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Il nome arabo del Marocco, Maghreb-el-Aqsa, significa Estremo Occidente in quanto il Marocco occupa la parte più occidentale del Nord Africa.

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6 Il nome arabo del Marocco, Maghreb-el-Aqsa, significa Estremo Occidente in quanto il Marocco occupa la parte più occidentale del Nord Africa. Il Marocco confina a: nord con il Mar Mediterraneo ovest con l Oceano Atlantico sud con la Mauritania est con l Algeria.

7 Vi sono quattro grandi sistemi montuosi: - il Rif con montagne verdi, tondeggianti e ricche d acqua, corre quasi parallelo alla costa mediterranea; - il Medio Atlante ricco di boschi e laghi; - l Alto Atlante una catena di creste rossicce che spesso superano i 3000 metri. A nord ha caratteristiche alpine mentre, scendendo a sud si fa più brullo - l Ante Atlante. A sud si estende il Sahara, regione desertica prevalentemente sassosa ma con la presenza di dune sabbiose. pianura di Rharb Altopiano marocchino

8 Le coste atlantiche sono basse e sabbiose, quelle mediterranee frastagliate e più alte. I corsi dacqua hanno scarsa portata e si perdono per lo più nel deserto; tra quelli che giungono al mare spiccano il Moulouya, che sfocia nel Mediterraneo, e il Sebou, che sfocia nellAtlantico. Questi fiumi, alimentati da precipitazioni di discreta entità ma limitate ad alcuni periodi, sono a portata incostante. Fiume Sebou Moulouya

9 Il clima è influenzato, oltre che dallaltitudine, dalla morfologia e dalla maggiore o minore vicinanza al mare, nonché dalla prossimità dellanticiclone delle Azzorre. Nelle zone costiere le temperature sono piuttosto costanti nei diversi periodi dellanno, con medie invernali ed estive di °C; la piovosità va dagli oltre mm annui di Tangeri ai 200 mm di Agadir, decrescendo dalla costa verso linterno. Qui diventa notevole lescursione termica e la piovosità tende a diminuire. Frequenti sono le precipitazioni nevose sui rilievi oltre i m.

10 La vegetazione risente delle variazioni di clima ed è comunque di tipo mediterraneo. Sulle pendici dei monti crescono ginepri, pini marittimi, querce da sughero e roveri. Altre varietà arboree presenti sono la palma, leucalipto, il fico dIndia. La vegetazione tende a diradarsi nellinterno e a mano a mano che si procede verso sud, dove predomina la steppa. La fauna è rappresentata da numerosi erbivori, tra cui gazzelle, mufloni, asini, cammelli; sono diffusi i macachi. A protezione di questo patrimonio, soprattutto della flora, esistono due parchi nazionali.

11 L ora del Marocco è quella del meridiano do Greenwich ovvero un ora indietro rispetto all Italia: quando in Italia sono le 12, in Marocco sono le11 (le 10 durante il periodo dell ora legale in Italia).

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13 Benché il suo sviluppo continui ad essere ai primi posti tra gli obbiettivi dei vari piani governativi, lagricoltura resta un settore arretrato: larativo non occupa che un quinto del territorio, più della metà dei contadini non possiedono terra a gli altri possiedono per lo più appezzamenti piccolissimi, la meccanizzazione e lirrigazione sono limitate. Le condizioni climatiche non favoriscono i raccolti,a causa delle frequenti siccità. Più della metà della terra arabile è coltivata a cereali, soprattutto orzo e frumento, ma anche miglio, segale, riso, avena e sorgo; tuttavia la produzione non è sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale. Altri prodotti sono invece esportati, in particolare gli agrumi e i pomodori. Ugualmente destinati allesportazione sono le patate e i legumi, di cui cè una notevole produzione.

14 Abbastanza sviluppata è la frutticoltura, oltre agli agrumi si producono albicocche, datteri, mele, pesche, pere e prugne. In fase di sviluppo è la viticoltura, un tempo praticata esclusivamente per la produzione di uva da tavola, ma oggi destinata anche in parte alla vinificazione. Sono inoltre coltivati lolivo, le arachidi, il tabacco,il lino e il cotone. Discreto sviluppo hanno lo sfruttamento forestale (cedro e sughero), la pesca (sardine e tonni destinati allinscatolamento) e lallevamento, soprattutto ovino.

