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Prof. Ing. Andrea Corti Corso di Gestione dei Servizi e delle Tecnologie Ambientali (GS&TA) Parte 05 – GESTIONE SERVIZIO INTEGRATO.

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1 Prof. Ing. Andrea Corti Corso di Gestione dei Servizi e delle Tecnologie Ambientali (GS&TA) Parte 05 – GESTIONE SERVIZIO INTEGRATO RIFIUTI E REGOLAZIONE Facoltà di Ingegneria – Università degli Studi di Siena Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale

2 Servizi Pubblici – Servizio di Igiene Urbana Corrispettivo Economico - TIA Autorità di Ambito Gestore del Servizio

3 Servizi Pubblici – Servizio di Igiene Urbana Autorità di Ambito Gestore del Servizio Standard Prestazionali Modalità di contabilità analitica Report di servizio Monitoraggio Corrispettivo Economico - TIA

4 Regime di Regolamentazione e ruolo della Autorità di Ambito Lo schema di regolamentazione così definito prevede che: il Comune definisca la propria domanda di servizio; la Comunità organizzi e pianifichi la gestione dei rifiuti predisponendo il Piano industriale nel rispetto delle indicazioni contenute nel Piano regionale e nel Piano provinciale, e stipuli con il Gestore i Contratti di Servizio per la gestione dei rifiuti. Alla Comunità spetta anche la predisposizione di report annuali sullattività del Gestore e sugli eventuali violazione dagli impegni contenuti nei Contratti di servizio; il Gestore eroghi il servizio nel rispetto dei Contratti di servizio stipulati con la Comunità dambito e produca la documentazione richiesta per le attività di controllo.

5 Gestione integrata dei rifiuti urbani (ex art 183 D.Lgs 152/06) Ambito Territoriale Ottimale (ex art 200 D.Lgs 152/06) Comunità di Ambito (ex art 26 LR 25/98) Autorità di Ambito (ex art 201 D.Lgs 152/06) Piano di Ambito (ex art 203 D.Lgs 152/06) Piano Industriale (ex art 27 LR 25/98) Note – tra le modifiche apportate dalla LR 61/07 alla LR 25/98 vi è anche lindicazione che le terminologie di Comunità di Ambito e di Piano Industriale sono da intendersi a tutti gli effetti rispettivamente come Autorità di Ambito e Piano di Ambito ai sensi del 152/06 a) superamento della frammentazione delle gestioni; b) conseguimento di adeguate dimensioni gestionali; c) Adeguato sistema stradale e ferroviario al fine di ottimizzare i trasporti; d) valorizzazione di esigenze comuni e affinità nella produzione e gestione dei rifiuti; e) ricognizione di impianti di gestione di rifiuti già realizzati e funzionanti; L'autorità d'ambito è una struttura dotata di personalità giuridica costituita in ciascun ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente Regione, alla quale gli Enti locali partecipano obbligatoriamente ed alla quale è trasferito l'esercizio delle loro competenze in materia di gestione integrata dei rifiuti. L'autorità d'ambito organizza il servizio e determina gli obiettivi da perseguire per garantirne la gestione secondo criteri di efficienza, di efficacia, di economicità e di trasparenza; a tal fine adotta un apposito piano d'ambito Le Autorità di Ambito nella predisposizione degli strumenti di regolamentazione dei rapporti con il soggetto gestore (Contratto di servizio), elaborano, sulla base dei criteri e degli indirizzi fissati dalle Regioni, un Piano dAmbito comprensivo di un programma degli interventi necessari, accompagnato da un piano finanziario e dal connesso modello gestionale ed organizzativo. Il piano finanziario indica, in particolare, le risorse disponibili, quelle da reperire, nonché i proventi derivanti dall'applicazione della tariffa sui rifiuti per il periodo considerato. gestione integrata dei rifiuti: il complesso delle attività volte ad ottimizzare la gestione dei rifiuti, come definita alla lettera d), ivi compresa l'attività di spazzamento delle strade; Le Comunità di ambito attuano i piani interprovinciali di gestione dei rifiuti attraverso i piani industriali. Le funzioni di competenza della Comunità di ambito sono: a)elaborazione, approvazione e allaggiornamento del PI; b) allaffidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani; c) alla redazione dei rapporti sulla realizzazione del PI sulla capacità di smaltimento dellATO; d) alla determinazione della tariffa, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente; 1. Il piano industriale sulla base del piano interprovinciale, contiene: a) lindividuazione delle aree di raccolta; b) i progetti preliminari degli interventi previsti nei piani interprovinciali; c) gli interventi di bonifica e/o messa in sicurezza delle aree inquinate; d) i progetti preliminari dei servizi di raccolta e del sistema dei trasporti; e) la definizione dei tempi per la realizzazione degli interventi; f) lo schema di assetto gestionale; g) il piano degli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi, articolato su base decennale per i servizi di smaltimento e su base quinquennale per i servizi di raccolta e spazzamento; h) la previsione dellimporto delle tariffe articolate per singole voci di costo, da effettuarsi su base pluriennale, nonché le modalità progressive di attuazione garantendo la gradualità degli adeguamenti tariffari; i) gli obiettivi e gli standard dei servizi di gestione dei rifiuti, eventualmente articolati per aree. Autorità di Ambito

6 GestoreATOComuni Modello Servizio Standard Tecnico/Economico Servizio Ottimizzazione Servizio Definiz. Tecn. Servizio Valorizzazione Servizio Tariffa di Ambito Corr(n) = Prev(n) ± RR(n-2) ± RI(n-1) Regime di Regolamentazione e ruolo della Autorità di Ambito

7 Servizi Pubblici – Servizio di Igiene Urbana Descrizione dei Servizi di Igiene Urbana Gestione dei Rifiuti Urbani e Assimilati Raccolta Trasporto Trattamento Smaltimento Lavaggio contenitori Pulizia delle Strade Accertamenti, Riscossione e Contenzioso Altri Servizi Border line Pulizia Aree Verdi Manutenzione del verde pubblico Pulizia arenili Pulizia specchi dacqua Pulizia scritte ecc ecc Amministrazione Progettazione Affari Generali Bonifiche Post Gestioni Bonifiche Post Gestioni

8 La definizione dei servizi di Igiene Urbana Raccolta stradale; Raccolte su chiamata; Raccolte Utenze Non Domestiche (altrimenti dette porta a porta ad utenza non domestica); Raccolte integrate ad utenza (altrimenti dette porta a porta ad utenza); Servizi di spazzamento; Servizi di lavaggio cassonetti; Attivazione Stazione Ecologica. Modalità di espletamento dei servizi Dotazioni di servizio 11/06/20098Firenze

9 Ipotesi di organizzazione dei servizi di raccolta Servizi di Raccolta

10 Ipotesi di sistemi di raccolta integrati Servizi di Raccolta

11 Servizi di Igiene Urbana In sostanza si parla di Uomini Automezzi Attrezzature e impianti Consumi e beni accessori Investimenti di capitali Costi diretti Costi duso del capitale Costo Totale del Servizio - TARIFFA Remunerazione del capitale investito = Guadagno Gestore

12 Prestazioni di Servizio Personale - Contratti Collettivi Nazionali di Riferimento (FISE/ASSOAMBIENTE FEDERAMBIENTE) - Livelli e categorie (I, II, III, IV, V, VI, ecc) - Mansionario (Operatori, Impiegati, Responsabili, ecc) - Indennizzi (Funzione, Straordinari, Anzianità, ecc) - Impiego Settimanale - Livello di produttività effettiva 6 h/g x 6 g/s x 52 s/a = 1872 h/aLivello produttività teorica Ferie Permessi Malattie Infortuni Disagi Familiari Permessi Sindacali Permessi Amministrativi 1601 h/aLivello produttività effettiva convenzionale (rif. Contratto FISE Ottobre 2009)

