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ELEMENTI DI DIRITTO AMMINISTRATIVO A CURA DI AVV. MARCO FRANCHI.

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Presentazione sul tema: "ELEMENTI DI DIRITTO AMMINISTRATIVO A CURA DI AVV. MARCO FRANCHI."— Transcript della presentazione:

1 ELEMENTI DI DIRITTO AMMINISTRATIVO A CURA DI AVV. MARCO FRANCHI

2 INTRODUZIONE IL DIRITTO AMMINISTRATIVO può definirsi come quel complesso di norme che ha per oggetto lorganizzazione e le forme di attività della Pubblica Amministrazione nonchè i conseguenti rapporti giuridici tra questa e gli altri soggetti dellordinamento giuridico. Per lassolvimento dei suoi compiti la P.A. pone in essere una serie di atti giuridici (atti amministrativi) che nel loro insieme formano lATTIVITA AMMINISTRATIVA, cioè quellattività mediante la quale gli organi ad essa preposti, provvedono alla cura degli interessi pubblici(o della collettività) Lindividuazione dei fini da perseguire, la loro qualificazione come pubblici e la loro assegnazione alla P.A. costituiscono lindirizzo politico, determinato da appositi organi cui è attribuita la funzione politica o di governo.

3 Gli atti giuridici della P.A. Gli atti giuridici posti in essere dalla P.A. possono essere: Gli atti giuridici posti in essere dalla P.A. possono essere: 1) Atti di diritto pubblico, posti in essere secondo i principi e le forme del diritto pubblico (atti amministrativi e contratti ad oggetto pubblico). In questi casi la P.A. si pone su di un piano di supremazia rispetto ai destinatari di tali atti (atti autoritativi); 2) Atti di diritto privato, posti in essere secondo i principi e le forme del diritto privato. In questi casi la P.A. si trova su di un piano di parità rispetto altri soggetti privati (atti consensuali). (vedi art.1,co.1-bis, L.241/1990, come mod. dalla L.15/2005).

4 Le fonti del diritto Per fonte del diritto si indica la sorgente ovvero i fatti normativi da cui traggono esistenza la norme giuridiche. Per fonte del diritto si indica la sorgente ovvero i fatti normativi da cui traggono esistenza la norme giuridiche. Le fonti del diritto si dividono in: Le fonti del diritto si dividono in: 1) Fonti di produzione; 2) Fonti di cognizione; 3) Fonti dirette; 4) Fonti indirette.

5 CLASSIFICAZIONE DELLE FONTI Le fonti del diritto possono essere così classificate: Le fonti del diritto possono essere così classificate: - Fonti Costituzionali: Costituzione e leggi costituzionali; - Fonti primarie: legge ed atti aventi forza di legge (decreto legislativo e decreto legge); - Fonti secondarie (regolamenti, ordinanze); - Fonti regionali e locali; - Usi o consuetudini; - Fonti internazionali: trattati, convenzioni; - Fonti comunitarie:regolamenti,direttive, raccomandazioni

6 RAPPORTI TRA LE FONTI DEL DIRITTO I rapporti tra le fonti del diritto possono regolarsi secondo tre criteri: I rapporti tra le fonti del diritto possono regolarsi secondo tre criteri: 1) cronologico(lex posterior derogat priori); 2) gerarchico; 3) di competenza.

7 LE SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE : LE SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE: sono le situazioni di vantaggio o di svantaggio di sono le situazioni di vantaggio o di svantaggio di cui i soggetti risultano titolari nei rapporti giuridici con altri soggetti di diritto. LE SITUAZIONI GIURIDICHE PASSIVE O DI SVANTAGGIO sono quelle che attribuiscono una posizione sfavorevole al soggetto che ne è titolare (obblighi, doveri, oneri ecc.). LE POSIZIONI GIURIDICHE ATTIVE O DI VANTAGGIO sono quelle che attribuiscono una posizione favorevole al soggetto quelle che attribuiscono una posizione favorevole al soggetto che ne è titolare (diritto soggettivo, interesse legittimo, ecc.) che ne è titolare (diritto soggettivo, interesse legittimo, ecc.)

8 DIRITTO SOGGETTIVO E il potere di agire per il soddisfacimento di un proprio interesse riconosciuto e E il potere di agire per il soddisfacimento di un proprio interesse riconosciuto e tutelato in modo diretto ed immediato dallordinamento giuridico. DIRITTI SOGGETTIVI PERFETTI Sono quelli attribuiti in maniera piena ed incondizionata al soggetto. La PA non può incidere su di esso comprimendolo o estinguendolo con un provvedimento La PA non può incidere su di esso comprimendolo o estinguendolo con un provvedimento ( es. diritto di libertà di pensiero, di religione, di stampa ecc.). ( es. diritto di libertà di pensiero, di religione, di stampa ecc.). DIRITTI SOGGETTIVI CONDIZIONATI Lesercizio è condizionato ad un provvedimento amministrativo permissivo o sul quale la PA può incidere sfavorevolmente comprimendolo o attenuandolo. incidere sfavorevolmente comprimendolo o attenuandolo. Possiamo distinguerli in: DIRITTI IN ATTESA DI ESPANSIONE: lesercizio non è libero ma incontra un limite che deve essere rimosso da unautorizzazione ( es. il diritto di guidare è subordinato al rilascio della patente ). DIRITTI SUSCETTIBILI DI AFFIEVOLIMENTO: sono quelli sui quali la PA può incidere sfavorevolmente limitandoli o sopprimendoli ( es. il diritto di proprietà può essere limitato o soppresso con loccupazione limitandoli o sopprimendoli ( es. il diritto di proprietà può essere limitato o soppresso con loccupazione o la requisizione). o la requisizione). La tutela dei diritti soggettivi spetta generalmente al Giudice Ordinario ( e solo in casi tassativamente previsti, cd. Giurisdizione esclusiva, al Giudice Amministrativo) al quale il soggetto titolare dovrà ricorrere per far valere il suo diritto leso.

9 INTERESSE LEGITTIMO E una situazione giuridica soggettiva favorevole o di vantaggio costituita dalla protezione giuridica di un interesse alla legittimità dellatto amministrativo. Al titolare di diritti condizionati (che potrebbero essere espansi o compressi dalla PA) è riconosciuta una particolare pretesa che la PA compressi dalla PA) è riconosciuta una particolare pretesa che la PA eserciti legittimamente il potere dincidere sui suoi diritti. Tale pretesa costituisce linteresse legittimo che si può definire come: La pretesa alla legittimità di un atto amministrativo, La tutela degli interessi legittimi è rimessa al Giudice Amministrativo ( TAR e Consiglio di Stato ) al quale il soggetto titolare deve ricorrere per tutelare il proprio interesse leso. ricorrere per tutelare il proprio interesse leso.

10 GLI INTERESSI SEMPLICI Linteresse semplice è la pretesa che la P.A. nellesercizio di un suo potere discrezionale si attenga a quei criteri di opportunità e di convenienza (merito amministrativo) e che sono tutelati da norme non giuridiche (cd. norme di buona amministrazione). Linteresse semplice è la pretesa che la P.A. nellesercizio di un suo potere discrezionale si attenga a quei criteri di opportunità e di convenienza (merito amministrativo) e che sono tutelati da norme non giuridiche (cd. norme di buona amministrazione). Tali interessi ricevono tutela solo a livello amministrativo attraverso i ricorsi gerarchici e soltanto eccezionalmente, in casi tassativamente previsti, è ammessa la tutela giurisdizionale (giurisdizione di merito). Tali interessi ricevono tutela solo a livello amministrativo attraverso i ricorsi gerarchici e soltanto eccezionalmente, in casi tassativamente previsti, è ammessa la tutela giurisdizionale (giurisdizione di merito).

11 GLI INTERESSI DI FATTO Gli interessi di fatto consistono nellinteresse a che la P.A. osservi i doveri giuridici posti a suo carico ed a vantaggio della collettività non soggettivizzata. Gli interessi di fatto consistono nellinteresse a che la P.A. osservi i doveri giuridici posti a suo carico ed a vantaggio della collettività non soggettivizzata. Non sono interessi giuridici, sono irrilevanti per il diritto e non ricevono alcuna tutela. Non sono interessi giuridici, sono irrilevanti per il diritto e non ricevono alcuna tutela. Esempi: interesse a che le strade pubbliche sia prive di buche e ben illuminate. Esempi: interesse a che le strade pubbliche sia prive di buche e ben illuminate.

12 I soggetti del diritto amministrativo (Lo Stato e gli enti pubblici) LO STATO STATO-COMUNITASTATO-GOVERNO STATO- AMMINISTRAZIONE STATO APPARATO

13 LO STATO COME ENTE PUBBLICO Lo Stato – amministrazione rappresenta la persona giuridica per eccellenza. Lo Stato – amministrazione rappresenta la persona giuridica per eccellenza. Esso si configura come: Esso si configura come: 1) Ente sovrano; 2) Ente politico; 3) Ente necessario e ad appartenenza necessaria.

14 Gli enti pubblici Il termine ente (dal latino ens: ciò che è) indica le persone giuridiche pubbliche o private ed i gruppi organizzati che lordinamento considera titolari di situazioni giuridiche, pur non attribuendo loro la personalità giuridica (enti di fatto) Il termine ente (dal latino ens: ciò che è) indica le persone giuridiche pubbliche o private ed i gruppi organizzati che lordinamento considera titolari di situazioni giuridiche, pur non attribuendo loro la personalità giuridica (enti di fatto) Lente è pubblico quando presenta una specifica vocazione allo svolgimento di una particolare attività di rilevanza collettiva Lente è pubblico quando presenta una specifica vocazione allo svolgimento di una particolare attività di rilevanza collettiva

15 Classificazione degli enti pubblici Corporazioni e istituzioni; Corporazioni e istituzioni; Enti territoriali e non territoriali; Enti territoriali e non territoriali; Enti nazionali ed enti locali; Enti nazionali ed enti locali; Enti necessari Enti necessari Enti ad appartenenza necessaria Enti ad appartenenza necessaria Enti pubblici economici Enti pubblici economici

16 Enti pubblici economici Operano nel campo della produzione e dello scambio di beni e servizi svolgendo attività prevalentemente economiche Operano nel campo della produzione e dello scambio di beni e servizi svolgendo attività prevalentemente economiche Lo Stato può creare degli e.p.e. per raggiungere diversi fini: Lo Stato può creare degli e.p.e. per raggiungere diversi fini: 1) realizzare interventi di controllo sui prezzi (ad esempio al fine di calmierare il prezzo di un certo bene); 2) realizzare interventi promozionali; 3) evitare formazioni di monopolio di fatto.

17 La struttura degli enti pubblici Lo Stato e gli enti pubblici come tutte le persone giuridiche hanno una propria organizzazione interna, formata da beni e persona fisiche che agiscono per conto dellente. Gli enti pubblici sono formati da organi e uffici.

