La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

NYUGAT-MAGYARORSZÁGI EGYETEM Epistemologia, diversabilità e giochi sportivi M. Sibilio, N. Carlomagno, G. Raiola, F. Corona University of Salerno, Italy.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "NYUGAT-MAGYARORSZÁGI EGYETEM Epistemologia, diversabilità e giochi sportivi M. Sibilio, N. Carlomagno, G. Raiola, F. Corona University of Salerno, Italy."— Transcript della presentazione:

1 NYUGAT-MAGYARORSZÁGI EGYETEM Epistemologia, diversabilità e giochi sportivi M. Sibilio, N. Carlomagno, G. Raiola, F. Corona University of Salerno, Italy University of Naples, Italy NYUGAT-MAGYARORSZÁGI EGYETEM Epistemologia, diversabilità e giochi sportivi M. Sibilio, N. Carlomagno, G. Raiola, F. Corona University of Salerno, Italy University of Naples, Italy

2 PROGRAMMA DEL CORSO Epistemologia delle attività motorie e sportive a carattere educativo By Maurizio Sibilio & Nadia Carlomagno Sport e attività motorie educative per la disabilità By Maurizio Sibilio & Felice Corona Giochi sportivi a carattere educativo By Maurizio Sibilio & Gaetano Raiola

3 Berzsenyi Dániel Föiskola College Szombathely – Hungary Epistemologia delle attività motorie e sportive a carattere educativo PARTE I Maurizio Sibilio & Nadia Carlomagno University of Salerno, Italy University of Naples, Italy Berzsenyi Dániel Föiskola College Szombathely – Hungary Epistemologia delle attività motorie e sportive a carattere educativo PARTE I Maurizio Sibilio & Nadia Carlomagno University of Salerno, Italy University of Naples, Italy

4 La ricerca in campo educativo, e nello specifico delle scienze motorie e sportive, si arricchisce dei contributi di diversi settori disciplinari che evidenziano il rapporto tra corpo, cognizione, movimento ed emozione prospettando nuove modalità di accesso al sapere*. Epistemologia delle attività motorie e sportive a carattere educativo * Thomas, J.R., Nelson, J.K. & Silverman, S.J. (2005). Research methods in Physical Activity, USA: Human Kinetics. APPROCCIO FILOSOFICO Studia le possibilità e i limiti della conoscenza umana, esaminando il problema del rapporto tra il soggetto e loggetto, il suo comportamento in relazione agli altri uomini, alle attività motorie e sportive, alla sua dimensione corporea e chinestesica. APPROCCIO STORICO Analizza il rapporto tra modelli sociali e pratica motoria e sportiva, evidenziando il legame di reciprocità che ha condizionato le molteplici attività e discipline ed i diversi stili di vita nel corso della storia, contribuendo alla costruzione della identità dei diversi popoli.

5 APPROCCIO NEURO-BIO- FISIOLOGICO Studia le dinamiche interne dellindividuo, i suoi rapporti con lambiente e, nellanalisi dei processi psichici che intercorrono tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte, attribuisce un valore significativo al corpo e al movimento. Si occupa della progettazione della pratica educativa e, riconoscendo il valore educativo, formativo ed integrativo dello sport, promuove itinerari didattici a carattere ludico a partire dalle prime fasi dello sviluppo. Si caratterizza per lo studio dei processi cognitivi e comportamentali correlandoli con i meccanismi anatomo-funzionali che ne sottendono il funzionamento. Analizza e chiarisce il rapporto tra corpo, movimento, emozione e cognizione. APPROCCIO PSICO- PEDAGOGICO

6 Il corpo e il movimento hanno rappresentato i primi strumenti che luomo ha utilizzato per la sua sopravvivenza attraverso pratiche esecutive di tipo naturale. Levoluzione ha richiesto forme di movimento e prestazioni corporee sempre più specialistiche. Attività manuali, di caccia e lotta Attività istintuali (imitazione, danza, corsa) Attività di difesa del territorio

7 Azioni di lotta con finalità addestrative Prime esercitazioni fisiche come riti religiosi, pratiche magiche, giochi funebri, riti catartici Giochi Olimpici 776 A. c: Corsa dello stadio Doppia corsa, Corsa di fondo Pentathlon, Pugilato Lotta

8 La formazione spartana fu prevalentemente di carattere militare indirizzata allacquisizione di capacità offensive e stili di vita utili funzionali alla difesa delle istituzioni. Lo Stato provvedeva direttamente alladdestramento del cittadino potenziando le sue doti fisiche e forgiando le sue virtù attraverso un complesso itinerario formativo caratterizzato da attività marziali e disseminato di prove atletiche preparatorie alle azioni di guerra. Il coraggio, la robustezza fisica, lobbedienza incondizionata alle leggi, erano il presupposto per sviluppare le virtù guerriere ed erano le parole chiave di una formazione che a partire dai 7 anni, sottraeva alle famiglie i propri figli per educarli in strutture pubbliche simili a caserme che garantivano alleducazione un carattere quasi interamente militare. Leducazione ateniese, mirando alla coesione e alla completa integrazione sociale, non terminava con lentrata del giovane nel rango del cittadino soldato, ma lo accompagnava costantemente nel percorrere il suo specifico iter educativo. Ad Atene i maestri stipendiati dai genitori insegnavano ai piccoli a leggere e a scrivere i testi della tradizione greca e a danzare alle feste della polis; al pedotriba spettava il compito importantissimo di impartire i rudimenti dei giochi, della lotta e della competizione sportiva, preparando il fanciullo ad esibirsi secondo le regole nelle prove datletismo: corsa, lancio del disco e del giavellotto, salto in lunghezza, lotta e pugilato, a cui si sarebbe aggiunta dai 18 ai 20 anni leducazione militare.