13 Prestazioni di Servizio

14 Personale - Contratti Collettivi Nazionali di Riferimento (FISE/ASSOAMBIENTE FEDERAMBIENTE) - Livelli e categorie (I, II, III, IV, V, VI, ecc A e B) - Mansionario (Operatori, Impiegati, Responsabili, ecc) - Indennizzi (Funzione, Straordinari, Anzianità, ecc) - Impiego Settimanale - Livello di produttività effettiva 1601 h/aLivello produttività effettiva convenzionale (rif. Contratto FISE Ottobre 2009) LivelloImporto annuoImporto Orario II livello ,45 23,81 III livello ,95 25,37 IV livello ,64 27,11 V livello ,46 29,52 LivelloImporto annuoImporto Orario V livello ,57 27,97 VI livello ,62 30,81 VII livello ,71 34,07 Operatori Amministrativi

15 Automezzi - Caratteristiche tecniche e allestimenti - Consumi - Manutenzioni - Imposte, bollo e assicurazione - Valore Patrimoniale del bene (ammortamento, noleggio, leasing, ecc) - Livello di utilizzo effettivo 1 turno giornaliero 6 h/g x 7 g/s x 52 s/a = h/aLivello di utilizzo teorico Manutenzioni Incidenti Imprevisti h/aLivello di utilizzo convenzionale 2 turni giornalieri 12 h/g x 7 g/s x 52 s/a = h/aLivello di utilizzo teorico Manutenzioni Incidenti Imprevisti h/aLivello di utilizzo convenzionale Prestazioni di Servizio

16 Automezzi RaccoltaInvestimento [/anno] Spazzamento e Lavaggio Cassonetti Investimento [/anno] Compattatore carico laterale – Spazzatrice Compattatore carico posteriore Autoinnaffiatrice Autocarro con Ragno – Lavacassonetti Mezzi leggeri Investimenti (I) Costi duso del capitale Ammortamento (Amm) = arco temporale nel quale si ripaga linvestimento Ammortamento finanziario = Ammortamento tecnico del bene Amm = I/5 anni Remunerazione (R) = interesse finanziario sullinvestimento R = r + 2% (r = rendistato medio annuo) Prestazioni di Servizio

17 Automezzi Costi di gestione oraria Raccolta CD – 1 Turno Ck – 1 Turno Ctot – 1 Turno CD – 2 TurniCk – 2 TurniCtot – 2 Turni Compattatore carico laterale Compattatore carico posteriore 6 – 9 10 – – – Autocarro con Ragno Mezzi leggeri Spazzamento CD – 1 Turno Ck – 1 Turno Ctot – 1 Turno CD – 2 TurniCk – 2 TurniCtot – 2 Turni Spazzatrice7 – – 337 – 155 – Autoinnaffiatrice Lavacassonetti Prestazioni di Servizio

18 - Installazione - Manutenzioni - Valore Patrimoniale (ammortamento, noleggio, leasing, ecc) -Livello di utilizzo Il Costo Diretto delle attrezzature è legato alle necessità di installazione e alla manutenzione che normalmente sono individuate in maniera forfettaria con un valore variabile tra il 3 e il 5% del valore di investimento. Il costo diretto è poi riproporzionato al numero effettivo si svuotamenti rispetto ad un valore standard di uno svuotamento giornaliero 1 sv/g x 7 g/s x 52 s/a = 365 sv/a Si considera inoltre che il parco attrezzature sia dotato di una scorta normalmente valutata pari al 5% del parco complessivo Prestazioni di Servizio Attrezzature

19 RaccoltaInvestimento [/anno]RaccoltaInvestimento [/anno] Contenitori l 650 Bidoni 360 l 50 Contenitori l 550 Bidoni 240 l 30 Contenitori l Bidoni 120 l 20 Contenitori l Bidoncini 10 Campane Investimenti (I) Costi duso del capitale Amm = I/7 anni o I/10 anni Remunerazione (R) = interesse finanziario sullinvestimento R = r + 2% (r = rendistato medio annuo) Prestazioni di Servizio

20 RUI - Raccolta Stradale Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaCassonetti Piccoli - Cassonetti Medi -Cassonetti Grandi AutomezzoCompattatore Posteriore - Compattatore Laterale Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 4231 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 7241 Note Centro Storico: Obiettivo minimo inverno 4/7 - estate 7/7Centro Storico: Obiettivo minimo inverno e estate 3/7 Centro Abitato: Obiettivo minimo inverno 3/7 - estate 4/7Centro Abitato: Obiettivo minimo inverno e estate 3/7 Case Sparse: Obiettivo minimo inverno 2/7 - estate 3/7Case Sparse: Obiettivo minimo inverno e estate 2/7 Carta - Raccolta Stradale Comuni IntensiviComuni Estensivi Attrezzatura Cassonetti Piccoli - Cassonetti Medi - Cassonetti Grandi - Campane Automezzo Compattatore Posteriore - Compattatore Laterale - Autocarro con gru Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 2110,5 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 3110,5 Note Centro Storico: Obiettivo minimo inverno 2/7 - estate 3/7Centro Storico: Obiettivo minimo inverno e estate 1/7 Centro Abitato: Obiettivo minimo inverno 2/7 - estate 3/7Centro Abitato: Obiettivo minimo inverno e estate 1/7 Case Sparse: Obiettivo minimo inverno 2/7 - estate 3/7Case Sparse: Obiettivo minimo inverno e estate 1/7 Modalità di espletamento dei servizi - stradale 11/06/200920Firenze

21 Multimateriale VPL - Raccolta Stradale Comuni IntensiviComuni Estensivi Attrezzatura Cassonetti Piccoli - Cassonetti Medi - Cassonetti Grandi - Campane Automezzo Compattatore Posteriore - Compattatore Laterale - Autocarro con gru Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 10,51 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 2110,5 Note Centro Storico: Obiettivo minimo inverno 1/7 - estate 2/7Centro Storico: Obiettivo minimo inverno e estate 0,5/7 Centro Abitato: Obiettivo minimo inverno 1/7 - estate 2/7Centro Abitato: Obiettivo minimo inverno e estate 0,5/7 Case Sparse: Obiettivo minimo inverno 1/7 - estate 2/7Case Sparse: Obiettivo minimoinverno e estate 0,5/7 Organico - Raccolta Stradale Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaCassonetti Piccoli AutomezzoCompattatore Posteriore Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 3232 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 3232 Note Centro Storico: Obiettivo minimo inverno e estate 3/7 Centro Abitato: Obiettivo minimo inverno e estate 3/7 Il servizio di raccolta nonè previsto nelle case sparse Modalità di espletamento dei servizi - stradale 11/06/2009Firenze21

22 RUI - Raccolta Porta a Porta Utenze Non Domestiche Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaContenitori PaP AutomezzoPorter - Compattatore Posteriore Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 2121 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 2121 Note Per i servizi di raccolta dedicati alle utenze non domestiche le frequenze di servizio sono da ritenersi indicative e riconducibili ad un dato medio. Tali servizi dovranno essere calibrati sulle caratteristiche e sulle esigenze delle singole utenze tenendo conto delle loro peculiarità in termini di produzione quantitativa e qualitativa del rifiuto e al loro rapporto con il contesto urbano di riferimento. Carta - Raccolta Porta a Porta Utenze Non Domestiche Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaContenitori PaP AutomezzoPorter - Compattatore Posteriore Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 10,51 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 30,51 Note Per i servizi di raccolta dedicati alle utenze non domestiche le frequenze di servizio sono da ritenersi indicative e riconducibili ad un dato medio. Tali servizi dovranno essere calibrati sulle caratteristiche e sulle esigenze delle singole utenze tenendo conto delle loro peculiarità in termini di produzione quantitativa e qualitativa del rifiuto e al loro rapporto con il contesto urbano di riferimento. Modalità di espletamento dei servizi – Pap UND 11/06/2009Firenze22

