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Fragilità Modernizzazione regressiva Risentimenti Uguaglianza Democrazia.

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Presentazione sul tema: "Fragilità Modernizzazione regressiva Risentimenti Uguaglianza Democrazia."— Transcript della presentazione:

1 Fragilità Modernizzazione regressiva Risentimenti Uguaglianza Democrazia

2 1. Ponticelli. Poveri contro poveri Ponticelli, maggio Un gruppo di abitanti del luogo lancia molotov contro le baracche di tre campi Rom. Motivo scatenante: una giovane Rom viene accusata di aver tentato il rapimento di una bambina di un anno. Laccusa si rivelerà infondata. Un abitante di Ponticelli dichiara: Chi fatica onestamente può anche restare, ma per gli altri bisogna prendere precauzioni, anche con il fuoco. Dalle note di un cronista giunto sul luogo a fatto avvenuto: Nelle baracche ci sono ancora le pentole sui fornelli, gli zaini dei bambini. Allingresso di una di queste abitazioni in lamiera e compensato, tenute insieme da una gomma spugnosa, cè un quadro con cornice che contiene la foto ingrandita di un bimbo sorridente, vestito da Pulcinella. Florin, carnevale 2008, la festa della scuola elementare di Ponticelli

3 2. Opera. Rancore al margine Opera (Municipio della periferia sud di Milano), dicembre In seguito allabbattimento di un campo situato in un comune limitrofo, il consiglio comunale delibera di allestire una tendopoli per accogliere trenta famiglie di rom rumeni. La decisione scatena la reazione degli abitanti del luogo. Si costituisce un presidio permanente attorno alla tendopoli. Decine, a volte centinaia di persone, circondano quotidianamente la tendopoli, controllando, urlando invettive, lanciando a volte petardi, insultando i volontari che quotidianamente accompagnano i bambini a scuola per poi riportarli di sera alle tende.

4 Nel corso di quelle settimane, i presidianti stringono legami tra loro, si conoscono e riconoscono. Si stabiliscono relazioni e un senso di comunione altrimenti impossibile nellanonimato della periferia. Danno vita a quella che ha tutto laspetto di una comunità, con il proprio linguaggio identificante, i propri simboli e le proprie figure di riferimento. Dopo un mese e mezzo, le famiglie vengono trasferite in un nuovo insediamento.

5 3. Lombardo-Veneto. I sindaci- guardiani Nel maggio 2008, lesecutivo vara il decreto-legge (poi convertito in legge) contenente il pacchetto sicurezza, che attribuisce ai sindaci nuovi poteri in materia di sicurezza. Nel periodo luglio 2008-agosto 2009 vengono censite circa 800 ordinanze. Il 40% di esse vengono adottate nel Lombardo-Veneto. Si tratta di misure fortemente discriminatorie nei confronti dei più poveri, in particolare dei questuanti e degli immigrati irregolari.

6 Adro (Brescia): viene destinato un premio ai vigili urbani per ogni immigrato clandestino individuato. San Martino dellAdige (Mantova): il comune invita tutti i cittadini a denunciare la presenza di immigrati clandestini. Gerenzano (Varese): il sindaco invita i cittadini a non vendere o fittare case agli stranieri. Brignano (Bergamo): il comune decide di destinare gli aiuti economici solo ai disoccupati italiani. Alzano Lombardo (Bergamo): vengono previsti aiuti economici per le nuove coppie, ma solo se italiane. Ancora ad Adro: i figli delle famiglie che non pagano le rate della mensa scolastica sono esclusi dal servizio e costretti ad assistere da discriminati al pasto dei compagni più fortunati.

7 Interviene un imprenditore della zona, che decide di rilevare il debito dei genitori inadempienti. Limprenditore scrive al sindaco la nota seguente: Vedo intorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho linsana abitudine di leggere, e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro (…). I miei compaesani si sono dimenticati, in poco tempo, da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare lasticella dellintolleranza di un passo allanno (…). Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Dove sono i miei compaesani? Come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?

8 Le storie raccontate: il segno di una metamorfosi morale. Di una regressione civile connessa ad una regressione sociale. Tutti i protagonisti delle storie raccontate sono dei deprivati. Persone che si percepiscono vittime di un malessere da perdita. Il rancore che alimenta il comportamento pubblico di molti è il segno eloquente di questo malessere. Scarto tra aspettative di benessere e fragilità sperimentata. Conseguenza di trasformazioni che hanno svelato lillusione della crescita e la realtà di una progressiva decadenza. Il risentimento dà luogo ad un conflitto orizzontale: non dei ricchi contro i poveri. ma degli impoveriti (o di chi teme limpoverimento) contro altri poveri, più poveri, alla ricerca di un qualche risarcimento facile.

