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Convegno AMIS 16 dicembre 2011 www.networksicurezza.biz Pag. 1www.networksicurezza.biz AMIS COSA FARE? I MODELLI ORGANIZZATIVI PER REALIZZARE GLI STRUMENTI.

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1 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 1www.networksicurezza.biz AMIS COSA FARE? I MODELLI ORGANIZZATIVI PER REALIZZARE GLI STRUMENTI DI PREVENZIONE COSA FARE? I MODELLI ORGANIZZATIVI PER REALIZZARE GLI STRUMENTI DI PREVENZIONE Alberto Mari Consulente di Direzione certificato APCO CMC Valutatore certificato Sicev

2 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 2www.networksicurezza.biz AMIS Network Sicurezza è un brand creato dalle due società di consulenza che, nellambito di un innovativo progetto di aggregazione, hanno unito forze, esperienze e competenze per migliorare la capacità di servizio nei segmenti relativi alla sicurezza ed ambiente.

3 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 3www.networksicurezza.biz AMIS LA POSSIBILITÀ DI ESIMENZA DEL D.LGS 231/01 Art 6 - La responsabilità non sussiste se si prova che: a.Lorgano dirigente ha adottato ed attuato, prima della commissione del reato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire la commissione di reati della specie di quello verificatosi IDONEI Sistemi di gestione sicurezza Ambiente…?

4 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 4www.networksicurezza.biz AMIS LA POSSIBILITÀ DI ESIMENZA DEL D.LGS 231/01 Art 6 - La responsabilità non sussiste se si prova che: b.Ad un organismo dellente dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo sono stati affidati compiti di vigilanza sul funzionamento e sullaggiornamento dei modelli di gestione ODV

5 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 5www.networksicurezza.biz AMIS LA POSSIBILITÀ DI ESIMENZA DEL D.LGS 231/01 Art 6 - La responsabilità non sussiste se si prova che: c.Chi ha commesso il reato ha eluso fraudolentemente il modello di gestione d.Lorganismo di cui alla lettera b. non ha omesso una corretta vigilanza Esempi: Milano, 7 Ott - Si riporta di seguito un commento alla recente sentenza Cass. Pen., Sez. IV, 20 settembre 2011, n che ha assolto il datore di lavoro di una s.p.a. dal reato di lesioni colpose (per ipoacusia) in quanto la negligenza del medico competente non era addebitabile ad un difetto di vigilanza da parte sua… … nel caso dei reati commessi da soggetti non apicali ……è esclusa la violazione dellobbligo di vigilanza se lente ha adottato ed efficacemente attuato un modello di gestione idoneo a prevenire reati della stessa specie di quello commesso. Si viene a creare un efficace rovesciamento dellonere della prova. …

6 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 6www.networksicurezza.biz AMIS LA POSSIBILITÀ DI ESIMENZA DEL D.LGS 231/01 ….. Il limite della responsabilità datoriale è dato dalla dimostrazione di aver osservato tutte le misure previste dalla legge, dalla miglior tecnica, e aver organizzato il lavoro adeguatamente, impartendo istruzioni e fornendo procedure idonee

7 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 7www.networksicurezza.biz AMIS Sanzioni Art 12 c omma 2 b) riduzione da un terzo alla metà delle sanzioni con ladozione del modello prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. Sanzioni interdittive Art. 13 comma 1 b) Si applicano in caso di reiterazione degli illeciti. Riparazione delle conseguenze di reato Art. 17 Riparazione delle conseguenze del reato, comma 1 b) le sanzioni interdittive non si applicano se si eliminano le carenze e si adotta un modello organizzativo. I MODELLI E LE SANZIONI

8 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 8www.networksicurezza.biz AMIS Commissione del reato Lazienda non ha il modello 231 Sanzioni pecuniarie e/o interdittive Lazienda ha il modello 231 Giudice valuta adeguatezza applicazione Inadeguato e/o inapplicato Applica sanzioni Adeguato e applicato Non applica o riduce sanzioni Lazienda ha il modello 231 e SGS (UNI INAIL) Presunzione di adeguatezza e valutazione applicazione Applicazione valutata negativamente Applica sanzioni Applicazione valutata positivamente Non applica o riduce sanzioni Ipotesi SGS/SGA Caso di reato 81/08

9 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 9www.networksicurezza.biz AMIS I MODELLI ORGANIZZATIVI, COSA FARE? Art 6 – c2 : i modelli organizzativi devono: a.Identificare le attività ed aree a rischio reato b.Prevedere specifici protocolli per decidere e attuare la prevenzione c.Definire e gestire le risorse finanziarie necessarie per la prevenzione d.Informare lODV e.Attuare un sistema disciplinare e sanzionare il mancato rispetto del modello

10 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 10www.networksicurezza.biz AMIS I passi per la realizzazione Inventario attività Analisi rischi potenziali Valutazione controlli preventivi Adeguamento sistema di controllo Definizione ODV Realizzazione modello Monitoraggio modello I MODELLI ORGANIZZATIVI, COSA FARE?

