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A cura di: Dott.ssa Paola Tomba A cura di: Dott.ssa Paola Tomba.

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1 A cura di: Dott.ssa Paola Tomba A cura di: Dott.ssa Paola Tomba

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5 Autocomandi Dialogo interno Istruzioni interne /automatiche Comandi verbali Istruzioni altri Autoistruzioni a bassa voce

6 Concentrazione e attenzione sostenuta nel tempo pianificazione e soluzione di problemi livello di autostima comportamento sociale livello di motivazione Gestione delle emozioni comportamento motorio Il bambino non riesce a regolare: impulsività

7 Condivisa Selettiva Sostenuta Focalizzata Shift

8 causano spesso:

9 Calo di autostima Globale peggioramento dellimmagine di sé e comparsa di contenuti depressivi e ansiosi Estensione del senso di fallimento ad altre competenze Numerosi fallimenti e frustrazioni Circolo Vizioso pericoloso

10 Come si sente il Bambino Non mi piace fare i compiti, non sono capace É inutile studiare tanto domani non ricordo Non sono come i miei compagni Tutti dicono che sono cattivo È sempre colpa mia Spesso mi rifiutano

11 Iperattività motoria - irrequietezza Aggressività Bassa tolleranza alle frustrazioni Impulsività Facile distraibilità Inattenzione Annoiarsi facilmente Impazienza Insofferenza Infanzia Età adulta

12 Indicatori di rischio per gli Insegnanti: continua distrazione e necessità di ripetute sollecitazioni compiti svolti frettolosamente e con molti errori frequenti interventi ma poco chiari disimpegno nonostante le buone capacità dimentica spesso i materiali caotico e disorganizzato, grafia poco chiara non tollera le frustrazioni

13 Come procedere? Servizio territoriale

14 BAMBINOBAMBINO Interventi in collaborazione con

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16 Famiglia Coetanei Scuola Società

17 REBT Terapia Razionale-Emotiva B (pensieri disfunzionali) C (conseguenze) Comportamenti + Emozioni Tecniche: Ristrutturazione Cognitiva Coping Modellamento A (situazione) (Dialogo Interno) Eventi scatenantiConvinzioni raz. e ir.

18 EMOZIONIEMOZIONI COMPORTAMENTICOMPORTAMENTI PENSIERIPENSIERI

19 B (comportamento negativo) C (conseguenze) A (evento scatenante) Evitare o Contenere Modi corretti di reagire Piano dazione (5 passi) Piano dazione (5 passi) 1.Qual è il problema? 2.Cosa posso fare? 3.Cosa succederà se…? 4.Cosa decido di fare? 5.Come ha funzionato? 1.Qual è il problema? 2.Cosa posso fare? 3.Cosa succederà se…? 4.Cosa decido di fare? 5.Come ha funzionato? Punizione Ignorare grave autoistruzioni lieve dare sempre dei feedback per ogni azione

20 1. Psicoterapia cognitivo- comportamentale col bambino Tecniche messe in atto in situazioni di gioco e di esercizi simili ad attività scolastiche: 5 fasi

21 Esempio: Situazione: un compagno mi ha stuzzicato Comportamento problema: Mi sono arrabbiato e lho picchiato NO Cosa ho fatto? E stato un successo? SI Il mio comportamento è corretto Cosa potevo fare?

22 Fare finta di nulla Chiedere perché Dirgli che ero arrabbiato e andare dalla maestra CONSEGUENZE Ha continuato Per un po e poi Si è stancato Non ha saputo dare una risposta ed è scappato La maestra lo punisce Qual è la più conveniente? SCELTA

23 AUTOISTRUZIONI FERMATI ! GUARDA ! ASCOLTA ! PENSA! AGISCI!

24 OBIETTIVI: migliorare i tempi di attenzione; favorire il controllo motorio; contenimento delle emozioni; abituare al rispetto delle regole; ridurre il ricorso ad atteggiamenti e risposte non adeguati; reinserimento del bambino nellambiente sociale; promuovere la motivazione incrementando lautostima.

25 è un percorso formativo con il quale si insegnano ai genitori delle abilità di gestione delle situazioni problematiche familiari e di modifica dei comportamenti inappropriati (iperattivi e distruttivi).