9 Socrate proponeva un modello educativo finalizzato alla ricerca del bene, della verità assoluta attraverso un percorso di riflessione interiore. Il focus è centrato sul soggetto in quanto tale e sul raggiungimento di unarmonia tra corpo, mente e anima. Le attività fisiche e i momenti di riflessione allaperto consento alluomo un contatto con la propria anima e una comprensione della molteplicità di fenomeni corporei. Nel sistema educativo ateniese le attività ginniche e ludico-sportive diventavano uno strumento di educazione della gioventù ateniese,Dopo la musica è nella ginnastica che occorre educare i giovani … anche questa deve essere scrupolosamente curata e continuata per tutta la vita … Un allenamento più accurato, occorre dunque agli atleti della guerra, che per forza di cose devono essere vigili come cani, avere vista e udito quanto mai acuti … Ginnastica semplice e appropriata quanto mai di tipo bellico.

10 Riconosceva la funzione formativa dei giochi sportivi ed i loro effetti benefici sulla salute … E poiché è evidente che bisogna educare i ragazzi con le abitudini prima che con la ragione, e nel corpo prima che nella mente, e chiaro da ciò che si devono affidare i fanciulli agli esercizi ginnastici e pedotribici, perché di questi gli uni conferiscono una certa qualità alla costituzione del corpo, gli altri insegnano gli esercizi…Quattro sono allincirca le materie con cui si suole impartire leducazione, la grammatica, la ginnastica, la musica e la quarta, secondo, e nel corpo prima che nella mente, e chiaro da ciò che si devono affidare i fanciulli agli esercizi ginnastici e pedotribici, perché di questi gli uni conferiscono una certa qualità alla costituzione del corpo, gli altri insegnano gli esercizi.

11 Ludi dal carattere cruento e spettacolare Corpo e salute nelle Terme Attività ricreative negli anfiteatri

12

13 Nel periodo medievale parallelamente alla sminuizione del corpo come specchio dellanima e involucro da redimere e mortificare, si diffondono molti giochi cavallereschi. I giuochi folkloristici del Medioevo sono alla base di alcuni nostri sport: sembra accertato, ad esempio, che il tennis derivi dal giuoco della pallacorda, il football dalla soule e che lantico giuoco con la palla e il bastone sia lantecedente di una grande varietà di sport attuali, come il croquet, lhockey, il golf e il cricket.

14 Nella sua Casa Giocosa sottolinea che ogni attività deve essere svolta nella massima libertà, serenità e armonia allo scopo di evitare la pigrizia e la pedanteria. Lesercizio fisico (palla, corsa, lotta) diventa indispensabile e si alternano allo studio le esperienze ricreative poiché il gioco è un atto spontaneo e creativo in cui si manifesta il temperamento del fanciullo. Vittorino da Feltre ( ) Michel Eyquem de Montaigne ( ) Nei suoi Saggi critica lautoritarismo, i castighi corporali, lo studio mnemonico, proponendo la formazione di una personalità autonoma attraverso le esperienze dirette (apprendimento attivo). Lo sviluppo armonico di tutte le facoltà, infine, richiede insieme ad una testa ben fatta lesercizio fisico e unattività ludica per rafforzare il corpo e il carattere del futuro gentiluomo.

15 Il filosofo inglese, fu il primo ad affermare il valore educativo delle attività ludiche considerando che: - Il ballo conferisce grazia e disinvoltura nei movimenti - La scherma e lequitazione - Il cavalcare John Locke ( ) Girolamo Mercuriale ( ) Il filosofo e medico italiano fu tra i primi studiosi a teorizzare luso della ginnastica su base medica. Nel De Arte Gymnastica analizzò scientificamente il rapporto tra educazione fisica e salute, proponendo, nel contempo, una storia delle attività fisiche e sportive presente in tre dei sei volumi del suo testo.

16 Attraverso una critica severa dellevoluzione sociale, riconosce al gioco una funzione naturalistica, strumento di riequilibrio tra persona e contesto ambientale. Lattività ludica, spontanea e libera, è secondo Rousseau una modalità naturale per scoprire il mondo provando il piacere dellesplorazione, percorrendo in maniera originale, un percorso di conoscenza di se stesso e del mondo. La sua opera più significativa lEmile è un trattato sulleducazione... Rousseau riconosce nelleducazione motoria il substrato delleducazione intellettuale in quanto consente di stabilire una relazione naturale tra luomo e le cose Jean Jaques Rousseau ( ) Allo sviluppo intellettuale e spirituale delluomo è legata larmonia del corpo. Il corpo quale corazza e armatura dellanima va valorizzato attraverso ogni azione educativa. In particolare, rispetto alla … ginnastica del correre, dei trampoli, dellarrampicarsi che tempra e indurisce singole forze e singoli muscoli, la danza, quale una poesia del corpo, cura, esercita e pareggia tutti i muscoli. La musica, inoltre, conferisce, al corpo e allo spirito contemporaneamente, quell ordine metrico che ne svolge il sublime e coordina pulsazioni, passi e pensieri. La musica è il metro di questo poetico movimento, e una danza invisibile; come la danza, una musica muta. Johann Paul Friedrich Richter ( )

17 La prima forma di conoscenza della realtà e la percezione delle sue manifestazioni avviene attraverso i sensi. La dimensione corporea e chinestesica viene considerata la base di ogni apprendimento. La Gymnastica intellettuelle può consentire unarmonica relazione tra Mente (sviluppo intellettuale), Spirito (sviluppo morale) e Mano (sviluppo fisico). Johann Heinrich Pestalozzi (1746 – 1827) Friedrich Frobel [1782 – 1852], Nel gioco si incontrano e si fondono la funzione cognitiva e l'attività creativa del bambino. Le attività ludiche, quali rappresentazioni libere e spontanee, costituiscono la manifestazione più pura e spirituale delluomo e insieme limmagine e il modello della complessiva vita umana. Il giocare procura gioia, libertà, contentezza, tranquillità in sé e fuori di sé, pace con il mondo.

