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Incontri di formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro: RISCHIO AMIANTO Titolo VI bis del D.Lgs 626/94 Decreti dattuazione alla L. 257/92.

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2 Incontri di formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro: RISCHIO AMIANTO Titolo VI bis del D.Lgs 626/94 Decreti dattuazione alla L. 257/92 Novara, Tecnico della Prevenzione Rossano Tozzi

3 Che cosè lamianto? AMIANTO (nome commerciale) = ASBESTO = INESTINGUIBILE, INDISTRUTTIBILE, INCORRUTTIBILE E un minerale naturale a struttura fibrosa Si ottiene facilmente dalla roccia madre, in genere in miniere a cielo aperto

4 PRODUZIONE NEL XX SECOLO IL MAGGIOR PRODUTTORE MONDIALE DI AMIANTO E STATA LUNIONE SOVIETICA CON IL 50% DELLA PRODUZIONE LA PRODUZIONE DELLITALIA ERA DEL 2,5% DI QUELLA MONDIALE TONNELLATE NEL 1987 stima di 1 miliardo di mq di lastre poste in opera PRINCIPALI CAVE ITALIANE BALANGERO (PIEMONTE) amianto a fibra corta VAL MALENCO (SONDRIO) amianto a fibra lunga

5 Tipi di amianto Esistono 6 tipi merceologici di amianto questi sono distinguibili solo al microscopio (ingrandimento 150 volte) in base alla differente colorazione e conformazione delle fibre Dal punto di vista mineralogico esistono due grandi gruppi: CRISOTILO (amianto bianco) dal greco: fibra doro è stato il più utilizzato c.a. 80% del totale il relazione alle caratteristiche refrattarie e di resistenza meccanica Serpentino (silicato di magnesio)

6 Anfiboli (silicati di calcio e magnesio) ACTINOLITE dal greco: pietra raggiata TREMOLITE dal nome della Val Tremola (Svizzera) ANTOFILLITE dal greco: garofano AMOSITE (amianto bruno) Asbestos Mines of South Africa CROCIDOLITE (amianto blu) dal greco: fiocco di lana

7 LAMIANTOLAMIANTO Fibre di crocidolite Fibra di crisotilo

8 La fibrosità FIBRA (DEFINIZIONE): UNA QUALUNQUE PARTICELLA CHE PRESENTA FORMA ALLUNGATA LUNGO UNA DIREZIONE PREFERENZIALE UNA PARTICELLA SI DEFINISCE A FORMA FIBROSA QUANDO LA SUA LUNGHEZZA E MAGGIORE DI 3 VOLTE LA LARGHEZZA CARATTERISTICHE DELLE FIBRE DI AMIANTO

9 LAMIANTOLAMIANTO Le fibre inalate con diametro < 3 μ penetrano nelle vie respiratorie e restano nei polmoni. Le fibre di CRISOTILO, ricurve, penetrano meno di quelle di ANFIBOLI, che sono dritte. Una parte delle fibre più corte viene allontanata dal sistema di depurazione. Unaltra frazione (specie gli ANFIBOLI), viene ricoperta da un complesso proteine/ferro, con formazione dei CORPUSCOLI DELLASBESTO

10 Le prime norme La prima norma italiana, che prende in considerazione il rischio amianto, è del 1936 (R.D. n. 1720/36). Viene specificata la tipologia dei lavori pericolosi, faticosi ed insalubri, tra questi: lavorazioni damianto le lavorazioni damianto, limitatamente alle operazioni di mescola, filatura e tessitura; macinazione di amianto la macinazione di amianto, calce, gesso, cementi. §Con il DPR n. 303/56 vengono affrontate le problematiche relative alla tutela delligiene dei lavoratori, quindi anche quelli esposti alle polveri damianto.

11 Decreto Ministeriale 12 febbraio 1971 Il legislatore aveva disposto che le aziende, produttrici di amianto e di manufatti contenenti amianto, venissero: §classificate come Industrie Insalubri di I Classe; §collocate fuori dallabitato, fatte salve quelle aziende il cui titolare avesse dimostrato di aver adottato tutte le cautele/tecnologie atte a ridurre il rischio provocato dallattività.