18 Lufficio Lufficio (ad esempio un ministero, la prefettura, un comune) è un insieme organizzato di persone fisiche, beni materiali tali da consentire allorgano (ministro, prefetto, sindaco) di emanare i provvedimenti necessari per il raggiungimento dei fini istituzionale dellente. Lufficio (ad esempio un ministero, la prefettura, un comune) è un insieme organizzato di persone fisiche, beni materiali tali da consentire allorgano (ministro, prefetto, sindaco) di emanare i provvedimenti necessari per il raggiungimento dei fini istituzionale dellente. Lart.97, co.1, Cost. prevede che i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e limparzialità dellamministrazione. Lart.97, co.1, Cost. prevede che i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e limparzialità dellamministrazione.

19 Lorgano Lorgano è formato da due elementi essenziali: Lorgano è formato da due elementi essenziali: 1) Il titolare dellorgano (cosiddetto funzionario) che può essere una persona fisica, ma anche eccezionalmente una persona giuridica; 2) Lesercizio di un pubblico potere da parte del titolare dellorgano stesso.

20 PROROGATIO DEGLI ORGANI La dottrina e la giurisprudenza ritengono che il titolare dellorgano, nel caso in cui non venga prontamente sostituito alla scadenza dellincarico o del mandato, continui ad esercitare in maniera legittima le sue funzioni fino alla nomina del sostituto (ciò per evitare che lorgano rimanga privo di titolare creando una sorta di paralisi amministrativa)

21 RAPPORTI INTERORGANICI Le relazioni tra gli organi possono presentare i seguenti caratteri: Le relazioni tra gli organi possono presentare i seguenti caratteri: 1) Gerarchia a. In senso stretto b. In senso lato 2) Direzione 3) Coordinamento 4) Controllo

22 I CONTROLLI SUGLI ORGANI CONTROLLI SUGLI ATTI SUI SOGGETTI SULLE ATTIVITA

23 LA COMPETENZA La competenza di un determinato organo indica quella parte di poteri e di funzioni che esso può esercitare per legge La competenza di un determinato organo indica quella parte di poteri e di funzioni che esso può esercitare per legge (riserva di legge) (riserva di legge) Vedi art. 97, co.2, Cost.

24 TIPI DI COMPETENZA COMPETENZA Per materia (esclusiva, concorrente o ripartita) Per territorio (presuppone lidentità della competenza per materia) Per grado (presuppone lidentità della competenza per materia e territorio

25 Il trasferimento della competenza La competenza amministrativa è basata sul principio della inderogabilità. La competenza amministrativa è basata sul principio della inderogabilità. E possibile, però, trasferire lesercizio della competenza, e non la titolarità dellesercizio, nei seguenti casi: E possibile, però, trasferire lesercizio della competenza, e non la titolarità dellesercizio, nei seguenti casi: 1) Delega; 2) Avocazione; 3) Sostituzione.

26 DIFETTO DI COMPETENZA Il difetto di competenza ad emanare un atto o a compiere unattività amministrativa può presentare tre casi: Il difetto di competenza ad emanare un atto o a compiere unattività amministrativa può presentare tre casi: 1) La acompetenza (figura del funzionario di fatto); 2) Lincompetenza assoluta; 3) Lincompetenza relativa.

27 I CONFLITTI DI COMPETENZA Si ha conflitto quando due o più autorità affermano o negano la propria potestà di conoscere una determinata materia o questione, ovvero quando esiste la sola possibilità che sorga tale contrasto Si ha conflitto quando due o più autorità affermano o negano la propria potestà di conoscere una determinata materia o questione, ovvero quando esiste la sola possibilità che sorga tale contrasto

28 TIPI DI CONFLITTI POSITIVI O NEGATIVI REALI O VIRTUALI DI ATTRIBUZIONE, GIURISDIZIONE O COMPETENZA TIPI DI CONFLITTI

29 I beni e i diritti della pubblica amministrazione La pubblica amministrazione per perseguire i suoi fini si avvale non solo di persone fisiche, ma anche di beni detti pubblici, i quali nel loro insieme formano il patrimonio dello Stato La pubblica amministrazione per perseguire i suoi fini si avvale non solo di persone fisiche, ma anche di beni detti pubblici, i quali nel loro insieme formano il patrimonio dello Stato Vi sono tre criteri per stabilire quando un bene è pubblico: Vi sono tre criteri per stabilire quando un bene è pubblico: 1) Criterio soggettivo (il bene appartiene ad un ente pubblico); 2) Criterio oggettivo ( il bene realizza un fine pubblico); 3) Criterio misto ( il bene appartiene ad un ente pubblico ed è destinato a soddisfare un interesse pubblico)

30 CATEGORIE DI BENI PUBBLICI I beni pubblici si distinguono in I beni pubblici si distinguono in 1) beni demaniali (vedi art.822 c.c.) 2) beni patrimoniali indisponibili (vedi art. 826 c.c.)

31 I beni demaniali I beni demaniali sono sempre beni immobili o universalità di mobili che devono appartenere ad enti pubblici territoriali: Stato, Regioni, Province, Comuni. I beni demaniali sono sempre beni immobili o universalità di mobili che devono appartenere ad enti pubblici territoriali: Stato, Regioni, Province, Comuni. I beni demaniali si distinguono in: a) Demanio necessario; b) Demanio eventuale; c) Demanio regionale; d) Demanio comunale (cimiteri e mercati di proprietà del Comune).

32 Caratteristiche dei beni demaniali I beni demaniali sono: I beni demaniali sono: - Inalienabili: qualsiasi atto di trasferimento è nullo, ad eccezione del trasferimento dal demanio di un ente pubblico territoriale al demanio di altro ente pubblico territoriale (art.823, co.1, c.c.); - Il diritto di proprietà dellente pubblico è imprescrittibile; - Non sono suscettibili di acquisto a titolo originario tramite usucapione da parte di terzi; - Sono insuscettibili di espropriazione forzata (vedi art. 4 del D.P.R.327/2001, T.U. dellespropriazione) - La demanialità del bene si estende anche alle sue pertinenze e alle servitù costituite a favore del bene demaniale.

33 Il demanio necessario è composto da quei beni immobili che devono necessariamente essere demaniali. Sono tutti di proprietà dello Stato tranne i porti lacuali che appartengono al demanio regionale Demanio necessario Demanio marittimo (lido del mare, spiagge, i porti; le pertinenze: ad es. i fari e i moli ) Demanio idrico ( i fiumi, i torrenti, i laghi, le acque definite pubbliche) Demanio militare (opere permanenti destinate alla difesa)

34 Il demanio eventuale è formato da beni immobili e universalità di mobili che possono anche non essere di proprietà di enti pubblici territoriali. Tali beni sono demaniali esclusivamente se appartengono ad enti pubblici territoriali Demanio eventuale Demanio stradale (strade, autostrade; pertinenze) Demanio ferroviario (strade ferrate; pertinenze) Demanio aeronautico (aeroporti e piste di atterraggio) Acquedotti (acquedotti, laghi artificiali, pozzi, cisterne) Demanio culturale (beni di interesse storico-artistico- archeologico)

35 Demanio regionale e comunale Demanio regionale: 1) I beni del demanio eventuale, quando sono di loro proprietà; 2) I porti lacuali. Demanio comunale: cimiteri e mercati di proprietà del Comune.

36 I beni patrimoniali indisponibili Sono beni sia immobili sia mobili che possono appartenere a qualsiasi ente pubblico. Sono beni sia immobili sia mobili che possono appartenere a qualsiasi ente pubblico. La loro caratteristica principale è quella della indisponibilità: tali beni sono vincolati ad una destinazione di utilità pubblica e non possono essere sottratti a tale destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano La loro caratteristica principale è quella della indisponibilità: tali beni sono vincolati ad una destinazione di utilità pubblica e non possono essere sottratti a tale destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano (vedi art.828 c.c.) (vedi art.828 c.c.)

37 Beni patrimoniali indisponibili Le foreste Le miniere, cave e torbiere Beni di interesse storico- artistico-archeologico (da chiunque ed in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo Beni costituenti la dotazione dl Presidente della Repubblica Beni militari (caserme, armamenti, aeromobili militari, navi da guerra) Arredi ed edifici sede di uffici pubblici Fauna selvatica

38 La tutela dei beni demaniali Secondo lart.823 c.c. spetta allautorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso Secondo lart.823 c.c. spetta allautorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso

39 Forme di tutela dei beni demaniali Autotutela o tutela amministrativa Autotutela o tutela amministrativa 1) Autotutela decisoria 2) Autotutela esecutiva Mezzi di tutela giurisdizionale ordinaria Mezzi di tutela giurisdizionale ordinaria 1) Azioni petitorie 2) Azioni possessorie

40 I diritti reali della P.A. su beni altrui La pubblica amministrazione, oltre ad essere proprietaria di beni, può essere anche titolare di diritti reali su beni altrui: La pubblica amministrazione, oltre ad essere proprietaria di beni, può essere anche titolare di diritti reali su beni altrui: 1) Le servitù prediali pubbliche: - Servitù di scolo delle acque stradali sui terreni sottostanti; - Servitù di passaggio lungo le rive dei fiumi; - Ecc. 2) I diritti di uso pubblico: - Ad esempio le strade vicinali, le quali non sono di proprietà dei Comuni, ma sono soggette al pubblico transito.

41 DEFINIZIONE DI ATTO AMMINISTRATIVO E UN ATTO AMMINISTRATIVO OGNI ATTO PROVENIENTE DALLA P.A., ESPRESSIONE DI UN POTERE AMMINISTRATIVO E PRODUTTIVO DI ESPRESSIONE DI UN POTERE AMMINISTRATIVO E PRODUTTIVO DI EFFETTI INDIPENDENTEMENTE E ANCHE CONTRO LA VOLONTA DEL SOGGETTO A CUI E DESTINATO. SOGGETTO A CUI E DESTINATO. QUINDI E ATTO AMMINISTRATIVO LATTO UNILATERALE A RILEVANZA ESTERNA, POSTO IN ESSERE DA UNAUTORITA RILEVANZA ESTERNA, POSTO IN ESSERE DA UNAUTORITA AMMINISTRATIVA NELLESERCIZIO DI UNA FUNZIONE AMMINISTRATIVA. AMMINISTRATIVA.