18 John Dewey anticipa implicitamente, e in molti casi esplicitamente, una rivalutazione delle attività motorie nelle diverse forme di giochi sportivi e di movimento, in ambito formativo in quanto Limpulso del ragazzo a fare si esprime anzitutto nel gioco, nel movimento, nei gesti, nellinventare, poi si determina meglio e cerca sbocco nel plasmare materiali in forme tangibili e in forme corporee permanenti…i ragazzi amano semplicemente fare e osservano attentamente quel che ne verrà fuori. La sua ricerca sul gioco come esperienza privilegiata per lo sviluppo delle abilità sociali e intellettuali, precorre gli studi più recenti sul potenziale cognitivo delle attività di movimento che vanno oltre lopportunità di fornire espedienti temporanei e piaceri momentanei … più specificamente il giuoco e il lavoro corrispondono, punto per punto, agli aspetti dello stadio iniziale del sapere che consiste … nellimparare il modo in cui fare le cose e dei processi cui si perviene operando. John Dewey (1859– 1952)

19 Maria Montessori ( ) Pedagogista italiana di formazione medica, ha il merito di aver elaborato il primo metodo organico e scientificamente fondato di educazione infantile in Italia, e di aver sentito profondamente il valore dellattività autonoma del bambino. Leducazione dei sensi, attraverso lutilizzo di materiali opportunamente scelti e costruiti, è finalizzata alla naturale espressione delle energie del bambino e alla costruzione di modelli conoscitivi attraverso luso del corpo e del movimento. Materiali ed esercizi montessoriani Gusto e olfatto Ambiente Vista Cilindri, prismi e cubi colorati Tatto Tavolette levigate o ruvide, cartoncini, stoffe per lo sviluppo della motricità fine.

20 Psicologo e pedagogista svizzero, considerò lintelligenza come la forma più evoluta di adattamento del bambino allambiente la cui origine risiede nellazione, conseguenza di un istanza fisiologica, cognitiva o affettiva. Il gioco di movimento a carattere sportivo è una naturale evoluzione del conoscere agendo. Le attività ludiche a carattere motorio consentono di : applicare le conoscenze e utilizzare le competenze nellazione favorire le condotte intelligenti legare lesperienza alle sensazioni, di successo o insuccesso negli atti intenzionali, sforzo ed interesse o fatica e disinteresse Il gioco sportivo è il passaggio naturale dallazione come esigenza conoscitiva alla ricerca e applicazione dinamica degli oggetti della conoscenza. Jean Piaget ( )

21 Jerome Bruner (1915) Psicologo cognitivista statunitense, considerò la componente affettiva e le relazioni interpersonali come elementi fondamentali nello sviluppo del soggetto, individuando nella specie umana una tendenza alla intersoggettività. Lapprendimento comprende lazione, il simbolo e la rappresentazione e la centralità del soggetto nella costruzione del suo sapere. Lev Semyonovic Vygotskij ( ) Psicologo sovietico, ribaltò linterpretazione psico – genetica di J. Piaget, sostenendo che la dimensione sociale e relazionale non si trova alla fine dello sviluppo ma ne dà avvio. Il pensiero stesso nasce non da un altro pensiero, ma dalla sfera motivazionale della nostra coscienza, che abbraccia i nostri impulsi e le nostre motivazioni, i nostri affetti e le nostre emozioni. Dietro al pensiero vi è una tendenza affettiva e volitiva.

22 La Teoria triarchica dell'intelligenza individua tre forme intellettive: 1.Intelligenza componenziale: si riferisce ai processi di organizzazione dei dati percepiti e alla pianificazione delle risposte. Si distingue per la capacità di scomporre, confrontare, esaminare, scendere nei dettagli, giudicare, valutare, chiedersi e spiegarsi il perché, spiegare le cause. 2.Intelligenza esperenziale: riguarda invece la capacità di utilizzare i dati dellesperienza in maniera flessibile e creativa. Si esplicita nell'abilità di usare strumenti, di saper organizzare, attuare progetti concreti, dimostrare come si fa. 3.Intelligenza contestuale: è inerente alla capacità delle persone di adattarsi allambiente e adottare i giusti atteggiamenti a seconda delle situazioni e dei contesti. È caratterizzata da intuizione, immaginazione, scoperta, abilità a produrre il nuovo, dal saper ipotizzare, saper immaginare, saper inventare. Robert Sternberg (1949) Psicologo americano

23 1 H. Gardner, Intelligenze multiple, Anabasi, Milano, 1994, p. 12. Considera lintelligenza come la capacità di risolvere problemi o di creare prodotti che abbiano un valore riconosciuto in uno o più ambienti culturali diversi 1, una struttura articolata in una pluralità di formae mentis, cioè di distinte forme di intelligenza, ciascuna delle quali caratterizzata da specifiche abilità per la soluzione di determinati problemi. Howard Gardner (1943)