12 … successivamente §Nel marzo del 1978, lorganizzazione statunitense E.P.A. (Environmental protection Agency) promulgò la prima direttiva con riferimento alle condizioni per le operazioni di lavoro in presenza di amianto; §Dopo anni di studio, aumentava sempre più la consapevolezza e la certezza che lesposizione professionale, alle polveri di amianto, era in grado di esporre, non solo al rischio di contrarre lasbestosi, ma anche il cancro.

13 La legislazione statale Ordinanza ministeriale del 26/06/86 Legge n. 257/92 Decreti attuativi D.P.R. n. 215/88 ABBROGATO E sostituito con il titolo VI-Bis D.Lgs. 626/94 (D.Lgs. 257/2006) D.Lgs. n. 277/91

14 Restrizione nelluso della crocidolite primo provvedimento L O.M.S. del 26/06/86 è il primo provvedimento restrittivo emanato in materia di amianto; §Introduce restrizioni allimmissione sul mercato ed alluso della crocidolite e dei prodotti che lo contengono. §Con la Circolare esplicativa del 1 luglio 1986 n. 42, si limita in pratica il divieto duso della crocidolite alle tubazioni in cemento amianto, per ladduzione dacqua potabile aggressiva, cioè in grado di corrodere le tubazioni.

15 D.P.R. n. 215/88 Regola le restrizioni in materia di immissione sul mercato e commercializzazione nel territorio nazionale dell'amianto e dei prodotti che lo contengono. Sono vietate l'immissione sul mercato e la commercializzazione della crocidolite e dei prodotti che la contengono.

16 Recepimento delle Direttive Comunitarie §LO.M.S. ritiene impossibile valutare una concentrazione nellaria damianto, tale da garantire un rischio nullo per la popolazione. §Negli anni 80 vennero emanate 5 Direttive comunitarie, recepite con il D.Lgs. 15/08/91 n.277 a tutela dei lavoratori esposti a: rumore - piombo ed amianto. §Questa nuova Norma, essendo specifica, prevale sulle misure e le cautele disposte dal DPR 303/56.

17 D.Lgs. 15/08/1991 n. 277 capo III (ABROGATO) §Viene vietato lutilizzo dellamianto in forma isolante (a bassa densità) e a spruzzo; §Introduce i rischi connessi allesposizione ad amianto; §introduce lo strumento del piano di lavoro, per interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto, finalizzato a tutelare sia la salute degli operatori che dellambiente. Non vieta totalmente luso dellamianto ma tratta le problematiche attinenti la salute degli esposti

18 D.Lgs. 15/08/1991 n. 277 capo III (ABROGATO) §Inoltre: §vengono maggiormente responsabilizzati il datore di lavoro, i dirigenti ed i preposti. §Entrano nel processo di prevenzione (e controllo del rischio) figure innovative, ovvero: l il medico competente (in possesso della specialità in Medicina del Lavoro o equipollente), l i rappresentanti dei lavoratori. §Diventano soggetti attivi anche i lavoratori ed i loro rappresentanti.

19 Legge n. 257 del 27 marzo 1992 (Cessazione nelluso di materiale contenente amianto) §La normativa sino ad ora esaminata ha: viva lattenzione §tenuto viva lattenzione sul problema amianto, decisione politica §portato alla decisione politica, di: VIETARE lestrazione, limportazione, lesportazione, la commercializzazione e la produzione dellamianto e/o di manufatti che lo contengono.

20 Legge n. 257 del 27 marzo 1992 §DIVIETO DI ESTRAZIONE, IMPORTAZIONE, ESPORTAZIONE, COMMERCIALIZZAZIONE, PRODUZIONE DI AMIANTO O PRODOTTI CONTENENTI AMIANTO.TERMINE ULTIMO 1994 §ISTITUZIONE COMMISSIONE PER LA VALUTAZIONE DEI PROBLEMI AMBIENTALI E DEI RISCHI SANITARI CONNESSI ALLIMPIEGO DELLAMIANTO §INTRODUCE LOBBLIGO DI UNA RELAZIONE ANNUALE DA PARTE DELLE IMPRESE CHE UTILIZZANO AMIANTO O SVOLGONO ATTIVITA DI BONIFICA O SMALTIMENTO DI AMIANTO, DA INVIARE ALLE USL, CHE PREDISPONGONO RELAZIONI ANNUALI SULLE CONDIZIONI DEI LAVORATORI ESPOSTI (art. 9).