42 CLASSIFICAZIONE Secondo NATURA dellattività esercitata ATTI DI AMMIN. ATTIVA (PROVVEDIMENTI) ATTI DI AMMIN. CONSULTIVA (PARERI) ATTI DI AMMIN. DI CONTROLLO (CONTROLLI) Secondo la DISCREZIONALITA DISCREZIONALI O VINCOLATI Secondo LEFFICACIA ATTI COSTITUTIVI (CREANO- MODIFICANO.-ESTINGUONO) ATTI DICHIARATIVI ( SI LIMITANO AD ACCERTARE ) Secondo LELEMENTO PSICHICO Atti consistenti in manifestazioni di VOLONTA CONOSCENZA GIUDIZIO Secondo il RISULTATO Atti AMPLIATIVI (attribuiscono nuovi diritti e facoltà) Atti RESTRITTIVI (restringono la sfera giuridica)

43 CLASSIFICAZIONE DEGLI ATTI Secondo i destinatari Atti particolari, collettivi, generali Secondo gli agenti Atti di un solo organo (individuali o collegiali) Atti complessi Atti di concerto Secondo linterdipendenza Atti composti (i contratti) Atti contestuali Atti procedimentali Atti propulsivi( istanze, ricorsi ecc.) Atti preparatori (pareri)

44 DISCREZIONALITA E la facoltà di scelta tra più comportamenti giuridicamente leciti per il soddisfacimento dellinteresse pubblico; E la facoltà di scelta tra più comportamenti giuridicamente leciti per il soddisfacimento dellinteresse pubblico; E la ponderazione comparativa di più interessi secondari (privati) in ordine ad un interesse primario (pubblico) stabilito dalla legge E la ponderazione comparativa di più interessi secondari (privati) in ordine ad un interesse primario (pubblico) stabilito dalla legge Lattività è invece vincolata quando la P.A. non ha alcun margine di valutazione discrezionale Lattività è invece vincolata quando la P.A. non ha alcun margine di valutazione discrezionale (ad esempio ordine di demolizione)

45 DISCREZIONALITA TECNICA Consiste nella valutazione di fatti o di situazioni sulla base di cognizioni tecniche e scientifiche specialistiche (mediche, ingegneristiche, ecc.); Consiste nella valutazione di fatti o di situazioni sulla base di cognizioni tecniche e scientifiche specialistiche (mediche, ingegneristiche, ecc.); E la facoltà di scelta della P.A. tra più soluzioni tecniche in relazione allemanazione di un determinato provvedimento. E la facoltà di scelta della P.A. tra più soluzioni tecniche in relazione allemanazione di un determinato provvedimento.

46 ELEMENTI DELLATTO AMMINISTRATIVO ESSENZIALI- ACCIDENTALI ESSENZIALI: giuridicamente necessari per dar vita allatto. AGENTE O SOGGETTO: E lorgano della PA che compie latto. Deve essere competente e legittimato alla funzione. AGENTE O SOGGETTO: E lorgano della PA che compie latto. Deve essere competente e legittimato alla funzione. DESTINATARIO: E il soggetto nei confronti del quale si producono gli effetti dellatto. Deve essere determinato o determinabile. DESTINATARIO: E il soggetto nei confronti del quale si producono gli effetti dellatto. Deve essere determinato o determinabile. OGGETTO: E la cosa verso cui s indirizza la volonta dellautorità che emana latto. Deve essere determinato, possibile e lecito. OGGETTO: E la cosa verso cui s indirizza la volonta dellautorità che emana latto. Deve essere determinato, possibile e lecito. VOLONTA: Latto deve essere consapevolmente voluto da chi lo emana. VOLONTA: Latto deve essere consapevolmente voluto da chi lo emana. CONTENUTO: E la parte precettiva dellatto, ovvero ciò che si autorizza, si ordina ecc. Deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile. CONTENUTO: E la parte precettiva dellatto, ovvero ciò che si autorizza, si ordina ecc. Deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile. FORMA: Ogni atto deve essere esternato dallorgano della PA. FORMA: Ogni atto deve essere esternato dallorgano della PA. ACCIDENTALI: Non sono necessari allesistenza dellatto, ma possono essere apposti ad atti discrezionali per meglio realizzare linteresse pubblico che latto persegue (es. Condizione, Termine. Onere).

47 Il silenzio amministrativo Lart.2 della L.241/1990 stabilisce lobbligo generale della P.A. di concludere il procedimento mediante ladozione di un provvedimento espresso. Problematica relativa alla qualificazione giuridica del silenzio della P.A. Lordinamento giuridico attribuisce in ipotesi tassativamente previste un determinato significato allinerzia della P.A. (silenzio significativo): 1) 1) Silenzio-assenso (v.art.20 L.241/1990) 2) 2) Silenzio-diniego (v.art.25 L.241/1990) 3) 3) Silenzio facoltativo e devolutivo 4) 4) (v.art.17 L.241/1990) 5) Silenzio-inadempimento 5) Silenzio-inadempimento (v.art.2 L.241/1990)

48 REQUISITI DI LEGITTIMITA DELLATTO Sono quei requisiti previsti dalla legge affinche latto oltre che esistente sia anche valido cioè legittimo e riguardano: LAGENTE O SOGGETTO: non deve avere cause di incompatibilità, deve essere legittimato ( ufficialmente investito ) e competente (per grado, territorio e materia). LAGENTE O SOGGETTO: non deve avere cause di incompatibilità, deve essere legittimato ( ufficialmente investito ) e competente (per grado, territorio e materia). IL DESTINATARIO: potrebbe essere richiesta la regolare condotta civile e morale, lidoneità fisica o il titolo di studio. IL DESTINATARIO: potrebbe essere richiesta la regolare condotta civile e morale, lidoneità fisica o il titolo di studio. LA FORMA: nel concetto di forma rientrano tutte le modalità prescritte per il compimento dellatto. LA FORMA: nel concetto di forma rientrano tutte le modalità prescritte per il compimento dellatto. IL CONTENUTO: latto deve essere conforme ai precetti legislativi previsti per quel tipo di atto. IL CONTENUTO: latto deve essere conforme ai precetti legislativi previsti per quel tipo di atto.

49 REQUISITI DI EFFICACIA DELLATTO sono le condizioni richieste perché latto già perfetto, divenga anche efficace cioè idoneo a produrre effetti giuridici REQUISITI DI ESECUTIVITA: per cui latto già perfetto può essere portato ad esecuzione. Tali requisiti operano retroattivamente e sono gli atti di controllo positivi o il verificarsi di condizioni sospensive. REQUISITI DI ESECUTIVITA: per cui latto già perfetto può essere portato ad esecuzione. Tali requisiti operano retroattivamente e sono gli atti di controllo positivi o il verificarsi di condizioni sospensive. REQUISITI DI OBBLIGATORIETA:per cui latto già perfetto ed esecutivo diviene anche obbligatorio nei confronti dei destinatari. Sono gli atti di notificazione. REQUISITI DI OBBLIGATORIETA:per cui latto già perfetto ed esecutivo diviene anche obbligatorio nei confronti dei destinatari. Sono gli atti di notificazione.

50 EFFICACIA ED ESECUTORIETA EFFICACIA ED ESECUTORIETA Ai sensi dellart.21-quater della L.241/1990 i provvedimenti amministrativi efficaci sono eseguiti immediatamente, salvo che sia diversamente stabilito dalla legge o dal provvedimento. Lefficacia può essere sospesa, per gravi ragioni e legge o dal provvedimento. Lefficacia può essere sospesa, per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario. Il tempo di sospensione è espressamente indicato e può essere prorogato per una sola volta, nonché ridotto per indicato e può essere prorogato per una sola volta, nonché ridotto per sopravvenute esigenze. Ai sensi dellart.21-ter della L.241/1990 il provvedimento costitutivo di obblighi indica il termine e le modalità dellesecuzione da parte del soggetto obbligato. Qualora il soggetto termine e le modalità dellesecuzione da parte del soggetto obbligato. Qualora il soggetto non adempia i propri obblighi, la P.A., previa diffida, può provvedere allesecuzione non adempia i propri obblighi, la P.A., previa diffida, può provvedere allesecuzione coattiva nei modi e nei tempi previsti dalla legge. Ai sensi dellart.21-bis della L.241/1990 il provvedimento restrittivo della sfera giuridica dei soggetti privati destinatari del provvedimento deve essere recettizio, ossia acquista efficacia solo se portato a conoscenza del destinatario. I provvedimenti restrittivi non aventi carattere sanzionatorio possono contenere una clausola di immediata efficacia, mentre i provveddimenti restrittivi aventi carattere cautelare ed urgente sono immediatamente efficaci.

51 STRUTTURA FORMALE DELLATTO COMPONENTI DELLATTO INTESTAZIONE Indicazione autorità che emana latto PREAMBOLO Norme di legge di riferimento MOTIVAZIONE Indicazione degli interessi coinvolti DISPOSITIVO Parte precettiva dichiaraz. volontà LUOGO E DATA di emanazione dellatto SOTTOSCRIZIONE Firma di chi emana latto

52 La motivazione La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato lemanazione dellatto La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato lemanazione dellatto Lart. 3, co.1, della L.241/1990 prevede che ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato Lart. 3, co.1, della L.241/1990 prevede che ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato Lart.3, co.2, della L.241/1990 esclude dallobbligo della motivazione: gli atti normativi, infraprocedimentali e, comunque, non provvedimentali. Lart.3, co.2, della L.241/1990 esclude dallobbligo della motivazione: gli atti normativi, infraprocedimentali e, comunque, non provvedimentali. E ammessa la motivazione ob relationem E ammessa la motivazione ob relationem (art.3,co.3, della L.241/1990) (art.3,co.3, della L.241/1990) La L.15/2005 ha introdotto la motivazione anticipata (art.10-bis della L.241/1990) La L.15/2005 ha introdotto la motivazione anticipata (art.10-bis della L.241/1990)

53 PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI Sono manifestazioni di volontà della P.A. nellesercizio di una attività amministrativa, aventi rilevanza esterna, indirizzata a soggetti determinati o determinabili, in grado di apportare una modificazione unilaterale della sfera giuridica degli stessi I PRINCIPALI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI: AUTORIZZAZIONE-CONCESSIONE –ORDINI – ATTI ABLATIVI

54 Caratteristiche dei provvedimenti amministrativi AutoritarietàEsecutorietà Tipicità e nominatività

55 L AUTORIZZAZIONE E un provvedimento discrezionale ampliativo in funzione preventiva con cui la PA rimuove un limite legale allesercizio di unattività inerente ad un diritto che deve necessariamente preesistere in capo al destinatario. Elementi dellautorizzazione: - Esistenza di un limite legale allesercizio di unattività; - Apprezzamento discrezionale della P.A. in funzione preventiva; - Rimozione del limite legale Liberalizzazione in senso stretto (dichiarazione in luogo di autorizzazione) (art.19 L.241/1990) Liberalizzazione in senso lato (generalizzazione del silenzio assenso) (art.20 L.241/1990) Figura analoga allautorizzazione è la licenza