24 Nella sua prospettiva lintelligenza è un potenziale biopsicologico. Se e rispetto a che cosa un individuo possa essere considerato intelligente, dipende in primo luogo dal suo patrimonio genetico e dalle sue caratteristiche psicologiche, che a loro volta spaziano dalla capacità cognitive alle inclinazioni della personalità 1, o attitudini, le quali possono concretizzarsi o meno in attività significative, in relazione ad unampia gamma di fattori culturali e ambientali. 1 H. Gardner, Intelligenze multiple, Milano, Anabasi, 1994, p. 68 Non vi sono architetture cognitive generali, bensì architetture cognitive diversificate. Ciascuna di queste formae mentis opera in maniera relativamente indipendente dalle altre e ha modo di strutturarsi e di emergere solo a contatto con determinati sistemi simbolico-culturali nella vita comune queste intelligenze cooperano tipicamente in modo armonico, e la loro autonomia può quindi risultare invisibile 2 2 H. Gardner, Formae mentis. Saggio sulla pluralità dellintelligenza, Feltrinelli, Milano, 2005, p. 29 Howard Gardner e le intelligenze multiple

25 Le diverse intelligenze corrispondono ai diversi modi di conoscere il mondo … mediante il linguaggio, lanalisi logico- matematica, la rappresentazione spaziale, il pensiero musicale, luso del corpo, la comprensione degli altri individui e di noi stessi, il ragionamento astratto per categorie concettuali universali e il rapporto con lambiente naturale. Lelenco non può essere esaustivo, ma lo sforzo di Gardner va nella direzione di creare le condizioni per una visione pluralistica delle capacità cognitive: si potrà così scoprire che ci sono altre intelligenze e persino sotto-intelligenze, dunque, qualsiasi cifra per descrivere la varietà di intelligenze è arbitraria, in quanto non esiste un numero magico che possa denotare la molteplicità dei talenti umani. Howard Gardner e le intelligenze multiple

26 -la capacità di motivare se stessi e di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni; di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione; di modulare i propri stati danimo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare; e, ancora, la capacità di essere empatici e di sperare 1. - E' una miscela equilibrata di motivazione, empatia, logica e autocontrollo, che consente, imparando a comprendere i propri sentimenti e quelli degli altri, di sviluppare una grande capacità di adattamento e di convogliare opportunamente le proprie emozioni, in modo da sfruttare i lati positivi di ogni situazione. 1 D. Goleman, Intelligenza emotiva. Che cosè, perché può renderci felici, Rizzoli, Milano,1996, p. 69. Daniel Goleman (1946) Psicologo americano Lintelligenza emotiva è:

27 Consapevolezza emotiva Controllo emotivo, autoregolazione delle emozioni La capacità di motivare se stessi Empatia e mimetismo motorio Sviluppare una buona intelligenza emotiva significa, essere in possesso delle seguenti abilità: La gestione efficace delle relazioni interpersonali Le abilità emotive

28 Consapevolezza emotiva: consiste nella capacità di riconoscere le proprie emozioni nel momento in cui hanno inizio, attraverso la comprensione di quei meccanismi fisiologici, improvvisi e innati che si verificano in presenza di uno stimolo emotigeno. Le abilità emotive In genere sostiene lo studioso, Gli psicologi usano il termine piuttosto pomposo di metacognizione per riferirsi a una consapevolezza dei processi di pensiero, e quello di metaemozione per indicare la consapevolezza delle proprie emozioni. Io preferisco parlare di autoconsapevolezza, per indicare la continua attenzione ai propri stati interiori. D. Goleman, Intelligenza emotiva. Che cosè, perché può renderci felici, Milano, Rizzoli, 1996, p. 78. Controllo emotivo, autoregolazione delle emozioni: si riferisce ad un processo di controllo delle emozioni negative e di rafforzamento di quelle positive attraverso, ad esempio, tecniche di respirazione profonda e di rilassamento muscolare.

29 La capacità di motivare se stessi: insieme al buon umore può aumentare la capacità di pensare in modo flessibile, aperto e libero. Il buon umore può avere effetti positivi sullapprendimento di nuove nozioni e sul consolidamento di quelle già apprese: Lumore positivo non solo spinge le persone a risolvere meglio problemi che richiedono creatività e flessibilità, che risultino loro attraenti e stimolanti rispetto ai compiti noiosi, ma favorisce, linsorgere di una motivazione intrinseca, cioè linteresse per lattività in sé. Le abilità emotive Cfr., D. Goleman, Intelligenza emotiva. Che cosè, perché può renderci felici, Rizzoli, Milano, 1996, pp

30 Empatia e mimetismo motorio: intesa come la capacità di mettersi nei panni dellaltro e di riconoscere esteriormente i suoi stati emotivi. È la diretta conseguenza della prima abilità emotiva: solo chi è consapevole delle proprie emozioni può essere favorito nella comprensione di quelle altrui. Le radici dellempatia pare siano da ricercare nel fenomeno del mimetismo motorio, e cioè da una sorta di imitazione fisica della sofferenza o della gioia provata dallaltro: Il possesso di mature capacità empatiche costituisce un fattore importante nello sviluppo sia per il bambino che per ladulto, per la sua frequente tendenza ad alimentare comportamenti prosociali che agevolano le relazione con gli altri. Le abilità emotive Cfr., D. Goleman, Intelligenza emotiva. Che cosè, perché può renderci felici, Rizzoli, Milano, 1996, pp

31 La gestione efficace delle relazioni interpersonali: conosciuta anche come arte sociale, consiste nella capacità di gestire efficacemente i conflitti, nel rimuovere gli ostacoli che impediscono un contatto armonico con gli altri nei rapporti interpersonali, nelle relazioni amicali, nel settore scolastico – educativo. Questarte raffinata delle relazioni e la possibilità per chi ne è in possesso di essere un buon negoziatore, di leggere e conciliare i sentimenti altrui, è possibile solo se si è in possesso di altre due precedenti abilità: lautocontrollo e lempatia. Unabilità questa che consente di agire in armonia con i propri sentimenti e i propri valori più profondi. Le abilità emotive Il mio consiglio è di prestare una maggiore attenzione alla competenza sociale ed emozionale nostra e dei nostri figli, e di coltivare con grande impegno queste abilità del cuore … Tutto questo suggerisce la necessità di insegnare ai bambini quello che potremmo definire lalfabeto emozionale – le capacità fondamentali del cuore … introducendo programmi di alfabetizzazione emozionale che insegnino ai bambini le capacità interpersonali essenziali 1. 1 D. Goleman, Intelligenza emotiva. Che cosè, perché può renderci felici, Rizzoli, Milano, 1996, pp. 7-8.