26 Obiettivi: comprendere e ridurre i problemi del bambino comprendere e ridurre i problemi del bambino individuare le strategie più adeguate individuare le strategie più adeguate atteggiamento positivo affrontare lisolamento familiare atteggiamento positivo affrontare lisolamento familiare stimolare la riflessione, organizzazione delle attività stimolare la riflessione, organizzazione delle attività coerenza nei metodi educativi; coerenza nei metodi educativi; strutturare lambiente familiare dialogo, discussione costruttiva, controllo della rabbia. strutturare lambiente familiare dialogo, discussione costruttiva, controllo della rabbia.

27 Percorso: 1 - LA COMPRENSIONE DEL PROBLEMA informazioni corrette sul training, sul ADHD 2 - DISCUSSIONE SU ATTEGGIAMENTI, CREDENZE E COMPORTAMENTI 3 - LA COMPLESSITA DEL PROBLEMA aspettative realistiche, caratteristiche positive del bambino 4 - SCELTE EDUCATIVE CHE FAVORISCONO LAUTOREGOLAZIONE ambiente prevedibile, routinario, lutilizzo delle gratificazioni, di feedback sul comportamento, tempo privilegiato

28 5 - INDIVIDUARE I COMPORTAMENTI NEGATIVI DEL BAMBINO specificità, priorità, differenziazione tra comp. lievemente negativi e gravem. Negativi 6 – APPRENDERE STRATEGIE DI GESTIONE costo della risposta, time-out, sistema a punti 7 - AGIRE DANTICIPO E CON UN PIANO IN TESTA lanalisi degli antecedenti e delle conseguenze nelle situazioni problematiche 8 - IL GENITORE DIVENTA MODELLO di problem solving, esemplificandone luso in situazioni reali

29 Formazione insegnanti procedure focalizzate sul comportamento del bambino Gestione delle attività che coinvolgono tutta la classe

30 OBIETTIVI: Conoscere il disturbo Comprendere i processi cognitivi che sottendono i comportamenti Apprendere strategie efficaci per gestirlo Conoscere le caratteristiche di apprendimento del bambino ADHD Prestare attenzione alla dimensione psicologica

31 Comportamento del bambino 3 tipi di reazioni: Premiare (R. sociale o materiale)Premiare IgnorareIgnorare Punire (costo della risposta, Time out)Punire (costo della risposta, Time out) comportamenti appropriati comportamenti lievemente negativi comportamenti gravemente negativi Fornire alternativa corretta Sistema a punti e feedback specifico

32 Instaurare routine Stabilire spazi Stabilire spazi InsegnanteInsegnante Stabilire regole (visive) Stabilire regole (visive) Fornire feedback

33 Durante le lezioni pause frequenti e cambiando spesso argomento di studio Provvedimenti coerenti e costanti Non sostituirsi mai a loro ma aiutarli ad organizzarsi Mostrarsi incoraggianti e ottimisti sulle loro capacità limitando i rimproveri Agire sullautostima Essere molto chiari nel dare le istruzioni Essere molto chiari nel dare le istruzioni Usare schemi riassuntivi e scalette in caso di più compiti iniziare dal più difficile Suggerire una serie di trucchi per imparare ad imparare Favorire esperienze positive di socializzazione Diversificazione degli obiettivi comportamentali ed adattativi rispetto a quelli di apprendimento Evitare troppe informazioni alla volta Mantenere il contatto visivo Strutturare laula e la lezione

34 Le regole efficaci espresse come comp. positivi, non divieti poche e rilevanti (5 o 6) brevi, semplici e chiare descrivono le azioni in modo operativo usano simboli, immagini, foto

35 Se mi dici una cosa, posso dimenticarla. Se me la mostri, può darsi che me la ricordi. Ma se mi coinvolgi, non la dimenticherò mai più. Tagore Se mi dici una cosa, posso dimenticarla. Se me la mostri, può darsi che me la ricordi. Ma se mi coinvolgi, non la dimenticherò mai più. Tagore

36 Corbo S. et al. (2002), Il bambino iperattivo e disattento: come riconoscerlo ed intervenire per aiutarlo, ed. FrancoAngeli. Di Pietro M., Bassi E. e Filoramo G. (2001), Lalunno iperattivo in classe, ed. Erickson. Di Pietro M. e Rampazzo L. (1997), Lo stress dellinsegnante, ed. Erickson. C. Cornoldi, T. De Meo, F. Offredi e C. Vio (2001), Iperattività e autoregolazione cognitiva, ed. Erickson. Marzocchi G.M. (2003), Bambini disattenti e iperattivi. Cosa possono fare per loro genitori, insegnanti e terapeuti, ed. Il Mulino.

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