56 La concessione Eun provvedimento discrezionale ampliativo e costitutivo con cui la PA attribuisce al suo destinatario nuovi diritti e nuove facoltà che prima non aveva cui la PA attribuisce al suo destinatario nuovi diritti e nuove facoltà che prima non aveva CONCESSIONI TRASLATIVE: 1) di poteri e facoltà su beni pubblici 2) di potestà pubbliche della P.A. ( es. concessione esattoriale delle imposte) 3) di servizi pubblici CONCESSIONI COSTITUTIVE: 1) di diritti ( es. decreto per il cambiamento di nomi e cognomi) 2) di diritti allesercizio di professioni in cui sia limitato il numero degli esercenti ( ad es. farmacie; piazze notarili)

57 GLI ORDINI Sono provvedimenti restrittivi e costitutivi con i quali la P.A. fa sorgere nuovi obblighi giuridici a quali la P.A. fa sorgere nuovi obblighi giuridici a carico dei destinatari, imponendo loro un carico dei destinatari, imponendo loro un determinato comportamento, sulla base di una potestà di supremazia. Si distinguono in: - COMANDI, se hanno contenuto positivo (dare,facere, pati) - - DIVIETI, se hanno contenuto negativo (non facere) Gli ordini, in quanto provvedimenti restrittivi, sono necessariamente atti recettizi: vedi art. 21-bis L.241/1990, introdotto dalla L.15/2005 Gli ordini, in quanto provvedimenti restrittivi, sono necessariamente atti recettizi: vedi art. 21-bis L.241/1990, introdotto dalla L.15/2005 Fanno parte della categoria degli ORDINI: LE SANZIONI, I CALMIERI, LE ORDINANZE

58 ATTI ABLATIVI Sono provvedimenti mediante i quali la P.A. priva il titolare di un determinato diritto reale, limitandolo, estinguendolo o trasferendolo coattivamente da un soggetto ad un altro. Sono provvedimenti restrittivi che pertanto sono recettizi ai sensi dellart.21-bis della L.241/1990. Sono provvedimenti mediante i quali la P.A. priva il titolare di un determinato diritto reale, limitandolo, estinguendolo o trasferendolo coattivamente da un soggetto ad un altro. Sono provvedimenti restrittivi che pertanto sono recettizi ai sensi dellart.21-bis della L.241/1990.

59 PRINCIPI GENERALI DEGLI ATTI ABLATIVI REALI Lart. 42, co.3, Cost. afferma che La proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale. Da tale norma si ricavano i tre principi generali per lemanazione di un atto ablativo: 1. RISERVA DI LEGGE: la legge riconosce alla PA caso per caso il potere di sottrarre il bene ad un privato, fissando limiti, oggetto e condizioni dellatto ablativo; 2. OBBLIGO DINDENNIZZO: i singoli che vengono privati di un bene debbono avere un adeguato indennizzo. 3. MOTIVI DINTERESSE PUBBLICO che devono essere a fondamento. 3. MOTIVI DINTERESSE PUBBLICO che devono essere a fondamento dellatto.

60 ELENCO DEGLI ATTI ABLATIVI Espropriazione per pubblica utilità (D.P.R. 327/2001) Espropriazione per pubblica utilità (D.P.R. 327/2001) Requisizione in proprietà Requisizione in proprietà Sequestro amministrativo; Sequestro amministrativo; Confisca Confisca Atti ablativi di urgenza Atti ablativi di urgenza - Occupazione durgenza, - Requisizione di urgenza; - Ordini di distruzione di beni

61 ATTI AMMINISTRATIVI CHE NON SONO PROVVEDIMENTI La categoria degli atti amministrativi che non sono provvedimenti, costituisce un gruppo residuale che comprende tutti i rimanenti atti amministrativi, di importanza generalmente minore. Tali atti non presentano le caratteristiche dei provvedimenti, quindi non sono dotati di autoritarietà, di esecutorietà e non sono tutti tipici o nominati. Possono essere raggruppati in due grandi categorie: 1) Atti consistenti in manifestazione di volontà ( atti paritetici, atti facenti parte del proc. amm., atti di controllo); 2) Atti non consistenti in manifestazione di volontà ( atti consistenti in manifestazione di scienza e di conoscenza; atti consistenti in manifestazione di giudizio, cd. pareri; le intimazioni).

62 Atti consistenti in manifestazione di volontà ATTI PARITETICI: Sono quegli atti amministartivi con i quali la PA, tenuta per legge a far fronte ad un obbligo a suo carico, determina unilateralmente il contenuto dellobbligo sulla base di unattività di accertamento. Es. determinazione stipendi, assegni. ATTI FACENTI PARTE DEL PROC. AMM. : ad esempio richieste e designazioni. ATTI DI CONTROLLO

63 I controlli amministrativi si distinguono in: - Controlli sugli atti; - Controlli sui soggetti; - Controlli sulla attività (di gestione) I controlli sugli atti si distinguono in: CONTROLLO DI LEGITTIMITA: consiste nel riesame degli atti al fine di accertare la conformità alle norme giuridiche. CONTROLLO DI LEGITTIMITA: consiste nel riesame degli atti al fine di accertare la conformità alle norme giuridiche. CONTROLLO DI MERITO : consiste nel riesame degli atti al fine di verificare la rispondenza ai criteri di opportunità e convenienza cui la P.A. deve adeguarsi nellesercizio dei suoi poteri. CONTROLLO DI MERITO : consiste nel riesame degli atti al fine di verificare la rispondenza ai criteri di opportunità e convenienza cui la P.A. deve adeguarsi nellesercizio dei suoi poteri. Il controllo può essere: PREVENTIVO se interviene prima che latto perfetto produca i suoi effetti ( es. visto, come controllo di legittimità, e approvazione, come controllo di merito); PREVENTIVO se interviene prima che latto perfetto produca i suoi effetti ( es. visto, come controllo di legittimità, e approvazione, come controllo di merito); SUCCESSIVO se interviene dopo che latto perfetto è anche efficace (es. annullamento in sede di controllo), SUCCESSIVO se interviene dopo che latto perfetto è anche efficace (es. annullamento in sede di controllo), SOSTITUTIVO quando unAutorità gerarchicamente superiore si sostituisce a quella inferiore a causa dellinerzia di questultima nellemanazione di un provvedimento. SOSTITUTIVO quando unAutorità gerarchicamente superiore si sostituisce a quella inferiore a causa dellinerzia di questultima nellemanazione di un provvedimento.

64 Atti non consistenti in manifestazioni di volontà (atti mediante i quali la P.A. dichiara lesistenza di un determinato fatto o atto di cui è venuta a conoscenza attraverso i propri organi. Sono ATTESTAZIONI-CERTIFICAZIONI- VERBALIZZAZIONI-NOTIFICAZIONI-COMUNICAZIONI ATTI CONSISTENTI IN MANIFESTAZIONE DI SCIENZA E DI CONOSCENZA: ATTI RICOGNITIVI (atti mediante i quali la P.A. dichiara lesistenza di un determinato fatto o atto di cui è venuta a conoscenza attraverso i propri organi. Sono ATTESTAZIONI-CERTIFICAZIONI- VERBALIZZAZIONI-NOTIFICAZIONI-COMUNICAZIONI INTIMAZIONI: sono formali avvertimenti ad un soggetto, già tenuto in base ad un precedente titolo (legge o ordine) ad osservare un obbligo, di ottemperare allobbligo stesso. ATTI CONSISTENTI IN MANIFESTAZIONI DI GIUDIZIO: PARERI

65 I PARERI PARERI Sono manifestazioni di giudizio con cui gli Organi Sono manifestazioni di giudizio con cui gli Organi dellAmministrazione Consultiva illuminano, erudiscono e consigliano, gli Organi dellAmministrazione Attiva gli Organi dellAmministrazione Attiva FACOLTATIVI: se è a discrezione degli Organi dell Amm. Attiva di richiederli o meno. FACOLTATIVI: se è a discrezione degli Organi dell Amm. Attiva di richiederli o meno. OBBLIGATORI: se la legge impone allOrgano dellAmm. Attiva di richiedere il parere allorgano dell Amm. Consultiva. La mancata richiesta comporta linvalidità dellatto per violazioni di legge. OBBLIGATORI: se la legge impone allOrgano dellAmm. Attiva di richiedere il parere allorgano dell Amm. Consultiva. La mancata richiesta comporta linvalidità dellatto per violazioni di legge. NON VINCOLANTI:quando lOrgano, pur essendo obbligato a richiedere il parere, può non attenersi ad esso motivandone le ragioni. NON VINCOLANTI:quando lOrgano, pur essendo obbligato a richiedere il parere, può non attenersi ad esso motivandone le ragioni. VINCOLANTI: se lOrgano obbligato a richiedere il parere deve anche attenersi ad esso. VINCOLANTI: se lOrgano obbligato a richiedere il parere deve anche attenersi ad esso.

66 PATOLOGIA DELLATTO AMMINISTRATIVO INVALIDITA DELLATTO LATTO AMMINISTRATIVO E INVALIDO SE E DIFFORME DALLA NORMA CHE LO DISCIPLINA Se la norma è giuridica, il vizio che ne consegue sarà un vizio di legittimità e latto sarà illegittimo: a seconda della gravità del vizio si potrà avere la nullità o lannullabilità dellatto. Se la norma non è giuridica, ma rientra in quella di buona amministrazione che impone alla PA di attenersi, nellesercizio dei suoi poteri discrezionali, a criteri di opportunità e di convenienza, il vizio che ne consegue sarà di merito e latto sarà inopportuno.

67 NULLITA DELLATTO E nullo latto amministrativo che manca di qualcuno dei suoi elementi essenziali, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge (vedi art.21 septies della L.241/1990). (vedi art.21 septies della L.241/1990). Le ipotesi di mancanza di un elemento essenziale sono: SOGGETTO AGENTE PRIVO DI LEGITTIMAZIONE SOGGETTO AGENTE PRIVO DI LEGITTIMAZIONE OGGETTO IMPOSSIBILE,ILLECITO, INDETERMINATO O INDETERMINABILE OGGETTO IMPOSSIBILE,ILLECITO, INDETERMINATO O INDETERMINABILE INCOMPETENZA ASSOLUTA INCOMPETENZA ASSOLUTA MANCANZA DI FORMA ESSENZIALE MANCANZA DI FORMA ESSENZIALE MANCANZA DEL DESTINATARIO MANCANZA DEL DESTINATARIO VOLONTA VIZIATA DA VIOLENZA FISICA ) VOLONTA VIZIATA DA VIOLENZA FISICA ) : Latto nullo è: - inefficace (quod nullum est nullum effectum producit) - inesecutorio: non può essere portato ad esecuzione; - insanabile: - insanabile: non può essere sanato, ma può essere oggetto di conversione.

