e lantitesiStandard simili per accettare/rigettare la tesi e lantitesi

23 Perchè Maria ragiona in modo semidialettico? Perchè Maria ragiona in modo semidialettico? La nostra ipotesi Maria vuole dimostrarsi, al di là di ogni ragionevole dubbio, che: non ha agito in modo superficiale e sbagliato, e per scongiurare ogni possibile accusa, cerca di dimostrarsi che il pericolo non esiste non ha agito in modo superficiale e sbagliato, e per scongiurare ogni possibile accusa, cerca di dimostrarsi che il pericolo non esiste

24 Dal timore di essere accusato al ragionamento di Maria Maria focalizza lipotesi di pericolo perché teme di essere accusata di aver determinato il pericolo stesso Maria cerca la falsificazione dellipotesi di pericolo perché vuole difendersi dallaccusa e dunque vuole contestarla. Maria usa standard molto elevati per valutare la portata della falsificazione perché ritiene, by default, che il giudizio sarà severo, nel senso che terrà conto solo della possibilità che lei sia colpevole e non che sia innocente. Limputazione è implausibile per Maria, ma Maria non ritiene implausibile di poter essere accusata di essersi causata lAIDS per sbadataggine.

25 Che prove abbiamo che lo scopo alla base del ragionamento ossessivo sia quello di sottrarsi allaccusa di aver determinato il pericolo e dunque alla colpa di averlo causato?

26 Studio 1 I dentificare gli scopi perseguiti con lattività ossessiva da un gruppo di pazienti giunto alla nostra osservazione (Mancini, Perdighe, Serrani e Gangemi, Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, 2008)

27 Indagine su 32 pazienti ossessivi 27 M, 15 F, età media 31.6 (18-61) Procedura: Y-BOCS autosomministrata, scelta delle ossessioni e compulsioni più gravi Assessment tramite domande standard Per ciascun paziente il terapeuta completava lo schema che segue Lo schema era condiviso con il paziente e modificato finché il paziente non lo trovava ben corrispondente alla sua esperienza

28 Schema generale Valutazione Evento Tentativi di Soluzione 1 Metavalutazione Tentativi di Soluzione 2

29 Maria EVENTO sfiorare inavvertitamente un passante VALUTAZIONE per sbadataggine potrei essermi contagiata l AIDS, dunque debbo provvedere TENTATIVI DI SOLUZIONE I Lavaggi ripetuti Evitamenti Ruminazioni Richiesta di rassicurazioni

30 Maria META VALUTAZIONE queste mie preoccupazioni sono esagerate sto rovinando la mia vita e quella dei miei familiari potrei rendere ossessivo mio figlio TENTATIVI DI SOLUZIONE II° tentativi di soppressione del pensiero evitamenti finalizzati a ridurre l attivit à ossessiva

31 Schema generale Valutazione Evento Tentativi di Soluzione 1 Meta valutazione Tentativi di Soluzione 2

32 Indagine su 32 pazienti ossessivi Successivamente: 18 psicologi non esperti di OCD né di psicoterapia cognitiva non al corrente della ipotesi hanno classificato la prima valutazione dei 32 pazienti in 5 categorie scelte sulla base della letteratura (Dèttore e Melli, 2004): 1)timore di contaminazione da sostanze disgustose 2)timore del giudizio altrui 3)timore di colpa 4)timore di un danno ma senza colpa 5)altro

33 Risultati M delle scelte operate dai 18 giudici Per le categorie selezionate: F (3,51) =34.39 p<.001 d =.67 Bonferroni post-hoc test: –colpa vs disgusto p< disgusto vs danno p<.05 vs. danno p<0.001 vs vergogna p<.001 vs. vergogna p<0.001

34 COCLUSIONI I PAZIENTI OSSESSIVI VALUTANO GLI EVENTI CRITICI QUASI SEMPRE IN TERMINI DI MINACCIA DI COLPA e DI CONTAMINAZIONE DA SOSTANZE DISGUSTOSE

35 STUDIO 2 Verificare se i pazienti ossessivi, più degli altri pazienti con disturbi dansia, sono sensibili ad accuse e a critiche sprezzanti che potrebbero far seguito a loro colpe o mancanze

36 Soggetti –16 pazienti ossessivi (8 M, 8 F, età media 30.2) –22 pazienti con disturbo dansia (GAD, fobia sociale, agorafobia, attacchi di panico; 10 M, 12 F, età media 34.3)

37 Procedura e Istruzioni 1. Le foto di Ekman sono state disposte davanti al soggetto 2. Si diceva al paziente a. a.di immaginare che le espressioni facciali fossero rivolte a lui e che lui fosse loggetto di ogni singola espressione b. b.di scegliere le due che lo mettevano più a disagio. 3. si presentavano tutte le foto e gli si chiedeva: Se si realizzasse proprio la cosa che tu maggiormente temi (evento ultimo temuto), ti aspetteresti di essere esposto ad una di queste espressioni? E se si, quale ti farebbe soffrire di più?

38 Risultati 1. i pazienti ossessivi, più che i pazienti con altri disturbi dansia, reputano le espressioni di rabbia e disgusto rivolte a loro come quelle che maggiormente in grado di suscitare disagio (t (36)=2.16; p<.05) M di foto di rabbia o disgusto

39 Percentuali di scelta 2. i pazienti DOC prevedono di trovarsi di fronte ad espressioni di rabbia e disgusto se immaginano che avvenga ciò che cercano di prevenire, più che i pazienti non DOC ( 2 (1, N=38) = 10.24, p<0.01.)