11 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 11www.networksicurezza.biz AMIS ATTIVITÀ E RISCHI

12 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 12www.networksicurezza.biz AMIS I RISCHI … 231/01

13 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 13www.networksicurezza.biz AMIS I SISTEMI DI GESTIONE ISO 9001Sistemi di gestione per la qualità ISO 14001Sistema di gestione ambientale Reg. EMASSistema di gestione per gli audit ambientali OHSAS 18001Sistemi di gestione per la sicurezza Linee Guida UNI INAILSistemi di gestione per la sicurezza ISO/IEC 27001Sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni SA 8000Sistemi di gestione per la responsabilità sociale …………………………………

14 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 14www.networksicurezza.biz AMIS I SISTEMI DI GESTIONE Gestione I Sistemi di Gestione rappresentano degli standard riconosciuti. Per i reati corrispondenti labbinamento tra i requisiti del 231 e, ove disponibile, un sistema di gestione consente di realizzare il proprio modello organizzativo secondo la regola darte! In relazione ai reati riguardanti La sicurezza l81/08 allart 30 richiama i modelli di gestione OHSAS e linee guida UNI INAIL come sistemi conformi ai requisiti richiesti. Non è così per il D.Lgs. 121/2011, non è citata ne la ISO ne il regolamento EMAS, ma si presume che ladozione degli standard rappresenti una base ottimale per la realizzazione del modello.

15 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 15www.networksicurezza.biz AMIS I SISTEMI DI GESTIONE SISTEMA GESTIONE Un SISTEMA di GESTIONE permette di: - Definire e comunicare obiettivi e responsabilità - avere un sistema di controllo per i monitoraggi, la gestione delle scadenze, la gestione dei DPI, gestione dei rifiuti, la formazione, la manutenzione, … - gestire in forma controllata i documenti e le registrazioni che servono per poter dimostrare di aver svolto determinate attività

16 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 16www.networksicurezza.biz AMIS OBBLIGATORIETA E SISTEMI DI GESTIONE Il rispetto delle leggi è sufficiente, come impartire ordini a fronte di problemi da risolvere o compiti da eseguire, ma è come fare delle fotografie: descrivono in modo statico la situazione.OGGI UN SISTEMA DI GESTIONE INVECE PERMETTE DI GIRARE IL FILM OFFRE UNA VISIONE DINAMICA DELLAZIENDASEMPRE

17 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 17www.networksicurezza.biz AMIS OBBLIGATORIETÀ E SISTEMI DI GESTIONE Ottica legale Difesa, dimostrazione dellidoneità del modello Ottica gestionale Proattività, ridurre i rischi e migliorare continuamente MOG 231 SG

18 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 18www.networksicurezza.biz AMIS MODELLI E SISTEMI DI GESTIONE Modello Generale Codice Etico Sistema Disciplinare Regolamento ODV ResponsabilitàFormazioneControlli Documenti e registrazioni AuditReporting

19 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 19www.networksicurezza.biz AMIS DVR / AAI Dati e attività aziendali Analisi del sistema esistente Procedure Modulistica Controlli Formazione Sviluppo di un modello di gestione SGA / SGS ODV Codice etico Impianto sanzionatorio … Sviluppo MOG 231 Sul nuovo modello 231 per lambiente e sicurezza Formazione del personale I MODELLI ORGANIZZATIVI, PASSI PER LA REALIZZAZIONE

20 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 20www.networksicurezza.biz AMIS Modello Organizzativo Regolamento ODV ReportingCodice Etico Sistema sanzionatorio Formazione del personale Manuale ambiente/sicurezza Individuazione dei rischi / AAI Controllo operativo Gestione rifiuti Gestione scadenze Gestione della documentazione Presidio normativo Gestione eventi Conduzione degli audit Gestione della comunicazione Coinvolgimento / / STRUTTURA DI UN MODELLO ORGANIZZATIVO