68 ILLEGITTIMITA DELLATTO Latto amministrativo che presenti vizi di legittimità che incidono su elementi essenziali di esso è illegittimo e come tale annullabile. Il legislatore prevede tre tipi di vizi di legittimità: ( in genere per ragioni di territorio ); 1) INCOMPETENZA RELATIVA ( in genere per ragioni di territorio ); (definito come una scorrettezza in una scelte discrezionale ovvero cattivo uso di un potere discrezionale da parte delal P.A.) 2) ECCESSO DI POTERE (definito come una scorrettezza in una scelte discrezionale ovvero cattivo uso di un potere discrezionale da parte delal P.A.) ( contrasto tra latto e lordinamento giuridico a prescindere dallelemento psicologico, dolo o colpa, del soggetto agente). 3) VIOLAZIONE DI LEGGE ( contrasto tra latto e lordinamento giuridico a prescindere dallelemento psicologico, dolo o colpa, del soggetto agente). Ad esempio difetto di motivazione..

69 ECCESSO DI POTERE E la figura più importante dei vizi di legittimità. E la figura più importante dei vizi di legittimità. Presenta tre requisiti: Presenta tre requisiti: 1) Un potere discrezionale; 2) Uno sviamento di potere; 3) La prova dello sviamento.

70 ECCESSO DI POTERE Figure sintomatiche Travisamento o erronea valutazione dei fatti Motivazione illogica o contraddittoria Contraddittorietà tra più atti Inosservanza di circolari Disparità di trattamento Vizi della volontà (atto emanato in seguito a violenza morale)

71 Regime giuridico degli atti illegittimi Latto illegittimo è annullabile, ma fino a quando non venga annullato: Latto illegittimo è annullabile, ma fino a quando non venga annullato: 1) E giuridicamente esistente; 2) E efficace; 3) E esecutorio, pertanto può essere eseguito dalla P.A. in via diretta e coattiva.

72 Annullamento degli atti illegittimi Lannullamento degli atti illegittimi ha efficacia retroattiva (ex tunc); Lannullamento degli atti illegittimi ha efficacia retroattiva (ex tunc); Lannullamento non si verifica di diritto, ma viene disposto: Lannullamento non si verifica di diritto, ma viene disposto: 1) da un apposito provvedimento della P.A.; 2) da una sentenza del giudice amministrativo (T.A.R.)

73 INOPPORTUNITA DELLATTO Il vizio di merito che rende latto inopportuno, consiste nella violazione da parte della PA, nellemanazione di un atto discrezionale, non di norme giuridiche, ma di quelle di opportunità e di convenienza, cioè del principio di buona amministrazione sancito dallart. 97 della Costituzione. Il vizio di merito che rende latto inopportuno, consiste nella violazione da parte della PA, nellemanazione di un atto discrezionale, non di norme giuridiche, ma di quelle di opportunità e di convenienza, cioè del principio di buona amministrazione sancito dallart. 97 della Costituzione.

74 GLI ATTI DI RITIRO Gli atti di ritiro sono quei provvedimenti amministrativi mediante i quali la P.A. di sua iniziativa (dufficio) provvede ad eliminare suoi precedenti atti che, in sede di riesame, risultino illegittimi o inopportuni. Sono manifestazioni del potere di autotutela. Gli atti di ritiro hanno i seguenti caratteri: sono provvedimenti di secondo grado, discrezionali, devono essere provvedimenti obbligatoriamente motivati e recettizi.

75 ANNULLAMENTO DUFFICIO Provvedimento amministrativo di 2° grado, con il quale viene eliminato con effetto retroattivo ( ex tunc), un atto amministrativo illegittimo per la presenza di vizi di legittimità. Presupposti: a) latto da annullare deve presentare un vizio di legittimità; b) vi deve essere un interesse pubblico concreto ed attuale alla eliminazione dellatto e comunque prevalente sullinteresse particolare del privato al suo mantenimento. Lannullamento, a seconda dellAutorità che lo dispone, può essere: AUTOANNULLAMENTO: se compiuto dalla stessa Autorità che ha posto in essere latto; AUTOANNULLAMENTO: se compiuto dalla stessa Autorità che ha posto in essere latto; ANNULLAMENTO GERARCHICO:compiuto dallAutorità amministrativa gerarchicamente superiore a quella che ha emanato latto, in attuazione del potere di vigilanza che compete allorgano superiore. Tale potere è da escludere se latto rientra nella competenza esclusiva dellorgano gerarchicamente inferiore; ANNULLAMENTO GERARCHICO:compiuto dallAutorità amministrativa gerarchicamente superiore a quella che ha emanato latto, in attuazione del potere di vigilanza che compete allorgano superiore. Tale potere è da escludere se latto rientra nella competenza esclusiva dellorgano gerarchicamente inferiore; ANNULLAMENTO MINISTERIALE:Il Ministro può annullare atti dei dirigenti del proprio ministero; ANNULLAMENTO MINISTERIALE:Il Ministro può annullare atti dei dirigenti del proprio ministero; ANNULLAMENTO GOVERNATIVO: è attuato dal Governo il quale ha un potere generale di annullamento di atti amministrativi illegittimi. ANNULLAMENTO GOVERNATIVO: è attuato dal Governo il quale ha un potere generale di annullamento di atti amministrativi illegittimi..

76 ATTI NON ANNULLABILI DUFFICIO Sono annullabili solo quei provvedimenti per i quali la P.A. abbia ancora il potere di provvedere. Sono annullabili solo quei provvedimenti per i quali la P.A. abbia ancora il potere di provvedere. Non sono quindi annullabili gli atti preparatori di un procedimento una volta emanati e comunicati ai destinatari (ad esempio un parere), gli atti di controllo, gli atti decisori (decisioni su ricorsi amministrativi) Non sono quindi annullabili gli atti preparatori di un procedimento una volta emanati e comunicati ai destinatari (ad esempio un parere), gli atti di controllo, gli atti decisori (decisioni su ricorsi amministrativi)

77 LA REVOCA E un provvedimento di 2° grado espressione del potere di autotutela, con cui la P.A., ritira con efficacia non retroattiva ( ex nunc ), un atto inficiato da vizi di merito (inopportuno ) in base ad una nuova valutazione degli interessi e delle ragioni di convenienza e di opportunità per le quali latto fu emanato. Presupposti: a) latto da revocare deve presentare un vizio di merito; b) vi deve essere un interesse pubblico concreto ed attuale alla eliminazione dellatto inopportuno. Si possono avere due forme di revoca: da parte della stessa Autorità che ha emanato latto Autorevoca: da parte della stessa Autorità che ha emanato latto parte dellautorità gerarchicamente superiore Revoca Gerarchica: da parte dellautorità gerarchicamente superiore in attuazione del potere di vigilanza che compete allorgano superiore. Tale potere è da escludere se latto rientra nella competenza esclusiva dellorgano gerarchicamente inferiore;

78 ATTI NON REVOCABILI Sono revocabili soltanto gli atti discrezionali ancora efficaci che non siano per legge irrevocabili. Sono revocabili soltanto gli atti discrezionali ancora efficaci che non siano per legge irrevocabili. Sono irrevocabili: Sono irrevocabili: - gli atti vincolati; - gli atti la cui efficacia sia già esaurita (ad esempio per scadenza del termine o per raggiungimento dello scopo); - gli atti decisori (decisioni su ricorsi amministrativi).

79 LABROGAZIONE E un provvedimento di 2° grado espressione del potere di autotutela, con cui la P.A., ritira con efficacia non retroattiva ( ex nunc ), un atto inficiato da vizi di merito (inopportuno ) in base alla valutazione di nuove e sopravvenute circostanze di fatto.

80 LA PRONUNCIA DI DECADENZA E un atto di ritiro con efficacia ex nunc che la PA utilizza nei confronti di precedenti atti ampliativi delle facoltà in caso dinadempienza: Inadempimenti degli obblighi e oneri incombenti sui destinatari; Inadempimenti degli obblighi e oneri incombenti sui destinatari; Mancato esercizio delle facoltà attribuite attraverso un atto; Mancato esercizio delle facoltà attribuite attraverso un atto; Venir meno dei requisiti didoneità necessari sia per la costituzione sia per la continuazione del rapporto Venir meno dei requisiti didoneità necessari sia per la costituzione sia per la continuazione del rapporto

81 IL MERO RITIRO E un atto di ritiro, con efficacia interna al solo ufficio che lo emana) che si attua nei confronti di atti non ancora efficaci E un atto di ritiro, con efficacia interna al solo ufficio che lo emana) che si attua nei confronti di atti non ancora efficaci (ad esempio per gli atti del procedimento amministrativo non ancora perfezionatosi o per gli atti privi de i requisiti di esecutività o di obbligatorietà) (ad esempio per gli atti del procedimento amministrativo non ancora perfezionatosi o per gli atti privi de i requisiti di esecutività o di obbligatorietà) Presupposto: è sufficiente accertare lillegittimità o linopportunità dellatto, senza verificare lesistenza di in interesse pubblico concreto ed attuale alla eliminazione dellatto.

82 SANATORIA DELLATTO AMMINISTRATIVO CONVALESCENZA - CONSERVAZIONE Mentre latto amministrativo nullo non può essere sanato(tranne il caso della conversione) latto annullabile può essere, anziché ritirato, sanato e mantenuto in vita, attraverso LA CONVALESCENZA LA CONVALESCENZA atto che elimina il vizio che inficia latto Forme della convalescenza sono: Forme della convalescenza sono: LA CONVALIDA - LA RATIFICA - LA SANATORIA LA CONVALIDA - LA RATIFICA - LA SANATORIA LA CONSERVAZIONE LA CONSERVAZIONE atto o fatto con il quale latto illegittimo diviene inattaccabile sul piano amministrativo o giurisdizionale Forme della conservazione sono: LA CONSOLIDAZIONE – LACQUIESCENZA LA CONSOLIDAZIONE – LACQUIESCENZA LA CONVERSIONE – LA CONFERMA

83 CONVALESCENZA DELLATTO AMMINISTRATIVO ELIMINA IL VIZIO CHE INFICIA LATTO LA CONVALIDA: LA CONVALIDA: E un provvedimento con cui vengono eliminati i vizi di legittimità di un atto invalido emanato precedentemente dalla stessa autorità. atto invalido emanato precedentemente dalla stessa autorità. (ad esempio integrando una motivazione insufficiente, correggendo il contrasto tra motivazione e dispositivo) contrasto tra motivazione e dispositivo) Deve indicare: Deve indicare: 1) latto che si intende convalidare; 2) il vizio dal quale è affetto; 3) la volontà di rimuovere il vizio (cd. animus convalidandi) LA RATIFICA: LA RATIFICA: E un provvedimento con cui viene eliminato il vizio dincompetenza relativa da parte dellautorità amministrativa astrattamente competente che fa suo parte dellautorità amministrativa astrattamente competente che fa suo un atto emesso da unautorità incompetente. un atto emesso da unautorità incompetente. LA SANATORIA: LA SANATORIA: E un forma di convalescenza propria di quei atti che sono invalidi o per mancanza di presupposto di legittimità o per il mancato compimento di un atto preparatorio del procedimento. Lautorità provvede a sanare latto facendo verificare il presupposto o Lautorità provvede a sanare latto facendo verificare il presupposto o compiendo latto emesso sempre che ciò sia possibile compiendo latto emesso sempre che ciò sia possibile ( per i pareri non è possibile) ( per i pareri non è possibile)