23 Multimateriale VPL - Raccolta Porta a Porta Utenze Non Domestiche Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaContenitori PaP AutomezzoPorter - Compattatore Posteriore Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 10,51 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 30,51 Note Per i servizi di raccolta dedicati alle utenze non domestiche le frequenze di servizio sono da ritenersi indicative e riconducibili ad un dato medio. Tali servizi dovranno essere calibrati sulle caratteristiche e sulle esigenze delle singole utenze tenendo conto delle loro peculiarità in termini di produzione quantitativa e qualitativa del rifiuto e al loro rapporto con il contesto urbano di riferimento. Organico - Raccolta Porta a Porta Utenze Non Domestiche Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaContenitori PaP AutomezzoPorter - Compattatore Posteriore Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 3232 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 6232 Note Per i servizi di raccolta dedicati alle utenze non domestiche le frequenze di servizio sono da ritenersi indicative e riconducibili ad un dato medio. Tali servizi dovranno essere calibrati sulle caratteristiche e sulle esigenze delle singole utenze tenendo conto delle loro peculiarità in termini di produzione quantitativa e qualitativa del rifiuto e al loro rapporto con il contesto urbano di riferimento. Modalità di espletamento dei servizi – Pap UND 11/06/2009Firenze23

24 RUI - Raccolta Porta a Porta Utenze Domestiche Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaContenitori PaP - SacchettoContenitori PaP AutomezzoPorter - Compattatore Posteriore Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 2121 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 4121 Note Gli obiettivi ottimali devono essere riferiti ad uno scenario di insieme finalizzato all'attivazione di un servizio integrato alle utenze (diffuso sul territorio e su tutte le frazioni) in completa sostituzione rispetto a sistemi stradali. Da considerare inoltre che gli obiettivi sono da considerarsi quali valori medi tenuto conto delle necessarie calibrazioni legate al contesto urbanistico di riferimento. Carta - Raccolta Porta a Porta Utenze Domestiche Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaContenitori PaP AutomezzoPorter - Compattatore Posteriore Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 10,51 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 20,51 Note Gli obiettivi ottimali devono essere riferiti ad uno scenario di insieme finalizzato all'attivazione di un servizio integrato alle utenze (diffuso sul territorio e su tutte le frazioni) in completa sostituzione rispetto a sistemi stradali. Da considerare inoltre che gli obiettivi sono da considerarsi quali valori medi tenuto conto delle necessarie calibrazioni legate al contesto urbanistico di riferimento. Modalità di espletamento dei servizi – Pap UD 11/06/2009Firenze24

25 Multimateriale VPL - Raccolta Porta a Porta Utenze Domestiche Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaContenitori PaP AutomezzoPorter - Compattatore Posteriore Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 10,251 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 20,251 Note Gli obiettivi ottimali devono essere riferiti ad uno scenario di insieme finalizzato all'attivazione di un servizio integrato alle utenze (diffuso sul territorio e su tutte le frazioni) in completa sostituzione rispetto a sistemi stradali.Da considerare inoltre che gli obiettivi sono da considerarsi quali valori medi tenuto conto delle necessarie calibrazioni legate al contesto urbanistico di riferimento. Organico - Raccolta Porta a Porta Utenze Domestiche Comuni IntensiviComuni Estensivi AttrezzaturaContenitori PaP AutomezzoPorter - Compattatore Posteriore Frequenza Inverno [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 3232 Frequenza Estate [gg/7] Obiettivo MinimoObiettivo OttimaleObiettivo MinimoObiettivo Ottimale 4232 Note Gli obiettivi ottimali devono essere riferiti ad uno scenario di insieme finalizzato all'attivazione di un servizio integrato alle utenze (diffuso sul territorio e su tutte le frazioni) in completa sostituzione rispetto a sistemi stradali.Da considerare inoltre che gli obiettivi sono da considerarsi quali valori medi tenuto conto delle necessarie calibrazioni legate al contesto urbanistico di riferimento. Modalità di espletamento dei servizi – Pap UD 11/06/2009Firenze25

26 Servizi di Raccolta Stradale e PaP - RUI Produttività [contenitori/turno] Cassonett i Piccoli Cassonett i Medi Cassonett i Grandi Campane Contenitor i PaP Sacchetti Obiettivo Minimo Obiettivo Ottimale Note Servizi di Raccolta Stradale e PaP - Carta Produttività [contenitori/turno] Cassonett i Piccoli Cassonett i Medi Cassonett i Grandi Campane Contenitor i PaP Sacchetti Obiettivo Minimo Obiettivo Ottimale Note Standard prestazionali 11/06/2009Firenze26

27 Servizi di Raccolta Stradale e PaP - Organico Produttività [contenitori/turno] Cassonett i Piccoli Cassonett i Medi Cassonett i Grandi Campane Contenitor i PaP Sacchetti Obiettivo Minimo Obiettivo Ottimale Note Servizi di Raccolta Stradale e PaP - VPL Produttività [contenitori/turno] Cassonett i Piccoli Cassonett i Medi Cassonett i Grandi Campane Contenitor i PaP Sacchetti Obiettivo Minimo Obiettivo Ottimale Note Standard prestazionali 11/06/2009Firenze27 Standard Tecnici Obiettivo MinimoObiettivo Ottimale Ore addetto[h/anno] Ore mezzo - 1 turno[h/anno] Ore mezzo - 2 turno[h/anno]

28 Le componenti della Tariffa di Trattamento e Smaltimento -Costi diretti per la gestione degli Impianti (materiali, personale, utenze, attrezzature, ecc -Costi duso del capitale investito -Il ruolo dei Proventi (vendita di Energia, vendita di materiali, contributi CONAI) -Lincidenza della sovrattassa Regionale sul conferimento in discarica (ECOTASSA) e maggiorazione del 20% per il mancato raggiungimento degli obiettivi di RD a livello di Ambito -Le Indennità di Disagio Ambientale Servizi di Trattamento e Smaltimento

29 Parametri tecnico gestionaliUdM Ore lavorate impiantoh/anno Ore lavorate addettih/anno Ore lavorate tecnicih/anno Volumetrie occupatem3m3 Volumetrie residuem3m3 Produzione di percolatot Superficie esposta alle piogge (percolato)m2m2 Produzione di percolato per superficie unitaria esposta t/m 2 Quantità trattateUdM Quantità ATO tal qualet Quantità servizi internit Quantità extra ATO (urbani fuori provincia e RS) t TOTALEt Costi diretti impiantiUdM Materiali Materiale di consumo Reagenti Carburanti e lubrificanti Oneri e prestazioni Prestazioni varie di terzi Servizio Smaltimento Rifiuti Altri Servizi Industriali (Smaltimento Ceneri) Manutenzioni Personale a comando e interinale Disinfestazioni Prove e collaudi Analisi chimiche Smaltimento percolato Incenerimento rifiuti speciali Smaltimento ceneri Trasporti Assicurazioni Comunicazione Viaggi e trasferte Consulenze e oneri professionali Fitti, canoni e noleggi Postali Pulizia e vigilanza Formazione Imposte e tasse Oneri e proventi straordinari Oneri e prestazioni automezzi Utenze Energia elettrica Acqua Gas Telefoniche Canoni Leasing Canoni leasing Costo del Lavoro Retribuzione personale Contributi Quota TFR Costi Personale Varie del Personale IRAP Personale Indennità di disagio ambientale Ammortamenti Ammortamenti - ribaltamento Mezzi Ammortamenti materiali Accantonamenti Svalutazione immobilizzazioni Accantonamento rischi Accantonamento gestione post-operativa Remunerazione Dettaglio degli investimenti realizzatiUdM Investimenti Investimento mezzi Contributi in conto capitale Descrizione dell'investimento Data di inizio (effettiva o presunta) dell'attività dell'investimento in oggetto Flussi Trattati Parametri sintetici di processo Costi di Diretti di GestioneCosti duso del Capitale Piano Investimenti Proventi Accantonamenti