32 Edward De Bono (1933) Psicologo americano Linvito di De Bono è quello di utilizzare Il pensiero laterale", ovvero il pensiero che tiene conto della molteplicità di punti di vista da cui si può considerare un problema stesso piuttosto che risolverlo esclusivamente in chiave logica. Mentre il pensiero verticale è guidato dalla logica, il pensiero laterale "si serve" anche della logica (a volte procedendo a ritroso da una conclusione finale intuita). La metafora dei sei cappelli dimostra la vasta gamma dei possibili aspetti del pensiero e costituisce un metodo significativo per la comprensione e lorganizzazione dei diversi tipi di pensiero per prendere decisioni efficaci e appropriate, di volta in volta, sfruttando appieno anche gli aspetti più ottimisti e creativi del pensiero.

33 Il Post-cognitivismo considera lapprendimento e la cognizione come un prodotto del contesto sociale e della cultura e sposta la sua indagine dallo studio dei meccanismi neurobiologici e dei meccanismi di funzionamento della mente alla relazione tra meccanismi del pensiero e della cognizione ed elementi socio-culturali, spazio-temporali. David Ausubel (1918) Il caposaldo della teoria di Ausubel è la nozione di apprendimento significativo, contrapposta a quello di apprendimento meccanico. Per imparare in modo significativo, gli individui devono poter collegare la nuova informazione a concetti e proposizioni rilevanti già posseduti. La conoscenza avviene mediante elaborazione del significato: l'allievo attribuisce al materiale di apprendimento un significato psicologico, cioè suo personale. Nell'apprendimento meccanico, invece, il contenuto è già definito nel suo significato e l'allievo deve solamente imprimerselo nella mente.

34 Il suo attuale lavoro di ricerca riguarda studi sulle idee degli studenti in merito all'apprendimento e alla epistemologia, sui metodi per l'applicazione di idee e strumenti educativi come le mappe concettuali. Joseph D. Novak Lapproccio reticolare di Novak ha sottolineato costantemente limportanza dellinterazione tra pensiero (cognizione), sentimenti (emozioni) e azioni (motorie e psicomotorie) Uneducazione vincente non deve concentrarsi esclusivamente sui fattori cognitivi, ma considerare anche i sentimenti e le azioni individuali. Vanno prese in considerazione tre forme di apprendimento: lacquisizione delle conoscenze (apprendimento cognitivo), il mutamento di emozioni o sentimenti (apprendimento emotivo) e il miglioramento nelle attività fisiche o motorie o nelle prestazioni (apprendimento psicomotorio).

35 Il contributo della Teoria della Complessità per la costruzione di una cornice epistemologica delle scienze motorie e sportive Muove da una vasta indagine sul rapporto tra natura-cultura e dallidea che ogni sistema vivente si presenta come Unitas Multiplex 1, omogeneo nel suo essere Tutto ed eterogeneo per le molteplici parti che lo compongono. Allo stesso modo la cultura, quale sistema generatore di unalta complessità, risulta indispensabile per la stessa evoluzione biologica. L'organizzazione nasce dalla differenza tra le parti, complementari, specializzate ed è per questo che Il metodo della complessità ci richiede di pensare senza mai chiudere i concetti, di spezzare le sfere chiuse, di ristabilire le articolazioni tra ciò che è disgiunto, di sforzarci di comprendere la multidimensionalità, di pensare con la singolarità, con la località, con la temporalità, di non dimenticare mai le totalità integratici 2. 1 E. Morin, Il metodo. La natura della natura, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001, p E. Morin, Le vie della complessità, in G. Bocchi, M. Ceruti [a cura di], La sfida della complessità, Feltrinelli, Milano, 1988, pp I modelli costruttivisti XX sec. Edgar Morin, Sociologo e Filosofo Francese (1921)

36 La comunicazione è qualsiasi comportamento che avviene in presenza di unaltra persona. Non occorre né intenzione né consapevolezza perciò, in ogni sistema di interazione tra presenti, è impossibile non comunicare. lintero comportamento in una situazione di interazione ha valore di messaggio, vale a dire è comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi non si può non comunicare P. Watzlawick, J.H. Beavin, D.D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, Astrolabio, Roma, 1971, p. 41. Paul Watzlawick Psicologo austriaco ( )

37 Nella sua opera fornisce una rassegna generale dei fenomeni della comunicazione e del loro significato, soffermandosi sugli aspetti non linguistici della comunicazione,, mettendo in evidenza come i componenti non verbali del messaggio rivestano addirittura unimportanza maggiore del contenuto verbale nel determinare il significato del messaggio totale il linguaggio è notevolmente dipendente e strettamente intrecciato alla comunicazione non verbale e vi sono molte cose che non si possono esprimere a parole … luso corretto della comunicazione non verbale è una parte essenziale della capacità sociale e di specifiche competenze sociali 1 Michael Argyle Docente di Psicologia Sociale M. Argyle, Il corpo e il suo linguaggio. Studio sulla comunicazione non verbale, Zanichelli, Bologna, 1992, p. 2.

