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Gabriele dAnnunzio Il poeta superuomo 6. Il teatro delle patologie e del rito.

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Presentazione sul tema: "Gabriele dAnnunzio Il poeta superuomo 6. Il teatro delle patologie e del rito."— Transcript della presentazione:

1 Gabriele dAnnunzio Il poeta superuomo 6. Il teatro delle patologie e del rito

2 Il contesto storico il movimento antiromantico della Scapigliatura Paolo Giacometti: La morte civile (1861) lo scioglimento del matrimonio in casi estremi Vittorio Bersezio: Le miserie d Monsû Travet (1863) in dialetto torinese lesistenza deplorabile di un piccolo impiegato Eduardo Scarpetta: Miseria e nobiltà (1888) il matrimonio di un giovane nobile con una danzatrice parvenue

3 I due grandi maestri nordici un simbolismo espressivo Henrik Ibsen ( ) August Strindberg ( ) Ibsen, prima in Italia e poi in Germania a Roma Casamicciola Terme, Ischia Peer Gynt (1867) Sorrento Spettri (1882) Amalfi Casa di bambola (1879) Nora – Maison de poupée, 1889 Les revenants, 1889 Le canard sauvage, 1891 Hedda Gabler, 1891 Un ennemi du peuple, 1892 Solness le constructeur, 1893 Peer Gynt, 1899

4 I due grandi maestri nordici Spettri, 1892 Il costruttore Solness, 1893 Lanitra selvatica, 1894 Casa di bambola, 1894 Un nemico del popolo, 1894 Peer Gynt, 1909 Strindberg: una guerra dei sessi e delle generazioni Padre (1893; Père, 1888) Mademoiselle Julie (1893) Creditori (1894; Créanciers, 1894) tutte, tranne Peer Gynt, pubblicate prima

5 Sogno dun mattino di primavera, 1897 il naturalismo di Zola la pazzia di una donna giovane unantica villa toscana (lArmiranda) il vecchio giardiniere Panfilo due fratelli, Giuliano e Virginio due sorelle, Isabella La Demente, sposata, e Beatrice lassassinio misterioso di Giuliano la storia di Dianora impiccata dal padre un pavone bianco, simbolo della morte Giuliano ucciso da lei stessa oppure dal marito

6 Sogno dun mattino di primavera Io so dove Beatrice condurrà il suo sposo… Io so un luogo chella sa… È un cerchio magico nella foresta. Forse vi entrò anche Madonna Dianora… È come una tazza sacra, una tazza di scorza dove la foresta versa il suo vino daromi, il suo vino più puro e più forte, che non tutti possono bere. Chi ne beve, sinebria e saddormenta, se è solo, in un sogno inaudito, sentendo tutte le radici della foresta partirsi dallintimo del suo cuore. tutta la notte il cadavere delluomo amato la presenza angosciosa della morte lassenza di azione drammatica una nuova arte simbolica in gesti rituali, perfettamente calcolati

7 Sogno dun tramonto dautunno, 1899 unappendice programmatica una villa sul Brenta, tra Venezia e Padova i monologhi di gelosa pazzia della dogaressa vedova lamante la prostituta Pantèa la Maga lincendio della sua nave

8 La città morta composta nel 1896 in francese da Sarah Bernhardt teatro Renaissance a Parigi, 1898 La ville morte le rovine di Micene il mitico e tragico passato degli Atridi

9 La città morta un poeta, Alessandro la moglie cieca, Anna la giovane Bianca Maria Quanti capelli! Quanti capelli! Sono dolci alle dita come unacqua tiepida che scorra. Ma quanti! Ma quanti! Sono meravigliosi. Se ti si sciogliessero, ti vestirebbero sino ai piedi. Ah, ecco che si sciolgono! il desiderio represso Bianca Maria – una forza risvegliatrice e vitale lanalogia tra archeologia e psicoanalisi Leonardo, fratello di Bianca Maria la tentazione dincesto

10 La città morta Leonardo decide di ucciderla per conservarla pura annega Bianca Maria nella fonte della città Per poterla riamare così, io lho uccisa; perché tu potessi amarla così sotto i miei occhi, tu non più separato da me, tu senza più crudeltà e senza più rimorso, per questo, per questo io lho uccisa… o fratello, o fratello mio nella vita e nella morte, riunito a me, per sempre riunito a me da questo sacrificio che io ti ho fatto… Guardala, guardala! Ella è perfetta; ora ella è perfetta. Ora ella può essere adorata come una creatura divina.

11 La città morta Antigone, eroica figlia di Edipo Io, amante infelice di Giove le attualità arecheologiche la maschera funebre di Agamennone Heinrich Schliemann, 1874

12 La Gioconda, 1898 artisti a Firenze Lucio Settala la moglie Silvia lamante-modella Gioconda Dianti il maestro Lorenzo Gaddi la statua della Sfinge la statua e la moglie perdono le mani Sirenetta recita poesie

13 La Gloria, 1899 Ruggero Flamma a Roma Cesare Bronte, vecchio tiranno Elena Comnèna Elena, simbolo della Gloria Ella è là, presso la porta, svelata, con quei suoi occhi pieni di destino, con quelle sue mani piene di offerta, dinanzi a colui che desidera il mondo.

14 La Gloria Edward Burne-Jones ( ) Dante Gabriel Rossetti ( ) la terminologia del fascismo Romanamente, certo, egli parlerà domani in Campidoglio trasmettendo il dominio della terra agli Inviati delle Federazioni rurali. Ludremo.

15 La Gloria Elena – intrighi contro la sua persona Flamma dittatore disprezzato dal popolo Elena proclamata imperatrice lintroduzione del coro polifonico degli astanti prime opere prolisse un linguaggio ridondante e retorico rifiutato da un pubblico poco abituato superare i modelli più consueti del dramma italiano

16 Francesca da Rimini, 1902 Adolfo de Karolis ( ) Fratelli Treves (Milano 1904) in cinque atti in rime sciolte 1901 al Teatro Costanzi di Roma Eleonora Duse

17 Francesca da Rimini Paolo e Francesca Dante Alighieri: Inferno V la casa dei Polentoni, a Ravenna Paolo Malatesta il matrimonio di suo fratello Gianciotto il fratello Ostasio a Rimini una festa nelle stanze di Francesca il brano del Lancilotto del Lago

18 Francesca da Rimini E la reina vede il cavaliere che non ardisce di fare di più. Lo piglia per il mento e lungamente lo bacia in bocca…» Egli fa quellatto istesso verso la cognata, e la bacia. Quando le bocche si disgiungono, Francesca vacilla e sabbandona su i guanciali. i due amanti muoiono insieme Jean Auguste Dominique Ingres (1819)

19 Francesca da Rimini

20 Dante, Petrarca e Boccaccio episodicamente, nelle sue fasi culminanti la passione fatale nasce non sapranno vincerla procede per gradi la violenta esplosione delle pulsioni selvagge e brutali


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