30 Servizi di Trattamento e Smaltimento Impianto di Selezione Parametri tecnico gestionaliUdM Ore lavorate impiantoh/anno Ore lavorate addettih/anno Ore lavorate tecnicih/anno Volumetrie occupatem3m3 Volumetrie residuem3m3 Produzione di percolatot Superficie esposta alle piogge (percolato)m2m2 Produzione di percolato per superficie unitaria esposta t/m 2 Quantità trattateUdM Quantità ATO tal qualet Quantità servizi internit Quantità extra ATO (urbani fuori provincia e RS) t TOTALEt Costi diretti impiantiUdM Materiali Materiale di consumo Reagenti Carburanti e lubrificanti Oneri e prestazioni Prestazioni varie di terzi Servizio Smaltimento Rifiuti Altri Servizi Industriali (Smaltimento Ceneri) Manutenzioni Personale a comando e interinale Disinfestazioni Prove e collaudi Analisi chimiche Smaltimento percolato Incenerimento rifiuti speciali Smaltimento ceneri Trasporti Assicurazioni Comunicazione Viaggi e trasferte Consulenze e oneri professionali Fitti, canoni e noleggi Postali Pulizia e vigilanza Formazione Imposte e tasse Oneri e proventi straordinari Oneri e prestazioni automezzi Utenze Energia elettrica Acqua Gas Telefoniche Canoni Leasing Canoni leasing Costo del Lavoro Retribuzione personale Contributi Quota TFR Costi Personale Varie del Personale IRAP Personale Indennità di disagio ambientale Ammortamenti Ammortamenti - ribaltamento Mezzi Ammortamenti materiali Accantonamenti Svalutazione immobilizzazioni Accantonamento rischi Accantonamento gestione post-operativa Remunerazione Dettaglio degli investimenti realizzatiUdM Investimenti Investimento mezzi Contributi in conto capitale Descrizione dell'investimento Data di inizio (effettiva o presunta) dell'attività dell'investimento in oggetto Flussi Trattati Parametri sintetici di processo Costi di Diretti di GestioneCosti duso del Capitale Piano Investimenti Proventi Accantonamenti

31 Servizi di Trattamento e Smaltimento Parametri tecnico gestionaliUdM Ore lavorate impiantoh/anno Ore lavorate addettih/anno Ore lavorate tecnicih/anno Volumetrie occupatem3m3 Volumetrie residuem3m3 Produzione di percolatot Superficie esposta alle piogge (percolato)m2m2 Produzione di percolato per superficie unitaria esposta t/m 2 Quantità trattateUdM Quantità ATO tal qualet Quantità servizi internit Quantità extra ATO (urbani fuori provincia e RS) t TOTALEt Costi diretti impiantiUdM Materiali Materiale di consumo Reagenti Carburanti e lubrificanti Oneri e prestazioni Prestazioni varie di terzi Servizio Smaltimento Rifiuti Altri Servizi Industriali (Smaltimento Ceneri) Manutenzioni Personale a comando e interinale Disinfestazioni Prove e collaudi Analisi chimiche Smaltimento percolato Incenerimento rifiuti speciali Smaltimento ceneri Trasporti Assicurazioni Comunicazione Viaggi e trasferte Consulenze e oneri professionali Fitti, canoni e noleggi Postali Pulizia e vigilanza Formazione Imposte e tasse Oneri e proventi straordinari Oneri e prestazioni automezzi Utenze Energia elettrica Acqua Gas Telefoniche Canoni Leasing Canoni leasing Costo del Lavoro Retribuzione personale Contributi Quota TFR Costi Personale Varie del Personale IRAP Personale Indennità di disagio ambientale Ammortamenti Ammortamenti - ribaltamento Mezzi Ammortamenti materiali Accantonamenti Svalutazione immobilizzazioni Accantonamento rischi Accantonamento gestione post-operativa Remunerazione Dettaglio degli investimenti realizzatiUdM Investimenti Investimento mezzi Contributi in conto capitale Descrizione dell'investimento Data di inizio (effettiva o presunta) dell'attività dell'investimento in oggetto Energia TUUdM Potenza media utilizzatakW Potenza media prodottakW Ore funzionamento turbogruppoh/anno Produzione turbogruppo annuakWh/anno Energia consumata (autoconsumi)kWh/anno Usi esentikWh/anno Energia soggetta a contribuzione CVkWh/anno Potenza venduta CIP 6 (prodotta - autoconsumi)kW Energia venduta CIP 6kWh/anno Prezzo unitario energia CIP 6/kWh Ricavi CIP 6/anno Prezzo unitario certificati verdi (su autoconsumi)/kWh Contributo certificati verdi/anno Ricavi Totali Energia Ricavi totali energia elettrica - competenza ATO8/anno Flussi Trattati Parametri sintetici di processo Costi di Diretti di GestioneCosti duso del Capitale Piano Investimenti Impianto di Termovalorizzazione Proventi

32 Servizi di Trattamento e Smaltimento Parametri tecnico gestionaliUdM Ore lavorate impiantoh/anno Ore lavorate addettih/anno Ore lavorate tecnicih/anno Volumetrie occupatem3m3 Volumetrie residuem3m3 Produzione di percolatot Superficie esposta alle piogge (percolato)m2m2 Produzione di percolato per superficie unitaria esposta t/m 2 Quantità trattateUdM Quantità ATO tal qualet Quantità servizi internit Quantità extra ATO (urbani fuori provincia e RS) t TOTALEt Costi diretti impiantiUdM Materiali Materiale di consumo Reagenti Carburanti e lubrificanti Oneri e prestazioni Prestazioni varie di terzi Servizio Smaltimento Rifiuti Altri Servizi Industriali (Smaltimento Ceneri) Manutenzioni Personale a comando e interinale Disinfestazioni Prove e collaudi Analisi chimiche Smaltimento percolato Incenerimento rifiuti speciali Smaltimento ceneri Trasporti Assicurazioni Comunicazione Viaggi e trasferte Consulenze e oneri professionali Fitti, canoni e noleggi Postali Pulizia e vigilanza Formazione Imposte e tasse Oneri e proventi straordinari Oneri e prestazioni automezzi Utenze Energia elettrica Acqua Gas Telefoniche Canoni Leasing Canoni leasing Costo del Lavoro Retribuzione personale Contributi Quota TFR Costi Personale Varie del Personale IRAP Personale Indennità di disagio ambientale Ammortamenti Ammortamenti - ribaltamento Mezzi Ammortamenti materiali Accantonamenti Svalutazione immobilizzazioni Accantonamento rischi Accantonamento gestione post-operativa Remunerazione Dettaglio degli investimenti realizzatiUdM Investimenti Investimento mezzi Contributi in conto capitale Descrizione dell'investimento Data di inizio (effettiva o presunta) dell'attività dell'investimento in oggetto Flussi Trattati Parametri sintetici di processo Costi di Diretti di GestioneCosti duso del Capitale Piano Investimenti Impianto di Valorizzazione RD Proventi Ricavi CONAIUdM Ricavi CONAI Corepla Quantitàt Tariffa/t Corrispettivo/anno Comieco Quantitàt Tariffa/t Corrispettivo/anno CIAL Quantitàt Tariffa/t Corrispettivo/anno Ricavi totali CONAI - TU/anno

33 Servizi di Trattamento e Smaltimento Parametri tecnico gestionaliUdM Ore lavorate impiantoh/anno Ore lavorate addettih/anno Ore lavorate tecnicih/anno Volumetrie occupatem3m3 Volumetrie residuem3m3 Produzione di percolatot Superficie esposta alle piogge (percolato)m2m2 Produzione di percolato per superficie unitaria esposta t/m 2 Quantità trattateUdM Quantità ATO tal qualet Quantità servizi internit Quantità extra ATO (urbani fuori provincia e RS) t TOTALEt Costi diretti impiantiUdM Materiali Materiale di consumo Reagenti Carburanti e lubrificanti Oneri e prestazioni Prestazioni varie di terzi Servizio Smaltimento Rifiuti Altri Servizi Industriali (Smaltimento Ceneri) Manutenzioni Personale a comando e interinale Disinfestazioni Prove e collaudi Analisi chimiche Smaltimento percolato Incenerimento rifiuti speciali Smaltimento ceneri Trasporti Assicurazioni Comunicazione Viaggi e trasferte Consulenze e oneri professionali Fitti, canoni e noleggi Postali Pulizia e vigilanza Formazione Imposte e tasse Oneri e proventi straordinari Oneri e prestazioni automezzi Utenze Energia elettrica Acqua Gas Telefoniche Canoni Leasing Canoni leasing Costo del Lavoro Retribuzione personale Contributi Quota TFR Costi Personale Varie del Personale IRAP Personale Indennità di disagio ambientale Ammortamenti Ammortamenti - ribaltamento Mezzi Ammortamenti materiali Accantonamenti Svalutazione immobilizzazioni Accantonamento rischi Accantonamento gestione post-operativa Remunerazione Dettaglio degli investimenti realizzatiUdM Investimenti Investimento mezzi Contributi in conto capitale Descrizione dell'investimento Data di inizio (effettiva o presunta) dell'attività dell'investimento in oggetto Flussi Trattati Parametri sintetici di processo Costi di Diretti di GestioneCosti duso del Capitale Piano Investimenti Impianto di Compostaggio Proventi Ricavi vendita CompostUdM Produzionet Vendutot Regalatot Prezzo medio di vendita/t Ricavi