38 Analizzando lesperienza della percezione, giunge alla conclusione che il corpo non è solo una cosa, un potenziale oggetto di studio, ma è anche il presupposto essenziale dellesperienza, in quanto è attraverso esso che si realizzano gli scambi con il mondo e lesperienza della percezione. Maurice Merleau Ponty Filosofo francese M. Merleau Ponty, Fenomenologia della percezione, Milano, Rizzoli, 2003, p. 214 Egli suggerisce di guardare al corpo non più come oggetto del mondo, ma come mezzo della nostra comunicazione con esso, al mondo non più come somma di oggetti determinati, ma come orizzonte latente della nostra esperienza, continuamente presente, anchesso, prima di ogni pensiero determinante.

39 Maurice Merleau Ponty Filosofo francese La consapevolezza di avere un corpo risiede in uno schema che si organizza a partire dalla cooperazione di olfatto, tatto e udito per poi arricchirsi di tutti gli stimoli che arrivano dallesterno, questo schema è noto come schema corporeo che nellanalisi di Merleau Ponty è una maniera di dire che il mio corpo è al mondo … il mio corpo può essere una «forma» e dinnanzi a esso possono esservi figure privilegiate su sfondi indifferenti, proprio perché è polarizzato dai suoi compiti, esiste verso di essi e si raccoglie su se stesso per conseguire il suo scopo. 1 M. Merleau Ponty, Fenomenologia della percezione, Milano, Rizzoli, 2003, p. 154

40 Il contributo delle Neuroscienze alla costruzione della cornice epistemologica delle attività motorie e sportive

41 Gli studi di Edoardo Boncinelli, dallo sviluppo embrionale al problema della mente e dellanima, riconoscono limportanza delle neuroscienze alla comprensione delluomo: Il cervello, la mente, la psiche con tutta la coorte di inclinazioni delle preferenze e delle avversioni, sono argomenti di particolare interesse … Fino a qualche tempo fa se ne poteva parlare solo in maniera letteraria o filosofica. Da una trentina danni se ne può parlare con cognizione di causa e basandosi su una consistente base scientifica … cè stata in questo periodo lesplosione delle cosiddette neuroscienze, e più precisamente delle cosiddette neuroscienze cognitive. E. Boncinelli, La scienza della mente, In: M. Maldonato, Luniverso della mente (a cura di ), Milano, Meltemi Editore, 2008, p. 45. Edoardo Boncinelli (1941) genetista e biologo molecolare

42 TECNICHE PER LA VISUALIZZAZIONE DELL ATTIVITÀ CEREBRALE E. Boncinelli, La scienza della mente, In: M. Maldonato, Luniverso della mente (a cura di ), Milano, Meltemi Editore, 2008, p. 46. La Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) Risonanza Magnetica nucleare e funzionale (RMN e fMRI) sono tecniche che permettono di guardare dentro la testa di un essere umano vivo e vegeto, generalmente sano che sta seguendo un compito. Si tratta di un notevole passo avanti rispetto al passato quando ci si doveva invariabilmente basare sullosservazione dei deficit cognitivi o comportamentali di individui portatori di lesioni cerebrali più o meno gravi la cui entità doveva essere stabilita con precisione mediante specifiche analisi anatomiche post mortem.

43 … APPRENDIMENTO Ciascuno di noi, nessuno escluso, nella propria corteccia ha un milione di miliardo di connessioni che sono la sua mente e che racchiudono la sua personalità, linsieme dei suoi ricordi e delle sue inclinazioni. Secondo molti neurobiologici quello che ciascuno di noi è in questo momento si identifica con larchitettura delle diverse disposizioni del suo milione di miliardi di sinapsi, un po diverso da quello che era ieri e un pò diverso da quello che verosimilmente sarà domani. Oggi abbiamo fatto esperienza, abbiamo visto cose e conosciute persone che avranno certamente lasciato una traccia in noi, cioè nellassetto complessivo delle nostre sinapsi E. Boncinelli, La scienza della mente, In: M. Maldonato, Luniverso della mente (a cura di ), Milano, Meltemi Editore, 2008, pp LApprendimento consiste nellacquisire conoscenze relative al mondo che ci circonda e coinvolge il rafforzamento delle connessioni sinaptiche tra i neuroni

44 Il principale fattore ambientale capace di modificare il comportamento delluomo è lapprendimento, che consiste nellacquisire conoscenze relative al mondo che ci circonda, e la memoria è la facoltà di trattenere o custodire queste conoscenze … la memoria permette di mantenere una traccia degli eventi passati, lapprendimento permette di trarre da questi eventi e dalla loro traccia una lezione progressiva, necessaria per affrontare il mondo e la vita stessa …. Lapprendimento coinvolge il rafforzamento delle connessioni sinaptiche tra i neuroni mentre la memoria è una … modificazione metastabile dellassetto interno di un sistema … Di un sistema…che ogni volta abbia a disposizione un solo tipo di risposta alle stimolazioni ambientali non si può dire che abbia memoria; lesistenza di una memoria può essere dedotta solo dalla constatazione che di volta in volta il sistema adotta, sulla scorta di eventi precedenti, un comportamento piuttosto che un altro …. … APPRENDIMENTO E MEMORIA E. Boncinelli, Il cervello, la mente e lanima. Le straordinarie scoperte sullintelligenza umana, Milano, Mondadori, 2000, p. 179.