15 Il settore minerario, uno dei più importanti per leconomia del paese, è basato sullestrazione dei fosfati, di cui il Marocco è il terzo produttore mondiale. I principali giacimenti sono a Khourigba, a Youssoufia, a Meskala e a Bu Craa (quest' ultimo nel Sahara Occidentale)

16 Il settore industriale non è molto sviluppato. Il settore più importante è quello alimentare, con oleifici, zuccherifici, conservifici. Anche altri impianti lavorano a loro volta le materie prime locali: il cotonificio, lindustria del tabacco e quella del cemento; relativamente sviluppata è la produzione di fertilizzanti. Abbastanza rilevante è lattività industriale basata sullartigianato tradizionale, soprattutto quella del cuoio (il famoso marocchino) e dei tappeti. Ancora limitati sono invece gli impianti metallurgici (acciaio, piombo, ghisa), chimici (acido solforico) e meccanici. Il principale centro industriale è Casablanca.

17 La scarsa modernizzazione del commercio interno è un altro dei fattori negativi che ostacolano lo sviluppo delleconomia marocchina. Il commercio moderno è infatti presente solo nelle città, mentre nei villaggi lattività commerciale è quasi interamente fondata sul mercato settimanale (il suk). Per quanto riguarda il commercio estero, la bilancia commerciale è perennemente negativa, in quanto le esportazioni di generi alimentari, prodotti industriali e fosfati non compensano che in minima parte la necessità di importare grandi quantità non solo di petrolio e di cereali, ma anche di prodotti industriali. Il commercio avviene soprattutto con lUE, e in particolare con la Francia (20-30%). Anche per quanto riguarda le comunicazioni terrestri la situazione non è molto favorevole: limitato lo sviluppo delle ferrovie, e solo la metà della rete stradale è asfaltata. I porti principali sono Casablanca e, per il trasporto passeggeri, Tangeri.

18 Il Marocco è una monarchia costituzionale. La nuova costituzione del 1972 ha istituito un governo unicamerale. Mohammed VI è il 18° monarca della dinastia alaouita che occupa il trono del Marocco dalla metà del sec. XVII e il 36° discendente diretto del profeta Maometto. In quanto tale il re è anche il capo religioso del Paese.

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20 La lingua ufficiale del paese è larabo, parlato dal 63% della popolazione, mentre il 24% parla il berbero; relativamente diffusi il francese e lo spagnolo. La religione predominante è quella musulmana sunnita.

21 L hennè è una pianta di media grandezza dai fiori bianchi che cresce in Nord Africa, in Medio Oriente, in India e nel Sud Est Asiatico. Le sue foglie hanno un effetto rinfrescante sulla pelle e sono spesso usate come ingrediente in olii profumati e pomate. La sua applicazione più nota è però probabilmente quella di tintura naturale di colore rosso-bruno. Generalmente le decorazioni sul corpo eseguite con lhennè vengono applicate in occasioni festive come le cerimonie religiose, le feste in genere e specialmente i matrimoni. I disegni applicati cambiano da cultura a cultura. Ad esempio, i disegni allhennè del Nord Africa tendono ad essere geometrici o composti da fiori estremamente stilizzati. Motivi orlati sono applicati intorno ai polsi, alle caviglie e sotto la pianta dei piedi. Disegni dipinti sulla mano destra e sinistra a volte possono essere complementari nel senso che entrambi le mani formano ununica immagine.