84 CONSERVAZIONE DELLATTO AMMINISTRATIVO LA CONSOLIDAZIONE O INOPPUGNABILITA E una causa di conservazione oggettiva dellatto amministrativo che dipende dal decorso del termine entro il quale il soggetto interessato avrebbe potuto proporre ricorso contro latto invalido. Trascorso tale termine, latto diventa inoppugnabile pur restando invalido. LACQUIESCENZA E una causa di conservazione soggettiva dellatto amministrativo. Dipende da un comportamento con cui il soggetto privato, a conoscenza del vizio dellatto, un comportamento con cui il soggetto privato, a conoscenza del vizio dellatto, Manifesta la volontà di accettarne gli effetti, con manifestazioni espresse o con fatti concludenti, e si preclude la possibilità dimpugnare latto. LA CONVERSIONE Consiste nel considerare un atto invalido ( non solo annullabile ma anche nullo ) come appartenente ad altro tipo del quale presenta la sostanza e la forma. LA CONFERMA E una manifestazione di volontà con cui lAutorità ribadisce una sua precedente determinazione eventualmente ripetendone il contenuto. - Conferma propria; - Conferma impropria (atto meramente confermativo)

85 Il PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Il procedimento amministrativo è costituito da una serie di atti ed operazioni, detto iter amministrativo, al termine del quale sarà emanato un atto amministrativo che dovrà essere perfetto ( comprendente di tutti gli elementi necessari per la sua esistenza giuridica ) ed efficace (cioè produttivo di effetti giuridici ). Il procedimento amministrativo è disciplinato dalla L.241/1990, così come modificata dalla L.15/2005 e dalla L.80/2005.

86 PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO PRINCIPI FONDAMENTALI IL PRINCIPIO DEL GIUSTO PROCEDIMENTO:che garantisce agli interessati di partecipare al procedimento in conformità al principio dimparzialità ( sancito dallart. 97 Costituzione ). IL PRINCIPIO DEL GIUSTO PROCEDIMENTO:che garantisce agli interessati di partecipare al procedimento in conformità al principio dimparzialità ( sancito dallart. 97 Costituzione ). IL PRINCIPIO DI TRASPARENZA: prevedendo la motivazione obbligatoria del provvedimento, lobbligo della P.A. didentificare lUfficio ed il Responsabile del procedimento ed il diritto dei cittadini interessati ad accedere ai documenti amministrativi. IL PRINCIPIO DI TRASPARENZA: prevedendo la motivazione obbligatoria del provvedimento, lobbligo della P.A. didentificare lUfficio ed il Responsabile del procedimento ed il diritto dei cittadini interessati ad accedere ai documenti amministrativi. IL PRINCIPIO DI SEMPLIFICAZIONE: tendente a snellire ed a rendere più celere lazione amministrativa (dichiarazione in luogo di autorizzazione, silenzio-assenso, conferenze di servizi ecc.). IL PRINCIPIO DI SEMPLIFICAZIONE: tendente a snellire ed a rendere più celere lazione amministrativa (dichiarazione in luogo di autorizzazione, silenzio-assenso, conferenze di servizi ecc.). A tali fondamentali principi seguono i criteri generali di: ECONOMICITA (rapporto tra risorse impiegate e risultati raggiunti)- EFFICACIA (rapporto tra risultati raggiunti ed obiettivi prefissati) – PUBBLICITA – TRASPARENZA ECONOMICITA (rapporto tra risorse impiegate e risultati raggiunti)- EFFICACIA (rapporto tra risultati raggiunti ed obiettivi prefissati) – PUBBLICITA – TRASPARENZA (art.1, co.1, della L.241/19909 (art.1, co.1, della L.241/19909 DIVIETO DI AGGRAVAMENTO DEL PROCEDIMENTO DIVIETO DI AGGRAVAMENTO DEL PROCEDIMENTO (art.1, co.2, L.241/1990) (art.1, co.2, L.241/1990) OBBLIGO DI CONCLUSIONE ESPLICITA DEL PROCEDIMENTO (art.2 della L.241/1990) OBBLIGO DI CONCLUSIONE ESPLICITA DEL PROCEDIMENTO (art.2 della L.241/1990) OBBLIGO DI MOTIVAZIONE DEL PROCEDIMENTO OBBLIGO DI MOTIVAZIONE DEL PROCEDIMENTO (art.3 della L.241/1990) (art.3 della L.241/1990)

87 STRUTTURA DELLA L.241/1990 STRUTTURA DELLA L.241/1990 Capo I (artt.1-3) Principi fondamentali e criteri generali. Capo II (artt.4-6) Il responsabile del procedimento Capo III (artt.7-13) La partecipazione al procedimento amministrativo. Lobbligo di comunicare lavvio del procedimento (artt.7-8) Il diritto di intervento nel procedimento (art.9) Il diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memorie scritte e documenti (art.10) Segue.

88 Il preavviso di rigetto (art.10-bis) Stipulazione di accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento (art.11) Predeterminazione dei criteri per lattribuzione dei vantaggi economici (art.12) Capo IV (artt.14-21) Semplificazione dellazione amministrativa La conferenza dei servizi (art.14 e seg.) Accordi tra pubbliche amministrazioni (finalizzati a disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse pubblico) (art.15) Silenzio facoltativo (art.16) Silenzio devolutivo (art.17) Segue

89 Istituto dellautocertificazione (art.18) (vedi anche e soprattutto D.P.R. 445/2000) Dichiarazione in luogo di autorizzazione (art.19) Silenzio assenso (art.20) Capo IV-bis (artt.21-bis - 21-nonies) Efficacia ed invalidità del provvedimento amministrativo. Revoca del provvedimento (art.21-quinquies) Nullità del provvedimento (art.21-septies) Annullabilità del provvedimento (art.21-octies) Annullamento dufficio (art.21-nonies) Capo V (artt.22-27) Diritto di accesso ai documenti amministrativi Capo VI (artt.29-30) Disposizioni finali

90 CLASSIFICAZIONE DEI PROCEDIMENTI I PROCEDIMENTI SI POSSONO CLASSIFICARE IN: a) Procedimenti dufficio o ad istanza di parte, a seconda che il procedimento abbia inizio su richiesta dellinteressato oppure ad impulso della stessa P.A., cioè dufficio; a) Procedimenti contenziosi e non contenziosi, a seconda che sia richiesto o meno il contraddittorio tra le parti.

91 FASI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO LA FASE DINIZIATIVA E la fase propulsiva del procedimento e può avvenire a seguito di richiesta ad iniziativa privata ( istanze, denunce, ricorsi ) o richiesta ad iniziativa privata ( istanze, denunce, ricorsi ) o ad iniziativa dufficio (autonoma dello stesso organo competente ad iniziativa dufficio (autonoma dello stesso organo competente allemanazione del provvedimento o eteronoma se a seguito di richiesta o proposta di organi diversi da quello competente). richiesta o proposta di organi diversi da quello competente). Una volta aperta la fase diniziativa la L.241/90 ha previsto tre obblighi per la P.A: 1. La comunicazione dellavvio del procedimento ai soggetti interessati; 2. Lindividuazione del responsabile del procedimento; 3. La previsione di un termine esplicito per la conclusione del procedimento.

92 FASI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO LA FASE ISTRUTTORIA E la fase in cui si acquisiscono e si valutano tutti gli elementi necessari per lemanazione dellatto ( compresa lacquisizione dei pareri); LA FASE DECISORIA E la fase deliberativa del procedimento, in cui si determina il contenuto dellatto da adottare e si provvede alla formazione ed emanazione del provvedimento stesso (nel caso di un atto discrezionale la P.A. provvede ad effettuare la comparazione tra gli interessi coinvolti nel procedimento, mentre in presenza di un atto dovuto o vincolato, la P.A. dovrà limitarsi a verificare solo lesistenza un atto dovuto o vincolato, la P.A. dovrà limitarsi a verificare solo lesistenza dei presupposti per lemanazione del provvedimento); dei presupposti per lemanazione del provvedimento);

93 FASI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO LA FASE INTEGRATIVA DELLEFFICACIA LA FASE INTEGRATIVA DELLEFFICACIA E una fase solo eventuale del procedimento amministrativo e si ha quando la legge non ritiene sufficiente la perfezione dellatto, affinchè questultimo sia efficace, ma richiede il compimento di ulteriori e successivi atti od operazioni ( atti di controllo preventivo; necessità della notificazione, comunicazione o pubblicazione).

94 ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI La legge 241/1990, come modificata dalla L.15/2005, al Capo V ( art ) disciplina laccesso ai documenti amministrativi e stabilisce che chiunque abbia un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, può esercitare il diritto di accesso ai documenti amministrativi. La norma ha una duplice finalità: assicurare la trasparenza e limparzialità dellattività amministrativa. La TRASPARENZA si attua con lattribuzione ai cittadini di un potere di controllo democratico sulloperato dei soggetti pubblici. LIMPARZIALITA:la conoscibilità degli atti della P.A. è uno strumento indispensabile per la verifica della correttezza delloperato dei pubblici poteri. LIMPARZIALITA:la conoscibilità degli atti della P.A. è uno strumento indispensabile per la verifica della correttezza delloperato dei pubblici poteri.

95 DIRITTO DI ACCESSO E TITOLARITA Per diritto daccesso si intende il diritto di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi (art.22 della L.241/1990) Per diritto daccesso si intende il diritto di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi (art.22 della L.241/1990) Titolare è il soggetto portatore di uno specifico interesse (serio, concreto ed attuale) in relazione ad una situazione giuridicamente rilevante (diritto soggettivo, interesse legittimo ed interesse diffuso). Titolare è il soggetto portatore di uno specifico interesse (serio, concreto ed attuale) in relazione ad una situazione giuridicamente rilevante (diritto soggettivo, interesse legittimo ed interesse diffuso). Sono esclusi dal diritto di accesso i titolari dei meri interessi di fatto. (art.22 della L.241/1990)

96 OGGETTO DEL DIRITTO DI ACCESSO Oggetto del diritto di accesso è il documento amministrativo definito come ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse (art.22 della L.241/1990) Oggetto del diritto di accesso è il documento amministrativo definito come ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse (art.22 della L.241/1990)

97 SOGGETTI OBBLIGATI Il diritto di accesso, ai sensi dellart.23 della L.241/1990, si esercita nei confronti di: Il diritto di accesso, ai sensi dellart.23 della L.241/1990, si esercita nei confronti di: 1) Pubblica amministrazione (definita nellart.22 come tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse; 2) Enti pubblici; 3) Gestori di pubblici servizi; 4) Aziende autonome e speciali; 5) Imprese di assicurazione (vedi in tal senso art. 126 del D.Lgs. 209/2005 – Codice delle assicurazioni-)

98 LIMITI ALLESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO Ai sensi dellart.24 della L.241/1990 i limiti riguardano: Ai sensi dellart.24 della L.241/1990 i limiti riguardano: - i documenti coperti da segreto di Stato; - i procedimenti tributari; - la P.A. nellambito di emanazione di atti amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione; - i documenti contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale relativi a terzi, nellambito di procedimenti selettivi; - nei casi previsti dal Governo, tramite regolamento, nelle materie indicate dallart.24, co.6, della L.241/1990.