21 Legge n. 257 del 27 marzo 1992 §CONTENUTI DELLA RELAZIONE ANNUALE DELLE IMPRESE: - tipi e quantità di amianto utilizzati e dei rifiuti di amianto oggetto dello smaltimento o della bonifica - attività svolte, procedimenti applicati, numero e dati anagrafici degli addetti, carattere e durata delle loro attività, dati espositivi -caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto - misure adottate o in via di adozione ai fini della tutela della salute dei lavoratori e della tutela dellambiente

22 Legge n. 257 del 27 marzo 1992 §La Commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi allimpiego dellamianto PREDISPONE §Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo lamianto EMANATE CON DECRETO DA MINISTERO DELLA SANITA(D.M. 6 settembre 1994…)

23 Il Decreto 6 settembre 1994 §Composto da sette sezioni: l localizzazione e caratterizzazione delle strutture edilizie; l valutazione del rischio l metodi di bonifica l programma di controllo e manutenzione di materiali contenenti amianto l misure di sicurezza da rispettare durante la bonifica l criteri da adottarsi per la restituibilità di ambienti bonificati l rimozione di coperture in cemento amianto

24 LOCALIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE DELLE STRUTTURE EDILIZIE Classificazione dei materiali contenenti amianto I materiali contenenti amianto presenti negli edifici possono essere divisi in tre grandi categorie: 1) materiali che rivestono superfici applicati a spruzzo o a cazzuola; 2) rivestimenti isolanti di tubi e caldaie; 3) una miscellanea di altri materiali comprendente, in particolare, pannelli ad alta densità (cemento- amianto), pannelli a bassa densità (cartoni) e prodotti tessili.

25 Utilizzo nellindustria IMPASTATO CON ALTRI MATERIALI: Amianto a spruzzo: - isolante termico nei cicli ad alte temperature (es. centrali termiche, stabilimenti chimici e siderurgici, fonderie, ind. ceramica e laterizi…) - isolante termico nei cicli con basse temperature (es. impianti frigoriferi o di condizionamento…) - isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per imp. elettrici - nel settore trasporti per coibentare treni, navi, autobus...

26 Utilizzo nelledilizia INTONACI: Con malta tradizionale A spruzzo

27 Utilizzo nellindustria TESSITURA: corde - nastri - guaine: - fasciare tubazioni calde per evitare ustioni

28 §Corde in crisotilo (nuove )

29 Corde in crisotilo degradate

30 Utilizzo nelledilizia ETERNIT O CEMENTO-AMIANTO: Canne fumarie

31 Utilizzo nelledilizia ETERNIT O CEMENTO-AMIANTO: Tubi: - acquedotti - fognature Serbatoi

32 Cartoni di amianto -per guarnizioni

33 Piastrelle vinil-amianto (crisotilo)

34 Friabili: materiali che possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione manuale Compatti: materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l'impiego di attrezzi meccanici (dischi abrasivi, frese, trapani, ecc.) DEFINIZIONI

35 Campionamento ed analisi dei materiali Prima di procedere al campionamento dei materiali: 1) Ricerca e verifica della documentazione tecnica disponibile sull'edificio, per accertarsi dei vari tipi di materiali usati nella sua costruzione,………. 2) Ispezione diretta dei materiali per identificare quelli friabili e potenzialmente contenenti fibre di amianto. 3) Verifica dello stato di conservazione dei materiali friabili, per fornire una prima valutazione approssimativa sul potenziale di rilascio di fibre nell'ambiente. 4) Campionamento dei materiali friabili sospetti, e invio presso un centro attrezzato, per la conferma analitica della presenza e del contenuto di amianto. 5) Mappatura delle zone in cui sono presenti materiali contenenti amianto. 6) Registrazione di tutte le informazioni raccolte in apposite schede da conservare come documentazione e da rilasciare anche ai responsabili dell'edificio

36 VALUTAZIONE DEL RISCHIO Per la valutazione della potenziale esposizione a fibre di amianto del personale presente nell'edificio sono utilizzabili due tipi di criteri: - l'esame delle condizioni dell'installazione, al fine di stimare il pericolo di un rilascio di fibre dal materiale; - la misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all'interno dell'edificio (monitoraggio ambientale).

