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Il Bunraku Ningy ō J ō ruri. Definizione è un tipo di teatro giapponese delle marionette che si perfezionò nel corso del XVII sec., avendo, agli inizi,come.

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1 Il Bunraku Ningy ō J ō ruri

2 Definizione è un tipo di teatro giapponese delle marionette che si perfezionò nel corso del XVII sec., avendo, agli inizi,come centro promotore l isola di Awajii per poi spostansi nella grande Osaka con un grande successo di pubblico. I personaggi vengono rappresentati con marionette di grandi dimensioni, manipolate a vista. Ciascuna marionetta è mossa da tre manovratori.

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6 Origine del nome In origine il teatro delle marionette era chiamato Ningyō Jōruri. Il termine Bunraku si adotto in epoca tarda, dal nome di Uemura Bunrakuken ( ) che rilanciò questa forma di rappresentazione ad Osaka, nell'ultimo decennio del XVIII sec. aprendo il suo teatro Bunraku-za che sopravvisse fino a tempi recenti. Ningy ō significa "bambola" o "marionetta" e J ō ruri è il nome di uno stile di narrazione drammatica, con canti, accompagnati da shamisen a tre corde.

7 I kugutsumawashi Già nel periodo Heian ( ), alcuni burrattinai itineranti chiamati kugutsumawashi giravano il Giappone facendo rappresentazioni nelle strade, in cambio di denaro. Durante questa forma di intrattenimento in strada, che continuò fino al periodo Edo, i burrattinai muovevano i burrattini con due mani usando un palcoscenico che consisteva in una scatola sospesa all'altezza del collo. Sembra che un certo numero di Kugutsumawashi si fossero stabiliti a Nishinomiya e sull'isola di Awaiji, vicino all'attuale Kobe.

8 Un piccolo progresso Nel sedicesimo secolo, i burattinai di questi gruppi furono chiamati a Kyoto per delle rappresentazioni per la famiglia imperiale e per i capi dell'esercito. Fu a quest'epoca che il teatro delle marionette si fuse con l'arte del J ō ruri.

9 Il J ō ruri Precursori del j ō ruri furono attori itineranti ciechi, chiamati biwa hoshi, che cantavano lo Heike Monogatari, un poema epico militare, che raccontava la guerra dei Taira e dei Minamoto. Essi si accompagnavano con il biwa, un tipo di liuto. Nel sedicesimo secolo, lo shamisen sostituì il biwa come strumento e si sviluppò lo stile j ō ruri. Il nome j ō ruri deriva da una delle prime e più popolari opere cantate in questo stile, la leggenda della storia d'amore tra il guerriero Minamoto no Yoshitsune e la bella Lady J ō ruri.

10 Due nuovi talenti L'arte del teatro delle marionette, insieme al canto con l'accompagnamento dello shamisen, diventarono ancora più popolari all'inizio del diciassettesimo secolo a Edo (l'attuale Tokyo), dove gli shogun ed altri capi militari furono i mecenati di quest'espressione artistica. Molte delle rappresentazioni, a quest'epoca, avevano come tema le avventure di Kimpira, un eroe leggendario conosciuto per le sue gesta audaci e inconsuete. Fu ad Osaka, città mercantile, che si inaugurò l'età d'oro del ningyo joruri grazie a due talenti: il cantore (tayu) Takemoto Gidayu ( ) e il drammaturgo Chikamatsu Monzaemon.( )

11 Takemoto Gidayū Takemoto Gidayu fu un valente maestro burattinaio al punto da aprire, nel 1685 un proprio teatro, il Takemoto-za, che con il prezioso aiuto di Chikamatsu Monzaemon, un altro dei maggiori esponenti di quest'arte, raggiunse la fama nazionale. Chikamatsu, si distinse soprattutto per l'abilit à e l'ingegnosit à nella realizzazione di drammi, tra i quali si annoverarono il Gappo e il Terakiya.

12 Chikamatsu Monzaemon. Il repertorio di Chikamatsu si suddivise in una narrazione a sfondo storico jidai mono e una popolare sewa mono. Il primo tipo di recita si incentrò sui conflitti che coinvolsero i princii confuciani sia a livello pubblico sia a quello privato, mentre il secondo tipo di narrazione descrisse amori impossibili, talvolta concludenti tragicamente con il siucidio.