45 LE NEUROSCIENZE, un complesso di discipline che studiano il cervello e il sistema nervoso degli esseri viventi dal punto di vista chimico, genetico, molecolare, hanno evidenziato la ricchezza e la straordinarietà della natura umana, attraverso la spiegazione dei meccanismi cognitivi: Rivalutazione del rapporto tra corpo- movimento. emozione e cognizione. La plasticità cerebrale Sprouting Darwinismo neurale Caratteriste e funzioni della memoria

46 Lutilizzo di tecniche sempre più sofisticate ma meno invasive (PET ed FMRI) che hanno consentito limaging funzionale (cioè di osservare il cervello in attività, in vivo), è stato dimostrata limportanza fondamentale dei sistemi percettivi e motori nella formazione di strutture da cui scaturiscono le funzioni globali, cioè quelle attività che danno origine alla categorizzazione, alla memoria, allapprendimento e a tutti quei comportamenti che consentono ladattamento e la sopravvivenza LA PLASTICITÀ CEREBRALE Alla nascita il cervello è lorgano meno differenziato, …il tipo di connessioni che vengono stabilite nel corso dello sviluppo prenatale, sulla base di processi di riconoscimento cellulare, si avvicina solo per approssimazione a quello definitivo E.R. Kandel, J.H. Schwartz, T.M. Jessel, Principi di neuroscienze, a cura di Virgilio Perri, Giuseppe Spidalieri, CEA, Milano, 1994, p. 967.

47 SPROUTING Alla nascita vi è un eccesso di neuroni geneticamente programmato, il cosiddettosprouting (germogliamento). Tale processo permette la formazione della rete delle connessioni neurali grazie soprattutto alle interazioni con il mondo esterno; infatti, solo una piccola parte delle connessioni che si vanno a formare è determinata dai geni, mentre la gran parte delle connessioni si forma a partire dalle esperienze, che vanno a plasmare le strutture del nostro cervello; per cui in assenza di esperienze si può verificare il fenomeno della morte cellulare Il fenomeno dello sprouting è particolarmente significativo nei primi anni di vita e consiste in un processo di germogliamento della connettività sinaptica e, nello stesso tempo, di sfrodamento delle connessioni neurali in rapporto allincidenza delle stimolazioni ambientali sulla formazione della mente individuale

48 Durante questo periodo di ricchezza pare che ci sia unintensa competizione fra le cellule, nel modo tradizionale darwiniano, nella quale prevarrebbero le fibre nervose più adatte o appropriate allorganismo che porterebbero alla formazione di aree funzionali specifiche e, quelle più efficaci nel formare connessioni resistenti e appropriate, hanno le maggiori probabilità di sopravvivere. Linfluenza dellambiente sulle strutture cerebrali e sul comportamento varia con letà ma, in generale, incide in modo più profondo nelle prime fasi dello sviluppo piuttosto che in età adulta, in particolare nei periodi critici, che non hanno limiti temporali netti, ma durante i quali la predisposizione dellindividuo ad apprendere si incrementa perché il cervello è maggiormente sensibile alle stimolazioni esterne

49 Che cosa succede quando proviamo unemozione ? 1.Gli input sensoriali, attraverso i nostri canali sensoriali (vista, udito) vengono trasmessi ad una stazione di smistamento nervoso rappresentata dal talamo sensoriale 2.La fase successiva, vede il ruolo centrale dellamigdala, che effettua una valutazione rapida e grossolana e della corteccia orbito - frontale che analizza la natura dello stimolo, lo confronta con esperienze passate ed invia le giuste risposte allamigdala. Gli studi di Joseph LeDoux finalizzati allanalisi dei meccanismi emotivi, partono dallidea dellesistenza di sistemi complessi ed interconnessi responsabili dei fenomeni emotivi, in primis, il sistema limbico e lamigdala che, situata nel lobo temporale, costituisce un punto di raccordo tra il sistema nervoso centrale e quello periferico, il punto di raccolta della molteplicità di stimoli percettivi che provengono dallambiente esterno e la memoria emotiva di ogni essere vivente. Joseph LeDoux Professore di Psicologia e Neurobiologia New York University (1949)

50 Il processo di riconoscimento e valutazione dello stimolo emotigeno avviene attraverso due percorsi anatomici distinti: 1.Via Talamica (Via Bassa) offre informazioni sommarie ed essenziali allo stimolo, in modo veloce e tempestivo e consente allorganismo una risposta immediata seppure poco differenziata; 2.Via Corticale (Via Alta) che prevede linvio di informazioni analitiche che forniscono maggiori dettagli sulla struttura percettiva e semantica dello stimolo 1. La presenza di questa duplice via, e in particolare via bassa ci consente di comprendere come anche componenti superficiali delle informazioni siano in grado di attivare i circuiti emotivi dellamigdala …, e input sensoriali precognitivi, (cioè quelli elaborati superficialmente) siano sufficienti a dare avvio ad una prima analisi affettiva, ma solo una conoscenza più dettagliata delle proprietà dello stimolo consente la valutazione del significato affettivo complessivo dello stesso. 1 Cfr., J. Le Doux, Il cervello emotivo, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003, pp

51 CORTECCIA SENSORIALE Via Alta Corticale-lenta STIMOLO EMOTIVO RISPOSTE EMOTIVE TALAMO SENSORIALE AMIGADLA Via Bassa -Talamica- veloce J. LeDoux, Il cervello emotivo, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003, p. 170.