37 Tabella 1 - Diagramma di flusso del processo di scelta del metodo di bonofica dei manufatti contenenti amianto _ Diagramma di flusso del processo di scelta del metodo di bonifica dei manufatti contenenti amianto (D.M. 20/08/1999)

38 Esito della valutazione del rischio Se il materiale, contenente amianto friabile o compatto, risulta non integro si rende necessario ed inderogabile un intervento di bonifica Incapsulamento Confinamento Sovracopertura Rimozione

39 Lincapsulamento risulta essere poco efficace Interventi di bonifica il materiale friabile, sul quale viene cosparso lincapsulante, tende a sgretolarsi, rendendo inutile il tentativo di evitare laerodispersione delle fibre di amianto. Il confinamento è da ritenersi unoperazione di tamponamento il materiale friabile è soggetto ad una notevole usura; peggiorando nel tempo il suo stato, la rimozione risulta quasi obbligatoria.

40 Vanno rispettate ed indicate le procedure per eseguire lintervento, che si possono riassumere nelle seguenti fasi: Allestimento del cantiere e confinamento; Unità di decontaminazione; Collaudo del cantiere (amianto friabile); Bonifica; Pulizia e decontaminazione dellarea; Restituibilità dellarea bonificata (amianto friabile). Interventi di bonifica La rimozione è il metodo di bonifica ideale Deve essere redatto un apposito piano di lavoro

41 Materiali friabili

42 Collaudo cantiere: prova fumi

43 Unità di decontaminazione a) Locale di equipaggiamento b) Locale doccia. c) Chiusa d'aria. d) Locale incontaminato (spogliatoio )

44 MONITORAGGIO AMBIENTALE Durante l'intervento di bonifica dovrà essere garantito a carico del committente dei lavori un monitoraggio ambientale delle fibre aerodisperse nelle aree circostanti il cantiere di bonifica al fine di individuare tempestivamente un'eventuale diffusione di fibre di amianto nelle aree incontaminate.

45 Criteri per la certificazione della restituibilità. I locali dovranno essere riconsegnati a conclusione dei lavori di bonifica con certificazioni finali attestanti che: a) sono state eseguite, nei locali bonificati, valutazioni della concentrazione di fibre di amianto aerodisperse mediane l'uso della microscopia elettronica in scansione; b) è presente, nei locali stessi, una concentrazione media di fibre aerodisperse non superiore alle 2 ff/l.

46 glove-bag §Per glove bag si intende: §(* Letteralmente, "sacco con i guanti", nome in inglese dato ai sacchi (in polietilene) utilizzati per questo tipo di operazione di rimozione *). ^^^ La tecnica utilizzata per la rimozione di superfici di coibentazione di piccola dimensione riguardanti, ad esempio, tubazioni, valvole, giunzioni, ecc.;

47 glove-bag Le procedure preliminari Verificare la temperatura delle tubazioni Verificare la temperatura delle tubazioni circoscrivere larea di lavoro, realizzando (per quanto possibile) un confinamento statico; circoscrivere larea di lavoro, realizzando (per quanto possibile) un confinamento statico; indossare i DPI indossare i DPI introdurre nel glove-bag tutti gli attrezzi necessari alla rimozione del coibente, incluso uno spruzzatore contenente il liquido per inibire il materiale da rimuovere; introdurre nel glove-bag tutti gli attrezzi necessari alla rimozione del coibente, incluso uno spruzzatore contenente il liquido per inibire il materiale da rimuovere; posizionare il glove bag sulla parte di tubazione, cui va tolto il coibente. posizionare il glove bag sulla parte di tubazione, cui va tolto il coibente.

48 Posizionamento del glove-bag

49 Consiste : in un trattamento con un incapsulante, per evitare il rilascio di fibre all'interno del confinamento; nellinstallazione di una barriera a tenuta, che separi l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. Rispetto all'incapsulamento, ha il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. Necessita: sempre di un programma di controllo e manutenzione per la verifica delle sue idonee condizioni. Confinamento

50 Esempio su tubazione

51 Soffitto - Prima Materiale contenente amianto (pannelli soffitto)

52 Durante Intelaiatura metallica per ancoraggio pannelli confinanti

53 Dopo Controssoffittatura completata

54 Incapsulamento §Consiste nel trattamento dell'amianto con prodotti penetranti, che tendono a: §inglobare le fibre di amianto e costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta, a protezione dellambiente, in relazione al possibile rilascio di fibre di amianto.