34 Servizi di Trattamento e Smaltimento Parametri tecnico gestionaliUdM Ore lavorate impiantoh/anno Ore lavorate addettih/anno Ore lavorate tecnicih/anno Volumetrie occupatem3m3 Volumetrie residuem3m3 Produzione di percolatot Superficie esposta alle piogge (percolato)m2m2 Produzione di percolato per superficie unitaria esposta t/m 2 Quantità trattateUdM Quantità ATO tal qualet Quantità servizi internit Quantità extra ATO (urbani fuori provincia e RS) t TOTALEt Costi diretti impiantiUdM Materiali Materiale di consumo Reagenti Carburanti e lubrificanti Oneri e prestazioni Prestazioni varie di terzi Servizio Smaltimento Rifiuti Altri Servizi Industriali (Smaltimento Ceneri) Manutenzioni Personale a comando e interinale Disinfestazioni Prove e collaudi Analisi chimiche Smaltimento percolato Incenerimento rifiuti speciali Smaltimento ceneri Trasporti Assicurazioni Comunicazione Viaggi e trasferte Consulenze e oneri professionali Fitti, canoni e noleggi Postali Pulizia e vigilanza Formazione Imposte e tasse Oneri e proventi straordinari Oneri e prestazioni automezzi Utenze Energia elettrica Acqua Gas Telefoniche Canoni Leasing Canoni leasing Costo del Lavoro Retribuzione personale Contributi Quota TFR Costi Personale Varie del Personale IRAP Personale Indennità di disagio ambientale Ammortamenti Ammortamenti - ribaltamento Mezzi Ammortamenti materiali Accantonamenti Svalutazione immobilizzazioni Accantonamento rischi Accantonamento gestione post-operativa Remunerazione Dettaglio degli investimenti realizzatiUdM Investimenti Investimento mezzi Contributi in conto capitale Descrizione dell'investimento Data di inizio (effettiva o presunta) dell'attività dell'investimento in oggetto Flussi Trattati Parametri sintetici di processo Costi di Diretti di GestioneCosti duso del Capitale Piano Investimenti Impianto di Discarica Accantonamenti Accantonamenti post mortemUdM I lotto II lotto III lotto

35 Servizi di Trattamento e Smaltimento Ecotassa Rifiuti Urbani Indifferenziati Ai fini della determinazione dellaliquota contribuiscono la percentuale di Raccolta Differenziata raggiunta e la produzione procapite di rifiuto totale e i valori di riferimento sono quelli indicati nella tabella sottostante; Per i piccoli Comuni in situazione di disagio definiti con L.R. 39 del 27/07/04 e determinati per il 2006 con Decreto 6784 del 29/11/05, se la produzione procapite di rifiuto totale risulta inferiore o uguale a 500 [kg/(ab anno)], le aliquote di riferimento sono ridotte di 3,00; La mancata o la ritardata comunicazione dei dati necessari per la determinazione dei raggiungimenti delle percentuali di Raccolta Differenziata comporterà necessariamente lapplicazione dellaliquota massima (25,82 /t) per il deposito in discarica dei rifiuti urbani. Si ricorda che la scadenza per la comunicazione dei dati ad ARRR è attualmente fissata per il 1 Marzo Tributo produz < produz < produz. 800 produz. > 800 RD < 3018,00 20,00 22,00 23,00 30 RD < 35 13,00 15,00 17,00 18,00 35 RD < 40 10,00 12,00 14,00 15,00 40 RD 8,00 10,00 13,00 14,00 Il mancato raggiungimento a livello di Ambito degli obiettivi di Raccolta Differenziata previsti dalla Legge implica un incremento dellaliquota del 20% per i Comuni che non hanno raggiunto lobiettivo

36 Servizi di Trattamento e Smaltimento Indennità di Disagio Ambientale Riconoscimento ai Comuni sede di Impianto di un indennizzo di carattere economico per il disagio che la presenza dellimpianto sul territorio comunale può arrecare. AreaStrumentoImpiantoIncidenza Siena Piano Industriale - Modalità di calcolo Indennità Ambientali 2001 discarica1 Piano Industriale - Modalità di calcolo Indennità Ambientali 2001 termoutilizzatore0,8 Piano Industriale - Modalità di calcolo Indennità Ambientali 2001 selettore RUI0,6 Piano Industriale - Modalità di calcolo Indennità Ambientali 2001 selettore preliminare e compostaggio 0,4 Grosseto Piano Industriale discarica1 Piano Industriale termovalorizzatore0,8 Piano Industriale Selezione RUI0,6 Piano Industriale Compostaggio di qualità0,2 Piano Industriale Compostaggio semplificato0

37 Riduzione RUB a discarica Proiezioni Anno 2009 Obiettivo richiesta Proroga Regionale 154 kg/ab anno ATO Toscana Sud 151 kg/ab anno Servizi di Trattamento e Smaltimento Sistema impiantistico Provincia di Siena

38 I costi della gestione integrata Anno 2006AbitantiRU TotCosti Costi procapite [/ab.] Costi a tonnellata [/t] ATO ATO ATO ATO ATO ATO ATO ATO ATO ATO ATO Costa ATO Centro ATO Sud Toscana Fonte Dati Osservatorio Regionale e ARRR

39 Elementi di contabilità Analitica Lindividuazione dei costi standard di riferimento Criteri per laggiornamento dei costi standard Modalità di aggregazione delle voci di costo I Rapporti con la predisposizione del Piano Economico Tariffario ai sensi del DPR 158/99 Componenti di Costo Fisso e Componenti di Costo Variabile

40 Definizione dei quadri economici Piano Economico Finanziario del Servizio Definisce le componenti di costo inerenti lespletamento dei servizi articolandole in relazione alla loro natura - Costi Diretti di Gestione dei Servizi (Personale, Automezzi, Attrezzature, Utenze, Servizi, ecc) - Costi Indiretti (Coordinamento, Beni di consumo) - Costi duso del Capitale (Ammortamenti, Accantonamenti, Remunerazione) - Costi Generali di Gestione (Costi Comuni, Altri Costi) - Indennità di Disagio Ambientale

41 Lo strumento Tariffario OBIETTIVO PRINCIPI AMBIENTALIECONOMICI SOSTENIBILITA AMBIENTALE Trasformare un tributo in uno strumento economico con finalità ecologicamente virtuose Responsabilizzazione utenza Attuazione gerarchica Incremento raccolta differenziata Chi inquina paga Riduzione costi di smaltimento Ricavi dai materiali recuperati SOSTENIBILITA ECONOMICA Copertura integrale dei costi Finanziamento del servizio tramite Tariffa Copertura degli investimenti Investimenti di nuove tecnologie Tutela ambientale e clear tecnologies Limitazione dellillusione fiscale Riequilibrio della fiscalità locale EQUITA CONTRIBUTIVA Si paga per il servizio effettivamente ricevuto Equità Correzione dei sussidi incrociati Responsabilizzazione delle utenze EFFICIENZA Price cap (tetto ai prezzi) Dettaglio costi e metodologia univoca di rilevazione Emersione costi sommersi Controllo di gestione del sistema Recupero produttività Benchmarking Trasparenza affidamenti Riduzione asimmetrie informative SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA LEnte locale mantiene il ruolo di indirizzo e controllo Controllo di progettazione servizio e tecnologia di gestione Riduzione fiscalità Alleggerimento del bilancio Svincolo di risorse umane ed economiche