9 Indicatori di fragilità Pil pro capite Povertà soggettiva Povertà relativa e assoluta Indicatore Eu-Silc sulla popolazione a rischio di povertà Indice di deprivazione materiale

10 Livello di benessere dei Paesi europei ( )

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12 Media europea= 100 Bulgaria +15 Ungheria +9 Germania -6 Francia -8Italia -18

13 Povertà soggettiva La condizione di povertà soggettiva viene accertata intervistando lindividuo/famiglia riguardo alladeguatezza/inadeguatezza del proprio reddito Si tratta di un indicatore che esprime in termini percentuali la condizione di disagio e di insoddisfazione di quanti ritengono che il reddito percepito sia inadeguato

14 La soglia di povertà soggettiva è fissata al livello medio di reddito indicato dagli intervistati come necessario per vivere senza lussi ma senza privarsi del necessario (escludendo le tasse). Per il 2006, tale soglia era fissata a 1800 euro per una famiglia-tipo di due persone (a 1300 euro nel 2001).

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16 Povertà relativa È un indicatore di distanza sociale. Individua quanti sono in condizioni di svantaggio non in senso assoluto ma rispetto ad altri. Misura la percentuale di popolazione che si colloca a un livello di reddito, o di spesa, inferiore alla media nazionale di una percentuale giudicata significativa ai fini di determinare una condizione di esclusione, o comunque uno status particolarmente svantaggiato.

17 Povertà relativa per ripartizione geografica. Anni (valori percentuali), Fonte: Istat 2009

18 In Italia, nel 2009, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono 2 milioni 657 mila e rappresentano il 10,8% delle famiglie residenti; si tratta di 7 milioni 810 mila individui poveri, il 13,1% dellintera popolazione. Lincidenza della povertà relativa al sud è più che quadrupla rispetto al nord. Al sud risiede il 70% delle famiglie povere, nonostante vi risieda un terzo della popolazione.

19 Differenze nella distribuzione della povertà relativa Valore percentuale Emilia Romagna3,8 Lombardia4,4 Sicilia28,8 Basilicata28,8 Campania25,5 Calabria25,9

20 Povertà assoluta Tale misura si riferisce alla incapacità di acquisire un paniere di beni e servizi considerati essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile. Un pasto adeguato, un tetto, vestiario, riscaldamento, un minimo di mobilità e accesso ai trasporti, ecc.

21 La soglia di povertà assoluta varia, per costruzione, in base alla dimensione della famiglia, alla sua composizione per età, alla ripartizione geografica e alla dimensione del comune di residenza. Di conseguenza, le soglie di povertà assoluta non vengono definite solo rispetto allampiezza familiare (così come viene fatto per la povertà relativa), ma sono calcolate per ogni singolo tipo di famiglia, in relazione alla zona di residenza, al numero e alletà dei componenti. Le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore al valore della soglia vengono classificate come assolutamente povere (Cies 2009).

22 Povertà assoluta per ripartizione geografica. Anni (valori percentuali), Fonte: Istat 2009

23 Indicatore Eu-Silc della popolazione a rischio di povertà È calcolato con criteri diversi da quello Istat della povertà relativa. In esso infatti la soglia di povertà è riferita agli individui e non alle famiglie, inoltre è definita in base alla mediana dei redditi equivalenti (invece che alla media della spesa per consumi)

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25 Indice di deprivazione materiale Esso si riferisce alla mancanza di beni materiali per il soddisfacimento di bisogni essenziali, alla presenza dichiarata di difficoltà finanziarie e in generale allincapacità individuale di vivere una vita decente. Lindice è calcolato con una serie di interviste a un campione di popolazione su una batteria di item ritenuti significativi del disagio economico i quali vanno dalla capacità di soddisfare bisogni essenziali al possesso di generi di consumo durevole considerabili in taluni casi e situazioni voluttuari, alla regolarità nel far fronte a impegni economico finanziari quali il pagamento di tasse e bollette (Cies 2009).

26 Indici di deprivazione materiale Famiglie che percepiscono la propria situazione come peggiorata rispetto allanno precedente 41%54,5% Famiglie in arretrato nel pagamento del mutuo4,9%7,6% Sofferenze per pagamenti arretrati10,7%14%


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