55 Aspetti Positivi Costi e tempi, dell'intervento contenuti Non richiede la successiva applicazione di un prodotto sostitutivo, non produce rifiuti tossici Il rischio per i lavoratori addetti e per l'inquinamento ambientale è minore rispetto alla rimozione. Aspetti Negativi Permanenza nell'edificio del materiale di amianto; Necessità di verificare periodicamente l'efficacia dell'incapsulamento; continuare programma di controllo/manutenzione (rif. D.M. 94); Necessità di ripetere, eventualmente, il trattamento. Incapsulamento

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57 Il Decreto 20 agosto 99 Classifica le tipologie del rivestimento per manufatti in cemento amianto in 4 classi : A: a vista allesterno B: a vista dall interno (materiali integri suscettibili di danneggiamento o danneggiati) C: non a vista D: ausiliario (per gli interventi di rimozione amianto) Tipologie del rivestimento

58 incapsulamento

59 Incapsulamento

60 Va effettuato il calcolo della portata dei sovraccarichi accidentali, previsti per la relativa struttura. Se lintervento comporta la pulizia della copertura esistente, dai muschi e licheni in essa radicati e la conseguente liberazione di fibre di amianto, se l'installazione comporta operazioni di foratura dei materiali di cemento-amianto, per consentire il fissaggio della nuova copertura con le infrastrutture di sostegno e la conseguente liberazione di fibre di amianto: occorre presentare il piano di lavoro. Sopracopertura Non in caso contrario (nuovi ancoraggi da fissare sui supporti esistenti e manto di copertura non passivo di pulizia)

61 sopracopertura

62 Comporta un rischio elevato per: lavoratori addetti alla rimozione; ambiente: dispersione nellambiente circostante di fibre, produzione di rifiuto contaminato (tossico- nocivo), che deve essere opportunamente smaltito. Intervento radicale, che elimina il rischio di esposizione ad amianto alla fonte. Rimozione

63 UNITA DI DECONTAMINAZIONE Allestimento del cantiere Lunità deve essere formata almeno da tre ambienti, separati tra di loro con chiusure ermetiche: area pulita, servizi, area sporca. INIZIO LAVORI: A - entrare nellarea pulita, svestire gli abiti civili e chiuderli nellarmadietto; - B - prelevare da altro armadietto e vestire i DPI per iniziare ad operare; - FINE LAVORI e/o ad ogni INTERRUZIONE: entrare nellarea sporca e porre i DPI a perdere nellapposito contenitore (Big-Bags);

64 Allestimento cantiere

65 Trattamento della superficie della copertura in AC (su solaio rigido) mediante la nebulizzazione di una soluzione pellicolante. In tutte la fasi di lavorazione, gli operatori devono indossano mezzi di protezione delle vie respiratorie e indumenti a perdere. Le protezioni per evitare le cadute dallalto devono essere state predisposte in precedenza. (Il tecnico poggia direttamente i piedi sulleternit) Incapsulamento

66 Rimozione dei gruppi di fissaggio mediante attrezzi manuali a bassa velocità. Rimozione

67 fasi rimozione

68 Posizionamento del bancale

69 Preparazione del bancale §LE LASTRE SONO STATE INCAPSULATE SU ENTRAMBI I LATI. §LOPERATORE SI APPRESTA A CHIUDERE IL BANCALE CON TELO IN POLIETILENE

70 Le lastre in AC, dopo averle avvolte nel telo specifico, vengono ulteriormente racchiuse in teli di plastica, quindi risulteranno meglio sigillate sulle sei facce. Quindi la predisposizione dei teli per limpacchettamento deve avvenire prima del posizionamento sul bancale della prima lastra. Poi dovranno essere etichettate. Impacchettamento

71 La nuova normativa Abrogazione del Capo III del D.Lgs. 277/91 D.Lgs 257/2006 Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dallesposizione allamianto durante il lavoro (in vigore dal 26 settembre 2006)

72 Capo I Disposizioni Generali Art. 59-bis campo di applicazione Fermo restando quanto previsto dalla legge 27 marzo 1992 n° 257, le norme del presente titolo si applicano alle rimanti attività lavorative che possono comportare per i lavoratori il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dellamianto, o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate

73 Art. 59-ter definizioni §Ai fini del presente titolo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi: §Lactinolite damianto (n. cas ); §La grunerite damianto (amosite n. cas ); §Lantofillite damianto (n. cas ); §Il crisotilo (n. cas ); §La crocidolite (n. cas ); §La tremolite damianto (n. cas ).