42 Concetti Base (introdotti con lart. 49 del D.Lgs 22/97 oggi ripresi dallart 238 del D.Lgs 156/06 1.Copertura costi: 100% tramite TIA e superato il passaggio dal bilancio comunale da ENTRATE-USCITE del bilancio comunale a COSTI-RICAVI del servizio 2.Trasparenza dei costi PIANO FINANZIARIO redatto dal gestore 3.Fine della doppia gestione (Società per i servizi e Comune per il tributo) un solo GESTORE del servizio integrato complessivo 4.CHI INQUINA PAGA Distribuzione dei costi in base della produzione di rifiuto 5.Sensibilizzazione dei cittadini su questioni ambientali AGEVOLAZIONI agli utenti virtuosi in raccolte differenziate Lo strumento Tariffario

43 dei costi operativi di gestione (CG) e dei costi comuni (CC) dell'anno precedente comprensivi dello spazzamento, rivalutati del tasso di inflazione programmato diminuito del coefficiente di recupero di produttività; dei costi d'uso del capitale, dati dalla somma di ammortamenti (Amm), accantonamenti (Acc) e remunerazione (R), ad un tasso adeguato, del capitale investito. I n : lammontare di investimenti previsti per lanno n coincide con la variazione del KN n, viene utilizzato per la stima del KN n * ; Fn: è lammontare degli investimenti previsti nellanno n-1 ma non effettuati; costituisce, come previsto dal metodo, un valore di rettifica del capitale investito utili ai fini del calcolo della remunerazione del capitale investito, ovvero: dove KN n-1 è il capitale investito consuntivo dellanno n-1. Lo strumento Tariffario La tariffa di riferimento è stata definita dal D.P.R. 158/99 nel modo seguente:

44 Lo strumento Tariffario La tariffa di riferimento è stata definita dal D.P.R. 158/99 nel modo seguente: Glossario del metodo tariffario (All. 2, D.P.R. 158/99) CSLCosti spazzamento e lavaggio strade. CRTCosti della raccolta e trasporto dei rifiuti indifferenziati. CTSCosto di trattamento e smaltimento. IAIndennità di disagio ambientale CGINDCosti di gestione dei rifiuto indifferenziato dati dalla somma di CSL, CRT, CTS, IA. CRDCosti Raccolte Differenziate CTRCosti di trattamento e ciclico al netto dei proventi della vendita di materiale e di energia derivante da rifiuti. CGCosti operativi di gestione, dati dalla somma di CGIND e CGD. CGDCosti di gestione del ciclo della raccolta differenziata, dati dalla somma di CRD, CTR. CARCCosti amministrative dellaccertamento, della riscossione e del contenzioso. CCDCosti comuni diversi. ACAltri costi. CCCosti comuni imputabili allattività di gestione dei rifiuti, dato dalla somma di CARC, CCD, AC. AMMAmmortamenti. ACCAccantonamenti. RRemunerazione del Capitale Investito CKCosti duso del capitale, dati dalla somma di AMM, ACC e R.

45 ACCANTONAMENTI COSTI GESTIONE (CG) COSTI COMUNI (CC) COSTI CAPITALE (CK) RENUM. CAPITALE AMMORTAMENT I C OSTI G ENERALI G ESTIONE C OSTI C OMUNI D IVERSI C.R.T. Altri COSTI C.T.S. C.S.L. C OSTI G ESTIONE IND IFFERENZIATI C OSTI G ESTIONE D IFFERENZIATI C.R.D. C.T.R. PARTE FISSA PARTE VARIABILE C OSTI A MMINISTRATIVI R ISCOSSIONE C ONTENZIOSO Lo strumento Tariffario

46 1.Tariffa BINOMIA parte FISSA (spazzamento, costi fissi di gestione e spese generali, investimenti per opere e relativi ammortamenti); TF = CSL+AC+CC+CK parte VARIABILE ( costi di raccolta e trasporto e quindi variamente imputata alle quantità di rifiuti, al servizio erogato, allo smaltimento e trattamento ) TV = CRT+CTS+CRD+CTR 2.Articolazione della TIA tra utenze domestiche e non domestiche, assicurando agevolazioni per lutenza domestica. 3.Classificazione delle utenze: domestiche in 6 classi in base al numero dei componenti non domestiche in 24 o 30 classi in base alla produttività presunta Lo strumento Tariffario La tariffa di riferimento è stata definita dal D.P.R. 158/99 nel modo seguente:

47 COSTO DEL SERVIZIO *********** U.D. xx % *********** * U. non D. xx % *********** U.D. xx % *********** U. non D. xx % *********** QUOTA VARIABILE (xx%) Raccolta e trasporto, trattamento e smaltimento, raccolta differenziata *********** QUOTA FISSA (xx%) Costi comuni investimenti, spazzamento, costi amministrativi *********** (*) La ripartizione dei costi variabili è proporzionale alla produzione presunta dei rifiuti delle utenze domestica e non domestica. Lo strumento Tariffario La tariffa di riferimento è stata definita dal D.P.R. 158/99 nel modo seguente:

48 TIA Tariffa di Igiene Ambientale 100% dei COSTI del Servizio di Igiene Urbana (Raccolta, spazzamento strade, smaltimento) UD Utenza Domestica 6 Categorie TIA Quota FissaQuota Variabile UND Utenza Non Domestica Categorie Lo strumento Tariffario Tipologia di utenza Parametri per la determinazione della parte fissaParametri per la determinazione della parte variabile Domestica -superficie abitazione (m 2 ) -numero componenti nucleo familiare Rifiuti, differenziati e non, effettivamente conferiti al servizio pubblico di raccolta Non domestica -superficie locali in cui si svolge lattività (m 2 ) -tipo di attività svolta (coefficiente potenziale di produzione) Rifiuti urbani e assimilati agli urbani effettivamente conferiti al servizio pubblico di raccolta

49 Lo strumento Tariffario Parte FISSA - Coefficiente K a Centro Numero componenti del nucleo familiare Comuni con popolazione > 5000 abitanti Comuni con popolazione < 5000 abitanti 10,860,82 20,940,92 31,021,03 41,1 51,17 > 51,231,21 n° Comuni501 Parte VARIABILE - Coefficiente K b Numero componenti del nucleo familiare K b Coefficiente di adattamento per superficie e numero di componenti del nucleo familiare MinimoMassimoMedio 10,610,8 21,41,81,6 31,82,32 42,232,6 52,93,63,2 6 o più3,44,13,7 Utenze Domestiche

50 Lo strumento Tariffario Attività per comuni > 5000 abitantiK c Coefficiente potenziale di produzione NORDCENTROSUD minmaxminmaxminmax 1Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto0,400,670,430,610,450,63 2Cinematografi e teatri0,300,430,390,460,330,47 3Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta0,510,600,430,520,360,44 4Campeggi, distributori di carburante, impianti sportivi0,760,880,740,810,630,74 5Stabilimenti balneari0,380,640,450,670,350,59 6Esposizioni, autosaloni0,340,510,330,560,340,57 7Alberghi con ristorante1,201,641,081,591,011,41 8Alberghi senza ristorante0,951,080,851,190,851,08 9Case di cura e riposo1,001,250,891,470,901,09 10Ospedali1,071,290,821,700,861,43 11Uffici, agenzie, studi professionali1,71,520,971,470,901,17 12Banche ed istituti di credito0,550,610,510,860,480,79 13 Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni durevoli 0,991,410,921,220,851,13 14Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze1,111,800,961,441,011,50 15 Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato 0,600,830,720,860,560,91 16Banchi di mercato beni durevoli1,091,781,081,591,191,67 17Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista1,091,480,981,121,191,50 18Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista0,821,030,740,990,771,04 19Carrozzeria, autofficina, elettrauto1,091,410,871,260,911,38 20Attività industriali con capannoni di produzione0,380,920,320,890,330,94 21Attività artigianali di produzione beni specifici0,551,090,430,880,450,92 22Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub5,579,633,259,843,4010,28 23Mense, birrerie, amburgherie4,857,632,674,332,556,33 24Bar, caffè, pasticceria3,966,292,457,042,567,36 25 Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 2,022,761,492,341,562,44 26Plurilicenze alimentari e/o miste1,542,611,492,341,562,45 27Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio7,1711,294,2310,764,4211,24 28Ipermercati di generi misti1,562,741,471,981,652,73 29Banchi di mercato genere alimentari3,506,923,486,583,358,24 30Discoteche, night club1,041,910,741,830,771,91 Utenze Non Domestiche