99 MODALITA DI ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO La modalità di esercizio del diritto di accesso è disciplinata dallart.25 della L.241/1990 e, soprattutto, dal D.P.R. 184/2006 con cui il governo ha introdotto il regolamento che disciplina le modalità di esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi. La modalità di esercizio del diritto di accesso è disciplinata dallart.25 della L.241/1990 e, soprattutto, dal D.P.R. 184/2006 con cui il governo ha introdotto il regolamento che disciplina le modalità di esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi.

100 La P.A. cui è indirizzata la richiesta di accesso, se individua soggetti controinteressati, è tenuta a darne comunicazione agli stessi, mediante invio di copia con raccomandata con avviso di ricevimento, o per via invio di copia con raccomandata con avviso di ricevimento, o per via telematica. Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione i telematica. Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione i controinteressati possono presentare una motivata opposizione, anche per via telematica, alla richiesta di accesso. per via telematica, alla richiesta di accesso. Decorso tale termine la P.A. provvede sulla richiesta, una volta Decorso tale termine la P.A. provvede sulla richiesta, una volta accertata lavvenuta ricezione della comunicazione. (vedi art. 3 D.P.R. 184/2006) Ai sensi dellart.22 della L.241/1990 per controinteressati si intendono tutti i soggetti individuati o facilmente individuabili in base alla natura tutti i soggetti individuati o facilmente individuabili in base alla natura dellatto richiesto, che dallesercizio dellaccesso vedrebbero dellatto richiesto, che dallesercizio dellaccesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza. compromesso il loro diritto alla riservatezza. NOTIFICA AI CONTROINTERESSATI

101 DIRITTO DI ACCESSO FORMALE ED INFORMALE Laccesso può essere di tipo: Laccesso può essere di tipo: a) INFORMALE, qualora non risulti lesistenza di controinteressati (art.5, D.P.R. 184/2006); b) FORMALE (art.6. D.P.R. 184/2006). La richiesta va comunque presentata allufficio dellamministrazione competente (a formare latto conclusivo dl procedimento o a detenerlo stabilmente) indicando gli estremi del documento oggetto della stabilmente) indicando gli estremi del documento oggetto della richiesta ovvero gli elementi che ne consentono lindividuazione, specificando e, ove occorra, comprovare linteresse connesso specificando e, ove occorra, comprovare linteresse connesso alloggetto della richiesta, dimostrare la propri identità e, ove occorra, i propri poteri di rappresentanza del soggetto interessato. Nel caso di accesso formale lufficio competente rilascia ricevuta.

102 ACCOGLIMENTO DELLA RICHIESTA E MODALITA DI ACCESSO Nel caso di accesso informale, la richiesta esaminata immediatamente e senza formalità, è accolta mediante indicazione della pubblicazione contenete le notizie, esibizione del documento, estrazione di copie, ovvero altra modalità (art.5, co.3 del D.P.R. 184/2006) Nel caso di accesso informale, la richiesta esaminata immediatamente e senza formalità, è accolta mediante indicazione della pubblicazione contenete le notizie, esibizione del documento, estrazione di copie, ovvero altra modalità (art.5, co.3 del D.P.R. 184/2006) Nel caso di accesso formale latto di accoglimento della richiesta di accesso contiene lindicazione dellufficio, completa della sede, presso cui rivolgersi, nonché di un congruo periodo di tempo, comunque non inferiore a quindici giorni, per prendere visione dei documenti o per ottenerne copia. Laccoglimento della domanda di accesso ad un documento comporta anche la facoltà di accesso agli altri documenti nello stesso richiamati e appartenenti allo stesso procedimento, salve le eccezioni di legge o regolamento. Nel caso di accesso formale latto di accoglimento della richiesta di accesso contiene lindicazione dellufficio, completa della sede, presso cui rivolgersi, nonché di un congruo periodo di tempo, comunque non inferiore a quindici giorni, per prendere visione dei documenti o per ottenerne copia. Laccoglimento della domanda di accesso ad un documento comporta anche la facoltà di accesso agli altri documenti nello stesso richiamati e appartenenti allo stesso procedimento, salve le eccezioni di legge o regolamento. Per le modalità di accesso vedi art.7, co3-6, del D.P.R. 184/2006.

103 NON ACCOGLIMENTO DELLA RICHIESTA (art.9 del D.P.R. 184/2006) Il rifiuto, la limitazione o il differimento dellaccesso Il rifiuto, la limitazione o il differimento dellaccesso richiesto in via formale sono motivati, a cura del responsabile del procedimento di accesso, con riferimento responsabile del procedimento di accesso, con riferimento specifico alla normativa vigente, alla tipologia di documenti specifico alla normativa vigente, alla tipologia di documenti sottratti allaccesso e alle circostanze di fatto per cui la sottratti allaccesso e alle circostanze di fatto per cui la richiesta non può essere accolta così come proposta. richiesta non può essere accolta così come proposta. Il differimento è disposto ove sia sufficiente per assicurare Il differimento è disposto ove sia sufficiente per assicurare una temporanea tutela di interessi pubblici (art.24,co.6, una temporanea tutela di interessi pubblici (art.24,co.6, L.241/1990) o per salvaguardare specifiche esigenze dellamministrazione, specie nella fase preparatoria dei dellamministrazione, specie nella fase preparatoria dei provvedimenti, in relazione a documenti la cui conoscenza possa compromettere il buon andamento dellazione possa compromettere il buon andamento dellazione amministrativa. Latto che dispone il differimento dellaccesso ne indica la durata.

104 Il procedimento di accesso deve concludersi nel termine di trenta giorni, decorrenti dalla presentazione della richiesta allufficio competente Il procedimento di accesso deve concludersi nel termine di trenta giorni, decorrenti dalla presentazione della richiesta allufficio competente La richiesta di accesso può essere presentata anche per il tramite degli URP (Uffici per le relazioni con il pubblico). La richiesta di accesso può essere presentata anche per il tramite degli URP (Uffici per le relazioni con il pubblico). Responsabile del procedimento di accesso è il dirigente, il funzionario preposto allunità organizzativa o altro dipendente addetto allunità competente a formare il documento o a detenerlo stabilmente. Responsabile del procedimento di accesso è il dirigente, il funzionario preposto allunità organizzativa o altro dipendente addetto allunità competente a formare il documento o a detenerlo stabilmente.

105 TUTELA DEL DIRITTO DI ACCESSO Nei confronti dei dinieghi espressi o taciti (inerzia amministrativa protrattasi per oltre trenta giorni) linteressato è legittimato: 1) allesperimento del ricorso, nel termine di trenta giorni, al T.A.R., nelle forme e nei modi previsti dallart.25, co.5-6, della L.241/1990; co.5-6, della L.241/1990; 2) allesperimento del ricorso, nel termine di trenta giorni (in alternativa al ricorso al T.A.R) al Difensore civico alternativa al ricorso al T.A.R) al Difensore civico competente per territorio, in relazione ad atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, nelle forme e nei modi di cui allart.25,co.4, della L.241/1990; di cui allart.25,co.4, della L.241/1990; 3) allesperimento del ricorso alla Commissione per laccesso ai documenti amministrativi, di cui allart. 27 della L.241/1990, in relazione ad atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, nelle forme e nei modi di cui allart.25,co.4, della L.241/1990.

106 RESPONSABILITA DELLA P.A. La P.A. nella realizzazione dei suoi fini istituzionali può presentare i seguenti tipi di responsabilità: La P.A. nella realizzazione dei suoi fini istituzionali può presentare i seguenti tipi di responsabilità: 1) Responsabilità civile (precontrattuale (artt.1337 e 1338 c.c.), contrattuale ed extracontrattuale (artt.2043 e segg. c.c.); 2) Responsabilità penale: la responsabilità penale è personale (art.27, co.1, Cost.), quindi solo le persone fisiche preposte agli uffici o agli organi ne saranno investite. 3) Responsabilità amministrativa. A seguito della sentenza della Corte di Cassazione n.500/1999 e dellart.7 della L.205/2000 è stata prevista la possibilità di risarcire il danno da lesione di interessi legittimi.

107 RESPONSABILITA VERSO LA P.A. La responsabilità nei confronti della P.A. potrà essere: La responsabilità nei confronti della P.A. potrà essere: 1) Responsabilità civile (precontrattuale, contrattuale ed extracontrattuale); 2) Responsabilità penale; 3) Responsabilità amministrativa (la disciplina generale dellillecito amministrativo è regolata dalla L.689/1981.

108 LA TUTELA AMMINISTRATIVA (D.P.R. 1199/1971) La tutela in sede amministrativa è attuata dalla stessa P.A. attraverso un procedimento amministrativo che viene instaurato a seguito di ricorso dellinteressato. La tutela amministrativa (in funzione di giustizia o autodichìa) su ricorso da luogo a: Un procedimento diniziativa del ricorrente; Un procedimento diniziativa del ricorrente; Un procedimento di tipo contenzioso ( in contraddittorio con gli interessati ); Un procedimento di tipo contenzioso ( in contraddittorio con gli interessati ); Un obbligo della P.A. di porsi in posizione di terzietà o imparzialità; Un obbligo della P.A. di porsi in posizione di terzietà o imparzialità; Una decisione della P.A. circa la sussistenza di vizi del provvedimento che è vincolata ai motivi addotti dal ricorrente. Una decisione della P.A. circa la sussistenza di vizi del provvedimento che è vincolata ai motivi addotti dal ricorrente.

109 I RICORSI AMMINISTRATIVI Il ricorso può definirsi come listanza che mira ad ottenere lannullamento, la riforma o la revoca di un atto amministrativo, rivolta dal soggetto che ne abbia interesse, in quanto titolare di una situazione giuridica soggettiva che ritiene lesa, ad unautorità amministrativa, nel rispetto delle condizioni, dei modi e dei termini fissati dalla legge. Con il ricorso linteressato può far valere la violazione sia di diritti soggettivi che di interressi legittimi, in seguito a vizi dellatto che possono essere sia di legittimità che di merito. Possiamo distinguerlo in : - RICORSO GERARCHICO PROPRIO e RICORSO GERACHICO IMPROPRIO; - RICORSO IN OPPOSIZIONE; - RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO.