74 CAPO II: OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO ART. 59 -QUATER individuazione della presenza di amianto Prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, il datore di lavoro adotta, anche chiedendo informazioni ai proprietari dei locali, ogni misura necessaria volta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto damianto.

75 Se vi è il minimo dubbio della presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, applica le disposizioni previste dal presente titolo CAPO II: OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO ART. 59 -QUATER individuazione della presenza di amianto

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77 Art. 59-quinquies valutazione del rischio Nella valutazione di cui allart. 4 (della 626), il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dallamianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dellesposizione e le misure preventive e protettive da adottare.

78 Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensità e a condizione che risulti chiaramente dalla valutazione dei rischi di cui al comma 1 che il valore limite di esposizione allamianto non è superato nellaria dellambiente di lavoro, non si applicano gi articoli 59-sexies, (notifica) 59- quinquiesdecies (Sorv. San.) e 59 sexiesdecies, comma 2 (registro), nelle seguenti attività: Art. 59-quinquies valutazione del rischio novità

79 §Brevi attività non continuative di manutenzione durante le quali il lavoro viene effettuato solo su materiali non friabili §Rimozione senza deterioramento di materiali non degradati le cui fibre di amianto sono fermamente legate ad una matrice §Incapsulamento e confinamento di materiali contenenti amianto che si trovano in buono stato §Sorveglianza e controllo dellaria e prelievo dei campioni ai fini dellindividuazione della presenza di amianto in un determinato materiale Art. 59-quinquies valutazione del rischio

80 La Commissione consultiva permanente di cui allart. 393 del D.P.R. 27/04/55 n. 547, provvede a definire orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità, di cui al comma 2. Art. 59-quinquies valutazione del rischio

81 Art. 59-sexies notifica Prima dellinizio dei lavori di cui allart.59-bis, il datore di lavoro presenta una notifica allOrgano di Vigilanza competente per il territorio.

82 La notifica di cui al comma 1 comprende almeno una descrizione sintetica dei seguenti elementi: §Ubicazione del cantiere §Tipi e quantitativi di amianto manipolati §Attività e procedimenti applicati §Numero di lavoratori interessati §Data di inizio dei lavori e relativa durata §Misure adottate per limitare lesposizione dei lavoratori allamianto Art. 59-sexies notifica

83 Art. 59-septies misure di prevenzione e protezione Lesposizione dei lavoratori alla polvere damianto deve essere ridotta al minimo: §Il numero dei lavoratori esposti alla polvere di amianto deve essere limitato al numero più basso possibile; §I processi lavorativi devono essere concepiti in modo da evitare di produrre polvere di amianto o di evitare emissione di polvere di amianto nellaria §Tutti i locali e le attrezzature per il trattamento dellamianto devono poter essere sottoposti a pulizia e manutenzione §I materiali che contengono amianto devono essere stoccati e trasportati in appositi imballaggi chiusi §I rifiuti devono essere raccolti in imballaggi chiusi su cui sarà apposta unetichettatura indicante che contengono amianto.

84 Art. 59-octies misure igieniche §Il datore di lavoro adotta le misure appropriate affinchè i luoghi in cui si svolgono tali attività siano §Delimitati e contrassegnati da appositi cartelli §Accessibili esclusivamente agli addetti ai lavori §Oggetto di divieto di fumare (novità)

85 §Predisposizione di aree speciali che consentano ai lavoratori di mangiare senza rischio di contaminazione da polvere di amianto §Fornitura ai lavoratori di adeguati indumenti di lavoro o adeguati DPI §Gli indumenti di lavoro o DPI siano riposti in luogo separato da quello per gli abiti civili §Predisposizioni di impianti sanitari adeguati provvisti di docce in caso di operazioni in ambienti polverosi Art. 59-octies misure igieniche

86 Art. 59-nonies controllo dellesposizione §Il datore di lavoro effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nellaria del luogo di lavoro e tali risultati sono riportati nel documento di valutazione dei rischi §Il campionamento deve essere rappresentativo dellesposizione personale del lavoratore alla polvere di amianto per un periodo di riferimento di otto ore