22 La cucina marocchina è molto varia e notevole per i suoi sapori e aromi. I diversi secoli caratterizzati da invasioni hanno contribuito a creare delle diverse tradizioni culinarie, portare nuovi ingredienti e, naturalmente, combinare nel modo migliore possibile questi due fattori. Ingredienti della cucina marocchina sono: grande varietà di frutta e verdura, olive conservate in succo di limone, pesce e frutti di mare, carne di pecora, capra, agnello, pollame, datteri. Il pane è parte essenziale di ogni pasto. Il piatto nazionale più conosciuto è il couscous, una farina di semolino di color crema cotto al vapore sopra un brodo molto aromatico fatto di carne e verdure e servito con carne e salsa creata dal brodo stesso. La preparazione più popolare è sempre il B'stilla che viene servito in occasioni speciali, si tratta di una combinazione stravagante di carne di piccione speziata, uova cremose aromatizzate al limone e mandorle. Questo viene cotto al forno o fritto in un contenitore circolare fatto di foglie sovrapposte di pasta e coperto da una decorazione di zucchero e cannella prima di essere servito.couscousB'stilla

23 INGREDIENTI 12 cucchiai di burro fuso, 2 cucchiai di olio doliva, 2 stecche di cannella, 1 cipolla media affettata finemente, 2 cucchiai di zenzero grattugiato, 1 cucchiaino di curcuma, ¼ tazza di prezzemolo tritato, 2 galline da 650g, ¼ cucchiaino di pepe di Cayenna, 1 pizzico abbondante di zafferano, 2 ½ tazze di brodo di pollo, 6 uova leggermente sbattute, 350g di mandorle affettate, 3 cucchiai di succo di limone, 16 fogli di pasta fillo, ¼ tazza di zucchero a velo, 1/8 tazza di cilantro tritato, sale e pepe a piacere, 2 cucchiai di cannella macinata PREPARAZIONE Mettete un cucchiaio di burro e uno di olio in una pentola da 4-6 litri. Aggiungetevi la cipolla e lo zenzero e fate saltare il tutto per 1-2 minuti. A questo punto aggiungete la curcuma, le stecche di cannella, il pepe di Cayenna, lo zafferano, il prezzemolo tritato e il cilantro e fate saltare per altri due minuti. Aggiungete, quindi, il brodo di pollo e le galline. Portate il composto ad ebollizione, quindi abbassate il fuoco e lasciate sobbollire per circa 1 ora. Rimuovete le galline e lasciatele raffreddare, quando si saranno raffreddate sufficientemente da poterle maneggiare, dividete la carne dalle ossa e sminuzzatela. Fate ridurre il liquido di cottura a circa 1 tazza, abbassate il fuoco e fate sobbollire.

24 Aggiungete, ora, il succo di limone, quindi, molto lentamente, aggiungete le uova mescolando continuamente. Non appena le uova formeranno una soffice crosta, rimuovete dal fuoco, scolate e fate raffreddare. In una padella, tostate le mandorle in 1 cucchiaio di burro e 1 di olio, quando saranno ben dorate mettetele in una ciotola e miscelatele a 1 cucchiaio di cannella macinata e ¾ di zucchero a velo. Con un pennello, imburrate leggermente uno stampo rotondo dal diametro di 30cm e laltezza di 5cm. Spennellate, ora, sempre con il burro, i fogli di pasta fillo e stendeteli nello stampo, un foglio alla volta. Ad ogni foglio di pasta fillo che aggiungerete, girate lo stampo di un quarto così che i fogli siano distribuiti equamente nello stampo. Sovrapponete 8 fogli di pasta fillo, quindi versate la carne di pollo, quindi il composto di uova e ricoprite il tutto con le noci. Piegate, molto accuratamente e delicatamente, la pasta fillo strabordante verso il centro e continuate a coprire la torta con la pasta fillo rimanente, ma non dovrete imburrare ciascun foglio stavolta. Infornate la torta per minuti a 190°C o fino a doratura. Voltate la torta in un piatto e lasciatela raffreddare leggermente. Cospargetela, infine, generosamente con zucchero a velo e la cannella macinata rimanente. Servitela tiepida. Tagliatela in fette e mangiatela con le mani nello stile marocchino.