110 CLASSIFICAZIONE DEI RICORSI AMMINISTRATIVI I ricorsi amministrativi possono distinguersi in: I ricorsi amministrativi possono distinguersi in: 1) Ordinari (ricorso gerarchico e ricorso in opposizione), quando hanno come oggetto un provvedimento amministrativo non definitivo; 2) Straordinari (ricorso straordinario al Capo dello Stato), quando hanno come oggetto un provvedimento definitivo. Un atto amministrativo è definitivo quando non è più possibile esperire ricorsi che non siano giurisdizionali o straordinari al Capo dello Stato. ricorsi che non siano giurisdizionali o straordinari al Capo dello Stato. Latto diventa definitivo in seguito ad una decisione su di un ricorso gerarchico; quando è decorso il termine per decorrere; per la natura dellatto, ovvero quando latto è emanato da un organo che non ha dellatto, ovvero quando latto è emanato da un organo che non ha superiori gerarchici (ad esempio i ministri). superiori gerarchici (ad esempio i ministri).

111 IL RICORSO GERARCHICO PROPRIO Il ricorso gerarchico proprio è un rimedio amministrativo ordinario e generale, con cui è possibile impugnare, sia per vizi di legittimità che di merito, un atto non definitivo da parte del soggetto interessato allorgano gerarchicamente superiore a quello che ha emanato latto. Il ricorso gerarchico proprio è un rimedio amministrativo ordinario e generale, con cui è possibile impugnare, sia per vizi di legittimità che di merito, un atto non definitivo da parte del soggetto interessato allorgano gerarchicamente superiore a quello che ha emanato latto. E posto a tutela sia di diritti soggettivi sia di interessi legittimi. E posto a tutela sia di diritti soggettivi sia di interessi legittimi. Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di notifica o comunicazione dellatto o dalla piena conoscenza dello stesso. Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di notifica o comunicazione dellatto o dalla piena conoscenza dello stesso.

112 IL RICORSO GERARCHICO IMPROPRIO Il ricorso gerarchico improprio è un rimedio amministrativo di carattere eccezionale, con cui è possibile impugnare, sia per vizi di legittimità che di merito, un atto non definitivo da parte del soggetto interessato, in alcuni casi tassativamente previsti dalla legge, in cui non esiste un rapporto di gerarchia. Il ricorso gerarchico improprio è un rimedio amministrativo di carattere eccezionale, con cui è possibile impugnare, sia per vizi di legittimità che di merito, un atto non definitivo da parte del soggetto interessato, in alcuni casi tassativamente previsti dalla legge, in cui non esiste un rapporto di gerarchia. E posto a tutela sia di diritti soggettivi sia di interessi legittimi. E posto a tutela sia di diritti soggettivi sia di interessi legittimi. Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di notifica o comunicazione dellatto o dalla piena conoscenza dello stesso. Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di notifica o comunicazione dellatto o dalla piena conoscenza dello stesso.

113 RICORSO IN OPPOSIZIONE E un ricorso amministrativo di carattere eccezionale, con cui è possibile impugnare, sia per vizi di legittimità che di merito, in casi tassativamente previsti dalla legge, un atto non definitivo da parte del soggetto interessato nei confronti della stessa autorità che ha emanato latto (è previsto dallart.7 del D.P.R. 1199/1971) E un ricorso amministrativo di carattere eccezionale, con cui è possibile impugnare, sia per vizi di legittimità che di merito, in casi tassativamente previsti dalla legge, un atto non definitivo da parte del soggetto interessato nei confronti della stessa autorità che ha emanato latto (è previsto dallart.7 del D.P.R. 1199/1971) E posto a tutela sia di diritti soggettivi sia di interessi legittimi. E posto a tutela sia di diritti soggettivi sia di interessi legittimi. (ad esempio ricorso di ciascun interessato al Provveditore agli studi in relazione alle graduatorie da lui stesso curate) Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di notifica o comunicazione dellatto o dalla piena conoscenza dello stesso. Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di notifica o comunicazione dellatto o dalla piena conoscenza dello stesso.

114 RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO E un ricorso amministrativo di carattere generale, con cui è possibile impugnare solo per vizi di legittimità e non di merito un atto amministrativo definitivo da parte del soggetto interessato nei confronti del Capo dello Stato (è previsto dallart.8 del D.P.R. 1199/1971) E un ricorso amministrativo di carattere generale, con cui è possibile impugnare solo per vizi di legittimità e non di merito un atto amministrativo definitivo da parte del soggetto interessato nei confronti del Capo dello Stato (è previsto dallart.8 del D.P.R. 1199/1971) E posto a tutela sia di diritti soggettivi sia di interessi legittimi. E posto a tutela sia di diritti soggettivi sia di interessi legittimi. E alternativo a quello giurisdizionale amministrativo. E alternativo a quello giurisdizionale amministrativo. Il ricorso deve essere presentato entro 120 giorni dalla data di notifica o comunicazione dellatto o dalla piena conoscenza dello stesso. Il ricorso deve essere presentato entro 120 giorni dalla data di notifica o comunicazione dellatto o dalla piena conoscenza dello stesso.

115 LA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA Lespressione giustizia amministrativa indica quel complesso di mezzi concessi dallordinamento giuridico ai singoli per di mezzi concessi dallordinamento giuridico ai singoli per tutelare le posizioni giuridiche soggettive di cui sono titolari nei confronti della PA. In Italia la giustizia amministrativa è organizzata secondo il sistema della doppia giurisdizione, detto anche del doppio binario, in base al quale: In Italia la giustizia amministrativa è organizzata secondo il sistema della doppia giurisdizione, detto anche del doppio binario, in base al quale: - il giudice ordinario ha la giurisdizione in materia di diritti soggettivi; - il giudice amministrativo in materia di interessi legittimi. I conflitti di giurisdizione sono attribuiti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

116 TUTELA GIURISDIZIONALE ORDINARIA In ambito amministrativo, in base a quanto stabilito dalla L.2248/1865, allegato E, sono devolute alla giurisdizione ordinaria tutte le materie nelle quali si faccia questione di un diritto civile o politico (pubblico). In ambito amministrativo, in base a quanto stabilito dalla L.2248/1865, allegato E, sono devolute alla giurisdizione ordinaria tutte le materie nelle quali si faccia questione di un diritto civile o politico (pubblico). La cognizione del G.O. (Tribunale-Corte dAppello-Cassazione) si estende a tutti i diritti soggettivi, con leccezione delle materie attribuite alla giurisdizione esclusiva del G.A. La cognizione del G.O. (Tribunale-Corte dAppello-Cassazione) si estende a tutti i diritti soggettivi, con leccezione delle materie attribuite alla giurisdizione esclusiva del G.A.

117 TUTELA GIURISDIZIONALE ORDINARIA Secondo il sistema della doppia giurisdizione la cognizione generale in materia di diritti soggettivi spetta al Giudice ordinario (G.O.). Secondo il sistema della doppia giurisdizione la cognizione generale in materia di diritti soggettivi spetta al Giudice ordinario (G.O.). Il G.O. può valutare tutti i comportamenti della P.A. lesivi di diritti soggettivi (ma anche lesivi di interessi legittimi dopo la sentenza Cass. Sez. Un. n.500/1999 e la L.205/2000): sia meri comportamenti (ad es. i danni provocati ad un auto privata in seguito alla cattiva manutenzione di una strada pubblica) sia gli atti compiuti in esecuzione di provvedimenti amministrativi. Il G.O. può valutare tutti i comportamenti della P.A. lesivi di diritti soggettivi (ma anche lesivi di interessi legittimi dopo la sentenza Cass. Sez. Un. n.500/1999 e la L.205/2000): sia meri comportamenti (ad es. i danni provocati ad un auto privata in seguito alla cattiva manutenzione di una strada pubblica) sia gli atti compiuti in esecuzione di provvedimenti amministrativi. Gli artt.4 e 5 dellaL.2248/1865, all.E, stabiliscono i limiti della giurisdizione ordinaria in ordine agli atti amministrativi. Gli artt.4 e 5 dellaL.2248/1865, all.E, stabiliscono i limiti della giurisdizione ordinaria in ordine agli atti amministrativi. In particolare: In particolare: a) Il G.O. può valutare, in via incidentale, la sola legittimità (e non il merito) dellatto; b) Il G.O. non può incidere sullatto, anche se illegittimo: non può annullarlo; c) Il G.O. può soltanto dichiarare lillegittimità dellatto e disapplicarlo, ovvero non tenerne conto ai fini della decisione, senza efficacia esterna di giudicato.

118 TUTELA GIURISDIZIONALE AMMINISTRATIVA Secondo il sistema della doppia giurisdizione la cognizione generale in materia di interessi legittimi spetta al Giudice amministrativo (G.A.). Secondo il sistema della doppia giurisdizione la cognizione generale in materia di interessi legittimi spetta al Giudice amministrativo (G.A.). Tale giurisdizione è assegnata al T.A.R. (Tribunale amministrativo regionale) in primo grado e al Consiglio di Stato in grado di appello. Tale giurisdizione è assegnata al T.A.R. (Tribunale amministrativo regionale) in primo grado e al Consiglio di Stato in grado di appello.

119 TUTELA GIURISDIZIONALE AMMINISTRATIVA In base alla L.1034/1971 (istitutiva dei T.A.R.) i Tribunali amministrativi regionali hanno tre diversi tipi di giurisdizione: In base alla L.1034/1971 (istitutiva dei T.A.R.) i Tribunali amministrativi regionali hanno tre diversi tipi di giurisdizione: 1) Giurisdizione generale di legittimità, la quale consente di annullare gli atti amministrativi illegittimi; 2) Giurisdizione di merito, per materie tassativamente indicate dalla legge; 3) Giurisdizione esclusiva, per materie tassativamente indicate dalla legge, in cui giudica anche per violazione dei diritti soggettivi.

120 GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA SPECIALE Corte dei Conti (regionale e centrale) si occupa di responsabilità contabile, amministrativa e di giudizi in materia di pensioni; Corte dei Conti (regionale e centrale) si occupa di responsabilità contabile, amministrativa e di giudizi in materia di pensioni; Tribunali delle acque pubbliche (hanno competenza regionale e sono di primo grado)e il Tribunale superiore delle acque pubbliche (in appello): ad essi sono attribuite tutte le controversi concernenti il demanio idrico. Tribunali delle acque pubbliche (hanno competenza regionale e sono di primo grado)e il Tribunale superiore delle acque pubbliche (in appello): ad essi sono attribuite tutte le controversi concernenti il demanio idrico. Commissioni tributarie (provinciali e regionali: hanno la giurisdizione tributaria relativa al contenzioso tributario (D.Lgs. 546/1992); Commissioni tributarie (provinciali e regionali: hanno la giurisdizione tributaria relativa al contenzioso tributario (D.Lgs. 546/1992);


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