21 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 21www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – IL MOG 1 Definizioni 2Parte Generale 2.1Il D. Lgs. 231/01 2.2LAzienda XYZ 2.3Il Modello Organizzativo di XYZ 2.4La funzione del Modello 2.5La costruzione del Modello 2.6LOrganismo di Vigilanza 2.6.aI requisiti dell Organismo di Vigilanza 2.6.bNomina e revoca dei membri dell Organismo di Vigilanza 2.6.cFunzioni e poteri dell Organismo di Vigilanza 2.6.dFlusso informativo nei confronti dell Organismo di Vigilanza 2.6.eReporting dell Organismo di Vigilanza nei confronti degli organi sociali 2.7Il sistema disciplinare 2.7.aLe misure nei confronti di quadri, impiegati ed operai 2.7.bLe misure nei confronti dei dirigenti 2.7.cLe misure nei confronti degli amministratori e dei sindaci 2.7.dLe misure nei confronti di collaboratori e consulenti esterni 2.8Formazione e diffusione del Modello 2.9Il sistema delle verifiche Indice

22 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 22www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – IL CODICE ETICO Codice etico Linee guida CONFINDUSTRIA Codice etico (o di comportamento) con riferimento ai reati considerati. È espressione anche della politica aziendale per la salute e sicurezza sul lavoro e indica la visione, i valori essenziali e le convinzioni dellazienda in tale ambito. Serve pertanto a definire la direzione, i principi dazione ed i risultati a cui tendere nella materia.

23 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 23www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – IL CODICE ETICO Indice 1.Introduzione 2.Missione 3.Adozione del codice etico e i suoi destinatari 4.Valori 5.Regole di condotta 6.Efficacia esterna del Codice 7.Uso dei beni aziendali 8.Conflitto dinteressi 9.Regalie e benefici 10.Trasparenza in ogni Operazione e Attività 11.Controlli interni 12.Trattamento delle informazioni 13.Soci e azionisti, clienti e fornitori 14.Clienti 15.Istituti finanziari 16.Distributori 17.Fornitori di beni e servizi 18.Pubblica Amministrazione 19.Contributi e sponsorizzazioni 20.Mass-Media 21.Ambiente 22.Modalità di attuazione e programma di vigilanza 23.Violazione del Codice Etico e Sanzioni 24.Disposizioni finali

24 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 24www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – IL SISTEMA DISCIPLINARE Sommario 1.DISPOSIZIONI GENERALI 2.PROCEDURA PER LA CONTESTAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI 3.SANZIONI PER I LAVORATORI DIPENDENTI 4.PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEI DIRIGENTI 5.PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEGLI AMMINISTRATORI 6.PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DI COLLABORATORI ESTERNI O PARTNER 7. PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DELL'ODV

25 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 25www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – LA FORMAZIONE Identificazione attività per le quali necessita formazione Attività /processi Verifica dello stato della formazione del personale in funzione dei compiti svolti Valutazione stato formazione Definizione dei contenuti, obiettivi, programmi e criteri di verifica della formazione Progettazione della formazione da erogare Erogazione e REGISTRAZIONE della formazione Erogazione Definizione di test di apprendimento Verifica di efficacia

26 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 26www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – GLI AUDIT Identificazione di tutte le aree/processi da verificare Piano di audit Definire criteri di campionamento difendibili Campionamento Valutazione accurata degli input e delle regole definite da parte del LA Preparazione audit Definizione di criteri di comunicazione chiari, formalizzazione e definizione di azioni correttive condivise Informazione e valutazione risultati I risultati degli audit forniscono le informazioni di base per le proposte di sanzioni dellODV Comunicazione allODV

27 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 27www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – IL REPORTING Definizione degli indicatori legati alle attività/processi Cruscotto Monitoraggio dei dati Misurazioni Definizione dei traguardi da raggiungere o limiti da rispettare Target Relazioni periodiche di area/processo verso direzione / ODV Analisi e reporting Definizione dei correttivi o dei programmi di miglioramento Azioni / Reazioni

28 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 28www.networksicurezza.biz AMIS 25undecies - (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata) Comma 1 (Lettera a) - Chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, 212,214, 215 e 21 è punito: a)con la pena dell'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da a se si tratta di rifiuti non pericolosi; b) con la pena dell'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da a se si tratta di rifiuti pericolosi. LA REALIZZAZIONE – I REATI AMBIENTALI - RIFIUTI SANZ. AMM. MIN (quote - )SANZ. AMM. MAX ( quote - ) 100 ( ) 250 ( ) SANZ. AMM. MIN (quote - )SANZ. AMM. MAX (quote - ) 150 ( ) 250 ( )