51 Lo strumento Tariffario Attività per comuni > 5000 abitantiK d Coefficiente potenziale di produzione kg/m 2 NORDCENTROSUD minmaxminmaxminmax 1Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto3,285,503,985,654,005,50 2Cinematografi e teatri2,503,503,604,252,904,12 3Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta4,204,904,004,803,203,90 4Campeggi, distributori di carburante, impianti sportivi6,257,216,787,455,536,55 5Stabilimenti balneari3,105,224,116,183,105,20 6Esposizioni, autosaloni2,824,223,025,123,035,04 7Alberghi con ristorante9,8513,459,9514,678,9212,45 8Alberghi senza ristorante7,768,887,8010,987,509,50 9Case di cura e riposo8,2010,228,2113,557,909,62 10Ospedali8,8110,557,5515,677,5512,60 11Uffici, agenzie, studi professionali8,7812,458,9013,557,9010,30 12Banche ed istituti di credito4,505,034,687,894,206,93 13Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni durevoli8,1511,558,4511,267,509,90 14Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze9,0814,788,8513,218,8813,22 15 Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato 4,926,816,667,904,908,00 16Banchi di mercato beni durevoli8,9014,589,9014,6310,4514,69 17Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista8,9512,129,0010,3210,4513,21 18Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista6,768,486,809,106,809,11 19Carrozzeria, autofficina, elettrauto8,9511,558,0211,588,0212,10 20Attività industriali con capannoni di produzione3,137,532,938,202,908,25 21Attività artigianali di produzione beni specifici4,508,914,008,104,008,11 22Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub45,6778,9729,9390,5529,9390,50 23Mense, birrerie, amburgherie39,7862,5524,6039,8022,4055,70 24Bar, caffè, pasticceria32,4451,5522,5564,7722,5064,76 25 Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 16,5522,6713,7221,5513,7021,50 26Plurilicenze alimentari e/o miste12,6021,4013,7021,5013,7721,55 27Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio58,7692,5638,9098,9638,9398,90 28Ipermercati di generi misti12,8222,4513,5118,2014,5323,98 29Banchi di mercato genere alimentari28,7056,7832,0060,5029,5072,55 30Discoteche, night club8,5615,686,8016,836,8016,80 Utenze Non Domestiche

52 Lo strumento Tariffario N. comuni che applicano la tariffa Popolazione dei comuni a tariffa Regione N. comuni a tariffa 2000 N. comuni a tariffa 2007 Comuni ISTAT 2000 Comuni ISTAT 2007 Copertura dei comune campiona 2000 Copertura dei comune campiona 2007 Piemonte ,08%5,64% Valle dAosta0074 0,00% Lombardia ,03%11,97% Liguria ,00%1,70% Trentino A. A ,22%100,00% Veneto ,26%37,18% Friuli V. G ,00%8,68% Emilia – Romagna ,21%36,07% Nord ,74%21,01% Toscana ,35%21,95% Umbria0192 0,00%1,09% Marche ,25%6,10% Lazio ,27%1,32% Centro ,00%8,37% Abruzzo ,00%0,98% Molise ,00%0,74% Campania ,00%0,91% Puglia ,00%1,94% Basilicata ,00% Calabria ,00%0,24% Sicilia ,00%31,03% Sardegna ,00%0,53% Sud01382,557 0,00%5,40% Italia ,78%14,52% Numero e popolazione dei comuni passati a tariffa tra il 200 e il 2007 [APAT].

53 I Comuni toscani passati a TIA tra il 2000 e il 2006 sono 91 31,7% dei Comuni 64,4% della popolazione Il DPR 158/99 prevedeva uno scaglionamento dei tempi di passaggio a regime tariffario in funzione della tipologia dei singoli Comuni tra il 2003 e il Le Leggi Finanziarie hanno previsto proroghe di un anno dei termini di obbligatorietà del passaggio Tarsu-TIA. Leggi Finanziarie del 2007 e 2008 che hanno di fatto bloccato il passaggio a regime tariffario. Lo strumento Tariffario

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55 Sono stati individuati 5 criteri di ripartizione dei costi Utenza DomesticaUtenza Non DomesticaDomestico Non Domestico Comune Costi Fissi Costi Variabili Costi Fissi Costi Variabili Costi Totali Costi Totali Calenzano13,79%9,21%46,15%30,85%23,00%77,00% Rufina31,19%30,81%19,11%18,89%62,00%38,00% Asciano35,37%35,28%19,05%10,30%70,65%29,35% Carmignano43,84%9,04%10,96%36,16%52,88%47,12% Vaiano29,00% 10,14%31,86%58,00%42,00% Lo strumento Tariffario

56 coefficiente di adattamento che tiene conto della reale distribuzione delle superfici degli immobili in funzione del numero di componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. KaKa Utenza Domestica KbKb coefficiente di produttività per utenza domestica in funzione del numero di componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. NormativaComuni Toscani a TIA KaFissi KbMax - Min MaxMediMixMinmisti coefficiente potenziale di produzione che tiene conto della quantità potenziale di produzione di rifiuto connesso alla tipologia di attività KcKc Utenza Non Domestica coefficiente potenziale di produzione in kg/m 2 anno che tiene conto della quantità di rifiuto minima e massima connessa alla tipologia di attività. KdKd NormativaComuni Toscani a TIA KcMax - MinEntro i limiti KdMax - Min Entro i limiti Eccetto il Comune di Livorno: valori fino a 4 volte il malore max Coefficienti Kb Lo strumento Tariffario

57 Valori di Tariffa ottenuti per 10 Categorie di utenza significative 7. Utenza Non Domestica Cat TIA n°1: Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto; Cat TIA n°11: Uffici, agenzie, studi professionali; Cat TIA n°12: Banche e istituti di credito; Cat TIA n°13: Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli; Cat TIA n°22: Ristoranti, trattorie, osterie, pub, rosticcerie; Cat TIA n°24: Bar, caffé, pasticceria; Cat TIA n°27: Ortofrutta, pescheria, fiori e piante, pizza al taglio. Tariffa Utenza Non Domestica Lo strumento Tariffario

58 Tariffa Utenza Domestica Lo strumento Tariffario 3. Utenza Domestica n° 2 componenti del nucleo familiare e abitazione di 60 m 2 ; n° 3 componenti del nucleo familiare e abitazione di 90 m 2 ; n° 4 componenti del nucleo familiare e abitazione di 110 m 2 ;

59 Utenze domestiche – campione 3 persone su 80 mq Fonte Cittadinanza attiva 2007 Lo strumento Tariffario

60 Problematiche emerse dallapplicazione Aumento dei costi quantificati in seguito a : Spazzamento va compreso 507/93 consentiva di escludere tra 5-15% dei costi per lo spazzamento Costo duso del capitale prima solo e non sempre gli ammortamenti Costo per riscossione in TARSU a volte quantificato solo in parte (sì concessionario, no costi interni dellufficio tributi) Regole certe su costi e ricavi e obbligo di arrivare a copertura del 100% IVA esplicitazione per i servizi dati in concessione aggiunta per i servizi gestiti in economia dal comune Ripartizione del gettito tra utenze domestiche e non domestiche TARSU: politica e a scala locale TIA: in base alla produzione di rifiuti

61 Problematiche emerse dallapplicazione Le tariffe aumentano molto per alcune utenze: Famiglie numerose che abitano in locali medio-piccoli; Ristoranti, bar, alimentari, pescherie, frutta e verdura; Banca dati per gestire la fatturazione: lavoro lungo tra ufficio tributi del Comune e ufficio TIA del gestore del servizio il Comune perde lintroito del 10% di ex-ECA Vincolo dei Comuni a rispettare il patto di stabilità forzato passaggio a TIA

62 Vantaggi emersi dallapplicazione Superamento delle iniquità tariffarie rispetto alluso del servizio: Tariffe più eque per famiglie non numerose che abitano in locali medio- grandi; Maggiore equità tariffaria per le utenze non domestiche che producono pochi rifiuti (uffici, artigianato e industria, esposizioni, magazzini,…) IVA : lesplicitazione in fattura è un vantaggio per le utenze non domestiche; La predisposizione dei nuovi archivi porta al recupero di evasori ed elusori; Il personale comunale che si occupavano della gestione della TARSU diventa disponibile per altre funzioni.