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43 CONCLUSIONI i pazienti ossessivi rispetto a pazienti con altri disturbi dansia: 1.tendono a percepire come più avversive le espressioni di rabbia, disgusto e disprezzo se le immaginano dirette verso di se 2.tendono ad immaginare che se si verificasse ciò che ossessivamente temono allora sarebbero esposti a una siffatta espressione 3.ricordano di essere stati esposti a una tale espressione nel passato 4.tendono ad interpretare come sprezzanti le espressioni neutre o che manifestano altre emozioni

44 Infine che prove abbiamo del fatto che per evitare di essere accusati di aver agito colpevolmente gli ossessivi focalizzano le ipotesi di pericolo e, soprattutto, di colpevolezza?

45 2 Esperimenti 1.Sul processo di focalizzazione in un compito di decisionale, con soggetti non clinici (Gangemi & Mancini, 2007, Journal of Behaviour and Decision Making) 2. Sull assertion-testing con soggetti ossessivi sub-clinici (Johnson-Laird, Mancini & Gangemi, 2006, Psychological Review)

46 Esperimento 1 Abbiamo utilizzato un problema decisionale per verificare se: lemozione di colpa induce i partecipanti a focalizzare le ipotesi di pericolo, anche quando lemozione di colpa induce i partecipanti a focalizzare le ipotesi di pericolo, anche quando implicite e dunque scarsamente o per nulla rappresentate nel problema decisionale implicite e dunque scarsamente o per nulla rappresentate nel problema decisionale

47 In questo esperimento Tre stati emozionali indotti: Tre stati emozionali indotti:Colpa/Rabbia/Neutro Un compito decisionale Un compito decisionale Il compito includeva due ipotesi, una di pericolo e una di sicurezza. Il compito includeva due ipotesi, una di pericolo e una di sicurezza. Alternativamente, una era ben esplicitata ed una era implicita Alternativamente, una era ben esplicitata ed una era implicita Variabili dipendenti: Numero di domande per ciascuna ipotesi Decisione finale

48 Risultati 1. I soggetti colpevoli preferiscono indagare lipotesi di pericolo, anche se implicita selezionando un numero più alto di domande ad essa riferite selezionando un numero più alto di domande ad essa riferite(N=183) M domande selezionate per Ipotesi di Pericolo Interazione Emozione x Ipotesi, F2, 177 = 3.74, p <.05

49 Results 2. I soggetti colpevoli scelgono di seguire lipotesi di pericolo come decisione finale % scelta per Ipotesi di Pericolo interazione emozione x diagnosi Wald (1) = 19.03, p<.001

50 Conclusioni per lEsperimento 1 I soggetti cui è stata indotta la colpa focalizzano lipotesi di pericolo, anche se implicita e dunque scarsamente o per nulla suggerita dal problema decisionale loro presentato. Implicazioni per la clinica: gli ossessivi focalizzano lipotesi di pericolo anche se non cè nessuna informazione che la suggerisce

51 Esperimento 2 Verificare lipotesi che i soggetti ossessivi sub- clinici, di fronte a contenuti di colpa: sono più abili degli altri a inferire le possibilità in cui sono colpevoli le impossibilità in cui sono innocenti a partire da alcune affermazioni

52 2 gruppi di soggetti: Soggetti oltre il 5° perc. al PI (n=14) Soggetti di controllo al di sotto del 5° perc. al PI (n=14) Ciascun gruppo è stato ulteriormente suddiviso in due sottogruppi, in base al tipo di contenuto delle affermazioni: 1° gruppo: affermazioni di colpa (ad es. lallarme di casa suona e mi sento colpevole) 2° gruppo: affermazioni neutrali (ad es. lallarme di casa suona e sono stanco), o di tristezza (lad es. allarme di casa suona e sono triste).

53 Percentuale di casi possibili correttamente elencati Contenuto colpa Altri contenuti DOC 637 Controllo 2319 Interazione gruppo x contenuto, Mann-Whitney, W = 15.5, p <.02.

54 Percentuale di casi impossibili correttamente elencati Contenuto colpa Altri contenuti DOC 6226 Controllo 2513 Interazione gruppo x contenuto, Mann-Whitney, W = 16.0, p <.02.

55 Conclusioni Esperimento 2 I soggetti ossessivi sub-clinici, di fronte a contenuti di colpa: sono più abili degli altri a inferire sono più abili degli altri a inferire le possibilità in cui sono colpevoli le impossibilità in cui sono innocenti quindi ragionano da esperti su contenuti di colpa, rilevanti per il ragionano da esperti su contenuti di colpa, rilevanti per ilDisturbo (stesso risultato con pazienti depressi sub-clinici e in uno studio attualmente in corso sul ragionamento sillogistico, con soggetti fobici)

56 CONCLUSIONI GENERALI i pazienti ossessivi ricorrono ad una peculiare strategia di ragionamento questa strategia dipende dallo scopo minacciato lo scopo alla base del ragionamento ossessivo è quello di sottrarsi allaccusa di aver determinato il pericolo e dunque alla colpa di averlo causato le inferenze dei pazienti ossessivi sono razionali e, come risultato di prolungate ruminazioni, gli stessi pazienti diventano ragionatori esperti nei loro domini sintomatici (idem per i pazienti depressi) quindi i pazienti nel dominio critico ragionano meglio dei non pazienti


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