25 INGREDIENTI 1 ½ kg di carne grassa o di pecora (spalla o dorso) o vitello (il collo, il petto, la spalla, piega del ginocchio), 1 testa di cavolo (circa 800gr), 1 pezzo di pane raffermo, 1 cucchiaio di succo di limone, 4 chiodi di garofano, 1kg di cipolle, 250gr di ceci immersi in acqua il giorno prima, 150gr di burro, 1 pizzico di zafferano, 1 cucchiaino di pepe, sale, 6 litri d'acqua, 1kg di couscous, 250gr di pomodori pelati, 250gr di rape, 500gr di carote sbucciate e tagliate per la lunghezza, 3 pugni di coriandolo, 2 peperoncini piccanti, 500gr di zucca rossa, 250gr di patate soffici, 100gr di olio d'oliva. PREPARAZIONE Lavare e asciugare accuratamente la carne tagliata in 10 pezzi uguali. Estrarre il cuore del cavolo utilizzando un coltello appuntito. Cuocere per 5 minuti in acqua bollente con il succo di limone ed il pane raffermo. Mettere nella couscoussiera la carne, il cavolo, le due cipolle, due chiodi di garofano, i ceci, lo zafferano, il pepe, il sale, l'acqua e mettere a fuoco alto. Mettere il couscous nella parte alta della couscoussiera e mettere sulla casseruola nel punto di ebollizione. Il vapore deve fuoriuscire solo dal couscous, altrimenti bisogna legare le due parti con un pezzo di tessuto leggermente coperto con un impasto leggero (farina ed acqua) non appena il vapore fuoriesce, calcolare ½ ora di cottura.

26 Estrarre il couscous, metterlo in un piatto grosso e fondo, separare i grani strofinandoli tra i palmi delle mani o schiacciandoli con un cucchiaio da zuppa. Lavare il couscous con 2/3 cucchiai di acqua fredda leggermente salata, separare i grani e lasciar riposare per 15 minuti. Aggiungere a ciò che è stato già fatto bollire le cipolle sminuzzate, i pomodori, le rape, le carote, il coriandolo e il pimento. Rimuovere un po' del brodo e cuocere separatamente la zucca e le patate. Non appena la zuppa raggiunge nuovamente il punto di ebollizione, ripercorrere l'operazione precedente con il couscous ma stavolta sostituendo l'acqua con l'olio d'oliva. Rimettere il couscous per la terza volta nella couscoussiera alta fino a 5 minuti dopo aver esaurito il vapore, sgranare nuovamente il couscous. Verificare il punto di cottura della carne e della verdura, correggere il condimento. Disporre il couscous in un cono su di un piatto grande, scavare un piccolo "cratere" nel centro, metterci la carne e la verdura, l'acqua della zuppa e lasciare che venga assorbita. Servire il surplus di zuppa nelle ciotole così che ciascuno possa servirsi da solo.

27 In Marocco si celebrano numerose feste religiose e popolari. Ricordiamo la Festa dei mandorli in fiore, la Festa delle rose, della Musica sacra, dei Ceri, delle Ciliegie, il Festival nazionale del folklore, il Festival della cultura, il Moussem (raduno annuale) dei fidanzati, la Festa dei datteri. Vi sono inoltre le festività religiose islamiche quali il Capodanno islamico, la nascita di Maometto, la vigilia e la fine del Ramadam, la Festa che commemora il sacrificio di Isacco.

28 Il Marocco ha registrato un enorme aumento di popolazione nel secondo dopo guerra, ma il suo coefficiente di accrescimento annuo è oggi relativamente poco elevato (1,9% nel ). I dati socio-sanitari pongono il paese tra quelli a sviluppo umano intermedio: speranza di vita a 69 anni, mortalità infantile al 45%, analfabetismo al 51%. La popolazione, che allinizio del secolo non raggiungeva i 5 milioni di abitanti, era circa il doppio al momento dellindipendenza e nel 2001 ammontava a abitanti, escludendo la popolazione del Sahara Occidentale ( ab.). Le province costiere concentrano la maggior parte della popolazione. Molti pastori soprattutto nel sud, praticano ancora il nomadismo. Rilevante è comunque anche in Marocco il fenomeno dellurbanizzazione (nel 1926 la popolazione rurale superava oltre il 90%, oggi è oltre la metà), nonché dellemigrazione: centinaia di migliaia di marocchini vivono oggi in Europa. La popolazione è per il 98% di stirpe arabo-berbera, derivante dalla fusione di queste etnie a partire dal sec. VII.