13 il Toyotake-za AI primi del settecento, un allievo di Gidayu, Toyotake Wakataga, si staccò dalla compagnia del maestro per fondare un suo teatro, il Toyotake-za. La rivalit à che nacque fra le due compagnie consent ì un periodo di fertili creazioni teatrali.

14 Le marionette Le marionette originariamente erano costituite di argilla, avevano un'altezza di circa un metro, possedevano solo le braccia ed erano guidate solo da una persona. Intorno alla metà del seicento il legno prese il posto dell'argilla grazia alla sua maggiore plasmabilità, e vennero aggiunte le gambe. Nei decenni successivi i tecnici furono in grado di apporre altre migliorie, quali l'articolazione degli occhi, della bocca e delle dita delle mani e finalmente la marionetta necessitò della presenza di tre artisti manovratori, uno dei quali è in grado di muovere la testa ed il braccio destro, il secondo il braccio sinistro ed il terzo le gambe.

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16 Le marionette sono stereotipate Le marionette sono vestite con abiti eleganti, varianti a seconda della caratterizzazione, confezionati da sartorie e portano parrucche di capelli veri. Le marionette sono suddivise in categorie a seconda del sesso, della classe sociale e del carattere del personaggio. Ad es: la testa di marionetta Genta è usata nel ruolo di uomo bello. La testa di marionetta Keisei è usata per il ruolo di cortigiana. Le teste sono lunghe cm. e di 70 tipi diversi.

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18 Genta. Usato per il ruolo di uomo bello.

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20 La scena viene divisa in tre settori La scena viene divisa in tre settori e la parte centrale spetta di diritto al protagonista. Il Bunraku richiede la presenza anche di abili narratori e per quanto riguarda l'accompagnamento musicale di suonatori di samisen. Il ruolo del narratore riveste una notevole importanza, visto che è lui che consente alle marionette di parlare e di esprimere i loro sentimenti. Il musicista deve essere in grado di esprimere i suoni adatti per interpretare e accompagnare i sentimenti manifestati dal marionettista e dal narratore.

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22 Tipi di Dramma Il teatro Bunraku, che condivide alcuni temi e contenuti narrativi con il teatro Kabuki, pone un certa rilevanza al testo e si occupa spesso, fra i vari argomenti ricorrenti, di storie d'amore infelici e sfortunate.I temi maggiormente affrontati dal Bunraku sono i drammi concernenti le antiche tradizioni jidaimono e quelli del popolo sewamono.

23 Lo stile di Gidayu Dopo che venne aperto il teatro di marionette Takemotoza ad Osaka, nel 1684, lo straordinario stile di canto di Gidayu, chiamato gidayu-bushi, iniziò a dominare il joruri. Chikamatsu cominciò a scrivere drammi storici (jidai-mono) per Gidayu nel Successivamente, per più di dieci anni, scrisse soprattutto per il kabuki, ma nel 1703 ritornò al teatro Takemotoza e dal 1705 fino alla morte scrisse solo per il teatro delle marionette.

24 Chikamatsu preferì il Bunraku Si è molto discusso sul perchè Chikamatsu abbia scritto per il kabuki e poi di nuovo per il bunraku: forse ciò era dovuto all'insoddisfazione per la posizione dei drammaturghi e dell'attore nel kabuki. Gli attori di kabuki famosi al tempo consideravano il dramma una materia grezza da modellare per mettere in mostra al meglio il loro talento.

25 Nascita del Sewamono Nel 1703, Chikamatsu fu il pioniere di un nuovo tipo di dramma per le marionette, il teatro domestico (sewamono), che portò nuova prosperità al teatro Takemotoza. Un mese dopo il doppio suicidio di un commesso e di una cortigiana, Chikamatsu rappresentò l'accaduto nell'opera teatrale: "Doppio suicidio d'amore a Sonezaki". Il conflitto tra i doveri sociali (giri) e i sentimenti umani (ninjo), presente in quest'opera, commosse enormemente il pubblico del tempo e divenne l'argomento principale del bunraku.

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30 Kanadehon Chushingura Altri drammi, come la serie di suicidi d'amore di Chikamatsu, divennero l'argomento preferito del teatro delle marionette. I drammi storici, comunque, continuarono ad essere popolari e divennero più sofisticati poichè il pubblico si aspettava la profondità psicologica che trovava nei drammi domestici. Un esempio di dramma storico è il Kanadehon Chushingura, forse la più famosa opera bunraku. Basata sulla storia vera dei 47 ronin (samurai senza padrone), accaduta tra il 1701 e il 1703, fu rappresentata dopo 47 anni nel 1748.