29 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 29www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – I REATI AMBIENTALI - RIFIUTI 25undecies - (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata) COSA FARE? 1.Controllo sistematico delle schede di analisi e caratterizzazione dei rifiuti in INPUT/ OUTPUT 2.Controllo sistematico dei limiti da autorizzazioni 3.Controllo sistematico delle scadenze di analisi ed autorizzazioni, anche degli esterni coinvolti (trasportatori) 4.Formazione efficace sugli operatori COME FARE? Registri informatici Scadenziari Utilità per gestione personale/formazione/competenze

30 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 30www.networksicurezza.biz AMIS 25undecies - (Scarichi di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose oltre i valori limite) Comma 5 (Primo periodo) Chiunque, in relazione alle sostanze indicate nella tabella 5 dell'Allegato 5 alla Parte III del presente decreto, nell'effettuazione di uno scarico di acque reflue industriali, superi i valori limite fissati … è punito con l'arresto fino a 2 anni e con l'ammenda da euro a euro. Se sono superati anche i valori … Comma 5 (Secondo periodo) Se sono superati anche i valori limite fissati per le sostanze contenute nella tabella 3/A del medesimo Allegato 5, si applica l'arresto da sei mesi a tre anni e l'ammenda da seimila euro a centoventimila euro LA REALIZZAZIONE – I REATI AMBIENTALI – SCARICHI IDRICI SANZ. AMM. MIN (quote - )SANZ. AMM. MAX (quote - ) 150 ( ) 250 ( ) SANZ. AMM. MIN (quote - )SANZ. AMM. MAX (quote - ) 200 ( ) 300 ( )

31 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 31www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – I REATI AMBIENTALI – SCARICHI IDRICI 25undecies - (Scarichi di acque reflue industriali …) COSA FARE? 1.Determinazione dei processi produttivi o ausiliari che generano gli scarichi e fotografia delle condizioni standard (MP, SL o PF utilizzati, materiali ausiliari, condizioni ambientali, personale e competenze, attrezzature, attività svolte dagli interni e attività affidata in outsourcing, interazioni, possibili deviazioni…) 2.Analisi degli scarichi e confronto con i limiti 3.Controllo sistematico del processo produttivo e/o ausiliario 4.Formazione efficace sugli operatori interni e/o esterni COME FARE? Gestione processi speciali Istruzioni operative Registri informatici Controllo e monitoraggio Utilità per gestione personale/formazione/competenze

32 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 32www.networksicurezza.biz AMIS 25undecies - (Superamento valori limite di emissione e di qualità dell'aria) Comma 2 - Chi, nell'esercizio di uno stabilimento, viola i valori limite di emissione o le prescrizioni stabiliti dall'autorizzazione, dagli Allegati I, II, III o V alla parte quinta del presente decreto, dai piani e dai programmi o dalla normativa di cui all'articolo 271 o le prescrizioni altrimenti imposte dall'autorità competente ai sensi del presente titolo è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda fino a euro. Se i valori limite o le prescrizioni violati sono contenuti nell'autorizzazione integrata ambientale si applicano le sanzioni previste dalla normativa che disciplina tale autorizzazione Comma 5 - Nei casi previsti dal comma 2 si applica sempre la pena dell'arresto fino ad un anno se il superamento dei valori limite di emissione determina anche il superamento dei valori limite di qualità dell'aria previsti dalla vigente normativa. LA REALIZZAZIONE – I REATI AMBIENTALI – EMISSIONI SANZ. AMM. MIN (quote - )SANZ. AMM. MAX (quote - ) 100 ( ) 250 ( )

33 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 33www.networksicurezza.biz AMIS LA REALIZZAZIONE – I REATI AMBIENTALI - EMISSIONI 25undecies - (Superamento valori limite di emissione e di qualità dell'aria COSA FARE? 1.Determinazione dei processi produttivi o ausiliari che generano le emissioni in atmosfera e fotografia delle condizioni standard (MP, SL o PF utilizzati, materiali ausiliari, condizioni ambientali, personale e competenze, attrezzature, attività svolte dagli interni e attività affidata in outsourcing, pulizia e manutenzione degli impianti, interazioni, possibili deviazioni…) 2.Analisi delle emissioni e confronto con i limiti 3.Efficace programma di manutenzione degli impianti 4.Controllo sistematico del processo produttivo e/o ausiliario 5.Formazione efficace sugli operatori interni e/o esterni COME FARE? Gestione processi speciali - Istruzioni operative Registri informatici - Controllo e monitoraggio Scadenziario - Utilità per gestione personale/formazione/competenze

34 Convegno AMIS 16 dicembre Pag. 34www.networksicurezza.biz AMIS Grazie per lattenzione Alberto Mari


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