29 Allinizio delletà storica la popolazione autoctona stabilita in Marocco era quella dei Berberi, chiamati libici dai Greci e suddivisi dai Romani nei gruppi dei Getuli, Numidi e Mauri; questi ultimi soprattutto ebbero scambi commerciali sempre più frequenti con i Fenici e poi con i Cartaginesi. Le tribù berbere federate raccoltesi nel Regno di Mauritania caddero, dal I sec. a.C. al I sec. d.C., sotto il dominio dei Romani che crearono una nuova provincia imperiale suddivisa in Mauritania Cesariana e Mauritania Tingitana. Caduto limpero romano, tra il V e il IX sec. d.C., cominciò lespansione dellislamismo che porterà alla dominazione araba con il susseguirsi di varie dinastie. Alla fine del XIX secolo comparvero i mercanti europei ed ebbe inizio l epoca del dominio coloniale. Improvvisamente la Francia, la Spagna e la Prussia si mostrarono interessate ad assumere il controllo del paese. La Francia risultò vittoriosa e nel 1912 il Marocco diventò un protettorato francese, mentre la Spagna si insediava nella parte meridionale del Paese. Solo nel 1956 il Marocco conquistò lindipendenza: il sultano, destituito e mandato in esilio dai Francesi 3 anni prima, tornò trionfalmente a Rabat e salì al trono col nome di Mohammed V. Alla sua morte gli successe il figlio maggiore che regnerà per 38 anni con il nome di Hassan II.Morto Hassan nel 1999, sale al trono il figlio Mohammed VI, attuale re del Marocco.

30 La quasi totalità della popolazione è di religione islamica con la presenza di un ramo fortemente mistico che ha trovato terreno fertile nelle tradizioni e nelle superstizioni berbere. I mussulmani ortodossi, residenti soprattutto nelle città, considerano devianti questi culti e non li guardano con simpatia. Durante la dominazione romana il Cristianesimo si era diffuso notevolmente in tutto il Nord Africa per poi estinguersi; al giorno d oggi i cristiani sono assai pochi, soprattutto europei lì residenti. Circa sono gli ebrei.

31 Numerosi gli arrivi di turisti, provenienti in gran parte dallEuropa occidentale e attirati so prattutto dalle zone balneari sia atlantiche, sia mediterranee, ma anche dalle montagne dove non mancano i centri sciistici. Tra le opere darte si collocano le architetture delle antiche città imperiali del Marocco: Rabat, Fès, Meknès e Marrakech; gli scavi romani e pre-romani di Volubis; le grandiose costruzioni ispano marocchine del sec. XII come la Koutubia di Marrakech e la moschea Assan di Rabat; le opere edificate sotto Moulay Ismail, il grande costruttore delle mura di Meknès e della monumentale porta Bab el Mansour. Di grande fascino le fortezze berbere e i villaggi fortificati nelle valli dellAtlante e a sud di questo, nella fascia di transizione al grande deserto che occupa il sud marocchino.

32 TOUR DELLE CITTA IMPERIALI : Un circuito che tocca le città imperiali e conduce alla scoperta del ricco patrimonio storico e culturale del Marocco. Tra vie labirintiche, brulicanti di mercati, antiquari, colori e profumi unici al mondo, gli antichi fasti si confondono con la realtà quotidiana. Palazzi, piazze, fontane, moschee, tutti arricchiti da decorazioni superbe e dal disegno finissimo. Poi ancora i souk di Marrakech e Fes,tra i più belli di tutto il Maghreb. Durata del viaggio : una settimana Periodo : estate, meglio in primavera per evitare il caldo eccessivo. Itinerario : MarrakechMarrakech Casablanca Rabat Valubilis Meknes Fes Ritorno a MarrakechRitornoaMarrakech Ritorno in ItaliaRitornoinItalia