31 trama Dopo aver sguainato la spada nel castello di Edo, in risposta agli insulti del capo del protocollo dello Shogun Tokugawa, (Kira Yoshinaka), il signore feudale Asano Naganori fu obbligato a suicidarsi e il suo clan fu sciolto. I 47 leali seguaci tramarono di nascosto, e, compirono la loro vendetta uccidendo Kira circa due anni dopo. dall'accaduto, i drammaturghi cambiarono l'epoca, il luogo ed i nomi dei personaggi per evitare di offendere lo Shogun Tokugawa. Questa popolare opera fu presto adattata al kabuki e continua ad essere parte importante di entrambi i repertori.

32 Uno sviluppo parallelo Nel corso del diciottesimo secolo, il bunraku entrò in competizione con il kabuki, tuttavia, allo stesso tempo, c'era anche uno stretto rapporto tra i due generi. Il Kabuki e in Ningyō Jōruri negli anni della loro formazione erano così interrelati che il loro sviluppo fu tuttuno.

33 Rapporti tra Bunraku e Kabuki Dal punto di vista dei ruoli individuali, gli attori del kabuki imitavano i movimenti delle marionette del bunraku e lo stile di canto del tayu, mentre i burrattinai adattavano le espressioni stilistiche di famosi attori kabuki alle loro rappresentazioni. Molte opere bunraku, specialmente quelle di Chikamatsu, furono adattate per il kabuki, mentre delle sontuose produzioni kabuki furono rappresentate come bunraku.

34 Declino del Bunraku Pian piano eclissato dalla popolarità del kabuki, il bunraku, verso la fine del diciottesimo secolo, iniziò un declino commerciale e i loro teatri chiusero uno dopo l'altro fino a che rimase solo il teatro Bunraku-za. Dall'epoca della Seconda Guerra Mondiale, il bunraku cominciò a essere sovvenzionato dal governo per poter sopravvivere, sebbene la sua popolarità stesse crescendo. Grazie alla Associazione Bunraku, si tengono regolarmente rappresentazioni al Teatro Nazionale di Tokyo e al Teatro Nazionale Bunraku di Osaka.

35 I Burattini Ogni singolo burattino viene manovrato da tre persone. Il burattinaio al centro sorregge il burattino con la sua mano sinistra e manovra la mano destra. Un assistente manovra la mano sinistra e l'altro, le gambe.

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37 Le dimensioni delle marionette La grandezza delle marionette, rispetto al corpo umano, è di metà o dei due terzi. Esse sono formate da varie elementi: testa, spalle, tronco, braccia, gambe di legno e il costume. La testa ha un'impugnatura con dei fili per muovere gli occhi, la bocca e le sopracciglia. L'impugnatura è inserita in un buco nel centro dell'asse delle spalle. Le braccia e le gambe sono appese alle spalle con delle corde, e, i vestiti scendono lungo l'asse delle spalle e il tronco, a cui viene appeso un anello di bambù che serve per formare i fianchi.

38 70 diversi tipi di marionette Le marionette che rappresentano personaggi femminili hanno spesso facce fisse, immobili, e, poichè il loro lungo kimono copre completamente la parte inferiore dei loro corpi, molte non hanno bisogno delle gambe. Ci sono circa 70 diversi tipi di teste di marionette in uso. Le teste sono classificate in varie categorie, come ad esempio giovane donna non sposata o giovane dotato di enorme forza fisica; ogni testa viene usata per diversi personaggi, anche se spesso ci si riferisce ad essi con il nome che hanno avuto nel ruolo in cui sono apparsi la prima volta.

39 Omozukai L'omozukai (operatore principale) inserisce la mano sinistra nell'apertura che si trova nella parte posteriore del vestito e tiene l'impugnatura della testa. Con la mano destra muove il braccio destro della marionetta. Reggere una grossa marionetta che rappresenta un guerriero può essere un esercizio di resistenza poichè essa può arrivare a pesare 20 chilogrammi.