52 Lo psicologo canadese Donald Hebb attraverso lelaborazione della teoriaScarica e connetti ha sottolineato limportanza della presenza di stimoli forti capaci di trascinare quelli deboli e consentire il perdurare delle informazioni nella memoria a lungo termine. Quando gli input deboli e forti verso una cellula sono attivi nello stesso momento, la via debole risulta potenziata grazie alla sua associazione con la via forte. A W S La connessione tra la cellula W e la cellula A è debole anche se A. riceve stimoli da S. Se W ed S stimolano contemporaneamente A, la via debole A-W risulterà potenziata. LeDoux J. Il sé sinaptico Raffaello Cortina Editore Milano 2002 pag.190

53 Gli studi di Damasio, a partire dallanalisi e dallosservazione di casi clinici, muovono dallidea che non esiste un pensiero puro e razionale non influenzato da emozioni e sentimenti. Il grave limite della tradizione filosofica è stato quello di aver contribuito ad una separazione netta tra mente e corpo, ignorando il significativo rapporto delluomo con lambiente: una piena comprensione della mente umana richiede una prospettiva integrata: la mente non solo deve muovere da un «cogito» non fisico al regno dei tessuti biologici, ma deve anche essere correlata con un organismo intero, in possesso di un cervello e di un corpo integrati e in piena interazione con un ambiente fisico e sociale 1. 1 A. Damasio, Lerrore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano, Adelphi, Milano, 1995, p Antonio Damasio Professore di Neurologia Lisbona(1944)

54 La distinzione tra emozioni e sentimenti non è di tipo qualitativo, piuttosto è legata alla consapevolezza dellesistenza di una diversa manifestazione corporea dei due fenomeni: Emozioni: stati affettivi reattivi, acuti e responsabili della nostra sopravvivenza, con manifestazioni esterne, pubbliche, osservabili e spesso condivise; Sentimenti: stati affettivi privati, intimi, personali. Il termine stesso viene riservato per lesperienza mentale, privata di unemozione … non è perciò possibile osservare un sentimento in unaltra persona … allo stesso modo nessuno può osservare i nostri sentimenti 1. Emozioni, sentimenti e coscienza del sentimento Damasio analizza una situazione tipo: le scottature. 1.Il dolore che proviamo nasce da una disfunzione che si verifica a livello corporeo: la distruzione delle cellule del tessuto epiteliale determina il rilascio di sostanze chimiche, lattivazione di neuroni del sistema nervoso, la creazione di una mappa dei segnaliche quando compaiono nelle aree del talamo, del tronco encefalico e della corteccia cerebrale, generano la sensazione del dolore. 2.Dallemozione immediata si passa al sentimento, alla consapevolezza dellevento emotigeno o stato dolorifico. 3.La coscienza del sentimento chiama in causa la coscienza, … poiché è soltanto con lavvento di un senso del sé che lindividuo viene a conoscenza dei sentimenti che ha. 1 A. Damasio, Emozione e coscienza, Adelphi, Milano, 1999, p. 52.

55 Gli esiti delle esperienze passate, delle quali riconosciamo analogie con quelle presenti, guidano in maniera incosciente le azioni delluomo. La nostra mente prende in considerazione il peso emotivo che deriva dalle nostre precedenti esperienze, fornendoci una risposta sotto forma di sensazione viscerale. Damasio fa lesempio di un bambino aggredito da un cane: 1. La vista del cane (canali sensoriali) determina unattivazione fisica (batticuore, sudorazione) 2. Il segnale somatico di paura legato allidea del cane e alle reazioni emotive vissute fisicamente viene conservato dallamigdala responsabile delle stesse reazioni fisiologiche anche a distanza di tempo. 3. Nella corteccia si crea una mappa somato-sensoriale, uno schema delle sensazioni provate in risposta allo stimolo emotigeno Il marcatore somatico, ossia il riattivarsi delle mappe somato-sensoriali, che determinano il ripresentarsi della sensazioni vissute in precedenza anche a livello fisico, ci avverte sulla natura favorevole oppure no dello stimolo e può aiutarci, sostiene Damasio, nel prendere una decisione. [ A. R. Damasio, Emozione e coscienza, Adelphi, Milano, 2000, pp La Teoria del Marcatore Somatico

56 I suoi studi sulle basi biologiche dellazione e, in particolare, la sua scoperta dei neuroni specchio (mirror neurons), hanno rivoluzionato negli ultimi anni il panorama delle neuroscienze cognitive Il sistema dei neuroni a specchio delluomo … codifica atti motori transitori e intransitivi; è in grado di selezionare sia il tipo datto sia la sequenza dei movimenti che lo compongono; infine, non necessita di uneffettiva interazione con oggetti, attivandosi anche quando lazione è semplicemente mimata 1. Il neurone dell'osservatore rispecchia quindi il comportamento dell'osservato, come se stesse compiendo l'azione egli stesso. Questo sistema, che si attiva quando agiamo e quando percepiamo il comportamento altrui, può spiegare come empatizziamo e comunichiamo con gli altri e come apprendiamo per imitazione i comportamenti che osserviamo. Giacomo Rizzolatti Neuroscienziato italiano 1 G. Rizzolatti, C. Sinigaglia, So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2006, p. 121.

57 Il movimento costituisce lo strumento che più si avvicina a un sesto senso. Nel cervello, infatti, è insita la capacità di anticipare ciò che sta per accadere nello spazio che ci circonda la percezione non è solamente uninterpretazione dei messaggi sensoriali: essa è condizionata dallazione, è una sua simulazione interna, è giudizio, è anticipazione delle conseguenze dellazione 1. 1 A. Berthoz, Il senso del movimento, McGraw-Hill, Milano, 1998, p XII. Prima di muoversi e di compiere unazione, il cervello calcola la posizione del proprio corpo, compie operazioni di relazione con lo spazio intorno e si confronta con le circostanze, dimostrandosi molto più simile ad un simulatore che ad un calcolatore, che utilizza i movimenti di un corpo nello spazio per elaborare un modello stabile della realtà, in equilibrio tra i sensi e i pensieri, cioè quei software che noi usiamo per dare una spiegazione alle sensazioni. Alain Berthoz Ingegnere, psicologo e neurofisiologo francese (1934)


Scaricare ppt "NYUGAT-MAGYARORSZÁGI EGYETEM Epistemologia, diversabilità e giochi sportivi M. Sibilio, N. Carlomagno, G. Raiola, F. Corona University of Salerno, Italy."

Presentazioni simili


Annunci Google