33 PRIMO GIORNO - Partenza dallaeroporto Malpensa. - Arrivo a MARRAKECH, soprannominata la Perla del Sud e sistemazione in albergo. - Visita a un VILLAGGIO BERBERO in montagna sulla catena del medio Atlante.VILLAGGIOBERBERO - Visita alla famosa Piazza Jemma el Fna, vero cuore pulsante de Marrakech, nella quale si può fare la conoscenza di personaggi curiosi : acrobati, cartomanti, cavadenti, stregoni del malocchio, acquaioli, incantatori di serpenti, scrivani per gli analfabeti, il tutto permeato dintensi suoni ed aromi.JemmaelFna - Dalla piazza si potrà ammirare il bellissimo minareto della Koutubia, simbolo ddella città.minaretodellaKoutubia

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36 SECONDO GIORNO - Partenza per CASABLANCA, prima città industriale del Marocco dove visiteremo lincantevole Moschea di Hassan II, il monumento religioso più grande del mondo, sulle rive delloceano Atlantico con splendido minareto.MoscheadiHassanII - Pranzo a base di pesce in un locale tipico. - Partenza per Rabat, capitale politica ed amministrativa e residenza reale. Visita al Palazzo Reale,al Mausoleo di Mohammed V, alla Porta Bab El Rouah e alla Kasbah di Oudaya.PalazzoRealeMausoleodiMohammedV

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43 TERZO GIORNO Visita di VALUBILIS, città romana del III secolo.VALUBILIS Arrivo a MEKNES e visita alla medina con la monumentale porta Bab El Mansour. Si entra nel piccolo mausoleo di Maulay Ismail dove si trova anche la tomba del crudele sultano. Visita ai granai, alle antiche scuderie regie che contenevano cavalli e al bacino di Agdal che raccoglieva lacqua necessaria alla popolazione. Splendide le mura che circondano la città,di cui rimangono ben 25 km.antichescuderieregiemura

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48 QUARTO GIORNO Visita nella città di FES della famosa medina Fes El Bali, un intricato groviglio di stradine dove gli asini vanno e vengono carichi di merci e dove ogni zona ospita una corporazione di artigiani.Passeggiata nel souk dei falegnami, dei tintori,dei conciatori.Qui lodore è penetrante, quasi nauseante. Infatti viene dato ai turisti un rametto di menta da annusare, prima di salire su una terrazza, dalla quale si potranno vedere grandi vasche di pietra scavate nel terreno,ognuna riempita con liquidi diversi, nelle quali ragazzi a torso nudo si immergono per lavare le pelli.medinaFesElBalisouk Vi sembrerà di vivere in un mondo medioevale : gli artigiani usano strumenti vecchi di secoli e colori, suoni, voci, profumi, odori,tutto si mescola e confonde Visita dellesterno del Palazzo Reale e del vicino quartiere ebraico, della porta Bab Boujeloud.quartiereebraico

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52 QUINTO GIORNO Ritorno a MARRAKECH in pullman percorrendo ben 490 km. Cena in un locale tipico con cibo speziato, musica berbera e danzatrici del ventre.

53 SESTO GIORNO Visita al giardino Majorelle e al Museo Islamico dove si possono ammirare piante e fiori di inestimabile bellezza.giardinoMajorelle Visita al bacino della Menara, grande estensione di ulivi con al centro unenorme vasca per l irrigazione. Il Palazzo Bahia, residenza del Visir di Marrakech, primo ministro ai tempi di Hassan I, è in stile andaluso con diversi cortili fioriti, fontane zampillanti, soffitti in legno di cedro intagliato, stucchi bianchi e colorati. Si potranno visitare anche il patio delle quattro mogli e la zona riservata alle concubine.PalazzoBahia Visita in una erboristeria – farmacia, dove verranno presentati profumi, spezie, creme, oli, the, tisane, hennè, rossetti naturali. SETTIMO GIORNO Giornata di riposo per gli ultimi acquisti nel souk e nella piazza Jemaa El Fna.

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58 OTTAVO GIORNO Trasferimento in aeroporto e partenza per lItalia

59 Ricerca a cura di Grioni Michele 3°c Scuola media Griffini Casalpusterlengo a.s


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