87 Art. 59-decies valore limite §Valore limite di esposizione per lamianto è di 0,1 fibre per centimetro cubo di aria per un periodo di riferimento di otto ore §Il datore di lavoro provvede affinchè nessun lavoratore sia esposto al di sopra del valore limite Novità

88 Art. 59-undecies Operazioni lavorative particolari In determinate operazioni lavorative in cui, nonostante ladozione di misure tecniche preventive per limitare la concentrazione di amianto nellaria,è prevedibile che lesposizione dei lavoratori superi il valore limite, il datore di lavoro : fornisce adeguati D.P.I. provvede allaffissione di cartelli adotta misure necessarie per impedire la dispersione delle polveri

89 Art. 59-duodecies lavori di demolizione o rimozione dellamianto §Le imprese devono rispondere ai requisiti di cui allart. 30, comma 4, D.Lgs n. 22/97 (iscrizione allalbo nazionale per le imprese che effettuano la gestione dei rifiuti – CAT 10) §Il datore di lavoro predispone un piano di lavoro per i lavori di rimozione dei materiali contenenti amianto che contiene informazioni sulla: §a)Rimozione dellamianto prima delle demolizioni b) Fornitura di idonei DPI ai lavoratori Novità

90 c ) Verifica dellassenza dei rischi allesposizione allamianto sul luogo di lavoro al termine dei lavori d) Adeguate misure per la protezione e la decontaminazione del personale e di terzi e) Adeguate misure per la raccolta e lo smaltimento dei materiali f) Natura dei lavori e loro durata presumibile g) Luogo dove i lavori verranno effettuati h) Tecniche lavorative adottate i) Caratteristiche delle attrezzature o dispositivi che si intendono utilizzare Novità Art. 59-duodecies lavori di demolizione o rimozione dellamianto

91 §Copia del piano di lavoro è inviata allorgano di vigilanza almeno 30gg prima dellinizio dei lavori §Nei casi in cui è previsto il piano di lavoro, lo stesso equivale allinvio della notifica N.B. lorgano di vigilanza non è più tenuto a rilasciare prescrizioni a differenza di quanto contenuto nellart. 34 del D.lgs 277/91 Novità Art. 59-duodecies lavori di demolizione o rimozione dellamianto

92 Art. 59-terdecies informazione dei lavoratori §Fermo restando quanto previsto dallart. 21 del D.Lgs. 626/94 il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, prima che siano esposti ad amianto una informazione su: §A) rischi per la salute dovuti allesposizione, alla polvere proveniente dallamianto o da materiali contenenti amianto §B) specifiche norme igieniche da osservare tra cui il divieto di fumare Novità

93 Art. 59-terdecies informazione dei lavoratori §C) procedure di decontaminazione e di uso dei DPI §D) misure di precauzione per ridurre al minimo lesposizione §E) lesistenza del valore limite 0,1 fibre per cm 3 di aria e la necessità di monitoraggio ambientale §N.B. si ricorda che nel D.Lgs. 277/91 linformazione doveva essere ripetuta con periodicità annuale (art. 26 comma 2)

94 Art. 59-quaterdecies formazione dei lavoratori §Fermo restando quanto previsto dallart. 22 del D.Lgs. 626/94 il datore di lavoro assicura che tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti a polveri contenti amianto ricevano una formazione sufficiente ed adeguata a intervalli regolari. §Possono essere addetti alla rimozione e smaltimento dellamianto e bonifica delle aree interessate i lavoratori che abbiano frequentato i corsi di formazione professionale di cui allart. 10 comma 2 lett. h) D. Lgs. 257/1992 (30 ore di formazione e rilascio di patentino regionale)

95 Art. 59-quinquiesdecies sorveglianza sanitaria §I lavoratori esposti ad amianto devono essere sottoposti a alla sorveglianza sanitaria di cui allart. 16 del D.Lgs. 626/94 in particolare viene effettuata nei seguenti casi: A) prima di adibire il lavoratore alla mansione che comporta esposizione B) periodicamente almeno una volta ogni 3 anni o con periodicità fissata dal medico competente sulla base della valutazione del rischio della ditta e sui risultati della sorveglianza medica C) allatto della cessazione dellattività comportante esposizione e del rapporto di lavoro Novità

96 Art. 59-quinquiesdecies sorveglianza sanitaria §Accertamenti minimi della sorveglianza sanitaria: »1) anamnesi individuale »2) esami clinico generale in particolare del torace »3) esami della funzione respiratoria §Inoltre sulla base dello stato di salute del lavoratore il medico a sua discrezione valuta lopportunità di eseguire ulteriori accertamenti (citologia dellespettorato, Rx torace e tomodensitometria) §N.B. lart. 157 del D.P.R. 1124/55 è da intendersi come tacitamente ABBROGATO!