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41 Hidarizukai Ashizukai Il braccio sinistro è mosso dall' hidarizukai (primo assistente) e le gambe sono mosse dall'ashizukai (secondo assistente) che batte anche il piede per gli effetti sonori e per accentuare il ritmo dello shamisen. Per quanto riguarda i personaggi femminili, l'ashizukai muove la parte inferiore del kimono per simulare il movimento delle gambe.

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44 I Burattinai acquistano visibilità All'epoca di Chikamatsu, le marionette venivano mosse da una sola persona; il movimento da parte di tre persone non fu introdotto prima del Originariamente, l'operatore non si vedeva sul palcoscenico, ma per Doppio Suicidio d'Amore a Sonezaki, il burrattinaio Tatsumatsu Hachirobei fu il primo a lavorare in modo da essere visto dal pubblico.

45 Lomozukai è il maestro Oggi, i tre burrattinai sono ben visibili sul palconscenico e, di solito, indossano completi neri e cappucci che li rendono simbolicamente invisibili. L'operatore principale è una celebrità nel mondo del bunraku, e, spesso lavora senza il cappuccio e in alcuni casi indossa perfino un'ampia veste di seta bianca e brillante.

46 Il Tayu e lo shamisen Anche il tayu e lo shamisen originariamente erano nascosti, ma in una nuova opera del 1705, Takemoto Gidayu cantò in modo da essere visto dal pubblico. Nel 1715, sia il tayu che il suonatore di shamisen cominciarono a lavorare su una speciale piattaforma elevata a destra del palcoscenico, dove appaiono oggi. Il tayu ha tradizionalmente lo status più elevato in una troupe bunraku. Come narratore, crea le atmosfere del dramma e deve essere in grado di dar voce a tutti i personaggi: da un tono basso per gli uomini ad un tono in falsetto per le donne e i bambini.

47 Il ritmo del dramma La funzione del suonatore di shamisen non è solo quella di accompagnare il tayu. Poichè i burrattinai, il tayu e il suonatore di shamisen non si guardano durante la rappresentazione, è compito del suonatore di shamisen dare il ritmo all'opera con il suo ticchettio ritmico. In alcune opere e farse bunraku adattate dal kabuki, si usano coppie multiple di tayu-shamisen e ensemble di shamisen.

48 Sonezaki shinju (Doppio suicidio d' amore a Sonezaki ) Questo capolavoro di Chikamatsu Monzaemon fu il primo del nuovo genere di dramma domestico (sewa-mono) che si incentra sui conflitti tra le emozioni umane e le severe restrizioni ed obblighi della società contemporanea. Il grande successo di quest'opera portò alla composizione di molti altri drammi sull'amore tragico tra mercanti e cortigiane ed ha creato una sequenza di imitazioni di opere con tema il suicidio per amore.

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50 Scena 1 Mentre fa il giro dei suoi clienti, Tokubei, impiegato presso un commerciante di salsa di soia, incontra la sua amata, la cortigiana Ohatsu, per caso, al santuario di Ikutama ad Osaka. Piangendo, la cortigiana lo critica per aver dimenticato di scriverle o farle visita. Tokubei le spiega che ha avuto qualche problema, e, su pressione di lei, le racconta l'intera storia. Lo zio di Tokubei, il proprietario del negozio di salsa di soia, gli ha chiesto di sposare la nipote di sua moglie; Tokubei, però, ha rifiutato perchè è innamorato di Ohatsu..

51 La matrigna di Tokubei, tuttavia, ha dato il consenso al matrimonio a sua insaputa ed ha portato la cospicua dote con sè. Quando Tokubei rifiuta di nuovo il matrimonio, suo zio richiede i soldi della dote. Dopo aver riavuto i soldi dalla matrigna, Tokubei li dà al suo caro amico Kuheiji il quale, però, tarda a restituirli. Kuheiji, ubriaco, arriva al santuario con degli amici. Quando Tokubei gli dice di restituire i soldi, Kuheiji nega di averli presi in prestito e insieme ai suoi amici picchia Tokubei. Quando Kuheiji va via, Tokubei proclama la sua innocenza agli spettatori e dice che farà ammenda uccidendosi.