63 Coperture bilanci e 2005 Comune su costo completo (PIRU) 2005 Castiglione della Pescaia 63,1%72,6%64,6%72,4%90,2%83,9%75,6% Follonica66,2%73,4%75,1%75,2%99,0%88,0%95,0% Gavorrano97,1%80,4%72,7%91,5% Grosseto83,2%82,0%75,8%90,4%95,2%83,6%100,0% Manciano57,6%55,6%54,0%59,9%74,5%65,4%94,1% Massa Marittima 71,8%85,8%79,1%98,35% Monte Argentario 58,1%56,0%53,3%54,4%61,3%56,3% 60% (2004) Orbetello81,7%103,0%91,5%99,2% Roccastrada72,4%75,2%69,3%78,6%103,9%95,6%94,7% Fonte dati: ARRR ( ); PIRU ATO (2003); delibere comunali (2005)

64 TARSU : tariffe domestiche Comune 2000 (/mq) 2001 (/mq) 2002 (/mq) 2003 (/mq) 2004 (/mq) 2005 (/mq) Aumento % in 5 anni Copertura 2003 Copertura 2005 Castiglione della Pescaia 0,90 1,171,521,6078%90,2%75,6% Follonica1,77 2,982,37 34%99,0%95,0% Gavorrano1,55 1,701,902,1941%80,4%91,5% Grosseto1,231,722,512,38 93%95,2%100,0% Manciano0,850,941,031,21 1,5886%74,5%94,1% Massa Marittima 1,311,341,471,621,8440%85,8%98,35% Monte Argentario 1,70 1,95 15% (in 3 anni) 61,3% 60% (2004) Orbetello0,93 1,26 35% (in 3 anni) 103,0%99,2% Roccastrada1,36 1,561,802,0047%103,9%94,7% Fonte dati: ARRR ( ); PIRU ATO (2003); delibere comunali ( )

65 Ripartizione gettito tra privati e aziende ComuneAbitanti% superficie domestici% gettito domestici Castiglione della Pescaia ,5%57,6% Follonica ,1%77,8% Gavorrano ,7%96,9% Grosseto ,4%61,7% Manciano ,7%74,8% Massa Marittima ,7%61,3% Monte Argentario ,3%80,2% Orbetello ,6%47,5% Roccastrada ,5%55,4% Fonte dati: PIRU ATO - Dati 2003

66 5 CASI DI STUDIO II Fase I Fase Scenari Tariffari Criteri di ripartizione dei costi Coefficienti K LATO Toscana Sud è composto dai 103 Comuni delle Province di Siena, Arezzo e Grosseto Analizzare il problema della Tariffa su tre diverse scale: comunale provinciale di Ambito Territoriale Ottimale 3 Scenari tariffari 1.Tariffa Comunale 2.Tariffa Unica Provinciale 3.Tariffa Unica di Ambito

67 Modello per la determinazione della Tariffa TARIFFA Piano Straordinario ATO Toscana Sud COSTI del Servizio di Igiene Urbana Database delle utenze localizzate nei Comuni già passati a Tariffa Risultati di studi preliminari propedeutici al passaggio TARSU-TIA Diversificazioni nelle modalità di organizzazione delle utenze: pertinenziali non residenti non domestica particolari (es. Agriturismi) Diverso numero delle categorie prese a riferimento Dati di UTENZA PEF 5 CASI DI STUDIO Lettura dei dati 10 Categorie TIA Introiti della Tariffa Determinazione della Tariffa

68 Tariffa Unica di Ambito Scenario 3B Tariffa Introiti Tariffa Utenza Non Domestica Tariffa Utenza Domestica n°2 Componenti Abitazione di 60 m 2 n°3 Componenti Abitazione di 90 m 2 n°4 Componenti Abitazione di 110 m 2 Ridistribuzione degli introiti tra le 3 Province

69 Valutare gli effetti sulla Tariffa connessi ad una diversa classificazione delle utenze Si è lasciata inalterata la classificazione delle utenze di ciascuna Provincia Criterio adottato dalle Province di Arezzo e Grosseto Criterio adottato dalla Provincia di Siena Scenario 3B Scenario 3C Scenario 3D Tariffa Unica di Ambito Organizzazione delle utenze 2 criteri di ripartizione delle utenze Arezzo e GrossetoSiena 3C 3D Diversa distribuzione degli introiti Diversa organizzazione delle utenze

70 TIA Tariffa di Igiene Ambientale I.Produzione dei rifiuti II.Dotazione di servizio Principio Chi più inquina, più paga Produzione dei rifiuti Indicatori di produzione correlati alle caratteristiche territoriali delle tre Province. totale di rifiuti di rifiuti dellUND di rifiuti dellUD Indicatori attinenti alla produzione Correlati a Numero di abitanti Numero delle Utenze Superficie delle Utenze Indicatori relativi alla produzione totale di rifiuti Indicatori attinenti alla produzione relativa di rifiuti

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72 da tenere conto della diversa produzione di rifiuti la quantità di rifiuti prodotti da ciascuna attività è la stessa per le tre Province ottenuti a partire dai valori degli indicatori relativi alla produzione di rifiuti dellUtenza Domestica. Coefficienti K d MINCoefficienti K d MAX Provincia Numero utenze Superfici e utenze Numero utenze Superfici e utenze Siena1,1241,2041,1371,308 Arezzo1,2091,0001,1251,000 Grosseto1,0001,0701,0001,059 Utenza Non Domestica Ipotesi Tariffa Unica di Ambito correlata alla produzione di rifiuti Correlato al numero delle utenze Correlato alla superficie delle utenze Rideterminazione del numero e della superficie delle utenze dellATO Toscana Sud 2 fattori correttivi Fattori correttivi

73 Introiti della Tariffa diversa ridistribuzion e dei proventi allinterno dellATO Diversa distribuzione degli introiti La Provincia di Siena, pur presentando quasi sempre valori degli indicatori intermedi, è la Provincia che risentirebbe maggiormente dellintroduzione di una Tariffa Unica di Ambito pesata sulla produzione di rifiuti. Tariffa Unica di Ambito correlata alla produzione di rifiuti Diversa organizzazione delle utenze

74 I principali elementi che devono essere presi in considerazione per valutare gli effetti sulla Tariffa La scelta delle categorie TIA di utenze influenza fortemente la Tariffa Uniformare i criteri di aggregazione allinterno dellATO Toscana Sud produzione di rifiuti delle UD e delle UND Criteri di aggregazione delle utenze PEF (Piano Economico Finanziario) Criteri per correlazione Tariffa - produzione RU Servizio erogato Precisare: indicatori legati alle produzioni specifiche per la quantificazione delle utenze in modo da personalizzare la Tariffa con il territorio Fattori correttivi Proventi TIA = Costi Servizio Igiene Urbana Tariffa Unica di Ambito Vasta frammentazione del servizio di igiene urbana determinare Criteri di allocazione dei costi tra le voci Criteri di ripartizione tra costi Fissi e costi Variabili Si creano dei sistemi di sussidio tra le varie aree del bacino Conclusioni Il Metodo Normalizzato non è uno strumento rigido, ma presenta un elevato numero di gradi di libertà Modulare lo strumento tariffario alle esigenze peculiari del territorio

75 Utenze domestiche Lo strumento Tariffario

76 Utenze domestiche – campione 3 persone su 80 mq Fonte Cittadinanza attiva 2007 Lo strumento Tariffario

77 Utenze non domestiche Lo strumento Tariffario

78 Utenze non domestiche Lo strumento Tariffario

79 Utenze non domestiche Lo strumento Tariffario

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82 Utenze non domestiche Lo strumento Tariffario

83 Utenze non domestiche Lo strumento Tariffario


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