97 Art. 59-sexiesdecies registro di esposizione e cartelle sanitarie §Il medico competente per tutti i lavoratori esposti provvede alla redazione della cartella sanitaria secondo quanto previsto dallart. 17 comma 1 lett. D) del D.Lgs. 626/94 §Il datore di lavoro comunica al medico competente i valori di esposizione individuali al fine di mantenere aggiornata la cartella sanitaria §Il datore di lavoro in caso di cessione del rapporto di lavoro trasmette allISPESL la cartella sanitaria del lavoratore e le annotazioni contenute nel registro §I lavoratori esposti vengo iscritti nel registro di cui allart. 70 comma 1 del D.Lgs. 626/94 §N.B. sia la cartella sanitaria che il registro possono essere richiesti dallorgano di vigilanza e dallISPESL LISPESL ricevuta la documentazione sanitaria ha lobbligo della conservazione per 40 anni

98 Art. 59-septiesdecies mesoteliomi §Nei casi di mesotelioma asbesto correlati trovano applicazioni le disposizioni contenute nellart. 71 del D.Lgs. 626/94, con la costituzione di un apposito registro nazionale presso lISPESL

99 Le statistiche dellASL 13

100 La prevenzione Valutazione dei Piani di Lavoro ex art 34 DPR 277/91 per la rimozione di materiale contenente amianto Rilascio di un parere, favorevole o negativo, per consentire lattuazione dei medesimi (fino al 25 settembre 2006)

101 Numero dei pareri emessi dallASL 13 a seguito dei Piani di Lavoro presentati nel periodo Numero dei pareri emessi dallASL 13 a seguito dei Piani di Lavoro presentati nel periodo La prevenzione

102

103 Percentuale totale dei pareri POSITIVI / NEGATIVI emessi dallASL 13 nel periodo La prevenzione

104 Oggetto dei Lavori TECNICHE LAVORATIVE Requisiti azienda esecutrice MISURE DI PROTEZIONE DEI LAVORATORI Il problema dei rifiuti Altre indicazioni Le Linee Guida Le Linee Guida (Piano di lavoro ex art. 34 D.Lgs. 277/91) Notizie di carattere generale La prevenzione

105 La vigilanza Ispezioni in cantiere : in particolare per Rifacimento tetti Rimozione amianto Inchieste infortuni

106 Numero di cantieri ispezionati con violazioni sul totale dei cantieri ispezionati dallASL 13 nel periodo La vigilanza

107 Esito delle ispezioni in cantiere nel periodo La vigilanza

108 Percentuale di positività degli interventi ispettivi La vigilanza

109

110 Numero di inchieste svolte, dallo SPRESAL dellASL 13 dal 2003 al 2006, per infortuni successi in cantieri per la rimozione amianto La vigilanza

111 Conclusioni 1799 Piani di Lavoro valutati nel periodo ,16 % di Pareri favorevoli sul numero totale dei piani valutati più di 100 imprese differenti di cui sono stati valutati i piani di lavoro

112 37,33 % di ispezioni nelle quali è emersa almeno una violazione nei cantieri per la rimozione amianto 70,97 % di ispezioni nelle quali è emersa almeno una violazione nei cantieri per il rifacimento tetti ( + 33,64 %) 74,41 % di ispezioni nelle quali è emersa almeno una violazione nei cantieri per il comparto edilizia (+ 37,08 %) Conclusioni

113 MAGGIOR TUTELA PER I LAVORATORI OCCUPATI NEL SETTORE AMIANTO 1 infortunio grave avvenuto durante le rimozioni di amianto autorizzate = Conclusioni

114 D.Lgs 257/2006 (art 59 duodecies D.Lgs 626/94) Negata la possibilità allOrgano di Vigilanza di rilasciare prescrizioni in sede di valutazione preventiva dei Piani di Lavoro Inizio lavori trascorsi 30 giorni dalla data di presentazione del Piano di Lavoro alla ASL competente + VIGILANZA - PREVENZIONE = La nuova normativa


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