52 Scena 2: E' la sera dello stesso giorno e Ohatsu è ritornata alla casa da tè Temma, dove lavora. Ancora sconvolta per ciò che è accaduto, fugge dopo aver colto lo sguardo di Tokubei. Piangono e Tokubei le dice che l'unica scelta per lui è il suicidio. Ohatsu aiuta Tokubei a nascondersi sotto il portico dove lei siede, e, nel frattempo, arrivano Kuheiji e i suoi amici. Kuheiji continua ad asserire che Tokubei è colpevole, ma Ohatsu dice che lei sà che è innocente. Poi, come se parlasse a se stessa, chiede se Tokubei è deciso a morire.

53 Non visto dagli altri, Tokubei risponde tirando il piede di lei lungo il suo collo. (Poichè la marionette che rappresentavano personaggi femminili non avevano gambe, un piede viene usato appositamente per questa scena). Kuheiji dice che se Tokubei si uccide egli si prenderà cura di Ohatsu; Ohatsu rifiuta e lo chiama ladro e bugiardo. Ohatsu dice di essere sicura che Tokubei vuole morire con lei e lei con lui. Soggiogato dall' amore di Ohatsu, Tokubei risponde toccandole il piede con la fronte. Quando Kuheiji se ne va e la casa è silenziosa, Ohatsu riesce a fuggire.

54 Scena 3: Durante il loro viaggio alla volta del bosco di Sonezaki, Tokubei e Ohatsu parlano del loro amore: il narratore, con un passaggio lirico, fa un commento sulla caducità della vita. Sentendo in una sala da tè dei canti su un precedente suicidio per amore, Tokubei si chiede se anche lui e Ohatsu saranno l'argomento di canzoni come quella.

55 Dopo aver raggiunto il bosco di Sonezaki, Ohatsu taglia la sua fusciacca. Essi usano la fusciacca per legarsi insieme e per essere belli nella morte. Tokubei si scusa con suo zio e Ohatsu con i suoi genitori per i problemi che stanno causando. Cantando e invocando il Budda Amida, Tokubei la pugnala e poi pugnala se stesso.

56 doppio suicidio damore Nei sewamono il tema più frequente era quello del doppio suicidio damore. I protagonisti si trovano spesso ad affrontare problemi che appaiono superabili solo con la morte, piuttosto che andare incontro alla separazione o affrontare la responsabilità delle conseguenze Nei successivi sewamono il contenuto della rama è sempre lo stesso; mutano i dettagli e la diversa analisi dei personaggi.

57 Il suicidio dei Chōnin Sebbene il doppio suicidio damore possa sembrare una convenzione negli scritti di Monzaemon così come nei suoi epigoni, la gente del tempo guardava ad esso come un avvenimento reale ed attuale. Il suicidio, un tempo privilegio dei bushi per motivazioni inerenti allonore militare, rappresentava per il Chōnin lunico strumento di protesta contro la società

58 Giri Ningyō Le cause che determinavano la decisione di ricorrere al suicidio erano, sostanzialmente, il fattore economico e la vergogna sociale. Nei drammi di Monzaemon, lindividuo non è mai responsabile delle proprie azioni, che sono determinate dalla sua sprovvedutezza oppure dal fatto che egli venga da una serie di eventi contrari. Oppure che deve assolve ad un Giri contrario ai suoi reali sentimenti o Ninjyō

59 Il Michiyuki In Sonezaki Shinjyu il momento culminante del dramma è il viaggio dei due amanti verso il luogo del suicidio. Esso è divenuto un topos dei successivi sewamono ed è noto come Michiyuki. Si tratta di un breve percorso fatto a piedi inscenato con immagini di grande poesia: i due amanti attraversano luoghi che gli sono famigliari ma che ora acquistano una particolare drammaticità.

60 La fede popolare Nel Michiyuki di Sonezaki Shinjyu si esprime la speranza popolare di salvezza basata sulla credenza che le anime degli amanti che se morivano insieme si sarebbero posate sullo stesso fiore di loto. Il narratore esterno da la certezza che i due amanti diventeranno Buddha; poco importa che essi muoiano per passione o per desiderio, ma la fede nella salvezza. Espressione di modelli di religiosità popolari tipici dei Chonin

61 Preghiera di Ohatsu >

62 conclusione "Senza, che alcuno racconti nulla, come voce portata, dal vento che soffia, dal bosco di Sonezaki, la storia del suicidio diviene famosa, passa di bocca in bocca, muove nobili e plebei in massa a preghiere per la salvezza delle loro anime. Non v'è dubbio che essi diventeranno Buddha. e che il loro sia un amore che servirà da modello".


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